Il senso della misura

Per una Nuova Università a Siena e non solo

Gli studenti del DAS chiedono le dimissioni del rettore e del direttore amministrativo, ritenuti palesemente inadatti al ruolo che ricoprono

Dimensione Autonoma Studentesca (DAS). Siamo costretti a domandarci cosa ci fosse da inaugurare, visto che la nostra Università versa da anni in una drammatica situazione di corruzione e mala gestione. Non sono stati una sorpresa i nomi dei 18 indagati, e tanto meno che tra questi nomi spiccassero quelli dei recenti Rettori e Direttori Amministrativi, le cui scelte abbiamo sempre contestato. Come se questo non bastasse, la nostra Università è al centro dell’attenzione degli inquirenti anche in merito alla regolarità dell’elezione del Rettore Riccaboni. Abbiamo deciso di non interrompere il teatrino dei vuoti festeggiamenti per rigettare in toto il cerimoniale di una casta che si delegittima ormai da sola. L’unico momento sensato e significativo di tutta la mattinata infatti è stato, a nostro avviso, quello degli interventi dei lavoratori che, pur portando avanti giuste rivendicazioni, troppo raramente trovano uno spazio di dialogo all’interno del mondo accademico, fagocitato da nepotismi e baronie.

Quanto l’inaugurazione fosse autoreferenziale è testimoniato dal fatto che ad alcuni studenti è stato impedito l’ingresso nell’aula se non previa perquisizione. Ancora una volta vediamo le forze dell’ordine schierate a difesa dei ladri in giacca e cravatta e non di chi subisce le conseguenze del loro operato. A questo proposito ricordiamo ancora nitidamente il complice silenzio da parte di tutte le istituzioni in occasione dell’attacco repressivo attuato un anno fa nei confronti degli studenti che manifestavano pacificamente contro lo smantellamento dell’Università pubblica.

Oggi che la questione dell’Ateneo è all’ordine del giorno, e in una situazione di tale gravità, taciuta e alimentata finora, è esilarante constatare la premura con cui prendono posizione quei partiti i cui membri figurano tra gli indagati delle due inchieste. E le accuse sono pesantissime: peculato, truffa, falso ideologico e abuso d’ufficio.

La nostra Università per anni è stata saccheggiata dalla sua stessa amministrazione, e proprio le elezioni del nuovo Rettore, che avrebbe dovuto avviare l’Ateneo sulla strada della ripresa, probabilmente sono state truccate. Non abbiamo mai risparmiato critiche anche aspre in merito alle scelte politico-amministrative della nostra governance d’Ateneo, ma adesso la loro legittimità è posta sotto attacco da tutti i fronti. Per questo, mai come oggi chiediamo a gran voce le dimissioni del Rettore e del Direttore Amministrativo, palesemente inadatti al ruolo che ricoprono.

Pubblicato da Giovanni Grasso in Commissariarla per salvarla,Emergenze,La voce degli studenti,Quelli dell'uva puttanella il 23 novembre 2011 alle ore 09:38 | Permalink | 2 Commenti » |

Vieni avanti supercretino!

Angelo Riccaboni. «Il numero programmato nella nostra Facoltà di Farmacia non c’è mai stato quindi non capisco dov’è il problema. Nessuno poteva aspettarsi questa situazione e certo non possiamo non accettare i ragazzi nel nostro Ateneo».

Claudio Marignani (Coordinatore provinciale e consigliere regionale del PdL). L’aumento delle immatricolazioni è il segno tangibile della vitalità della nostra Università ed un ulteriore attestato di prestigio che, nonostante le peripezie economiche degli anni passati, dovute a gestioni non condivisibili, l’Università di Siena ha saputo mantenere presso la comunità intellettuale nazionale ed europea. Le 3.500 nuove immatricolazioni porteranno nuova ricchezza a tutta la città e richiederanno una risposta adeguata in termini di servizi da parte dell’amministrazione comunale. Ci auguriamo che questo positivo segnale imprima ulteriore e rinnovato coraggio al Rettore e all’intero CdA per proseguire nel piano di risanamento. A tal proposito il PdL saprà assicurare tutti i supporti politici necessari a partire dagli opportuni interventi di sostegno a livello ministeriale. Interventi che, come i cittadini sanno bene, non si sono mai interrotti e che saranno ulteriormente rafforzati.

