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	<title>Commenti a: Ateneo senese: un dissesto che viene da lontano nell&#8217;indifferenza dei docenti</title>
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	<description>Per una Nuova Università a Siena e non solo</description>
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		<title>Di: archimede</title>
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		<dc:creator>archimede</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 22:09:05 +0000</pubDate>
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		<description>Mi dicono che ci sono andati solo i relatori e gli studenti di Scienza della comunicazione: precettati! Quand&#039;è che si renderanno conto che è una fabbrica di disoccupati? Molto meglio filosofia, che pare sia stata fagocitata da Storia, molto apprezzata dalle aziende serie. Circa vent&#039;anni fa il consumismo generalizzato dal CAF, e il conseguente debito pubblico crescente, riuscì a imporre per legge l&#039;assunzione di giornalisti in ogni carrozzone pubblico. Riempite le poltrone di portaborsa della politica le porte si sono chiuse dove più dove meno. Ora si può fare solo cronaca di quei tempi beati e ancora imbonire ma credete che qualcuno avrà parlato della situazione dei media a Siena?
La manifestazione di ieri sulla crisi del MPS è stata memorabile, pare. Ma chi ne parla? Il dott. Barrai (cercare in Google Mercato libero: al MPS gli impiegati dicono che non possono vederlo!) ha sostenuto che Mussari è stato il cavallo di Troia fatto entrare in Siena per far crollare il MPS e renderlo acquisibile da banche forti. Perché ve ne parlo? Perché il crollo del MPS (azioni da un prezzo di 5 euro a 1,2 di ieri, cioè il 25% di qualche tempo fa) comporterà l&#039;indebolimento della Fondazione che dà un dieci milioni all&#039;anno circa all&#039;Università e soprattutto tiene in piedi associazioni e ricerche ecc. che rendono appetibile venire a Siena. I vari centri di biotecnologie perché sopravvivono? La Novartis perché è venuta a Siena, per bere il chianti di arlecchino, pensate?
Rendetevi conto che non si può parlare di università se non si tiene presente il contesto. Il quale è litigiosissimo perché il PD deve tra breve, in primavera, nominare i nuovi banchieri del MPS e per giugno i dirigenti della Fondazione tramite Comune e Provincia nel frattempo sotto elezioni.
Ne vedremo delle belle perciò. Preparatevi, ma alla fine 2+2, cioè ci prenderemo qualche altra fregatura con questi specialisti della partitocrazia. Se la crisi dell&#039;università fosse solo la punta dell&#039;iceberg? Pare che anche i bilanci del Comune siano critici, l&#039;ospedale è quello che è, il MPS l&#039;abbiamo visto ecc. Se la crisi s&#039;aggrava e gli studenti non vengono più dal sud siamo nel sacco. Si potrà chiudere?
Archie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dicono che ci sono andati solo i relatori e gli studenti di Scienza della comunicazione: precettati! Quand&#8217;è che si renderanno conto che è una fabbrica di disoccupati? Molto meglio filosofia, che pare sia stata fagocitata da Storia, molto apprezzata dalle aziende serie. Circa vent&#8217;anni fa il consumismo generalizzato dal CAF, e il conseguente debito pubblico crescente, riuscì a imporre per legge l&#8217;assunzione di giornalisti in ogni carrozzone pubblico. Riempite le poltrone di portaborsa della politica le porte si sono chiuse dove più dove meno. Ora si può fare solo cronaca di quei tempi beati e ancora imbonire ma credete che qualcuno avrà parlato della situazione dei media a Siena?<br />
