Il senso della misura

Per una Nuova Università a Siena e non solo

Alcuni dati sui collaboratori ed esperti linguistici dell’Università di Siena

Nell’ateneo senese è cominciata la rivolta dei collaboratori ed esperti linguistici (CEL) che, in occasione del rinnovo del contratto collettivo integrativo scaduto a dicembre, dichiarano: «giudichiamo estremamente preoccupante la volontà da parte dell’amministrazione di decurtare il nostro stipendio da un giorno all’altro di un terzo. Oltre ad essere un’offesa alla nostra professionalità ed un danno economico e morale rilevante, crea un precedente pericoloso per tutti i lavoratori.» Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Per 500 ore annue, ai CEL è attribuito un trattamento fondamentale, in base al contratto collettivo nazionale, di circa 15.000,00 €. Inoltre, ciascun ateneo corrisponde al collaboratore linguistico anche una retribuzione integrativa, attribuendo un trattamento economico complessivo corrispondente a quello del ricercatore confermato a tempo definito e con effetto dalla data di prima assunzione (art. 1 del D.L. 2/2004). A Siena la retribuzione integrativa annua dei CEL supera di gran lunga quella dei colleghi fiorentini. Stupisce, pertanto, leggere sulla stampa di “mortificazioni” inflitte ai CEL e del possibile blocco di 4 corsi di laurea in conseguenza della riduzione della parte variabile dello stipendio. Tanto più se si considera l’esubero di collaboratori linguistici di Siena rapportato con gli altri atenei.

Pubblicato da Giovanni Grasso in Dati sull'ateneo senese, il saccheggio il 7 marzo 2010 alle ore 23:43 | Permalink | 36 Commenti » |

Da notitia criminis a prova di reato per la voragine nei conti dell’Università di Siena

Settimana emblematica per l’università di Siena, quella che si è appena conclusa. Il 22 febbraio è iniziato l’iter amministrativo per la cessione di una parte del Policlinico. Il 23 c’è stata udienza con l’interrogatorio dell’ex rettore Piero Tosi nel processo che lo vede imputato. Il 24 ricorreva il 4° anniversario della sospensione di Tosi da rettore per abuso d’ufficio e falso ideologico. Intanto il Pm sta per concludere l’inchiesta sul dissesto economico dell’ateneo che vede 11 indagati per abuso d’ufficio, falso ideologico e truffa. In tale contesto, sono credibili rettori e direttori amministrativi quando dichiarano: «non sapevamo nulla della manipolazione dei bilanci»? Non considerando, per il momento, la recente chiamata di correo nei confronti di Tosi e Focardi fatta dal principale imputato, la risposta è anche in un vecchio articolo, di seguito riproposto, con il quale cominciamo (altri ne seguiranno) a chiarire le responsabilità dell’«orgiastico saccheggio» a cui è stato sottoposto l’ateneo senese.

Occorre un piano di risanamento rigoroso per l’Ateneo senese (16 luglio 2006)

Giovanni Grasso. L’Università di Siena si trova in una situazione difficilissima, ereditata dalla precedente gestione, la cui sottovalutazione rischia di vanificare qualsiasi tentativo di risanamento, condannando l’Ateneo ad un declino certo. Ad oggi non si conosce ancora lo stato effettivo delle finanze dell’Ateneo senese in quanto non si è proceduto ad una completa verifica dei conti. I debiti complessivi con le banche e l’INPDAP superano i 200 milioni di euro. Il disavanzo d’amministrazione (circa 27 milioni di euro) dell’ultimo esercizio non comprende gli impegni maturati nel corso del 2005 e liquidati per cassa nell’esercizio 2006. Il numero degli studenti si è ridotto del 20%, con la perdita oggi di 4172 iscritti, rispetto alla punta massima del 2003. Per “far soldi” si è dato corso alla “svendita” di migliaia di lauree attraverso il riconoscimento dei crediti formativi. L’immotivata proliferazione di corsi di laurea e di sedi decentrate è ormai insostenibile. La perdita di incentivi ministeriali per una impropria programmazione del fabbisogno di personale è certa. Infine, le assunzioni di docenti e di personale tecnico ed amministrativo, senza il necessario accertamento dell’effettiva necessità e disponibilità finanziaria, stanno dando il colpo di grazia ai conti dell’Ateneo. Si rende necessario, dopo un’attenta verifica economica, finanziaria e anche legale sullo stato di salute dell’Ateneo senese, un piano di risanamento rigoroso, che incida sugli sperperi e soprattutto sulle spese strutturali. Infine, occorre programmare la spesa impostando politiche di gestione oculate e virtuose per rivendicare il diritto ad un aumento del fondo di finanziamento ordinario da parte del Ministero.

Ripreso dalla stampa locale (16 luglio 2006): La Nazione Siena (Un piano di risanamento per l’Ateneo);  il Cittadino Oggi (Grasso: «L’Ateneo attraversa un momento difficilissimo»);  Corriere di Siena (Grasso: “Crollo delle iscrizioni all’ateneo”).

