Senza una precisa diagnosi non è possibile alcun progetto terapeutico per l’ateneo senese

Cosimo Loré. Il male numero uno, sia sotto il profilo cronologico che causale,  non è il disavanzo strutturale, ma la delinquenza strutturata che ha prodotto il disastro finanziario: se si curano gli effetti di una patologia non diagnosticata il malato non guarisce!

Qui non si conosce ancora la rete dei responsabili che hanno per anni impunemente saccheggiato l’ateneo senese truccando concorsi e dilapidando risorse!

Il rimedio sta nella preliminare identificazione di costoro che anche tramite gli attuali protagonisti della vita accademica senese potrebbero persistere nell’intrigo penalizzando ogni progetto serio di rinascita.

Oltre al titolare e ai partecipanti del blog ne sono convinte persone diverse e distanti, ex rettori socialisti e democristiani, senatori e ministri, esponenti locali della Lega Nord e delle Liste Civiche.

Si tratta di prendere coscienza di una logica elementare che induce a muoversi razionalmente specie in un frangente di tal emergenza ed urgenza!

L’intero blog è ispirato da questa consapevolezza e mostra in ogni sua pagina quanto sia irrinunciabile lo studio del passato per ogni possibile speranza di un futuro.

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43 Risposte

  1. Il rimedio è certamente l’individuazione dei malfattori. Come non essere d’accordo? Ne godremo se e quando avremo una giustizia funzionante ed una società sana.
    I parenti delle vittime della strage di Brescia stanno piangendo: dopo 36 anni di indagini e processi hanno assolto tutti per insufficienza di prove.
    Volete aspettare che la giustizia individui i malfattori per poter mettere mani con cognizione di causa al risanamento? In bocca al lupo!
    Il rischio è di vedere una giustizia che dopo 36 anni di lavoro conclude che non ci sono prove sufficienti per individuare i malfattori.
    Ancora non ci è chiaro se Milano 2 è sorta con i soldi della mafia oppure no. Ma mi fermo subito: sono stati scritti libri a iosa ed anche la nostra piccola Siena ha avuto l’onore di un libro sulla casta.
    Se vogliamo approfondire, il male numero uno è quella società malata che vota per la conservazione del malcostume e della delinquenza.
    Il dottore che deve curare la società sul nascere è l’Istruzione ma sfortunatamente è malato anch’esso. Il dottore che a sua volta deve curare l’istruzione malata non pare manco esso in buona salute e non sappiamo più a quale santo votarci.
    La Gelmini aveva annunciato che Educazione Civica sarebbe assurta a dignità di materia di studio, con tanto di voti veri e con 33 ore settimanali di insegnamento dedicato.
    “Gli cambieremo nome e la chiameremo Cittadinanza e Costituzione”, disse la Gelmini.
    Bossi e Calderoli dissero che lo studio dell’Educazione Civica è roba superata, lontana dagli studenti.
    Il 28 ottobre scorso la Gelmini ha emanato una circolare: “Cittadinanza e Costituzione non è una materia con un orario ad hoc, non è una disciplina autonoma e non ha un voto distinto”.
    Il Principe di Salina ringrazia.

  2. Azazel, sul settimanale Zoom, uscito oggi, usa gli stessi concetti e le stesse parole del Prof. Loré. Leggere per credere.

    Azazel. (…) il vero antagonismo non è tra pubblico e privato, ma piuttosto tra dissesto finanziario (il “buco”) e risanamento o, più precisamente, tra ciò che ha evidenziato l’ispezione del Ministero sugli undici milioni di euro fuori bilancio e la ricerca delle responsabilità. In questo suo tentativo di superare il passato senza parlare dei responsabili, Riccaboni è simile a Marignani: lasciamo perdere i “colpevoli”, guardiamo avanti e tiriamo a campare. Ma è possibile impostare un nuovo futuro senza comprendere fino in fondo le responsabilità del passato? (…) Mistero!

  3. Non mi sembrano inconciliabili le posizioni di Cosimo Loré e di Roberto Petracca, il quale dimostra di conoscere la situazione universitaria meglio dei colleghi presenti negli organi di governo del nostro ateneo. Riferendosi all’intervista del sindacalista Pucci, Petracca scrive: «Gli avrei chiesto come pensa di abbattere il disavanzo strutturale. Se questo è il male numero uno è innanzitutto su questo che servono idee e contributi. Da parte di tutti.» Tutto ciò è condivisibile e Petracca non esclude affatto, come documentano i suoi numerosi interventi, l’inscindibilità delle due funzioni, ancorché temporalmente successive: la diagnosi e terapia. In sostanza, condividendo tutta l’impostazione di Loré, qualsiasi terapia non potrà fare a meno dell’abbattimento del disavanzo strutturale. E su questo punto, come giustamente fa notare Petracca, non abbiamo ancora sentito nulla di concreto.

  4. Parole sacrosante per la massaia… cosa evito di comprare al mercato?
    I dati sulle future carenze delle due Facoltà di lettere evidenziati da qualcuno (forse Stavrogin in ilcittadino, non ricordo bene, tra strilli dei bimbi) perché non vengono collegati alla terza facoltà esistente alla Stranieri, che certamente non nuota nell’oro anch’essa? C’è bisognao di una legge? O un minimo di buongoverno che ad esempio anche un assessore regionale con un minimo di p… potrebbe avviare a soluzione?
    A proposito, anche ZOOM ha dato la notizia della strana prorogatio alla Stranieri… sic transit lex in hoc mundo!

