Il senso della misura

Per una Nuova Università a Siena e non solo

Ateneo senese: Tosi torna in campo nel Palio del buco

Il Mondo pubblica oggi un articolo sulla difficile situazione dell’ateneo senese che confermerebbe lo scenario già prospettato.

Fabio Sottocornola. All’università di Siena, nel pieno della bufera per il rosso di bilancio record, stimato attorno ai 160 milioni di euro, torna in scena Piero Tosi. L’ex rettore (fino al 2006) e docente di medicina, rinviato a giudizio per capi d’imputazione legati alla sua attività in ateneo, negli ultimi giorni si è mosso in maniera diretta e indiretta. La sua azione non sembra tendere la mano all’attuale numero uno, Silvano Focardi. Anzi. Venerdì 31 ottobre il consiglio di amministrazione, riunito per decidere il piano di risanamento, ha rischiato di saltare. Per poco non è mancato il numero legale: erano assenti diversi consiglieri. Sette di questi, tra docenti e tecnici considerati fedelissimi di Tosi, il lunedì successivo hanno inviato a rettore, membri del cda e del Senato accademico una lettera molto dura. Contestano la gestione della crisi e l’operato della commissione che deve certificare l’entità del buco. Secondo loro la spesa del personale non ammonta al 104 % dei contributi statali ma al 91,6% (per legge, il tetto è il 90%). Sostengono che Siena vanti un credito di 25 milioni (dal 1999) dal ministero dell’Università per pagare gli incrementi di stipendi. Il conteggio per accertare il disavanzo è, scrivono nella lettera, «inquinato» perché sono considerate «come parte del debito le rate già ricontrattate con l’Inpdap (ente previdenziale dei dipendenti pubblici, ndr) e già iscritte a bilancio». Infine, chiedono una nuova commissione parallela (per ora) a quella esistente. La quale sta lavorando e, per esempio, ha accertato su due vecchi esercizi analizzati a campione (1998 e 2003, chiusi in pareggio), che solo 300 mila euro di crediti attivi erano esigibili sui 25 milioni iscritti a bilancio. Curiosamente, in un intervento di fine ottobre nel consiglio di facoltà di medicina, l’ex rettore ha usato argomenti e motivazioni identiche alla lettera. A molti queste appaiono mosse dilatorie. Invece Focardi non può perdere tempo se la crisi precipita rischia di doversi dimettere. E alle nuove elezioni Tosi avrebbe già pronti suoi candidati, come Angelo Riccaboni (preside di economia), Tommaso Detti (ex preside di lettere) o Antonio Vicino (ingegneria). Ma il ministro Mariastella Gelmini, che ha annunciato l’invio di ispettori, stavolta potrebbe spedire un commissario.

Pubblicato da Giovanni Grasso in Commissariarla per salvarla il 14 novembre 2008 alle ore 14:58 | Permalink | 114 Commenti » |

114 Responses to “Ateneo senese: Tosi torna in campo nel Palio del buco”

  1. machiavelli scrive:

    Dal sito di Antenna Radio Esse:
    «Un nutrito gruppo di manifestanti ha interrotto il Senato Accademico di questo pomeriggio chiedendo, attraverso la lettura di un documento, la sfiducia del rettore. Focardi è apparso abbastanza irritato dal protrarsi delle proteste dei manifestanti, che già avevano impedito lo svolgimento del CdA di venerdì scorso. Dopo questo episodio, comunque, la riunione del Senato Accademico è proseguita regolarmente e si è conclusa intorno alle 18.20, senza strascichi sulla vicenda.
    Continuano quindi i movimenti di protesta degli studenti e dei precari senesi contro il piano di risanamento approvato la scorsa settimana dal CdA dell’Ateneo. Una delle cause di questi nuovi movimenti è la ricerca di aiuti del Governo da parte di Focardi. Governo che negli ultimi mesi è stato pesantemente contestato dagli studenti.»

    Quindi direi che abbiamo ancora il Rettore Focardi.