Pubblicato da Giovanni Grasso in Commissariarla per salvarla, il saccheggio il 28 febbraio 2010 alle ore 10:16 | Permalink | 64 Commenti » |

Università di Siena: l’altra faccia delle provocazioni

AltrafacciaUn altro episodio che rappresenta l’altra faccia delle provocazioni descritte in precedenza. Il 29 maggio 2007 mi telefonò da “Radio Frequenza”, la radio dell’Università di Siena, uno studente di Scienza delle Comunicazioni per un’intervista. Aveva letto su “Il Messaggero” un’inchiesta di Anna Maria Sersale sui laureati “precoci”, nella quale l’ateneo senese risultava ai primi posti nella “svendita” delle lauree, fenomeno che definivo «un’altra degenerazione del sistema». A distanza di due anni e mezzo, quell’intervista conserva la sua attualità perché affrontò proprio quei temi che oggi, unanimemente, sono ritenuti la causa della voragine nei conti. Mi riferisco alle criticità seguenti: proliferazione dei corsi di laurea e dei poli sul territorio; esubero di amministrativi e, in alcuni settori, di docenti; sottovalutazione del buco di bilancio e mancata adozione di un rigoroso piano di risanamento; inadeguatezza degli organi di governo; cogestione sindacale, carriere folgoranti dei responsabili sindacali e riorganizzazione degli uffici funzionale alla sistemazione dei sindacalisti e dei loro parenti; esigenza di un codice etico, ecc..

Ma la ragione per cui ricordo quella vicenda è che l’intervista non fu mai trasmessa. Forse per lo sfascio del Corso di laurea specialistica in Radiofonia? No! Sicuramente perché qualcuno impedì che l’intervista andasse in onda. Chi e perché? Per ora è sufficiente capire perché. Ma per questo è necessario ricordare che la parte finale dell’intervista conteneva un attacco esplicito ai vertici di alcuni sindacati che in precedenza, senza motivo evidente, avevano proclamato lo stato di agitazione, interrotto le relazioni sindacali e chiesto la sospensione di una seduta del Consiglio di Amministrazione: quella che avrebbe dovuto approvare tre regolamenti, tra i quali il “Regolamento per l’individuazione dei criteri di organizzazione degli uffici e dei servizi centrali di ateneo e per l’attribuzione delle posizioni funzionali di maggiore rilevanza”. Chi fosse interessato ad ascoltare l’intervista può cliccare qui ed andare a fondo pagina dove troverà sia il download che il file audio pronto per l’ascolto.

Pubblicato da Giovanni Grasso in Commissariarla per salvarla, il saccheggio il 17 dicembre 2009 alle ore 22:04 | Permalink | 35 Commenti » |

Per far posto a 60 raccomandati quanti ricercatori sono stati sacrificati sull’altare del Centro che doveva curare l’immagine dell’ateneo senese?

stemma_ceramica_tif.jpgStavrogin. Trovo sorprendente in particolare l’atteggiamento sdegnoso delle autorità locali verso l’università: per anni proprio loro, ossia le loro congregazioni politiche hanno fatto del bieco clientelismo (voto di scambio) mungendo fino a disseccarle le mammelle dell’ateneo; hanno dirottato qui cascami del mondo politico, personaggi dell’entourage senza titoli accademici chiaramente riconoscibili, figure di rappresentanza solite a rimbalzare da un ente all’altro come api di fiore in fiore, a non fare un’emerita minchia, ai quali si è osato (noblesse oblige) persino proporre carriere accademiche o contratti che un miserrimo ricercatore vero, che pertanto avesse “solo” i propri titoli scientifici e accademici, non si sognava nemmeno. Vorrei sapere quanti ricercatori sono stati sgozzati sull’altare del famoso centro che doveva curare l’immagine (a posteriori, di merda) dell’ateneo, per far posto ad una sessantina di raccomandati. Per i figli, parenti, amici e famigli della congregazione vi è stata un’autostrada a scorrimento veloce che i figli di n.n. non hanno mai avuto: l’università è stata vista alla stregua di un ente come un altro, al quale estendere le stesse pratiche solitamente poste in atto in altri enti pubblici (la famosa “autonomia” universitaria… eh,eh!). Ma perché parlo al passato?

Pubblicato da Giovanni Grasso in il saccheggio il 3 agosto 2009 alle ore 18:44 | Permalink | 18 Commenti » |

Il comune di Siena deve restituire all’università una parte dei soldi che il suo territorio ha indebitamente e allegramente ricevuto dall’Ateneo

siena-sindaco

Sono riprese le polemiche sulla voragine nei conti dell’ateneo senese. Un commento di Roberto Petracca, del 6 gennaio 2009, stigmatizzò l’inerzia del Comune di Siena sull’argomento. Data la sua attualità, lo ripubblichiamo.