  5. …aggiungerei che, sebbene l’analisi di Roberto sia obiettiva e ineccepibile, la coscienza che in questo paese funzionano solo la corruzione e le cosche, non esime i giusti e gli onesti dal lottare per ottenere la Giustizia negata.
    D’altra parte, se siamo allo sfascio è proprio perchè tutti sembrano rassegnati al fatto che non è possibile avere giustizia e che “…tanto i malfattori la fanno sempre franca…” …neanche questo può funzionare, non credi Roberto? Perché se rinunci a chiedere Giustizia, hai perso due volte.
    “…perché il male trionfi, basta che i giusti non facciano nulla…” (E. Burke)… questa è una sacrosanta verità. In questo blog abbiamo parlato di tutto; si discute del nuovo DA, del rettore, della città, della politica, ecc., ecc. Cominciamo allora a scrivere i nostri messaggi inziando e finendo sempre con la frase “Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera” …facciamolo come un rituale per evocare la Giustizia di cui c’è assoluta necessità (come quei frati che si svegliano e si addormentano ricordando la morte)… per non dimenticarlo mai e per essere compatti nella richiesta della sola cosa che veramente conti in questo momento.

  6. Qui non c’è nulla da conciliare, ma c’è da capirsi!

    Qui c’è una comunità sfasciata da alcuni che peggio dei delinquenti comuni hanno usato la cosa pubblica ingannando chi li aveva eletti per amministrarla!!!

    Qui non ci si può né ci si deve fidare di coloro che non hanno fatto né detto nulla per fermare e isolare i responsabili del disastro senese, con faccia tosta pretendendo di far proseguire la marcia senza alcuna distinzione tra vittime e carnefici a piede libero!!

    Qui ci si sta comportando come le tre scimmiette.

  7. Sarò più chiaro: qui non si sta facendo più università ma “altro”, visto che a troppi pare interessare di coprire i criminali che sono tra noi per consentire così la continuazione di rapporti malati e di vendette personali oltre che di iniquo impiego delle risorse attraverso destinazioni di fondi e definizioni di ruoli ad uso e consumo dei soliti “noti”.

    Giovanni Grasso proprio ieri mi ricordava che la identificazione dei responsabili da me richiesta come premessa d’ogni possibile risanamento in realtà è di fatto avvenuta come ben emerge anche dal blog, per cui solo mera mala fede può spingere i vecchi e nuovi timonieri alla promulgazione di editti che obbligherebbero all’omertà e alla collusione.

    Del resto che la situazione sia ancora oggi più che mai incancrenita e disperata lo dimostrano gli pseudonimi sotto cui si devono celare coloro che tentano anche solo di far sentire la propria voce attraverso i post ed i commenti del blog!!!!!!!

    L’ateneo senese era un faro nel mondo per la sua credibilità e affidabilità costruita da quelli che si chiamavano aulicamente “Maestri” e goliardicamente “Baroni”: ora non si capisce se è un asilo d’infanzia da affidare a “pedagoghi” o un’azienda fallita ma non in “amministrazione controllata”…

  8. “Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera.”

  9. Certo, la via Outis è ovvia e sintetica! Percorretela sino in fondo… non si può fare una petizione tra le varie sedi, a Siena intendo? E se la facessero anche alcuni CdA sensibili chiedendo un voto in CdA?
    Ma Cantagalli, a proposito, è stato fatto fuori? Che succede con ‘sto governo nel pallone più pieno?
    Che ci vuole a nominare uno con le p…. tipo l’Ascheri (senior)? O quello Stelo, che non scherza per niente ed è competentissimo?
    Lega, sveglia! Sei l’unica che può rompere i giochi nell’asfittica Siena (e impedire che il PdL mandi un cloroformio) da quando il Piccini s’è fatto un prudente API-DC travolgendo le (un tempo) vispissime LCS.
    Mettiamo tutti in epigrafe a ogni messaggio:
    “Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera.”
    Maschietti sveglia!

  10. Si arriva alla concretezza finalmente come nelle mie cantine, evviva! Linea Outis-Laura ok, ma non perdetevi gli interventi ultimi in
    http://ilsanto235.blogspot.com/
    me lo hanno segnalato oggi, non lo conoscevo, ma val la pena di frequentarlo. Forse oggi è il più vivace blog politico senese. Almeno, così m’è parso. Altrimenti indicatemi un altro sito.
    Quel campodelleidee del Berlinguer jr è diventato una sacrestia… anche lui è stato candidato a sindaco addirittura da IdV. Oh Signori, avete tuta la mia simpatia ma pensare prima di sparar cazzate! Già l’Università è in queste condizioni per l’avvio degli anni Novanta…

  11. “Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera.”

    …il giorno 5 di novembre ho inviato un messaggio al rettore nel quale dopo gli auguri di rito, gli segnalavo la mia situazione di grave disagio, umano, lavorativo, professionale, retributivo, ecc. Ho ricevuto una replica quasi immediata con delle direttive da seguire per ottenere un riscontro…poi mi sono perso per segreterie, uffici legali e persone “che nulla sapevano”, nè della mia richiesta al rettore, nè di quanto il rettore aveva replicato.
    Un “voce amica” che ho motivo di ritenere ben informata mi ha detto che dubita molto che il rettore possa sanare la mia situazione e che se voglio provare a risolverla devo rivolgermi al nuovo DA. L’altro giorno ho inviato al nuovo DA lo stesso messaggio (“mutatis mutandis”) inviato al rettore il giorno 5 novembre…resto in attesa… ma se il buon giorno si vede dal mattino…

    “Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera.”