La manifestazione di ieri sulla crisi del MPS è stata memorabile, pare. Ma chi ne parla? Il dott. Barrai (cercare in Google Mercato libero: al MPS gli impiegati dicono che non possono vederlo!) ha sostenuto che Mussari è stato il cavallo di Troia fatto entrare in Siena per far crollare il MPS e renderlo acquisibile da banche forti. Perché ve ne parlo? Perché il crollo del MPS (azioni da un prezzo di 5 euro a 1,2 di ieri, cioè il 25% di qualche tempo fa) comporterà l&#8217;indebolimento della Fondazione che dà un dieci milioni all&#8217;anno circa all&#8217;Università e soprattutto tiene in piedi associazioni e ricerche ecc. che rendono appetibile venire a Siena. I vari centri di biotecnologie perché sopravvivono? La Novartis perché è venuta a Siena, per bere il chianti di arlecchino, pensate?<br />
Rendetevi conto che non si può parlare di università se non si tiene presente il contesto. Il quale è litigiosissimo perché il PD deve tra breve, in primavera, nominare i nuovi banchieri del MPS e per giugno i dirigenti della Fondazione tramite Comune e Provincia nel frattempo sotto elezioni.<br />
Ne vedremo delle belle perciò. Preparatevi, ma alla fine 2+2, cioè ci prenderemo qualche altra fregatura con questi specialisti della partitocrazia. Se la crisi dell&#8217;università fosse solo la punta dell&#8217;iceberg? Pare che anche i bilanci del Comune siano critici, l&#8217;ospedale è quello che è, il MPS l&#8217;abbiamo visto ecc. Se la crisi s&#8217;aggrava e gli studenti non vengono più dal sud siamo nel sacco. Si potrà chiudere?<br />
Archie</p>
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		<title>Di: arlecchino</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-un-dissesto-che-viene-da-lontano-nellindifferenza-dei-docenti/comment-page-3/#comment-1415</link>
		<dc:creator>arlecchino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 22:55:44 +0000</pubDate>
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		<description>Mentre Archimede dà i numeri, io più modestamente vi do qualche informazione nuova sul Calabrese (Omar) che ogni tanto si cita in questo sito come punta di diamante dei proff. tradizionali senesi (del gruppo citato da Panorama, tanto per chiarire, del PD).
Giorni fa ha scritto una letterona al Corsera in cui ha difeso dal Brunetta l&#039;università, vittima di una vendetta da parte della politica e dei media. Dimenticando quindi che politica e università sono in gran parte la stessa cosa, e perciò non si riesce a riformare e meno che mai ad autoriformarsi.
Ma la chiusa è anche comica. Il prof. scrivendo a Siena riesce a parlare di università come &quot;sede privilegiata per la riflessione critica sull&#039;esistente&quot;. Se si giudica da quel che leggo in questo sito non mi sembra che i prof. senesi, a partire da lui, abbiano denunciato il black out dell&#039;informazione a Siena. Tutto controllato dal PD e dai suoi alleati via MPS?Sembra diagnosi plausibile, ma non l&#039;ho mai sentita dai vari Detti, Balestracci, Brezzi, Piccinni, Boldrini, Catoni ecc. ecc. Anzi, fanno persino i convegni di storia del giornalismo senza rendersi conto di cosa sia divenuto a Siena! Una strana autocoscienza con la benedizione dei vari giornalisti nazionali pronti ad accorrere: caso mai ci fosse qualche corso a contratto ancora libero, vero?
Da quando, più o meno, c&#039;è Scienza della comunicazione la comunicazione critica a Siena è crollata verticalmente. Ne avranno parlato al convegno di questa strana coincidenza? Chi può rispondere tra voi residenti? Ci siete andati alle lezioni-dibattito?
