Ateneo senese: sprechi e illegalità eretti a sistema

Gaetano Quagliariello. «Sprechi insopportabili, governance che non funziona, mancato controllo dei bilanci: ecco perché la crisi dell’Università di Siena è l’emblema delle difficoltà del sistema universitario italiano. Ho rassicurato tutti sull’impegno del governo e della maggioranza teso ad evitare ogni speculazione politica sulla situazione dell’Università. Anzi, vogliamo collaborare con la città e le sue istituzioni affinché l’ateneo riesca ad attuare il piano di risanamento grazie al quale potrà uscire dalla crisi, essere più forte di prima e diventare, così, un esempio per tutte le università italiane. Deve andare in porto la dismissione degli immobili e poi andrà acceso un mutuo. L’importante, però, è cambiare registro e non superare la soglia del 15 per cento dell’indebitamento. Ma su questo abbiamo ricevuto importanti rassicurazioni dal rettore. Siena deve anzitutto capire che esiste anche un’altra classe dirigente. Poi sarebbe impensabile credere che il Monte dei Paschi non risentirà della crisi internazionale. L’importante è riuscire a garantire la tranquillità e la sicurezza, nonché la solidità di fondo della Banca, alle quali la città è da sempre abituata. Per questo bisogna rendersi conto che il Monte non è più quel bancomat continuo che qualcuno ha creduto potesse essere in eterno.»

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17 Risposte

  1. Una domanda per i frequentatori più esperti di questo blog: chi controlla che fine fanno gli immobili non più utilizzati dall’Università?
    C’è un qualche organismo che controlla che non siano per esempio affittati a basso costo ad “amici degli amici” oppure venduti (magari dopo una riclassificazione catastale)?
    Sarebbe uno scandalo scoprire che palazzi storici dell’Università si trasformino in appartamenti per amici degli amici. Qual’è il soggetto che controlla che questo non accada… o sia accaduto?

  2. Informo che il buon Vedovelli, rettore (e ci tiene, perbacco!) della Stranieri, dopo aver mollato i locali nel centro storico – pare ci facciano appartamenti privati – annunciò che aveva comprato quelli della stazione, accanto a PAM. Ieri l’altro un collega professore mi ha detto che durante una lezione colà è crollato un pezzo di soffitto. Se ne sono accorti gli studenti… che figura! Ma poteva andar peggio?? Non voglio creare inutili allarmismi, ma riferisco quanto ho saputo, certo del mio dovere civico. Vedovelli aveva inaugurato l’anno accademico or ora ma se il buondì si vede dal mattino…
    Buone feste

  3. Paolo,
    ma questi appartamenti che pare vengano creati nel centro storico, come vengono assegnati? Ad un prezzo di mercato oppure a prezzi più bassi? Chi controlla?
    Ci sono palazzi bellissimi in centro – anche affrescati – che dovrebbero costare moltissimo no?

  4. Non facciamo confusione. Per gli appartamenti in affitto dismessi dall’Università di Siena o dalla Stranieri ci penseranno i legittimi proprietari. Per gli immobili di proprietà eventualmente venduti dalle due università (e non mi risulta che lo abbiano fatto) ci penseranno gli acquirenti. Ai cittadini il compito di controllare che non vengano svenduti agli “amici degli amici”, come dice Francesco.
    Giovanni Grasso

  5. Il palazzo in via del Capitano dove si trovava il Dipartimento di Matematica, che voi sappiate, rientra fra gli ex-affitti o le ex-proprietà?
    Che fine farà?