  12. * La tendenza ad ubbidire ciecamente alle autorità quali che esse siano distingue ahimè negativamente l’istituzione accademica sempre pronta e prona nel servaggio ad ogni forma di potere anche criminale!

    Assai agevolmente regimi che mal si conciliano con indipendenza morale-coscienza civile-senso critico costitutivi della figura cattedratica sottomisero, senza ostacoli, i docenti a nazismo e bolscevismo.

    D’altra parte è possibile che sotto il manto della scienza e malgrado la forza della conoscenza batta nei più un cuoricino non leonino incapace di agire come si addice a un animale fiero prima che umano!

    E quando si è in tanti a tremare l’effetto domino, unito al panico, porta a sopravvalutare personaggi di bassa statura e scarsa caratura e a subire come vittime sacrificali ogni sorta di abusi e insulti.

    http://www.anakedview.com/signorsi_influenza_sociale_obbedienza_autorita.html

  13. Voler bene alla propria città, alla comunità del vivere quotidiano, significa (o almeno dovrebbe) anche rinunciare nei momenti opportuni agli egoismi personali, pensando al Bene Comune come un collante che ci proietta nel futuro. Questo vale per qualsiasi cittadino ma soprattutto dovrebbe essere lo spirito guida del politico e dell’intera classe dirigente.

    Siamo al 17 novembre 2010 e qui a Siena la classe politica si compone di fragili classi dirigenti da una parte, di ristretti e trasversali apparati e di variegate espressioni di dissenso dall’altra.

    Su un punto penso siamo tutti concordi: la situazione non è bella e non è solo un fatto passeggero; la crisi è pesante ed è proprio l’assenza di una vera dialettica cittadina che impedisce una presa di coscienza diffusa e trasparente dello stato delle cose. Basti pensare al distacco con cui la politica affronta la realtà pesante di oltre 200.000.000 di euro di buco dell’Ateneo.

    E se ci mettiamo in un cantuccio e pensiamo alle prospettive, cosi di primo acchito, la depressione è la prima forma di orizzonte che percepiamo. Ma siccome non tutto si perde e non tutto è perduto, sempre per quel Bene Comune, occorre uno scatto non banale e nemmeno emotivo, direi razionale e non ideologizzante.

    Noi pur con le perplessità dovute, pensiamo che la definizione di un futuro quadro politico locale utile per rilanciare la città sia possibile. E a parer nostro si può tracciare questa strada avendo chiaro il quadro attuale e isolando i tentativi teleguidati tesi a ricreare il solito “film già visto”: si lavora per il cambiamento e i soliti “registi” trovano la “comparsa” o le “comparse” di turno che come fulmini a ciel sereno lanciato il petardo per scompaginare gli equilibri negli schieramenti. Poi, oltre a questo scenario dobbiamo tener d’occhio quei politici piccoli piccoli che zampettano dall’alba al tramonto come dei veri “personaggi in cerca d’autore”. E al momento del “ciak si gira”, stranamente, si conosce già la fine del film. Deve finire cosi? Noi, in considerazione della situazione difficile che vive la città, auspichiamo senso di responsabilità da parte di tutti. PER IL BENE COMUNE.

    Ad esempio vi sembra plausibile che nel centrosinistra, con tutte le responsabilità che hanno, si siano richiusi in loro stessi e non discutano apertamente né tra di loro, né con la cittadinanza e poi magari arrivano a candidare il maggiore responsabile politico della situazione senese degli ultimi 15 anni, Franco Ceccuzzi?

    Cosi come appare del tutto stravagante la posizione di disturbo che sta creando nello schieramento civico e nell’opposizione Mario Ascheri. Siamo stupiti da tanto protagonismo a perdere del professore, che magari punta ad una sua candidatura (ci mancherebbe altro) oppure da professore universitario sentendosi in dovere di salire in cattedra non si rende conto di lavorare per i “soliti registi”. E anche questo modo di fare non serve al Bene Comune.

    Fermatevi un po’ tutti e guardatevi intorno. Non accumulate macerie su macerie. L’era dei “soviet” e dei “professori magnifici” ha prodotto solo crateri e divisioni. In conclusione, sentendoci noi stessi inutili alla discussione, proviamo comunque a lanciare un consiglio nell’interesse della città: rompete gli schemi e individuate la persona e le persone autorevoli e preparate per amministrare la città. Non servono né professoroni né funzionari “pseudostanilisti”

    Pace e Bene

  14. La sanità universitaria peggio, come mostra lo stato di ospedali una volta prestigiosi e virtuosi ora non più, pure a latitudini nordiche erroneamente ritenute civili ed immuni dalla peste mafiosa.

    Valga per tutte la realtà pavese, dove la ‘ndrangheta impera sfacciata, come emerge per chi sa intendere e vuole conoscere dalle intercettazioni ambientali che mostrano in che mani è l'”assistenza”.

    Studenti calabresi sono passati dalla laurea in medicina alla direzione della sanità affinché la “casa madre” avesse il controllo totale della società civile in Lombardia:
    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_luglio_15/Corvi-chiarico-e-la-ndrangheta-1703382801071.shtml

  15. Mi meraviglio che Nico si stupisca quando s’incontra con dirigenti sanitari e universitari poco recettivi a ogni ipotesi di meritocrazia senza la quale non si può soddisfare l’esigenza di qualità nell’assistenza e neppure nella ricerca…

  16. Spero vivamente che il “Fratello Illuminato” new entry dotta di questo blog non sia il dott. Piccini come mi dicono alcuni dopo aver letto il suo violento attacco al prof. Ascheri (e a me ad altri) nel suo sito di fb! Il debito dell’università notoriamente l’ha fatto l’Ascheri: c’è solo da chiarirsi se è quello vecchio o quello giovane, ma via dottore, un po’ di rispetto per chi si è esposto seriamente in tutti questi anni contro il “regime” – anche in quelli in cui Lei era sindaco, a proposito, al servizio della Causa!

