Ateneo senese: Tosi torna in campo nel Palio del buco

Il Mondo pubblica oggi un articolo sulla difficile situazione dell’ateneo senese che confermerebbe lo scenario già prospettato.

Fabio Sottocornola. All’università di Siena, nel pieno della bufera per il rosso di bilancio record, stimato attorno ai 160 milioni di euro, torna in scena Piero Tosi. L’ex rettore (fino al 2006) e docente di medicina, rinviato a giudizio per capi d’imputazione legati alla sua attività in ateneo, negli ultimi giorni si è mosso in maniera diretta e indiretta. La sua azione non sembra tendere la mano all’attuale numero uno, Silvano Focardi. Anzi. Venerdì 31 ottobre il consiglio di amministrazione, riunito per decidere il piano di risanamento, ha rischiato di saltare. Per poco non è mancato il numero legale: erano assenti diversi consiglieri. Sette di questi, tra docenti e tecnici considerati fedelissimi di Tosi, il lunedì successivo hanno inviato a rettore, membri del cda e del Senato accademico una lettera molto dura. Contestano la gestione della crisi e l’operato della commissione che deve certificare l’entità del buco. Secondo loro la spesa del personale non ammonta al 104 % dei contributi statali ma al 91,6% (per legge, il tetto è il 90%). Sostengono che Siena vanti un credito di 25 milioni (dal 1999) dal ministero dell’Università per pagare gli incrementi di stipendi. Il conteggio per accertare il disavanzo è, scrivono nella lettera, «inquinato» perché sono considerate «come parte del debito le rate già ricontrattate con l’Inpdap (ente previdenziale dei dipendenti pubblici, ndr) e già iscritte a bilancio». Infine, chiedono una nuova commissione parallela (per ora) a quella esistente. La quale sta lavorando e, per esempio, ha accertato su due vecchi esercizi analizzati a campione (1998 e 2003, chiusi in pareggio), che solo 300 mila euro di crediti attivi erano esigibili sui 25 milioni iscritti a bilancio. Curiosamente, in un intervento di fine ottobre nel consiglio di facoltà di medicina, l’ex rettore ha usato argomenti e motivazioni identiche alla lettera. A molti queste appaiono mosse dilatorie. Invece Focardi non può perdere tempo se la crisi precipita rischia di doversi dimettere. E alle nuove elezioni Tosi avrebbe già pronti suoi candidati, come Angelo Riccaboni (preside di economia), Tommaso Detti (ex preside di lettere) o Antonio Vicino (ingegneria). Ma il ministro Mariastella Gelmini, che ha annunciato l’invio di ispettori, stavolta potrebbe spedire un commissario.

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114 Risposte

  1. «In un paese in divisa è passata la Morte», diceva una canzone… No, era il Tosi che assieme ai “golpisti” restauratori vuol rimettere nelle grinfie del PD l’Università. Il concorso dei contrattisti “proff”, delle ex femministe “pasionarie” e dei proff briaconi e ingrassati dalla Fondazione è assicurato. Qui ci vorrebbe Amnesty International: occorre bloccare i dittatori-professori che han fatto cosa nostra dell’università, dopo aver ingabbiato enti culturali, assessorati ecc. che fanno le buffonate della Magnanimità – come se la magnanimità degli antichi, es, di Cesare, fosse ripercorribile. Ma ecco perché sull’Acropoli rideva come al solito il “piacione”, l’Amerikano, accanto ad un “major” di contrada docente museale, culturale, ecc. Pontificava l’”umanista” D’Arcais, quello che del PD che si scandalizzò perché descritto erroneamante come del PRC (metto in guardia i neocomunisti…).
    Il “Suslov” Calabrese sta tessendo certamente le sue trame e va smascherato assieme al Tosi. Ma Tosi verrà condannato mai da questa strana magistratura? Se un poveraccio ruba una mela si becca mesi di galera e la fedina penale macchiata e non può piu’ fare concorsi ecc.
    Il PD rappresenta i potenti, i mandarini, i fannulloni, i mestatori, almeno a Siena. Sono forse più democratici i postfascisti, tanto per riprendere l’ex partigiano Bocca. Ho paura che chi dissente e non sta al gioco qui sarà fatto fuori, messo magari alla gogna, sbattuto in galera (basta un giudice amico?). I soliti noti proseguono il golpe. Sono “cameragni”, altro che democratici e rossi!
    Il pericolo è grave, non mi stancherò mai di dirlo. Invito alla lotta la parte migliore della maggioranza e tutti coloro che sono stati esclusi vigliaccamente.
    No pasaran!
    Up patriots to arms!
    P.S. Sull’Acropoli accanto al Guru F. D’Arcais c’era il Mancini della Fondazione. Con la ricerca storica è stato poco magnanimo, nel senso che non ha rogato 1 euro. Con lui sarei magnanimo come Cesare verso Vercingetorige. Uh, la “città che conta”! La “Siena da bere”…

  2. Gentilissimi e cortesi interlocutori sono settimane che un dilemma di difficile soluzione mi sollecita l’esigenza di tentare un’interpretazione delle contingenze fattuali che interessano non solo l’ateneo senese, ma l’intera struttura politica della città. Dato per assodato il fatto che è (era) noto a chiunque da anni l’anomalo contesto della patria di Cecco e di Federigo (citati non a caso) e dato che l’omertà e il silenzio hanno sempre protetto questa “isola felice” dove mai nulla accade, una riflessione si impone proprio per cercare di individuare, almeno a grandi linee, il futuro di questa Siena che da sempre ha precluso ogni dissidenza e che sino ad ora era riuscita a mantenersi intatta ostracizzando gli eretici. Chi è l’avversario del Principe?

  3. Scusate ma quando ci vuole ci vuole.
    Focardi ora devi levare dai coglioni tutta questa banda di “signoroni” che non hanno fatto, e fanno, altro che pensare ai loro orticelli a danno di tutta la Comunità Senese. Sindacalisti, politici, professori, impiegati e peones vari che fanno parte del pollaio di questa maggioranza devono essere sputtanati e mandati a casa. Avanti con i veri senesi rispettosi delle Istituzioni e di tutti i cittadini.
    Pulizia totale (a partire dall’Università per arrivare ad Ospedale, Monte Paschi e Fondazione)

  4. «Il mondo scientifico e accademico deve rimettersi in gioco, tutto, solo così si esce dalla crisi: è chiaro?»
    Starnini

    Scusate, questo signore che mestiere fa, ha fatto, o sa fare nella vita?

  5. «Avanti con i veri senesi rispettosi delle Istituzioni e di tutti i cittadini.»
    Un senese vero
    ——————
    Non dubito, naturalmente, che ve ne siano: ma l’appartenenza o meno all’ “etnia” senese nelle faccende che riguardano l’eccellenza della ricerca scientifica c’entra poco o nulla: l’università statale italiana non è la quattordicesima contrada, e al contrario, dovrebbe rivendicare un proprio specifico universale, come si evince dal nome stesso. Sono l’eccessivo localismo, l’intruppamento in cordate familiar-amical-local ecc., gli atteggiamenti nepotistici ed omertosi che ne derivano, ad aver determinato lo scadimento dell’università italiana, il suo trasformarsi in monade senza finestre “culla” di un sapere provinciale incapace di misurarsi con la competizione internazionale.
    E soprattutto mi sta sulle balle che un assessore qualsiasi a qualche cosa con la terza media, asperga contumelie sull’intero “corpo accademico”, sapendo che forse le responsabilità dovrebbe cercarsele in casa.

  6. E lo dico con rammarico: ma è tutto molto marcio. Quando facevo Lettere guardavo ai professori di sinistra (Clemente, Solinas, Tronti, Luperini, Fortini, Scalia…) come incantato. Prete mi pareva aver rifondato Leopardi. Tronti, seppur operaista, mi pareva un ideologo della liberazione ecc. Calabrese era stato “unto” da Eco, ecc. Poi scoprii che se dissentivo si ombravano e si vendicavano, come mi accadde con Geymonat jr., il latinista guru marxista-leninista che faceva “tandem” con Solinas. Egli ebbe il fegato, per aver contestato la sua politica filosovietica, di farmi dare 2 volte latino e mi dette sprezzantemente un 18 facendomi abbassare la media. “Lei studiava”, disse il panzone godente, “quando non si studiava”… Che concioni da reazionario qualunquista! Oggi tutta questa banda sta tentando di restare aggrappata al potere avendo dato il deretano a Veltroni, facendo finto antiberlusconismo. I loro idoli son Travaglio e Grillo – molto meglio di loro, anche se radicali e di destra (montanelliano il T.). Hanno mollato Lenin per Madre Teresa di Calcutta ma non sono migliorati bensì peggiorati. La lor brama di potere è terribile. Chi aggrediva Fortini come “fascista” oggi ne tesse le lodi ipocritamente, avendo saldato il deretano alla cattedra a Lettere. Se poi qualche oste aveva rotto i c…, un cazzotto in faccia sistemava tutto. Fortuna che l’oste è un bonaccione e oggi gli offre pure da bere. Tutti a San Martino, allora…

  7. L’ Università appartiene a tutti. Non è proprietà di alcuni professori, non è un feudo di alcune famiglie.

  8. Ma lo leggete il blog del Bisi?
    http://www.stefanobisi.it/
    Qualcuno è veramente convinto che in due anni l’attuale Magnifico abbia fatto un buco di 200+ milioni… Neanche traslocando tutto l’Ateneo in Antardite avrebbe speso così tanto!
    Prof. Grasso, per favore, intervenga Lei per far capire che i problemi non sono iniziati nel marzo 2006…

  9. «Non dubito, naturalmente, che ve ne siano: ma l’appartenenza o meno all’ “etnia” senese nelle faccende che riguardano l’eccellenza della ricerca scientifica c’entra poco o nulla: l’università statale italiana non è la quattordicesima contrada, e al contrario, dovrebbe rivendicare un proprio specifico universale, come si evince dal nome stesso.» Stavrogin

    A parte il fatto che le Contrade sono già 17, il riferimento a senesi veri, come altre volte affermato, non è un’indicazione etnica nè tantomeno razziale, ma un incitamento a tutti coloro che, a prescindere dalla provenienza geografica e partitica, hanno il senso civico e il coraggio di esporsi per denunciare i cialtroni e fare un azione di pulizia (ancora una volta non etnica). Di questi senesi veri esistono ancora e sono figli di quelli che hanno costruito tutto quello che a Siena ha funzionao fino a qualche anno fa: Università, Ospedale, MPS, Fondazione etc.
    Penso che questo compito lo debbano assumere questi, in prima linea, e se bisogna rivolgersi all’esterno ben vengano professionisti con requisiti, ma non politicanti, avvocatucoli e marmaglia varia. Di questi ne abbiamo avuti anche troppi.

  10. Stasera su La7 han fatto ancora tà-tà-tà-tà-tà sull’università senese… Mi tocca dar ragione al politologo Sartori: l’università è il più corrotto ente che esista – lo dice pure il “New York Times”. Persino un barone come Sartori ha detto che tagliare sui proff non sarebbe errato del tutto. Dice che l’onda, la protesta, gli puzza perché scendono in campo rettori e professori baroni alla testa degli studenti: cioè quelli che dovrebbero sedere sul banco degli imputati.
    Ma intanto Siena edulcora e fa ninna nanna seduta on the top of volcano. Calabrese prof, il “semiologo delle arti visive”, cerca di coniugare cultura e vino (spero denunci i solfiti a iosa), sull’Acropoli presentano i libri che solo una casta legge, Mancini continua a dire che la Fondazione ha soddisfatto tutti e anche di più, ecc. Proseguo su La7… Notte da incubi… Oxford intanto posta le mie cose… con invidia della cricca di Lettere-Storia & Affini…(Sartori dice che l’infornata dei proff semibarbari sta liquidando tutto… denunciate i concorsi – truffa, dice… Io la mia parte l’ho fatta…).

  11. Scrive Machiavelli: «Qualcuno è veramente convinto che in due anni l’attuale Magnifico abbia fatto un buco di 200+ milioni… Neanche traslocando tutto l’Ateneo in Antardite avrebbe speso così tanto! 
Prof. Grasso, per favore, intervenga Lei per far capire che i problemi non sono iniziati nel marzo 2006…»

    Ho già dichiarato su Panorama e sul Corriere Fiorentino che Tosi ha lasciato in eredità al Focardi un debito che si aggira sui 160 milioni di euro. Lo avevo scritto anche in tempi non sospetti, il 23 febbraio 2008. Cosa devo aggiungere ancora? Forse è arrivato il momento di scrivere la storia delle porcate degli ultimi dieci anni nell’università di Siena. È impresa delicata, ardua e rischiosa: ma si può fare. Dite la vostra e, soprattutto, cercate anche voi i dati necessari.

    Giovanni Grasso

  12. Qualche 2+2:
    Lo Starnini è un politico di lungo corso ora in Regione a guadagnare più di noi tutti (come categorie universitarie varie) e regolarmente rieletto parlando di solidarietà (dando due lire ai pensionati e tenendone tanti per la propria categoria), progresso (cementificando), pace (facendo la guerra) ecc. ecc. Insomma PCI-PDS-DS-PD da manuale. Da Mosca ad Acampa via Bisi, cioè CorSiena. A proposito: se il massone Bisi e la popolare CGIL appoggiano questi personaggi, dando spazio alle baggianate che servono per affossare il Focardi per un PD di sicura fedeltà, qualche motivo ci sarà, vi pare?
    Solidarietà: direi a chi ha provocato negli anni passati il debito e a chi vuole conservare le due facoltà di Lettere, i vari Calabrese, i privilegi dei baroni di Medicina, gli affitti assurdi della cripta di San Francesco, quello di piazza del Campo ecc. Rettorino mio, perché ‘sti dati non li tiri fuori? Aspetti che lo faccia qualche giornale? Inchiodali, bis…, è la tua unica mossa possibile, non lo capisci o sei sempre al Polo anche con la testa?
    Di chi è l’Università? Bella domanda. Pagano i contribuenti nazionali, il ceto medio soprattutto del centro-nord, ma si recupera sul sud taglieggiando i suoi figli che vengono qui (per quanto ancora?). Ma un po’ Siena ne è proprietaria, eccome, caro Stavrogin! Pensa che c’è gente che viene qui (o manda i figli) per l’ambiente, i suoi colori, la sua storia, la fama della città, la sua (presunta) tranquillità, sicurezza.
    I congressi e tanta ricerca si fanno da anni anche grazie a MPS e alla Fondazione (finché la crisi e l’acquisto dell’Antonveneta non li faranno crollare definitivamente). Sai quanto si dà a Biotech, a Toscana Life Sciences ecc. ecc.?
    E la città che deve sopportarsi i costi maggiori per colpa dell’Università? Non son mica tutti affittacamere i senesi! E il casino che si aggiunge a quello delle contrade in una concorrenza assurda e suicida a chi ne fa di più con un Comune inesistente su questo piano… po’rini so’ giovani lasciateli fare… ‘sinite parvulos venire ad me’, si diceva, vero?
    L’Università è anche di Siena, è poco discutibile. Il suo benessere è benessere della città e viceversa. Perciò è patetico che si occupi così da vicino, da padre premuroso il sindaco, che con i suoi piani urbanistici sta affossando la bella Siena. Lo sapete, vero, cosa hanno programmato d’accordo con la multinazionale Novartis e la benedizione di Rifondazione? Persino Soros hanno portato a Siena per sposare meglio il capitale internazionale…
    Era meglio ai miei tempi, credetemi,
    Archie.

  13. Mmmm…Si, Siena Julia era ambitissima dai meridionali. Ho conosciuto un tale che stava nei Sassi di Matera e che venne qui per il pane e (diceva lui) la “carne”. Piangeva quando dovette rimpatriare, attaccato ai colonnini di Piazza. “Uh!”, faceva, “che bella ‘sta città del Nord!”. Povero fijo…
    Era un comunismo buono, che reggeva Siena, frutto del “disgelo”, fecondato da Peppone e Don Camillo… ok, poteva andare, a parte i ragazzi di Lc che facevano casino…
    Ora che accadrà? Speravano in Calabrese ma è perso dietro al vino (vedi Il Gazzettino)… Altre hanno okkupato Storia… a Medicina mi sa che è un gran casino…
    L’Uomo dei Pinguini – come disse il buon Mussi – ha intanto benedetto (è il caso di dire) la scesa in campo del baciapile editore che “ama Siena”. E poi “è personaggio pubblico rilevante”.
    Se chiamavano il Bisi era meglio. Più personaggio di lui…
    Notte.

  14. Rinnovando l’invito ai Consiglieri di Amministrazione ed ai Senatori (nonché al Rettore) a tirare fuori i dati (tutti) che riguardano alcune spese correnti dell’Ateneo, ve ne do qualcuno io, anche sulla scorta di alcune delle problematiche venute fuori al cosiddetto tavolo istituzionale che si è tosto trasformato in una graticola per il povero Silvano e sul quale il fogliaccio immondo diretto dal nostro amico massone si è data pena di corrompere il resoconto.
    I fitti passivi (che il Presidente MPS ha ingiunto al Prorettore di disdire) ammontano ad una cifra notevole. Si pensi che la cripta di San Francesco costa qualcosa come 212.000 euro l’anno, Palazzo Chigi Zondadari 160.00 e passa, Via Tommaso Pendola quasi altrettanto, non mi immagino i poli fuori Siena quanto debbano costare, insomma fra una miseria ed un’altra vanno via circa 1.400.000 eurini l’anno. Se i signori che ho invitato sopra si facessero dare i dati esatti, si potrebbe essere più precisi. A Montarrenti quel foglio ci è solo stato sventolato davanti al naso. È altrettanto evidente che il buon Silvano a questo punto deve leggere questo blog (lo fa già sicuramente, l’amico Bigi per esempio lo fa) e deve capire che questo manipolo di deficienti, me incluso, che si sbatte tanto per salvargli la ghirba, lo fa perché ama l’istituzione “Università di Siena”, le ha dedicato la vita (come anche lui, Silvano, ha di recente dichiarato), vive di quello e odia vedere questi squali che prima dall’interno ed ora dall’esterno cercano di farne un rudere vuoi perché è stato tolto il giocattolino a personaggi ambigui organici al regime – ché di altro non si può parlare – vuoi perché presumibilmente cerca di coprire quei dieci anni di porcate di cui si lamenta – sacrosantamente – Giovanni. La Finanza ha sequestrato tutti i bilanci fino al 2003, ma non è sufficiente, non basta. Non si potrà ricostruire lo schifo che è stato fatto senza andare ancora più indietro. Ecco perché qualche tempo fa ero stato entusiasta degli inviti rivolti a Silvano da Loré (sii un gladiatore in senato, agisci come se fossi il commissario). È vero: deve fare così, ha il supporto di un manipolo di sciocchi sognatori che se ne sbattono dei principi di appartenenza e tengono solamente all’istituzione che lui, in questa congiuntura, rappresenta. Siamo anche stanchi – come diceva Stavrogin qualche giorno fa – di essere derisi, insultati, osteggiati, accusati da chiunque a partire dal fruttivendolo per giungere a quel Presidente di banca che si permette (dopo che detta banca ha mangiato a quattro palmenti grazie anche e soprattutto all’Università) di alzare la voce al Magnifico Rettore, per giungere ai vertici della CGIL che ridono insensatamente al detto tavolo (proprio loro che di questo disastro sono corresponsabili, si vada a vedere chi ricopre i vertici di molti uffici dell’Ateneo e da quanto tempo questi buzzurri che non sanno neanche rivolgersi al Rettore chiamandolo in pubblico col nome di battesimo o semplicemente professore sono stati assunti), per giungere ai vertici dell’Ateneo stesso che – fatta eccezione del Rettore – sono stati per dodici anni sempre i soliti e con i predetti figuri hanno fatto patti scellerati, passando sopra e calpestando qualsiasi principio etico ed economico. Ha ragione Giovanni: cosa deve dire ancora? Possiamo solo ringraziarlo per lo spazio e per il lavoro che fa per tutti. Ma potrebbe non essere sufficiente.
    Un inferocito Favi

  15. Mah, voi giocate in casa e ne sapete un sacco.
    Io spigolo qua e là nei siti e così posso darVi i contributi elargiti pochi giorni fa dalla Vostra on.le Fondazione (e poi dite che l’università non deve niente alla città: sono soldi tolti ad altre destinazioni pubbliche locali, figli miei!). Noterete tante cosine interessanti, a parte soldi per migliorare la vernaccia o ricerche apparentemente sovrapponentesi sull’Alzheimer (ma perciò si sovrappongono?) o quella davvero al momento giusto sulle best practices nella gestione dei bilanci pubblici in Toscana(!); giovani di tutta Italia: ci sono 2 milioni (se ho contato bene gli zeri) per i dottorati di ricerca; dove mai una università ha un supporto del genere? Ma leggiamo:

    Univ. Degli studi di cagliari – dip. Storico politico internazionale dell’età moderna (cagliari) – pubblicazione dei risultati di un progetto di ricerca storica sulla roma di fine ottocento – 5000, Univ. Degli studi di camerino (camerino) – progettazione e sintesi di nuovi rock-inibitori potenzialmente utili in vari disordini del sistema nervoso centrale – 50000, Univ. Degli studi di firenze – centro interuniversitario studio delle basi molecolari delle malattie neurodegenerative (firenze) – studio di basi molecolari, biochimiche e cellulari del morbo di alzheimer e di altre patologie da deposizione di proteine – 20000, Univ. Degli studi di firenze – dip. Di biotecnologie agrarie (firenze) – ottimizzazione della qualita’ del vino vernaccia san gimignano: influenza delle condizioni operative del processo – 25000, Univ. Degli studi di firenze – dip. Di diritto comparato e penale (firenze) – analisi degli strumenti alternativi di composizione dei conflitti: la mediazione civile e penale – 20000, Univ. Degli studi di firenze – dip. Di psicologia (firenze) – studio su stress e psicopatologia – 20000, Univ. Degli studi di firenze – dip. Di sanità pubblica (firenze) – start up di un osservatorio per il monitoraggio delle organizzazioni sportive in toscana – 10000, Univ. Degli studi di firenze – dip. Di scienza del suolo e nutrizione della pianta (firenze) – diagnosi precoce per malattie causate da fitopatogeni dell’olivo e della quercia in toscana – 50000, Univ. Degli studi di firenze – dip. Di scienza della politica e sociologia (firenze) – studio sul ruolo delle società controllate e partecipate degli enti locali nel governo urbano e metropolitano delle politiche pubbliche – 20000, Univ. Degli studi di firenze – dip. Di scienze agronomiche e gestione del territorio agroforestale (firenze) – il ruolo della diversità varietale e biologica nello sviluppo di una agricoltura sostenibile nelle zone collinari toscane – 40000, Univ. Degli studi di firenze – dip. Di scienze economiche (firenze) – sviluppo del laboratorio sulle dinamiche del sistema agro-industriale e del mondo rurale della maremma – 30000, Univ. Degli studi di firenze – dip. Ingegneria agraria e forestale (firenze) – collaudo di dispositivi e procedure di viticoltura di precisione ai fini della tracciabilità di prodotto e della ecocompatibilità di processo – 50000, Univ. Degli studi di firenze (firenze) – cofinanziamento di borse di studio e mobilita’ per ricerca in italia e all’estero dei dottorandi – 500000, Univ. Degli studi di firenze (firenze) – sviluppo di servizi informatici con firma digitale per gli studenti dell’università di firenze – 100000, Univ. Degli studi di napoli l’orientale (napoli) – realizzazione di iniziative per favorire il confronto scientifico tra ricercatori europei ed africani – 20000, Univ. Degli studi di pisa – dip. Di chimica e chimica industriale (pisa) – acquisizione ed implementazione accessorio per microimaging su uno spettrometro nmr bruker drx200wb – 50000, Univ. Degli studi di pisa – dip. Di coltivazione e difesa delle specie legnose g. Scaramuzzi (pisa) – studio della caratterizzazione qualitativa del vitigno sangiovese e dei suoi vini in funzione della zona e delle condizioni di coltivazione – 50000, Univ. Degli studi di pisa – dip. Di fisica (pisa) – studio su omega centauri, il possibile anello di congiunzione fra gli ammassi globulari e le galassie sferoidali nane – 20000, Univ. Degli studi di pisa – dip. Di morfologia umana e biologia applicata (pisa) – ruolo dell’autofagia nella sclerosi laterale amiotrofica: studio sugli effetti dei sali di litio – 30000, Univ. Degli studi di pisa – dip. Di neuroscienze (pisa) – messa a punto di un protocollo di valutazione globale dei risultati post-impianto cocleare in bambini con disabilità associate a sordità – 5000, Univ. Degli studi di pisa – dip. Di psichiatria neurobiologia farmacologia e biotecnologice (pisa) – studio clinico e neurobiologico in pazienti affetti da gioco d’azzardo patologico – 20000, Univ. Degli studi di pisa – dip. Di scienze archeologiche (pisa) – l’acropoli di populonia (li): ricostruzione tridimensionale dell’area sacra – 20000, Univ. Degli studi di pisa (pisa) – attivazione borse di dottorato di ricerca – 200000.
    Univ. Degli studi di siena – centro di ricerca interuniversitario sulla anatomia funzionale, neurofisiologia e patologia delle posture, statica e dinamica, del corpo umano (siena) – studio multicentrico sul morbo di alzheimer. Nuovi percorsi diagnostici e terapeutici – 25000, Univ. Degli studi di siena – centro interdipartimentale per la ricerca applicata in senologia – ciras (siena) – acquisto di un ecografo – 100000, Univ. Degli studi di siena – centro interdipartimentale per la sicurezza alimentare (crisa) (siena) – studio sugli aspetti legati alla contaminazione dei prodotti agroalimentari locali e provenienti dalla grande distribuzione – 100000, Univ. Degli studi di siena – centro interdipartimentale per lo studio biochimico delle patologie osteoarticolari (siena) – studio proteomico e clinico della fisiopatologia dell’alcaptonuria e costituzione di un’associazione di pazienti – 80000, Univ. Degli studi di siena – centro interdipartimentale sul diritto delle biotecnologie (siena) – realizzazione di una “school for biotech industrial innovation management” – 50000, Univ. Degli studi di siena – centro interuniversitario di studi “franco fortini” (siena) – ricognizione, censimento e selezione del materiale dell’archivio fortini – 10000, Univ. Degli studi di siena – centro per lo studio dei sistemi complessi (siena) – progetto di ricerca su modellistica ed analisi dei sistemi complessi: neuroscienze, medicina e finanza – 100000, Univ. Degli studi di siena – centro siena toronto (siena) – progetto di integrazione “conoscere e capire il canada” – 2000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di biologia evolutiva (siena) – studio di modellistica 3d ad alta risoluzione di complessi macromolecolecolari di interesse biomedico per lo sviluppo di nuove terapie e vaccini – ii anno – 30000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di biologia molecolare (siena) – analisi dei meccanismi molecolari nella risposta apoptotica allo stress ossidativo in cellule normali e tumorali – 20000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di biologia molecolare (siena) – studio per peptidi ramificati per tumor targeting – ii fase – 50000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di chirurgia (siena) – miglioramento della rivista journal of submicroscopic citology and pathology e acquisizione della collana biogeographia – 40000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di chirurgia (siena) – studio dell’efficacia dell’azione rigenerativa delle cellule staminali ottenute dalla purificazione di tessuto adiposo autologo – 20000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di filologia e critica della letteratura (siena) – studio sulla poesia improvvisata nel sud della toscana in rapporto alle esperienze analoghe dell’area mediterranea e latinoamericana – 10000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di fisiologia (siena) – potenziale utilizzo farmacologico della rottlerina, un composto naturale di natura polifenolica, in patologie umane iperproliferative – 20000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di fisiopatologia medicina sperimentale e sanità pubblica (siena) – realizzazione di un laboratorio di sierologia presso il centro di ricerca medica di navrongo (navrongo health research center/nhrc) in ghana – 50000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di fisiopatologia medicina sperimentale e sanità pubblica (siena) – ricerca sullo stress ossidativo e stato ipossico subclinico nella sindrome di rett: nuovi possibili meccanismi patogenetici – 15000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di fisiopatologia medicina sperimentale e sanità pubblica (siena) – studio sul ruolo delle calpaine nella morte cellulare per apoptosi di cellule di melanoma umano: indagini biochimiche, molecolari e cliniche – 20000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di patologia umana ed oncologia (siena) – angiogenesi in patologia umana: sviluppo di tecnologie analitiche avanzate e loro applicazioni – 50000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di patologia umana ed oncologia (siena) – progetto di ricerca sulla morte cellulare tumorale spontanea e indotta dalle attuali terapie nel glioblastoma umano – 20000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di pediatria, ostetricia e medicina della riproduzione (siena) – acquisto macchinario per progetto di ricerca sul parto pretermine – 50000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di scienze ambientali g. Sarfatti (siena) – sviluppo di sistemi di biorilevamento dell’inquinamento da metalli del suolo per il recupero e la valorizzazione di ambienti minerari nella toscana meridionale – 30000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di scienze della comunicazione (siena) – progetto di catalogazione del fondo fotografico di giovanni porzio e studio delle immagini – 30000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di scienze della comunicazione (siena) – realizzazione del master sui diritti umani e progetto educativo – 50000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di scienze della terra (siena) – pubblicazione volumi abstract e atti e sostegno finanziario giovani ricercatori nell’ambito del 37th international symposium on archaeometry – 20000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di scienze e tecnologie chimiche e dei biosistemi (siena) – ricerca applicata alle pellicole pittoriche delle opere policrome della pinacoteca nazionale di siena – 50000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di scienze giuridiche privatistiche (siena) – realizzazione convegno su “la fiscalità immobiliare: prospettive di riforma” e stampa degli atti – 15000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di scienze giuridiche privatistiche (siena) – realizzazione del corso di formazione in diritto fallimentare 2009 su “il fallimento nella sua pratica applicazione” – 10000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di scienze matematiche e informatiche “r. Magari” (siena) – realizzazione dell’edizione 2009 del master universitario di primo livello in bioinformatica “alberto del lungo” – 50000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di scienze neurologiche e del comportamento (siena) – studio patogenetico dell’atrofia ottica autosomica dominante (adoa) – 50000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di scienze oftalmologiche e neurochirurgiche (siena) – sperimentazione progetto visione artificiale – 30000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di scienze oftalmologiche e neurochirurgiche (siena) – studio su ipovisione e patologie retiniche: diagnosi, tecniche di riabilitazione ed implicazioni sociali – 35000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di scienze ortopedico-riabilitative, radiologiche e otorinolaringoiatriche (siena) – studio su apprendimento motorio, cervelletto e stimolazione transcranica magnetica – 10000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di studi aziendali e sociali (siena) – realizzazione ricerca “il controllo di gestione nelle amministrazioni pubbliche toscane: analisi, comparazione e diffusione delle best practices” – 25000, Univ. Degli studi di siena – dip. Di studi aziendali e sociali (siena) – realizzazione ricerca “implementare la strategia d’impresa: il caso della sostenibilità” – 30000, Univ. Degli studi di siena – dip. Farmaco chimico tecnologico (siena) – identificazione di nuovi inibitori allosterici della casein chinasi 1 (ck1), da inserire in strategie terapeutiche innovative per la cura dei tumori – 25000, Univ. Degli studi di siena – facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali (siena) – automazione dell’osservatorio astronomico universitario e miglioramento della strumentazione didattica – 20000, Univ. Degli studi di siena – scuola superiore per il dottorato di ricerca santa chiara (siena) – realizzazione programmi multidisciplinari 2008 – 250000, Univ. Degli studi di siena (siena) – “la biblioteca affidabile”: potenziamento e sviluppo del patrimonio bibliografico delle biblioteche universitarie – 250000, Univ. Degli studi di siena (siena) – acquisto, rinnovo, ammodernamento grandi attrezzature a supporto della ricerca scientifica – 1000000, Univ. Degli studi di siena (siena) – allestimento laboratorio dell’accessibilita’ universale – 25000, Univ. Degli studi di siena (siena) – concorso al finanziamento di assegni di ricerca – 2000000, Univ. Degli studi di siena (siena) – costituzione osservatorio permanente sugli studenti dell’università degli studi di siena – 25000, Univ. Degli studi di siena (siena) – progetto per la costituzione di un fondo universitario per la tutela e il trasferimento della proprietà intellettuale – 100000, Univ. Degli studi di siena (siena) – realizzazione due campi da calcetto e riorganizzazione degli impianti sportivi dell’area c.u.s. in via l. Banchi – siena – 200000, Univ. Degli studi di siena (siena) – sollievo oneri ammortamento mutui immobili universitari – 2000000, Univ. Degli studi di siena (siena) – sostegno al processo di internazionalizzazione dell’universita’ degli studi di siena – i anno – 150000, Univ. Degli studi di siena (siena) – sostegno per borse di studio dottorato di ricerca – 2000000.
    Univ. Degli studi di verona – dip. Di scienze morfologico-biomediche (verona) – creazione di una unità di natural food discovery – 100000, Univ. Per stranieri di siena (siena) – istituzione borse di studio – 250000, Univ. Per stranieri di siena (siena) – parziale copertura finanziaria 1^ annualita’ di mutuo di €mil. 18 circa per l’acquisto di una porzione dell’edificio lineare da destinare a nuova sede dell’universita’ per stranieri – edificio lineare – 150000, Univ. Per stranieri di siena (siena) – progetto didattico sulla lingua italiana come strumento di pace – 50000, Universita’ cattolica di lovanio (louvain-la-neuve) – scavo, studio e valorizzazione del sito archeologico della villa romana di torraccia di chiusi – 30000, Università per adulti e terza età “ivana torretta” (nerviano) – organizzazione 5 dibattiti scientifici riguardanti temi di attualità – 5000, Usd volley club le signe (signa) – realizzazione progetto di aggregazione sportiva basato sulla pallavolo come disciplina formativa di gruppo – 3000.
    Buona analisi! a.

  16. Tra una collina e l’altra, e bicchiere? di Chianti, caro Arlecchino, hai dimenticato un piccolo significativo particolare su quanto succede a Siena.
    Tutto ‘sto bendiddio della Fondazione regalato per il consueto Natale, e fino a quando? tenuto conto della crisi MPS?, non dice una cosa sollevata più volte inutilmente in città, specialmente dai pochi temerari delle liste civiche.
    Che cioè:
    1 – non sappiamo chi altri ha fatto domanda. Tutto coperto dal segreto più rigoroso. Può esser stata scartata la domanda più importante e motivata per la storia della scienza mondiale!
    2 – non sapremo mai quanto del finanziato troverà applicazione in tempo e soprattutto avrà positivi sbocchi concreti. La Fondazione pare che paghi a presentazione di fattura, ma ciò non implica anche che la ricerca o l’attività finanziata sia stata svolta come promesso.
    Insomma, non diversamente da quanto avviene all’università ovunque. Nessun serio controllo di merito e pubblicità totale. Questo è il Bel Paese, Signori miei, ma chi non lo sa è solo perché fa come le tre scimmie.
    Buona domenica, anche a chi dorme di giorno, anche a chi crede ancora a questa strana sinistra, che domina anche la Fondazione naturalmente! Con presenza di Rifondazione, di nuovo naturalmente!
    Archie

  17. Per amore della cultura e della storia di Siena mi sono anche poposto gratis per delle lezioni (l’altro anno mi pagaron con attestati) – lo faccia Calabrese invece di fare per finta il Rivoluzionaio -, però Mancini MPS non mi ha dato una lira. Speriamo che l’exLC ora Pd (e domani?) Belli faccia chiarezza… senta anche la Piccinni, l’ex compagna, che pubblica libri sui Ciompi a Firenze cagando Siena o almeno chi non le sta simpatico.
    Avanti, popolo!

  18. Perchè non licenziano i raccomandati del Dipartimento di Storia (e della Facoltà di Lettere)? Se sono così capaci possono trovare lavoro facilmente… Ci sono tante Università in Italia e in Europa… O forse no????

  19. Achille, quanti sono i “raccomandati” della Facoltà di Lettere? Pensi che statisticamente siano di più di quelli della facoltà di Giurisprudenza o di Medicina? Povero illuso!

  20. «Perchè non licenziano i raccomandati del Dipartimento di Storia (e della Facoltà di Lettere)? Se sono così capaci posso trovare lavoro facilmente… Ci sono tante Università in Italia e in Europa… O forse no????» Achille

    …Achille, scusa questa appendice, ma sto continuando a ridere: sei venuto ad annunciare la lieta novella che a Giursiprudenza o Medicina non esite più il nepotismo, le cordate, lo padre che sistema lo figlio? E magari che non esiste nemmeno la Massoneria?

  21. Achille, se hai delle informazione, conosci voci o semplicemente sai che a Lettere ci sono dei raccomandati è bene che tu faccia i nomi e cognomi ma alla svelta. Altrimenti taci.

  22. stavrogin

    Credo che la grande maggioranza dei professori sono raccomandati. E che tutti i concorsi sono truccati. Ma parlo della Facoltà di Lettere perchè la conosco meglio… e posso citare vari esempi di nepotismo e favoreggiamento.

  23. «Credo che la grande maggioranza dei professori sono raccomandati. E che tutti i concorsi sono truccati. Ma parlo della Facoltà di Lettere perchè la conosco meglio… e posso citare vari esempi di nepotismo e favoreggiamento.» Achille

    Siamo tutti in spasmodica attesa. Però comincia dal tuo.
    Naturalmente sono truccati tutti i concorsi che hai perso e non truccati quelli che hai vinto.
    (Morale: in questo forum mi pare che siano pochini quelli che difendono lo status quo, ma è troppo facile gettare la croce sempre e solo sugli altri)

  24. kryogen
    non capisco questo attacco personale. Sarebbe meglio occuparsi della situazione economica dell´Università e della diminuzione del numero degli studenti.

  25. stavrogin
    Vedo che le risate di prima si sono trasformate in rabbia. È normale quando non ci conviene. Da igual, anche gli studenti non vengono più a Siena (chissà perchè)
    Buona serata

  26. «Vedo che le risate di prima si sono trasformate in rabbia. È normale quando non ci conviene. Da igual, anche gli studenti non vengono più a Siena (chissà perchè)
    Buona serata»
    Achille

    Senti Achille, chi sei, con chi ce l’hai, a cosa alludi, cosa insinui, chi ti manda? O dici le cose chiaramente oppure taci.

  27. Achille,
    di quale attacco personale stai parlando? Dico solo che se devi accusare qualcuno fai nomi e circostanze pubblicamente e non sbandierando affermazioni subdole verso categorie non meglio specificate. Tutto qua.

  28. La storia a volte è buffa. Il Mondo, bollato da un alto magistrato dell’università come scandalistico, dice forse – ora – molto di più della stampa sedicente progressista (sarebbe il Bisi col suo fogliucolo e il suo sito? O gli altri della calaverna abituati in censure?… Via…). Io del resto ho preso partito proprio grazie a un giornale reazionario che doveva fare giocoforza del pluralismo… Gli altri cantavano le sorti magnifiche e progressive… Ma neppure Croce dava del retrivo retrivo a Giacomino!
    Sull’università il clima beffardo mi pare quello dipinto dal poeta romagnolo ne La quercia caduta (Dai Primi poemetti): “Ognuno loda, ognuno taglia. A sera – ognuno col suo grave fascio va. – Nell’aria un pianto… d’una capinera//che cerca il nido che non troverà.”
    Io sto dalla parte della “capinera”, cioè di quei futuri licenziandi e dei lavoratori. Dalla parte dei pochi sani professori (beffeggiati dal baronato mafioso-massonico).
    Il poeta romagnolo, già… cave, fur!, esclamò in un motto sul tesoro (qui “furato”).
    Comunque: cave fur! (Attento, ladro!).
    Buonanotte

  29. Meglio servire nelle case dei signori che districarsi nei vostri ingarbugliati messaggi. Da qualche parte ho letto la vicenda Calabrese-Bettini, che non sarà dissimile da altre certamente. Appunto quindi:
    1 – quante sono le situazioni di questo genere?
    2 – i consiglieri di amministrazioone (Rettore compreso) sanno che in quanto pubblici ufficiali hanno l’obbligo di notificare queste situazioni alla procura? A meno che, con i tempi che corrono, abbiano derubricato anche questo obbligo un tempo normale per garantire un po’ di legalità.
    Per servirVi meglio
    Arlecchino

  30. «Bere il vino – ha concluso Calabresenon è un atto solitario, ma un atto assolutamente collettivo: uno scambio di sensazioni ed emozioni. Il vino va però consumato nella giusta misura: gli eccessi possono condurre addirittura alla morte, come già ammoniva Platone, nel Symposium (V sec a.C)».

    lo diceva anche i’ mi’ nonno, benché non avesse parentela con Alcibiade. Porca miseria, pensieri profondissimmi che mi ispirano ditiriambi dionisiaci (che tuttavia non vi somministro perché ora ho da fare). In fondo pare che anche la Pizia di Delfi sniffasse metano e anidride carbonica. E come disse Immanuel Kant: “porca miseria, dopo un bicchierino di quello buono mi riempie l’animo la contemplazione del cielo stellato sopra di me (a pancia all’aria)” e ripeté Baudelaire, che forse un gocciolin di Brunello è meglio assai di quel troiaio dell’assenzio…

  31. Evvabe’ allora mi provocate. Lo sapete che io per l’ottimo Calabrese ho una spiccata simpatia. Ora vi racconto una storiella: dovete sapere che lo stato giuridico dei docenti universitari è disciplinato per lo più da una legge della Reppublica Italiana, la n. 311 del 1958, il cui articolo 11 recita: “Il comando dei professori di ruolo da una ad un’altra università o da uno ad altro istituto di istruzione superiore è vietato”. La legge naturalmente si trova su internet cone tutte le altre che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo a questo punto) regolare uno Stato di diritto. Ora si dà il caso che sempre su internet si trovino (precisamente sul sito dell’Università di Siena) i verbali del CdA (almeno quelli risalenti a prima che scoppiasse questo casino). Nel verbale del 18 giugno 2007 al punto 3.02 (che rottura di zebedei leggersi questa roba) si dà parziale ed insoddisfacente risposta ad una interrogazione dell’aprile precedente sul comando a tempo pieno e a tempo parziale rispettivamente di Calabrese e di Bettini per gli anni 2006/2007 e 2007/2008 al famigerato SUM (Università di Scienze Umane di Firenze). Come ognuno può vedere questo comando è espressamente vietato dalla legge dello Stato, ma non è finita qui. Si impongono delle domande che naturalmente in CdA non possono trovare né luogo né risposta, tuttavia: ammettendo che si trovi una giustificazione a questa grave infrazione della legge, Calabrese e Bettini (ma soprattutto il primo ché è stato comandato a tempo pieno) da chi riscuotono? Perché non risulta che sia mai stata interrotta l’erogazione dello stipendio a Calabrese da parte dell’Ateneo, pur mancando egli ai suoi doveri presso questo Ateneo come risulta a chiunque faccia una piccola indagine presso la Facoltà di Lettere sulle presenze del baffuto amico. E non si vuole immaginare che il SUM non paghi niente per avere fra le propria “prestigiose” fila cotanti splendidi docenti (per Bettini quanto detto seppure non irregolarmente vale per i compensi che riceve da RAI2 per quelle favolette da studenti di letteratura latina al primo anno che ama raccontare alle 20.00). Ergo, per farla breve, si deve, assunto che il comando sia avvenuto “contra legem”, presupporre che anche il percepimento per almeno due anni dello stipendio da Siena sia avvenuto illegalmente (non illegittimamente, illegalmente). Alla fine le discutibili elucubrazioni sul vino sono la meno, come si dice qui nei boschi.
    Da questa vicenda e dal racconto che ve ne ho fatto e che lascio al vostro giudizio si inferiscono ulteriori riflessioni. 1) Le leggi e le regole ci sono e sono sufficientemente argomentate e razionalizzate: basta applicarle; 2) Giovanni ha ragione sul fatto che queste cose bisogna andare a cercarle perché sono alla portata di tutti e non è giusto che a lui solo sia demandata la rottura di zebedei di fare il cane da tartufo. 3) Il famigerato piano di risanamento dovrebbe tenere conto anche di queste faccenduole che sono tali, ma comportano spese esose per l’Ateneo e – patet evidenter – che di queste spese superflue il medesimo Ateneo non ha bisogno. 4) Che di queste situazioni si può presupporre che ne esista più di una, vista la necessità di affidarsi, nonostante la presenza di 1030 docenti di ruolo, al numero impressionante di contratti (e supplenze che però in quel novero abbiamo stabilito che non ci sono) che risultano attivati.
    E tanto per fare un ulteriore favore a Giovanni ecco qua una listina che amplia e integra quella a suo tempo fornita con il numero degli iscritti a ciascuna Facoltà, con lo scorporo delle due (ma dove si è mai visto!) Facoltà di Lettere, insomma quello che Carlo Emilio Gadda avrebbe chiamato un giulebbe (un cibo molto dolce, come il vino di Calabrese):

    Medicina: 2974 iscritti (inclusi gli specializzandi)

    73 ordinari
    91 associati
    131 ricercatori
    427 contratti
    ——————
    722

    Lettere: 4887 iscritti (di cui 1804 a Arezzo)

    86 ordinari (di cui 30 a Arezzo)
    77 associati (di cui 31 a Arezzo)
    67 ricercatori (di cui 25 a Arezzo)
    261 contratti (di cui 89 a Arezzo)
    —————-
    491

    Economia: 3141 iscritti

    46 ordinari
    33 associati
    25 ricercatori
    49 contratti
    ——————
    153

    Farmacia: 1018 iscritti

    15 ordinari
    18 associati
    25 ricercatori
    24 contratti
    ——————–
    82

    Giurisprudenza: 2800 iscritti

    27 ordinari
    15 associati
    19 ricercatori
    23 contratti
    ——————–
    84

    Ingegneria: 908 iscritti

    14 ordinari
    16 associati
    22 ricercatori
    39 contratti
    ——————-
    91

    Scienze Politiche: 1543 iscritti

    21 ordinari
    16 associati
    19 ricercatori
    24 contratti
    ——————
    80

    Scienze Matematiche Fisiche e Naturali: 1623 iscritti

    62 ordinari
    43 associati
    62 ricercatori
    142 contratti
    —————–
    309

    Torno a cacciare i cinghiali a Ponte allo Spino

    Vostro Favi

  32. Oh Fava d’un Favi, mi dici allora quante sono le supplenze Facoltà per Facoltà? Non mi sembra ininfluente, ti pare? E se i contratti non sono per le supplenze allora per che cosa sono?
    Io sono all’antica, lo sai…
    Archie
    P.S. 1) le due Lettere di cui ci gloriamo vanno separate del tutto se è vero che hanno due presidi ecc. ecc., o no?
    P.S. 2) la storia Calabrese-Bettini et similia non è un danno all’Università? Chi lo fa valere costituendosi? Un consigliere di amministrazione ha la bontà di leggere queste quisquilie anche e di fare le dovute interrogazioni al rettore? Grazie

  33. Torno dalla caccia dopo aver impallinato un cinghiale e rispondo ad Archimede

    Le supplenze mi sa che rientrano nella esclusività delle facoltà le quali, fatte le debite eccezioni come questa, se ne guardano bene e dal dividere le supplenze dai contratti e dallo specificare (e nemmeno giurisprudenza fa eccezione) quanto pagano questa gente. In conclusione questi argomenti sono fuori della portata del CdA. È evidente che il dato non è ininfluente e proprio per questo mi spingo ad insinuare che non lo si renda pubblico.
    Gli altri contratti, come li chiami tu, servono in parte a dispensare incentivi a chi non ha abbastanza coperture per diventare docente, in parte a far guadagnare qualcosa di più a gente che viene da fuori e che è amica di quella che è dentro ed in buona parte a sostituire (quello che di nuovo è vietato dalla legge) i docenti di ruolo che non fanno quello che devono fare. Facciamo l’esempio di un professore che faccia anche l’avvocato (rectius: che faccia soprattutto l’avvocato) e che quindi non copra interamente le materie che dovrebbe, secondo l’offerta formativa, insegnare. Che si fa? Si fa un bel contratto ad un’assegnista di ricerca (con l’apostrofo sì, è femmina nell’esempio che faccio), magari – sempre per fare un esempio – nel polo di Grosseto dove – toh strano! – l’assegnista risiede. Quindi alla prima occasione le si costruisce addosso un bel posto di ricercatore chiamato e glielo si regala amabilmente in mercede del nulla che ha combinato in due anni, possibilmente a scorno di qualcuno cui non solo non è stato affidato nessun contratto, ha sei volte i titoli dell’assegnista ed è mille volte più conosciuto nel mondo. Torna? Suvvia Archimede, dimmelo tu se torna o no…
    E ancora: certo che le facoltà di Lettere vanno divise in tutto e perciò vanno moltiplicate in tutto le spese che comportano (affitti, presidi, ecc., ecc.). A buon intenditore…
    E per finire vorrei dire che basta leggere i verbali qui: http://www.unisi.it/v0/ufficio.html?fld=398 per rendersi conto che un Consigliere di Amministrazione (mi auguro che presto siano almeno due) il problema l’ha sollevato eccome, ma come Archimede dovrebbe sapere bene le minoranze in quella gioiosa città che io scorgo dalla Colonna vengono tosto messe a tacere. Fortuna che la legge impone che certi documenti siano pubblici. È altresì vero che questa pubblicità è del tutto inutile se la gente le cose non se le va a leggere, che poi è la lamentela che Giovanni esponeva ieri. Diamoci un po’ tutti da fare – e lo dico non ad Archimede in particolare che con i suoi specchi ustori e le altre diavolerie che inventa una mano la dà – ma anche agli altri frequentatori che a lamentarsi sono buoni, ma che mi pare si affidino un po’ troppo alla buona lena del nostro ospite qui.
    Spero d’essere stato esauriente. Torno a macellare il cinghiale che ho abbattuto.
    Il Favi

  34. Sai Favi che bisognerebbe fare? degli indici, altrimenti come si fa a legger tutto? Di tesi non ne hai tu, bel Favone?
    Archie
    (confermato che i “docenti” sono quindi di più di quelli che hai censito: la realtà vera è sempre peggiore del previsto…)

  35. E come fo ora a sparare sul Cantagalli? O non mi è giunto in regalo Humanae Vitae di Paolo VI, Ed. Cantagalli? L’amico che me lo ha donato mi ha detto anche notiziacce su presunti partigiani e lauree regalate (ecco perché un tal ente fu riempito di dementi…) a boss del “Partito”… Però il moscato che mi ha versato dopo il dolce era a solfiti. Cmq era buono, dio buonino. Quanto detto su dai blogger mi pare ineccepibile. Ma è difficile impallinare Calabrese. Non è un cignale, caro Favi, e , seppur “favone” la sa troppo lunga. È con le amenità che ha fatto miliardi, buco o non buco. Er piacione poi gli stende tappeti rossi ridendo a comando come un pornoattore (è una dote, è una dote!!!).