Pubblicato da Giovanni Grasso in Commissariarla per salvarla,Emergenze,La voce degli studenti il 21 ottobre 2011 alle ore 09:53 | Permalink | 6 Commenti » |

È proprio vero che l’incremento delle iscrizioni all’università di Siena dipenda dalla qualità della didattica, della ricerca e dall’ottimo livello dei servizi?

Angelo Riccaboni. L’analisi del numero degli immatricolati, sebbene ancora non definitivo, evidenzia dei risultati assai interessanti: in attesa di completare le iscrizioni ai corsi di laurea a numero programmato della facoltà di Medicina, sono già 3917 gli studenti che quest’anno hanno scelto l’Università di Siena per i loro studi. Si tratta di un incremento del 40% rispetto allo scorso anno, che testimonia la qualità della didattica e della ricerca svolta presso il nostro Ateneo, nonché l’ottimo livello dei servizi offerti e l’attrattività della città. L’incremento di immatricolazioni riguarda tutti i corsi di studio, con aumenti che vanno dal 30% di Giurisprudenza al 15% registrato nelle facoltà di Economia e Ingegneria. Le variazioni maggiori si segnalano per alcuni corsi delle facoltà scientifiche, Farmacia, CTF, e Scienze biologiche, e derivano, oltre che dal legame di questi corsi con sbocchi professionali ad alto livello di occupazione, anche dal rilevante aumento di studenti che hanno partecipato ai test di ammissione ai corsi a numero programmato della facoltà di Medicina e chirurgia e che hanno poi scelto facoltà con percorsi di studio compatibili. Si tratta di un buon segnale per l’Ateneo e per la città intera, che premia il lavoro di tutti quelli che, dentro e fuori la nostra Istituzione, si stanno impegnando per mantenere il prestigio e la grande qualità dell’Università di Siena.

Pubblicato da Giovanni Grasso in Commissariarla per salvarla,Emergenze,La voce degli studenti il 20 ottobre 2011 alle ore 11:15 | Permalink | 2 Commenti » |

Vieni avanti cretino!

Il commento del Rettore sull’incremento delle iscrizioni all’università di Siena.

Angelo Riccaboni. Questa tendenza è un segnale molto importante che attesta la vitalità dell’ateneo. A Siena avremo oltre mille nuovi studenti in più rispetto agli altri anni che portano con sé, dal punto di vista economico, una forte ricaduta su tutto l’indotto. Più studenti ci saranno e più sarà vivo il settore immobiliare, più vivace sarà il commercio a tutti i livelli, insomma Siena può trovare giovamento da questa grande risorsa che in tempi di crisi rilancia l’intera città e tutto il sistema economico. Le istituzioni sono molto attente ed hanno capito che se l’università decolla, molti altri settori ne possono beneficiare. Serve lavorare insieme per lo stesso obiettivo. Questo forte incremento si spiega anche con il fatto che le classifiche ci premiano e gran parte delle nostre Facoltà sono nella top ten italiana. Le famiglie scelgono in base a queste valutazioni che mettono insieme alla vivibilità del territorio, ai servizi, alla coesione sociale, il buon nome dei nostri professori. In un momento in cui la crisi attanaglia tutte le famiglie e in cui non si fanno scelte approssimative o azzardate, il solo fatto che si scelga di investire su Siena, mi sembra un ottimo risultato, vuol dire che sotto tutti i profili l’offerta è esattamente quella che risponde alle aspettative.

Pubblicato da Giovanni Grasso in Commissariarla per salvarla,Emergenze,La voce degli studenti il 15 ottobre 2011 alle ore 09:56 | Permalink | Nessun Commento » |

Il punto di vista degli studenti di “Dimensione Autonoma Studentesca” sull’operato del rettore dell’università di Siena

Di seguito il brano riguardante l’ateneo senese, tratto da un’intervista a Lia Valentini, rappresentante dei DAS (Dimensione Autonoma Studentesca), pubblicata da “Fratello Illuminato – Il blog”. Domanda: «qual è il vostro giudizio sull’operato del rettore pro tempore Riccaboni?». Ecco la risposta.