  17. Laura. È chiaro che vecchi e nuovi arnesi di regime – magari ex comunisti o ex fascisti ecc. e che da rossi divengon neri ecc. – vomitano odio verso il nuovo. Ed è chiaro che solo pochi eroi, tra cui Lor, meriterebbero un monumento per aver chiesto giustizia e la condanna dei colpevoli che godono di appoggi politici, massonici ecc. I colpevoli meriterebbero la forca per aver dilapidato denaro pubblico. La cricca politica -che va da Fli al Pd et ultra – strapagata dovrebbe andare ai lavori forzati. Questa è vera democrazia, il resto son chiacchiere di un regime vuoi “rosso” vuoi clerico-fascista. Ma ci “maturerà” la sporca radio 3 o la sporca Mondadori (parlo di pattume culturale anzi sub culturale). Continueremo a osannare Bersani, il cavaliere nero, Fini, Bobo Maroni e il papa.

    P.S. Leggo che il Fratello Illuminato (di che …rito?), attacca Ascheri e l’era dei soviet. Manca l’era delle corporazioni e Rutelli è fatto. O Casini, il “moderato” doppiogiochista. Al Fratello citerò Lenin, anche se non va di moda, ma solo come corollario per riflettere: “Il potere sovietico è un milione di volte più democratico di ogni democrazia borghese”. Ora mi darà del leninista e magari mi segnalerà a Napolitano, il migliorista amico di Craxi…

    2° P.S. Sempre il “Fratello” parla di Bene Comune. È l’ennesima menzogna kantiana-kelseniana. Ma qual bene comune fanno i nostri delinquenti governanti quando non danno case popolari e tagliano la sanità? Il bene collettivo è solo di parte e io sto dalla parte del popolo, dei poveri, degli oppressi… Da altra parte si parla di bene comune ma è solo il bene dell’intrapresa e delle cricche arricchite in modo indegno. Ora accanto a Lenin il “Fratello” mi metterà con don Gallo, don Zanotelli (“Korogocho”), magari don Santoro…che è reo di far comizi alle Piagge col Curcio, quello delle bierre… Se il Fratello farà così io lo metterò con Kelsen, Napolitano, la Finocchiaro e Bobo Maroni, tutti tesi al “bene comune”…

  18. Senta Laura, con Fratello Illuminato non si gioca con i pettegolezzi da professorini.Tra noi non c’è nessun Piccini e poi noi non siamo attivisti politici. Luce su Luce

  19. @ Fratello Illuminato: «Voler bene alla propria città, alla comunità del vivere quotidiano, significa (o almeno dovrebbe) anche rinunciare nei momenti opportuni agli egoismi personali, pensando al Bene Comune come un collante che ci proietta nel futuro.»

    Caro Fratello Illuminato
    – una sola piscina per andare a farsi una nuotata in una città di sessantamila abitanti (forse settantamila)… è questo il Bene Comune che ci proietta nel futuro?
    – manca un multisala e se vuoi andare a passare una domenica al cinema devi andare a Sinalunga: è questo il Bene Comune che ci proietta nel futuro? Mai frequentato sale cinematografiche a Siena?
    – un ospedale all’interno del quale le auto vengono rubate ai legittimi proprietari (spesso malati gravi o persone che assistono malati gravi) e restituite solo dopo il pagamento (estorsione) di un centinaio di euro: è questo il Bene Comune che ci proietta nel futuro?
    – …e poi l’università col “buco” del quale nessuno sa l’origine… l’ospedale che licenzia in tronco professionisti di fama internazionale… è questo il Bene Comune che ci proietta nel futuro?
    Ma tu vivi a Siena o a Chiusdino?

    Per ora mi limito a questa prima parte del tuo messaggio perché altrimenti mi viene una risposta chilometrica e nessuno la legge.

    Ah, dimenticavo; ecco una citazione di Sir Thomas Moore che ti può interessare: «Ovunque percepisco la cospirazione di uomini ricchi alla ricerca dei propri vantaggi sotto il nome e il pretesto del “bene comune”.»

    Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera.”

  20. Ultimo P.S. Mi sento di abbracciare Nik per quanto scrive mentre stavo scrivendo. Grazie Nik, le voglio bene per quello che ha scritto. C’è bisogno di gente come lei, grazie, lo dico da italiano, senese, cittadino e cittadino perseguitato dal potere senese criminogeno – più che di sinistra questi sono… sinistri, molto sinistri…

  21. @ Fratello Illuminato: «Basti pensare al distacco con cui la politica affronta la realtà pesante di oltre 200.000.000 di euro di buco dell’Ateneo.»

    Ah, i 250 milioni di Euro di buco sono un fatto “politico”? Io credevo che fossero un fatto di rilevanza penale! Ma questo spiega bene, allora, perché nessuno viene preso, messo alla porta con un bel calcio in culo, sbattuto in galera e condannato al risarcimento dei danni fatti (a vita e per un paio di generazioni, se possibile!)… sai, tra politici, questo cose non si fanno!

  22. «Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera.»