  36. …non so se è chiedere troppo, ma vedo che alcune facoltà hanno molti contratti: mica sarebbe possibile verificare a quali dipartimenti o corsi di studio sono abbinati e perché (laboratori, lettori o che so io…)? Tra l’altro se non erro il decreto di Mussi dice qualcosa anche sull’incidenza dei contratti nei nascituri corsi di studio imposti dal riordino.
    Non impallinare anche me, ma è sempre per evitare, se possibile, le statistiche del Trilussa….

  37. Va beh vi faccio un altro regalino che mi è costato una rottura di scatole e una fatica che non vi sto a raccontare.
    Et voilà:

    Scienze Politiche: 42 contratti (69.021 €).
    Sc. Mat., Fis. e Nat.: 189 contratti (151.750 €).
    Medicina e Chirurgia: 1530 contratti (121.970 €).
    Lettere e Filosofia (Arezzo): 139 contratti (195.546 €).
    Lettere e Filosofia (Siena): 234 contratti (398.713 €).
    Ingegneria: 47 contratti (91.428 €).
    Interfacoltà: 54 contratti (25.585 €).
    Giurisprudenza: 34 contratti (56.458 €).
    Farmacia: 23 contratti (29.216 €).
    Economia: 93 contratti (106.612 €).

    Totale delle spese per l’anno 2007/2008 per contratti (escluse le supplenze): 1.124.329 €

    Avvertenze per l’uso:
    a) mi sono venuti i pippoli negli occhi dall’attenzione, ma un errore potrebbe starci (non significativo comunque); b) i dati vengono da quel database linkato da Giovanni che poi è quello del SIGRU; fatene tesoro perché veramente mi ci sono scassato non poco ed ero stanco per esser stato sulle tracce del cinghiale ieri.

    Qualche considerazione mia, poi ragionateci voi:
    a) medicina è vero che ha una marea di contratti, ma la stragrande maggioranza sono a titolo gratuito, quindi piano coi giudizi;
    b) non mi sembra il caso invece di andare piano coi giudizi con lettere (né I né II… e dagli col ridicolo) visto che da sola si mangia un terzo delle risorse finanziarie per insegnare cosa Dio solo lo sa (veramente lo sappiamo anche noi, basta leggere quello che ha linkato Giovanni);
    c) se sommiamo 1.400.000 di affitti da dismettere in blocco, 1.124.000 di contratti che – lo si vede bene a medicina – si possono dare anche gratuitamente se proprio ce n’è bisogno e – altro dato che vi regalo – 820.000 euro di software l’anno (sì avete capito bene tutte e due le cose: 820.000 e l’anno) 330.000 ed oltre soltanto per evitare ai signori dipendenti (docenti e non) di imparare qualche altro programma di scrittura e di calcolo che non sia la suite da ufficio della Microsoft (Word e compagnia per intendersi), operazione che richiede sì e no un corso di cinque ore, siamo già a 3.400.000 € di risparmio sulla spesa corrente di ogni anno.
    Spero di aver soddisfatto anche le richieste di Stravrogin (che avevo anticipato visto che ho passato mezza nottata a fare questi balocchi).
    Dalla Colonna di Montarrenti buone riflessioni dal Favi

  38. Grazie Favi, ti meriti un cinghiale!
    E tuttavia continua a sfuggirmi qualcosa: invogliato dalla tua osservazione al punto b) e dotato di meno conoscenze in fatto di database, ho fatto un controllo empirico sul sito unisi, relativo a ciascuno dei singoli dipartimenti che costituiscono la facoltà di Lettere (quella di Siena), e ho riscontrato questi dati:
    19 docenti a contratto + 4 assegnisti + 10 collaboratori a contratto a scienze della comunicazione.
    3 docenti a contratto a storia.
    5 docenti a contratto + 2 assegnisti a lettere classiche
    filologia ?? impossibile scorporare i dati
    archeologia e storia delle arti ?? impossibile scorporare i dati
    6 docenti a contratto + 4 assegnisti tra filosofia e scienze sociali.

    Mi sono limitato a copiare quello che ho trovato sotto la voce “personale”, e il conto non mi torna: può darsi che i dati riportati nei siti non siano esatti, ma come si fa da qui ad arrivare a 234? Cosa si intende per “contratti” e come si fa a verificare quanti ve ne sono in ogni singolo dipartimento? Dove si nascondono quelli mancanti? La faccenda dei contratti, per me, rimane misteriosa.

  39. Non c’è dubbio che le Facoltà umanistiche qui sono un carrozone elettorale e ci hanno infilato tutti gli amici di potenti locali… o ex potenti (caduti in disgrazia). Intanto mi piacerebbe sapere cosa ha risposto Berlinguer, ex Princeps magno, a Panorama. Sarebbe interessante. Intanto il foglio del Bisi, che ho letto giocoforza in corsia, incita le forze di polizia e la magistratura a perseguire su internet chi diffama palio e mensana. Che i socialisti alla Bisi fossero diventati “forcaioli” antidemocratici non c’erano dubbi… basta vedere chi è al pitere o chi vi è stato. Di questo paso Bisi cercherà di far tappare la bocca anche fa chi a critiche al disatrato ateneo? Ma se a me del palio non me ne fregasse niente cosa frega al Bisi? Se poi ci sono insulti da reato si procederà su querela di parte… o no? Certo socialismo bisiano mi ricorda certi personaggi della “volontà di potenza”. Quando si dice la voce del padrone

  40. @Stavrogin

    Tutto il giorno fra le farnie a Sienavecchia a disboscare e poi non ti bastano neanche questi dati? Nelle steppe siberiane il computer ha meno successo che sulla Montagnola senese. Scherzi a parte ho potuto fare solo questa operazione di reperimento di tutte le materie che sono insegnate da qualcuno a contratto. È un po’ lunghina, Giovanni ci scuserà. Prima viene Lettere di Siena e poi quella di Arezzo (rispettivamente 234 contratti e 139 che – fra l’altro sono di più di quelli che avevo riportato in quel conto che raggruppava i docenti). Ancora tre avvertenze: a) l’errore può starci anche qui e comunque come sopra non è significativo; b) si tratta come tutti quelli di cui si è discusso finora dei contratti per l’anno 2007/2008. Sul medesimo database si trovano anche quelli per l’anno 2008/2009 che sono molti meno (768) non so se è perché è già arrivata la scure della diminuzione o perché li attivano via via; c) ad una prima occhiata non era possibile che tu li trovassi tutti sui siti di dipartimento perché alcuni sono tenuti da personale neanche lontanamente docente, il che impedisce anche a chi è dotato di scarso senso morale di inserire nella voce docenti (sia pure a contratto) questi signori. Va detto che il senso morale manca del tutto al momento della riscossione del compenso perché ho scoperto (nonostante abbiate tutti notato che non ho mai fatto nomi) che alcuni corsi in entrambe le facoltà sono tenuti – per esempio – da un noto ex dirigente, ora comunque titolare di area dirigenziale, che viene peraltro retribuito come non lo sono – per dire – quasi tutti i medici. Si noti che costui riscuote un lautissimo stipendio a tutt’oggi e che fino a pochissimo tempo fa lo riscuoteva da dirigente (quindi parliamo di quelle cifre cui ho accennato in altri post). Detto ciò, partiamo:

    Lettere e Filosofia di Siena

    LINGUAGGI ARTISTICI DIGITALI
    TEORIE E TECNICHE DEL LINGUAGGIO GIORNALISTICO BASE
    COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE 1S
    ICONOGRAFIA E ICONOLOGIA 1
    TEORIE E TECNICHE DEL LINGUAGGIO CINEMATOGRAFICO
    METODOLOGIA DELLA CRITICA CINEMATOGRAFICA – PARTE 2
    COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA RADIOFONICA
    SEMIOTICA DEL TESTO AUDIOVISIVO 1S
    STORIA DELLA FILOSOFIA MEDIEVALE I Modulo: CORSO – PARTE 2
    STORIA DELLA FILOSOFIA MEDIEVALE I Modulo: CORSO – PARTE 1
    STORIA DELLA FILOSOFIA POLITICA
    COMUNICAZIONE PUBBLICA
    STORIA DELL’ARTE MEDIEVALE
    ISTITUZIONI E POLITICHE AUDIOVISIVE NELL’UNIONE EUROPEA
    ANTROPOLOGIA 1 – PARTE 2
    ANTROPOLOGIA FISICA
    RESTAURO 1 – PARTE 2
    PALETNOLOGIA IV – PARTE 2
    TUTELA E CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI
    STORIA E METODOLOGIE DELLA CONSERVAZIONE
    ORGANIZZAZIONE INFORMATICA DELLE BIBLIOTECHE 1 – CURRICULUM STORING
    BIBLIOTECHE DIGITALI
    ARCHEOLOGIA DEI PAESAGGI I
    GEOGRAFIA STORICA DELL’EGEO E DEL LEVANTE MEDITERRANEO 1S – PARTE 1
    INTRODUZIONE AL TEATRO EBRAICO, CON RIFERIMENTO AL CINEMA E ALLE ARTI
    BIOARCHEOLOGIA 1 – PARTE 1
    BIOETICA FILOSOFICA I
    INFORMATICA APPLICATA
    DESIGN DEI MEDIA DIGITALI – PARTE 1
    BIOARCHEOLOGIA 1S – PARTE 2
    STORIA DELLE TECNICHE ARTISTICHE Modulo: CORSO
    ETRUSCOLOGIA E ANTICHITA’ ITALICHE ISTITUZIONALE
    LINGUA E LETTERATURA LATINA Corso integrativo: MODULO: RECUPERO DEBITO
    LINGUISTICA COMPUTAZIONALE BASE – PARTE II
    LINGUAGGI NATURALI E ARTIFICIALI – PARTE 1
    MEDIA AUDIOVISIVI E DIGITALIZZAZIONE 1S – PARTE 2
    MUSEOLOGIA E MUSEOGRAFIA – PARTE 2
    MUSEOLOGIA E MUSEOGRAFIA – PARTE 1
    RESTAURO 1 – PARTE 2
    COMUNICAZIONE INTERCULTURALE ED ETNOLINGUISTICA A
    STORIA DEL CINEMA ITALIANO
    RESTAURO
    STORIA CONTEMPORANEA 4 BASE
    LINGUA SPAGNOLA III
    LINGUA SPAGNOLA I
    LETTERATURA SPAGNOLA II
    LINGUISTICA ITALIANA Modulo: LABORATORIO DI SCRITTURA PER LETTERE
    LABORATORIO DI ITALIANO Corso integrativo: LABORATORIO DI SCRITTURA (A-M)
    EDITORIA ELETTRONICA 1
    PROTOTIPAZIONE E PRODUZIONE WEB – PARTE 1
    ANIMAZIONE GRAFICA BASE
    INFORMATICA APPLICATA
    INFORMATICA APPLICATA
    ARCHEOLOGIA DELLE PROVINCE ROMANE
    MORFOLOGIA DEL LATINO SPECIALISTICO
    FONOLOGIA SPECIALISTICO
    LETTERATURA ITALIANA
    LETTERATURE ISPANO-AMERICANE III
    LINGUA E LETTERATURA GRECA Corso integrativo: MODULO RECUPERO DEBITO
    PSICOLOGIA DELLA FORMAZIONE E DELLE RISORSE UMANE BASE – PARTE 1
    ANALISI DELL’ATTIVITÀ E DEFINIZIONE DEI REQUISITI – PARTE 1
    ARCHEOLOGIA DEGLI INSEDIAMENTI PREISTORICI 1 – PARTE 1
    ARCHEOLOGIA DEGLI INSEDIAMENTI PREISTORICI – PARTE 2
    RESTAURO 1 – PARTE 1
    LINGUAGGI RADIOFONICI
    STORIA DELLE PRODUZIONI DI ETA’ PREISTORICA
    LINGUA RUSSA III
    LINGUA RUSSA – PARTE 2
    LINGUA RUSSA II
    LINGUA RUSSA I
    STORIA DELL’ARTE MODERNA – I
    STORIA DELL’ARTE MODERNA
    STORIA DELLA LINGUISTICA
    STORIA DELLA LINGUISTICA
    LINGUISTICA APPLICATA
    PROTOTIPAZIONE E PRODUZIONE GRAFICA 3D – PARTE 2
    PRODUZIONE GRAFICA E WEB BASE – PARTE I
    LEGISLAZIONE ITALIANA DEI BENI CULTURALI 1
    LEGISLAZIONE DEI BENI CULTURALI
    ANTROPOLOGIA DELLA MUSICA SPECIALISTICO
    GEOGRAFIA STORICA DELL’EGEO E DEL LEVANTE MEDITERRANEO 1S – PARTE 2
    STORIA DELLE TECNOLOGIE PREINDUSTRIALI 1
    STORIA ROMANA 3 A
    EPIGRAFIA LATINA
    PSICOLOGIA SOCIALE
    STORIA DELLA CULTURA RUSSA
    LETTERATURA RUSSA B
    RECUPERO DI DOCUMENTI
    BASI DI DATI II
    DIZIONE E LETTURA ESPRESSIVA 1S
    PROTOTIPAZIONE E PRODUZIONE GRAFICA 3D – PARTE 1
    STORIA DELLE RELIGIONI 1S
    MEDIA AUDIOVISIVI E DIGITALIZZAZIONE 1S – PARTE1
    ARCHEOMETRIA II
    ARCHEOLOGIA MEDIEVALE II
    STORIA DELLA PRODUZIONE MATERIALE DEL MONDO CLASSICO
    STORIA DELL’ARCHEOLOGIA
    PROTOTIPAZIONE E PRODUZIONE WEB – PARTE 2
    PROGETTAZIONE AD OGGETTI BASE – PARTE II
    ARCHEOMETRIA – PARTE 1
    ARCHEOMETRIA II
    INFORMATICA APPLICATA
    LINGUA FRANCESE II
    LINGUA FRANCESE I – PARTE 2
    TEORIE E TECNICHE DEL LINGUAGGIO RADIOTELEVISIVO BASE
    TEORIA E TECNICHE LINGUAGGIO RADIOTELEVISIVO 1S
    CINEMA E FOTOGRAFIA
    LINGUA E LETTERATURA LATINA Corso integrativo: MODULO RECUPERO DEBITO
    STORIA DELLE TECNOLOGIE 1
    STORIA COMPARATA BASE
    PREISTORIA E PROTOSTORIA 1S – PARTE 2
    INFORMATICA APPLICATA ALL’ ARCHEOLOGIA A
    INFORMATICA APPLICATA
    LABORATORIO DI ITALIANO Corso integrativo: LABORATORIO DI SCRITTURA (N-Z)
    LINGUA E LETTERATURA GRECA Modulo: CORSO – PARTE 2: LETTERATURA ARCAICA E CLASSICA
    LINGUA E LETTERATURA GRECA Corso integrativo: MODULO RECUPERO DEBITO
    ARCHIVISTICA C – PARTE 1
    ARCHIVISTICA INFORMATICA
    LABORATORIO DI INFORMATICA
    SEMIOTICA DELL’ARTE CONTEMPORANEA 1S
    ARCHEOLOGIA DELLA PRODUZIONE II – PARTE 3
    MUSEOLOGIA
    STORIA DELL’ARTE CONTEMPORANEA I
    ARCHITETTURA E ALLESTIMENTO MUSEALI
    DISEGNO 1S – PARTE 1
    PSICOLOGIA DELLA FORMAZIONE E DELLE RISORSE UMANE BASE – PARTE 2
    ANALISI DELL’ATTIVITÀ E DEFINIZIONE DEI REQUISITI – PARTE 2
    INFORMATICA APPLICATA
    FILOLOGIA CLASSICA III
    ICONOGRAFIA DEL TEATRO
    INFORMATICA APPLICATA II C
    GEOGRAFIA II
    ANTROPOLOGIA DELL’ARTE SPECIALISTICO
    ANTROPOLOGIA COGNITIVA : ISTITUZIONI DI ANTROPOLOGIA COGNITIVA
    INFORMATICA APPLICATA
    COMUNICAZIONE PUBBLICA
    STORIA DELLA PRODUZIONE MATERIALE IN ETA’ PREISTORICA 1 – PARTE 2
    PREISTORIA E PROTOSTORIA EUROPEA – PARTE 2
    STORIA ROMANA IV B
    STORIA ROMANA IV A
    METODOLOGIA DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA II
    INFORMATICA APPLICATA ALL’ARCHEOLOGIA – PARTE 2
    ARCHEOLOGIA DEI PAESAGGI PREISTORICI
    INDAGINI SCIENTIFICHE PER LA CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI
    FILOSOFIA DELLE IMMAGINI I Modulo: CORSO – PARTE 2
    FILOSOFIA DELLE IMMAGINI I Modulo: CORSO – PARTE 1
    BASI DI DATI I
    ECONOMIA E GESTIONE DELL’IMPRESA MEDIALE SPECIALISTICO
    TEORIE E TECNICHE DELLA PRODUZIONE MUSICALE NEI MEDIA
    ANTROPOLOGIA POLITICA B
    ANTROPOLOGIA POLITICA A
    LINGUA PORTOGHESE E BRASILIANA II
    LINGUA PORTOGHESE E BRASILIANA 1S – PARTE1
    LINGUA PORTOGHESE E BRASILIANA 1 – PARTE 1
    LINGUA PORTOGHESE E BRASILIANA I
    DISEGNO DIGITALE DEI MANUFATTI I 1
    INFORMATICA APPLICATA Modulo comune: MODULO AVANZATO
    ARCHEOMETRIA I
    ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE – PARTE 2
    STORIA DELLA MUSICA MEDIEVALE E RINASCIMENTALE
    GIORNALISMO RADIOFONICO
    PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE BASE – PARTE 2
    METODOLOGIA DELLO SCAVO 2
    METODOLOGIA DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA III
    ARCHEOLOGIA AMBIENTALE – PARTE 2
    DIALETTOLOGIA III
    STORIA DEL CRISTIANESIMO B
    STORIA DEL CRISTIANESIMO A
    INFORMATICA APPLICATA II B
    INFORMATICA APPLICATA ALL’ARCHEOLOGIA – PARTE 1
    STORIA DEL TEATRO MEDIEVALE E UMANISTICO
    STORIA DELL’ARCHITETTURA MEDIEVALE E MODERNA
    TEORIE E TECNICHE DELLA PROMOZIONE D’IMMAGINE
    TEORIE E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE D’IMPRESA
    LINGUA E LETTERATURA LATINA Corso integrativo: MODULO: RECUPERO DEBITO
    DESIGN DEI MEDIA DIGITALI – PARTE 2
    STORIA DELLA CHIESA B
    STORIA DELL’ARTE MEDIEVALE III
    STORIA DELLE ARTI MINORI
    STORIA SOCIO-TECNICA DEI MEDIA – PARTE 1
    INTERAZIONE UOMO-MACCHINA 1S – PARTE1
    LINGUA SPAGNOLA II
    DISEGNO E RILIEVO ARCHEOLOGICO MEDIANTE STRUMENTAZIONE INFORMATICA I 1
    ARCHEOZOOLOGIA
    MUSEOLOGIA E MUSEOGRAFIA II – PARTE 2
    MUSEOLOGIA E MUSEOGRAFIA II – PARTE 1
    ANALISI DELL’ATTIVITÀ E DEFINIZIONE DEI REQUISITI – PARTE 3
    PROGETTAZIONE AD OGGETTI BASE – PARTE I
    PROGETTAZIONE MULTIMEDIALE E PROGETTAZIONE DELL’INTERAZIONE
    LINGUAGGI NATURALI E ARTIFICIALI – PARTE 2
    ARCHEOLOGIA DELLA PRODUZIONE II – PARTE 1
    FILOSOFIA DELLA MENTE I Modulo: CORSO – PARTE 2
    FILOSOFIA DELLA MENTE I Modulo: CORSO – PARTE 1
    LINGUAGGI DI PROGRAMMAZIONE
    RETORICA DELL’IMMAGINE
    PROGETTAZIONE E PRODUZIONE DI SISTEMI MULTIMEDIALI
    STORIA DELLA FILOSOFIA MODERNA I Modulo: CORSO – PARTE 2
    STORIA DELLA FILOSOFIA MODERNA I Modulo: CORSO – PARTE 1
    RETORICA E LINGUAGGI PERSUASIVI
    TEORIE E TECNICHE DEI NUOVI MEDIA BASE
    STORIA SOCIO-TECNICA DEI MEDIA – PARTE 2
    INTERAZIONE UOMO-MACCHINA 1S – PARTE 2
    ARCHEOLOGIA DELLA PRODUZIONE
    SEMIOTICA DELLE ARTI
    PALEOGRAFIA LATINA
    ARCHIVISTICA E BIBLIOTECONOMIA
    SOCIOLOGIA DELL’ORGANIZZAZIONE BASE – PARTE 2
    CIVILTA’ INDIGENE D’AMERICA
    ANTROPOLOGIA ECONOMICA SPECIALISTICO
    COMUNICAZIONE INTERCULTURALE ED ETNOLINGUISTICA B
    DISEGNO 1S – PARTE 2
    STORIA ROMANA 3 B
    LETTERATURA FRANCESE I
    PRODUZIONE RADIOFONICA
    DISEGNO INDUSTRIALE
    LEGISLAZIONE DEI BENI CULTURALI
    STORIA DELLA PRODUZIONE MATERIALE DEL MONDO MEDIEVALE
    ARCHEOLOGIA DELLA PRODUZIONE II – PARTE 2
    MULTIMEDIALITÀ E RETI
    INFORMATICA APPLICATA Modulo comune: MODULO AVANZATO
    LINGUA INGLESE IV : ULTERIORI CONOSCENZE LINGUISTICHE
    LINGUA INGLESE IV BASE
    GEOGRAFIA E
    ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO
    STORIA DELL’ARCHEOLOGIA – PARTE 2
    STORIA DELLA PRODUZIONE MATERIALE IN ETA’ PREISTORICA 1 – PARTE 1
    STORIA DELL’ARCHEOLOGIA – PARTE 1
    ANTROPOLOGIA 1 – PARTE 1
    REGIA CINEMATOGRAFICA 1S
    LINGUA FRANCESE IV BASE
    LETTERATURA PORTOGHESE E BRASILIANA I
    LINGUE E LETTERATURE ANGLO-AMERICANE BASE
    LINGUISTICA ITALIANA Modulo: LABORATORIO DI SCRITTURA PER LETTERE

