Università di Siena: in sciopero con il sordo

24 aprile UNI(TI)SI SCIOPERA

RSU d’Ateneo, Cisal, Cisapuni, Cisl, Flc-Cgil, Ugl-Intesa, Uil-Rua, Usb P.I. Non può che suscitare costernazione la nota inviata dal Rettore venerdì scorso. Ci si domanda quale intento avesse, il Magnifico, nel comunicarci per l’ennesima volta le stesse spiegazioni vuote sulla sospensione del trattamento economico accessorio, TEA. In sei punti è spiegato ciò che abbiamo già sentito innumerevoli volte: la giustificazione di una scelta scellerata che non ha alcuna logica. La sospensione non è caduta come un meteorite addosso all’Ateneo, è stata decisa e messa in pratica unilateralmente dalla Direttrice Amministrativa di concerto con il Rettore. La sospensione illegittima è stata comunicata per mail a tutto il personale senza minimamente riflettere su ciò che avrebbe provocato. Rispondiamo punto per punto alla nota:

1. La voce è stata indicata in bilancio perché è obbligatorio indicarla, come lo è erogare il TEA. Non è stato un atto di generosità, o di considerazione nei confronti del personale tecnico e amministrativo, inserire la voce in bilancio ma un atto dovuto per legge. Il vero atto che denota la considerazione che Direttrice Amministrativa e Rettore hanno del personale tecnico e amministrativo è la sospensione!

2. La certificazione dei fondi 2009-2010 non è di difficile interpretazione. I verbali sono stati resi pubblici e molti li hanno letti. Questa questione poi non va confusa con la sospensione del TEA del gennaio 2011. Infatti la favola della certificazione fantasma è del luglio 2011, sette mesi dopo la sospensione! Si decida poi cosa si vuole sostenere, la certificazione è assente o lacunosa? «Non è stato possibile attivare la contrattazione per l’anno 2011 e per l’anno 2012 a causa dell’assenza della certificazione della compatibilità economico-finanziaria dei fondi relativi al biennio precedente. Le certificazioni precedenti, 2009 e 2010, risultano infatti lacunose o di incerta interpretazione.»

3. Mef, Aran e Dipartimento della funzione pubblica sono stati interpellati ma dopo la sospensione che peraltro nessuna di queste tre istituzioni ha consigliato, anzi sono in palese difficoltà nel rispondere. la questione è stata così ingarbugliata dalla nostra Amministrazione che rischia di creare problemi in tutte le Pubbliche Amministrazioni. Avallare il concetto di sospensione di una voce fondamentale della retribuzione del personale di una P.A. se fosse avallato dal MEF genererebbe uno tsunami nel resto d’Italia, quanti dirigenti con Amministrazioni in difficoltà vorrebbero fare come la nostra Direttrice Amministrativa.

4. Nessuno ha mai chiesto di prescindere dagli errori fatti nel passato, cioè dal 2000 al 2009 evidenziati dall’ispezione del MEF. Anzi la RSU e le OO.SS. hanno proposto di erogare i fondi 2010 e 2011 costituiti correttamente e poi quando arriverà un accertamento della maggiore spesa precedente discutere se e come vada recuperata. Infatti, la maggiore erogazione, peraltro basata su di un errore fatto unicamente dall’Amministrazione, non è accertata da nessun organo di controllo, a oggi. Ciò che è grave è che sulla base di un qualcosa di non certo si sia già fatto un taglio certo sul fondo del TEA in bilancio. La somma che la Direttrice Amministrativa toglie dal fondo come recupero su quanto maggiormente erogato in passato è illegittima e basata su conti non definitivi. Va chiarito infine che non un euro in più è stato erogato al personale perché tutto ciò che abbiamo avuto era previsto dai contratti collettivi integrativi. Le somme di cui si parla per semplicità come somme in più sono determinate all’origine al momento della costituzione del fondo dall’Amministrazione.

5. Le somme in bilancio ci sono, però decurtate, per cui generano già una minore spesa e incidono meno sul rapporto fra entrate e uscite. Va poi scritto che se le somme si mettono ma non si spendono queste non incidono sul disavanzo strutturale annuale dell’Ateneo. Se spendo 140 per il personale e non spendo i 3 milioni lordo datore di lavoro per il TEA, sono tre milioni in meno che escono sulla voce personale. Il problema poi non è di bilancio ma di liquidità. La difficoltà di liquidità genera forti problemi nel pagare tutte le spettanze e tre milioni in meno fanno gola.

