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	<title>Commenti a: Sincerità è un elemento imprescindibile per un risanamento stabile che punti alla rinascita dell&#8217;università</title>
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	<description>Per una nuova Università a Siena e non solo</description>
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		<title>Di: paolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 11:23:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[P.S. Si, la notizia è sui giornali anche oggi, l&#039;ho letta in una corsia d&#039;ospedale. Non me ne ero accorto di tutto questo Walhalla di Lettere. Finora vedevo solo prof che invitavano ragazzine, amici di prof che coi prof andavano a spinelli, studenti che flirtavano linguacciuti alla Fantozzi per ogni dove, ecc. Mbè, dirò come l&#039;&quot;Accattone&quot; pasolinino in punto di morte, dopo aver saputo di Lettere: Mo&#039; stò bbene!
Bardo]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>P.S. Si, la notizia è sui giornali anche oggi, l&#8217;ho letta in una corsia d&#8217;ospedale. Non me ne ero accorto di tutto questo Walhalla di Lettere. Finora vedevo solo prof che invitavano ragazzine, amici di prof che coi prof andavano a spinelli, studenti che flirtavano linguacciuti alla Fantozzi per ogni dove, ecc. Mbè, dirò come l&#8217;&#8221;Accattone&#8221; pasolinino in punto di morte, dopo aver saputo di Lettere: Mo&#8217; stò bbene!<br />
Bardo</p>
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		<title>Di: paolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 15:34:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vale, amice!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vale, amice!</p>
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		<title>Di: stavrogin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stavrogin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 11:30:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&lt;em&gt;«Non dimentichiamo gli sprechi per riscaldare “le stanze vuote” durante l’inverno?»&lt;/em&gt; undertaker
........................
Non avendo mai goduto del privilegio di uno studio singolo, e per lungo tempo neppure di uno studio, non so bene di cosa state parlando; ma il problema dei locali in affitto ha ben poco a che fare con gli studi dei docenti (taluni dicono che non servono semplicemente perché sono assenteisti cronici), bensì è legato alla dislocazione delle biblioteche: quando troveranno un rimedio a queste, stabilendo dove buttare qualche centinaio di migliaia di volumi, allora il discorso della cessazione degli affitti potrà essere posto seriamente. Ma siccome c&#039;è gente che va vociando di licenziare i professori e bruciare i libri, temo che alla fine non se ne farà di niente. 
P.S. Lassù qualcuno ci ama: le tabelle di qualità pubblicate da &quot;la Repubblica&quot; di oggi collocano Siena al primo posto fra i medi atenei italiani. Io credevo che parlassero di basket.
Questi sono i dati del CENSIS (pare):
“Aristocrazia accademica al Nord, miglior facoltà a Padova, miglior ateneo Siena.
Lo dice il Censis nella superclassifica…
Il Nord e le città di provincia sono l’aristocrazia accademica italiana: le classifiche delle migliori università stilate dal Censis emettono un verdetto chiaro. La facoltà “regina” è a Padova. Negli atenei primeggia Siena.” http://download.repubblica.it/pdf/2009/r2-170609.pdf


Mi pare una mezza bufala, ma se qui siamo &lt;em&gt;“er mejo”&lt;/em&gt;, non oso pensare come stanno i peggio.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Non dimentichiamo gli sprechi per riscaldare “le stanze vuote” durante l’inverno?»</em> undertaker<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<br />
Non avendo mai goduto del privilegio di uno studio singolo, e per lungo tempo neppure di uno studio, non so bene di cosa state parlando; ma il problema dei locali in affitto ha ben poco a che fare con gli studi dei docenti (taluni dicono che non servono semplicemente perché sono assenteisti cronici), bensì è legato alla dislocazione delle biblioteche: quando troveranno un rimedio a queste, stabilendo dove buttare qualche centinaio di migliaia di volumi, allora il discorso della cessazione degli affitti potrà essere posto seriamente. Ma siccome c&#8217;è gente che va vociando di licenziare i professori e bruciare i libri, temo che alla fine non se ne farà di niente.<br />
