Tra sindacati ululanti e belanti, dopo ventisette anni la Cgil recupera la voce perduta e contesta i vertici dell’ateneo senese

La poca trasparenza dei nuovi Dipartimenti e il silenzio di alcuni sindacati belanti

Flc-Cgil. A seguito dei provvedimenti con cui l’Amministrazione ha dato il via alla nuova dipartimentalizzazione, la Flc-Cgil vuole innanzitutto manifestare la propria solidarietà a tutti i colleghi e a tutte le colleghe che sono  “scomparsi” e che d’un tratto sono stati cancellati o dimenticati dalle corpose liste allegate ai provvedimenti in questione. La stessa solidarietà va poi a coloro che sono stati, senza nemmeno essere ascoltati mandati in una struttura piuttosto che in un’altra senza sapere nemmeno in base a quali criteri oggettivi, o semplicemente, dopo anni di servizio de-classati: molti hanno visto le proprie storie professionali di colpo annullate.

La Flc-Cgil manifesta in maniera forte e decisa il suo disappunto nei confronti di una Amministrazione che ha operato e condotto tale riorganizzazione nei confronti del personale utilizzando criteri soggettivi e legati a vecchie logiche più che ai criteri della buona amministrazione. Ma poco importa questo al Direttore Amministrativo e al Rettore – mera presenza in contrattazione – che nell’ultimo incontro sindacale hanno ribadito di non avere interesse ad aprire nessun dialogo con il personale. In nome del tanto proclamato rinnovamento che spesso l’Amministrazione sbandiera, sarebbe stato più trasparente individuare i profili delle figure apicali e poi procedere con l’apertura di procedure pubbliche che avrebbero dato a tanti la possibilità di mettere in campo le proprie professionalità, come più volte la Flc-Cgil ha proposto da sola e inascoltata.

Tante le incongruenze e troppe le dimenticanze: dove sono finiti i Collaboratori Esperti Linguistici; dove è finito il Presìdio di Arezzo (previsto nel modello di organizzazione) e come sono nati ad Arezzo i “Servizi Generali”? Ci si è affidati invece a colloqui individuali, garantiti solo ad alcuni, condotti in maniera del tutto personale, da dove sono nate scelte ampliamente discrezionali. La Flc-Cgil nel silenzio assordante di alcuni sindacati di base prima ululanti ed ora chissà come mai, completamente silenziosi, prende atto di essere la sola organizzazione sindacale a trovare assolutamente poco trasparente l’inizio di questo processo che dovrebbe portare alla definizione della nuova Università. Per questi motivi invitiamo tutti i colleghi e tutte le colleghe che hanno subito tali procedimenti a chiedere immediatamente l’applicazione dell’Art. 8 comma 1 delle Norme disciplinati la mobilità del personale tecnico e amministrativo che prevede che: “Il dipendente oggetto di procedimento di mobilità può, entro 5 giorni dalla data in cui gli è stato comunicato il provvedimento, presentare esposto al Direttore Amministrativo chiedendone la sospensione. In tal caso il procedimento sarà oggetto di confronto con le OO.SS. entro i 10 giorni successivi”. A tal riguardo la Flc-Cgil si mette a disposizione di tutte le colleghe e i colleghi senza alcuna differenza per appartenenza sindacale, per ascoltare e trovare un modo per procedere contro tali procedimenti e garantiamo da subito la nostra assistenza legale. Prendiamo atto che con questo procedimento il Rettore e il Direttore Amministrativo hanno fatto fare parecchia strada indietro sulla “road map” della trasparenza facendoci rivivere vecchie e logore logiche che speravamo fossero completamente messe da parte.

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2 Risposte

  1. Tutti al mare, tutti al mare, a mostrar le chiappe chiare! La canicola obnubila le menti e fiacca gli spiriti. Dopo i quattro anni di desertificazione succeduti alla scoperta del buco, l’EIAR e il MINCULPOP comunicano che secondo le statistiche marziane l’università di Siena è più bella e più forte che pria, anche se perde pezzi. Non si lamentano le vittime; chi ha avuto, ha avuto, “scurdammose ‘o passato”: solo i deboli si fanno forti della storia passata, dice il filosofo. Sull’utilità o il danno di ciò che è stato fatto, con questo caldo, inevitabilmente “torrido”, non è il caso di interrogarsi.

  2. In questo particolare momento tutti noi notiamo degli strani silenzi e delle voci assenti voci che hanno sempre urlato ma che adesso sono troppo fioche. Nessun silenzio e nessuna polemica, noi stiamo lavorando e a capo basso per ottenere risultati con un’Amministrazione che, per l’ennesima volta, ha perso una vera occasione con tutto il personale: la riorganizzazione fatta è una partita giocata male. È inultile che il Rettore ci legga e si lodi per i risultati Censis senza riconoscere in concreto che se ci sono ancora dei risultati è grazie a tutto il personale tecnico amministrativo di questa università che ha continuato a lavorare onestamente e con senso di responsabilità senza avere, e lo dimostra la stessa riorganizzazione delle nuove strutture, un minimo riconoscimento della propria professionalità. È il momento di ribadire il nostro basta che deve trovare la condivisione di tutti coloro che si sentono ormai stanchi di essere non ascoltati, non considerati, non gratificati e soprattutto spostati come pedine … mica si gioca a scacchi!?

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