6. Lo stallo venutosi a creare è unicamente dovuto all’illegittima decisione assunta 15 mesi fa. La soluzione l’abbiamo proposta più volte, ma ogni volta si è cercato di tirare fuori dal cappello un nuovo problema per rimandare la soluzione. Come quello della certificazione assente e lacunosa (?) del 2009 e 2010 che a luglio 2011 è servita a prendere tempo. Noi proponiamo di riprendere ad erogare il TEA. In 15 mesi non avete ottenuto o dato risposte a nessuno, avete fatto aumentare il contenzioso davanti al giudice del lavoro in modo esponenziale e avete portato il personale tecnico e amministrativo, insieme ai Cel e agli studenti allo sciopero. Complimenti avete dimostrato di saper gestire al meglio una Pubblica Amministrazione! Il periodo di sospensione imposto da Rettore e Direttrice Amministrativa deve finire e il 24 aprile è un buon giorno per cominciare un nuovo periodo.

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12 Risposte

  1. Segnalo l’adesione allo sciopero di Francesco Andreini (segretario circolo PRC Siena “Viro Avanzati”) e Matteo Mascherini (segretario provinciale PRC Siena)

    «Il partito della Rifondazione Comunista – Federazione provinciale e Circolo PRC “Viro Avanzati” di Siena – esprimono la loro piena solidarietà al personale tecnico e amministrativo dell’Università di Siena il quale ha indetto per oggi uno sciopero di due ore e un’assemblea presso l’aula Magna storica del Rettorato.
    Ancora una volta si intende far ricadere la responsabilità di un dissesto economico, figlio di anni di sperperi del capitale dell’Ateneo, sulle spalle di chi certamente in esso non ha responsabilità: i lavoratori. E a questo gioco il nostro partito non ci sta.
    E’ evidente a tutti, oramai, che negli anni passati l’Università senese ha vissuto in un’epoca dorata sostenutasi tramite spese scriteriate quali costose consulenze esterne, sedi distaccate, cene, palchi al Palio, e quant’altro, senza mai voler gettare un occhio al bilancio. E in questa “aurea aetas”, un’altra grande somma di denaro è andata anche in assunzioni eccessive, spesso dettate più da volontà politiche e/o elettorali che non da necessità effettive di personale e docenti. Ma è paradossale che oggi, finita questa età dell’oro, ogni volta che si parli di risanamento lo si faccia sempre tirando i ballo i soli lavoratori, mentre i veri artefici di tali politiche di sprechi occupino ancora impuniti e indisturbati le loro poltrone all’interno come all’esterno dell’Università.
    Purtroppo nessuno sembra preoccuparsi della rapidità con cui l’Ateneo procede nella sua iperbole di paradosso. Si è iniziato con le categorie più deboli, e dopo i Collaboratori ed Esperti Linguistici, ricercatori e stabilizzandi, adesso è la volta dei tecnici-amministrativi, che da più di un anno, ormai, si vedono sospendere l’erogazione del Trattamento Economico Accessorio.
    Ancora più paradossale però, per procedere nella nostra scala crescente, è la politica fortemente antisindacale con cui la direzione amministrativa ha preso tale scelta, che, ancora una volta come due anni fa, non ha alle spalle né una contrattazione con i sindacati e il personale, né un via libera da parte del Ministero dell’Economia (che ancora in proposito deve pronunciarsi), ma deriva anzi da una decisione unilaterale e autoritaria della dottoressa Fabbro.
    Non sapremmo definire se di grado maggiore o minore, ma sicuramente ad un livello alto di paradossalità, sta inoltre la volontà -nuovamente autoritaria e unilaterale- dell’Amministrazione di negare da un giorno all’altro i contributi per le spese sociali ai suoi dipendenti, ad esempio per gli asili nido, contributi pagati da un fondo già stanziato, ma che l’Università ha deciso piuttosto di destinare alla costruzione di un nuovo asilo. E mentre i lavoratori non solo non si vedono più rimborsati per le loro spese sociali, ma subiscono anche un taglio allo stipendio, e mentre i ricercatori non hanno più riconosciuto il rischio chimico e radiologico, il Rettore ha ancora la sua indennità e la Direttrice Amministrativa si è auto-assegnata la fascia più alta di rimunerazione.
    Sarebbe poi impensabile che questa condizione di difficoltà, in cui i lavoratori sono costretti ad operare, non ricada anche sugli studenti, con una diminuzione del numero e della qualità dei servizi offerti, proprio in un momento in cui il governo Monti vota decreti attuativi che comporteranno un aumento delle tasse universitarie. Tuttavia, in questo clima di paradosso, nessuno sembra poter far cambiare idea alla direzione universitaria, convinta di procedere nella direzione migliore per il risanamento ed il rilancio dell’Ateneo senese; nessuno, neppure i giudici e le sentenze della corte d’appello! (si veda ad esempio per la vicenda dei CEL).
    Che questo non sia il modo per risanare un’università in crisi a noi sembra lapalissiano, e finché non si cambierà strutturalmente la politica interna dell’Ateneo, ponendo al centro i lavoratori e gli studenti, non si uscirà certamente da questo vortice.
    Infine, a fare da cornice a questa paradossale situazione, si inserisce il ruolo svolto dal Comune di Siena e dalla Provincia, i quali pur avendo voce in capitolo in quanto presenti coi loro rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione dell’Università, languono in un colpevole silenzio.
    Perciò, nell’esprimere la più completa solidarietà e vicinanza ai lavoratori dell’Università di Siena -giustamente esasperati e stanchi di lavorare le notti, le domeniche e gli straordinari senza essere retribuiti-, ci impegniamo a mobilitarci presso il Consiglio Provinciale per promuovere una vera politica di opposizione alla paradossale devastazione dell’Università di Siena.»