  23. @ Fratello Illuminato: «Noi, in considerazione della situazione difficile che vive la città, auspichiamo senso di responsabilità da parte di tutti. Per il bene comune

    A parte che mi sfugge il significato del reiterato “noi“; a parte che per il bene comune ti raccomando sempre la citazione di Sir Thomas Moore, ma raccomandare “senso di responsabilità” a chi ha sempre fatto il proprio dovere e l’ha pagato a caro prezzo, mi sembra come cospargere sale su ferite sanguinanti. Il senso di responsabilità raccomandalo, caso mai (anche se si sa che lo terranno in “non cale”) a quei malviventi che hanno ridotto l’università, l’azienda ospedaliera o la città intera nelle condizioni in cui si trovano ora; altrimenti che si fa; quando c’è da rubare ci pensano gli aguzzini e quando c’è da sacrificarsi si sacrificano solo le vittime? È così che funziona il richiamo alla responsabilità?

  24. Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera.
    /…/
    …Il nemico è disorientato, noi lo molestiamo…
    ,,,Il nemico è in fuga, noi lo attacchiamo…

  25. Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera.

    la politica…la politica…la politica…caro Fratello Illuminato…qui serve solo gente seria e onesta che abbia il coraggio morale e civile di dire la verità, di denunciare il crimine e di chiedere a gran voce la sola cosa necessaria in questo momento: GIUSTIZIA!!!

    Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera.

  26. Caro professore, conosco uno che dopo un viaggio in Marocco tornò a Siena con la febbre e nessuno fu capace di fargli una diagnosi precisa. Dopo un mese di febbri e debilitazione galoppante lo “sverminarono” (così parlò!) con una cura da cavallo a base di antibiotici. Ora sta benissimo. Giusto per dire che quando una casa prende fuoco non sempre possiamo aspettare di individuare le cause esatte dell’incendio prima di deciderci a chiamare i pompieri.
    So di essere in minoranza, ma riguardo alla giustizia ribadisco che, eccezion fatta per i pochi che per anni hanno visto e parlato, a Siena c’è un colossale concorso di colpa che coinvolge mezza città. A parte le onnipresenti furberie di bottega, la peggiore cosa che è successa è che qualcuno ha creato posti in eccesso rispetto al necessario. Per leggerezza, incapacità, inefficienza, incompetenza, abuso di potere, incoscienza, interesse o malafede che sia stato. Dato l’enorme buco di bilancio qualche malfattore c’è stato di sicuro. Però non ci sono stati malfattori di passaggio che si sono portati via il malloppo. Il malloppo sparito è stato dilapidato tutto dentro Siena ed i dindirindini rimbalzano ancora di casa in casa e da persona a persona. Per questo una volta proposi che a pagare dovesse essere anche l’intera città ed ogni singolo cittadino. C’è stata una gestione scellerata di cui moltissimi hanno goduto ed ora i nodi sono venuti al pettine. Vanno individuati i maggiori responsabili ma andiamoci cauti con la forca facile. Perché se sono colpevoli quelli che hanno creato posti in eccesso non è che quelli che quei posti li hanno acchiappati possono fischiettare spensierati come se non fossero coinvolti. Quando questi acchiappavano il posto il buco cresceva e magari ne erano anche consapevoli. Togliendo il “magari” nei casi eclatanti in cui si sono fatti i concorsi farsa col fine preciso di sistemare gli unti dal Signore. In barba a qualsiasi contingenza avversa se non a qualsiasi cataclisma. Di fronte alla prospettiva della propria sistemazione gli uomini diventano stranamente miopi e discernono con difficoltà magagne o buchi. C’è il posto da acchiappare! Buchi neri e bilanci fallimentari diventano arcanamente affari altrui e comunque non rilevanti. Nei casi nobili gli uomini diventano come quei bambini che combinano la magagna e poi negano con sincerità ogni responsabilità per un loro naturale meccanismo di difesa o codice innato di sopravvivenza. Brutte bestie.
    Sia come sia, quando si cerca sistemazione e si riesce a trovare un posto non ci si pone domande: si prende il posto, ci si compra la macchina, si mette su famiglia, si fanno i figli e li cresce.
    Nella realtà delle cose qua hanno sbagliato tutti, datori allegri ed accettori miopi o bambini. Con un buco di 270 milioni hanno cambiato rettore eleggendo quasi quello di prima. C’è una colpa? E se c’è di chi è se non di tutti?
    Non si possono demolire le famiglie che si sono formate coi soldi del buco. Non si possono sopprimere i figli che sono nati. Non si possono annientare tutti quelli che hanno preso e prendono uno stipendio gravando su un bilancio fallimentare. Perché dobbiamo infierire con la quantità di forca che a mò di medicina vogliamo somministrare ai datori allegri? Sono solo loro i responsabili? Perché quando c’è da festeggiare fanno festa tutti e quando c’è da piangere devono piangere solo alcuni? È questa la società di giusti che vogliamo? Andiamoci cauti con la forca!
    Vivendo al di sopra delle nostre possibilità è scoppiato un putiferio. Si chiariscano bene i meccanismi perversi e se ne tragga una lezione per evitare di perseverare nell’errore. Si individui chi ne è stato l’artefice maggiore e lo si flagelli in proporzione al danno arrecato, senza però dimenticare che, meritatamente o meno, dagli errori di costui c’è chi ne ha tratto estremo beneficio e con prospettive di sola festa e mai di pianto.
    Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e che i malavitosi vengano sbattuti in galera. Caro Domenico, nulla da eccepire. Sono parole di indubbia saggezza. Aggiungo un carico da 11: se ci sono malavitosi di mezzo suggerisco a chi li chiude in galera di buttare via le chiavi.
    Quando non ci sono malavitosi che hanno rubato, ammazzato, stuprato o trafficato droga queste parole mi sembrano però eccessive ed userei termini più pacati.
    Non rinuncio a chiedere giustizia. Sono solo un po’ sfiduciato verso quella che osserviamo. Forte coi deboli. Debole coi forti. Inefficiente. Intasata. Quindi disattenta. Ed un sistema con due pesi e due misure che dipende poco dalla magistratura e molto dalla nostra storia.
    Quanto tempo è passato da quando Focardi ha ufficialmente scoperchiato la pentola?
    Quanto tempo è passato da quando, ben prima di Focardi, hanno cominciato a circolare voci allarmanti (grazie al professore e a pochi altri) senza che la magistratura alzasse le antenne per tempo?
    Vorrei tanto assistere al trionfo della giustizia. Essere ancora vivo tra 36 anni non mi dispiacerebbe. Non essendo un forcaiolo che ha fiducia in questa giustizia il non plus ultra sarebbe vedere tutti assolti per sufficienza di prove. Tra 36 anni, si capisce!
    Caro Cosimo Loré, capisco la tua indignazione ed ammiro la tua perseveranza nel denunciare. Forse lo farei anch’io se conoscessi l’ambiente dall’interno. Il nuovo rettore è stato eletto e la mia impressione è che non ci saranno cambiamenti epocali di rotta. Posso solo sperare di sbagliarmi. La magistratura segue imperterrita il suo corso e tra 36 anni sapremo la verità. Che dire? Occorre continuare a parlare. Forse qualcosa nascerà ed in ogni caso qualcosa rimarrà.

