A Firenze come a Siena gli stessi che hanno prodotto lo sfacelo si presentano come i paladini del risanamento dell’ateneo

Pubblichiamo una parte dell’articolo (Bilanci “creativi”) di Lucia Lazzerini da: ateneopulito.

Lucia Lazzerini (…) Il Nucleo di valutazione dell’Università di Firenze, commentando la relazione del Rettore Marinelli che indica una serie di azioni volte al risanamento delle finanze d’Ateneo, osserva che “andrebbe, forse con carattere prioritario, aggiunto il miglioramento degli standard della didattica svolta in Ateneo”.
Migliorare gli standard della didattica? Sembra di leggere il libro dei sogni. Da quando è partita la scellerata autonomia, la maggior parte delle facoltà è caduta nelle mani di presidi spesso mediocri come docenti e come studiosi ma eccellenti come intrallazzatori: presidi-autocrati che hanno favorito la crescita inconsulta di settori poveri di studenti e zeppi di professori, deprimendo volutamente, per contro, settori affollati di studenti ma privi di adeguata copertura didattica. Con la conseguenza di gonfiare a dismisura la spesa per la retribuzione di personale superfluo mentre il carico didattico nei settori svantaggiati si faceva insostenibile. Chi risponde di questi demenziali squilibri che hanno effetto devastante sui nostri atenei? Ovviamente nessuno.

Anzi: gli stessi che hanno prodotto lo sfacelo si presentano come i paladini del risanamento: “ci vuole rigore, vietati i trasferimenti, stop ai concorsi”. Così i settori stracolmi di docenti che si trastullano sì e no un paio di studenti pro capite possono allegramente infischiarsi dell’austerity, tanto hanno già fatto il pieno. Chi invece non ha mai avuto niente – solo perdite di posti – non sa più a che santo votarsi, travolto da centinaia di esami, da decine di tesi, dalle riunioni dove si frigge l’aria in acqua melmosa, dalla burocrazia asfissiante dei rendiconti, dei registri e registrini che nessuno controlla, delle mille schede inutili e della governance. Piuttosto, sarebbe ora d’indagare seriamente sulle responsabilità di un fallimento che non è solo finanziario. E dal momento che solo i numeri parlano il linguaggio della verità, fuori i numeri. E fuori i nomi: dei docenti senza studenti, dei corsi di laurea con un numero ridicolo d’iscritti ma fortemente voluti da chi, nello stesso tempo, spingeva per la reductio ad unum di corsi ipertrofici, con centinaia d’iscritti (per esempio: Studi Interculturali e Lingue e Letterature Straniere).
Una statistica per riflettere. Nel sito degli amici senesi gemellato col nostro, il senso della misura, si può trovare una statistica interessante sul numero di studenti per ogni docente di ruolo nelle varie facoltà dell’ateneo di Siena:

Medicina (inclusi specializzandi): 10
Scienze Matematiche Fisiche e Naturali: 10
Ingegneria: 17
Farmacia: 18
Lettere (Siena): 21
Lettere (Arezzo): 22
Economia: 30
Giurisprudenza: 46
Scienze Politiche: 56
Totale Siena: 18.5

Tanto per fare un confronto: sapete quanti studenti erano iscritti alla disciplina Filologia romanza a Firenze nell’a.a. 2007-2008? Duecentotrenta. Sapete quanti sono i docenti di quella materia in tutto l’ateneo fiorentino? Uno (più un ricercatore, a rigore – secondo l’attuale stato giuridico – non tenuto a svolgere attività didattica). E sapete, tanto per fare un confronto, quanti sono gli studenti iscritti al corso di laurea in Studi geografici e antropologici, attivato presso la Facoltà di Lettere e zeppo di docenti? Ventuno. Meditate, gente, meditate…

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20 Risposte

  1. Sì, vergognoso! Del resto, la campagna per la “governance” ha lo stesso significato! Fumo negli occhi. Avendo governato male da tutte le parti o quasi questa cosidetta “sinistra” (e che Marx non li guardi!) si cerca un alibi. Guarda caso fino a ieri della “governance” non si era accorto nessuno, neppure Berlinguer il massimo, costoso e inutile, bricoleur delle istituzioni! A Siena, anche è così: è andata male per la governance
    Ma facciano il piacere, caro Professore.
    Piuttosto vedrei bene una discussione sulle proposte dell’ANDU, non Le pare utile?
    Grazie e auguroni, stasera i miei padroni mi lasciano in libertà…
    Arlecchino