  2. SCIOPERO DIPENDENTI UNIVERSITÀ SIENA – Solidarietà Lega Nord: “Sbloccare contrattazione e cancellare taglio salario accessorio”

    In vista dello sciopero dei dipendenti dell’Università di Siena, la Lega Nord Siena, oltre ad esprimere la propria «solidarietà», chiede «che si sblocchi la contrattazione all’interno dell’Ateneo senese e che il taglio illegittimo del salario accessorio venga immediatamente cancellato, ripristinando la legalità. D’altronde, dal Rettore Angelo Riccaboni non ci potevamo aspettare altro. Riccaboni sta chiaramente tentando, fin dal suo insediamento, di far ricadere sui tecnico-amministrativi il peso della disastrata situazione economica del nostro Ateneo. Un atteggiamento del genere è ingiusto ed inaccettabile per uscire dalla crisi nel quale la politica e le lobbies hanno condotto il nostro Ateneo.

    Assurde suonano, oggi, le prese di posizione, volte ad esprimere la solidarietà ai tecnico-amministrativi, da parte degli esponenti dei partiti politici che siedono nella maggioranza del Comune di Siena. In questo momento così delicato, a nostro giudizio, solo un “patto di solidarietà” tra docenti e tecnico-amministrativi potrebbe migliorare la situazione e far sì che i tagli non siano solo unilaterali e palesemente ingiusti».

  3. Il Coordinamento senese di Futuro e Libertà esprime la propria vicinanza alle lavoratrici ed ai lavoratori dell’Università degli Studi di Siena che domani 24 aprile sciopereranno per protestare contro l’iniqua ed ingiustificabile sospensione del pagamento del salario accessorio nei confronti del personale tecnico ed amministrativo.
    Poco convincenti appaiono le motivazioni ‘tecniche’ della sospensione comunicate alla stampa dal magnifico rettore e aver costretto i lavoratori a privarsi di una parte della retribuzione dimostra l’incapacità dei vertici dell’amministrazione universitaria di trovare soluzioni ad un problema che si trascina da oltre un anno e che sta provocando un grave pregiudizio a tante famiglie senesi.
    In un periodo di forte recessione far venir meno a tanti lavoratori una parte della retribuzione significa ridurre le capacità di spesa delle famiglie e contribuire a mettere in ginocchio un sistema economico e produttivo già in forte crisi. Alla luce di questi fatti appare poco credibile, se non addirittura risibile, l’iniziativa di quelle istituzioni locali che lo scorso 13 aprile hanno siglato un protocollo d’intesa per un nuovo sistema di governance delle Terre di Siena per lo sviluppo del territorio (progetto infelicemente ribattezzato “Governo dei nove”). Molte di questi enti ed istituzioni fanno parte di quel tavolo interistituzionale, presieduto dal sindaco Ceccuzzi, che avrebbe dovuto guidare l’Ateneo verso il risanamento ed il rilancio e che, invece, oltre a non essere convocato da diverso tempo, non ha prodotto alcun risultato concreto.
    Ribadiamo, quindi, la nostra solidarietà ed il sostegno ai dipendenti dell’Università di Siena ricordando a chi ha ancora una coscienza una celebre frase del saggista austriaco Franz Fischer: “Chi mangia dimentica la fame altrui”.