P.S. Lassù qualcuno ci ama: le tabelle di qualità pubblicate da &#8220;la Repubblica&#8221; di oggi collocano Siena al primo posto fra i medi atenei italiani. Io credevo che parlassero di basket.<br />
Questi sono i dati del CENSIS (pare):<br />
“Aristocrazia accademica al Nord, miglior facoltà a Padova, miglior ateneo Siena.<br />
Lo dice il Censis nella superclassifica…<br />
Il Nord e le città di provincia sono l’aristocrazia accademica italiana: le classifiche delle migliori università stilate dal Censis emettono un verdetto chiaro. La facoltà “regina” è a Padova. Negli atenei primeggia Siena.” <a href="http://download.repubblica.it/pdf/2009/r2-170609.pdf" rel="nofollow">http://download.repubblica.it/pdf/2009/r2-170609.pdf</a></p>
<p>Mi pare una mezza bufala, ma se qui siamo <em>“er mejo”</em>, non oso pensare come stanno i peggio.</p>
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	<item>
		<title>Di: undertaker</title>
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		<dc:creator><![CDATA[undertaker]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 06:21:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non dimentichiamo gli sprechi per riscaldare &lt;em&gt;&quot;le stanze vuote&quot;&lt;/em&gt; durante l&#039;inverno?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non dimentichiamo gli sprechi per riscaldare <em>&#8220;le stanze vuote&#8221;</em> durante l&#8217;inverno?</p>
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		<title>Di: archimede</title>
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		<dc:creator><![CDATA[archimede]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 20:22:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giusto il controllo dei locali! Ripeto che in molti paesi con università funzionanti gli uffici dei signoli non esistono. Mi pare che me ne parlasse Catoni o Ascheri a proposito della Redon a Parigi! Ai tempi d&#039;oro, la Facoltà di Giurisprudenza aveva solo una &quot;stanza dei professori&quot;, un tavolone con un armadio per depositare cappotto e registro delle lezioni... ci vorrebbe un bagno di austero buon senso! Cominciando dal Santa Chiara...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto il controllo dei locali! Ripeto che in molti paesi con università funzionanti gli uffici dei signoli non esistono. Mi pare che me ne parlasse Catoni o Ascheri a proposito della Redon a Parigi! Ai tempi d&#8217;oro, la Facoltà di Giurisprudenza aveva solo una &#8220;stanza dei professori&#8221;, un tavolone con un armadio per depositare cappotto e registro delle lezioni&#8230; ci vorrebbe un bagno di austero buon senso! Cominciando dal Santa Chiara&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 22:03:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[...Si, han pensato solo a intascare lauti stipendi, la didattica e la ricerca alla malora. La &quot;Stranieri&quot; ha solo cento iscritti... Vedovelli solo ride, foraggiato, forse, dal Gotha degli &quot;Ideologi&quot;. Ma speriamo si possa dire col bardo:
&lt;em&gt;«Cesare fa denaro e perde i cuori»&lt;/em&gt; (Shakespeare)
Sienese Bardus]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;Si, han pensato solo a intascare lauti stipendi, la didattica e la ricerca alla malora. La &#8220;Stranieri&#8221; ha solo cento iscritti&#8230; Vedovelli solo ride, foraggiato, forse, dal Gotha degli &#8220;Ideologi&#8221;. Ma speriamo si possa dire col bardo:<br />
<em>«Cesare fa denaro e perde i cuori»</em> (Shakespeare)<br />
Sienese Bardus</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: komandos</title>