  2. «Una statistica per riflettere. Nel sito degli amici senesi gemellato col nostro, il senso della misura, si può trovare una statistica interessante sul numero di studenti per ogni docente di ruolo nelle varie facoltà dell’ateneo di Siena:
    Medicina (inclusi specializzandi): 10
    Scienze Matematiche Fisiche e Naturali: 10
    Ingegneria: 17
    Farmacia: 18
    Lettere (Siena): 21
    Lettere (Arezzo): 22
    Economia: 30
    Giurisprudenza: 46
    Scienze Politiche: 56
    Totale Siena: 18.5»

    ——————————–
    Recupero in rete questi dati OCSE circa il rapporto numero studenti/numero docenti: USA: 15.1; Germania: 12.4; Francia: 17.0 ; Inghilterra:
    16.4. Media OCSE: 15.3; Italia: 20.4
    Sono veri?

  3. Lazzerini Lucia, non so chi tu sei ma fiorentina mi pare veramente quand’io t’odo… scherzi danteschi a parte, hai centrato il buco. O bersaglio, ma mi adeguo ai buchi recenti… eh, eh! Presidi-autocrati… qui a Siena ho presente almeno un paio di babbei in quel di Lettere e Storia, gentucola ch ti fa “maramàocucù” se non appartieni al loro pensiero debole o se non ti sei strofinato alle loro gonnelle o jeans strappati. E basta col definirli di sinistra: son solo degli avulsi friggitori di balle e lacchè dei vari sindaci o assessori… Ma ormai siamo al redde rationem, e prima o poi qualcosa di grave accadrà se questi desposti continueranno ad occupare potere, cattedre e prestigio immeritatamente. Per le corbellerie c’era l’osteria xxxwwwzzz dove si ciarlava allegramente dei bei tempi di “Fronte Popolare” e si cazzeggiava sul paliesco “Gioco profondo” di matrice yankee.
    The poet aut Il Bardo

  4. Riappaio dopo il Natale, passato da un cugino in Romagna e dove ho appreso nuove tecniche di disboscamento e di caccia. Ed ecco che al pedano di una farnia trovo una lettera http://www.unisi.it/dl2/20081219194425865/rinascita_universita.pdf che sintetizza la discussione tra alcuni docenti svoltasi l’11 dicembre scorso in Via Mattioli e che con l’anno nuovo vorrei ulteriormente commentare e tradurre.

    Due osservazioni preliminari: primo fa piacere che qualcuno abbia a cuore i destini dell’Ateneo e, secondo, che evidentemente si dà da fare e ritiene che il proprio lavoro sia messo a repentaglio dalla situazione.
    Con ciò, abbiamo terminato con le osservazioni positive e passiamo ad osservare il concentrato di faccia tosta e le petizioni di principio del tutto campate per aria.
    In primo luogo come fanno alcuni firmatari a chiedere che «la comunità accademica sia informata in maniera completa ed esauriente su che cosa è accaduto e su come tutto ciò sia potuto accadere» visto che almeno dieci di loro hanno partecipato alla gestione (in qualità di presidi, delegati del rettore, rappresentanti d’area in senato, membri del CdA) dell’ateneo di Siena proprio nel periodo (rettorato Tosi) in cui si è generato il dissesto? Ce lo dicano loro come sia potuto accadere tutto ciò.
    Secondo: il prevalere della ricerca sulla didattica (o ad essa solamente complementare) è del tutto fuori da qualsiasi previsione di legge, visto che lo stato giuridico dei docenti impone tanto l’una che l’altra e – come è stato ribadito più volte qui – sarebbe il caso di far prevalere semmai la seconda sulla prima. C’è un malinteso di fondo, in molte affermazioni, che fa ritenere che dall’Università debbano uscire premi Nobel e basta. Non è affatto così, né qui in Italia né altrove. All’Università uno studente va per avere una formazione onde esercitare poi un’attività per la quale l’istruzione superiore è insufficiente. Cosa che non appare chiara ad un Ateneo (a molti Atenei in verità) che fa un’offerta formativa evidentemente in tutt’altro senso.
    Ed arriviamo al punctum dolens: la c.d. governance da cui discende anche il fattore valutativo. A questo punto mi sembra ampiamente dimostrato che questa gente (proprio quella che firma documenti del genere) ha fallito in modo miserando. Ci sono duecento milioni di ragioni per ritenere totale e completo il fallimento. Si facciano da parte e continuino a fare il proprio lavoro di didattica e ricerca (lo fanno benissimo) senza mettere bocca in questioni che non competono loro. E tanto per dare un suggerimento di nuova governance senza fare tanti convegni e commissioni: via i Presidi dal Senato e via la maggioranza dei docenti dal Consiglio di Amministrazione. Voilà! Fine della guerra per bande in Senato e revisione dello Statuto in senso di una maggiore presenza tecnica (ed esterna) dell’organo di gestione economica e finanziaria (il CdA). In periferia (vedi Dipartimenti, Biblioteche e Centri Servizi) via la competenza gestionale ai docenti (che non sanno che farsene) cui rimane la funzione di indirizzo e – altamente innovativo – creazione di una carta dei servizi della struttura in modo che l’interazione tra personale docente e personale tecnico-amministrativo sia al massimo proficua col rispetto delle reciproche posizioni. Se i signori sopra citati volessero spiegare qual’è la ratio in base alla quale il Direttore di un Dipartimento (vale a dire di una struttura scientifica) debba occuparsi del bilancio piuttosto che delle ferie del personale (ciò che sinora, grazie alla collusione di dirigenti, docenti e certuni sindacati, ha portato a delle storture infami) così come un Presidente di Biblioteca debba fare altrettanto immischiandosi in questioni del tutto aliene alla funzione scientifica e didattica di un Biblioteca, farebbero cosa buona e giusta. Dubito però che siano in grado di farlo.
    La netta divisione fra attività gestionali, tecniche ed economiche e attività didattica e scientifica è alla base di quanto sto sostenendo e i primi interventi del nuovo Direttore Amministrativo certificano che questa è una strada percorribile. Sicuramente si deve attendere ancora per giudicare in positivo, come altrettanto sicuramente è evidente – per quanto sopra detto – che il dibattito che documenti come questo (o tavoli come quello di recente tenuto su iniziativa della Cgil) stanno sviluppando sia destinato ad intorbidare le acque senza risolvere niente. Q.E.D.
    Vi lascio augurandovi buon anno nuovo.
    Di casa dal vostro Favi di Montarrenti