  2. paolo scrive:

    Il salumaio – ti prendo alla lettera – sta tra san Domenico e gli Intronati, la “nostra” biblioteca… È un toscanaccio, ma almeno è schietto. Come sai vi sono anche gli pseudo-schietti che poi ti tiran cannate… vedi nei pressi di Monteriggioni, vicino la villa… pàrdon, la casa colonica del Calabrese. Ma anche proseguendo per via della Sapienza ‘un si scherza mi’a! Un amico medico è restato basito per la cannata. Io, più filosofo e signorile ho fatto l’Amatore Sciesa: tiremm’innanz!
    Scherzi a parte… il crollo morale di un ceto, di una classe, di uno status… si riverbera anche in crolli materiali! So’ mattonate in testa! E i nostri buonuomini si rammaricavano per le cagate dei piccioni!
    D’altronde, come dice la poesia su Nelly… ‘En bestie, un ci han lunari!
    Ma sappiamo chi sono le vere bestie…

  3. Gino Greco scrive:

    Raccontano in San Vigilio che in Senato Accademico Detti ha provato a sfiduciare Focardi manifestando il pieno appoggio agli studenti. Sembra sia rimasto in compagnia di Brezzi e Venuti: pochi per dimissionare il rettore.
    Gino Greco

  4. arlecchino scrive:

    Grazie, ma che ha deciso si sa?
    Comunque, cari Amici, anche e forse soprattutto dubbiosi come Sesto Empirico, non Vi chiederete perché questi giovani non occupano il Consiglio di Amministrazione del Montepaschi? Ha fatto qualcosa di peggio se – come sostiene il sito Mercato Libero – ha dilapidato qualcosa come 4 miliardi 4 di euro negli ultimi tempi con operazioni rischiosissime (incidenti anche sull’Università in tempi brevi) e non si sa bene perché fatte?
    Forza ragazzi miei, cercatevi qualche avversario un po’ più robusto del Focardi po’rino – e prepotente! non è bello esser forti con i deboli, no?
    Dott. Iantorno, Lei che è ben informato dell’Università, sa anche che il compagno Mussari guadagna un 7-8 volte più del (ugualmente fratello?) Focardi? E allora perché non li invita a scatenarsi con un’irruenza giovanile pari alla maggior retribuzione verso più meritevole destinazione?
    Io son pronto a darLe una mano, stia sicuro, in questa santa operazione di illuminazione e con me tanti altri “filosofi” che frequentano il sito.
    A proposito, ho ricevuto dal prof. Ascheri una circolare tra amici (perciò la sintetizzo qui) in cui informa che gli è stato respinto dal Suo sito un messaggio in cui ricordava che qui, in Grasso, si legge il verbale del Consiglio comunale della presunta “offesa” a Rifondazione. Precisazione necessaria perché il Suo sito è tanto privilegiato da Google (paradossale quest’amore capitalista per il proletario Iantorno?) per cui chi lo cerca là trova tra i primi link proprio il Suo sito, anche prima dei suoi (di Ascheri) libri. Strano destino per uno scrittore, no?
    Arlecchino

  5. kryogen scrive:

    I dettagli dell’incursione del “nutrito gruppo di manifestanti” si possono trovare qui.

    http://groups.google.it/group/precarisiena/browse_thread/thread/6bd80042172bbd6d

  6. arlecchino scrive:

    Va bene, va bene! Il mio amico giurista mi dice che ho detto cose affrettate e non documentate sul MPS, che non è come si era convenuto nei giorni passati, solo cose sicure, non scandalistiche. Va bene, mi arrendo, ritratto tutto: è banca florida che è stata beneficiata dall’operazione antonveneta, va bene così? Vedremo comunque che succede al processo: Mercato libero è stato querelato dal MPS. Il problema è che la sentenza definitiva quando si avrà? Ci saremo ancora noi (o il MPS?) allora con le nostre lungaggini processuali?
    Grazie Kryogen per il link. Ma quand’anche fosse vera la storia della ‘avvertenza’ avuta dal Focardi, ora che si fa? Silurarlo oggi non vuol dire il commissario? Chi è che si prende ’sto cerino in mano ora? Qui bisogna trovare una via d’uscita, non decapitare delle teste!
    S’è detto mille volte, per cui questi 150 del senato (gli stessi del cda, immagino) sembrano operare per motivi più politici che di categoria. Vogliono tener alta la tensione, reclutare nuovi adepti, cercare di ripartire dall’università per recuperare quello che la sinistra ha perso altrove. Che dice il saggio PD? Il mio giurista m’ha detto che doveva esserci un’assemblea con Modica oggi a Siena. Chi ne sa niente? Kryogen ci salva ancora una volta noi ‘forestieri’?
    Grazie, servitor Tuo
    Arlecchino

  7. Giovanni Grasso scrive:

    Due brani dell’articolo di Augusto Mattioli sul dibattito del Pd con Modica.
    Dino Marchese: «L’università deve decidere in autonomia e con i propri gruppi dirigenti. Deve essere autorevole e all’altezza di questa fase eccezionale. E credibile moralmente.»
    Claudio Vigni, segretario provinciale della Cgil: «Il debito dell’ateneo è inaccessibile per le forze locali. E vista la sua entità non basta la vendita degli immobili. E poi bisogna trovare anche chi compra… Il piano di risanamento è una vera e propria cura da cavalli. In ogni caso occorre cambiare il modo di gestire l’ateneo».

    Che stia cambiando qualcosa?

  8. arlecchino scrive:

    Ancora grazie, prof. Grasso! «Cambiare l’impronta degli amministratori» dell’Università, avverte Starnini, il vicepresidente. Ma la Regione chi ha messo in questi anni all’Università? E il Comune? E il Monte ecc.ecc.?
    Mah, seguendo i consigli di moderazione emersi in questo blog, andiamo in positivo e ai processi storici ci si penserà passata l’emergenza. Cosa vuol dire per regione ed enti locali cambiare la governance? Aumentare la loro presenza, decidere loro se chiudere Lettere o Ingegneria? Strano modo di tutelare l’autonomia e la pubblicità dell’università, no?
    Se la Fondazione mette i 70 milioni dello stadio nell’Università (non mi ricordo chi l’ha proposto), quali controprestazioni vorrà lei (Fond.) e gli enti che rappresenta, a partire dal sindaco che la ha in mano per le prossime nomine? E c’è un altro problema, e il mio legale mi scuserà (sperando che non mi legga prima che vada a letto) se ci ritorno in modo ossessivo. Cioè non è buffo che i PD si preoccupino della governance dell’Università e non di quella della Fondazione MPS che ha provocato almeno indirettamente la crisi del MPS e (probabilmente o forse o può darsi, che dire?) un buco e quindi un danno per la città molto maggiore?
    Chi ne parla di questo problemino che mi sembra sia anche un po’ più grosso di quello universitario per il futuro dei Senesi, residenti o all’estero in attesa di rientro come me? Che aspettano i PD, che si arrivi anche in questo caso all’emergenza? Bel Buongoverno perdavvero, no?
    Sono preoccupato per il mio futuro, stufo come sono di servire nel contado; per di più fiorentino, e allora Voi capirete il Vostro interessato
    Arlecchino

  9. paolo scrive:

    Mi permetto di chiosare, brevemente. Innanzitutto non si sarà fatto un bel niente se non si azzererà tutto l’establishment dirigente universitario. Allontanare, in soldoni, i vari Calabrese, Piccinni, ecc., che “non potevano non sapere” – e la cosa è… poco socratica. Almeno un sentore, suvvia… si farebbe sfregio alla loro intelligenza! Questa sarebbe una lotta da fare. Poi occorre fare appelli alla base del PD, affinché possano almeno sterzare la miope e folle politica dei gruppi dirigenti. Non sono onnipotenti! Io non sono antiPd perché ideologicamente avverso – sono avverso anche alle altre cosche partitiche, la “partitocrazia” mafiosa-: mi fondo sui fatti. La base del pd conta brave persone, anzi ottime. Solo coinvolgendo la base del pd potremmo impedire che l’aristocrazia dirigente compia sfasci, godendo dell’impunità locale. Sono illusi sui vari Obama e lasciamo perdere… ma certo non mi paiono arroccati versione antiFocardi. Che, del resto, è l’ultimo dei “collionazzi” catapultato come capro espiatorio dal Polo Sud a noi. I chiocciolini sono pessimisti ma… we can…