Lia Valentini. Il Rettore Riccaboni si sta dimostrando completamente incapace di gestire le difficoltà dell’Ateneo e con lui la direttrice amministrativa. Emblematici sono, secondo me, tre casi:
il piano di risanamento perché dal nostro punto di vista non è con la svendita di locali dell’Università che si può risanare un buco di milioni di euro; le alienazioni possono sì dare un lieve e momentaneo respiro, ma se si punta ad un reale progetto di risanamento occorre principalmente un concreto investimento, unito ad una forte spinta di rilancio.
In secondo luogo le scelte dell’amministrazione in merito alla questione dei lavoratori (basti ricordare come l’amministrazione si è posta nei confronti dei lettori di lingua straniera) che tracciano una concezione dei rapporti di lavoro assolutamente iniqua. Quello che è stato fatto nel corso di quest’anno è chiedere sacrifici a lavoratori e studenti (i quali hanno visto i servizi notevolmente diminuire) e preservare, però, i privilegi dei baroni e di tutti coloro che hanno ingrassato le loro tasche utilizzando la nostra Università come strumento di ascesa sociale e carrieristica.
Infine, si fa per dire, ricordiamo la Commissione Statuto, che in questi mesi ha svolto i suoi lavori senza far trapelare le reali intenzioni “riorganizzative”, spesso, forse, celate anche agli stessi membri della commissione, membri rappresentanti di quelle realtà che non siano quelle baronali.

Pubblicato da Giovanni Grasso in La voce degli studenti il 16 luglio 2011 alle ore 00:17 | Permalink | 9 Commenti » |

Anche negli Stati Uniti cresce l’esigenza di distinguere le università per la ricerca da quelle per la didattica

La hit parade degli atenei (la Repubblica, 31 maggio 2011)

Federico Rampini. «Le cose che contano, non sempre si possono misurare», soleva dire Albert Einstein. L’istruzione conta molto, ma abbiamo ragione a volerne misurare la qualità con delle classifiche? L’inflazione di classifiche internazionali riguarda in particolare le università. Un tempo era un fenomeno tipicamente americano: con quel che costano le rette Usa, le famiglie divorano da anni le “pagelle” delle facoltà compilate da US News and World Report, e altri magazine. Con la stessa logica: le famiglie del ceto medioalto cinese investono fortune per mandare i figli all’estero, vogliono che siano soldi ben spesi. Dal 2003 una delle classifìche più autorevoli sulle migliori 500 università del mondo, è compilata annualmente dalla Shangha Jao Tong University. L’Unesco ora solleva dei dubbi sull’utilità di questi raffronti. Usando come parametri di qualità il numero di premi Nobel, o le scoperte nella ricerca medica, certe classifiche danno per scontato che tutte le università debbano aspirare ad essere Harvard. Negli Stati Uniti, invece, si fa strada l’esigenza di distinguere tra atenei che hanno i mezzi per essere poli di eccellenza e altri che devono specializzarsi nell’insegnamento. In difesa delle classifìche: molti studenti stentano a orientarsi nell’immensa offerta di corsi di studio e rischiano di finire vittime di università-truffa, che investono solo nel marketing di se stesse.

Pubblicato da Giovanni Grasso in La voce degli studenti,Per riflettere il 5 giugno 2011 alle ore 12:59 | Permalink | Nessun Commento » |

Università di Siena: dissesto e prospettive di rilancio

La locandina dell’incontro pubblico sul tema “Università di Siena: dissesto e prospettive di rilancio“. Interverranno: Gabriele Corradi (candidato sindaco di Siena), il senatore Giuseppe Valditara, Pierluigi Piccini, Silvio Pucci, Eleonora Scricciolo e Giovanni Grasso. Di seguito un intervento di Gabriele Corradi.

GLI STUDENTI SONO LA GARANZIA DI UN FUTURO MIGLIORE

Gabriele Corradi (candidato sindaco di Siena). La situazione economica dell’Università di Siena è ormai nota ai più. La crisi, scoppiata nel settembre 2008, era stata tuttavia annunciata da alcuni dei docenti più avveduti, rimasti purtroppo inascoltati. Origine del problema, a mio parere, sono i cambiamenti normativi degli inizi degli anni Novanta, che portarono a una sorta di rivoluzione politico-amministrativa la quale, dando autonomia alle Università, obbligava altresì a un cambio di passo della cultura amministrativa del Paese. Un cambio di passo che non fu compreso dal governo dell’Università, il quale non seppe prevedere che l’entità della spesa, in presenza di investimenti immobiliari, progressioni di carriera, assunzioni – provvedimenti questi ultimi che, nel loro complesso, hanno indistintamente riguardato personale docente e tecnico-amministrativo – sarebbe esponenzialmente aumentata, con un contestuale decremento della popolazione studentesca generata non solo dall’abbassamento della curva demografica, ma anchedal moltiplicarsi di nuove sedi universitarie, le quali hanno progressivamente eroso il tradizionale bacino di utenza al di fuori della Toscana.