  5. Fa piacere vedere che i dati che ho riportato sono utili a qualcuno. Qui di seguito, per confronto, i dati medi nazionali calcolati dai dati riportati su statistica.miur.it e riferiti al 2007-2008:

    Economia: 52 studenti/docente
    Farmacia: 29
    Giurisprudenza: 64
    Ingegneria: 29
    Lettere e Filosofia: 37
    Medicina e Chirurgia: 14
    Scienze Matematiche Fisiche e Naturali: 15
    Scienze Politiche: 43

    Come si vede ci sono notevoli differenze anche a livello nazionale fra le diverse facoltà ma, con l’eccezione di scienze politiche, i dati senesi sono tutti sensibilmente più bassi delle medie nazionali corrispondenti (cioè ci sono più docenti a parità di studenti).

    Ovviamente non è detto che sia sempre un male: avere meno studenti per docente potrebbe anche permettere una didattica migliore. Ma non è un dato automatico e, in ogni caso, è senz’altro più costoso.

    saluti scettici,
    Sesto Empirico

  6. Favi, parole sacrosante, ma chi pon mano ad esse?
    I professori parlano e scrivono bene. Sanno fare i programmi, tanto è vero che sanno anche (a volte, sia chiaro che c’è tanta gente seria) beccare quattrini per ricerche che non sono fatte, o sono già state fatte. Chi controlla? Io vorrei capire, ad esempio, il rapporto che c’è tra i finanziamenti dati via Prin ecc. a ricerche universitarie e quelle fatte, con lauti finanzaimenti sempre pubblici o parapubblici, di Toscana Life Sciences, Siena Biotech, Nanotech ecc. ecc. Direi anche che le medie sono… medie! Il CdA sa quanti corsi non hanno avuto esami – o 10/30 all’anno, che è la stessa cosa – diciamo negli ultimi cinque anni? Lo sa quanti professori hanno avuto tesi di laurea e quanti no?
    Partirei da questi dati banali, terra terra, verificabili prima di fare ogni media… Vi pare corretto?
    Buon 2009, ne abbiamo molto, molto bisogno!
    Archie

  7. Sesto, vorrei sapere se i dati che tu consideri (sia a livello locale che nazionale) includono o no i ricercatori e i docenti non strutturati.
    Infine consentimi una battuta: per sapere veramente quanti docenti insegnano nell’università italiana ci vorrebbe il tornello.