Roberto Petracca. Trovo preoccupante il ragionamento del sindaco, che, in pratica è ancora affacciato alla finestra a studiarsi lo spettacolo per cercare di capire cosa succede prima di prendere decisioni o allestire “tavoli istituzionali” che prendano decisioni sul da farsi. La conclusione è che il sindaco non ha ancora le idee chiare su quale potrà essere il contributo che il Comune potrà dare per salvare l’Università. Il sindaco aspetta di vedere prima quale sarà il contributo che il governo e la Gelmini potranno dare per aiutare l’Università di Siena e solo dopo penserà a quale potrà essere il suo.

Era il 1453: quando le truppe del Papa arrivarono a Costantinopoli gli ottomani avevano oramai completato la conquista della città d’oro e del valoroso Basileus Costantino XI si erano oramai perse anche le spoglie, sublimate dal giubilo trionfante della Casa di Osman.
 Ed è sorprendente che in una città come Siena, storicamente campione di autodeterminazione, debba essere un salentino come me (atavicamente abituato ad un Re che decide per lui) a dover fare una simile critica. 
Inoltre il sindaco dice che «il contributo al risanamento dell’Università deve provenire dall’interno dell’Ateneo perché il vezzo di far pagare a piè di lista a (…) tutti noi (…) gli errori che vengono fatti io credo che sia un vezzo che non deve essere permesso a nessuno neanche alla nostra Università».
 Beh, l’alzata d’ingegno è senz’altro nobile perché è un invito chiaro a non fare ulteriori errori di gestione dell’Università, tuttavia suggerirei al sindaco a considerare che i 200 milioni di debito dell’Università sono soldi allegramente e scelleratamente travasati dall’Università al territorio di Siena. Non sono soldi che si sono persi o che sono stati portati via da Siena da qualche scippatore di passaggio. Penso che il Comune possa e debba fare qualcosa per restituire all’Università almeno una parte dei soldi che il territorio del Comune ha indebitamente e allegramente ricevuto dall’Università. 
Il Comune deve farlo prima che gli Ottomani depongano il Basileus per impiantarsi loro.

Pubblicato da Giovanni Grasso in il saccheggio il 23 luglio 2009 alle ore 22:47 | Permalink | 18 Commenti » |

Per una storia degli ultimi 10 anni dell’Università di Siena

muccaunisiNel giugno del 2008 rettore e direttore amministrativo scoprirono parte del dissesto dei conti dell’Ateneo senese e ne dettero pubblica notizia il 23 settembre 2008. “Il senso della misura”, che a partire dal 4 aprile 2006 aveva già scritto tutto sull’argomento, tacque per un mese intero, preferendo raccogliere gli interventi altrui in una categoria che, già nel titolo, prefigurava il modo per risolvere i problemi dell’ateneo senese: Commissariarla per salvarla. Il risanamento ed il rilancio dell’ateneo sarebbe stato possibile se si fossero adottate subito le seguenti misure: individuazione di tutte le responsabilità; adozione di un rigoroso piano di risanamento abbinato ad un progetto per migliorare didattica e ricerca; mobilità interna ed interistituzionale degli amministrativi in esubero; mobilità interna dei docenti in esubero; chiusura di tutte le sedi decentrate; dismissione di tutti gli immobili in locazione e contestuale completa utilizzazione di quelli di proprietà; eliminazione di tutti gli sprechi e riduzione delle spese strutturali.

A distanza di dieci mesi, la situazione è quella descritta in questi giorni dai seguenti titoli dei giornali, che ci riportano indietro a quel lontano 23 settembre 2008: «Assunzioni e sprechi un crac da 190 milioni» «Manipolavamo i conti su richiesta dei rettori» «Evasione fiscale e previdenziale per 95 milioni di euro» «L’Università di Siena ‘regina’ dell’evasione» «Stipendi a rischio. L’ateneo davvero sull’orlo del precipizio». E i docenti? Silenziosi, come sempre. E i cittadini? Sicuramente più attenti, a giudicare dalla lettera al “Corriere di Siena”, di seguito riprodotta in parte, che mi suggerisce una nuova categoria – «il saccheggio» – con lo scopo di scrivere la storia degli ultimi 10 anni dell’università di Siena.

Massimo Pedani. (…) Il San Niccolò, istituito con i denari della collettività, dalle opere pie senesi e prosperato con i risparmi, le pensioni e le proprietà dei poveri “matti”, è stato sacrificato sull’altare della malapolitica, delle baronie universitarie, dell’accondiscendenza di chi era tenuto a verificare bilanci, spese faraoniche, carte di credito a budget illimitato, carriere fulminanti, nepotismi imbarazzanti. Povero Monte dei Paschi, al confronto sembra un rassicurante eremo francescano. La vera mucca di Siena è stata l’antica università, fonte inesauribile di prebende per tutti, maggioranze, minoranze, movimenti, associazioni, liste civiche, rivoluzionari rossi, verdi e neri. Tutti hanno il loro scheletro nell’armadio, e allora… tutti zitti. Bilanci taroccati che porterebbero in carcere gli amministratori in tutto il mondo sono stati girati, rigirati, revisionati, accettati, illustrati, infiocchettati, celati. (…)

Pubblicato da Giovanni Grasso in il saccheggio il 19 luglio 2009 alle ore 20:59 | Permalink | 31 Commenti » |