(continua…)

Pubblicato da Giovanni Grasso in Commissariarla per salvarla,La voce degli studenti,Per riflettere il 21 aprile 2011 alle ore 00:29 | Permalink | 1 Commento » |

Non è detto che un ottimo ricercatore sia in grado di insegnare altrettanto bene

Non contano le pubblicazioni ma le abilità didattiche (da: “Italia Oggi”, 16 marzo 2011)

Ettore Bianchi. Troppo laboratorio non fa bene all’università. In Australia, almeno, dove l’ateneo di Sydney ha deciso di dare una svolta all’attività didattica: meno laboratorio, più insegnamento e rapporto stretto con gli studenti. L’orientamento emerge con chiarezza dal percorso di  Erica Sainsbury, docente di farmacia. Da studentessa si divideva tra la presenza in laboratorio e le lezioni teoriche in aula. Ora che è salita in cattedra, invece, ha deciso di abbandonare la parte pratica per trascorrere gran parte del suo tempo ad assistere gli studenti, ad aggiornare le lezioni e le ricerche, a lavorare con i tutor e a partecipare alle discussioni via internet. Sainsbury, 51 anni, appartiene a una cerchia, per ora ristretta ma in espansione, che segue il nuovo corso: poca o nessuna ricerca. Gli atenei non disdegnano, sottolineando che in questo modo è possibile concentrarsi sul miglioramento dell’insegnamento e dell’apprendimento: due elementi che finora non sono stati abbastanza premiati. La ricerca è sempre stata considerata il compito più prestigioso per gli accademici in molte università. Al punto che un sindacato dei docenti ha osservato che bisogna fare attenzione al fatto che chi si dedica alla nuova impostazione non venga relegato al ruolo di professore di seconda categoria. Mentre in paesi come Stati Uniti e Germania queste figure esistono da tempo, per l’Australia si tratta di una novità che, come tale, dovrà essere assimilata con il tempo. Anthony Welch, docente di educazione a Sydney, sostiene che negli ultimi decenni ci si aspettava chiaramente che un docente facesse ricerca. Anzi, molti atenei avevano posizioni di sola ricerca, soprattutto in ambito scientifico, e questo serviva agli atenei per scalare migliori strutture. Ora, però, arrivano sempre meno fondi governativi e gli studenti sono aumentati: ciò richiede una maggiore attenzione nei loro confronti. All’università di Melbourne si sta valutando l’ipotesi di creare carriere ad hoc per gli specialisti dell’insegnamento, ma il sostegno finanziario è importante per lanciare la nuova impostazione didattica. Finora i docenti puri, se così si possono definire, erano per lo più docenti di secondo piano, con un inquadramento meno stabile sul versante contrattuale. Adesso sono gli stessi atenei a reclamare una svolta e a pretendere che a far carriera non sia soltanto chi pubblica risultati di grido grazie a esperimenti condotti in laboratorio. Anche perché, come succede anche fuori dall’Australia, non è detto che un genio della fisica o della chimica sia in grado di insegnare altrettanto bene.

Pubblicato da Giovanni Grasso in La voce degli studenti,Per riflettere il 21 marzo 2011 alle ore 11:04 | Permalink | 12 Commenti » |

Secondo gli studenti, le scelte dei vertici mettono a rischio la sopravvivenza dell’università di Siena

Il 31 dicembre 2008 pubblicavo una parte dell’articolo (“Bilanci creativi”) della Prof.ssa Lucia Lazzerini con il seguente titolo: «A Firenze come a Siena gli stessi che hanno prodotto lo sfacelo si presentano come i paladini del risanamento dell’ateneo». Appena 2 anni dopo, a Siena, per «definire il nuovo progetto di Università», come dicono gli studenti nell’articolo seguente, ritroviamo proprio quei docenti che cercano così, oggi, «di mantenere tutti i loro privilegi a discapito dell’interesse comune.»