  8. Sia i dati del MIUR che quelli di Siena riguardano i docenti di ruolo (ordinari+associati+ricercatori).

    D’altra parte includere i contrattisti non avrebbe molto senso, perché nella stragrande maggioranza dei casi hanno un ruolo marginale sia sulla didattica che sul costo (un modulo da poche ore, spesso gratuito o da qualche centinaio di euro, salvo una manciata di eccezioni), non confrontabile con quanto dovrebbe essere richiesto ed è pagato ad un docente di ruolo.

    Volendo si possono avere anche i dati disaggregati per le tre fasce di docenza, ma diventa complicato. Prima vorrei guardare i dati sugli amministrativi….

    Sesto Empirico

  9. …A Florentine Tragedy: sbaglio o rettore e prorettore di Firenze sono entrambi indagati per concorsi ad hoc creati per le rispettive magnifiche figliuole?!?!?! Eppure il Magnifico viola, proprio oggi, ho notato, decreta sul sito unifi la “sospensione” delle procedure di valutazione comparativa di una ventina di concorsi di cui la metà, mi par di capire (ed è questo che mi ha colpito), già svolti (“gli atti sono stati consegnati all’ufficio in data ecc…”), e dunque con i relativi vincitori che attendevano la chiamata. Avendo per lunghi anni partecipato a numerosissime gare di questi iniqui campionati ginnici che in Italia chiamano “concorsi”, una tale notizia, che campeggia sul sito unifi, mi ha lasciato stupefatto e addirittura basito: sapendo cosa si passa traversando le forche caudine di un concorso, lo stress, la fatica, e poi (una tantum) la vittoria, mi chiedo come sia possibile tutto ciò. Certo qualche azzeccagarbugli avrà studiato ben bene il profluvio di norme e vergato a dovere gli atti, ma ciò è distante dal buon senso: come può un rettore o un Padreterno qualsiasi sottoporre qualcuno, scientificamente forse non da meno di lui (che è solo il primo “tra pari”, e non un satrapo), ad una simile umiliazione, facendogli svolgere un concorso, dichiarandolo vincitore e poi smentire dicendo che era tutto uno scherzo (“dolcetto o scherzetto”)?
    Con gli amici, i parenti, i congiunti però, evidentemente non lo fanno. Oramai, con la presunta “autonomia”, qui passa ogni porcata e l’università si va riducendo ad una énclave di figli d’arte, ma guardate che negli anni ruggenti c’è gente che è stata trucidata per molto meno…

  10. Stavrogin mi par di capire che ormai siamo al regime e all’impunità… non c’è bisogno lo dica la Hack. Tuttavia dò un consiglio guerriero: la Casta locale deve sapere ormai (spec. i maledetti Ideologi di Lettere e Affini): guerra totale!!! Sgarbi è stato fischiato come pro mafioso in una riunione. Sarà un caso?
    PS. Come sai Stavrogin, ho denunciato al Procuratore capo vari concorsi truccati o con gravi difetti di forma. In un concorso insegnavo storia a uno storico che mi giudicava (teste: il filosofo Marramao), in un altro il pubblico mi applaudì ma fu messo ingiustamente a tacere (era una lezione sul nazismo a Scienze Politiche). Dato che non ho tessere di partito in questa cittadina ove son nato e che somiglia tantissimo a “Gomorra” (qui non ti sbudellano ma c’è la morte civile da parte del gregge dei leccaculi, proff mafiosi inclusi), ho chiaramente annotato la disposizione di alcuni di non farmi insegnare. Io conosco i loro nomi uno per uno: e te lo assicuro.
    Come ha detto il dott. xxxwwwjjjj: ci credo che il pubblico ti ha applaudito alla lezione. Tu sei vivo e rendi vive le lezioni, gli altri, “kompagni” inclusi, sono zombie.
    Va detto che se fossimo in una vera democrazia si aprirebbero le porte della prigione e del licenziamento per tutta la immonda e barbara casta.
    Il Bardo