  27. …va bene, smetto di pensare alla “giustizia” e mi metto a riflettere sulle altre possibili opzioni…

    …la vendetta mafiosa ovvero il perdono cristiano!

    …mi pareva però di non aver confuso la faticosa e doverosa ricerca della giustizia con la “forca”!!!!

    …ho riflettuto e insisto con la fiducia in quella giustizia che è difettosa come tutte le cose umane!

    …forse non si è letto il contenuto del blog che rappresenta anche una preziosa fonte di documenti

    …ad esempio nel mio caso ogni volta che mi sono rivolto alla giustizia questa ha risposto subito!

  28. …sullo “sverminare” posso concordare, ma qui c’è da stabilire chi sono i “vermi”!

  29. Non concordo sul “chi ha avuto ha avuto ha avuto” né su “più tasse per tutti” perché contrari ad una serie di fattori non ininfluenti e irrinunciabili: la morale, la legge, la natura e la logica!

    Qui c’è da rifondare un ateneo e non lo si può fare se non a prezzo di vari sacrifici – già avviati con la dolorosa vendita del patrimonio immobiliare – ma dettati da questi fattori!

    Naturalmente non è lecita una difesa in blocco di nulla e di nessuno, ma è d’obbligo riferirsi solo all’eccellenza morale e scientifica, senza di cui non esistono né la ricerca né la didattica!

    E che senso avrebbero parole come “qualità” e “competitività”? E perché uno studente partirebbe da lontano per cercarsi un posto letto a Siena, visto che vi è un ateneo in ogni provincia?

  30. «Anche quelle che nel resto d’Europa sono considerate eccellenze sono destinate a scomparire dagli atenei. Laboratori, corsi di laurea, insegnamenti importanti, il prossimo anno saranno inevitabilmente cancellate perché non ci sono soldi neanche per le docenze di routine. A noi sono stati dati 800 mila euro a fronte di 1 milione e mezzo richiesto. Questi soldi, che ancora non sono arrivati, non copriranno tutte le esigenze, è impossibile da credere. Da qui a un anno la situazione sarà ancora più catastrofica se non si investe invece di tagliare.»

    Bartolomeo Azzaro
    Prorettore della Università “La Sapienza”
    Roma 17 novembre 2010

  31. Tiriamo le somme cercando di usare il blog in maniera razionale ed utile: se le cose stanno esattamente come ormai qui tutti in vari modi andiamo ripetendo non c’è spazio né tempo per affabulare o rimandare i pochi atti dovuti!!!

    Se l’Italia ed in particolare l’unico ateneo che è presente nell’olimpo dei top versano in condizioni simili cosa si dovrebbe dire e fare per il nostro?

    Non certo quello che imperterriti hanno fatto gli amministratori subentrati a disastro in atto cioè pensionamento anticipato di docenti con il blocco di ogni assunzione e progressione nella carriera, incremento di impiegati ed uffici al posto di una informatizzazione economica ed efficiente, sedi e centri sparsi con dispersione d’uomini e risorse!

  32. Petracca, ok, molto giusto! Troppa gente è stata zitta, e troppa gente oggi pontifica sotto l’anonimato, è verissimo… andate in facebook a quel fratello illuminato che fa varie parti in commedia ma il fine sembra <chiaro, almeno a me…

