Il senso della misura

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Ateneo senese: il piano di risanamento non può prescindere da questi dati

Apriamo una nuova categoria «Dati sull’ateneo senese» reclamata da molti commentatori de “Il senso della misura”. La tabella riportata è un aggiornamento al 31 dicembre 2007 del numero di studenti e personale impegnato presso l’università di Siena. I dati al 31 dicembre 2006 sono stati pubblicati in precedenza. La fonte è la banca dati del MIUR. Chi reclama a gran voce il ritiro del “piano di risanamento” evidentemente non conosce questi numeri.

Pubblicato da Giovanni Grasso in Dati sull'ateneo senese il 29 novembre 2008 alle ore 21:40 | Permalink | 56 Commenti » |

56 Responses to “Ateneo senese: il piano di risanamento non può prescindere da questi dati”

  1. Giovanni Grasso scrive:

    Ho ricevuto alcune mail con le quali mi si comunica che «lo stillicidio di maldicenze mescolate con tante falsità» dei commenti costringeranno questi colleghi a «valutare l’opportunità di una reazione formale e legale. (…) La volontà di diffamare emerge più chiaramente dal fatto che alcuni interventi sono del tutto avulsi dal contesto della discussione che si svolge nel blog».

    Condivido completamente questi appunti e, pertanto, cancellerò tutti i commenti che rientreranno nella fattispecie segnalata.

    Giovanni Grasso

  2. kryogen scrive:

    Frittata Romana eccoci!!!

    Università: incontro a Roma tra Focardi e Gianni Letta
    2 dicembre 2008, 18:44

    http://www.ilcittadinoonline.it/index.php?id=7558

    SIENA. Il rettore Silvano Focardi, dopo l’incontro a Roma con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Non posso che esprimere soddisfazione per il fatto che per la seconda volta l’Università di Siena abbia potuto sottoporre all’attenzione del sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta la propria difficile situazione. Dal colloquio che abbiamo avuto insieme con il sindaco Maurizio Cenni, il presidente della Provincia Fabio Ceccherini, e David Cantagalli, consigliere rappresentante del Governo nel Cda dell’Ateneo, al di là di soluzioni che prevedrebbero modifiche di legge, è emersa la necessità di affrontare la questione delle risorse finanziarie anche all’interno del sistema senese. Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema della nomina del nuovo direttore amministrativo dell’Università di Siena: la posizione comune è l’esigenza che la scelta sia formulata sulla base dell’esperienza della gestione amministrativa nell’ambito del sistema universitario.»

  3. paolo scrive:

    Caro prof. Grasso, stimato professore, Le voglio dire che continuerò a esprimere le mie opinioni di opinionista, storico, poeta e sociologo. E continuerò a indicare nella Facoltà di Lettere e affini il centro ideologico della restaurazione. Speriamo che certa “sinistra” non intenda mettermi la museruola sull’esempio del regime mussoliniano. Io non ho mai offeso nessuno, posso aver soltanto fatto ironie. Comunque non ho forti appoggi come certi proff (di derivazione comunista, almeno qui: ma Gramsci si rivolta nella tomba, è sicuro).
    Come Ella vede, caro professore, io non sono mai entrato nelle beghe interne a quella che solo con certa fantasia si può definire pubblica università. Altri computisti lo han fatto? Se la vedano loro.
    Io so solo che ho subito da certi “intellettuali” estremo mobbing e che è grazie anche a loro che mi son gravemente ammalato, come Ella sa. Chiederò miliardi di risarcimento. Infatti cominciai ad ammalarmi mentre certi “compagni intellettuali” accademici o roteanti nelle accademie mi perseguitavano rendendo in primis infecondo il mio lavoro. Il Procuratore che mi fece gli auguri per superare la malattia avrà forse presto dei nomi.
    Tutto il popolo senese sta dalla mia parte. Sta solo a me indire eventuali comizi e svelare la verità occultata, in primis dagli ex-comunisti e chi tien loro bordone.
    W la democrazia! No al regime!

  4. paolo scrive:

    Un “lodo Alfano” per i proff.??
    In calce si potrebbe aggiungere che i proff che sono – giocoforza – personaggi pubblici, possono esimersi da critiche o solo debbono godere delle santificazioni bisiane o masoniane, delle “laudi” ecc.? Magari si facciano un lodo alfano, così costoro potranno insultare ed emarginare chiunque non lecchi loro i piedi, e renderanno impossibile qualunque critica, sullo stile del duce Mussolini velinaro.
    Detto questo concordo con Grasso e altri: le calunnie debbono essere rigettate e ci sono i tribunali apposta per dirimere le “querelles”. Ma non si scambino delle critiche per calunnie. Io, infatti, per evitare colpi di coda del regime, mai, dico MAI, benché sollecitato da dei bloggers, sono entrato in particolari problematiche attinenti il funzionamento interno-amministrativo della macchina-università. Non ho mai parlato del cda, ecc. ecc.
    Mi son sempre mosso dall’amore per la cultura che vedo nelle mani di pochi “esegeti” e dall’amore per il popolo che è defraudato dalla reale cultura. Se si vedon qui delle colpe… avanti al Sinedrio!
    E, comunque, al di là d’ogni bufera, come dice Brecht, speriamo resista l’albero: “Ma sempre il pioppo sulla Karlsplatz”.
    Wirklich, ich lebe in finsteren zeiten!, come diceva Brecht, appunto.

  5. Cosimo Loré scrive:

    Grazie, Rettore, per la correttezza e l’efficacia con cui stai agendo nella difficile emergenza urgenza della nostra Università: forse non tutti comprendono che se oggi non si interviene con la determinazione di un commissario ad acta si diventa i becchini dell’ateneo. Prof. Cosimo Loré

  6. Roberto Petracca scrive:

    La pubblicità negativa che inevitabilmente scaturisce dal dissesto finanziario non attrae certamente nuovi studenti e va contrastata energicamente. Per farlo occorre chiarire subito come si pensa di fabbricare gente preparata piuttosto che somari. Questo aspetto va affrontato di petto subito perchè gli studenti dell’ultimo anno delle superiori stanno già decidendo cosa fare in futuro.
    C’è un piano di risanamento in cui ogni iniziativa è mirata a ridurre costi, abbattere debiti ed eliminare sprechi. Ottimo. Ora occorre dire con chiarezza cosa c’è sull’altro piatto della bilancia, ossia su quello dell’offerta. Serve qualcosa in grado di convincere che verrà salvaguardata e migliorata la qualità della formazione e della ricerca. Occorre dire cos’è che rilancia il prestigio dell’Università. In mancanza di questo non si contrasta la pubblicità negativa dovuta al dissesto finanziario e i ragazzi sceglieranno lidi più promettenti. Se dovesse accadere una simile sciagura, peggiorerà ulteriormente il rappoto tra numero di studenti e numero di dipendenti dell’università, vanificando ogni sforzo di risanamento economico.

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