    Il Bardo

  11. Notes.
    Per quanto concerne la cultura a Siena va fatto un encomio alle liste civiche che han posto interrogativi sull’Osservanza. Il degrado era già in atto quando, dieci anni fa, ci studiavo io. Una biblioteca nel circuito universitario e nazionale lasciata nelle mani di un caro vecchietto!!!
    Ecce homo.
    Nelle sue esilaranti pagine sui vip locali, il foglio del massone Bisi, ha messo la foto del dr. Toti come L’uomo del Santa Maria della Scala. Ce lo ricordiamo in affiatamento col Calabrese Omar e col Piccini. Formavano allora una troika. Poi tutto parve sfasciarsi. Toti pare che si rifugiasse dal Civai e dal Cenni. Ora si dice voler dare ottimismo sul futuro dell’Ospedale Museo. Bisi ha eletto come “uomo dell’anno” il Toti, il quale resta però un semplice allestitore di mostre. Forse è in quest’ottica che ha baciato lo Sgarbi. Ma se guardate Internet troverete che Toti ocaiolo è stato docente nelle maggiori università degli Usa. E noi che lo sottostimavamo, mi diceva il povero Carlo Emilio prof. XXXXWWWWZZZZXXXX! Come con Venditti e Sgarbi stiamo a cavallo!
    Ma è vero che a Venditti gli è stato impedito di cantare “In questo mondo di ladri” di suoi mèntori o è leggenda… metropolitana?
    Buonanotte, nel senso vero.
    Il Bardo

  12. Bravo, Paolo! Ma alle Liste civiche devi allora segnalare questa delibera che ho trovato spigolando nel sito del Comune di Siena. È molto eloquente!
    I politici PD che pontificano a Siena di “governance” ne fanno tutti i giorni delibere di questo genere? La leggeranno attentamente e con sicuro gaudio quelli che ora stanno preparando i progetti Prin… per i quali pare ci siano meno di 100 milioni a livello nazionale per tutte le discipline! Cioè la metà di quanto ‘regala’ la Fondazione MPS senza motivare a novembre di ogni anno (finché potrà)…:

    Verbale di deliberazione
    della Giunta Comunale del 29-12-2008 N° 421
    Oggetto: Progetto per la realizzazione di un’installazione dell’artista Jenny Holzer presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala -
    La Giunta comunale
    Premesso che il Centro di Arte Contemporanea “SMS Contemporanea” della Direzione Santa Maria della Scala ha progettato per i primi mesi del 2009 la produzione di un’installazione dell’artista Jenny Holzer, già Leone d’oro alla biennale di Venezia nel 1990 ed artista da tempo affermata a livello internazionale, intitolata “For Siena” e consistente nella realizzazione di una proiezione mobile sulle pareti dell’edificio sede del Complesso Museale Santa Maria della Scala;
    Considerato: che tale opera, tecnicamente realizzata mediante un grande proiettore allo xenon che proietterà immagini sulla facciata di mattoni e travertino dell’ex ospedale di Santa Maria della Scala, dovrà essere attivata nelle ore di oscurità, in modo da consentire adeguate fruibilità e valorizzazione delle immagini e degli effetti visivi voluti dall’artista; che, conseguentemente, è preferibile, per quanto possibile, realizzare l’installazione di cui si tratta nel periodo invernale, in modo da usufruire favorevolmente della superiore durata delle ore di oscurità rispetto al periodo di illuminazione solare nel corso delle 24 ore; che, sentita anche la disponibilità dell’artista, sarebbe possibile realizzare il progetto a partire dai primi giorni dell’anno 2009, attivando l’opera di cui si tratta dal 28/2/2009 al 23/5/2009;
    Valutato che, per il 2009, all’interno del Santa Maria della Scala ci sarà una limitata disponibilità di spazi espositivi per l’arte contemporanea, e che tale iniziativa, svolgendosi negli spazi esterni al Complesso Museale, non solo è perfettamente compatibile, ma addirittura integra e valorizza ulteriormente il già rilevante programma delle attività previste al suo interno;
    Visto il seguente quadro sintetico delle attività incluse nel progetto in questione, dal quale si evincono, fra l’altro, gli aspetti contabili più rilevanti:
    Jenny Holzer – Installazione “For Siena” 28/2/2009 – 23/5/2009 tipologia di attività costo previsto
    Spese e onorari per artisti ed assistenti, per la produzione dell’opera e per la messa a disposizione delle specifiche apparecchiature tecniche € 35.000 € 76.000,00
    Spese per l’installazione e la gestione delle apparecchiature tecniche: € 24.000,00
    Spese per imprevisti e varie (assicurazioni, catalogo, ospitalità ecc.): € 30.000,00
    Totale progetto: € 165.000,00
    Dato atto: che la Fondazione Monte dei Paschi di Siena ha reso noto di aver concesso al Comune di Siena un contributo per l’anno 2009 di € 3.000.000,00, da utilizzare nell’ambito del progetto complessivo per la “Gestione unitaria del Complesso Museale del Santa Maria della Scala e delle correlate attività culturali ed espositive”;
    che la realizzazione del progetto di cui si tratta trova pertanto adeguata copertura finanziaria nelle risorse assegnate alla Direzione Santa Maria della Scala nell’ambito del Bilancio pluriennale del Comune, in riferimento alle previsioni di spesa di cui al Cap.12902/00 “Utilizzo Contributo Fondazione MPS per Santa Maria della Scala” del Bilancio 2008 ed al Cap. 14409000 “Centro Arte Contemporanea – Spese di gestione finanziate con contributo Fondazione MPS” del Bilancio 2009;
    Ritenuto pertanto di approvare il progetto del Centro di Arte Contemporanea “SMS Contemporanea” relativo alla produzione di un’installazione dell’artista Jenny Holzer, consistente nella realizzazione di una proiezione mobile sulle pareti dell’edificio sede del Complesso Museale Santa Maria della Scala, ivi compreso il relativo quadro
    economico;
    Rilevato: che, ai sensi della vigente normativa, con particolare riguardo agli articoli n.107 del Decreto Legislativo 267/2000 e n.4 del Decreto Legislativo 165/2001, la figura dirigenziale è competente all’adozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi, compresi quelli che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, nonché alla gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa riguardanti la struttura organizzativa affidata alla sua responsabilità; che, conseguentemente, l’approvazione dei provvedimenti relativi all’attuazione del progetto di cui alla presente deliberazione, ivi compresi gli impegni di spesa, è demandata al Dirigente responsabile della Direzione Santa Maria della Scala;
    Ritenuto, inoltre, di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi dell’articolo 134, 4° comma del Decreto Legislativo n. 267 del 18/8/2000;
    Si esprimono i pareri favorevoli di regolarità tecnica e contabile ai sensi dell’art. 49, primo comma del D.lgs. n°267 del 18.08.2000 e l’attestazione della copertura finanziaria ai sensi dell’art. 153, quinto comma, del D. Lgs. 18.08.2000 n°267;
    Delibera
    1) di approvare, per i motivi sopra esposti, il progetto del Centro di Arte Contemporanea “SMS Contemporanea” relativo alla produzione di un’installazione dell’artista Jenny Holzer intitolata “For Siena” e consistente nella realizzazione di una proiezione mobile sulle pareti dell’edificio sede del Complesso Museale Santa Maria della Scala, ivi compreso il seguente quadro economico:
    Jenny Holzer – Installazione “For Siena” 28/2/2009 – 23/5/2009 tipologia di attività costo previsto
    Spese e onorari per artisti ed assistenti, per la produzione dell’opera e per la messa a disposizione delle specifiche apparecchiature tecniche € 35.000 € 76.000,00
    Spese per l’installazione e la gestione delle apparecchiature tecniche € 24.000,00
    Spese per imprevisti e varie (assicurazioni, catalogo, ospitalità ecc.) € 30.000,00
    Totale progetto € 165.000,00
    2) di dare atto che le attività relative al progetto di cui si tratta si riferiscono alle seguenti previsioni di spesa:
    per € 50.000,00 al Cap.12902/00 “Utilizzo Contributo Fondazione MPS per Santa Maria Della Scala” del Bilancio 2008 – imp. 2008/2727;
    per € 115.000,00 Cap. 14409000 “Centro Arte Contemporanea – Spese di gestione finanziate con contributo Fondazione MPS” del Bilancio 2009 –imp. 2009/296;
    3) di dare atto che l’approvazione dei provvedimenti relativi all’attuazione del progetto approvato con la seguente deliberazione, ivi compresa l’assunzione dei necessari impegni di spesa, è demandata, ai sensi della vigente normativa, al dirigente responsabile della Direzione Santa Maria della Scala;
    4)di dichiarare la presente deliberazione, con votazione separata,immediatamente eseguibile ai sensi di legge.

  13. Hummm… quanti bei piccioli si becca Jemy H. Sarà sicuramente amico di Calabrese o del Pierini. Insomma di chi preferisce spandere in questo modo piuttosto che finanziare opere importanti come la mia – e sto veramente facendo opera importante, come ben sanno amici professori. La mia lettera a Mussari, l’ex PCI, cadrà nel vuoto, come son caduti nel vuoto, grazie alla dittatura reazionaria che sgoverna, i miei progetti culturali. E forse ogni valido progetto culturale e storico.
    Pablo, The poet

  14. Segnalo un articolo interessante sul fallimento del 3+2 su La Repubblica di un paio di giorni fa, in cui si cita anche l’università di Siena, per una volta non fra i “cattivi” (ma nemmeno necessariamente fra i buoni)

    si trova qui:

    http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-8/lauree-triennali-flop/lauree-triennali-flop.html?rss?ref=rephpnews