  33. Caro Roberto,
    con gli stipendi dell’università, francamente non vedo questo gran formarsi di famiglie con figli che tu prefiguri e ritengo che i fatti siano molto diversi dalle ipotesi che tu fai.
    Al di là di questo, non dimentichiamo che il principio del “divide et impera” è stata la bandiera di molte dittature, non solo nel senso di dividere i regni in tante piccole regioni amministrate autonomamente, ma anche nel senso di dare un contentino a tutti perché più gente è contenta (o “contentina”), più voti si possono ottenere per perpetuare la dittatura (magari facendo finta che si tratti di una democrazia)… e questa mi pare, in molti sensi, la storia più recente dell’ateneo senese.
    Se il “patronus” distribuisce ai “clientes” roba che non gli appartiene, al solo scopo di tenerseli buoni per le prossime elezioni, “patroni e clientes” sono entrambi colpevoli… i “patroni” perché si appropriano indebitamente di ciò che a loro non appartiene e i “clientes” perché ottengono, da un rapporto privilegiato col “patronus”, vantaggi che a loro non spettano, ma spetterebbero invece ai meritevoli e ai capaci.
    L’entità del reato è senz’altro diversa, ma tu che faresti, condanneresti il patronus e assolveresti i clientes perché con dei soldi rubati hanno messo su famiglia? E allora quando cambierà mai questo Paese?
    Tu, Roberto, non ti incazzi, quando sei ad aspettare in fila e vedi i soliti furbi che sgattaiolano scavalcando tutti gli altri che sono in fila per non stare ad aspettare? Mi dirai che c’è una bella differenza tra scavalcare dei posti in un fila e mettere su famiglia con denaro pubblico che dovrebbe essere destinato a chi merita ed è capace (non a chi può garantire un voto in più!)… beh, per me no, non c’è differenza… il problema è “culturale”; sociologico, se vuoi… e qui veniamo al discorso delle parole “forti” per definire chi ruba.
    Mi dicono che io sono uno che vede tutto bianco o nero (in realtà sono interista e “aborro” questo abbinamento!) e non riesco mai a vedere le diverse sfumature del grigio; allora io dico che uno o è onesto o non lo è, o è criminale o non lo è e non ci possono essere vie di mezzo perché quando sei lì nel mezzo e guardi alle tonalità del grigio, come fai a stabilire il limite oltre il quale puoi definire uno ladro o criminale, “ladrino” o “criminalino”?
    Chi ruba è ladro, e basta, sia che lo faccia per garantirsi voti o consenso popolare, sia che lo faccia perché associandosi ad un “patronus” ottiene dei vantaggi che per diritto, merito e capacità, spetterebbero ad altri! …poi, la famiglia ce l’abbiamo tutti… e degli onesti e vessati con famiglia, cosa ne facciamo? Li facciamo assistere impotenti allo scempio del perdono per i “poveri” clientes che “ignari” hanno ricevuto i favori del patronus? Questa è Giustizia, secondo te?

    Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera.

  34. P.S. Vorrei contraccambiare le manifestazioni di simpatia di “The Bardo” nei miei confronti. Molte mi sembrano le idee che ci accomunano e, a questo punto, anche il destino di “perseguitati”.

  35. Domenico, sia che si tratti di precari e sia che si tratti di stabilizzati, da noi gli stipendi non credo che siano profondamente diversi rispetto a quelli dell’università. Vedo che non appena uno si assicura il posto mette su famiglia. E’ matematico: sei mesi dopo essere state assunte a tempo indeterminato le donne hanno già un gran bel pancione. Immagino che succeda anche all’università. Che poi i soldi non bastino mai è pacifico anche per Berlusconi.
    La similitudine tra democrazia e dittatura che fai la capisco ed in parte la condivido ma farei attenzione a non generare confusione in qualche sprovveduto che per puro accidente dovesse leggerci.
    Il meccanismo dei patrones e dei clientes che brillantemente hai esposto è un meccanismo che si usa per creare consensi e voti in tutte le democrazie del mondo. Democrazie che sono più o meno avanzate a seconda di quanto i patrones tengono conto della meritocrazia nella distribuzione dei posti di lavoro, di quanto i patrones riescono a non scialare risorse pubbliche e a non abusare del potere nel costruire consensi e di quanto i clientes sono civili e istruiti e votano persone oneste come succede a Londra, Vienna o Berlino invece di votare mafiosi come spesso accade da noi.
    Nelle dittature il meccanismo dei patrones e dei clientes vale niente. Nelle dittature o non si vota o si vota con la pistola alla tempia. Nelle dittature prevale la capacità del dittatore di comandare e dei peones di obbedire. Per chi non è d’accordo c’è una varità di strumenti: olio di ricino, sopraffazioni, violenze, deportazioni, desaparecidos, fosse comuni, lager, carceri, camere a gas, propagande, lavaggi del cervello e via discorrendo.
    Chiariamo poi che i posti di lavoro non sono dei contentini ma sono lo strumento principale attraverso cui la gente si realizza e conquista dignità.
    Non ho detto che i clientes vanno perdonati. Ho detto che è difficile togliergli la famiglia costruita coi soldi del buco ma che devono pagare tutti. Ho detto che deve pagare un’intera città in cui tintinnano i quattrini del buco.

  36. non voglio insistere per non monopolizzare il blog…e mi può anche andar bene almeno una parte di quello che dici…ma sugli onesti che se la prendono sempre in quel posto hai sorvolato di proposito? Loro non prenderanno un premio per essere stati onesti e aver fatto sempre il loro dovere, neanche se a pagare sarà tutta la città! Sono rimasti disciplinatamente “in fila”, hanno visto consumarsi lo scempio pubblico dell’università, si sono visti passare avanti i “clientes” che meritavano meno di loro, hanno tenuto nel cassetto sogni e ambizioni e ora DEVONO PAGARE (in denaro e non solo) per quello che i malviventi hanno rubato…e così si torna da capo:
    POICHE’ IL DELINQUERE PREMIA SEMPRE, ALLORA CHI TE LO FA FARE A ESSERE ONESTO?
    Tu che riconosci la piaga della Giustizia negata, non ti sei accorto che in questo Paese i malfattori e i corrotti vengono idolatrati e i giusti e gli onesti considerati dei poveri coglioni?…e credi veramente che si possa andare avnti così?…se c’è da pagare, PAGHI CHI HA SBAGLIATO; questa sarà già una svolta storica!

    Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera.

  37. Le democrazie non esistono, non sono mai esistite, neppure ad Atene, sono un archetipo, un sogno.

  38. Grazie Nik, di cuore. Per me è un momento difficile ma…il futuro appartiene ALLE PERSONE PERBENE, volendo anche “bipartisan”…

    Chiediamo che la giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera

  39. Domenico, avevo sorvolato sul resto del tuo post per non essere petulante e noioso.
    Sono perfettamente d’accordo che il merito e la capacità andrebbero premiati, trasformando questo paese in una democrazia avanzata.
    Semplificare riducendo tutto al bianco e al nero è comodo ma ti faccio notare anch’io che le infinite tonalità di grigio esistono. C’è chi ruba un panino per fame e c’è chi incassa tangenti milionarie. Certamente sono tutti ladri ma al primo basta spiegare che per procurarsi un panino potrebbe fare un qualche lavoretto mentre i secondi vanno carcerati dopo avergli confiscato ogni bene. Tra i due gradi di ladrocinio ci sono infinite tonalità ed infinite pene commisurate che si possono adottare. Per questo dico “andiamoci cauti con la forca”, altrimenti finiamo al Far West.
    Insomma, Domenico, avevo sorvolato per non dire cose scontate.

    Paghi chi ha sbagliato, è chiaro! Sfondi una porta aperta.
    Il punto sul quale non concordiamo è che per te hanno sbagliato solo alcuni mentre per me hanno sbagliato moltissimi. Se vogliamo restringere il campo dall’intera città alla sola università basta notare che è stato eletto il nuovo rettore e nonostante il disastro le cose sembrano rimaste come prima. Non c’è colpa di molti in questo?
    Ovviamente non si può fare un processo preventivo a Riccaboni ma se non erro si tratta di uno che in passato ha fatto parte del sistema. Sicuramente è uno che ha lavorato guadagnandosi onestamente lo stipendio e gli auguro ogni bene, ma non mi pare si sia distinto nel denunciare i fatti che hanno affossato l’ateneo.
    La situazione prevedeva di convincere il Prof. Grasso a candidarsi per poi eleggerlo a furor di popolo e di democrazia avanzata. Non che il Prof. Grasso abbia bacchette magiche in grado di sanare ogni male, ma per una maggior possibilità di cambiamento che la sua storia prometteva.
    Lo so! Il sistema di potere. I DS, i DC, i socialisti, i sindacati, i fascisti, i comunisti, i democratici, la peronospora, il Bisi, le nuvole basse, il vescovo, la fondazione, le contrade, il palio e la grandine. Il fatto è che non si possono rimandare le rivoluzioni per cattivo tempo sempre, come se fossimo una repubblica delle banane. Di fronte a un buco di 270 milioni le rivoluzioni vanno fatte. Se non si fanno la colpa non è della grandine ma di tutti. Paghino tutti e non soltanto chi aveva le responsabilità più grosse.

  40. …il manicheismo non è cosa buona e giusta, si sa! Ma la giustizia penale è così come dice Nico: si è condannati o assolti e l’insufficienza di prove non esiste più…

    Sul resto, che è la sostanza della questione, siamo d’accordo: Grasso era la scelta giusta e la rivoluzione sarebbe la vera svolta, ma è noto che le vicende umane son contorte e sofferte…

    …e agli spiriti migliori tocca spesso un destino poco invidiabile, come emerge da un libro assai significativo, che fa onore all’autrice, docente della nostra università:

    http://www.silviaronchey.it/articoli/noi_antichi/antichi/lastampa_140410.html

  41. Sempre dotto il Prof. Lorè, grazie!

  42. …gli applausi al boss della ‘ndrangheta da poco arrestato http://www.parolibero.it/it/cronaca/ndrangheta-boss-tegano-reggio-calabria.htm, http://www.ratedesi.com/video/v/aRfzdjGzfEU/Giovanni-Tegano,-il-boss-latitante,-applaudito-fuori-dalla-Questura, confermano la mia tesi: in un Paese dove delinquere è sempre premiato, è meglio delinquere che essere onesti …nel piccolo e nel grande, nel poco e nel molto, nel “grigio quasi bianco” e nel “grigio quasi nero”.
    Quindi paghi chi ha colpe e chi è onesto venga premiato se vogliamo salvare l’università e il Paese… Roberto dice che è scontato, ma visto che ne stiamo discutendo da un paio di giorni, forse così scontato non è ed è meglio ribadirlo in chiaro:

    Chiediamo che la Giustizia faccia il suo corso e i malavitosi vengano sbattuti in galera

    …noto che non solo la gente comincia a mostrare solidarietà a chi delinque, ma che la fiducia nella Giustizia va scemando di giorno in giorno.
    Io dovrei essere il più sfiduciato di tutti, vista la mia storia, che Cosimo e Giovanni, tra l’altro, conoscono molto bene. Ma mi dico anche che se andiamo avanti così, presto cominceremo a rinchiudere in carcere quei poveri “coglioni” che credono nel rispetto del prossimo, delle regole e delle istituzioni!
    La Giustizia può accertare puntualmente colpe e reponsabilità e, per quanto Cosimo lo neghi e Roberto ci creda poco, all’accertamento delle responsabilità può sempre corrispondere un pena adeguata e commisurata alle stesse. Se non crediamo questo, davanti a noi abbiamo solo il “Far West” o la Giungla… con le loro leggi… non certo la “Società Civile”.

  43. [...] Cosimo Loré. Senza una precisa diagnosi non è possibile alcun progetto terapeutico per l’ateneo senese [...]

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