Sui costi della politica, sugli sperperi e le mode, anche lessicali

Buco_sole24oreR. Redini. A conferma di quanto scritto a proposito di Mussi, Cenni (sindaco di Siena, n.d.r.), rai 3 e tanti altri, ecco la notizia del 14 novembre in cui si racconta come dieci “raccontatori”, nove sindaci e il presidente della provincia di Siena, abbiano tratto dal loro cilindro una nuova “holding” nei servizi pubblici toscani, dall’acqua al fuoco, ai rifiuti. Altro CdA? Nominato da chi? Ora holding si può tradurre come “possesso”, commerciale o immobiliare, o anche “tenuta”, il che è già preoccupante; ma si può anche tradurre come “mossa illegale che impedisce ad un avversario di muoversi liberamente”, e allora le preoccupazioni aumentano …
E aumentano ancor di più quando un esperto viene chiamato advisor e non semplicemente esperto. Gli advisors (o esperti, amici di chi?), politicamente indirizzati dal sindaco di Prato, compiranno «un passo avanti fondamentale per il consolidamento dell’industria toscana dei servizi: si muove un primo passo sullo scacchiere delle utilities (e dagli con le paroline esotiche, forse l’autore vuol far sapere che è stato negli States …), dove già da anni sono in atto processi importanti di fusione strategica». Parole sante, magari poco toscane, ma sante, questo si, di Alfredo De Girolamo, presidente di Cispel (?); ipse dixit e, come in tante altre occasioni, quasi quasi ci crede anche lui …
Il segretario regionale ds Andrea Maciulli ritiene come «il localismo sia un elemento frenante» (a Siena però dovevano esser senza freni per metter su quel po’ po’ di MPS) e quindi afferma che «la firma è di grande rilevanza». Un Versace o un Armani insomma, o giù di lì. E ci sta serio serio anche lui, come se ci credesse.
Erasmo da Rotterdam, pardon D’Angelis, Margherita, che è anche un cocktail, non dimentichiamolo, considera l’accordo strategico e chiede ora una legge regionale «per favorire le fusioni e introdurre qualità». Parole, parole, parole … Chi è al caldo ha la lingua sciolta. Mah?! Non sarà che troppe margherite …
Basta però girar pagina per apprendere che a Viareggio si dà un saggio sulle società parastatali (a torto definite pubbliche, perché di pubblico hanno solo il finanziamento forzoso, e i debiti): il sindaco non sa nemmeno chi ha nomitato, e i nominati scoperti ad assumere parenti e amici (va da sé che la moglie del sindaco ha una società che lavora col Comune …); si voleva dividere la Sea (acqua e rifiuti) per raddoppiare le poltrone; si voleva istituire la Patrimonio (?) s.r.l. per altre poltrone ancora; poi è arrivata la finanziaria a disturbare il manovratore. Ma è questione di tempo: appena giri gli occhi, ti ritrovi con un fottìo di miracolati in più. Mica solo a Napoli, fanno i miracoli … Eccellenti, s’intende.

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