  4. Partito Socialista Riformisti Siena

    Mercoledì l’Italia festeggerà un 25 aprile diverso, più ricco di significati rispetto agli scorsi anni. Dopo il nazifascismo ed i regimi totalitari (di destra e sinistra) del secolo scorso come storica privazione della libertà, nei giorni d’oggi è la mancanza di lavoro che rappresenta il più terribile elemento di costrizione delle persone. Ci viene in mente il pensiero del presidente Socialista Sandro Pertini, ultimamente adottato anche dalle forze politiche ben lontane da lui: “Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero”. Domani, martedì 24 aprile, scenderanno in piazza i dipendenti dell’Università per difendere il loro stipendio. Il Partito Socialista non può che essere al loro fianco, così come è vicino a tutti i lavoratori che difendono il loro stipendio ed il loro salario. Avevamo chiesto dai banchi del Consiglio Comunale il gesto simbolico da parte della dirigenza dell’Ateneo di ridursi i compensi, come nel caso del direttore amministrativo, che dovrebbe essere il timoniere del risanamento. Se si chiedono sacrifici ai dipendenti è infatti obbligatorio dare l’esempio per primi, ma ciò non è avvenuto. Non convincono in pieno neppure le “ragioni tecniche” che hanno portato alla sospensione dell’erogazione del Trattamento Economico Accessorio (Tea) al personale tecnico e amministrativo. Allo stesso tempo aspettiamo con grande fiducia l’esito delle indagini della magistratura, che potranno anche contribuire a fare luce su molte pagine dei bilanci i cui conti sono stati pagati per adesso soltanto dai ricercatori, dai lavoratori, dai precari, dalle cooperative e dai fornitori. Se parliamo di lavoro un pensiero deve andare anche a Siena Biotech ed al grande sforzo che tutte le parti stanno compiendo per salvare i posti di lavoro ed un patrimonio di conoscenze importantissimo per il futuro della città e della ricerca. In questi giorni non sono solo i dipendenti di queste due importanti istituzioni cittadine a vivere ore di grande preoccupazione. Ci sono anche i lavoratori di tante aziende del territorio che sono stati costretti alla cassa integrazione o all’utilizzo di altri ammortizzatori sociali. Anche in questo caso siamo al loro fianco, così come siamo vicinissimi ai tanti onesti imprenditori e artigiani che stanno facendo l’impossibile per salvare le loro aziende ed i loro collaboratori.
    E’ dunque evidente come il 25 aprile 2012 non possa e non debba essere celebrato solo come un monito verso il ricordo del nazifascismo, ma anche come un giorno denso di straordinaria modernità, visto che il concetto di libertà, a nostro parere, mai può essere separato da quello di lavoro, proprio come ricordò anche Franklin Delano Roosevelt “La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature”.

  5. Martedì 24 aprile 2012 i lavoratori dell’Università di Siena scioperano per rivendicare i loro diritti, salariali e non solo. Le sigle sindacali si sono ricompattate, al cospetto di sacrifici imposti alle categorie più deboli dei lavoratori e a relazioni aziendali difficili da interpretare.
    In un momento di grave crisi economica, che nella nostra città colpisce e colpirà in modo particolarmente duro, per i lavoratori dell’Università i sacrifici ulteriori che vengono loro ingiustamente imposti sono certamente una difficoltà ardua da superare, per loro e per le loro famiglie.
    Anche da Impegno per Siena giunga a quanti manifesteranno civilmente, ma fermamente le loro ragioni tutta la solidarietà mia personale e di Impegno per Siena.
    Purtroppo, le istituzioni senesi, nella vicenda della crisi dell’Ateneo, non sembrano brillare per presenza ed efficacia di azione. Da parte nostra faremo quel poco che è nelle nostre possibilità, a cominciare dalla pressione sul sindaco di Siena affinché torni ad attivare il Tavolo interistituzionale, non convocato da troppo tempo e finora povero di risultati.