  10. stavrogin scrive:

    «Riteniamo che il sistema di potere che coinvolge questa e le passate gestioni e coloro che hanno determinato la crisi, debbano assumersi le proprie responsabilità ed è evidente che il sistema stesso non è in grado di riformarsi.» (documento degli studenti)

    Se il sistema non è in grado di autoriformarsi (come pavento anch’io) e se non deve essere riformato dall’esterno, cioè dal Parlamento o dal Governo della nazione, che cosa facciamo, chiamiamo un Principe forestiero come di prammatica? O più modestamente un assessore regionale? Facciamo l’anarchia e chi se ne frega dei bilanci? Mi pare che siamo ancora la più soave dei “benaltrismi”. No, per quanto istintivamente non ci creda, come imperativo categorico mi impongo di credere che l’università deve tentare in certa misura di “riformarsi” da sé. Vorrei che chi sbandiera comunicati roboanti avesse l’umilità di aggiungervi, in attachment, anche qualche proposta positiva, possibilmente non lunatica e surreale. Mi pare che sin troppi si siano esercitati nella “pars denstruens”.

  11. archimede scrive:

    Questi si muovono in primo luogo strumentalizzati dalla politica? O dominati dall’ideologia “rifondata” grazie all’antiberlusconismo? Sono troppo maligno?
    È il classico tanto peggio tanto meglio (per la rivoluzione!) Sono giovani nati da questa università, dove certa gente ha avuto troppo spazio nel disinteresse dei ricercatori veri, impegnati in cose serie, ma intanto la barca affogava… e ora ciucciamoceli! Ai miei tempi erano pochi e un po’ più strutturati mentalmente…
    Archie

  12. paolo scrive:

    Ci credete in una “riforma di struttura”? …Ma almeno democratizzare l’università, lottare contro la baronìa, come i contadini della Riforma Protestante. Ma i “frati sornioni” (espressione di Muntzer) sono pronti al tradimento – chi cavalca l’Onda per scopi reconditi, per demagogia. Quando cercavo di costruire un “pipe-line” fra vari enti di ricerca, i lupi nel bosco cominciarono a scaraventare muri di ostracismo e di silenzio per sabotare una sana congerie di ricerca e di studio, di didattica e di propedeutica alle materie. Troppi steccati dovevano saltare. Troppi feudi dovevano esporsi. Il sabotaggio fu la parola d’ordine dei magnati come il guru della semiologia e come le storiche egemoniste e vendute al “Sistema” che ben conosciamo. Ergo… Up, patriots to arms!
    P.S. Anche quando portai davanti al Procuratore un segretario sindacale e uno dei più alti esponenti politici della Giunta, non lo feci per disfattismo, ma per amore di giustizia. Non potevo certo tollerare che sfacciatamente un professorucolo nella facoltà dell’ex ospedaletto avesse fatto un “concorso su misura”… Spero che i due abbiano capito che la mia fu una botta d’onestà… Eppoi che gente di sinistra sarebbe, allora?? Basta quindi con le omertà, w la giustizia.
    E proseguo la ricerca!

  13. kryogen scrive:

    «Ma questo lungo termine è una guida fallace per gli affari correnti: nel lungo termine siamo tutti morti»
    JMK

  14. paolo scrive:

    E al “kam’rad” Focardi dedico una stanza di Lili Marlen: «Quando nel fango debbo camminar – sotto il mio fardello mi sento vacillar, – cosa mai sarà di me?»
    …E se chiami, rispondo, se no affoghi!

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