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		<dc:creator><![CDATA[komandos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 20:20:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Miccolis, faccia un giro da giugno fino a fine settembre fra le diverse sedi. I dipartimenti sono deserti. Eppure mi risulta che il corpo docente riceva lo stipendio anche per questi quattro mesi. Nei &quot;paesi con università serie&quot; il corpo docente è sempre presente. E non solo quando deve fare lezione. Mi chiedo, è necessario fornire uffici per ogni singolo assenteista?  Faccia i conti e vedrà che tanti spazi possono essere recuperati. Gli affitti possono essere totalmente azzerati.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Miccolis, faccia un giro da giugno fino a fine settembre fra le diverse sedi. I dipartimenti sono deserti. Eppure mi risulta che il corpo docente riceva lo stipendio anche per questi quattro mesi. Nei &#8220;paesi con università serie&#8221; il corpo docente è sempre presente. E non solo quando deve fare lezione. Mi chiedo, è necessario fornire uffici per ogni singolo assenteista?  Faccia i conti e vedrà che tanti spazi possono essere recuperati. Gli affitti possono essere totalmente azzerati.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: archimede</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2009/06/14/sincerita-e-un-elemento-imprescindibile-per-un-risanamento-stabile-che-punti-alla-rinascita-delluniversita/#comment-2297</link>
		<dc:creator><![CDATA[archimede]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 20:04:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ok, ok, ma è vero che persino le sedi periferiche non son state chiuse? E che i revisori dei conti non son stati ancora avviati a (in-)giusto riposo? Si continuano a ricevere infiniti inviti dal Santa Chiara: quanto costa il tutto? Ultimo: didattica. Nei Paesi con università serie, rappresentanti degli ordini professionali entrano durante le lezioni per valutare la qualità delle lezioni. Non basterebbe la minaccia per stimolare qualche attenzione in più da tanti, illustri e meno illustri? Pensateci!
Archie]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, ok, ma è vero che persino le sedi periferiche non son state chiuse? E che i revisori dei conti non son stati ancora avviati a (in-)giusto riposo? Si continuano a ricevere infiniti inviti dal Santa Chiara: quanto costa il tutto? Ultimo: didattica. Nei Paesi con università serie, rappresentanti degli ordini professionali entrano durante le lezioni per valutare la qualità delle lezioni. Non basterebbe la minaccia per stimolare qualche attenzione in più da tanti, illustri e meno illustri? Pensateci!<br />
Archie</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sesto Empirico</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2009/06/14/sincerita-e-un-elemento-imprescindibile-per-un-risanamento-stabile-che-punti-alla-rinascita-delluniversita/#comment-2296</link>
		<dc:creator><![CDATA[Sesto Empirico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 18:27:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Favi - &lt;em&gt;«Scusate, ma a me pare che si stia facendo confusione fra due attività. Una cosa è la didattica, che in questo momento è quella che dovrebbe soccorrere, sia pure parzialmente le finanze dell’Ateneo, una cosa è la ricerca che invece non soccorre proprio nessuno perché non fa che finanziare sé stessa.»&lt;/em&gt;

Questa volta mi pare sia tu a fare confusione, vediamo di chiarire:
&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt;) Nessuno ha mai parlato di ricerca, ma se le cose stanno come dici tu, abbiamo ragione io e Tremonti a non mettere nel conto gli assegnisti
&lt;strong&gt;2&lt;/strong&gt;) Due milioni di contratti fanno in tutto poco più di 1000 euro ogni 10 studenti. Due dipendenti (o 1.44, cambia poco) fa quasi 100 volte tanto, per gli stessi 10 studenti. Togli dal groppone dei 10 studenti di alcune facoltà il mezzo stipendio di un dipendente che vi grava in più che in un&#039;altra, e il bilancio si allevia parecchio di più. 
&lt;strong&gt;3&lt;/strong&gt;) Vero che i contratti sono fra le poche cose che si possono tagliare da subito e che vada fatto. Ma alla lunga l&#039;unico rimedio è di non rimpiazzare i pensionati, e sarà molto meglio avere facoltà con meno docenti di ruolo e più contratti che viceversa. (Incidentalmente, diversi luminari che trascorrono il loro tempo proficuamente a fare consulenze, scrivere libri di successo e fare conferenze, sarebbe parecchio meglio se fossero pagati con un contratto che non con uno stipendio).