  6. Il Palazzo di Via del Capitano apparteneva (non so se appartiene ancora) alla Banca MPS o alla Fondazione. L’università di Siena lo aveva affittato per ospitare il Dipartimento di Matematica.
    Giovanni Grasso

  7. Palazzo del Capitano è stato comprato ormai qualche anno fa dalla Fondazione per farci un non si sa bene quale centro di studi contemporanei – una specie di Buongoverno del Magnanimo auspicato e istituzionalizzato? Naturalmente saranno necessarie costose ristrutturazioni che in questo momento non mi sembra che siano la prima preoccupazione di una gestione in scadenza (giugno 2009): c’è la crisi dei profitti bancari da cui dipende in gran parte la Fondazione e le elezioni provinciali ed europee; i politici in scadenza devono pensare alle poltrone future…
    Archie con molti auguri di Buon Natale: ormai ne abbiamo bisogno più di altri a Siena, mi pare.

  8. Mi dice un docente “senese” che vive nel Fiorentino che il Senato avrebbe disposto l’elezione di rappresentanti di area per le riforme della governance? Ditemi che ha capito male! Ma non è il CdA che deve ponzare queste cose? Lasciando in mano tutto ai professori c’è da sperare poco in innovazioni incisive.
    A proposito, vi segnalo che l’appello dell’Ascheri non è stato commentato né firmato da nessuno nel blog: che cosa significa? Non interessa a nessuno Pontignano? Eppure era un eccellente biglietto da visita, no? Lui chiedeva al Rettore di metterlo in circolo nella posta dei dipendenti. È avvenuto? È interessante saperlo, dopo tutte le bischerate che si sono mandate per quella via! Chi riceve lo precisi, per favore. Grazie e auguri a tutti dal Vostro umile
    Arlecchino

  9. Dice Arlecchino: «Lasciando in mano tutto ai professori c’è da sperare poco in innovazioni incisive.»

    Il problema non è lasciar tutto in mano ai docenti ma, lo ripeto da anni, capire quel che è successo in questi anni: mancanza di senso delle istituzioni e della legalità, rinuncia degli organi di governo ad esercitare le proprie prerogative, pressioni e supplenza decisionale da parte di singoli o gruppi, conflitti di interesse e di competenze, atteggiamento passivo e rinunciatario dei docenti che hanno così perduto identità e prerogative. Riusciranno i docenti presenti nella Commissione a recuperare il ruolo centrale degli studenti e dei docenti nell’università? Ricorderanno che l’università non è un ente assistenziale ma ha come funzioni istituzionali la didattica e la ricerca? Saranno capaci di ricordare tutto questo ai rappresentanti delle istituzioni locali?

    Di seguito: compiti, composizione e calendario dei lavori della Commissione d’Ateneo per la governance.

    Compiti. Il Senato accademico dell’Università di Siena ha deliberato il percorso che porterà entro pochi mesi alla formulazione di una proposta per il cambiamento del sistema di governo, nell’ambito della revisione dello Statuto d’Ateneo, iniziata da tempo. Per questo ha deliberato la costituzione di una Commissione d’Ateneo, con il compito di individuare le funzioni e le composizioni degli organi di governo, per le correlate proposte di modifica dei relativi articoli dello Statuto, nonché gli indirizzi per l’Amministrazione. Tale percorso dovrà rispondere alle aspettative, espresse dall’interno della comunità universitaria, ma anche alle esigenze che sono state evidenziate dal sistema territoriale e istituzionale con il quale l’Ateneo si relaziona.
    L’obiettivo del cambiamento della governance è il miglioramento in termini di qualità, d’efficienza, d’efficacia dell’organizzazione universitaria, affinché si attivino processi virtuosi per la didattica e per la ricerca, con ricadute positive sul sistema economico, produttivo e sociale del territorio.

    Composizione della Commissione d’Ateneo (38 membri):
    – 9 presidi di facoltà;
    – 8 docenti rappresentanti di area;
    – 5 direttori di dipartimento;
    – 3 docenti del consiglio di amministrazione;
    – 3 studenti designati dal Consiglio studentesco;
    – 3 rappresentanti del personale tecnico e amministrativo del CdA;
    – 1 rappresentante della Regione Toscana;
    – 1 rappresentante della provincia di Siena;
    – 1 rappresentante del Comune di Siena;
    – 1 rappresentante del MIUR;
    – 1 rappresentante designato dalla camera di commercio, artigianato e industria;
    – 1 rappresentante della Banca Monte dei Paschi di Siena;
    – 1 rappresentante della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

    Calendario dei lavori della Commissione
    – 26 gennaio 2009 incontro plenario con tutte le componenti della comunità dell’Università di Siena, studenti, docenti, personale tecnico e amministrativo.
    – 9 e 23 febbraio e 9 e 23 marzo: riunioni della Commissione, che terrà conto dei risultati del precedente incontro plenario.