Servitor Vostro
Arlecchino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre Archimede dà i numeri, io più modestamente vi do qualche informazione nuova sul Calabrese (Omar) che ogni tanto si cita in questo sito come punta di diamante dei proff. tradizionali senesi (del gruppo citato da Panorama, tanto per chiarire, del PD).<br />
Giorni fa ha scritto una letterona al Corsera in cui ha difeso dal Brunetta l&#8217;università, vittima di una vendetta da parte della politica e dei media. Dimenticando quindi che politica e università sono in gran parte la stessa cosa, e perciò non si riesce a riformare e meno che mai ad autoriformarsi.<br />
Ma la chiusa è anche comica. Il prof. scrivendo a Siena riesce a parlare di università come &#8220;sede privilegiata per la riflessione critica sull&#8217;esistente&#8221;. Se si giudica da quel che leggo in questo sito non mi sembra che i prof. senesi, a partire da lui, abbiano denunciato il black out dell&#8217;informazione a Siena. Tutto controllato dal PD e dai suoi alleati via MPS?Sembra diagnosi plausibile, ma non l&#8217;ho mai sentita dai vari Detti, Balestracci, Brezzi, Piccinni, Boldrini, Catoni ecc. ecc. Anzi, fanno persino i convegni di storia del giornalismo senza rendersi conto di cosa sia divenuto a Siena! Una strana autocoscienza con la benedizione dei vari giornalisti nazionali pronti ad accorrere: caso mai ci fosse qualche corso a contratto ancora libero, vero?<br />
Da quando, più o meno, c&#8217;è Scienza della comunicazione la comunicazione critica a Siena è crollata verticalmente. Ne avranno parlato al convegno di questa strana coincidenza? Chi può rispondere tra voi residenti? Ci siete andati alle lezioni-dibattito?<br />
Servitor Vostro<br />
Arlecchino</p>
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		<title>Di: stavrogin</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-un-dissesto-che-viene-da-lontano-nellindifferenza-dei-docenti/comment-page-3/#comment-1345</link>
		<dc:creator>stavrogin</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 13:43:23 +0000</pubDate>
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		<description>Stamattina il &lt;em&gt;Corriere di Siena&lt;/em&gt; (che ne sa una più del diavolo) riporta questo articolo:

«&lt;strong&gt;Ateneo - Mancano i soldi per gli stipendi&lt;/strong&gt;.
Servono 34 milioni di euro per coprire le spese di fine anno. Non è scontato che il Monte anticipi la somma.
Siena 09.11.2008 Ora la partita si gioca alla Rocca. L’ateneo dipende molto dalla possibilità che arrivino risorse immediatamente spendibili dall’esterno, per poter liquidare gli stipendi di fine anno e provvedere alle spese vitali della città accademica. I conti sono in rosso come più volte ribadito dal rettore Silvano Focardi. Il bilancio chiude con venti milioni di disavanzo, ma ne servono altri 34 per poter provvedere alle spese ordinarie, gli stipendi appunto, e non rimane che rivolgersi alla banca della città per ottenere una anticipazione di bilancio tale da poter assicurare la copertura delle buste paga. Ad oggi questa operazione di salvataggio temporaneo non è scontata, perchè ogni ente pubblico a fine anno è tenuto a dimostrare, di aver raggiunto l’equilibrio fra entrate ed uscite e sommare i venti milioni di debito accumulato in un anno con altri 34 che la banca potrebbe anticipare, non farebbe altro che aggravare la situazione.»

Al di là del danno e del chiaro disappunto che ne consegue, al di là di considerazioni di altro tipo rimane un rospo in gola che non vuole andare giù: l&#039;uomo della strada (cui auguro di finire sotto un tram) è convinto che gli universitari siano tutti indistintamente nababbi e ho avuto personalmente da ridire con una gentile signora convinta che i docenti a contratto prendessero 3000 euro &lt;strong&gt;al mese&lt;/strong&gt; (!!!). L&#039;uomo della strada (a cui auguro di finire sotto un tram) afferma che gli stipendi universitari sono in generale &quot;troppo alti&quot; e non so se sia il caso di fare volantinaggi per spiegare ad una opinione pubblica (ivi compresi gli studenti!) che agita indistintamente forconi contro &quot;gli stipendi da dieci milioni al mese&quot; (sic! Il Giornale) degli universitari, che i ricercatori entrano con 1100 euro (insegnando sovente quanto gli ordinari senza che nulla di questo insegnamento venga riconosciuto) e che gli associati beccano intorno ai 2500 euro. Cifre che un qualunque scalcagnato funzionario del Monte guarda con commiserazione e contemplando le quali, l&#039;operatore ecologico si congratula con sé stesso di non aver studiato. Tacerò sui contratti, per non diffondermi sull&#039;analisi infinitesimale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina il <em>Corriere di Siena</em> (che ne sa una più del diavolo) riporta questo articolo:</p>
