Malauniversità: ricominciamo da Udine con una nuova ispezione ministeriale

Saro_collino_gelminiI senatori Ferruccio Saro e Giovanni Collino hanno chiesto a Maria Stella Gelmini (Ministro dell’Università) e Giulio Tremonti (Ministro dell’Economia e Finanze) una ispezione all’Università di Udine perché ritengono ormai «urgente fare chiarezza sui conti dell’ateneo per far partire una stagione nuova e virtuosa». «Crediamo che sia giusto» aggiungono i senatori «fare luce su una gestione che riteniamo negativa; nella richiesta d’ispezione abbiamo allegato i veri conti che ci risultano. Da parte nostra non c’è alcuna volontà di arrecare danno bensì di consentire all’Ateneo di compiere un rilancio positivo per il suo futuro e il futuro di tanti giovani precari che aspettano di essere regolarizzati; è anche a loro nome e per la loro salvaguardia che l’ispezione potrà essere utile, per fissare cioè le priorità, prima fra tutte dare un futuro di stabilità a quanti aspettano, dopo tanti anni di ricerca, una doverosa regolarizzazione». Sotto accusa ci sono: l’ex rettore Furio Honsell (dimessosi il 27 marzo ed eletto sindaco di Udine), il prorettore Maria Amalia D’Aronco (che ha esercitato le funzioni vicarie fino al 27 maggio, quando è stato eletto un nuovo rettore, Cristiana Compagno) e il direttore amministrativo Daniele Livon. Queste le accuse: nel conto consuntivo 2007 non vi sarebbe il presunto utile di 12 milioni di € ma un buco di 2,75 milioni di €; spesa corrente, non coperta da sufficienti entrate, in aumento di 10 milioni di € l’anno e sempre più assorbita da stipendi e collaborazioni esterne; “correlazione fra le scelte di Honsell di scendere in politica” e le assunzioni di personale amministrativo (50 unità nel 2007 e altre 50 da stabilizzare a seguito dell’accordo del 2007); spese per i dipendenti pari al 96,11% del fondo di finanziamento ordinario, senza considerare il costo del personale a tempo determinato; bilancio preventivo 2008 bocciato, nella sua prima stesura, dal Collegio dei revisori dei conti; mancata adozione del piano di risanamento, richiesto nel 2004 dal Ministero delle Finanze in una precedente ispezione. In conclusione, secondo i senatori Saro e Collino: «l’università non deve essere più considerata proprietà e piedistallo di alcuno; il successore di Honsell dovrà portare l’ateneo ad essere svincolato da qualsiasi parte politica, sia di destra sia di sinistra».

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