All’università di Siena il disavanzo si copre col mutuo

Caro Giovanni Grasso,
mi è sembrato strano che non sia stato pubblicato ancora sul tuo blog un breve articolo del “Mondo”
(uscito il 10 novembre 2006) sui conti in rosso dell’ateneo senese. Pubblicarlo oggi, dopo 7 mesi, sarebbe oltremodo opportuno in considerazione anche della sua attualità e della censura degli organi d’informazione senesi. Un anonimo, ma attento, lettore.

A SIENA IL DISAVANZO SI COPRE COL MUTUO

Fabio Sottocornola. A Siena c’è curiosità per la visita di Fabio Mussi. Sabato 11 novembre il ministro per l’Università, toscano di nascita, inaugurerà l’anno accademico nell’ateneo più problematico della sua regione. Nella città del Palio il rettore Silvano Focardi deve fare i conti con un bilancio che nel 2005 aveva un disavanzo di amministrazione di 27 milioni, la gran parte (24,9 milioni) di spese per il personale. Adesso la crisi rischia di allargarsi. Nella seduta del 23 ottobre il cda ha approvato un mutuo ventennale con il Monte dei Paschi per 45 milioni di euro. Soldi che serviranno per completare il piano edilizio dell’università. Non solo: queste entrate, scrivono i revisori dei conti, «sono destinate a coprire il disavanzo di 27 milioni». Ma la legge sull’autonomia finanziaria degli atenei recita che «le università possono contrarre mutui esclusivamente per le spese di investimento». E il contratto di mutuo ha esonerato Mps «da ogni responsabilità in ordine all’utilizzo e alla destinazione della somma mutuata». La situazione critica è dovuta al numero di docenti e amministrativi in servizio. Qualche mese fa il direttore amministrativo Loriano Bigi aveva suggerito «una manovra che garantisca da subito il contenimento della spese. L’unica strategia è contenere i costi del personale». Come? Secondo Bigi, congelando il turn over sino a tutto il 2009. Invece in università continuano ad assumere. E sembra essersi persa traccia della commissione consultiva, di cui fa parte anche Andrea Monorchio (ex ragioniere generale dello Stato) che deve dire la sua sugli atti amministrativi.

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