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	<title>Il senso della misura &#187; Codice etico</title>
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	<description>Per una nuova Università a Siena e non solo</description>
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		<title>Il senso della misura &#187; Codice etico</title>
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		<title>Il codice etico serve oppure è uno strumento per redimere intrallazzatori e nepotisti?</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 09:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Codice etico]]></category>

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		<description><![CDATA[«Distruggono l’Ateneo per trovare un posto ai loro figli» titolava la Repubblica di Bari il 5 marzo 2005. E nell’articolo si leggeva: «È diventata poco più di un liceo. Negli ultimi cinque anni l’Università di Bari è stata distrutta da una gestione protezionistica e inadatta ad affrontare il mercato dell’alta formazione». Sotto accusa la Facoltà [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsensodellamisura.com&#038;blog=32312666&#038;post=4303&#038;subd=ilsensodellamisura&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><em><a href="http://ilsensodellamisura.files.wordpress.com/2008/08/codice_etico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-412" src="http://ilsensodellamisura.files.wordpress.com/2008/08/codice_etico.jpg?w=468" alt=""   /></a>«<a href="http://www.ilsensodellamisura.com/files/Assennato.pdf">Distruggono l’Ateneo per trovare un posto ai loro figli</a>» titolava</em> la Repubblica di Bari <em>il 5 marzo 2005. E nell’articolo si leggeva: «</em><em>È diventata poco più di un liceo. Negli ultimi cinque anni l’Università di Bari è stata distrutta da una gestione protezionistica e inadatta ad affrontare il mercato dell’alta formazione». Sotto accusa la Facoltà di Economia per lo scandalo della parentopoli barese. Ci fu un grande dibattito anche all’esterno dell’Università, con il Comune di Bari che impose l’adozione di un Codice etico, per continuare a erogare il finanziamento ad alcune ricerche. E così, nel dicembre 2007 fu approvato “<strong><a href="http://ilsensodellamisura.files.wordpress.com/2011/08/codice-bari-2007.pdf">Il codice dei comportamenti</a></strong>”, uno dei primi in Italia. Qualche traccia di quel clima è rimasta nell’articolo qui riproposto di <strong>Bartolo Anglani</strong> (</em>Corriere del Mezzogiorno<em>, 23 dicembre 2005), la cui lettura ci riporta all’università di Siena, dove il Codice etico è stato adottato con quattro anni di ritardo e perché imposto dalla legge Gelmini. Ma un codice etico serve o no? «È una foglia di fico per i mali dell’università» come dice Anglani oppure è «<a href="http://ilsensodellamisura.com/?p=413">uno strumento per redimere intrallazzatori e nepotisti</a>», come scriveva <strong>Lucia Lazzerini</strong>, <a href="http://ilsensodellamisura.com/?p=423">e per rifarsi la verginità</a>? Utile, a questo proposito, la lettura del <a href="http://ilsensodellamisura.files.wordpress.com/2011/08/codice-commissione.pdf">testo licenziato dalla Commissione</a> sul Codice etico dell’ateneo senese, che, nella <a href="http://ilsensodellamisura.files.wordpress.com/2011/08/codice-approvato.pdf">versione approvata</a> dagli organi di governo, ha ricevuto corpose integrazioni, a seguito di aspre critiche della comunità accademica ed extra.</em></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Il codice etico non serve. È una foglia di fico per i mali dell’università</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Bartolo Anglani</strong>. A cosa serve un codice etico? Se rispecchia e amplifica le leggi vigenti, è pleonastico; se va oltre le leggi o le mette in mora, è illegittimo. <em>Tertium non datur</em>. Un codice etico può essere solo individuale, come quando un docente rinuncia a far parte di una commissione perché teme di essere sottoposto a pressioni di colleghi. Altro è quando i contenuti “etici” diventano norme <em>erga omnes</em>. Quale valore costrittivo possono avere per chi non ne riconosce la legittimità? Quando le leggi sono sbagliate, ci si batte perché esse vengano modificate o abrogate, ma bisogna rispettarle finché esse sono in vigore: anche obtorto collo. Così, mi pare, dovrebbe accadere in una società democratico-liberale.</p>