    Non so se il link si segue, per cui lo copio anche qui di seguito
    Sesto Empirico

    Rapporto 2008 del Cnvsu, un bilancio non positivo del nuovo ordinamento. Gli esperti del ministero: con le lauree triennali più fuori corso
    Università, il 3+2 è un flop aumentano gli studenti-lumaca
    di SALVO INTRAVAIA

    Il “nuovo ordinamento” non fa decollare l’università italiana: oltre 4 studenti su 10 sono ripetenti o fuori corso, crescono gli abbandoni dopo il primo anno e si impenna il numero di chi ciondola tra le aule universitarie senza dare neppure un esame. Il tutto mentre cresce a dismisura il numero degli insegnamenti, aumenta quello dei prof e di conseguenza la spesa universitaria. Il desolante quadro del sistema universitario italiano emerge dall’ultimo rapporto annuale del Cnvsu, il Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario, ente del ministero che a 6 anni dall’introduzione del 3 più 2 fa un primo bilancio della riforma.

    Dai dati per nulla incoraggianti trapelano tutte le difficoltà degli studenti italiani nel tenere il passo con lezioni ed esami. Su oltre un milione e 800 mila studenti che hanno frequentato i 58 atenei italiani nell’anno accademico 2006/2007 solo un milione è in regola con gli studi. Il 40,7 per cento di ripetenti o fuori corso segna “il valore più alto registrato in tutto il periodo considerato”, si legge nel rapporto.

    Nel 2001/2002, l’introduzione del nuovo ordinamento (laurea triennale di primo livello e laurea specialistica di due anni) aveva acceso una speranza. Le new entry in regola sfioravano l’88 per cento ma dopo sei anni la percentuale è scesa in picchiata, toccando quota 68,5 per cento. Ma non solo. “A suscitare preoccupazione – continua il dossier – sono anche le cifre relative alla quota di abbandoni dopo il primo anno e il numero medio di crediti acquisiti annualmente dagli studenti”.

    Uno studente su 5 dopo avere frequentato il primo anno decide di gettare la spugna. Prima della riforma, nel 2000/2001, la percentuale era inferiore. Stesso discorso per gli studenti “inattivi”, che nel corso dell’anno precedente non hanno sostenuto alcun esame o acquisito crediti formativi. In luogo delle materie, infatti, la riforma ha introdotto i crediti formativi universitari (Cfu). Per conseguire la laurea di primo livello occorre racimolarne 180 in un triennio (60 all’anno), per quella specialistica altri 120.

    Ma le performance degli studenti nostrani sono ben lontane dai 60 crediti l’anno. Solo gli studenti di 29 atenei italiani, in media, superano i 30 crediti l’anno e in appena due università (Siena e Venezia Iuav) si superano i 45 crediti. I più “somari”, con 22 crediti, sono i ragazzi dell’università di Palermo. La media si attesta attorno ai 25 crediti e così il traguardo si allontana: solo 3 studenti su 10 conseguono la laurea di primo livello in tre anni. Il 30 per cento raggiunge il traguardo con un ritardo di un anno e il 29 per cento con due o tre anni di ritardo. Per la laurea triennale la durata media degli studi è record: 4,6 anni.

    A fronte di risultati non proprio lusinghieri la spesa del sistema universitario è cresciuta considerevolmente: da 9,3 miliardi di euro si è passati a 12,4 nel 2006, un terzo in più. In sei anni i prof (ordinari, associati e ricercatori) sono aumentati di quasi 6 mila unità, con un incremento della spesa per il personale e un calo di quelle per “acquisizione e valorizzazione di beni durevoli”. “Dai dati dell’offerta formativa – spiegano gli esperti del Cnvsu – emerge che il sistema si è riformato non proprio nella direzione immaginata con l’introduzione del cosiddetto 3 più 2″.