<p>«<strong>Ateneo &#8211; Mancano i soldi per gli stipendi</strong>.<br />
Servono 34 milioni di euro per coprire le spese di fine anno. Non è scontato che il Monte anticipi la somma.<br />
Siena 09.11.2008 Ora la partita si gioca alla Rocca. L’ateneo dipende molto dalla possibilità che arrivino risorse immediatamente spendibili dall’esterno, per poter liquidare gli stipendi di fine anno e provvedere alle spese vitali della città accademica. I conti sono in rosso come più volte ribadito dal rettore Silvano Focardi. Il bilancio chiude con venti milioni di disavanzo, ma ne servono altri 34 per poter provvedere alle spese ordinarie, gli stipendi appunto, e non rimane che rivolgersi alla banca della città per ottenere una anticipazione di bilancio tale da poter assicurare la copertura delle buste paga. Ad oggi questa operazione di salvataggio temporaneo non è scontata, perchè ogni ente pubblico a fine anno è tenuto a dimostrare, di aver raggiunto l’equilibrio fra entrate ed uscite e sommare i venti milioni di debito accumulato in un anno con altri 34 che la banca potrebbe anticipare, non farebbe altro che aggravare la situazione.»</p>
<p>Al di là del danno e del chiaro disappunto che ne consegue, al di là di considerazioni di altro tipo rimane un rospo in gola che non vuole andare giù: l&#8217;uomo della strada (cui auguro di finire sotto un tram) è convinto che gli universitari siano tutti indistintamente nababbi e ho avuto personalmente da ridire con una gentile signora convinta che i docenti a contratto prendessero 3000 euro <strong>al mese</strong> (!!!). L&#8217;uomo della strada (a cui auguro di finire sotto un tram) afferma che gli stipendi universitari sono in generale &#8220;troppo alti&#8221; e non so se sia il caso di fare volantinaggi per spiegare ad una opinione pubblica (ivi compresi gli studenti!) che agita indistintamente forconi contro &#8220;gli stipendi da dieci milioni al mese&#8221; (sic! Il Giornale) degli universitari, che i ricercatori entrano con 1100 euro (insegnando sovente quanto gli ordinari senza che nulla di questo insegnamento venga riconosciuto) e che gli associati beccano intorno ai 2500 euro. Cifre che un qualunque scalcagnato funzionario del Monte guarda con commiserazione e contemplando le quali, l&#8217;operatore ecologico si congratula con sé stesso di non aver studiato. Tacerò sui contratti, per non diffondermi sull&#8217;analisi infinitesimale.</p>
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	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-un-dissesto-che-viene-da-lontano-nellindifferenza-dei-docenti/comment-page-3/#comment-1342</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 07:16:44 +0000</pubDate>
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		<description>Ho già detto altrove: venderanno a rate &lt;em&gt;Le Scotte&lt;/em&gt; per sanare il buco, in barba a leggi che lo vietavano - pare. A chi lovenderanno? Forse alla Regione? O ai privati? Nel secondo caso si sm... di brutto e cadranno tutte le ipocrisie antiGelmini. L&#039;Ospedale era la mia seconda casa - purtroppo -; ora forse dovrò pagare l&#039;affitto, come malato (e come citoyen). Sarà stata anche una brutta costruzione, ma, sapete, come diceva &lt;strong&gt;Voltaire&lt;/strong&gt;, per un rospo una rospa è bella... (Dizionario Filosofico di Voltaire voce &lt;em&gt;Il Bello&lt;/em&gt;).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho già detto altrove: venderanno a rate <em>Le Scotte</em> per sanare il buco, in barba a leggi che lo vietavano &#8211; pare. A chi lovenderanno? Forse alla Regione? O ai privati? Nel secondo caso si sm&#8230; di brutto e cadranno tutte le ipocrisie antiGelmini. L&#8217;Ospedale era la mia seconda casa &#8211; purtroppo -; ora forse dovrò pagare l&#8217;affitto, come malato (e come citoyen). Sarà stata anche una brutta costruzione, ma, sapete, come diceva <strong>Voltaire</strong>, per un rospo una rospa è bella&#8230; (Dizionario Filosofico di Voltaire voce <em>Il Bello</em>).</p>
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		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-un-dissesto-che-viene-da-lontano-nellindifferenza-dei-docenti/comment-page-3/#comment-1338</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 20:31:01 +0000</pubDate>