<p style="text-align:justify;">Il polverone sui codici etici, in realtà, è un alibi che permette ai docenti di non prendere posizione sull’opera sistematica di distruzione dell’Università e della scuola pubblica avviata dieci anni fa e portata a buon punto negli ultimi mesi. Tutto il male sembra essersi concentrato sulla “parentopoli” pugliese, che è solo l’epifenomeno di un processo degenerativo di ben altre proporzioni. In realtà, certe cose accadono a Bari perché in Italia esistono le università di serie A e quelle di serie Z, e queste ultime hanno avuto in dono la corda alla quale impiccarsi. E ne fanno uso con larghezza. I guasti più gravi che affliggono l’Università non sono frutto delle manovre di alcuni gruppi di potere (che esistono e lottano insieme a noi) ma dell’insieme normativo che condanna l’istituzione universitaria al declino. Bisognerebbe discutere del fallimento della 3+2; del fatto che le industrie non sanno che fare dei laureati triennali testè sfornati, i quali sono costretti a proseguire gli studi con la laurea specialistica perché la triennale non vale nulla proprio su quel mercato per il quale è stata progettata.</p>
<p style="text-align:justify;">È facile prevedere che l’applicazione di un codice etico, per quanto nobilmente ispirato, darà origine a conflitti e ricorsi infiniti. Chiunque si senta danneggiato nei suoi diritti, così come garantiti dalle leggi vigenti, tenterà di difendersi per tutte le vie possibili. Ad esempio: la legge attuale prescrive che i membri delle commissioni non debbano avere un certo grado di parentela con i candidati. Punto e basta. Una volta accertata l’inesistenza di questa parentela, il concorso è legittimo, piaccia o no. Come reagirà il candidato che potrà anche solo far valere il fumus di essere stato discriminato perché il suo bisnonno lavora nella Facoltà vicina? La legge sui concorsi è stata modificata, ma non risolve i gravi problemi che sono all’origine del codice etico. Così si fabbricano regole per il cortile di casa, quasi fossimo la Repubblica degli Zoccoli di machiavellesca memoria. E poi, tutte queste fortificazioni vengono dopo che i buoi sono scappati, o meglio: dopo che i buoi hanno invaso la stalla. Le università (non solo pugliesi) pullulano di parenti e parenti di parenti. Chi ha avuto ha avuto; ora si scatena la tempesta ma da Natale saremo più buoni. Non esistono rivoluzioni permanenti, e ogni estremismo lascia luogo al suo contrario. Prima c’è l’<em>Ancien Régime</em>, poi il Terrore e alla fine il Termidoro; dopo il Celeste Impero, le Guardie Rosse e poi il capitalismo di Stato; dopo la Prima Repubblica, Mani Pulite e infine Berlusconi. Amen.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilsensodellamisura.wordpress.com/4303/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsensodellamisura.com&#038;blog=32312666&#038;post=4303&#038;subd=ilsensodellamisura&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Col mio codice etico, non ne dubito, vi farò tutti santi, santi subito!</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 20:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Codice etico]]></category>

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		<description><![CDATA[Lucia Lazzerini. Il prorettore vicario dell’Università di Firenze Alfredo Corpaci, che si dice studi da rettore, replica (con toni austeri e prosa terrificante: «non pare possa sottacersi l’importanza in sé della adozione di questo strumento, espressiva della rilevanza attribuita a certi valori e principi…»; se gli andasse male la scalata al supremo soglio di San [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsensodellamisura.com&#038;blog=32312666&#038;post=423&#038;subd=ilsensodellamisura&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img SRC="http://ilsensodellamisura.files.wordpress.com/2008/08/codice_etico.jpg" ALIGN="left" WIDTH="100" HEIGHT="69" /><strong><a HREF="http://www.ateneopulito.it/corpax.htm">Lucia Lazzerini</a></strong>. Il prorettore vicario dell’Università di Firenze <strong>Alfredo Corpaci</strong>, che si dice studi da rettore, <a HREF="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/07/01SI62066.PDF">replica</a> (con toni austeri e prosa terrificante: <em>«non pare possa sottacersi l’importanza in sé della adozione di questo strumento, espressiva della rilevanza attribuita a certi valori e principi…»</em>; se gli andasse male la scalata al supremo soglio di San Marco è pronto per il SUM) alle fondate critiche di <strong>Paolo Caretti</strong> e ai preoccupati rilievi di <strong><a HREF="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/06/28SIP6018.PDF">Giorgio Federici</a></strong> sostenendo che:<br />
1) gli articoli dedicati alla piaga del nepotismo non sono vacue ciance, come a molti era parso, ma disposizioni forti e chiare;<br />
2) il Codice non comporta alcuna limitazione della libertà dei docenti;<br />
