Sottopongo alla discussione dei lettori un interessante articolo di Stefano Bisi tratto dal suo blog.
Il Sistema Siena tra pubblici ministeri, senso delle istituzioni e voglia di sviluppo
Stefano Bisi. Chi, negli ultimi giorni, ha guardato Siena da fuori, avrà pensato ad una città dove si truccano le elezioni universitarie e perfino le aste e, proprio per non farsi mancare niente, si ammazzano anche i cavalli. L’ultima vicenda, in ordine di tempo, è quella della privatizzazione dell’aeroporto di Ampugnano che vede sedici indagati, alcuni per falso e turbativa d’asta, e il presidente della Banca Monte dei Paschi Giuseppe Mussari per concorso morale. Il sindaco di Siena e quello di Sovicille, il presidente della camera di commercio e il presidente dell’amministrazione provinciale dicono di aver fiducia nella magistratura senese (ci mancherebbe altro che venisse meno la fiducia in un organo dello Stato) e spiegano come si è arrivati all’ingresso di Galaxy nella società dell’aeroporto. Forse una riga della loro nota potevano dedicarla a chi è finito sotto inchiesta e che ha operato, fino a prova contraria, per ampliare un aeroporto che esiste da decenni e che mai è riuscito a decollare. Così come è non serve a nulla, se non a far perdere soldi. Meglio chiuderlo se deve servire solo per far arrivare Berlusconi o qualche vip da queste parti. Anche l’università è sotto la lente di ingrandimento. La procura ha sequestrato i faldoni relativi alle elezioni del rettore. Secondo un esposto anonimo gli elettori non sarebbero stati identificati correttamente. Ci aspettiamo da un momento all’altro una presa di posizione del rettore in difesa dei membri della commissione elettorale. Non ce li vediamo il decano dell’ateneo, Mario Comporti, e i suoi colleghi al seggio, intenti a far votare chi non ne ha diritto. In ogni caso, fino a prova contraria, il “buon nome” dell’università di Siena dovrebbe essere difeso da chi, per ora, ne è il massimo esponente. E poi la storia della ministra Brambilla che ha messo nel mirino il Palio. Una sprovveduta, ma anche questa storia mette sotto accusa Siena. Anche in passato questa piccola città di provincia era finita sotto tiro per più di un motivo. Forse ci sono istituzioni troppo grandi per un mucchietto di case che si chiama Siena, che si chiama Sistema Siena. Troppa autosufficienza non deve piacere.




Nell’inchiesta di Anna Maria Sersale sulle
Del Sum ci
Votanti: 300. Non votanti: 55. Quorum necessario: 151 voti. Gian Maria Rossolini: 175 voti; Alessandro Rossi: 68 voti; Carlo D’Aniello: 2 voti; Alessandra Renieri: 50 voti; schede bianche: 2; schede nulle: 3. Dopo la proclamazione dei risultati, Rossolini ha dichiarato: «Grazie per la fiducia che mi avete accordato, il lavoro difficile inizia il primo novembre prossimo. Come già detto in campagna elettorale sarò il preside di tutti, non ho fatto alcuna promessa se non quella di operare in modo trasparente. Ci aspetta un’attività durissima, su tutti i versanti.»
Il professor Tommaso Gastaldi, Università di Roma “La Sapienza”, chiede al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, On. Renato Brunetta, una risposta ufficiale su un malcostume ormai diffuso non solo tra i docenti ma anche tra il personale amministrativo, con pesanti penalizzazioni per didattica e ricerca.