    Lettere e Filosofia di Arezzo

    LINGUA INGLESE: LINGUAGGI SETTORIALI
    LINGUA RUSSA II
    LINGUA RUSSA I ( MEDIAZIONE )
    ORGANIZZAZIONE INFORMATICA DELLE BIBLIOTECHE
    TEORIA E TECNICA DEI NUOVI MEDIA
    STORIA DELLA STAMPA E DELL’EDITORIA
    LABORATORIO DI BIBLIOLOGIA
    LINGUA TEDESCA III
    MARKETING CULTURALE
    STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’URBANISTICA MODERNA Corso integrativo: METODO E STRUMENTI PER LA RICERCA ARCHIVISTICA NEGLI STUDI DI STORIA DELL’ARCHITETTURA E DELL’URBANISTICA
    PALEOGRAFIA GRECA
    METODOLOGIE DI GESTIONE DEI CONFLITTI NELLE ORGANIZZAZIONI
    PEDAGOGIA GENERALE Corso integrativo comune: PEDAGOGIA GENERALE
    TEORIA E STORIA DELLA SCENOGRAFIA
    CHIMICA APPLICATA AI BENI CULTURALI
    STORIA DEL DISEGNO DELL’INCISIONE E DELLA GRAFICA
    LABORATORIO DI STORIA MEDIEVALE
    TEORIA E TECNICA DELLA FORMAZIONE AUTOBIOGRAFICA
    CATALOGAZIONE INFORMATIZZATA
    LEGISLAZIONE E COPYRIGHT
    SOCIOLOGIA DELL’EDUCAZIONE
    ESEGESI DELLE FONTI DOCUMENTARIE
    TEORIE E TECNICHE DELL’ORIENTAMENTO
    STORIA E TECNICA DELLA FOTOGRAFIA
    STORIA DELLA FOTOGRAFIA DI SPETTACOLO
    FILOLOGIA CLASSICA
    CLASSICI IN TRADUZIONE ITALIANA
    FISICA APPLICATA AI BENI CULTURALI STORICO – ARTISTICI
    CULTURA TEDESCA I
    STORIA DELLE TECNICHE ARTISTICHE
    TEORIA DEL RESTAURO
    STORIA DELLE BIBLIOTECHE
    PEDAGOGIA SPERIMENTALE
    STORIA DEL TEATRO E DELLO SPETTACOLO Corso integrativo: TEATRO E REGIA TELEVISIVA
    ETNOMUSICOLOGIA
    LINGUA INGLESE I AVVIAMENTO
    CULTURA INGLESE I
    RILIEVO DELL’ARCHITETTURA
    SCRIBA PER LINGUE STRANIERE 2
    CORSO DI SCRITTURA BASE: “ADDESTRAMENTO ALLA SCRITTURA SCRIBA”
    ARCHEOLOGIA CRISTIANA E MEDIEVALE
    TEORIE E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE INTERPERSONALE
    ECOLOGIA
    STORIA DELLA MINIATURA E DELL’ORNAMENTAZIONE DEL MANOSCRITTO
    ECONOMIA AZIENDALE
    LINGUA LATINA B
    LINGUA TEDESCA II
    LINGUA TEDESCA I
    LINGUA SPAGNOLA II
    LINGUA SPAGNOLA I
    TECNICA DEL RESTAURO ARCHITETTONICO
    TOPOGRAFIA TARDOANTICA E MEDIEVALE
    LETTERATURA ITALIANA
    STORIA DELLA FILOSOFIA ANTICA
    INFORMATICA UMANISTICA
    FILOSOFIA DELLA COMUNICAZIONE
    FILOSOFIA DELLA COMUNICAZIONE
    NORMATIVA IN MATERIA DI ATTIVITA’ FORMATIVA
    FILOSOFIA DELLA RELIGIONE B
    GLOTTODIDATTICA
    TRATTAMENTO DELL’IMMAGINE
    INFORMATICA
    STORIA DELL’ARCHITETTURA CONTEMPORANEA
    Corso Integrato: LABORATORIO DI ARCHITETTURA
    LABORATORIO DI RILIEVO ARCHEOLOGICO
    LABORATORIO DI TECNICHE ARTISTICHE
    STORIA DELL’ARTE TOSCANA IN ETA’ MODERNA
    LINGUA SPAGNOLA III
    INFORMATICA MULTIMEDIALE PER LE DISCIPLINE DELLO SPETTACOLO
    ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
    CODICOLOGIA
    ECONOMIA E ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
    LOGICA
    STORIA DEL CINEMA ITALIANO
    STORIA DEL CINEMA ITALIANO
    STORIA DELLE RELIGIONI
    STORIA DELLE RELIGIONI
    ANTICHITA’ GRECHE
    EDITORIA MULTIMEDIALE
    CULTURA FRANCESE III
    CULTURA FRANCESE I
    STORIA DELL’ILLUSTRAZIONE DEL LIBRO
    LINGUA FRANCESE I
    LETTERATURA RUSSA III
    EGITTOLOGIA
    BIOLOGIA APPLICATA AI BENI CULTURALI
    NEUROPSICHIATRIA INFANTILE
    FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO
    LETTERATURA TEDESCA I
    LETTERATURA TEDESCA MODERNA E CONTEMPORANEA
    CULTURA TEDESCA III
    PEDAGOGIA SPECIALE
    PEDAGOGIA SPECIALE
    CODICOLOGIA Corso integrativo: RESTAURO DEI MATERIALI NON CARTACEI
    INFORMATICA
    STORIA DELL’EUROPA ORIENTALE
    INFORMATICA
    BIBLIOGRAFIA E BIBLIOTECONOMIA
    DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA
    LABORATORIO DI ANALISI TECNICA DELL’EDILIZIA STORICA
    METODOLOGIA E TECNICA DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA
    LABORATORIO DI LETTURE FILOSOFICHE
    LABORATORIO DEI MUSEI VIRTUALI
    LETTERATURE COMPARATE B
    STORIA E TECNICA DELLA FOTOGRAFIA Corso integrativo: TECNICA FOTOGRAFICA
    FILOLOGIA ROMANZA
    ISTITUZIONI DI REGIA
    PEDAGOGIA GENERALE Corso integrativo comune: L’IDENTITA’ PROFESSIONALE TRA CONOSCENZA PERSONALE E NARRAZIONE COMUNI
    STORIA DELLA MUSICA MODERNA E CONTEMPORANEA Corso integrativo: LETTERATURA E MUSICA
    INFORMATICA DI BASE
    LEGISLAZIONE PER I BENI CULTURALI
    LEGISLAZIONE INTERNAZIONALE PER I BENI CULTURALI
    INFORMATICA
    INFORMATICA ED EDITORIA MULTIMEDIALE PER LA FORMAZIONE
    STORIA DEL COSTUME DI SCENA
    RESTAURO DEL MATERIALE ARCHIVISTICO E LIBRARIO
    LABORATORIO DI BIBLIOTECONOMIA
    LINGUISTICA FRANCESE
    STORIA DELLA FILOSOFIA MEDIEVALE
    TEORIE E TECNICHE DEL LINGUAGGIO IPERTESTUALE
    LABORATORIO DI INFORMATICA
    ETRUSCOLOGIA
    LABORATORIO DI CLASSIFICAZIONE DEI MATERIALI ARCHEOLOGICI
    ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE GRECA E ROMANA
    STORIA DELLA LINGUA TEDESCA
    STORIA DELL’ARTE CONTEMPORANEA B
    STORIA DELL’ARTE CONTEMPORANEA A
    LINGUA CINESE – LINGUA C (MANDARINO)
    LINGUA CINESE (MANDARINO)
    TEORIA E CRITICA DELLA LETTERATURA Corso integrativo: TEORIE DELL’ARTE E DELLA LETTERATURA TRA ILLUMINISMO E ROMANTICISMO
    ANALISI DI RETE E PROCESSI SOCIALI
    LINGUA FRANCESE III
    LINGUA FRANCESE I
    LETTERATURA LATINA MEDIEVALE E UMANISTICA
    STORIA DELL’ARTE CONTEMPORANEA
    INFORMATICA PER GLI STUDI LINGUISTICI E CULTURALI B
    INFORMATICA PER GLI STUDI LINGUISTICI E CULTURALI A

    Mi devi una vodka con cui annaffiare il cinghiale.
    Dai boschi di Montarrenti in informatico ed informativo Favi

  41. Eccolo l’articolo di Luigi Berlinguer sull’Unità dell’11 nov.
    ____________________________________

    Non neghiamo i successi dell’Università
    Pianeta scuola ­ l’Unità 11.11.2008
    Luigi Berlinguer

    Il settimanale “Panorama” ha pubblicato un articolo sull’università di Siena approfittando della sua difficile situazione finanziaria. È vero: il deficit dell’ateneo è divenuto insopportabile, ci sono stati errori, leggerezze, sprechi, cui mi pare tuttavia che l’università stia tentando di rimediare. L’articolo però rivela un altro intento: quello di ridurre decenni di cultura ad una farsa campestre. Male informato e soprattutto unilaterale, quel testo ignora i successi dell’ateneo senese. Lascio da parte il tempo ormai lontano del mio rettorato e vengo ai tanti risultati degli ultimi anni. Il Censis classifica Siena al primo posto per i servizi offerti agli studenti: aule, biblioteche, laboratori, tecnologie. Il rapporto ricerca-società è testimoniato da numerosi brevetti, spin-off, trasferimenti tecnologici rilevanti. Nel ranking “2008 (500 atenei mondiali) Siena è quarta fra le italiane prima di Boston university (83″). La relazione valutativa del Civr la qualifica eccellente, la colloca al 12″ posto in Italia. Le sue biblioteche sono aperte fino alle 20, alcune sere fino alle 23, tecnologicamente assai attrezzate, anche per i non vedenti. Ricordo solo due fra le eccellenze scientifiche (la lista è lunga): il centro di antropologia del mondo antico a Lettere, ed i risultati recenti relativi alla scoperta di una molecola per bloccare il virus Hiv e combattere 1′Aids. Da ultimo, la Certosa di Pontignano, splendida foresteria dell’ateneo, che anche grazie a quella struttura, ha creato le condizioni per la sua internazionalizzazione. Un patrimonio di successi straordinario. Perché non se ne fa cenno nell’ articolo di Panorama? Per faziosità denigratoria. Ove si è speso troppo o sprecato, si intervenga energicamente, ma si riconosca la verità dei fatti.
    Ho parlato di Siena per verità informativa ma anche per l’emblematicità del caso. Denigrare e parlare di sprechi è emblematico. Università e ricerca richiedono equilibrio, e soprattutto consapevolezza delle priorità e urgenze. Ne indico tre: anzitutto soldi, risorse, tante. L’Italia è agli ultimi posti nel rapporto ricerca/Pil. Stiamo perdendo terreno nel mondo. Il grido del rettore Ballio (politecnico Milano) è come un simbolo. Non si sottovaluti. Fare campagna sugli sprechi diventa un diversivo rispetto alla soffocante carenza di risorse. E poi, due cose, urgentissime: cambiare la governance, gli organi di governo degli atenei; e sviluppare al massimo valutazione ed incentivi, con rigore. Sono misure impopolari, ma irrinviabili. Vengono prima di qualunque altra. Sono difficili da adottare da una sola parte. Attenzione, però. Guai a ritrarsi, se si vuole assicurare
    avvenire all’università. Occorre su questo uno sforzo comune. Gli ultimi provvedimenti Gelmini e la stessa reazione dell’opposizione aprono uno spiraglio, e lo spirito della parte consapevole del “movimento” sembrano confermarlo. Non perdiamo l’occasione. Ascoltiamo il Capo dello Stato.

  42. Rispondo brevemente all’ennesima inesattezza (mirata) collocata su questo sito nei miei confronti. Io non ho avuto nessun “comando” ad altra Università, come sostiene Favi da Montarrenti. Occorre ricordare che il Sum non era all’epoca un’Università, ma un consorzio interuniversitario (Siena, Bologna, Firenze, Pavia, le tre Università di Napoli) per la creazione di un nuovo sistema di dottorati. Io ho avuto una assegnazione (completamente gratuita) per stare nell’Università di Siena e creare la rete dei dottorati umanistici. L’incarico avrebbe avuto durata di due anni, ma quando nel 2007 il Sum ha avuto riconoscimento giuridico ho rinunciato a quel compito, anche per evitare eventuali aggravi (si noti, però, che la supplenza per l’insegnamento nella laurea triennale venne pagata dal Sum medesimo). Passi per l’errore, che mi auguro venga corretto dai medesimi che lo hanno commesso. Quel che è inaccettabile è la calunnia che segue nel testo di Favi, e cioè la mia presunta scarsa presenza in Facoltà. Mi vanto di essere per l’appunto quasi sempre nel mio ufficio, come chiunque potrà testimoniare, e di svolgere il mio lavoro ben oltre il tempo dovuto. Non posso certamente pretendere di risultare simpatico a tutti, e lo vedo dalle battute (in particolare Stavrogin e Arlecchino). Il fatto di pensare cose diverse non dovrebbe far dimenticare che una cosa in comune la dovremmo avere, cioè la buona creanza. Se poi fra le calunnie passa anche il fatto che io sarei miliardario, beh siamo davvero fuori della grazia di Dio. Saluti Omar Calabrese

  43. Sottopongo alla vostra attenzione la lettera che il Prof. Maurizio Cotta ha inviato a tutti i docenti dell’Università di Siena.

    Cari colleghi e colleghe
    la crisi finanziaria e gestionale della nostra università (la settimana scorsa è caduto un altro pezzo – il direttore amministrativo – del nostro “governo”) appare ogni giorno più allarmante e assomiglia sempre più ad una “fine di regime” (per una lettura illuminante suggerisco J. J. Linz, La caduta dei regimi democratici, Bologna, Il Mulino). Questa crisi ci ha sinora lasciati un po’ come pugili suonati. In particolare noi docenti siamo rimasti per lo più in silenzio. Ma da questa depressione nella quale siamo caduti è tempo di uscire. La situazione che ci troviamo davanti lo richiede con urgenza. L’entità del “buco” e forse ancor più quella dello sbilancio corrente che si ripete ogni anno, esigeranno non solo un grosso sacrifico una tantum, ma una cura da cavallo pluriennale. La domanda che a questo punto si pone è riuscirà l’università di Siena a sopravvivere a tutto questo? O meglio che università uscirà da questa crisi? Un ateneo ripiegato su se stesso e sotto tutela, o un ateneo che dopo una drastica cura riesce a ritrovare una identità e ambizioni forti?
    La crisi può addirittura rivelarsi una opportunità se sapremo reagire in maniera adeguata. Per questo dobbiamo convincerci che l’esito dipenderà anche da noi docenti e dalla nostra capacità di pensare con coraggio il futuro. Ma perché questo avvenga dobbiamo aprire uno spazio di discussione pubblica serio e insieme severo. Mi vengono alla mente alcuni punti sui quali si dovrebbe discutere più a fondo (ma naturalmente ce ne possono essere altri):
    1. Come è stato possibile che una situazione simile si determinasse senza che nessun organo dell’ateneo se ne sia accorto e abbia “dato l’allarme”?
    2. Quali sono le responsabilità personali per quanto è avvenuto?
    3. Possiamo considerare accettabile un sistema di governo e di gestione amministrativa dell’ateneo che ha consentito l’emergere di una crisi di simile portata?
    4. Pensiamo che possa essere affidato a questo sistema di governo il compito di guidare e mettere in atto i piani di risanamento?
    5. E se la risposta è negativa che proposte abbiamo per cambiare la governance dell’ateneo in modo non solo palliativo ma tale da assicurare per il futuro una gestione sana e saggia e la capacità per l’ateneo di rinnovarsi profondamente ?
    6. Guardando al futuro, sulla base di quali idee-guida, di quale progetto di università pensiamo che debba essere orientato e sostenuto il risanamento anche in vista del difficile e sicuramente più competitivo contesto universitario nazionale che si sta delineando (i finanziamenti per le università virtuose….) e nel quale ci dovremo muovere?
    7. Come classe docente siamo sicuri di non aver contribuito anche noi con i nostri comportamenti a spingere nella direzione del dissesto (o comunque di aver fatto poco per prevenirlo) ? C’è qualcosa da cambiare anche nel nostro atteggiamento verso l’ateneo ? Che rigore vogliamo dare da domani ad un impegno per la qualità della nostra università?

    Caro/a collega se condividi l’esigenza di avviare una discussione pubblica su questi temi perché non rispondi a questa mail con i tuoi commenti (naturalmente anche in dissenso). Il passo successivo potrebbe essere di incontrarci in qualche sede universitaria per iniziare un approfondimento serio su questi temi.
    Grazie dell’attenzione e cordiali saluti
    Maurizio Cotta
    Direttore del Centro per lo Studio del Cambiamento Politico Facoltà di Scienze Politiche (Siena)

  44. Nella sostanza Calabrese non ha torto. Sfugge un po’, semmai, la differenza tra ‘comando’ e ‘assegnazione’. Insomma: Calabrese stava a Siena, pagato da Siena, ma lavorava per il SUM; che però a quel tempo era una rete (giusto: a che serve una rete? Per irretire gli allocchi e i politici candidi come suor Letizia [Moratti], che al coretto dei marpioni – «tra le rose e le viole / anche un SUM ci può star bene, / tanto più che ci conviene; / noi vogliamo tanto bene / alla Madre Superiora» – andò in brodo di giuggiole e appose il suo autografo allo statuto più scandaloso che mai si sia visto in ambito universitario). E siccome nella rete c’era anche Siena, Calabrese era “assegnato” là dov’era sempre stato per lavorare – se così si può dire – alla famigerata “rete”, e per questo esonerato in parte dall’insegnamento; con l’unico gravosissimo compito di organizzar dottorati. D’eccellenza, beninteso. Un garbuglio tremendo, ma il SUM è nato all’insegna dei pasticci e come pasticceria va ancora a gonfie vele, meglio delle premiate ditte Nannini e Sapori. Ci si documenti anche alle pagine di ateneo palermitano e ateneopulito. Dico non a caso “ci si documenti” perché sento http://ilsensodellamisura.com/ creatura di cui vado orgoglioso, anche perché l’università non è certo una serie di stalle con strani esseri che ruminano nei loro piccoli recinti solo la infinitesimale fettina di sapere grazie alla quale vantano la cattedra! Essere accademici significa fare “ricerca insieme”, dizione che sottende un triplice dovere istituzionale: ricerca, didattica e rapporti all’interno e all’esterno dell’istituzione, quest’ultimo compito non meno cogente degli altri due, chè altrimenti – e nella migliore delle ipotesi – l’”universitas” dovrebbe cambiar denominazione se fosse un nosocomio gremito di deliranti solisti! Ci si documenti perché ormai ci leggono da tutto il mondo con incremento lusinghiero delle visite e sarebbe imperdonabile commettere errori od esser anche solo ineleganti: lo spirito che ci deve animare è quello di chi sa che scrivere sul blog è opera doverosa, meritoria e utile ai fini della ricostruzione storica della vita dell’ateneo senese, alla conoscenza per tutti, universitari e non, di quel che accade (che squallore il cosiddetto … “bugiardino”!), non ultimo alla attività di acquisizione di atti che l’autorità giudiziaria ha l’obbligo di porre in essere. Qui non è dato commettere neanche il minimo errore, là dove per questa cosmica “crisi” taluno vorrebbe “girar pagina” e ricorrere alla filosofia partenopea che si racchiude nel classico “scurdammoce ‘o passato” (“chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato”).
    Alla lettera di Cotta faccio riferimento nell’editoriale di imminente pubblicazione.
    Prof. Cosimo Loré http://www.scienzebiomediche.unisi.it

  45. Cari amici, non so di quali calunnie accusa Omar Calabrese, verso Favi ecc. I miliardi poi si contano in euro ma anche in lire: e, vox populi, vox dei… Io so però di un ufficio che mi fu tolto e questo si ascrive al reato di mobbing e di persecuzione umana e politica. In più di delibere per er piacione e il “Suslov” e esclusione del sottoscritto. E in più di non finanziamento e pubblicità del mio libro su un santo senese – quello delle Eccellenze zero – con la scusa banale e idiota che io sarei pubblico dipendente. Uno che le presenze le fa timbrando il cartellino e che va la lavoro anche col cancro – visto che, sempre qualcuno, ha preso un premio per la lotta in materie di oncologie. Siamo quindi alla farsa, come a quella del magnifico “boss” che spara merdate su Panorama fingendo che l’Università non sia mai stata una cosca concorsuale pro amici, parenti e “compagni”.
    Ma un giorno verà la Giustizia.
    La spada di Gedeone.
    P.S. – Insomma uno senza laurea può avere tre contratti… ma facciamo anche cinque… o sei… Altri presi per il c… a concorsi farsa dove Marramao può testimoniare (ho la registrazione N.B.) ingiustificati giudicanti. Che democrazia! Che bella università (vero Berlinguer???)! Bene fa il prof. Cotta ad aprire un dibattito. Eh già, ora siamo a raschiare il fondo. Vendono pure l’Ospedale.
    II P.S. – Mi vedo costretto, ripensadoci, a fare una postilla a quanto detto dal semiologo. Se i giornali del suo partito, l’ex PCI, scrivono a caratteri cubitali: Omar Calabrese famoso semiologo cerca casa in terra di Siena e se poi scrivono (che pedissequi) che l’ha trovata in una villa presso Strove… che dedurne? Quando cercavo casa in quei paraggi ameni un buco di 50 mq costava oltre 200.000 euro, all’incirca, se ben ricordo, cifra più cifra meno. Ergo, chi ha villa là deve per forza avere miliardi, suv a parte. Ma si può rettificare: era un mutuo. Ma la non denuncia dei solfiti nel simposio vinicolo è ben più grave, deontologicamente parlando.
    La spada di Gedeone

  46. Capisco il prof. Cotta: docente molto presente, dotto, attento, studioso ecc. ecc., tutte doti che non sono servite a niente; quanti come lui lavorano seriamente e sono ora sconcertati dalla Grande Sorpresa e Imbroglio? Giustissimo che i ricercatori veri si ritrovino e concordino un’azione comune, sulla base dei suoi rilievi, con un approccio scientifico al problema.
    È quello che non si ritrova nell’articolo di Berlinguer, che si accorge ora della “governance” ma quando Tosi voleva le modifiche statutarie per sé, e solo quelle, non si lamentava, se ben ricordo, no? Ma gli è serivto per motivare la gran spesa di Pontignano: abbiamo internazionalizzato, suvvia! Ma chi lavorava seriamente aveva già i rapporti con l’estero e non aveva bisogno di tanti soggiorni dei colleghi nel Chianti, bellino…
    Auguri e buon lavoro al gruppo Cotta, ci vedo possibilità maggiori di risultati piuttosto che nel solito politichese pro domo sua del Berlinguer, subito ripreso dal gruppo del figlio: il campo delle idee. Non è tutto patetico? E perché Focardi dà pubblicità solo all’articolo di Berlinguer? Facesse più attenzione ai PD sarebbe meglio, o no? Perché non pensa piuttosto agli sprechi della Ricerca del Buongoverno, tutto rigorosamente PD nell’impianto? La lectio magistralis – sentite sentite – è stata dello stesso organizzatore col collega Bettini: un po’ autoreferenziali si dice, vero? Teatro, concerti, mostre ma senza un minimo approfondimento della Magnanimità nell’affresco del Lorenzetti! Magistralis perdavvero… nel pubblicizzare sé e gli amici. E questi dovrebbero risanare l’università di Siena?
    Archie

  47. Eh si, siamo alla frutta… Princeps, giocolieri e mangiafuoco nel Circo Barnum odierno della “bella e meravigliosa la mia cittàààà”…(e i proff fasulli messi colà dal partito)…

  48. A Firenze ne sento parlare molto bene del prof. Cotta, noto come splendido politologo anche all’estero, allievo di Sartori.
    Il problema è: questi pur ottimi professori dov’erano quando Berlinguer e Tosi facevano i ‘grandi’? Non capivano che si viveva al di sopra delle possibilità? Dov’è il baco di questa cultura accademica che non vede al di là del proprio naso? Eppure lo sapranno che ai convegni nel mondo serio, in Inghilterra, in America, in Germania, si paga per assisterci! Altroché pranzi alla Flores… E i vari politici ci sono mai stati, lo sanno? Berlinguer ha dato le graduatorie “benevole” po’rino, vada a vedere Shangai e il centro nazionale spagnolo, si è confermato il provinciale che non ha mai veramente studiato: altro capitolo che è impietoso aprire, vero?
    Ma intanto i nostri valorosi delle liste civiche vadano alla carica, a capire come e quanto un Flores sta dilapidando di soldi publbici con questi carrozzoni del Buongoverno che peraltro non parlano del Buongoverno vero? E sono dimostrazione di Malgoverno?
    Arlecchino Vostro beneaugurando a tutti ma svegliate (l’ingenuo?) Focardi, io son troppo lontano per tirargli la giacca!