3) la funzione propria del Codice <em>«non è quella di sanzionare e reprimere, bensì di sollecitare e promuovere comportamenti virtuosi»</em>.<br />
Appunto: con tre paginette di buoni consigli non solo l’università fiorentina diventerà un Eden, ma tutti gli altri atenei ci chiederanno la miracolosa ricetta per trasformare covi d’intrallazzi mafiosi in conventi di clarisse, maneggioni usi a calpestare la legalità in severi tutori della legge, disinvolte signore assurte alla cattedra per irriferibili competenze extraaccademiche in crocerossine, inferni del mobbing in pie confraternite. Pare che l’aspirante rettore abbia già scelto lo slogan per la prossima campagna elettorale: <em>Col mio codice etico, non ne dubito, vi farò tutti santi, santi subito!</em></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilsensodellamisura.wordpress.com/423/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsensodellamisura.com&#038;blog=32312666&#038;post=423&#038;subd=ilsensodellamisura&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sul Codice Etico nell’ateneo fiorentino: «l’etica andrebbe praticata e non solo regolamentata»</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Aug 2008 21:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIETATO CRITICARE Giorgio Federici. A cosa serve un Codice Etico all’Università? Per le università italiane che lo hanno fatto ha significato fornire una risposta agli interrogativi della società civile di fronte ai troppi scandali che di recente hanno coinvolto gli atenei. Il Codice Etico approvato, con qualche astensione, dagli organi accademici dell’Ateneo fiorentino può migliorare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsensodellamisura.com&#038;blog=32312666&#038;post=417&#038;subd=ilsensodellamisura&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://ilsensodellamisura.files.wordpress.com/2009/07/giorgio_federici.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-679" title="giorgio_federici" src="http://ilsensodellamisura.files.wordpress.com/2009/07/giorgio_federici.jpg?w=468" alt=""   /></a><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/06/28SIP6018.PDF">VIETATO CRITICARE</a></strong><br />
<strong>Giorgio Federici</strong>. A cosa serve un Codice Etico all’Università? Per le università italiane che lo hanno fatto ha significato fornire una risposta agli interrogativi della società civile di fronte ai troppi scandali che di recente hanno coinvolto gli atenei. Il Codice Etico approvato, con qualche astensione, dagli organi accademici dell’Ateneo fiorentino può migliorare l’immagine sociale dell’Università? Lo vedremo alla prova dei fatti. L’etica andrebbe praticata e non solo regolamentata. La società civile giudicherà dai comportamenti reali e non dalle dichiarazioni. Non è stato certo per assenza di codici etici che abbiamo assistito all’uso distorto dell’autonomia universitaria che ha così fortemente nuociuto al degrado dell’immagine sociale e all’autorevolezza dell’Università.<br />
(…) Il punto g) dell’art. 3 del Codice etico di Firenze recita: “astenersi da comportamenti che possano risultare lesivi della dignità della struttura universitaria”. Il che significa che questo mio scritto, di sostanziale critica al testo approvato del Codice Etico, è forse l’ultimo, prima che io possa essere accusato di “ledere la dignità della struttura universitaria”.<br />
(…) Il “combinato disposto” fra Etica e Codice di Comportamento potrebbe indurre effetti devastanti in termini di conflittualità, senza risolvere il problema di sostanza che la società civile si aspetta: non una università etica ma semplicemente una università che funzioni, che rispetti alcune regole di correttezza elementari, che faccia il suo mestiere. Una università che sia utile alla società che cambia e non un luogo di privilegio.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilsensodellamisura.wordpress.com/417/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsensodellamisura.com&#038;blog=32312666&#038;post=417&#038;subd=ilsensodellamisura&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>“Codice etico” d’ateneo: uno strumento per redimere intrallazzatori e nepotisti e colpire il dissenso?</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 08:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Codice etico]]></category>