    I corsi di studio attivi sono passati dai 2.444 ante riforma a 5.734. Il numero degli insegnamenti (le materie) ha fatto registrare un vero è proprio boom: da 116.182 sono diventati 180.001. Ma una consistente fetta di questi insegnamenti, ben 71.038, valgono al massimo 4 crediti. E ancora: su 3.373 lauree di primo livello e lauree specialistiche a ciclo unico i corsi con meno di dieci immatricolati sono 340. Non proprio un successo.
    (3 gennaio 2009)

  15. Faccio capolino soltanto per porre una domanda: voi come interpretereste il fatto che il database del Sigru qui sviscerato a sangue direi (e dal quale è stato estrapolato tutto quello che c’era da estrapolare) ora non contiene più le cifre relative alle docenze a contratto, mentre mantiene quelle relative ai famosi contratti esterni presso le strutture scientifiche e centrali? Fra l’altro con valenza retroattiva anche sui contratti di docenza ormai decaduti di efficacia? Io un’ideina me la sono fatta, assumendo peraltro che la stalla è stata chiusa quando i buoi erano ormai scappati, ma dite la vostra.
    Chiudo ricordando il motto di Orwell che qualcuno evidentemente ricorda anche troppo bene: “chi controlla il passato, controlla il presente, chi controlla il presente controlla il futuro”.
    Un’insinuante e malizioso Favi di Montarrenti

  16. È un periodo in cui tutti, neocomunisti inclusi, citano Orwell, come il nostro buon Favi (ma quando ci invita alla merenda in quelle pinetine?). L’importante è non stilare come Orwell le liste di proscrizione verso gli Antisistema (ci finì il povero Chaplin). Salto di palo in frasca: all’angolo dell’unto c’era la Carli, che fu rettore del Santa Maria della Scala. Consolatela perché chiagneva pel “povero” Del Turco, era shokkata per quelò brav’uomo che comprava case in centro a Roma pel figlio vendendo quadri d’artista. Toti ora un la pò consolà! Sta dietro a Sgarbi e al suo “Genio”. Anche il Museo per Bambini dell’Eremita è okkupato a far altro. Poero il Turco e poeri noi…
    Il poco malizioso Bardo

  17. Addenda.
    Già, non ci pensavo. Sia la Carli che Del Turco erano del PSI craxiano. Ora son nel PD obamista… Mi spiego quindi la “debacle” anche per la signora che voleva fare la vicesindachessa e che non ha dialogo col Toti (ma mi’a è dell’O’a!). Forse le farebbe bene andare dal Fagioli: ci son stati tanti e tante, dopo il fallimento della “Rivoluzione” e la droga-connection… Poi pare abbia divorziato anche col convertito-pacifista Bertinotti. Se l’è presa co’ gay e il “Lider Maximo” s’è inkazzato.
    Si, Fagioli, si, viaggiare…

  18. «Il tornitore alla Ferrari ha l’orgoglio di dire al figlio che cosa fa, l’impiegato al catasto, il professore, il burocrate no.»

    Also sprach il ministro Brunetta, diventato professore grazie alla sanatoria del 1981 e asceso al rango di ministro dopo una luminosa carriera nella corrente politica di cui al messaggio precedente di Paolo. I professori, magari figli di tornitori della FIAT – singolare l’analogia coi dipendenti del catasto – devono vergognarsi di essere tali al punto da celare la propria professione ai figli?
    Come dicono gli psicologi televisivi, “parliamone”…. e per favore, basta con le buffonate, siamo seri!

  19. Vi pregherei di porre l’attenzione anche sulla lotta interna a Rifondazione comunista. La “longa manus” del Pd Veltroniano non si ferma. Io ho molto chiara la questione, e mi spiace anche che amici sessantottini abbiano amare sorprese da parte di ex compagni. Stavrogin coglie nel giusto inoltre, per quanto suesposto. La Mafia ci ammorba tutti e non siamo certo un Paese libero. La canaglia ex comunista ha fatto la quadratura del cerchio. Ma siatene certi: c’è chi venderà cara la pelle…
    Dunque dicevamo: Fagioli dice che S-Vendola, in quanto omosessuale e cattolico e comunista è un malato… Un malato moltissimo avvinghiato alle Istituzioni. C’è odore di polvere da sparo nelle stanze dei neocomunisti, ma la frittata risale almeno all’era Berlinguer…
    Il Bardo

    P.S. Quando vedo Brunetta penso a sketch comici. Ma non solo quando vedo ’sto ministro venexiàn: Ormai comandano i buffoni sia localmente che nazionalmente. Brunetta disse di se stesso, ad Augias, che lui e Augias eran della stessa pasta e cioè delle pellacce. Autopromozioni.
    Il Bardo.

  20. [...] dell’articolo (“Bilanci creativi”) della Prof.ssa Lucia Lazzerini con il seguente titolo: «A Firenze come a Siena gli stessi che hanno prodotto lo sfacelo si presentano come i paladini del ri…». Appena 2 anni dopo, a Siena, per «definire il nuovo progetto di Università», come dicono gli [...]

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