&lt;strong&gt;4&lt;/strong&gt;) Non vedo a chi possa sfuggire che la situazione dell&#039;università di Siena è già chiaramente drammatica di per sé e non ha alcun bisogno di essere enfatizzata, se non da coloro che ne hanno interesse per far finta di porvi rimedio (non parlo di te, ovviamente: ricordo a caso e alla rifusa le finte riduzioni dei dipartimenti e dei corsi di laurea e il miracoloso calo del debito Inpdap). Il migliore servizio che si possa fare per cercare di inchiodare ciascuno alle proprie responsabilità è di descriverla nel modo più ragionevole possibile
&lt;strong&gt;5&lt;/strong&gt;)Allo stesso modo, non vedo come si possa pensare che io o Tremonti (i nostri conti sono piuttosto simili, e mi pare di aver ben spiegato dove e perché divergono) abbiamo &quot;ritoccato le cifre&quot; al ribasso rispetto a quelle del prof. Grasso. Come ho via via spiegato (e come il prof. Grasso ha giustamente chiarito nella sua lettera alla nazione e nel primo commento di questo thread) i nostri numeri si riferiscono a costi specifici diversi.
6) Come tu stesso dici e come sempre mi pare di aver espressamente ricordato in questa discussione, la situazione è purtroppo ben descritta dalle cifre dei conti, e non è certo suscettibile di essere edulcorata dal &lt;em&gt;maquillage&lt;/em&gt; dei numeri, che servono per capire aspetti specifici, come mi pare di aver sempre chiarito con precisione. Per cui il tuo commento mi appare incomprensibile

un perplesso
Sesto Empirico]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Favi &#8211; <em>«Scusate, ma a me pare che si stia facendo confusione fra due attività. Una cosa è la didattica, che in questo momento è quella che dovrebbe soccorrere, sia pure parzialmente le finanze dell’Ateneo, una cosa è la ricerca che invece non soccorre proprio nessuno perché non fa che finanziare sé stessa.»</em></p>
<p>Questa volta mi pare sia tu a fare confusione, vediamo di chiarire:<br />
<strong>1</strong>) Nessuno ha mai parlato di ricerca, ma se le cose stanno come dici tu, abbiamo ragione io e Tremonti a non mettere nel conto gli assegnisti<br />
<strong>2</strong>) Due milioni di contratti fanno in tutto poco più di 1000 euro ogni 10 studenti. Due dipendenti (o 1.44, cambia poco) fa quasi 100 volte tanto, per gli stessi 10 studenti. Togli dal groppone dei 10 studenti di alcune facoltà il mezzo stipendio di un dipendente che vi grava in più che in un&#8217;altra, e il bilancio si allevia parecchio di più.<br />
<strong>3</strong>) Vero che i contratti sono fra le poche cose che si possono tagliare da subito e che vada fatto. Ma alla lunga l&#8217;unico rimedio è di non rimpiazzare i pensionati, e sarà molto meglio avere facoltà con meno docenti di ruolo e più contratti che viceversa. (Incidentalmente, diversi luminari che trascorrono il loro tempo proficuamente a fare consulenze, scrivere libri di successo e fare conferenze, sarebbe parecchio meglio se fossero pagati con un contratto che non con uno stipendio).<br />
<strong>4</strong>) Non vedo a chi possa sfuggire che la situazione dell&#8217;università di Siena è già chiaramente drammatica di per sé e non ha alcun bisogno di essere enfatizzata, se non da coloro che ne hanno interesse per far finta di porvi rimedio (non parlo di te, ovviamente: ricordo a caso e alla rifusa le finte riduzioni dei dipartimenti e dei corsi di laurea e il miracoloso calo del debito Inpdap). Il migliore servizio che si possa fare per cercare di inchiodare ciascuno alle proprie responsabilità è di descriverla nel modo più ragionevole possibile<br />