    Marco Falorni – IPS

  6. Il DASDimensione Autonoma Studentesca-, oggi 24 aprile scende in piazza con i lavoratori dell’Università per solidarizzare con la loro protesta e denunciare le politiche depredatorie e autoritarie dell’amministrazione Fabbro – Riccaboni.
    Il taglio dell’integrativo, il blocco dei contratti, il taglio dell’accessorio ai CEL, il taglio dei contributi per le spese sociali, mostrano l’esplicita volontà di far pagare ai lavoratori il prezzo di un debito che non è il loro bensì della classe politica che ha gettato nel baratro economico la nostra Università. Da quando si è “scoperto” il buco finanziario non si è fatto altro che parlare di sacrifici, della necessità di uno sforzo da parte della comunità accademica tutta, per risollevarsi dalla crisi. I lavoratori per primi hanno accettato responsabilmente questa “ sfida” in virtù di quello sforzo collettivo tanto conclamato dal Rettore e dall’amministrazione. Non a caso i lavoratori dell’Università hanno atteso un anno prima di entrare in stato di agitazione.
    A questa disponibilità l’amministrazione ha risposto con politiche di fascismo aziendale. Viene spontaneo il confronto tra la dottoressa Fabbro e Marchionne se pensiamo che, mentre i lavoratori vengono messi in ginocchio, l’attuale direttrice amministrativa si è fatta assegnare la fascia più alta di retribuzione. E, come Marchionne, persegue, con il tacito consenso del Consiglio di Amministrazione, i piani spregevoli di latrocinio ai danni dei lavoratori e della cittadinanza tutta, la quale subirà, le scelte che determineranno il collasso del nostro Ateneo.
    La terribile congiuntura tra l’azione di governo locale e quella nazionale non fa altro che oscurare ancora di più e in maniera sempre più drammatica, il futuro della nostra Università e di coloro che hanno contribuito per anni a determinarne l’eccellenza. Che fine faranno tutte queste competenze professionali? E, soprattutto, che fine hanno fatto coloro che questo disastro hanno consapevolmente creato? Ebbene, costoro sono rimasti ai loro posti indisturbati e coloro che adesso guidano la governance dell’Ateneo rimangono altrettanto intoccabili.
    In qualità di studenti non possiamo, inoltre, non denunciare tutto quello che questa situazione comporterà per i servizi quali segreterie, biblioteche, ecc. i quali oltre che peggiorare (come già sta accadendo) subiranno un progressivo ridimensionamento. La componente studentesca, così come quella lavoratrice, non sembrano essere minimamente prese in considerazione dal Rettore e dalla Direttrice Amministrativa. Ma noi vogliamo dir loro che senza di noi viene meno la stessa esistenza di questa istituzione. Proprio la consapevolezza di questo doppio filo che ci unisce ai tecnici amministrativi dell’Università di Siena, abbiamo deciso di scendere in piazza al loro fianco. Ma questo non è l’unico motivo: come Dimensione Autonoma Studentesca, in nome delle nostre convinzioni, non possiamo che denunciare a gran voce qualsiasi sopruso ai danni delle categorie più deboli della società, quelle categorie che subiscono lo sfruttamento più brutale e alle quali si stanno togliendo, ogni giorno che passa, diritti ottenuti con il sangue nelle piazze.
    Fabbro come Marchionne! No al fascismo aziendale! Viva i lavoratori!

    DAS (Dimensione Autonoma Studentesca)

  7. In vista dello sciopero di domani 24 aprile dei dipendenti tecnici, amministrativi e CEL dell’Università di Siena, voglio esprimere tutta la solidarietà mia personale e del Circolo Città Domani ai lavoratori che stanno pagando in prima persona il disastro gestionale dell’Università degli anni passati, mentre non si profila una politica di vero rinnovamento.
    Nella specificità del mio ruolo, credo indispensabile che il Comune di Siena svolga un ruolo più attivo in tutta la vicenda per favorire il superamento della crisi attuale, intanto sollecitando la Magistratura a procedere con la necessaria rapidità agli atti successivi alla chiusura delle indagini per evitare il rischio prescrizione che sarebbe intollerabile, perché tutta una comunità non può sopportare dilazioni e ritardi nell’accertamento delle responsabilità di chi ha danneggiato in maniera colpevole una delle più antiche istituzioni cittadine.
    Ribadisco anche la necessità che il Comune di Siena si costituisca parte civile nell’eventuale azione giudiziaria e proceda con un’azione di responsabilità verso coloro che saranno riconosciuti responsabili del dissesto.