  49. Hai fatto bene a chiamarmi e correggerti: non è vero non abbia mai studiato, bravo a riconoscerti esagerato!
    Sì di produzione propriamente storica-giuridica (che è il suo campo come disciplina di cui è stato titolare) non ha molto dopo una monografia su uno sconosciuto giurista di Sassari, ma che vuoi, si è occupato di Resistenza, di “Democrazia e diritto”, ha fatto cose collaterali e tanta vita pubblica. Pare che gli abbiano dedicato persino degli Studi in onore, come si fa ai grandi studiosi.
    Sarà interessante vedere l’indice. A parte gli allievi (è un lavoro anche quello, bellino che sei Arle’), ci saranno nomi interessanti. Chi ne sa di più ci informi per favore. Vedrete che anche quelli faranno 2+2 come sempre:
    Archie
    (e qualcuno abbia la bontà di capire quanto sono costati… vedremo che sono soldi della “ricerca”, pubblici cioè, che lui chiede a polmoni: scommettete?)

  50. Va bene, chiedo scusa al Grande Professore, avevo sintetizzato un’impressione molto diffusa, che ammetto possono essere sbagliate! Ma io di libri suoi in libreria, almeno in quelle che frequento, o con cose sue non ho visti, mentre ad esempio, per stare in tema di PCI-DS giuristi, ho ritrovato ancora pochi giorni fa dei volumi di Luciano Violante proprio di carattere storico-giuridico, dove sarebbe stato molto bene un “lavoro” del Nostro Autore omaggiato. Andate al catalogo delle biblioteche senesi che è anche on-line, molto giustamente, ed è cosa anche più importante dell’orario di cui parla il Nostro Autore; a proposito, comprate ancora libri a Siena? Avete raccolte, serie e riviste importanti, non lasciatele morire almeno quelle…
    Ma servo l’umile servo Suo
    A.

  51. Parliamo un po’ degli altri atenei…

    Nell’aprile 2008, scrivevo in http://it.groups.yahoo.com/group/universita_istruzione
    quanto segue:
    «A Padova, negli ultimi dieci anni, si sono spese cifre da capogiro per nuovi megacomplessi universitari (cifre ancora da pagare per la maggior parte).
    Ora, con le casse dello Stato italiano vuote come un pozzo secco, e le università italiane indebitate per centinaia di milioni di euro, mi imbatto oggi in questa notizia sul portale della Swisscom. Ma in Italia, sono tutti impazziti?????
    Gualtiero

    ===

    16:12 11.04.2008

    «Italia: Mario Botta firma progetto polo didattico Padova – Porta la firma dell’architetto ticinese Mario Botta il progetto del nuovo polo didattico per la biomedicina dell’Università di Padova. Il polo sarà pronto entro il 2010.

    Mario Botta La nuova struttura avrà un volume totale di 34.115 metri cubi. Sarà alta 18,50 metri e comprenderà 18 aule per una capienza totale di 1.960 posti; 32 laboratori didattici per un totale di 2.700 metri quadrati, uno spazio per docenti e personale tecnico di 294 meri quadrati e un parcheggio interrato per 100 posti auto. Il nuovo complesso sorgerà a ridosso della zona Stanga nell’area che da tempo è stata votata a campus universitario.

    Il progetto – illustrato oggi all’Università – presenta un impianto ad andamento arcuato con volumi staccati e disposti a raggiera, orientato sul nuovo parco civico denominato “Parco Europa”. L’edificio è costituito da un piano interrato con garages e servizi tecnici, e da tre piani fuori terra, dove la suggestiva planimetria suggerisce l’immagine metaforica di un “fiore con petali”. Questi ultimi sono in realtà i volumi dei laboratori e delle aule per la didattica con dimensioni differenti in funzione del loro uso. Il cuore interno della costruzione è costituito da un ampio ingresso direzionale con volume semicilindrico aperto alla luce in altezza di copertura. L’esterno è realizzato in mattoni a vista su struttura in calcestruzzo. (ats)»

  52. Dicevano ai tempi miei che il cemento era il motore della politica, caro mio!
    a.

  53. Franco Rosi, “Le mani sulla città”. Altro che convegni vinicoli tra viticoltori e professori-burocrati+la claque (Er Piacione & C.).

  54. Risposta del Favi di Montarrenti ad Omar Calabrese
    Scusatemi ho dovuto tagliare le legna perché arriva il freddo (e arriva davvero in tutti i sensi) e non ho avuto tempo finora.
    Questi sono gli estratti dei due verbali di CdA dove si tratta della questione cui il Prof. Calabrese ha risposto con tanta acrimonia.

    Anno Accademico 2006/2007 Verbale n. 7
    Seduta del Consiglio di Amministrazione del 21 Maggio 2007
    Il giorno 21 Maggio 2007 alle ore 15,00 nella sala consiliare di questa Università si è riunito,
    regolarmente convocato, …

    Un consigliere al punto 3.02 (Interrogazioni e mozioni) chiede chiarimenti sulla vicenda e il Rettore afferma che le risposte verrano date nella prossima seduta.

    «- avendo appreso, da articoli apparsi su alcuni quotidiani nazionali, che docenti e personale tecnico-amministrativo del nostro Ateneo sono coinvolti attivamente nella struttura del SUM (Istituto Italiano di Scienze Umane) di Firenze;
    - accertato che il SUM è entrato a far parte in maniera permanente del sistema universitario italiano, con conseguente attribuzione di fondi specifici e consolidati, con D.M. del 18/11/2005;
    - considerato che tutte le attività che coinvolgono l’Ateneo dovrebbero rispondere ai criteri di economicità, di efficacia, di pubblicità e di trasparenza
    chiede di conoscere
    1) se e quante unità di personale docente e non docente sono interessate ad attività di collaborazione attiva con il SUM di Firenze;
    2) le procedure seguite per autorizzare detto personale docente e non docente a svolgere le proprie funzioni presso tale Istituto;
    3) la compatibilità delle stesse con gli impegni derivanti dalle posizioni ricoperte all’interno della nostra Università;
    4) le forme ed i modi di eventuali retribuzioni»

    Il Rettore fa presente che le risposte ai quesiti della Prof.ssa Muscettola saranno forniti nella prossima seduta.

    Quello che segue è l’estratto pari pari della seduta successiva in cui si parla di “comando” e si smentisce l’affermazione del Prof. Calabrese nel suo post dove sostiene che il SUM sia divenuto un istituto universitario nel 2007:

    Anno Accademico 2006/2007
    Verbale n. 9 – Seduta del Consiglio di Amministrazione del 18 giugno 2007

    Il giorno 18 giugno 2007 alle ore 15,00 nella Sala Consiliare di questa Università si è riunito, regolarmente convocato, il Consiglio di Amministrazione …

    « (…) Documentazione e promemoria confermano quanto riportato sulla stampa nazionale. Inoltre, per gli aa.aa. 2006/2007 e 2007/2008 (prima non è dato sapere), per due docenti del nostro Ateneo, su richiesta del SUM di Firenze, è stato disposto il comando presso tale sede: a tempo pieno, il Prof. Calabrese, e a tempo parziale, il Prof. Bettini. Ovviamente, ciò ha comportato un drastico ridimensionamento degli impegni didattici e scientifici dei due docenti presso l’Ateneo senese. Occorre ricordare, in proposito, che tali impegni vanno assolti obbligatoriamente e prioritariamente presso la sede universitaria di Siena, dove risultano in organico e sono retribuiti con spesa imputata a carico del proprio Bilancio. Da ricordare che il MiUR, con nota inviata al Rettore di Firenze (prot. 407 del 29/01/07), agli altri Rettori, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dip. per le Riforme e innovazioni nella Pubblica Amministrazione – e al Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dip. della Ragioneria Generale dello Stato -, in risposta ad un quesito dell’Università di Firenze sull’eventuale utilizzo di proprio personale presso il SUM e, nel contempo, sull’esonero dello stesso dall’insegnamento nei corsi ufficiali tenuti presso l’Università di appartenenza, ha rammentato, tra l’altro, che “quanto eccezionalmente previsto, in ordine alla utilizzazione di personale docente, dall’accordo di programma in data 25 giugno 2004 (accordo tra MIUR e università aderenti all’allora consorzio interuniversitario “ Istituto Italiano di Scienze Umane”, per brevità “Consorzio ISIT, per la costituzione, anche con l’attribuzione di risorse finanziarie del ministero, di una rete di corsi di studio di secondo livello), sottoscritto, tra l’altro, dall’Università di Firenze, era espressamente limitato al biennio 2004/2005 e non è più operante”; ha ritenuto poi necessario rammentare, che tuttora vige il divieto di comando di professori di ruolo da una ad altra Istituzione universitaria (art. 11 Legge n.311/58) e che le eccezioni devono essere previste da leggi speciali. In pratica quanto valeva per il Consorzio ISIT non è più valido per il SUM, dal momento che è diventato un’istituzione universitaria come le altre. Infatti il SUM di Firenze, con D.M. del 18/11/2005 del Ministro Letizia Moratti, è entrato a far parte in maniera permanente del sistema universitario italiano, con conseguente attribuzione di fondi specifici e consolidati, come tutte le altre istituzioni universitarie. Infine, va ricordato che il SUM, per l’attivazione di convenzioni con gli altri Atenei e per l’utilizzo di personale dovrà tener conto, ovviamente, delle normative nazionali e di quelle dei singoli Atenei (Statuto e Regolamenti).»

    Come si può ben vedere le chiacchere stanno a zero e le inesattezze semmai sono contenute nel suddetto post. Non ho mai sostenuto che il Prof. Calabrese sia miliardario, né l’ha fatto Arlecchino, quindi mi immagino che si sia sommata inesattezza ad inesattezza attribuendoci affermazioni mai fatte. L’unica cosa su cui posso concedere delle scuse è l’empirismo su cui si basa la presenza in Facoltà, pur precisando che non è chiaro cosa significhi “tempo dovuto” considerato che è noto che i professori a tempo pieno hanno un tempo minimo di presenza (posso sbagliare, ma mi pare che sia 350 ore annue), ma non un massimo. Ne consegue che restare “ben oltre il tempo dovuto” è un’espressione priva di senso.

    Noto con piacere, comunque, caro Giovanni, che il tuo blog è molto letto e così colgo l’occasione per affermare con forza la regola che i CdA (e anche i Senati) devono (come accade per tutti i consigli degli Enti Pubblici) essere registrati almeno per quanto attiene all’audio – meglio ancora se audio e video – regola che il buon Tosi si è premurato di non far rispettare. La regola c’è per due ragioni: 1) si evitano le alterazioni dei verbali fatte dagli uffici (edulcorazioni, espunzioni immotivate, mancanza dei pareri di minoranza); 2) quando si sa che viene registrato tutto e che il tutto può essere riprodotto integralmente ci si astiene dall’aprire bocca senza mettere in moto il cervello o per sostenere l’insostenibile o per commettere soprusi ai danni delle minoranze.
    Vado ad accendere il camino perché dalle parti di Montarrenti fa freschino (molto di più che a Siena dove mi pare che cominci a fare parecchio caldo almeno per qualcuno).
    Buona serata a tutti dal Favi

  55. Ottimo, caro Favi! Finalmente qualcuno che dice pane al pane… e senza insulti! Tutto pacato, limpido, documentato, quel che non vogliono i nostri prodi (con tutto il rispetto per il Prodi sia chiaro!) che fanno solo propaganda tramite media asserviti al potere. Sapete che c’è in corso una serie di lezioni di storia del giornalismo? Peccato che siano condotte, per Siena almeno, dagli stessi che hanno inquinato e inquinano i fatti. Indovinate chi finanzia il tutto? Siena è un circuito di interessi personal-finanzari intrecciati che non lascia più spazio a nessun forza libera? Per ora abbiamo questo blog, e teniamocelo stretto prima che il governo, complice l’opposizione (molto simile), ci blocchi… Oggi persino il sindaco Cenni ha detto che la città (Comune) vive al di sopra (talora) delle sue possibilità! Stupefacente! E allora perché ha permesso gli sprechi del Flores il Magnanimo (con se stesso e amici)? ‘Bis…ro’ sarebbe l’epiteto giusto per questi casi?!
    Per finire, come va avanti ‘sta storia Calabrese a questo punto? L’interessato potrebbe rispondere in modo altrettanto documentato e non con fumisterie da politico?
    Grazie, io aspetto a fare 2+2
    Archie

  56. Chiarissimo Professor Calabrese, La prego di scusare questa mia indelicata domanda: possiede il dono dell’ubiquità come S. Antonio Abate? Oppure – come Harry Potter – è dotato del mantello dell’invisibilità con cui circola indisturbato per i corridoi della Facoltà di Lettere? Assai strano è questo mistero, poiché gli studenti si lamentano di non trovarla mai e di non riuscire a contattarla… ma gli studenti – si sa – servono solo quando si possono irretire con le declamazioni demagogiche… in fondo Chiarissimo la formazione culturale – quella seria – dei discenti cosa conta? Nulla in rapporto ai massimi sistemi…
    Chiarissimo una sua replica sarebbe patetica visto che anche il povero Pasquino, vale a dire il sottoscritto, varie e varie volte salì e scese le amare scale che ad Ella conducevano…

  57. Omar Calabrese e Maurizio Bettini pagati da Siena per insegnare al SUM di Firenze
    Ho seguito le indicazioni del Favi di Montarrenti e ho letto, dal sito dell’Università di Siena, i verbali del CdA riguardanti la questione del SUM sollevata dal consigliere Prof.ssa Muscettola. I dati in sintesi sono questi:

    1) Nel biennio 2004/2005 alcuni docenti sono stati esonerati dall’insegnamento nei corsi ufficiali presso l’università d’appartenenza per creare corsi di dottorato per il Consorzio interuniversitario ISIT (poi divenuto SUM). Tale esonero era espressamente limitato al biennio 2004/2005. Par di capire che i Proff. Omar Calabrese e Maurizio Bettini abbiano usufruito di tale esonero.
    2) Con D.M. (ministro Letizia Moratti) del 18/11/2005 fu istituita l’università SUM di Firenze.
    3) La legge 311/58 (art. 11) vieta il comando dei professori di ruolo da una ad altra istituzione universitaria.
    4) Negli A.A. 2006/2007 e 2007/2008, nonostante il divieto, due docenti dell’ateneo senese sono stati comandati presso l’università SUM di Firenze: Omar Calabrese (a tempo pieno) e Maurizio Bettini (a tempo parziale).
    5) In sostanza, Calabrese e Bettini sono stati retribuiti dall’ateneo senese per svolgere attività didattica a Firenze, contravvenendo al disposto sull’obbligo di svolgere prioritariamente i propri impegni didattici e scientifici presso la sede dove risultano in organico. Gli studenti senesi sarebbero stati privati delle lezioni del prof. Calabrese, semiologo di fama internazionale.

    Il Favi di Montarrenti, forse perché stanco per il taglio della legna, non ha riportato la parte finale dell’intervento sul SUM della prof.ssa Muscettola dove si dichiara «parzialmente soddisfatta in quanto, da un lato, si comincia a far luce su una questione delicata e molto controversa e, dall’altro, si evidenzia che, a causa d’interpretazioni, forse poco meditate, di norme vigenti, si sono compiuti atti, a suo parere, non legittimi che dovranno, necessariamente e prontamente, essere annullati.»

    Gino Greco

  58. Leggo e trovo vergognoso, indegno, illegale, indecoroso tutto ciò. C’è una lobby a Siena che decide di tutto e anche di quale culturame dobbiamo abbeverarci. Se – leggo – insegnano i soliti noti è una conferma della dittatura. Sono professori più che di sinistra molto sinistri. Ma esiste il licenziamento per questi signori?
    La fama internazionale poi te la raccomando: lobbies editoriali e bellimbusti accademici. E la solita claque.
    Potrebbe muoversi Brunetta… Ma come fa? Era nello stesso partito di Epifani (PCI-CGIL). Poi andò col Craxi, il decisionista latitante… Tale è rimasto. Un socialista di Forza Italia. E la Gelmini? Troppo profumo di monaca, troppo incenso… Veltroni, che non è un veltro, certamente li copre, politicamente. Anche il Cioni, inquisito, ha subito gridato W il PD!!! Questa è l’Italietta.

  59. Contesto… «Un socialista di Forza Italia»
    I veri socialisti non stanno con Forza Italia… e tanto meno con il PD… Sia ben chiaro… Non si può fare di tutta erba un fascio…
    Hasta la vittoria siempre
    - forse un giorno se s’apriranno gl’occhi…
    silvia non allineata… ma libera…

  60. Mi rendo conto del settarismo fanatico dei socialisti ma le parole sono di Brunetta, quindi mandi a fare in c… il ministro.
    P.S. Detto questo non accetto alcuna provocazione né dei craxiani né dei reggicoda PD & Affini (gente che ha distrutto fascisticamente Siena e non solo).

  61. Atenei, la lettera del prof. Santo Illecito di Beppe Severgnini (Corriere della Sera, 20 novembre 2008).

    Non abbiamo ricevuto, ma avremmo volentieri pubblicato.
    «Spettabile Redazione,
    chi Vi scrive è il Chiar.mo Prof. Santo Illecito, indegno titolare della Cattedra di Ungulopatia presso l’Università degli Studi “Condonò I”. Ci è gradita l’occasione di ricordarVi l’esistenza di “Condonò II”, istituita per facilitare la chiamata in cattedra di Nostra moglie, prof.ssa Sara Trovato Illecito.

    È con sommo dispiacere e viva indignazione che intendiamo denunciare l’atteggiamento del mondo giornalistico, ivi compresa la Vostra testata. In questi giorni la gogna mediatica s’è abbattuta sull’Accademia, e Noi intendiamo protestare con vigore. Cos’è questo blaterare sull’ “università truccata”? Niente trucchi. Vivaddio, nel mondo accademico avviene tutto alla luce del sole! Chi non vede, dev’esser cieco.

    È pertanto offensivo considerare il termine “baroni” come l’accrescitivo di “bari”. Noi non imbrogliamo! Noi cooptiamo gli allievi migliori e li avviamo, compiuti i 50 anni, sulla strada accademica. Se sono parenti, tanto meglio. Certo, alcune cautele sono necessarie; ma siamo uomini di mondo. Della commissione d’esame faranno parte gli amici Prof. Primo A. Vanvera e Prof. Secondo Luivabene ai quali, ovviamente, restituiremo il favore alla prima occasione. Tutto ciò per aggirare l’art. 5 comma 2 D.lgs 1172/48, che vieta ai membri della Commissione di aver relazioni di parentela o affinità, entro il 4° grado incluso, con i candidati.

    Come? Volete sapere quale criterio è stato seguito nel concorso per un (1) posto di ricercatore, vinto dalla dott.ssa Antonella Penombra (anni 29), dopo il ritiro degli altri candidati, amichevolmente minacciati? Be’, la signorina Nella Penombra ha mostrato grande capacità di lavoro. E poi dovreste vedere come sta bene, d’estate, quando indossa le magliette aderenti. I quattro studenti del Nostro corso di laurea sono entusiasti.

    Sia chiaro, perciò: rifiutiamo generalizzazioni e intimidazioni. Volete legare i finanziamenti pubblici ai risultati della ricerca? E sia! Nostro figlio Tacito ha all’attivo numerose pubblicazioni, avendo Noi imposto ai collaboratori una regola: ogni lavoro scientifico, da chiunque realizzato, deve indicare “Tacito Illecito” tra gli autori. Dite che un professore, negli USA, per questo verrebbe espulso dalla comunità accademica? Ma siamo in Italia, signori! Gli avvocati hanno forse impedito l’accesso alla professione ai candidati sorpresi a copiare la prova d’esame? E i medici? Non radierebbero neppure il dottor Mengele, buonanima.

    Consentiteci tuttavia di chiudere su una nota lieta, acciocché noi non passiamo per vecchi, lamentosi difensori dello status quo. I giovani dell’Onda, nel corso dell’attuale e lodevole azione di protesta, chiedono mense gratuite, salario minimo, abolizione del numero chiuso e della frequenza obbligatoria? Siamo d’accordo! Bravi! Basta non parlare dei concorsi. Vero, Nella? A proposito: cosa fai, stasera?

  62. …Ma allora “fuoco sugli eretici!” – che sono la maggioranza… Qui ci vorrebbe un Innocenzo III e non basterebbe neppur lui contro i “Catari” ormai al power in cittadine comne la nostra, in accademia et extra (vedi i simposii assessorati cari al bisi and company). Non si aspetta la Parusia ma almeno l’Era Gioachimitica, la Terza. Ma che fine farà la “gerarchia” nel terzo status? Per ora fan ballare noi in questo Suk-Ballarò!
    Comunque… avanti!
    Cave, fur!

  63. Caro Paolo,
    novità appresa solo ora! Ha saputo della morte del povero Riccardo Terziani, quello che lavorava con l’Ascheri e la Pietrici a Pandolfo? Lei dovrebbe conoscerlo bazzicando a Lettere, forse coetanei addirittura?
    È vero che era un tempo determinato all’Università? Temo che con la sua fragilità non abbia retto alla notizia del taglio che lo riguardava. Ma com’è morto si sa? Non sarà la prima vera vittima del disastro bilancio?
    Archie

  64. Conoscevo benissimo Terziani ma il suo caso drammatico non può essere esaminato qui per molti motivi. Era più giovane di me di anni 4. Certamente i tagli han forse contribuito al (pare) suicidio, in quanto aveva fondato la sua esistenza sulla “carriera” universitaria. Al punto che, pur dichiarandosi con i conoscenti un rivoluzionario, temeva di inimicarsi i vari baroni ecc. se avesse mostrato troppa “verve”. Comunque il suo caso va trattato altrove per molti risvolti psicologici. L’Ascheri lo conosceva bene, più di me.

  65. Cari Amici,
    qualche giorno fa mi ha telefonato La Nazione avvertendomi della morte del Terziani per fare l’articolo che ho poi trovato tornando a Siena. Ripeto che era una persona molto sensibile, studiosa, appassionata alla nostra città. Aveva purtroppo subito la perdita a distanza di pochi giorni di entrambi i genitori qualche anno fa e ne era rimasto molto scosso. So che collaborava alle attività del Chicchero, ove tutti lo stimavano per la sua bontà e disponibilità.
    Da tempo non credo avesse rapporti con Lettere, perché coltivava soprattutto il rapporto diretto con le carte dell’Archivio di Stato. So che il suo libro su Pandolfo Petrucci, che ebbi il piacere di inserire nella collana dei miei ‘Documenti di Storia’, è stato ristampato dal Betti perché ha, giustamente, avuto una buona diffusione. Ho avuto anche la possibilità di caldeggiare la pubblicazione di un suo saggio sulla “Nuova Rivista Storica” di Milano, ove apparirà presto, immagino.
    È stata una perdita per la cultura storica senese, perché se avesse avuto modo di ‘sistemarsi’ un pochino (e il lavoro all’Università mi sembrava l’avesse molto confortato), avrebbe certamente continuato a lavorare con lena.
    Non so che posizione lavorativa avesse all’Università e non so quindi se possa farsi una relazione drammatica come quella che ha ipotizzato Archimede. È meglio attendare anche in questo caso a fare 2+2 perché mi han parlato di autopsia. In questo momento ricordiamolo soltanto, con simpatia e affetto, senza infischiarlo nelle tristi vicende dell’Ateneo.
    Addio, caro Riccardo, Ti ricorderemo come un valido studioso, un senese appassionato. E sfortunato, molto sfortunato. Per ora non direi di più.
    Mario Ascheri
    (Ho dato un’occhiata rapidissima alla questione posta dal c.d. Favi: per favore, collega Calabrese, dia tutti gli elementi di chiarimento; c’è certamente qualche pasticcio legislativo di mezzo; chiaritele queste cose, perché in questo momento è soprattutto di chiarezza, non di sospetti che abbiamo/avete bisogno. Mi dicono che a un certo punto di questo lungo blog sono comparso come supplente di Giurisprudenza a Siena. Sì, è vero, lo sono. Mi pare di percepire poco più di mille euro netti all’anno per tenere un corso con molti esami e tesi: è ad alta produttività, se volete fare un rapporto costi/benefici, ma capisco anche che sarà tra i primi ad essere tagliati: basta non dirlo ai miei studenti di Roma che, ho scoperto, pochi minuti fa, mi han fatto un gruppo in Facebook, sciagurati!)