    Al termine di questo percorso di confronto e discussione, ricevuti gli esiti del lavoro della Commissione, il Senato varerà la proposta definitiva contenente lo Statuto modificato, pronto per essere sottoposto all’iter stabilito dalle normative vigenti per arrivare alla definitiva adozione.

    Giovanni Grasso

  10. Grazie! Preoccupano i «processi virtuosi per la didattica e per la ricerca, con ricadute positive sul sistema economico, produttivo e sociale del territorio».
    Questi dovrebbero risultare per alcune attività, ma l’Università, e in particolare quella di Siena che ha ampliato storicamente il suo bacino di utenza per la “fama” e non per rispondere al territorio (non per niente la stragrande maggioranza degli studenti è stata fin qui meridionale, con ritorno in sede dopo la laurea), dovrebbe preoccuparsi della ricerca pura in primis, quella applicata è un derivato… occupandosi del territorio anche troppo (? lo pongo come problema), è diventata un post-liceo in molte sue articolazioni.
    Se la governance si riforma a favore di questa involuzione in atto, assecondando fasce di docenza che con il declino generale non sanno neppure cosa sia la “ricerca”, non viene fuori niente di buono. Ci si continua a parlare addosso come ai tempi della 382, mai eseguita interamente, ma solo nelle parti che hanno fatto comodo.
    Chi saranno gli eletti se non dei gruppi politicamente o sindacalmente attivi? Quelli che hanno il passaparola per le candidature? O il Rettorato assicura tribune ai candidati?
    Il sito ufficiale è andato avanti? Chiedo scusa ma non posso scrivere che da “esule”…
    Arlecchino

  11. I locali in via Pantaneto sono molto expensive. Là accanto una casa di 100 mq quadri costa in affitto euro millecinquecento mensili. Vabbè, Siena è carissima. Stessi mq in Pza del Campo la vendono a due miliardi di old liras! Vedovelli ha detto in giro, dice un amico, che ha comprato i locali accanto a Pam, ozi e negozi
    Resta senza risposta la mia: come ha fatto un tecnico a passare ricercatore in quel di Lettere (il suv va da sé, suvvia). Era un “compagno si compagno no compagno un caz” come cantava Gianc del clan Celentano…
    Bye

  12. Scrive Paolo: «come ha fatto un tecnico a passare ricercatore…»?

    Chiunque può partecipare ad un pubblico concorso per ricercatore, anche un tecnico universitario. Inoltre, negli anni 1999-2003 è esistita una legge (L. 4 del 14 gennaio 1999) che consentiva concorsi riservati ai soli tecnici universitari in possesso dei requisiti previsti dal comma 10 dell’art. 1 di seguito riportato:

    «Le università e gli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano sono autorizzati a bandire, nell’arco di cinque esercizi finanziari a decorrere dall’esercizio 1999, concorsi per posti di ricercatore universitario riservati al personale delle stesse università e osservatori, assunto in ruolo per lo svolgimento di funzioni tecniche o socio-sanitarie, a seguito di pubblici concorsi che prevedevano come requisito di accesso il diploma di laurea, in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge e che abbia svolto alla predetta data almeno tre anni di attività di ricerca. Ai predetti concorsi, fatto salvo quanto previsto dal presente comma, si applicano le disposizioni in materia di reclutamento dei ricercatori universitari, ovvero degli osservatori, vigenti alla data di emanazione del bando. L’attività di ricerca è attestata dai presidi delle facoltà, sentiti i direttori dei dipartimenti o degli istituti interessati, e dai direttori degli osservatori ed è comprovata da pubblicazioni, lavori originali e da atti delle facoltà e degli osservatori risalenti al periodo di svolgimento dell’attività medesima. I concorsi sono banditi dall’università o dall’osservatorio previo accertamento delle necessità didattiche e di ricerca e della sussistenza nel proprio organico del personale in possesso dei requisiti di partecipazione ai medesimi. I consigli di amministrazione degli atenei e degli osservatori definiscono preventivamente il fabbisogno di risorse finanziarie necessarie, impegnando a tale scopo il riassorbimento delle risorse risultanti dalla soppressione del numero di posti di tecnico laureato corrispondente a quelli messi a concorso. I vincitori dei concorsi riservati sono inquadrati nel ruolo dei ricercatori confermati mantenendo, come assegno ad personam, l’eventuale migliore trattamento economico in godimento. L’assegno ad personam è progressivamente riassorbito in relazione alla progressione economica e agli aumenti stipendiali nel ruolo dei ricercatori. (…)»

    Giovanni Grasso

  13. Sempre su Palazzo del Capitano e dintorni. A nessuno risulta che in quella che fu la sede del Dipartimento di Matematica siano stati anche ricavati uno o più appartamenti?
    Bisogna avere occhio, perché nel pieno caos, con la nave – anzi le navi – che affondano, si creano le occasioni per prendersi le parti più ghiotte del bottino.

  14. Tutto è possibile… e non credo che una richiesta del genere troverebbe molti critici in Comune, no?
    a.

  15. Ringrazio il prof. Grasso per l’esauriente risposta sui tecnici universitari. Ora speriamo che con la didattica a tutto campo possa anch’io godere del godimento tecnico. Con una ventina di libri pubblicati non ci dovrebbero essere problemi.
    A proposito poi di democrazia. pare che – mi dice un amico di un sito – se dici che il tal partito era in mano mafiosa rischi una causa. Fra poco potremo solo scureggiare e non fare nomi né allusioni, né aprir bocca. La democrazia compiuta, come diceva un duce di un tal partito. Fra poco i cronisti non potran più neppur dirci dei raid israeliani: Fini o Napolitano potrebbero (ma non lo faranno, sono buoni) tacciare chi fa circolare la notizia di antiebraismo neonazi o ultrasinistro. Tutti lib, perbacco, al massimo liblab come Brunetta, il grande socialista di Forza Italia.
    The Poet

  16. Palazzi in vendita… ma sull’uso dei palazzi del potere? Forse qui c’entrerà fino a un certo punto ma il Santa Maria della Scala ospita Sgarbi che presenterà una mostra sulla follia (naturale!). Trovo Civai alla Coop “sei tu chi può darti di più” e dice che lui non c’entra nulla nella scelta del Satiro (ma non è capoccia museale e principale responsabile della sezione exPci cittadina nonché leader contradaiolo?). La scelta di Sgarbi è inopportuna da parte di una amministrazione di sinistra. È la seconda volta che Sgarbi viene. È stato accolto coi fuochi d’artifcio dall’Amerikano-noto bonariamente anche come “Jena Ridens” o “Er Piacione”-, dal solito Flores D’Arcais che se lo è sbaciucchiato, ecc. Ma chi è Sgarbi, l’istrionesco ferrarese (ma che aspettano a riprenderselo?) che si definisce socialista liberale – or con Forza Italia come Brunetta-?
    Ha dato della fascista alla Mussolini – sin troppo facile -, ha dato degli “assassini” ai partigiani in una trasmissione tivvù (inerente la Petacci), si fa vedere baciare un trans – sarà contento Sansonetti e il Luxuria… -, fa risse con D’Agostino e Travaglio, rischia calci in culo dal Boso leghista che gli dà del “frocetto”, gode dell’amplesso della cavallina socialista Milly D’Abbraccio, ecc. ecc. Certo, un simile personaggio rende onore al Santa Maria! Rende onore ai malati ecc. (si pagherà anche ingresso al San Niccolò).
    Quindi parte della casta professorale gode di Sgarbi… e lo mettono assieme al Venditti che verrà nella Nicchia a cantare – speriamo non “Grazie Roma”… i contradaioli s’incazzeranno perché Siena è “trecentomila volte meglio” (di Roma).
    La mostra sulla Follia ha Sgarbi per pàtron, lo vuole l’attuale maggioranza. Non c’è di che esser lieti. Sgarbi poi, come critico, non lega neppure le stringhe a un Bonito Oliva (come vedi Omar elogio un tuo amico. Ma già, forse ora tifi per l’Istrione, che non ha nulla del decadent romantico cantato da Aznavour). Ma Sgarbi “rende” in un Paese piccolo piccolo dove trionfa l’Amerikano e dove s’intreccia la sagrestia col bordello.
    The Poet, docente-ricercatore, sociologo delle letterature