    Laura Vigni – Consigliere comunale “Sinistra per Siena”

  8. Di seguito il Comunicato di Giulio Carli (segretario dell’Unione comunale Pd di Siena) ed Elisa Meloni (segretario provinciale del Pd) con cui esprimono solidarietà ai dipendenti dell’Università degli Studi di Siena, che hanno aderito allo sciopero per difendere i loro diritti.

    Siamo vicini ai lavoratori dell’Università di Siena che stanno scioperando per tutelare i propri diritti. Siamo convinti che i motivi dello sciopero siano più che legittimi. Fino ad oggi, infatti, a dover sobbarcarsi i maggiori sacrifici è stato il personale tecnico amministrativo, insieme ai precari, ai dipendenti delle cooperative sociali e ai collaboratori linguistici. È urgente risolvere la questione legata alla sospensione del salario accessorio al fine di garantire i diritti del personale e per questo serve che il lavoro in atto con il Ministero giunga quanto prima alla sua conclusione, al fine di ottenere la certificazione di compatibilità economico finanziaria, la cui attuale mancanza sta bloccando un diritto dei lavoratori.
    Il Pd cittadino e quello provinciale continueranno a mantenere alta l’attenzione sul futuro dell’Ateneo, sul percorso di risanamento, che deve essere portato avanti con rigore, e sul futuro dei suoi lavoratori. Nel corso delle prossime sedute dei consigli comunale e provinciale, infatti, il Centrosinistra presenterà una mozione sulla crisi dell’Ateneo, per sostenere, in primo luogo, la necessità di risolvere al più presto la questione legata alla sospensione del salario accessorio per il personale tecnico-amministrativo, per garantire il diritto dei lavoratori di poter ottenere le maggiorazioni salariali previste dalla normativa.
    Sosteniamo con convinzione il lavoro del Comune e della Provincia per tenere alta l’attenzione sul risanamento dell’Università, insieme all’impegno che le stesse stanno mettendo per la massima collaborazione al fine di mantenere la qualità dei servizi per gli studenti che vivono nella nostra città.

  9. «Sosteniamo con convinzione il lavoro del Comune e della Provincia per tenere alta l’attenzione sul risanamento dell’Università…» Meloni

    …si, ma Maremma maiala, lo volete dire alla fine cosa intendete per “risanamento” dell’università? Cosa volete fare? Perché non muovete il culo, a livello politico, almeno laddove contate qualche cosa, ossia a livello cittadino e regionale? Perché dovete essere succubi a baronie che facendo scompisciare la buonanima di mio nonno anarco-socialista ottocentesco, hanno l’improntitudine di proclamarsi addirittura di sinistra? Perché non la piantate con la lista dei nauseanti luoghi comuni? Basta con le manfrine, coi discorsi di circostanza, con le frasi fatte e i proclami vuoti. L’università di Siena non esce dal pantano in cui si è cacciata con la sciatta demagogia populista e i minuetti: che cacchio volete fare? È lecito chiederlo? Questo del “risanamento” sta diventando un mantra, una frase ripetuta ossessivamente che cela un sostanziale navigare a vista, una coltre di spessa retorica per bischeri che giustifica ogni sorta di scelleratezza, senza che nessuno, in concreto, dica cosa esattamente vuol fare, a parte ridurre stipendi e personale, smantellare ricerca e didattica e naturalmente non toccare gli interessi costituiti: ma qual è la prospettiva, da un punto di vista scientifico, di quella che è una delle istituzioni accademiche più antiche del mondo, che non è dunque una fabbrica di cavallucci e pampepati? Quali osterie bisogna frequentare per averne contezza?

  10. Esprimo la mia solidarietà a tutti coloro che sono solidali con i dipendenti Unisi… l’origine del buco che sta intorno all’ateneo pare più misteriosa del big bang

  11. Non è tanto misteriosa, cara Simonetta, è solo coperta da omertà.

  12. Proprio come dice Fidelio. Del resto il titolo di questo post (…sciopero con il sordo) sottende, a mio parere, proprio l’omertà.

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