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		<description>Vi dò altra notizia. Il preside di Lettere Chiarini, noto studioso e persona non legata al carro del &quot;Gotha&quot; (il Trio Lescano, la Superstorica, lo storico &quot;Grande&quot; finanziato dal MPS ecc.), non è più preside. Semplice avvicendamento dopo un solo anno di gestione? Non era cmq gradito al &quot;Gotha&quot;. Al suo posto c&#039;è Venuti che scrive su METIS, lo pseudogiornale pseudoprogressista del Coli. Semplice casualità? Sui concorsi, poi, son certo che prosegua la corruzione - si son solo fatti più furbi. Si potrà mai cambiare questo sudicio stato di cose? &lt;strong&gt;Yes, we can&lt;/strong&gt;, direbbe Coli e c.i, scutrettolando dietro Obama, il volto &quot;buono&quot; degli Usa. Io però ci credo poco, con gli stessi attori al potere. Solo allontanando i restauratori del Calabrese sarà possibile respirare.
Up patriots...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi dò altra notizia. Il preside di Lettere Chiarini, noto studioso e persona non legata al carro del &#8220;Gotha&#8221; (il Trio Lescano, la Superstorica, lo storico &#8220;Grande&#8221; finanziato dal MPS ecc.), non è più preside. Semplice avvicendamento dopo un solo anno di gestione? Non era cmq gradito al &#8220;Gotha&#8221;. Al suo posto c&#8217;è Venuti che scrive su METIS, lo pseudogiornale pseudoprogressista del Coli. Semplice casualità? Sui concorsi, poi, son certo che prosegua la corruzione &#8211; si son solo fatti più furbi. Si potrà mai cambiare questo sudicio stato di cose? <strong>Yes, we can</strong>, direbbe Coli e c.i, scutrettolando dietro Obama, il volto &#8220;buono&#8221; degli Usa. Io però ci credo poco, con gli stessi attori al potere. Solo allontanando i restauratori del Calabrese sarà possibile respirare.<br />
Up patriots&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: caps</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-un-dissesto-che-viene-da-lontano-nellindifferenza-dei-docenti/comment-page-3/#comment-1337</link>
		<dc:creator>caps</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 17:55:06 +0000</pubDate>
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		<description>La notizia sul concorso appena vinto dal consigliere di amministrazione va completata: 3 rappresentanti del personale tecnico: 1 diventato responsabile dell&#039;area contabile; 1 vinto concorso da EP; 1 vinto dottorato di ricerca e da pochi giorni in aspettativa... che vorrà dire tutto questo? Forse che la gente si compra come al supermercato con il 3x2... ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia sul concorso appena vinto dal consigliere di amministrazione va completata: 3 rappresentanti del personale tecnico: 1 diventato responsabile dell&#8217;area contabile; 1 vinto concorso da EP; 1 vinto dottorato di ricerca e da pochi giorni in aspettativa&#8230; che vorrà dire tutto questo? Forse che la gente si compra come al supermercato con il 3&#215;2&#8230; ?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Achille</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-un-dissesto-che-viene-da-lontano-nellindifferenza-dei-docenti/comment-page-3/#comment-1336</link>
		<dc:creator>Achille</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 15:11:50 +0000</pubDate>
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		<description>Università dei Raccomandati di Siena
è patetico...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Università dei Raccomandati di Siena<br />
è patetico&#8230;</p>
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	</item>
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		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-un-dissesto-che-viene-da-lontano-nellindifferenza-dei-docenti/comment-page-3/#comment-1335</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 14:20:06 +0000</pubDate>
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		<description>Avviso che un ricercatore pare abbia fatto approvare con delle firme la normativa sui concorsi (ricercatori precari)-1000 firme. Purtroppo ho cancellato la mail ma credo la possiate reperire. Non seguite però i consigli della Piccinni che dice di studiare di nascosto. Se volete veramente essere &quot;Antisistema&quot; studiate-studenti o ricercatori - &lt;strong&gt;pubblicamente&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;socializzate&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;comunicate il sapere&lt;/strong&gt;. È tempo di finirla con le &quot;nicchie&quot; cara superstorica Piccinni! Esci dal tuo feudo del dip. di storia e non per fare le &quot;buffonate&quot; piazzaiole! E nemmeno le processioni coi ceri dove fingono di cospargersi il capo d&#039;incenso quelli del &quot;Gotha&quot; di Lettere e associate facoltà.