<strong>5</strong>)Allo stesso modo, non vedo come si possa pensare che io o Tremonti (i nostri conti sono piuttosto simili, e mi pare di aver ben spiegato dove e perché divergono) abbiamo &#8220;ritoccato le cifre&#8221; al ribasso rispetto a quelle del prof. Grasso. Come ho via via spiegato (e come il prof. Grasso ha giustamente chiarito nella sua lettera alla nazione e nel primo commento di questo thread) i nostri numeri si riferiscono a costi specifici diversi.<br />
6) Come tu stesso dici e come sempre mi pare di aver espressamente ricordato in questa discussione, la situazione è purtroppo ben descritta dalle cifre dei conti, e non è certo suscettibile di essere edulcorata dal <em>maquillage</em> dei numeri, che servono per capire aspetti specifici, come mi pare di aver sempre chiarito con precisione. Per cui il tuo commento mi appare incomprensibile</p>
<p>un perplesso<br />
Sesto Empirico</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: stavrogin</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2009/06/14/sincerita-e-un-elemento-imprescindibile-per-un-risanamento-stabile-che-punti-alla-rinascita-delluniversita/#comment-2295</link>
		<dc:creator><![CDATA[stavrogin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 07:46:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Favi, riguardo ai carichi didattici, mi consta che dall&#039;anno prossimo 120 ore diventeranno 144 e non credo che neanche il più svogliato ed imboscato ricercatore potrà esimersi dall&#039; insegnare almeno 108 ore, perché cambia la misura dei corsi; ma se volessimo fare sul serio (e ne dubito), anziché il solito gioco delle tre carte in cui alla fine prevale l&#039;atteggiamento omertoso, sarebbe bene una volta tanto verificare chi insegna veramente in questo ateneo e chi percepisce solo uno stipendio comparendo occasionalmente entro i confini de Granducato (un problema non secondario sul quale la casta baronale stende volentieri un velo da sempre).
Peraltro, è da verificare se chi fa meno ore sia lo sfigato &quot;ricercatore&quot; di cui sopra. Una volta per tutte si dovrebbe fare un censimento delle latitanze e valutare oggettivamente chi lavora e chi no, giacché molti luminosi ordinari di cui si è pregiato questo ateneo, varcano o hanno varcato raramente i confini del Granducato, comparendo quasi esclusivamente come targhette sulle porte e nomi a libro paga.
Il richiamo del Favi ai dati relativi alla legione di docenti e alle medie del rapporto studenti/docenti per facoltà rischia di avere un sapore trilussiano, giacché non credo che essi siano egualmente distribuiti in tutti i settori: andrebbero fatte piuttosto per corso di laurea e per materie, giacché come sapete bene negli anni passati non tutti hanno munto la mucca allo stesso modo, né hanno moltiplicato i posti &lt;em&gt;&quot;praeter necessitatem&quot;&lt;/em&gt; (anzi... vogliamo ritornare a vedere chi negli anni delle vacche grasse ci ha zuppato di più il biscottino? Chi ha triplicato cattedre per tre studenti? Chi ha sistemato familiari e famigli? La tentazione di fare ora di tutta l&#039;erba un fascio è irresistibile...): probabilmente in certi ambiti i docenti sono così tanti e dislocati su materie non fondamentali, che basterebbero la metà, ma in altri non è affatto così, e così come biasimo che in certi casi essi siano troppi, parimenti mi auguro che la gente non insegni quello che non sa, accentuando quella tendenza al dilettantismo e alla tuttologia che accelererà la fuga di ricercatori e studenti da questo ateneo, riducendolo ad un college di serie B.  