  66. …Ma ci sono molti scheletri negli armadi, a Siena, ed è inutile cercare di fare cortine fumogene con i simposi (vedi l’imminente) dove parla la solita Piccinni et caudam – ma non voglio essere offensivo verso studiose di valore come ad es. la d.ssa Vigni, naturalmente. Infatti pare “oscurata” dai boss universitari. Gli stessi che hanno oscurato tanti altri. Chi è fuggito a Oxford, chi si spara, chi langue al confino, ecc. Il regime non perdona.
    Oggi ho visto passare un “compagno” professore o aspirante tale. Un giorno fu pestato il povero Gianni, l’oste, quello dove centellinava Calabrese (e risiamo al vinum). Povero il Gianni: la malattia lo ha steso. Ma conservo una foto con lui, quando ero giovine studente di Lettere e lui già noto contestatore di Lotta Continua. Poi cambiò idee. Era fatto così. Sui giornali le sue foto con la Nannini, col re, ecc. Ma era un buono, non meritava alcun pestaggio… In fondo una foto-identikit fu fatta da altro “professore”… lui fece solo delle battute. Meritava il pestaggio e i vetri infranti dell’osteria? Non era un fascista via! Ci pedemmo di vista ma son certo che gli ero rimasto simpatico, mi ammirava, me lo diceva. Aveva un debole per i letterati ecc. e son memorabili le cene col Fortini che passava da Pontignano all’osteria. Bèh, scusate, a volte sono nostalgico di un tempo che ribolliva di speranze. Ora i baroni e gli “ex urlatori” han rubato la scena, forse hanno gettato molto fango sull’avvenire e su noi.

  67. Risposta al Prof. Cotta

    Scrive il prof. Maurizio Cotta nella sua lettera pubblicata anche tra i commenti a questo post: «Come è stato possibile che una situazione simile si determinasse senza che nessun organo dell’ateneo se ne sia accorto e abbia “dato l’allarme”?».

    A onor del vero, per limitarci agli organi di governo dell’ateneo, tutti i professori ordinari di Siena (e il prof. Cotta è un ordinario) hanno ricevuto per e-mail, il 18 ottobre 2007, una lettera di ricandidatura per il CdA della prof.ssa Muscettola, accompagnata da un “Rendiconto” di 27 pagine della sua attività in Consiglio (dal novembre 2004 all’ottobre 2007), contenente alcuni suoi interventi suddivisi per argomento: Bilancio, Personale docente su finanziamenti esterni, Personale tecnico-amministrativo, Lavori e forniture, ecc.. Inoltre, sul sito dell’ateneo senese furono inserite tutte le candidature e quella della Prof.ssa Muscettola, con Rendiconto incluso, è consultabile da chiunque al seguente indirizzo: http://www.unisi.it/elezioni/candidati/muscettola_candidatura_rendiconto.pdf
    Quindi, caro Cotta, qualcuno ha cominciato a dare l’allarme circa 4 anni fa, come si evince dai verbali del Consiglio di Amministrazione. Senza contare poi il fatto che il senso della misura ne parla da quando è nato.
    Se ne consiglia la lettura, del rendiconto in questione, anche a Favi di Montarrenti, Archimede, Pasquino, Fedeli, Calabrese ecc.

    Remo Tessitore

  68. Ti ringrazio Remo, andrò a vedere. Ma… mi si permetta… solo di dire: io sono contento di aver fatto lezioni gratuite al dipartimento di storia dove impera la Piccinni e i suoi… studentelli. Lo rifarò (che farà, mi spara?). E sono contento – mi si creda – che la mia poetessa preferita, ora proprio ora abbia messo alcune mie poesie sul suo sito… in una campeggia il ritratto di Bach, il mio compositore preferito. Detto questo, grazie a Remo per le preziose informazioni.
    «Ora è tempo di andare: io a morire, voi a vivere. Qual sia la miglior cosa a tutti noi è ignota, fuorché al dio» (Apologia di Socrate-Platone)

  69. Addenda. Ho comunque capito perché han chiamato Cantagalli. Jùrgen Habermas, filosofo liberale, teorizza l’intromissione senza se e senza ma della religione nello stato laico di diritto. Ovvero delle comunità religiose. Ratzinger dice che lo stato pluralista deve affondare nelle radici cristiane: quello è il suo “humus”. Giorgio Luppi si interroga: lo Stato Liberale è ancora in grado di reggersi con le sole sue forze? O forse ha bisogno del sostegno che solo la religione può dare? La Gelmini ha già risposto. Ora si attende Cantagalli e, forse, Socci.

  70. Ecco le ultime. Dateci ancora delle notizie… Gli studenti (?) han chiesto le dimissioni di Focardi. Il sindacato annuncia almeno 50 imminenti licenziamenti. Contenti ora i baroni!? La situazione è grave, dal punto di vista economico e la ricaduta sarà per tutta la provincia (il presidente della provincia si allarmi, invece di correre sempre verso Bagnaia).
    Intanto hanno inquisito Nerli (ex PCI ora PD) e lo sceriffo Cioni, quello “da sempre legalitario”. E dov’è finita la diversità?
    ‘Mazza che bòtte! Speriamo nella base citrulla e negli studenti pilotati… C’è sempre un “megafono” femminista al dipartimento di storia… E poi, basta aggiungere un posto a tavola… Buon banchetto, se possibile!

  71. Credo di essere stato il primo in questo forum ad affermare che il più grosso “patrimonio” che l’università di Siena rischia di perdere (con licenziameni, blocco dei concorsi per ricercatore, accorpamenti affrettati e forse casuali di dipartimeni), non sono quattro palazzi, ma il complesso dei suoi giovani ricercatori e dunque il valore aggiunto della “qualità” e dell’”eccellenza” che nel quadro attuale della crisi paiono non avere alcun peso nel dibattito pubblico sul risanamento.
    E tuttavia alcune considerazioni sono d’obbligo: innanzitutto se la sfera di cristallo (altresì detta data-base) del Favi dall’ultima Thule di Montarrenti compisse l’ultimo miracolo, facendoci vedere quanti, tra i contrattisti, sono veramente docenti e ricercatori e quanti lo fanno come secondo lavoro od hobby (insomma non ci mangiano), oppure hanno un contratto ridicolo di tre ore, questo sarebbe un contributo inestimabile al dibattito: mi sentirei meno in colpa, se a qualcuno che possiede già laute entrate, o comunque nella vita fa un altro mestiere, venisse tagliato il contratto, al fine di preservarlo, magari, ad un ricercatore “vero”.
    (Sul fatto che la forma stessa di questi contratti del menga rasenti l’illegalità, temo di essermi già diffuso in passato.)
    In secondo luogo, alcune posizioni espresse dalle assemblee dei precari sono discutibili:

    «….l’assemblea è molto dura con il rettore Silvano Focardi che “essendo membro del Cda e del Senato accademico è da noi sfiduciato in quanto responsabile istituzionale della presente situazione deficitaria dell’Ateneo…»

    Beh, un po’ comodo addossare all’attuale Rettore (o alla Gelmini!) l’intera responsabilità del “buho” inverecondo perpetrato in larga misura quando il Focardi se ne stava tra i pinguini: lui ha delle responsabilità, negli ultimi due anni non era al Polo Sud, lo scoppio e la gestione della crisi hanno avuto momenti di forte opacità, ma affermare che è il solo ad avere responsabilità (occultare cioè altre responsabilità), mi sembra una posizione poco onesta e molto politicamente pilotata.

    «…ed anche perché è primo estensore di un piano di risanamento che denota un’idea perdente dell’Università dove le risorse intellettuali e umane rappresentate dai più giovani tra i docenti e i ricercatori sono state prima sfruttate e poi sprecate.»

    Su questo sono piuttosto d’accordo, con le precisazioni che ho sopra rammentato: la principale risorsa dell’università è il suo “core business”, ossia la ricerca. Distrutta la quale, potremo anche avere i bilanci in pareggio, ma non è chiaro per farci cosa. Senza contare che giocare con la vita della gente può essere molto pericoloso.

    «… l’ateneo… secondo alcuni studenti di fatto “è già commissariato perché il rettore Focardi si è messo nelle mani del centro destra”. Il Governo, come si sa, ha nominato l’editore Davide Cantagalli, suo uomo nel cda dell’università mentre sta lavorando per far arrivare un nuovo direttore amministrativo che potrebbe essere Rita Santinelli della Luiss.»

    Il fatto d’altra parte è alla luce del sole e quest’affermazione mi pare la scoperta dell’acqua calda. L’articolo di Quagliarello e la venuta del “deus ex machina” Letta, del resto, evidenziano bene quale sia la misura de “l’interesse” da parte della maggioranza di governo verso questo ateneo, che improvvisamente è diventato “virtuoso”: ma la posizione dei precari mi pare velleitaria e il loro giudizio rischia di apparire come funzionale ad un teatrino locale del gioco delle parti eminentemente politico, oltre che un comodo lavacro, dal momento che attribuisce le responsabilità dell’accaduto al solito “governo ladro” (che per inciso, personalmente non ho votato).
    Che piaccia o no, la faccenda del “buho” (ditela pilotata, mal gestita, strumentalizzata o come vi pare) rappresenta una sconfitta da parte delle forze politiche del governo locale, della cui responsabilità non saranno mondate finché non verranno denunciate apertis verbis le responsabilità: il rappel-à-l’ordre di certi politicanti di mezza tacca, diretto verso l’intero corpo accademico (ivi compreso chi è sempre stato al proprio posto di combattimento, o semplicemente ancora non c’era negli anni dello scempio) mi appare vieppiù patetico.

    «Altra richiesta dell’assemblea dei docenti e dei ricercatori precari: la sospensione del piano di risanamento con il ritiro dei vari tagli annunciati.»

    Il piano di risanamento, benché a tratti appaia come uno specchietto per le allodole, è blindatissimo (lo dico obtorto collo, giacché – scusate se mi ripeto – francamente alcune decisioni prese sull’onda dell’emergenza, della fretta, del panico, appaiono sconcertanti) e si presenta “discutibile” più o meno quanto le tavole mosaiche. I corsi di laurea sono stati già tagliati per effetto del decreto Mussi. Per le sedi periferiche, non mi pare che si debba provare una gran nostalgia. Piuttosto, se si devono “accorpare” i dipartimenti, lo si faccia prendendo fiato e ragionandoci un po’, senza diktat insensati che a lungo andare risulterebbero nocivi. Resta il macigno dell’avvenire dei giovani ricercatori, in questo gran gerontocomio a cui è ridotta l’università italiana. Tra gente che se ne andrà o verrà sollecitata ad andarsene e gente che non entra, né entrerà non si sa fino a quando, l’università rischia di diventare una scatola vuota: tra due o tre anni ci ritroveremo a rifare i conteggi dei minimi mussiani, l’università sarà sempre più desolata, i suoi scopi saranno sempre meno chiari. Ma i bilanci saranno perfettamente in pareggio.

  72. Rispondo a Favi e al prof. Ascheri (soprattutto in virtù dei sempre buoni rapporti che ho avuto con lui), anche se mi rendo conto che è perfettamente inutile, visto che tutto parte sempre da pregiudiziali ineliminabili, e che qualunque cosa io dica viene immediatamente dileggiato con toni poco eleganti. Comunque: la questione del “miliardario” è stata scritta da “Paolo”, che insiste poi su una mia presunta villa e su notizie di giornale sulla mia (1989!)altrettanto presunta ricerca di casa a Siena, mai uscita su nessun giornale a mia conoscenza. Io abito in una casa colonica, di cui sono contento e che è bella, ma è e resta una casa colonica. In questa ricerca di gogna a tutti i costi magari qualcuno vorrà anche dare l’indirizzo. Mi è già capitato con le nobili pagine di un ex parlamentare senese che mi ha infilato in una rubrica sul suo sito battezzata elegantemente “Al Muro!”), che ha immediatamente prodotto atti vandalici da parte di qualche “buontempone” di passaggio.

    Veniamo adesso ai “dovuti” (dovuti?) chiarimenti. Ho avuto per un solo anno (ho rinunciato volontariamente al secondo) l’esenzione dalle lezioni della laurea triennale per “assegnazione” al Sum. La quale consisteva: nel prestare servizio a Siena per la costruzione dei dottorati in comune (ma pagati dal Sum) e la costituzione della Scuola Superiore di Studi Umanistici (che raccoglie 14 dottorato e 7 Centri di ricerca in discipline umanistiche di Siena). Grazie a questo accordo (stabilito in una apposita convenzione tra Università di Siena, appartenente all’allora consorzio interuniversitario Sum, e Sum stesso) Siena ha ottenuto due dottorati finanziati dallo Stato, con conseguenti 23 borse di studio e 45 posti senza borsa, tutti col pagamento della residenza, e dunque con un utile per il Santa Chiara a cui questa afferiva). Inoltre, la Scuola Superiore ha avuto nel corso di questi anni 18 borse post-doc locali più due nazionali, conferite per sorteggio delle aree scientifiche a cui assegnarle. Sono stati svolti oltre 20 convegni internazionali, pagati dal Sum, e sono venuti come visiting professors a Siena oltre 50 professori di grande fama, quasi tutti stranieri. Sono state infine pubblicate numerose delle conferenze svolte (ad esempio, Tzvetan Todorov, Dan Sperber, Marc Augé, Herman Parret, Jean Baudrillard, e scusate se è poco). In più, ho prestato collaborazione anche alla sede Sum di Firenze per le iniziative comuni di tutta la rete delle sette Università partecipanti. La legittimità del provvedimento che mi ha riguardato è del tutto evidente proprio nel testo del documento protocollato n. 407 del 29 gennaio 2007, e firmato dal direttore generale del MiUr Antonello Masia.

    Quanto alle citazioni fornite da Favi, mi permetto di osservare che la parola “comando” viene utilizzata da una interrogazione, ma per l’appunto non si tratta di comando, e il servizio fornito è stato espletato presso l’Università di Siena, e non “trasferito” a Firenze, come insiste anche il collega Gino Greco. Insisto anche sul fatto che lo statuto del Sum è stato approvato dalla Moratti il 18 novembre 2005, ma finanziamenti e organi di funzionamento sono partiti molto più tardi, dal momento che le risorse (e dunque le strutture) hanno continuato a restare quelle del precedente Piano Triennale.

    Veniamo adesso al tempo prestato a Siena, che Favi e “Pasquino” tanto mettono in dubbio. Ebbene, si provi a chiedere nel mio Dipartimento chi è il professore che sta di più in sede: si otterrà una e una sola risposta. Mi vanto di stare qui circa 30 ore alla settimana, che fanno 120 al mese, che fanno circa 1200 all’anno (altro, dunque, che 350). Se “Pasquino” non mi ha trovato forse ha solo avuto sfortuna. E comunque, si badi, la presenza non testimonia affatto del buon servizio. Si può essere cattivi professori anche dormendoci la notte, nell’Università. Semplicemente, la rivendico per contestare la natura reale delle accuse.

    Ma tanto, per quel che serve per questo gentile pubblico…
    Omar Calabrese

  73. Caro Stavrogin,
    cosa intendi per «Senza contare che giocare con la vita della gente può essere molto pericoloso.» Te lo chiedo perché questa frase può risultare molto ambigua.
    Secondo te chi ha giocato con la vita dei precari? Chi è che ha illuso tutta questa gente? Il problema dei precari non è ne del rettore, ne dei presidi, ne dei direttori amministrativi (passati e futuri) ne del C.d.A., senati, dipartimenti e quant’altro.
    È in primo luogo di quei docenti che con tanti specchietti per le allodole hanno saputo crearsi delle schiere di assistenti premiati una tantum con qualche docenza o collaborazione e tacevano sulla natura reale del proprio rapporto solidale. Puoi chiamarlo sfruttamento se vuoi; dato che la schiavitù conferiva certe garanzie. Ci sono passato e so esattamente di cosa parlo. Questi signori hanno creato semplicemente piccoli eserciti privati. Tutto qua.
    Naturalmente qualcuno dovrebbe trovare il coraggio di spiegare ai precari che sono stati sfruttati dai loro padri intellettuali e non da chi sa che potere scuro a Roma o di via Banchi di Sotto. Naturalmente tutto questo è forse lo spettacolo più triste dell’intera vicenda. Il vero scheletro nell’armadio. Le migliaia di vite umane usate (non solo a Siena ma in tutte le università italiane!!!) come oggetti.

  74. Caro Stavrogin,
    Cosa intendi per «Senza contare che giocare con la vita della gente può essere molto pericoloso.» Te lo chiedo perché questa frase può risultare molto ambigua.

    —————
    per «Senza contare che giocare con la vita della gente può essere molto pericoloso», intendo più o meno: senza contare che giocare con la vita della gente può essere molto pericoloso, frase che mi pare abbastanza chiara. E soprattutto rispedisco al mittente le insinuazioni: “il precario”, cioè il ricercatore senza fissa dimora, l’ho fatto per più di dieci anni in diverse università, italiane e straniere. Prova ogni tanto a pensare che di là dal computer non c’è, né il tuo babbo, né il “barone rampante” cattivo, per piacere.

  75. Mo’ quer porello de ‘Pasquino se fa bello cor Belli pe’ scusasse cor Chiarissimo Professore. Lui ce stava a ttutte ll’ore, ordunque s’è sbajato è solo un poraccio sfortunato:

    La bocca della verità
    In d’una chiesa sopra a ‘na piazzetta
    Un po’ ppiù ssù de Piazza Montanara
    Pe la strada che pporta a la Salara,
    C’è in nell’entrà una cosa benedetta.

    Pe ttutta Roma quant’è larga e stretta
    Nun poterai trovà cosa ppiù rara.
    È una faccia de pietra che tt’impara
    Chi ha detta la bucìa, chi nu l’ha detta.

    S’io mo a sta faccia, c’ha la bocca uperta,
    Je ce metto una mano, e nu la striggne
    La verità da me ttiella pe certa.

    Ma ssi fficca la mano uno in bucìa,
    Èssi sicuro che a tirà né a spiggne
    Quella mano che lì nun viè ppiù via.

    Roma, 2 dicembre 1832

  76. Stavrogin, nel post precedente non c’era nessuna “insinuazione” riferita ne a te ne a me ne a nessuno in particolare ma ad una situazione tipica che ha generato una pentola a pressione che sta per esplodere di fronte ai nostri occhi.
    Quello che mi risulta ambiguo non era il significato della frase; che ovviamente mi sembra fin troppo chiara ma messa cosi non si capisce chi gioca con la vita “delle persone”. Tutto qua.

  77. Oggi è venerdì e non si va a caccia (silenzio venatorio), anche se c’è qualcuno che ci va di frodo. Siccome sono un sostenitore delle regole e della loro applicazione (nonché delle sanzioni che derivano dalla mancata applicazione in puro stile kelseniano), non sono andato alla lepre e ho un po’ di tempo per qualche risposta e qualche osservazione.

    @ Gino Greco
    Sicuramente ero stanco per il taglio della legna, ma la ragione per cui avevo evitato di riportare tutto lo stralcio di verbale era che di seguito alla parte che interessava direttamente il punctum quaestionis, si trattava di un’altra presumibile irregolarità in ordine ad un comando amministrativo in capo ad una persona sulla quale non mi pareva il caso di sparare ulteriormente. Mi sembrava – per usare le parole di qualcun’altro – più elegante transire. Vorrei sottolineare peraltro che il secondo stralcio pubblicato non riporta le parole del Consigliere (ciò che avveniva nel primo), ma le risposte dell’Amministrazione. Ergo la parola “comando” non viene dalla bocca della Prof.ssa Muscettola, ma dalla documentazione fornita dal Rettore e dal Direttore Amministrativo. Se si tratta della parola sbagliata chi di dovere se la deve prendere con l’Amministrazione.

    @ Remo Tessitore
    La lettera di Cotta, pubblicata anche da uno di questi fogli immondi che a Siena chiamano giornali e che qui a Montarrenti usiamo per dare l’avvio al fuoco, a mio modo di vedere lascia il tempo che trova, considerato che non solo Cotta è un ordinario – come giustamente hai osservato tu – e per questa ragione destinatario del bel documento che hai messo a disposizione in cui si denunciavano manchevolezze di ogni genere in CdA in tempi non sospetti, ma addirittura in un mandato o due prima è stato Consigliere di Amministrazione lui stesso (sponsorizzato dallo sprinteur di cui si parlava un po’ di tempo fa). Quindi che caschi dal pero mi pare proprio inopportuno.

    @ Stravrogin
    Amico mio, ad impossibilia nemo tenetur! Va bene che con i database sono bravo e che dalla Colonna godo di un’ottima vista su tutta la Città, ma per sapere quello che vuoi sapere tu bisognerebbe: 1) conoscere i nomi di tutti i docenti e disaccorparli da quella massa di dati uno ad uno, lasciando così a nudo i non docenti ed è già un lavoro complesso (non è detto che non lo faccia se ne vedo l’opportunità e se ne ho il tempo); 2) Orrore! Cadere nell’ineleganza (che mi sembra l’unica preoccupazione di alcuni frequentatori di questo blog) di fare dei nomi ed io pur vivendo nei boschi della Montagnola vorrei vedermi riconosciuti caratteri sicuramente eleganti. Qualcosa però ho già accennato quando ho parlato di ex dirigenti… Su quel database basta vedere la prima pagina alla lettera B. Altro non dico ché il bon ton me lo impedisce.
    Un’ultima cosa: questa storia dei precari della ricerca deve finire perché è una inesattezza giuridica assolutamente insopportabile. L’Assemblea nazionale permanente li può chiamare così, la CGIL lo stesso e pubblicare sui sullodati fogli immondi le parole “macelleria sociale”, ma resta il fatto che i dottorandi di ricerca sono studenti, studenti perché vanno alla Scuola di Dottorato e babbo mi ha insegnato che chi va a scuola è uno studente, mentre gli assegnisti hanno una borsa di studio per realizzare in due anni (prima era quattro) un progetto di ricerca. Stop. Quindi chi saranno questi precari me lo chiedo da un po’.
    Considerato, fra l’altro, che a Siena i dottorandi sono circa cinquecento e gli assegnisti non lo so, ma tanti anche loro, vorrei sapere come si può anche solo intestare loro un qualsivoglia diritto acquisito per divenire di ruolo, che è quello che significa chiamarli “precari”. Se qualcuno, professore o sindacalista che sia, ha fatto intravvedere a questa massa di persone uno scenario del genere non mi vergogno di affermare che ha tenuto un comportamento a dir poco criminoso.
    Per il resto chi fra gli interlocutori sostiene – e sono quasi tutti – che la ricerca è la funzione principale dell’Ateneo (ma non l’unica: mancano la didattica e la partecipazione agli organi che poi sono gli obblighi dei docenti) e che si deve fare di tutto per mantenerla viva mi trova d’accordo perché tagliare le legna con l’ascia è pesante, meglio farlo con le diavolerie moderne fatte dagli scienziati.
    Ora mi metto al camino e vi lascio a riflettere.
    Buona serata dal Favi di Montarrenti

  78. Calabrese e la casa o villa… ci son cose piu’ importanti: su rai 3 un tale ha denunciato altro concorso farsa contro il figlio di un luminare. Forse però quel buontempone che imbrattò la casa di Calabrese è parente di quel tale che scrisse fascista nella villa di Fortini e cui Fortini rispose in un giornale. Lo trovi a Lettere, ambisce a fare l’ordinario, è di “sinistra”.