Chi ha orecchi per intendere intenda, come diceva sempre quello del Getsemani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avviso che un ricercatore pare abbia fatto approvare con delle firme la normativa sui concorsi (ricercatori precari)-1000 firme. Purtroppo ho cancellato la mail ma credo la possiate reperire. Non seguite però i consigli della Piccinni che dice di studiare di nascosto. Se volete veramente essere &#8220;Antisistema&#8221; studiate-studenti o ricercatori &#8211; <strong>pubblicamente</strong>, <strong>socializzate</strong>, <strong>comunicate il sapere</strong>. È tempo di finirla con le &#8220;nicchie&#8221; cara superstorica Piccinni! Esci dal tuo feudo del dip. di storia e non per fare le &#8220;buffonate&#8221; piazzaiole! E nemmeno le processioni coi ceri dove fingono di cospargersi il capo d&#8217;incenso quelli del &#8220;Gotha&#8221; di Lettere e associate facoltà.<br />
Chi ha orecchi per intendere intenda, come diceva sempre quello del Getsemani.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gino Greco</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-un-dissesto-che-viene-da-lontano-nellindifferenza-dei-docenti/comment-page-2/#comment-1334</link>
		<dc:creator>Gino Greco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 21:23:42 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;em&gt;Riporto il commento dei Dedalo all&#039;articolo di Panorama.&lt;/em&gt;
Gino Greco

«Caro giornalista, chi Le scrive sono i Dedalo, gruppo musicale da Lei già cortesemente citato. Siamo una band composta da musicisti che da anni portano avanti in modo indipendente la loro attività artistica e che esistono a prescindere dal progetto prodotto da &lt;strong&gt;Emu&lt;/strong&gt;. Le scriviamo queste poche righe, per manifestarle il nostro leggero disappunto per essere stati utilizzati, noi e il nostro lavoro, per permetterle la composizione di un banale giro di parole, derivato dal titolo del nostro singolo. Non vogliamo qui entrare in nessun modo nel merito della polemica sulla gestione finanziaria e patrimoniale dell’Università di Siena, ma ci preme puntualizzare che l’edizione del nostro disco fu, a suo tempo, un’impresa giocata su un piccolo budget e un grande lavoro volontario. Non pensiamo quindi che questa particolare esperienza, così come la promozione di altri progetti culturali fatta da questa e da altre università, possa essere annoverata nella colonna degli sprechi di denaro pubblico. In qualsiasi paese civile, dalla Germania ai Paesi Scandinavi, fino agli Stati Uniti d’America le università promuovono la cultura in modo attivo e non occasionale. Educazione all’uso della cultura e ricerca per il progresso dell’arte e della scienza: questa è la vera missione di un’Università, non già quella di essere sede per esami a scelta multipla. Un po’ come un giornale: dovrebbe essere un luogo di investigazione della realtà, e invece diventa spesso una bottega dove far trinciato grosso di opinioni vaghe e idee grossolane. Non ci meraviglia più il fatto che, in Italia, un progetto di produzione culturale possa essere annoverato fra gli sprechi. Questo gretto modo di pensare è solo un aspetto particolare dell’opinione generale delle classi dirigenti italiane: che qualsiasi manifestazione dell’intelletto umano che non produca profitto immediato, come la musica o la ricerca scientifica, sia uno spreco. Questo è il risultato di un’Italia la cui fonte unica di cultura sono oramai i telequiz e il nostrano “sistema” di disinformazione a mezzo stampa.»