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		<description><![CDATA[Inauguriamo la categoria “Codice etico” con l’articolo di Lucia Lazzerini (già apparso su: “Università-Notizie, maggio/giugno 2008; “Agenda Coscioni”, luglio 2008; ateneopulito) che evidenzia il rischio che i Codici etici autogestiti dalle singole università possano trasformarsi in subdoli strumenti per colpire il dissenso. Da Bari a Firenze, parola d&#8217;ordine: predicare bene &#8220;CODICI ETICI&#8221; PER RIFARSI LA [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilsensodellamisura.com&#038;blog=32312666&#038;post=413&#038;subd=ilsensodellamisura&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img ALIGN="left" SRC="http://ilsensodellamisura.files.wordpress.com/2008/08/codice_etico.jpg" /><em>Inauguriamo la categoria</em> “Codice etico” <em>con l’articolo di Lucia Lazzerini (già apparso su:</em> “Università-Notizie, <em>maggio/giugno 2008;</em> “<a HREF="http://www.lucacoscioni.it/codici_etici_per_rifarsi_la_verginita">Agenda Coscioni</a>”, <em>luglio 2008;</em> <a HREF="http://www.ateneopulito.it/corpax.htm">ateneopulito</a><em>) che evidenzia il rischio che i Codici etici autogestiti dalle singole università possano trasformarsi in subdoli strumenti per colpire il dissenso.</em></p>
<p><strong>Da Bari a Firenze, parola d&#8217;ordine: predicare bene</strong><br />
<strong><a HREF="http://www.lucacoscioni.it/codici_etici_per_rifarsi_la_verginita">&#8220;CODICI ETICI&#8221; PER RIFARSI LA VERGINITA’ </a></strong></p>
<p><strong><a HREF="http://www.ateneopulito.it/">Lucia Lazzerini</a></strong>. Una nuova parola d’ordine sta circolando nelle università italiane: «ci vuole un Codice etico». Non bastavano le decine di moduli demenziali da riempire, i consigli di facoltà, di corso di laurea, di dipartimento; le commissioni e le consulte; le assemblee logorroiche dove spesso non si riesce neppure a capire di che cosa si va sproloquiando, e per qual motivo a pochi mesi da una riforma ne debba subito partire un’altra, sempre magnificata dalle cricche egemoni come una palingenesi salvifica (ma che poi, a cose fatte, si rivela l’ennesimo bidone). Il continuo vaniloquio e la stolida vessazione burocratica sembrano funzionali a un unico scopo: distogliere l’attenzione dai problemi veri. Che sono tremendi: citerò soltanto, per la mia facoltà, lo smantellamento di settori disciplinari fondamentali, dove ai professori di fama internazionale che lasciano la cattedra subentrano &#8211; in nome dell’austerità finanziaria, inevitabile conseguenza dei tanti sprechi &#8211; pivellini il cui valore scientifico è ancora tutto da dimostrare; o i corsi di laurea magistrale affidati a ricercatori di livello men che mediocre (e qui davvero dovrebbe intervenire il Garante: chi prosegue gli studi e paga le tasse per ottenere un titolo qualificato avrebbe tutto il diritto di seguire lezioni tenute da docenti di riconosciuta “piena maturità scientifica”).</p>
<p><span id="more-413"></span>Esaurite le snervanti discussioni sulle classi, sulla “messa in qualità”, sugli incardinamenti e simili scempiaggini, si sentiva il bisogno di altre chiacchiere per far perdere tempo prezioso a quei pochi che ancora credono nello studio e nella ricerca anziché nei maneggi di corridoio. Così la compagnia di giro dell’avanspettacolo accademico si è subito inventata un nuovo copione: il Codice etico, per l’appunto. Firenze arriva a rimorchio di altri e più solerti atenei, tra cui spicca quello di Bari; che, da tempo assurto ai disonori delle cronache come la Parentopoli per antonomasia, grazie a quel documento si è rifatto una verginità, col Senato Accademico (approvante per acclamazione) nel ruolo di Celestina restauratrice del perduto onore. Il rettore, che le cronache descrivono commosso e raggiante, ha subito rilasciato dichiarazioni trionfalistiche sul Codice miracoloso: «È stato un momento altissimo per l’intera comunità accademica barese (…) l’università intera si è riconosciuta attorno ai suoi valori fondanti e ha deciso di difenderli fino in fondo». Non solo: «Bari adesso si pone come capofila nazionale per la lotta ai mali dell’università». Addirittura. E le famiglie (allargate) in carriera? E gli esecrati baroni nepotisti? Destituiti, espulsi, ghigliottinati? Macché, figurarsi. Tutti lì, potenti come prima e più di prima. Però convertiti e redenti dal Codice etico: da sozzi rospi dell’intrallazzo concorsuale trasformati all’istante in cavalieri senza macchia dell’<em>Università dei Buoni Propositi</em>.</p>