  79. E poi finiamola di tirare sempre in ballo i filosofastri delle cyberfilosofie-patafisiche (Baudrillard) o degli scopiazzatori dei tecnofobici Francofortesi (Todorov) and C. Non sono il sale della terra.
    Ogni uomo è filosofo (Gramsci).
    Hai rivelato queste cose ai piccoli e le hai nascoste ai potenti… et exaltavit humiles.
    Capito caro Calabrese!!?? L’homo ridens sta sull’Acropoli, va’ da essolui! Poffarbacco!

  80. Caro Favi,
    dovevi però ricordarti anche del prof. Calabrese, che ti ha cortesemente precisato varie cosette. Chiariamo, con tutta calma, senza lasciare ambiguità, che non giovano a nessuno.
    Ma certo la seconda irruzione è ben grave!
    Oggi non ho visto reazioni del sindaco né del prefetto o del questore. Spero che facciano capire ai capi che avranno individuato che questa non deve diventare la regola a Siena.
    Ieri assemblea (riferiscono affollatissima) delle liste civiche sul MPS e la sua colpevole crisi: chi ne sa qualcosa? Sulla stampa senese non c’è niente oggi, pare. Io mi rifiuto di comprare un giornale senese per cui Arlecchino non si lamenti: bisogna prendere un calmante prima di sfogliarne uno e non mi sembra il caso di intossicarsi per dar notizie a chi vive nel Chianti (m’è parso di capire…).
    Arlecchino veda Canale 3 come me, voce di “regime” senza grandi dubbi. Ci avrete mai visto parlare un Falorni, un Ascheri, un Milani, insomma quelli tra i pochi oppositori seri a Siena?
    Tutto fa pensare che fosse una squadraccia di tipo fascista (anche se sedicente rossa?) quella di ieri. Sottovalutarla sarebbe assai pericoloso, come sempre. Perché i sindacati, guardie della Costituzione repubblicana antifascista, non indicono uno sciopero una volta tanto motivato e serio?
    Forza compagni della CGIL, o veri democratici di Rifondazione! A proposito, voglio sperare che quel “fiore” di Iantorno che dell’università sa tutto non fosse tra i promotori dell’occupazione e la condanni. Spero invano?
    Sempre speranzoso, Archie

  81. @ Archimede
    Basta leggere più attentamente e si scopre che nella mia risposta a Gino Greco ho risposto indirettamente anche a Calabrese, fra l’altro sull’unica cosa che conta davvero in tutta quella faccenda. Delle ville (delle villule! dice Gadda nella Cognizione), dei soldi, del tempo che passa o non passa in facoltà, del vino che degusta o non degusta, sinceramente non me frega proprio niente. Io ho riportato un passo (poi integrato da Greco) di verbale che non riportava le parole della Prof.ssa Muscettola, ma le parole della documentazione che Rettore e D.A. avevano prodotto in seguito ad una richiesta della Muscettola stessa. Ed è quanto riassunto da Greco. I chiarimenti di Calabrese sono tali su tutte le faccende delle quali – ho dichiarato ora – non mi interessa né ho sollevato. Sulla questione fondamentale il verbale dice una cosa, Calabrese ne dice un’altra (molto dispersiva soffermandosi su tutta una questione di dottorati della quale ci cale pochissimo). Punto. Se nel verbale c’è il falso, il Prof. Calabrese se la prenda con il proprio datore di lavoro. Resta il fatto che rimarrà una questione con molti lati oscuri, come peraltro ben individuato dal consigliere Muscettola.
    Chiedere alla CGIL o a Rifondazione o a Iantorno come personalizzazione di entrambe di prendere posizione ferma e dura sull’occupazione di ieri è come chiedere a Hitler e a Goebbels di prendere posizione ferma e dura contro la Shoa. Basta leggere i deliranti comunicati che inviano continuamente ai giornali pornografici senesi, le lettere e le dichiarazioni dei loro amichetti presidenti, sindaci e assessori per capire subito chi è che cavalca la tigre (per non dire che la monta) di questi mezzi persi che si esibiscono in queste manifestazioni di totale dabbenaggine e cretineria, oltre che di totale sopruso. C’è un numero che Silvano deve fare in questi casi: 113.
    Saluti da un mesto e preoccupato Favi

  82. «Un’ultima cosa: questa storia dei precari della ricerca deve finire perché è una inesattezza giuridica assolutamente insopportabile. L’Assemblea nazionale permanente li può chiamare così, la CGIL lo stesso e pubblicare sui sullodati fogli immondi le parole “macelleria sociale”, ma resta il fatto che i dottorandi di ricerca sono studenti, studenti perché vanno alla Scuola di Dottorato e babbo mi ha insegnato che chi va a scuola è uno studente, mentre gli assegnisti hanno una borsa di studio per realizzare in due anni (prima erano quattro) un progetto di ricerca.»
    favi
    ——————
    Concordo con te sul fatto che non è giusto assimilare i dottorandi ai docenti e ricercatori a contratto: i primi, sinché non saranno proclamati “dottori”, sono di fatto ancora studenti e a fortiori non vedo la ragione di considerarli docenti. Ciò non toglie che anche loro dovrebbero avere dei diritti (e dei doveri: cosa “deve” fare un dottorando?), in una cornice più chiara di diritti, doveri, obiettivi e prospettive: ma qui si apre un discorso lungo lungo sul senso del dottorato, così come è stato concepito in Italia (l’ennesima area di parcheggio), sovente un dottorato di ricerca senza ricerca. Mi sovviene che, se non sbaglio, col decreto Mussi, nemmeno gli assegnisti possono essere considerati “docenti” affidatari di corsi. Ciò detto, soggiungo che vi è una considerevole quantità di ricercatori e di docenti a contratto “veri”, che lo stesso contributo degli assegnisti è stato (e nonostante tutto sarà) essenziale, sia alla ricerca che alla didattica, senza contare che molti di costoro, solo per le infauste congiunture economiche – non per povertà dell’araldica dei titoli scientifici ed accademici – si trovano ancora coi piedi affondati in un interminabile bagnasciuga senza speranza per il domani: dico dunque che questo è un vero dramma, o meglio, che questi è il vero dramma, per l’università, oltre che ovviamente per costoro.
    Il rischio è comunque quello di buttare il bambino con l’acqua sporca, onde per cui rinnovo l’invito ad operare uno sforzo per salvare questa risorsa, assai più importante dei palazzi. Trovo anch’io moderatamente deliranti quella congerie di comunicati dai quali si evince che l’eventuale siluramento del rettore avrebbe ipso facto l’effetto miracoloso di sanare il bilancio; sono fumosamente ideologici e pericolosamente omissivi per quanto riguarda la pars construens: come pensano di uscire dal cul de sac?
    Resta il fatto che per tutti si preannuncia una dieta parca a base di quel cereale sudamericano che Gadda, da te richiamato, chiamava “il banzavoi” (=pancia vuota, in dialetto padanico):

  83. Io questi scrittori recenti non li conosco. Io nel mio primitivismo so solo che è vero che assegnisti e dottorandi sono il nostro futuro se e quando fanno quello che dovrebbero fare. Io ne conosco che ci campano con l’assegno o la borsa mentre fanno pratica legale a zero euro da questo o quel negriero di avvocato o avvocatucolo. Purtroppo all’università non si può generalizzare mai. Ci sono gaglioffi a tutti i livelli. Ma all’ospedale non è così? E al MPS, pur divenuto privato ufficialmente, non è così? Chi deve comandare di regola non comanda perché fa altro o non fa quello che dovrebbe fare. Questo è il problema nazionale, però. Noi dovremmo cominciare a risolvere il nostro problema di Siena, e dire a chiare lettere che ‘sta storia dei precari non è l’unica né è com’è messa dai vari Iantorno (ma chi è? chi lo conosce? Io a catalogo SBS non ci ho trovato niente! C’è solo un Carlo). Ma dobbiamo poter distinguere precari buoni, da preservare e tutelare, e precari cattivi, da prendere a calci in c… con fiorni o meno. Questo vuol dire che in tutte le istanze si deve dire e ridire: chi non parla, chi non giudica è complice!
    Prof. Cotta: forza, si è risvegliato dal torpore scientifico e torni a scudisciare; lasci i libri, ormai ci sono, ne ha fatti troppi, si occupi di cose serie: ora sono queste. La prego, come prego tutti quelli che possono stare col fiato sul collo ai signori del Senato, di cui non mi fiderei troppo. Sono, alcuni almeno, ben responsabili della situazione attuale, almeno dal punto di vista politico-morale, mentre altri ci vanno ma sono poco combattivi. Fuori i muscoli, Silvano e compagni (di università, di studi, non di partito!). E, caro Rettore, quando ripasserai le competenze del Senato? Se ben so (spero di non essere favizzato…), sono limitate a certi problemi, e non deve sovrapporsi né interferire con il CdA che ha le sue responsabilità e bisogna lasciargliele: eccome!
    Dal passato che non muore, che non conosce Gadda, ma aveva anch’esso tanti figli di buona donna, il Vostro
    Archie

  84. Caro Archimede,
    non avrei potuto dirlo meglio…
    ad eccezione del fatto che i ricercatori veri più che dei koala sembrano delle tigri. Un ricercatore “buono” non ha bisogno di tante tutele. Voglio dire… in realtà basta fare una cosa semplice: guardare chi ha pubblicato i propri risultati entro 2 anni dalla fine del proprio ciclo e quanti papers furono, durante il ciclo di dottorato, pubblicati in giornali peer reviewed.
    Ora… un dato inconfutabile è che un precario vero/buono deve avere un cervello non manipolabile ne da sindacati, partiti, baronetti e quant’altro. Perciò va da se che io personalmente non mi intenerisco minimamente per potenziali veri/bravi ricercatori che gravitano in orde capeggiate da studenti del triennio.

  85. Domattina devo andare ad ormare i cinghiali, quindi cerco di essere breve.

    @Archimede
    @Stavrogin
    A parte che definire scrittore recente Carlo Emilio Gadda che è morto nel 1973 mi sembra quantomeno singolare, vorrei dire qualcosa a proposito di questa storia dei precari che a mio modo di vedere precari non sono. Ho detto poco fa che solo nell’Ateneo senese ci sono quasi cinquecento dottorandi di ricerca e una novantina di assegnisti (l’ha detto il Rettore ieri, interpretazione autentica quindi). Ed ho anche sostenuto che certo non possono divenire tutti ricercatori di ruolo, anche in presenza di una situazione economico-finanziaria “normale”, figurarsi in presenza di un disastro di questo genere dove non viene neanche applicato quel normale automatismo che intercorre tra la vittoria in un concorso e la presa di servizio (ancorché fossero banditi, quei 34 posti di ricercatore, in evidente [evidente ora] mancanza di copertura finanziaria). Quello che invece non viene dato per scontato da questi cialtroni che si sciacquano la bocca con la parola precario è che per divenire di ruolo (e quindi uscire dal precariato) si deve passare (anche per il personale tecnico amministrativo) attraverso una selezione. E siamo al punto: ai vari CGIL, PD, Rifondazione, cialtroni vari questa parola (ed il concetto in essa contenuto) fa venire l’orticaria. In nome di un malinteso senso di egalitarismo, nell’impossibilità di far divenire tutti ugualmente ottimi, tendono a livellare tutti verso il basso (quello è facile): tutti scemi nello stesso modo, tutti poveri nello stesso modo, insomma un panorama orwelliano (Archie questo è ancora meno recente di Gadda). È un male che questa gente si porta dietro da tanto tempo e che per giunta li porta – come diceva Giovanni qualche tempo fa – a infischiarsene dei conti e cercare di ficcare dentro più gente possibile, ignorando qualsiasi principio di buon senso, economicità, organizzazione, eccellenza.

    @ Archimede
    E ridagli con ‘sto Cotta. È uno che scienziato o non scienziato, buono o non buono che sia, ha rivelato doti di larga inaffidabilità e fa parte del gruppo dell’ex Preside di Scienze Politiche ed ex candidato al Rettorato. Io non ho capito come mai questa lettera ha colpito tanto la tua immaginazione. È stato anche nel Consiglio di Amministrazione governato così magistralmente dal buon Tosi. Cosa ci si può aspettare da uno che ha pensato solo ed esclusivamente al proprio orticello ed ora casca dal pero con dubbi riflessi moralistici nei confronti dei colleghi dei quali evidentemente ora e prima di ora ha avuto una pessima opinione?

    @Silvano Focardi
    Magnifico Rettore (e sottolineo Magnifico Rettore ché babbo e mamma la buona creanza anche in mezzo ai quercioli me l’hanno insegnata) ho sentito da Montarrenti spesso voci che indicavano nel Senato l’organo politico dell’Ateno, signore di molti destini, e dalla Sua voce che il Senato sarebbe l’unico organo in grado di sfiduciarLa: beh è una sciocchezza ed una falsità di cui evidentemente Lei – mirabile biologo, ma scarso in giurisprudenza – non capisce la portata. Riporto su questo blog (chiedendo scusa a Giovanni per la lunghezza ed ai compagni della squadra dei cinghialai se domattina non sarò così pronto ad impallinare) un paio di articoli dello Statuto dell’Università di Siena (ovviamente scaricabile dal sito web dell’Università):

    Art. 43
    1. Il Senato Accademico è l’organo di programmazione, di coordinamento, di indirizzo e di controllo delle attività didattiche e di ricerca dell’Ateneo.
    2. In particolare delibera:
    a) sui Regolamenti di Ateneo, tranne quelli di cui al successivo articolo 45. Il Regolamento didattico di Ateneo dovrà essere approvato a maggioranza assoluta;
    b) sui piani pluriennali di sviluppo, sentito il Consiglio di Amministrazione;
    c) sulla destinazione dei posti di professore e di ricercatore;
    d) sulla costituzione e la modificazione dei Dipartimenti;
    e) sull’attribuzione dei finanziamenti per la ricerca erogati dall’Ateneo, avvalendosi della consulenza di commissioni scientifiche elette in modo da garantire la presenza paritetica delle varie componenti dei docenti;
    f) sui programmi, le relazioni e quant’altro previsto dalla legge, dal presente Statuto e dai regolamenti;
    g) sulla revisione dello Statuto.
    3. Il Senato Accademico esprime pareri obbligatori:
    a) sul bilancio di previsione;
    b) sui criteri di ripartizione ed utilizzazione delle risorse finanziarie e di personale tecnico ed amministrativo tra le strutture didattiche e di ricerca ed i servizi amministrativi e tecnici;
    c) sulle convenzioni ed i contratti-tipo attinenti all’organizzazione ed al funzionamento della didattica e della ricerca;
    d) su ogni questione che comporti valutazioni tecniche in ordine alla didattica ed alla ricerca;
    e) sui programmi nazionali ed internazionali di cooperazione.

    Tralasciamo il fatto che alcune di queste competenze che il Senato ha, ultimamente sono state tralasciate. Ad esempio al punto 3b si prevede un parere obbligatorio sulla destinazione del personale tecnico amministrativo. Dubito che questo nell’era Bigi sia mai stato applicato. Si noti tuttavia che si tratta di pareri obbligatori e non vincolanti. Che vuol dire? Va beh: significa che il parere lo devono dare per forza, ma non ha forza vincolante verso chi lo richiede. Comunque letto e riletto, sia l’articolo riportato, sia il successivo che disciplina i modi di composizione e di elezione del Senato, non ho trovato nulla (e sfido chiunque farlo) che non riguardi esclusivamente la didattica e la ricerca. Dico questo perché: 1) i Senatori non possono sfiduciare proprio nessuno e men che meno il Rettore che anzi li presiede; 2) i Senatori non possono né devono dare pareri in ordine – per esempio – alla vendita degli immobili dell’Ateneo. Possono semmai indicare il minore o maggiore grado di strumentalità di un edificio, ma non certo impedire che si possa vendere un palazzo piuttosto che un altro. Quindi per concludere la parte del Senato, caro Magnifico Rettore, poniamo che lunedì cerchino di metterla in minoranza sul San Niccolò (faccio un esempio per farlo), Lei può serenamente mandarli a quel paese ed andare agile come una gazzella in Consiglio di Amministrazione e proporre la vendita del San Niccolò o il lease back o quello che vuole. Poniamo invece che chiedano a maggioranza la Sue dimissioni, Lei caro Silvano (mi scusi se La chiamo per nome, ma mi fa una grande simpatia e poi i cinghiali, le lepri e i fagiani ci sono anche perché esistono gli ecologi), può porre la propria mano destra nell’incavo del braccio sinistro significando dove portava l’ombrello il Suo augusto nonno e continuare sereno e veloce come un tordo bottaccio per la Sua strada.

    E veniamo al CdA:
    Art. 45
    1. Il Consiglio di Amministrazione è l’organo di programmazione, di indirizzo e di controllo delle attività relative alla gestione amministrativa, finanziaria e patrimoniale dell’Ateneo.
    2. In particolare, il Consiglio di Amministrazione approva:
    a) i criteri per la ripartizione delle risorse finanziarie;
    b) il bilancio di previsione, le relative variazioni e il conto consuntivo, sentito il Senato Accademico. Il bilancio di previsione dovrà essere approvato a maggioranza assoluta;
    c) il Regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità;
    d) il Regolamento di attuazione delle norme sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso ai documenti amministrativi;
    e) i programmi edilizi dell’Ateneo ed i relativi interventi attuativi, sentito il Senato Accademico;
    f) i provvedimenti relativi alle contribuzioni a carico degli studenti, sentito il Senato Accademico;
    g) la pianta organica di Ateneo del personale tecnico ed amministrativo ed i relativi criteri per l’assegnazione;
    h) le convenzioni ed i contratti di sua competenza;
    i) tutti gli atti che rientrano nelle competenze attribuitegli dalla legge, dallo Statuto e dai Regolamenti d’Ateneo.
    3. Il Consiglio di Amministrazione esprime pareri sugli atti del Senato Accademico concernenti la programmazione dello sviluppo dell’Ateneo.
    4. Esercita inoltre la verifica sull’andamento della spesa dei finanziamenti per la ricerca.

    Osserviamo in questo articolo che per quanto attiene alle sfiducie e alle dimissioni vale quanto detto per il Senato: far vedere dove portava l’ombrello Suo nonno. Se poi il CdA ha approvato il lease back del San Niccolò si proceda pure sereni e tranquilli, in barba a quei cialtroni – ché di nient’altro si tratta dei presidi e dei rappresentanti di area di Lettere. Perché quelli, caro Silvano, non lo corrono il Palio insieme a Lei. E perché in definitiva l’organo politico dell’Ateneo non è il Senato (che abbiamo visto che per legge ha competenze esclusivamente didattiche e scientifiche), ma Lei e solo Lei. E le Sue dimissioni le può chiedere (o meglio: può sollevarLa dall’incarico) solo il Ministro. Quindi dia retta al Suo Favi di Montarrenti (e venga a trovarmi alla Colonna se avesse bisogno di consulenze giuridiche perché mi sembra che il Prorettore – che pure è di giurisprudenza – non ci chiappi mica tanto) e all’ottimo e battagliero Cosimo Loré: si vesta dei panni del gladiatore, soprattutto in Senato, ed impugnato il gladio ed il tridente, vada avanti. Qui almeno siamo tutti con Lei!
    Buonanotte a tutti dal Favi di Montarrenti

  86. Oh Favino, ma dall’alto del mio passato che vuoi che siano se non modernissimi ‘sti benedetti Orwell e Gadda? Nati ieri…
    A me interessano le precisazioni che hai fatto grazie alla Tua maestria – venatoria di articoli e sottigliezze di leggi. Che vuoi che Ti dica del Cotta? Uno che scrive una lettera in mezzo a questi che sanno solo andare a chiacchierare nelle piazze – eventualmente facendo un po’ di quella didattica che non fanno di solito… – mi fa tenerezza e mi consola. Pensa che solo il Rettore e Cotta scrivono su questo blog con tanto di nome e cognome, a parte il prof. Grasso naturalmente o quel disperato dell’Ascheri senior, perché tv e giornali locali lo tengono scrupolosamente oscurato.
    È anche sempre discriminato dopo la vicenda ‘costituto’ che questo blog ha curato così bene. Senta questa di oggi: hanno presentato un libro sulle contrade della Savelli, una torraiola di area DS che se ben ricordo ebbe anche aiuti vari dall’Ascheri quand’era professore da noi, con tesi ecc. Chi c’era? I soliti noti come Catoni, ma lui (Ascheri) non l’hanno invitato naturalmente. Ne vuoi sapere un’altra? La settimana prossima presentano una storia dei consigli del Comune per la quale circolano già gli inviti. Indovina chi c’è tra i curatori? La Piccinni, la pasionaria di Lettere. Editore? Combinazione quell’Alsaba con cui traffica il Boldrini, giro Piccinni-Belli-Catoni, che è poi editore del Settimanale gratuito di area PD.
    Ci risiamo. Questi da sempre occupatori di tutte le scene grazie alla loro organicità col potere locale, cioè dei “consolidati” per definizione, non sono protettori di area PD dei precari? Amici del Calabrese che ha scritto l’articolo contro la Gelmini di cui si è già parlato, quel capolavoro di comica accademica, no? Se sbaglio son pronto a fare la penitenza!
    Archie

  87. Ma non tu non sai allora, perché sei troppo antico caro Archimede, che anni fa (tanti ormai, ahimè) l’Ascheri ci dette, a noi pochi studenti frequentanti e prima che lo giubilassero a Lettere di Siena (è la c.d. selezione meritocratica che vuole Berlinguer), un suo articolo freschissimo sui consigli comunali (sarà nel servizio bibliotecario senese: cercalo), che sarà stato l’unico lavoro, immagino, prima di questo libro novello della Piccinni (costato quanto? se è di ‘regime’ c’è da immaginarsi grossa spesa a Vs. carico, cari Senesi!); quindi, non averlo interpellato è doppiamente discriminatorio.
    C’era da aspettarsi altro con un vero democratico (PD o Rif.?) come Flores in Comune?
    Fai sapere quand’è e dove la presentazione, favino tu per primo!
    Io oscillo tra un castello e l’altro nel Chianti (hai ragione), al servizio di più padroni, ma almeno sono privati, meglio di molto rispetto ai vostri democratici amministratori, al Comune, all’Università, al Monte ecc.
    Datevi da fare, favoni!
    Arlecchino

  88. Il commento di “segreto” è di sesto, dal sito di Stefano Bisi.
    Focardi dovrebbe compiere per la prima volta nel suo mandato un atto di responsabilità: dimettersi. Un Rettore che pur conoscendo benissimo la situazione economico-finanziaria dell’Ateneo (la società Mazars, da lui commissionata e pagata con i soldi dell’Ateneo, gli aveva evidenziato nel novembre 2006 quale fosse lo stato di salute dell’Ateneo e gli aveva indicato anche alcuni correttivi da assumere urgentemente!) non fa assolutamente nulla per prevenire e/o governare la crisi è assolutamente ingiustificabile, inutile andare a cercare alibi nel passato o accusare i dirigenti.
    Se ne deve andare

  89. Il commento inserito da “Andrea” è tratto dal sito di Stefano Bisi.
    Andrea Bacci
    Nov 20th, 2008 da 10:28
    Mi sembra che la lettera del professor Cotta sia da condividere. La prima riflessione da fare è proprio sull’attuale rettore. E’ l’uomo giusto per tentare il risanamento? E se lui se ne va, chi può gestire questa delicata fase? Un commissario governativo? E comunque, perché questo silenzio dal corpo docente dell’università, che invece dovrebbe essere in prima linea nella discussione?
    Proviamo a rispondere a queste domande.
    Il rettore Focardi è in carica da 2 anni e mezzo ma solo ora ha davvero reso noti i termini del dissesto dell’università. Ed anche su questo sembra titubante: 170, 230, 250. Quanti soldi mancano?
    L’impressione è che il Magnifico si sia preoccupato più di spostare il peso sulle gestioni precedenti che di analizzare il presente e programmare il futuro. Con lui si sono subito schierate le Liste Civiche senesi tanto è vero che alcuni dei loro esponenti si sono beccati una querela da parte dei rettori che lo hanno preceduto. Almeno così ho letto sui giornali, poi non so se davvero lo faranno. Questo fa sospettare che anche il tentativo (maldestro) di attribuire le colpe a chi c’era prima faccia parte di un disegno politico che serve a diffondere elementi negativi nei confronti dell’attuale maggioranza: come dire che i rettori precedenti erano più graditi al potere locale, questo è invece targato in una ltro modo e quindi non viene aiutato. Troppo comodo e pericoloso. Comodo perché la situazione rovinosa dell’università, che non conviene a nessuno, tantomeno a chi governa il territorio, non è certo stata causata dalla politica ma da una cattiva conduzione. Pericoloso perché sposta il problema dal terreno economico (la gestione) a quello politico (la cospirazione), con il rischio che i veri mali non vengano mai fuori. In sintesi, Focardi dovrebbe rimanere al suo posto. Perché è sua la responsabilità del risanamento come sua è quella dell’attuale situazione. E’ vero che hanno contribuito anche altri ma lui ha perseverato e, soprattutto, non ha fatto chiarezza in tempo. Il suo outing sarebbe stato gradito nel 2006, quando c’era più tempo per rimediare. Allora dia prova di essere in grado di procedere ad un risanamento reale, senza accampare scuse e raccontare in giro (magari a microfoni spenti) che c’è chi gli vuoele male dentro i palazzi del potere. Quella del complotto politico e l’ultima risorsa di chi non ha ragioni concrete da far valere. Ci stupisca rettore. Dopo averci atterrito con il buco, ci sorprenda risanandolo. Senza tante chiacchiere fra destra e sinistra. Perché intanto l’immagine dell’Ateneo ce la siamo già giocata. E al tempo di Tosi e di Berlinguer era molto migliore

  90. Senti Segreto, ma secondo te a chi giova se Unisi va a gambe all’aria? Dimmelo, per favore, perché mi sfugge. Focardi ha solo “la colpa” di cercare di rimettere in piedi la baracca.
    Evidentemente è il solo…

  91. L’Università di Siena è diventata una baracca con lui. Il Rettore, non avendo alcun senso istituzionale (ripete sempre e ovunque: ” l’Università sono io e decido io “) cerca solamente di salvare se stesso mentre invece, e sono d’accordo con te, tutti dovrebbero lavorare per salvare l’Ateneo di Siena.