Cordialissimi saluti, Dedalo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riporto il commento dei Dedalo all&#8217;articolo di Panorama.</em><br />
Gino Greco</p>
<p>«Caro giornalista, chi Le scrive sono i Dedalo, gruppo musicale da Lei già cortesemente citato. Siamo una band composta da musicisti che da anni portano avanti in modo indipendente la loro attività artistica e che esistono a prescindere dal progetto prodotto da <strong>Emu</strong>. Le scriviamo queste poche righe, per manifestarle il nostro leggero disappunto per essere stati utilizzati, noi e il nostro lavoro, per permetterle la composizione di un banale giro di parole, derivato dal titolo del nostro singolo. Non vogliamo qui entrare in nessun modo nel merito della polemica sulla gestione finanziaria e patrimoniale dell’Università di Siena, ma ci preme puntualizzare che l’edizione del nostro disco fu, a suo tempo, un’impresa giocata su un piccolo budget e un grande lavoro volontario. Non pensiamo quindi che questa particolare esperienza, così come la promozione di altri progetti culturali fatta da questa e da altre università, possa essere annoverata nella colonna degli sprechi di denaro pubblico. In qualsiasi paese civile, dalla Germania ai Paesi Scandinavi, fino agli Stati Uniti d’America le università promuovono la cultura in modo attivo e non occasionale. Educazione all’uso della cultura e ricerca per il progresso dell’arte e della scienza: questa è la vera missione di un’Università, non già quella di essere sede per esami a scelta multipla. Un po’ come un giornale: dovrebbe essere un luogo di investigazione della realtà, e invece diventa spesso una bottega dove far trinciato grosso di opinioni vaghe e idee grossolane. Non ci meraviglia più il fatto che, in Italia, un progetto di produzione culturale possa essere annoverato fra gli sprechi. Questo gretto modo di pensare è solo un aspetto particolare dell’opinione generale delle classi dirigenti italiane: che qualsiasi manifestazione dell’intelletto umano che non produca profitto immediato, come la musica o la ricerca scientifica, sia uno spreco. Questo è il risultato di un’Italia la cui fonte unica di cultura sono oramai i telequiz e il nostrano “sistema” di disinformazione a mezzo stampa.»<br />
Cordialissimi saluti, Dedalo</p>
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		<title>Di: stavrogin</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-un-dissesto-che-viene-da-lontano-nellindifferenza-dei-docenti/comment-page-2/#comment-1333</link>
		<dc:creator>stavrogin</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 17:31:32 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;em&gt;...una limosna por l&#039;amor de Dios...&lt;/em&gt; Cal, scusa se sono lievemete polemico, ma già ho avuto modo di infuriarmi, in discussioni private, con certe forme di &quot;giustizia distributiva&quot; con cui in anni recenti taluni (spacciando questa idea per roba &quot;de sinistra&quot;) proponevano di abbassare ulteriormente i compensi per i contratti di docenza e/o ricerca, onde farne di più, e ripartire la già misera torta fra più persone: scendendo una certa soglia il risultato è stato la cacciata di fatto di chi non può vivere con trecento euro al mese, ossia la forma di selezione più iniqua e bieca che si possa immaginare. Ma chi le ha proposte e sostenute, non poteva non sapere che sarebbe finita così: da qui la ragione per diffidare di certe sirene. Insomma, sono stanco di forme di pauperismo che celano solo molta ipocrisia: tu accusi in blocco i partecipanti a questo forum di non sapere cos&#039;è il precariato (e come &lt;em&gt;ouverture&lt;/em&gt; non c&#039;è male..), ma tu lo sai? Mi vuoi spiegare meglio &lt;strong&gt;chi&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;come&lt;/strong&gt; vorresti salvare decurtando la busta paga dei ricercatori e docenti strutturati? E con questa dazione quanto pensi di tirare avanti, quanto pensi di racimolare? Non esiste la categoria omogenea de &quot;i contrattisti&quot;. Non c&#039;è nemmeno un censimento chiaro di chi siano, quanto prendano e per fare che cosa (e sarei curiosissimo di vedere un bel dossier su questo). Alcune strutture poi &lt;strong&gt;chiuderanno&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;volens nolens&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;perché il buco c&#039;è&lt;/strong&gt;, perché implausibili e insostenibili finanziariamente.