<p>La bozza partorita dalle teste più lucide della consorteria fiorentina esordisce compunta, nel suo sciatto e un po’ contorto burocratese, recitando una serqua di banalità. Eccone una piccola antologia (dall’<em>art. 1</em>): il Codice vuole impegnare i membri della comunità universitaria a «diffondere i valori fondamentali della cultura della legalità, della solidarietà e del rifiuto di ogni discriminazione»; a «rafforzare l’effettività [?] dei principi di correttezza, imparzialità, tutela della libertà e dignità delle persone» ecc.; a «sviluppare e incentivare la leale collaborazione, lo spirito di servizio e il senso di appartenenza alla comunità». Encomiabile. Ma prima di questa <em>Magna Charta dell’Ovvio</em> i valori riconosciuti come fondamentali erano forse l’illegalità, l’egoismo, la rivalità astiosa all’insegna del motto <em>homo homini lupus</em>? Può darsi benissimo, anzi è quasi sicuro; è però altrettanto certo che le peggiori efferatezze si sono sempre perpetrate sotto l’egida dei buoni principi.</p>
<p>All’<em>art. 4</em> (<em>Trasparenza e imparzialità</em>), comma b, il Codice fiorentino invita ad astenersi dal compiere atti che possano coinvolgere interessi propri, del coniuge, di conviventi, di parenti ecc.; e al comma c si ribadisce il divieto di «ogni comportamento che possa configurarsi, direttamente o indirettamente, come una forma di favoritismo o di nepotismo». Ottime norme, non c’è che dire. Peccato che in cattedra e negli uffici siedano legioni di figli, mogli, conviventi e famuli che certo nessuno licenzierà: qualche malignazzo potrebbe osservare che non ci vuol molto a fare i virtuosi una volta sistemato l’intero parentado, nonché il fido discepolato al completo. Peccato anche che a promuovere tale direttiva, con altri giudiziosi precetti e pii fioretti diligentemente elencati nel nostro catechismo accademico, sia quello stesso rettore <strong>Marinelli</strong> che campeggia da anni sulle pagine dei giornali per la vicenda del posto di ricercatore di <em>Economia agraria</em> bandito dalla facoltà di Medicina e vinto &#8211; sorpresa! chi l’avrebbe mai previsto? &#8211; dall’unico concorrente, guarda caso Marinelli junior. Beninteso, il Codice non può avere applicazioni retroattive.</p>
<p>Ma qui tocchiamo un punto cruciale, che riguarda l’accertamento di eventuali violazioni e le sanzioni per chi ne fosse riconosciuto responsabile. La questione è molto delicata, perché, come al solito, una dissennata interpretazione dell’autonomia universitaria ha trasformato i nostri atenei in una specie di Far West, dove ogni ranch ha la sua legge. Il Ministero dovrebbe finalmente rendersi conto che quest’autonomia irresponsabile, già causa d’immani devastazioni finanziarie e culturali, rischia di compromettere anche i più elementari diritti della persona. Quando si legge, per esempio, che i membri della comunità universitaria sono tenuti ad «astenersi da comportamenti che possano risultare lesivi della dignità della struttura universitaria e delle sue funzioni» (<em>art. 3</em>, comma g della bozza fiorentina), non possiamo nascondere una certa inquietudine: chi stabilirà il labile confine tra il sacrosanto diritto di critica e la violazione del Codice? E quali saranno le “pene”? Non ci vuol molto a prevedere che eventuali provvedimenti punitivi innescherebbero aspri contenziosi. Ma c’è di peggio. A Firenze (come si legge all’<em>art. 7</em> del Codice) il compito di vigilare sulle infrazioni spetterà al Garante dei diritti, che è una personalità esterna all’ambito universitario, di comprovata integrità, autorevolezza e competenza giuridica: un profilo che parrebbe assicurare una valutazione <em>super partes</em>. A Bari, invece (tanto per fare un esempio), l’Autorità Garante è tutta interna all’ateneo, essendo composta da «un professore ordinario con anzianità in tale ruolo di almeno dieci anni, scelto dal Senato Accademico con la maggioranza di tre quarti fra una rosa di tre nomi proposta dal Rettore tra docenti di documentato spessore scientifico che, durante il servizio accademico, abbiano testimoniato indiscussa autorevolezza morale e riconosciuta indipendenza di giudizio» e da «due Presidi di Facoltà sorteggiati prima dell’inizio di ciascun anno accademico». Insomma: qui un Garante “monocratico”; là un complicato marchingegno di nomine, elezioni, sorteggi; altrove chissà. Si procede in ordine sparso, per non dire a vanvera. Ma attenzione: ci stiamo avviando su una china pericolosa. L’intreccio perverso di autonomia e di potentati accademici potrebbe avere effetti dirompenti, trasformando le fumose regole fai-da-te dei Codici etici autogestiti dalle singole università in subdoli strumenti per colpire il dissenso o proprio quei più deboli &#8211; non infeudati a partiti o cosche accademiche &#8211; che a parole si vorrebbero tutelare. Come dice il proverbio? Di buone intenzioni (ma ancor più d’intenzioni buoniste) è lastricato l’inferno.</p>
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