  92. Scusa se mi permetto, Segreto, ma anche volendo in due anni e mezzo mi sembra difficile causare un tale dissesto. Ci vogliono almeno una decina di anni per arrivare a tanto (e non è un’indicazione temporale a caso…). La documentazione contenuta in questo blog mi pare lo dimostri.

  93. Prego, Tosi e Berlinguer hanno prodotto danni enormi all’Università di Siena ma avevano, differentemente da Focardi, capacità ed intelligenza per affrontare situazioni difficili e per costruire alleanze e sinergie per superarle. Permettimi ma il farsi fotografare sorridenti con Quagliariello è veramente da stupidi e suona provocatorio per una città governata da una certa parte politica. Buon senso suggerirebbe di comportarsi diversamente…

  94. Focardi non avrà fatto il buco tutto da solo, ma come dice segreto, non poteva non conoscere la situazione gravissima. Cosa aspettava? Di vincere al superenalotto? Giusto che da Roma intervengano, ma sarebbe altrettanto giusto e doveroso che lui dia le dimissioni. Non vorrà mica passare da salvatore della patria?!? Ci mancherebbe solo questo….

  95. @Segreto
    Facciamo una bella cosa: regala duecento milioni di euro all’Università oppure intercedi presso i tuoi amichetti PD-CGIL-Rifondazione-Soviet supremo di Lettere I e II perché li tirino fuori di tasca loro e poi vedrai che a crocifiggere Focardi ci pensiamo tutti. Pensare che chi interviene qui abbia una spiccata simpatia per Focardi solo perché è capitano della Chiocciola o perché studia l’Antartide può farlo solo un mentecatto (o un’associazione di mentecatti e in malafede per giunta). Pensi che siamo tutti stupidi e che non lo sappiamo che si sapeva già da due anni qual’era la condizione dell’Ateneo. Credi che non siamo in grado di riconoscere le manchevolezze di Silvano? Il punto è che qui va a gambe all’aria tutto e si mette in ginocchio una città intera, già provata dalla maramalderia di un Presidente e di un CdA di Banca (senza fare nomi) che – come è stato dimostrato anche di recente – sono stati capaci di sputtanare oltre 5 miliardi di euro di ricchezza per operazioni spregiudicate, tanto che adesso non hanno un duino per dare una mano all’altro ente senese in sofferenza. Qui dalla Colonna fate l’impressione – cari compagni – della festa sul Titanic.
    Quanto a Tosi e Berlinguer hanno avuto l’intelligenza che voi compagnucci rimproverate tanto a Berlusconi e Tremonti, quella cioè di aumentare il debito a dismisura, onde lasciare a chi veniva dopo (inopinatamente un non organico alla banda) il cerino in mano. Che poi è quello che qui viene ribadito in tutte le lingue.
    Buona domenica dal Favi

  96. Cari Signori,
    non Vi si può lasciare per pochi giorni e ne scrivete di tutti i colori! Capisco che la situazione è brutta, ma bisogna conservare il sangue freddo. Bene, ho saputo solo poco fa che ero stato tirato in ballo da un mio ex-studente per una questione editoriale a Siena. Ma non avete idea di quanto ho impiegato a ritrovare il ‘post competente’! Scrivete meno, più sinteticamente, su un problema alla volta, altrimenti non ci si capisce più niente. È un bellissimo spazio di libertà il blog (e questo in particolare), e sarebbe un disastro perderlo, ma (come al solito) gli strumenti vanno usati con saggezza, evitando – qualcuno l’ha detto giustamente – insulti gratuiti e informazioni non controllate.
    Sentite questa, ad esempio.
    Combinazione ho incontrato proprio stamane la Prof.ssa Piccinni, con la quale – tra le varie cose – ci siamo lamentati che facciamo troppe cose ‘aggratise’, come si dice a Siena! È il caso della sua partecipazione al libro sulla storia dei consigli comunali, che – mi ha precisato, ma ho trovato l’invito a casa e nei giornali di oggi – avrà luogo martedì sera alle 18 a Palazzo pubblico. Coincide con varie altre cose, come spesso avviene! Si avvicina Natale e le iniziative si sovrappongono. Ma speriamo continui così: vorrà dire che la crisi si blocca… anche se un po’ più di coordinamento da parte del Comune sarebbe desiderabile.
    Sull’Università ho già detto che esito ad intervenire come ‘ex’, ma anche perché ne ho occasione come consigliere comunale e tra breve rivedremo certamente il Rettore. Io concordo con chi ha detto che né il Senato né il CdA possono chiedere le dimissioni, anche perché non so a che gioverebbero se non all’arrivo del commissario. Ma lui deve chiarirsi – se ho capito bene – col CdA: a che gioco giocano alcuni dei suoi membri? La barca la dirige non solo il comandante, anche se sarà lui ad abbandonarla per ultimo. Se qualcuno non se la sente di lavorare con il CdA deve solo dimettersi ed esso deve operare nella massima trasparenza senza pressioni e intimidazioni di chicchessia, di destra o di sinistra. Qualcuno ha scritto ad es. che non registra le sedute? In frangenti di questo genere mi sembra francamente davvero strano! Ogni cautela per definire per bene le responsabilità individuali in un momento del genere è assolutamente necessaria. Buon lavoro, quindi, con l’auspicio di assicurare serenità agli interventi. Nessuna dietrologia: separare i dati dalle opinioni e non profittare dell’anonimato per operazioni personali. Non è giusto neppure con i lettori, che finiscono per essere deviati nella loro attenzione – che ci deve essere soprattutto ora – ai problemi. Ma vedo che anch’io sono stato poco sintetico. Scusate e salutoni con ringraziamenti ad Arlecchino che si ricorda di fotocopie consegnate ormai una dozzina d’anni fa (è un lavoro sulle ‘assemblee’, e credo che basti digitare in tal senso nel sito delle biblioteche per trovarlo; mi ha fatto venire in mente anche un lavoro con Elina Ottaviani in argomento, davvero preistorico, ai miei primi passi nella storia senese addirittura).
    Mario Ascheri

  97. Caro Segreto, se si hanno capacità e intelligenza i buchi non si fanno… Per quanto riguarda la foto con Quagliariello (a me forse non piace da prima di te per questioni accademiche prima che politiche) non vedo il nesso… C’è un governo, c’è una maggioranza (che non ho votato) e se hanno loro il pallino in mano, che facciamo? Per non dare un dispiacere a babbo Giuseppe (Mussari) e a mamma Maurizio (Cenni) si chiude bottega?

    Caro Antonio, il Magnifico Rettore sicuramente avrà saputo che era rimasto con l’omo nero in mano dopo l’elezione. La differenza tra lui e qualche politicante e che quest’ultimo si sarebbe spaventato di cascare nel buco (per così dire) e si sarebbe dileguato, mentre Focardi si è rimboccato le maniche e ha cercato di tapparlo il buco (ribadisco: di un altro!). Forse l’unico problema è che trattare con certo corpo accademico è peggio che trattare con il Bruschelli e tutti i suoi lestofanti!
    Il buon Trecciolino sarebbe stato un ottimo barone!

  98. Caro Prof. Ascheri,
    vedo che non vuol tornare sulla sua esperienza a Lettere e sulle discriminazioni di cui è anche ora oggetto. OK, capisco che dà la priorità ad altro. Accetto la lezione.
    Detto questo le ricordo che è stato inquadrato come un “gran notabile della città” (boom!) in uno dei servizi de “Il Riformista” che non avete mai citato voi locali. Siena è stata al centro del giornale e quindi dell’interesse nazionale per sei giorni (e i “fiorentini” m’han sfottuto come potete ben immaginare): cinque giorni consecutivi fino a domenica scorsa e poi il sesto è apparso martedì scorso; discreto servizio (tra gli informatori Buccianti e l’Ascherino), con Mussari trattato grosso modo bene: giornale dalemiano, come si sa, dove tempo fa lessi anche un articolo del Vostro Piccini delle liste civiche.
    Il dramma senese è forse proprio il PD. I litigi nazionali son niente rispetto a quelli senesi, perché solo a Siena c’è il Monte; uh, pardon, la Fondazione ora! L’Università come problema è attratta infatti nel gioco che porterà al rinnuovo delle cariche, anche se non è chiaro come a noi poveri mortali. Poveri noi, fortuna che il Chianti l’ho a portata di bicchiere.
    Salute dal Vs.
    Arlecchino

  99. Oggi ero da un bottegaio, un amico che ha una coppa gustosissima (sarebbe il capocollo: è migliore di quello delle Badesse: si strugge in bocca…). Un amico blogger era spaurito, tempo addietro, perché tutti fan fòco sull’università. Ebbene, gli amici bottegai dicevano che i buchi sono tanti in tutta Italia: è il sistema che ormai fa acqua. I primi a rimetterci saranno i precari, i ricercatori… nessuno toccherà i magnoni “professori” (quelli dei simposii di regime)… Assieme ai pretonzoli imboscati la faran sempre da padroni… Come si vede non tutta la pubblica opinione è cieca, ottusa…
    Ora però mi si permetta di ricordare il ragazzo caduto nel crollo di una scuola. Io sono anche maestro elementare e sento il dovere di fare condoglianze ed esprimere sdegno, rabbia, dolore. Speriamo spenda una parola anche “Metis” e quelli del Gotha Magno.
    Grazie amici professori e ricercatori precari.
    P.F.

  100. Paolo, dammi l’indirizzo del salumaio, che cambio bottega: è così che deve comportarsi l’astuto consumatore.
    Sentendo della tragedia torinese, mi è venuto in mente il crollo del tetto di Lettere qualche anno fa. Mi è rimasto in mente perché – narrano le cronache – ciò accadde pochi attimi prima che cominciasse un convegno filosofico di hegeliani. Per poco non ci siamo giocati il po’ che resta dell’idealismo. Dicono, su Radio Serva, che è stato messo in vendita anche il palazzo di San Galgano; a questo punto resta solo da vendere lo storico orinatoio en plein air di via Roma, assurto oramai al rango di opera d’arte, come quello più celebre di Duchamp: che si dice in salumeria?

  101. Dal sito di Antenna Radio Esse:
    «Un nutrito gruppo di manifestanti ha interrotto il Senato Accademico di questo pomeriggio chiedendo, attraverso la lettura di un documento, la sfiducia del rettore. Focardi è apparso abbastanza irritato dal protrarsi delle proteste dei manifestanti, che già avevano impedito lo svolgimento del CdA di venerdì scorso. Dopo questo episodio, comunque, la riunione del Senato Accademico è proseguita regolarmente e si è conclusa intorno alle 18.20, senza strascichi sulla vicenda.
    Continuano quindi i movimenti di protesta degli studenti e dei precari senesi contro il piano di risanamento approvato la scorsa settimana dal CdA dell’Ateneo. Una delle cause di questi nuovi movimenti è la ricerca di aiuti del Governo da parte di Focardi. Governo che negli ultimi mesi è stato pesantemente contestato dagli studenti.»

    Quindi direi che abbiamo ancora il Rettore Focardi.

  102. Il salumaio – ti prendo alla lettera – sta tra san Domenico e gli Intronati, la “nostra” biblioteca… È un toscanaccio, ma almeno è schietto. Come sai vi sono anche gli pseudo-schietti che poi ti tiran cannate… vedi nei pressi di Monteriggioni, vicino la villa… pàrdon, la casa colonica del Calabrese. Ma anche proseguendo per via della Sapienza ‘un si scherza mi’a! Un amico medico è restato basito per la cannata. Io, più filosofo e signorile ho fatto l’Amatore Sciesa: tiremm’innanz!
    Scherzi a parte… il crollo morale di un ceto, di una classe, di uno status… si riverbera anche in crolli materiali! So’ mattonate in testa! E i nostri buonuomini si rammaricavano per le cagate dei piccioni!
    D’altronde, come dice la poesia su Nelly… ‘En bestie, un ci han lunari!
    Ma sappiamo chi sono le vere bestie…

  103. Raccontano in San Vigilio che in Senato Accademico Detti ha provato a sfiduciare Focardi manifestando il pieno appoggio agli studenti. Sembra sia rimasto in compagnia di Brezzi e Venuti: pochi per dimissionare il rettore.
    Gino Greco

  104. Grazie, ma che ha deciso si sa?
    Comunque, cari Amici, anche e forse soprattutto dubbiosi come Sesto Empirico, non Vi chiederete perché questi giovani non occupano il Consiglio di Amministrazione del Montepaschi? Ha fatto qualcosa di peggio se – come sostiene il sito Mercato Libero – ha dilapidato qualcosa come 4 miliardi 4 di euro negli ultimi tempi con operazioni rischiosissime (incidenti anche sull’Università in tempi brevi) e non si sa bene perché fatte?
    Forza ragazzi miei, cercatevi qualche avversario un po’ più robusto del Focardi po’rino – e prepotente! non è bello esser forti con i deboli, no?
    Dott. Iantorno, Lei che è ben informato dell’Università, sa anche che il compagno Mussari guadagna un 7-8 volte più del (ugualmente fratello?) Focardi? E allora perché non li invita a scatenarsi con un’irruenza giovanile pari alla maggior retribuzione verso più meritevole destinazione?
    Io son pronto a darLe una mano, stia sicuro, in questa santa operazione di illuminazione e con me tanti altri “filosofi” che frequentano il sito.
    A proposito, ho ricevuto dal prof. Ascheri una circolare tra amici (perciò la sintetizzo qui) in cui informa che gli è stato respinto dal Suo sito un messaggio in cui ricordava che qui, in Grasso, si legge il verbale del Consiglio comunale della presunta “offesa” a Rifondazione. Precisazione necessaria perché il Suo sito è tanto privilegiato da Google (paradossale quest’amore capitalista per il proletario Iantorno?) per cui chi lo cerca là trova tra i primi link proprio il Suo sito, anche prima dei suoi (di Ascheri) libri. Strano destino per uno scrittore, no?
    Arlecchino

  105. I dettagli dell’incursione del “nutrito gruppo di manifestanti” si possono trovare qui.

    http://groups.google.it/group/precarisiena/browse_thread/thread/6bd80042172bbd6d

  106. Va bene, va bene! Il mio amico giurista mi dice che ho detto cose affrettate e non documentate sul MPS, che non è come si era convenuto nei giorni passati, solo cose sicure, non scandalistiche. Va bene, mi arrendo, ritratto tutto: è banca florida che è stata beneficiata dall’operazione antonveneta, va bene così? Vedremo comunque che succede al processo: Mercato libero è stato querelato dal MPS. Il problema è che la sentenza definitiva quando si avrà? Ci saremo ancora noi (o il MPS?) allora con le nostre lungaggini processuali?
    Grazie Kryogen per il link. Ma quand’anche fosse vera la storia della ‘avvertenza’ avuta dal Focardi, ora che si fa? Silurarlo oggi non vuol dire il commissario? Chi è che si prende ‘sto cerino in mano ora? Qui bisogna trovare una via d’uscita, non decapitare delle teste!
    S’è detto mille volte, per cui questi 150 del senato (gli stessi del cda, immagino) sembrano operare per motivi più politici che di categoria. Vogliono tener alta la tensione, reclutare nuovi adepti, cercare di ripartire dall’università per recuperare quello che la sinistra ha perso altrove. Che dice il saggio PD? Il mio giurista m’ha detto che doveva esserci un’assemblea con Modica oggi a Siena. Chi ne sa niente? Kryogen ci salva ancora una volta noi ‘forestieri’?
    Grazie, servitor Tuo
    Arlecchino

  107. Due brani dell’articolo di Augusto Mattioli sul dibattito del Pd con Modica.
    Dino Marchese: «L’università deve decidere in autonomia e con i propri gruppi dirigenti. Deve essere autorevole e all’altezza di questa fase eccezionale. E credibile moralmente.»
    Claudio Vigni, segretario provinciale della Cgil: «Il debito dell’ateneo è inaccessibile per le forze locali. E vista la sua entità non basta la vendita degli immobili. E poi bisogna trovare anche chi compra… Il piano di risanamento è una vera e propria cura da cavalli. In ogni caso occorre cambiare il modo di gestire l’ateneo».

    Che stia cambiando qualcosa?

  108. Ancora grazie, prof. Grasso! «Cambiare l’impronta degli amministratori» dell’Università, avverte Starnini, il vicepresidente. Ma la Regione chi ha messo in questi anni all’Università? E il Comune? E il Monte ecc.ecc.?
    Mah, seguendo i consigli di moderazione emersi in questo blog, andiamo in positivo e ai processi storici ci si penserà passata l’emergenza. Cosa vuol dire per regione ed enti locali cambiare la governance? Aumentare la loro presenza, decidere loro se chiudere Lettere o Ingegneria? Strano modo di tutelare l’autonomia e la pubblicità dell’università, no?
    Se la Fondazione mette i 70 milioni dello stadio nell’Università (non mi ricordo chi l’ha proposto), quali controprestazioni vorrà lei (Fond.) e gli enti che rappresenta, a partire dal sindaco che la ha in mano per le prossime nomine? E c’è un altro problema, e il mio legale mi scuserà (sperando che non mi legga prima che vada a letto) se ci ritorno in modo ossessivo. Cioè non è buffo che i PD si preoccupino della governance dell’Università e non di quella della Fondazione MPS che ha provocato almeno indirettamente la crisi del MPS e (probabilmente o forse o può darsi, che dire?) un buco e quindi un danno per la città molto maggiore?
    Chi ne parla di questo problemino che mi sembra sia anche un po’ più grosso di quello universitario per il futuro dei Senesi, residenti o all’estero in attesa di rientro come me? Che aspettano i PD, che si arrivi anche in questo caso all’emergenza? Bel Buongoverno perdavvero, no?
    Sono preoccupato per il mio futuro, stufo come sono di servire nel contado; per di più fiorentino, e allora Voi capirete il Vostro interessato
    Arlecchino

  109. Mi permetto di chiosare, brevemente. Innanzitutto non si sarà fatto un bel niente se non si azzererà tutto l’establishment dirigente universitario. Allontanare, in soldoni, i vari Calabrese, Piccinni, ecc., che “non potevano non sapere” – e la cosa è… poco socratica. Almeno un sentore, suvvia… si farebbe sfregio alla loro intelligenza! Questa sarebbe una lotta da fare. Poi occorre fare appelli alla base del PD, affinché possano almeno sterzare la miope e folle politica dei gruppi dirigenti. Non sono onnipotenti! Io non sono antiPd perché ideologicamente avverso – sono avverso anche alle altre cosche partitiche, la “partitocrazia” mafiosa-: mi fondo sui fatti. La base del pd conta brave persone, anzi ottime. Solo coinvolgendo la base del pd potremmo impedire che l’aristocrazia dirigente compia sfasci, godendo dell’impunità locale. Sono illusi sui vari Obama e lasciamo perdere… ma certo non mi paiono arroccati versione antiFocardi. Che, del resto, è l’ultimo dei “collionazzi” catapultato come capro espiatorio dal Polo Sud a noi. I chiocciolini sono pessimisti ma… we can…

  110. «Riteniamo che il sistema di potere che coinvolge questa e le passate gestioni e coloro che hanno determinato la crisi, debbano assumersi le proprie responsabilità ed è evidente che il sistema stesso non è in grado di riformarsi.» (documento degli studenti)

    Se il sistema non è in grado di autoriformarsi (come pavento anch’io) e se non deve essere riformato dall’esterno, cioè dal Parlamento o dal Governo della nazione, che cosa facciamo, chiamiamo un Principe forestiero come di prammatica? O più modestamente un assessore regionale? Facciamo l’anarchia e chi se ne frega dei bilanci? Mi pare che siamo ancora la più soave dei “benaltrismi”. No, per quanto istintivamente non ci creda, come imperativo categorico mi impongo di credere che l’università deve tentare in certa misura di “riformarsi” da sé. Vorrei che chi sbandiera comunicati roboanti avesse l’umilità di aggiungervi, in attachment, anche qualche proposta positiva, possibilmente non lunatica e surreale. Mi pare che sin troppi si siano esercitati nella “pars denstruens”.

  111. Questi si muovono in primo luogo strumentalizzati dalla politica? O dominati dall’ideologia “rifondata” grazie all’antiberlusconismo? Sono troppo maligno?
    È il classico tanto peggio tanto meglio (per la rivoluzione!) Sono giovani nati da questa università, dove certa gente ha avuto troppo spazio nel disinteresse dei ricercatori veri, impegnati in cose serie, ma intanto la barca affogava… e ora ciucciamoceli! Ai miei tempi erano pochi e un po’ più strutturati mentalmente…
    Archie

  112. Ci credete in una “riforma di struttura”? …Ma almeno democratizzare l’università, lottare contro la baronìa, come i contadini della Riforma Protestante. Ma i “frati sornioni” (espressione di Muntzer) sono pronti al tradimento – chi cavalca l’Onda per scopi reconditi, per demagogia. Quando cercavo di costruire un “pipe-line” fra vari enti di ricerca, i lupi nel bosco cominciarono a scaraventare muri di ostracismo e di silenzio per sabotare una sana congerie di ricerca e di studio, di didattica e di propedeutica alle materie. Troppi steccati dovevano saltare. Troppi feudi dovevano esporsi. Il sabotaggio fu la parola d’ordine dei magnati come il guru della semiologia e come le storiche egemoniste e vendute al “Sistema” che ben conosciamo. Ergo… Up, patriots to arms!
    P.S. Anche quando portai davanti al Procuratore un segretario sindacale e uno dei più alti esponenti politici della Giunta, non lo feci per disfattismo, ma per amore di giustizia. Non potevo certo tollerare che sfacciatamente un professorucolo nella facoltà dell’ex ospedaletto avesse fatto un “concorso su misura”… Spero che i due abbiano capito che la mia fu una botta d’onestà… Eppoi che gente di sinistra sarebbe, allora?? Basta quindi con le omertà, w la giustizia.
    E proseguo la ricerca!

  113. «Ma questo lungo termine è una guida fallace per gli affari correnti: nel lungo termine siamo tutti morti»
    JMK

  114. E al “kam’rad” Focardi dedico una stanza di Lili Marlen: «Quando nel fango debbo camminar – sotto il mio fardello mi sento vacillar, – cosa mai sarà di me?»
    …E se chiami, rispondo, se no affoghi!

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