    P.S. Caro Sindaco, pensare alla Festa va bene, benissimo… (anche se con Sgarbi è, verdianamente, un ballo in maschera)… Però si pensi ai disagi creati da farmacie chiuse per ferie, da medicinali che non si trovano causa corrieri che non ci sono… e le convenzioni quando la farmacia è chiusa? Anche da questo si vede la civiltà della città. Quella dell’università si presenta da sola anche se hanno preso i ricercatori vincitori di concorsi. Visto l’intreccio MPS-Comune-Provincia-Università… Ora che lavoro farà Ceccherini? E si dimetteranno quelli della Mergherita dopo le intercettazioni e le mazzette? Forse rientreranno nell’ex pci, il pd… (che è pure mezza dc).
    Buon capodanno dal migliore dei mondi possibili, come chiosava Voltaire…

  17. Lettera aperta al Mussari
    Mentre Cenni brindava col cantante romano, l’uomo di sinistra dal “volto umano” benché dai capelli tinti, ho sognato di scrivere la seguente lettera al Mussari.

    Ciao, Mussari, ti dò del tu ché ormai così usa e io son di poco più vecchio of thee.
    Ti ricordi quando avevi solo il “cielo in una stanza”? Perché ora che sei ricco non hai dato un picciolo per la mia ricerca sulla storia medievale di Siena? Eppure ti ho fatto regolare richiesta. La Fondazione deve si finanziare il Venditti che canta per le folle (poi può fregarsene del buco university, Bonechi docet), tuttavia perché se ne frega altamente degli studiosi (quelli veri: siamo infatti pochi non eletti ad essere veri docenti con laurea!) locali quasi avessero la peste? Eppure avete finanziato un signore barbabianca e un urlatore ultrarivoluzionario che insegue etiche e banca…
    Hai forse, o Mussari, dato mandato all’arcagnolo Gabriello? Ma mi sa che nicchia, forse giuoca, forse gli han detto, i soliti mafiosi del potere politico academico, di “cagarmi”.
    Certo, Gabriello preferisce i premietti dalle autorità…
    O tu che hai al tuo fianco la bella e bionda Ninfa, prometto che se mi dai un picciolo la eleggo come mia Musa ispiratrice.
    Io non buco il video come l’Amerikano quando passa tra ali di folla festanti e pavesate a pallium, non ho propositi di fare il vicesindaco, ma mi rivolgo a te, dato che il dip. di storia è off limits for me – e pure sull’Acropoli bubbola…
    Ricordati di quand’eri comunista e dicevi di voler cambiare il mondo. Magari lo eri alla Veltroni, ma la tinta c’era… Ora sei vicino all’Imperatore… ma io, negletto poeta in patria e storico per necessità, spero di non dover fuggire sull’Isola dei cavalli, più umani degli umani. Dammi, o Mussari, una picciola spema…
    Il redivivo Gulliver

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