Sui contratti, mi pare che siano stati abbondantemente decurtati, addirittura resi gratuiti o semigratuiti (una cosa vieppiù ridicola) e gli assegnisti non potranno essere titolari di corsi, mi pare. Atteso che sapete come la penso al riguardo, giacché ho rimbalzato io l&#039;articolo del Corriere Fiorentino, ossia che andrebbero aboliti &lt;em&gt;sic et simpliciter&lt;/em&gt;, ripeto che se n&#039;è fatto (&lt;strong&gt;taluni&lt;/strong&gt; ne hanno fatto) un uso massiccio, improprio se non clientelare; ma non mi pare altresì accettabile la strage generalizzata di giovani ricercatori titolati, tenuti in ostaggio per anni distruggendo loro di fatto la vita e la carriera, azzerando altresì quelli che dovevano costituire i ricambi della pensionanda classe di ordinari; la quale ora additando ad essi il cumulo di macerie fumanti e di terre disseccate esclama: &quot;figlio, un giorno tutto questo sarà tuo!&quot;.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Favi, riguardo ai carichi didattici, mi consta che dall&#8217;anno prossimo 120 ore diventeranno 144 e non credo che neanche il più svogliato ed imboscato ricercatore potrà esimersi dall&#8217; insegnare almeno 108 ore, perché cambia la misura dei corsi; ma se volessimo fare sul serio (e ne dubito), anziché il solito gioco delle tre carte in cui alla fine prevale l&#8217;atteggiamento omertoso, sarebbe bene una volta tanto verificare chi insegna veramente in questo ateneo e chi percepisce solo uno stipendio comparendo occasionalmente entro i confini de Granducato (un problema non secondario sul quale la casta baronale stende volentieri un velo da sempre).<br />
Peraltro, è da verificare se chi fa meno ore sia lo sfigato &#8220;ricercatore&#8221; di cui sopra. Una volta per tutte si dovrebbe fare un censimento delle latitanze e valutare oggettivamente chi lavora e chi no, giacché molti luminosi ordinari di cui si è pregiato questo ateneo, varcano o hanno varcato raramente i confini del Granducato, comparendo quasi esclusivamente come targhette sulle porte e nomi a libro paga.<br />
Il richiamo del Favi ai dati relativi alla legione di docenti e alle medie del rapporto studenti/docenti per facoltà rischia di avere un sapore trilussiano, giacché non credo che essi siano egualmente distribuiti in tutti i settori: andrebbero fatte piuttosto per corso di laurea e per materie, giacché come sapete bene negli anni passati non tutti hanno munto la mucca allo stesso modo, né hanno moltiplicato i posti <em>&#8220;praeter necessitatem&#8221;</em> (anzi&#8230; vogliamo ritornare a vedere chi negli anni delle vacche grasse ci ha zuppato di più il biscottino? Chi ha triplicato cattedre per tre studenti? Chi ha sistemato familiari e famigli? La tentazione di fare ora di tutta l&#8217;erba un fascio è irresistibile&#8230;): probabilmente in certi ambiti i docenti sono così tanti e dislocati su materie non fondamentali, che basterebbero la metà, ma in altri non è affatto così, e così come biasimo che in certi casi essi siano troppi, parimenti mi auguro che la gente non insegni quello che non sa, accentuando quella tendenza al dilettantismo e alla tuttologia che accelererà la fuga di ricercatori e studenti da questo ateneo, riducendolo ad un college di serie B.  Sui contratti, mi pare che siano stati abbondantemente decurtati, addirittura resi gratuiti o semigratuiti (una cosa vieppiù ridicola) e gli assegnisti non potranno essere titolari di corsi, mi pare. Atteso che sapete come la penso al riguardo, giacché ho rimbalzato io l&#8217;articolo del Corriere Fiorentino, ossia che andrebbero aboliti <em>sic et simpliciter</em>, ripeto che se n&#8217;è fatto (<strong>taluni</strong> ne hanno fatto) un uso massiccio, improprio se non clientelare; ma non mi pare altresì accettabile la strage generalizzata di giovani ricercatori titolati, tenuti in ostaggio per anni distruggendo loro di fatto la vita e la carriera, azzerando altresì quelli che dovevano costituire i ricambi della pensionanda classe di ordinari; la quale ora additando ad essi il cumulo di macerie fumanti e di terre disseccate esclama: &#8220;figlio, un giorno tutto questo sarà tuo!&#8221;.</p>
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