Dimensione Autonoma Studentesca (DAS). Il DAS vuole rivolgersi ancora una volta alla cittadinanza per farle comprendere la gravità dei fatti che si stanno susseguendo all’interno dell’Università di Siena. Sembra infatti che quel muro che, per anni, ha separato “ciò che succede dentro” da “ciò che succede fuori” l’Università, dopo essere stato abbattuto dal “buco” si stia di nuovo manifestando, impedendo a coloro che per primi subiranno le conseguenze delle decisioni prese, ossia l’intera Città, di capire cosa stia succedendo. Non si tratta infatti di bloccare un Consiglio di Facoltà, peraltro illegittimo. Non si tratta di una nuova impostazione dei Corsi di Laurea, né del giudizio politico verso l’amministrazione o il governo. No, si tratta della stessa sopravvivenza dell’Ateneo senese, e quindi dell’indotto economico, sociale e culturale che fonda, in gran parte, la nostra città. Ma cosa sta succedendo?

(continua…)

Pubblicato da Giovanni Grasso in Commissariarla per salvarla,La voce degli studenti il 14 febbraio 2011 alle ore 16:07 | Permalink | 3 Commenti » |

Una proposta per l’Università di Siena, da prendere in seria considerazione, viene dagli studenti: «occorre un rettore riconosciuto da tutti»

Dimensione Autonoma Studentesca (DAS). Il DAS, dopo settimane di riflessione politica ha deciso di inviare questo comunicato alla stampa cittadina. Una decisione difficile, presa dopo che la Procura della Repubblica ha convocato i rappresentanti degli studenti per interrogarli in merito alle elezioni rettorali. Un comunicato che arriva dopo una serie di esposti, interrogazioni, relazioni e rinvii di nomine in un momento in cui questa nostra Università ha bisogno di chiarezza, rigore e responsabilità.

Gli studenti non ci stanno ad essere additati come responsabili di irregolarità nelle elezioni a Rettore. Non ci stanno, non ci stiamo. 
Noi studenti del DAS siamo stati fin troppo spesso accusati di essere degli untori che, denunciando pubblicamente la decadenza dell’istituzione accademica, farebbero sponda a detrattori che vogliono la chiusura del nostro Ateneo. È forse giunto il momento che l’amministrazione dell’Ateneo (centrale così come nelle Facoltà) si faccia un esame di coscienza, anche alla luce della relazione degli ispettori ministeriali che – ancora segreta – sta già facendo tremare troppe persone. Un momento catartico, che permetta di creare insieme un nuovo modello di Università, dopo il crollo presente e la bomba atomica chiamata DDL Gelmini. Una riflessione da parte di quelle persone le quali, accusando noi, cercano di occultare un marcio che, per quanto nascosto, continua a palesarsi.

Alla luce di queste riflessioni appare evidente la necessità di rifondare in toto la comunità accademica, ormai sfilacciata per via di interessi particolaristici e già pronta a spartirsi le macerie accademiche che rimarranno dopo la deflagrazione dell’ordigno Gelminiano. La cogenza di ricreare un sentire comune tra lavoratori, studenti e poi docenti non può però basarsi su presupposti poco chiari.

Per questo motivo ci interroghiamo sull’esigenza, ad oggi, di andare avanti con la nomina di un nuovo Rettore che dovrà guidare il nostro Ateneo in una situazione che quotidianamente diventa più difficile. Un Rettore che verrebbe nominato in circostanze pregiudiziali per l’interesse della nostra Università, con una elezione su cui la Procura sta investigando e sulla quale troppi interessi terzi – politici e finanziari – si sono evidenziati. È infatti necessario che la figura del nuovo Rettore sia riconosciuta da tutti, senza che forze esterne, con finalità aliene al mondo accademico, possano continuare a delegittimare l’Università di Siena, come stanno facendo ormai da mesi. Non vogliamo un commissario governativo. Ma ci interroghiamo se – forse – non sia necessario procedere a nuove elezioni a Rettore, senza “tramini”, senza macchie, senza pregiudiziali. Per questo chiediamo al professor Riccaboni di fare un passo indietro, e al decano dell’Università di indire nuove elezioni a Rettore, nell’impegno comune, da parte di ognuno, per una completa trasparenza in tutti i procedimenti decisionali dell’Ateneo.

Pubblicato da Giovanni Grasso in La voce degli studenti,Per riflettere il 23 ottobre 2010 alle ore 11:45 | Permalink | 15 Commenti » |
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