«Il governo centrale si potrà impegnare solo se chi ha gestito l’università di Siena fino ad oggi si farà da parte»

Il consigliere del PdL nel consiglio provinciale di Siena, Massimo Mori, risponde (Corriere di Siena, 26 gennaio 2010) agli interventi del Sindaco, del Presidente della Provincia e del deputato Franco Ceccuzzi che hanno criticato il governo nazionale per lo scarso impegno sulla vicenda universitaria senese.

FATE AMMENDA PER LA VOSTRA INCAPACITA’ GESTIONALE

Massimo Mori. In questi giorni ho letto sulla stampa locale il richiamo, ma forse è meglio parlare di polemica, del sindaco di Siena e del presidente della provincia, in merito alla mancanza di impegno del governo nazionale sulla vicenda, ormai a tutti nota, riguardante l’Università di Siena, poi nella giornata odierna appare ancora un onorevole locale che insiste sull’argomento. Bene, è certo ed ormai tutti lo sanno o forse tutti lo pensano, che senza il governo non è possibile uscire da questa difficile situazione, ma partiamo da una considerazione, è mai possibile attribuire le responsabilità di quanto accaduto al governo nazionale, senza fare ammenda in merito all’incapacità gestionale che il potere locale ha chiaramente evidenziato in questi ultimi venti anni di gestione? Si critica il governo perché non manda i soldi, perché non ha ancora permesso un nuovo e ulteriore indebitamento con la banca Mps, ma questi signori, tutti coloro che alzano la bandiera politica della protesta, si ricordano che la situazione presente è stata determinata in prima persona da loro, e allora, come possono pensare di chiedere senza dare? Si legge oggi come premessa della richiesta, che saranno rinnovati gli organismi, e si pensa forse che questo basti? Ma non ci prendiamo in giro, il cambiamento che si preavvisa avviene all’interno delle stesse matrici e credetemi, io per primo non mi fiderei ad affidargli neppure il più piccolo ente inutile senza portafogli, figuriamoci milioni di euro! Gestire una struttura come l’Università non è un gioco, esattamente come non lo è gestire un ente pubblico di qualsiasi genere, dove prima di tutto deve prevalere il concetto del servizio, nel caso dell’università verso gli studenti, che la devono trovare sufficientemente interessante per le loro prospettive future, nel caso di un comune o della provincia, verso i cittadini che devono sentirsi garantiti, nei loro diritti fondamentali, e guardate questo non c’entra per nulla con la visibilità personale. È prima di tutto fare le cose con il giusto livello di professionalità, di giustizia, adoperandosi a mettere in pratica azioni dettate prima di tutto dal buon senso, cosa che sembra scomparsa dalla testa di chi governa nei territori della provincia di Siena.

Anche io sono d’accordo, occorre l’impegno del governo, ma non al buio, non sulla base di promesse che dicono domani faremo meglio di quanto abbiamo fatto fino ad oggi, no cari signori, la situazione è arrivata ad un punto tale per la quale dovete avere il coraggio di mettervi da una parte, non potete, e soprattutto non dovete più mettere mano in gestioni, che nella migliore delle ipotesi non siete in grado di governare, continuando di questo passo, e tutti possiamo vedere i vostri sprechi, nel giro di pochi anni saremo nelle condizioni che al massimo, gli amministratori futuri, potranno solo gestire i pagamenti dei debiti, che però non saranno serviti a nulla.

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5 Risposte

  1. Come al solito è un mix di cose… incapacità gestionale locale e una politica centrale sconsiderata… che ora Massimo Mori dia lezioni mi sta anche bene ma dicesse alla ministra anzi a Tremonti – visto che la ministra ha altre mansioni – che con i tagli al FFO si fanno solo danni…

  2. Però, il governo sotto la torre del Mangia si dice sempre che è cattivo, che è diabolico, che è di destra, gli si tirano le banane… ma quando il piatto piange si va subito col cappello in mano a leccare lo zerbino dei soliti Palazzi. Allora il governo deve essere pietoso, misericordioso, deve perdonare i suoi figli maldestri…
    Manca la dignità, manca la coerenza, manca il coraggio.
    So che queste sono tre qualità che Musil non riserverebbe ai nostri “politici” odierni.
    In attesa di vedere un nuovo sole.

  3. Occorrerebbe starsene distanti dalle brighe curtensi locali (dove la voracità di pubblici amministratori, magari figli dei poveri di un tempo, è mostruosa: la nuova borghesia) e da quelle governative, dove predomina il “bunker” fatto al Cavaliere Nero e pure Mascherato. Ma l’Università va a picco. Mi piacerebbe sapere, dopo che il Cavaliere di Malta nonché Inquisitore Miccolis è stato trombato, a che punto è la notte…
    Ma sarà mai possibile che i meritevoli possano dare all’utenza il meglio di se stessi? No, non credo. Ormai il Burocrate in cattedra è solo un posto massonico, di potere, di prestigio, un pèndant delle autorità e istituzioni (“lo stato c’è”, come quel “dio c’è” di cui i ciellini imbrattavano le mura delle autostrade, consci che Cl=Lc).
    Io intanto mi godo il successo librario e intono la canzon del cavalcanti, forse sperando in amori extra moenia…
    «Fresca rosa novella,
    piacente primavera,
    per prata e per rivera
    gaiamente cantando,
    vostro fin presio mando-a la verdura.»

    Se l’Ateneo è alla frutta a me potrebbe restare almeno la verdura… in tempo di crisi…
    Vs. aff.mo Bardo

  4. Mi era sfuggito questo post, che mi sembra chiudere l’ipotesi del commissario, no? Il governo – fa capire il PdL – vuole che l’università si infogni per bene, visto che è responsabile del proprio disastro. Un commissario non dovrebbe portare una dote di salvataggio?
    Storia veramente brutta, che il candore (chiamamolo così) dei vari Cotta-Detti rende anche più drammatica. Il salvataggio governativo se ci sarà avverrà solo in articulo mortis, ad esempio alla vigilia di elezioni? Ma come motivarlo visto che molte altre università ora languono? E non hanno neppure la speranza di vincere le elezioni comunali da Voi, no?
    Amen, padroni miei.

  5. Caro Arlecchino l’unica certezza è desumibile dal titolo che ho dato a questo post: «Il governo centrale si potrà impegnare solo se chi ha gestito l’università di Siena fino ad oggi si farà da parte». Non dimenticare che l’attuale gestione universitaria non è stata capace neppure di realizzare quella parvenza di piano di risanamento approvato nel novembre 2008. Nel 2009 sono aumentate le spese strutturali e l’allegra gestione è continuata senza sosta. Vedrai quando verrà approvato il consuntivo 2009. In agosto riportavo un articolo della scomparsa Francesca Patanè col seguente titolo: «Possibile che per una corretta gestione delle università debba sempre intervenire la magistratura?» Ebbene, l’illecito denunciato a Catania, Messina e Palermo lo ritroviamo anche a Siena, con l’aggravante, però, che il nostro ateneo ha una voragine nei conti che non sa come ripianare. Come salvare l’università di Siena? Il 24 febbraio ricorre il quarto anniversario della sospensione del precedente rettore. Dobbiamo augurarcelo anche per l’attuale? Sì, se gli organi di governo non sono in grado di approvare entro 20 giorni un piano di risanamento serio. Intanto, se non lo hai già fatto, leggiti il penultimo e ultimo post. Ne discuteremo dopo.
    Giovanni Grasso

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