È bene che i singoli dipartimenti e i singoli docenti provino a farsi carico transitoriamente di questo problema, racimolando qualche soldino dai fondi di ricerca, ma per quelli che sono giunti sinanco alla soglia dei quarant&#039;anni o forse più, che hanno già passato cinque o sei selezioni, tra dottorati, postdottorati, assegni, contratti, ping-pong con istituti esteri  ecc., insomma i ricercatori/docenti &quot;veri&quot; che lavorano tanto, stabilmente e con profitto e che costituiscono  l&#039;unico reale &lt;strong&gt;patrimonio&lt;/strong&gt; che possiede l&#039;università; in altre parole quelli che dovrebbero (o avrebbero dovuto) costituire &quot;i ricambi&quot; della pensionanda classe di ordinari, l&#039;ateneo, come strategia, non può pensare all&#039;«arma segreta» dell&#039;elemosina, siamo seri!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8230;una limosna por l&#8217;amor de Dios&#8230;</em> Cal, scusa se sono lievemete polemico, ma già ho avuto modo di infuriarmi, in discussioni private, con certe forme di &#8220;giustizia distributiva&#8221; con cui in anni recenti taluni (spacciando questa idea per roba &#8220;de sinistra&#8221;) proponevano di abbassare ulteriormente i compensi per i contratti di docenza e/o ricerca, onde farne di più, e ripartire la già misera torta fra più persone: scendendo una certa soglia il risultato è stato la cacciata di fatto di chi non può vivere con trecento euro al mese, ossia la forma di selezione più iniqua e bieca che si possa immaginare. Ma chi le ha proposte e sostenute, non poteva non sapere che sarebbe finita così: da qui la ragione per diffidare di certe sirene. Insomma, sono stanco di forme di pauperismo che celano solo molta ipocrisia: tu accusi in blocco i partecipanti a questo forum di non sapere cos&#8217;è il precariato (e come <em>ouverture</em> non c&#8217;è male..), ma tu lo sai? Mi vuoi spiegare meglio <strong>chi</strong> e <strong>come</strong> vorresti salvare decurtando la busta paga dei ricercatori e docenti strutturati? E con questa dazione quanto pensi di tirare avanti, quanto pensi di racimolare? Non esiste la categoria omogenea de &#8220;i contrattisti&#8221;. Non c&#8217;è nemmeno un censimento chiaro di chi siano, quanto prendano e per fare che cosa (e sarei curiosissimo di vedere un bel dossier su questo). Alcune strutture poi <strong>chiuderanno</strong>, <em>volens nolens</em> <strong>perché il buco c&#8217;è</strong>, perché implausibili e insostenibili finanziariamente.<br />
È bene che i singoli dipartimenti e i singoli docenti provino a farsi carico transitoriamente di questo problema, racimolando qualche soldino dai fondi di ricerca, ma per quelli che sono giunti sinanco alla soglia dei quarant&#8217;anni o forse più, che hanno già passato cinque o sei selezioni, tra dottorati, postdottorati, assegni, contratti, ping-pong con istituti esteri  ecc., insomma i ricercatori/docenti &#8220;veri&#8221; che lavorano tanto, stabilmente e con profitto e che costituiscono  l&#8217;unico reale <strong>patrimonio</strong> che possiede l&#8217;università; in altre parole quelli che dovrebbero (o avrebbero dovuto) costituire &#8220;i ricambi&#8221; della pensionanda classe di ordinari, l&#8217;ateneo, come strategia, non può pensare all&#8217;«arma segreta» dell&#8217;elemosina, siamo seri!</p>
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