Il senso della misura

Per una Nuova Università a Siena e non solo

Ateneo senese: gli effetti del “malgoverno” dello stesso gruppo dirigente dopo 20 anni

Buon ultimo anche il settimanale “L’Espresso”, oggi in edicola, si occupa della difficile situazione dell’Università di Siena con un articolo di Fernando Montani intitolato: Al Palio paga il rettore. Il lungo sottotitolo è: «Tra spese faraoniche, sprechi, contributi non pagati e fondi fantasma, si allarga nell’ateneo di Siena la voragine dei debiti: oltre 200 milioni. E la Procura mette sotto inchiesta i suoi vertici.»

Ecco gli effetti, solo in minima parte descritti nell’articolo de “L’Espresso“, dopo 20 anni di cattivo governo ad opera dello stesso gruppo dirigente, dopo elezioni con candidature uniche e dopo cooptazioni a tutti i livelli.

Pubblicato da Giovanni Grasso in Commissariarla per salvarla, Stampa nazionale ed Ateneo senese il 27 febbraio 2009 alle ore 16:22 | Permalink | 12 Commenti » |

Ci sarà ancora qualcuno disposto a candidarsi alla presidenza Crui?

Portone_crui“Il Mondo” oggi in edicola pubblica un breve articolo, di seguito riprodotto, sulle disavventure, anche giudiziarie, che hanno colpito gli ultimi tre presidenti della Conferenza dei rettori delle Università Italiane (Crui).

LA MALEDIZIONE DELLA CRUI HA COLPITO ANCORA UNA VOLTA

Fabio Sottocornola. Sulla poltrona più alta della Crui sembra aleggiare una maledizione. Che negli anni recenti ha colpito tutti i numeri uno delle università diventati presidenti della Conferenza dei rettori italiani. L’ultimo a finire nei guai è stato Guido Trombetti, attuale capo della Crui (da giugno 2006) e rettore a Napoli Federico II. A dicembre è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Firenze, insieme ad altri docenti per abuso d’ufficio a proposito di presunte irregolarità nella selezione di professori del Sum, Istituto di scienze umane, diretto da Aldo Schiavone (pure indagato). In particolare Trombetti, Schiavone e Augusto Marinelli (rettore di Firenze) avrebbero favorito, da membri del consiglio provvisorio del Sum, alcuni docenti che già insegnavano come professori distaccati dalle rispettive università. Tra questi, secondo la procura, c’è lo stesso Schiavone nel doppio ruolo di capo della commissione esaminatrice e candidato unico per la cattedra di diritto romano. Più pesante la vicenda di Piero Tosi, predecessore di Trombetti alla Crui fino al febbraio 2006, quando si dimise dopo essere stato sospeso da rettore a Siena in seguito a un intervento senza precedenti della magistratura cittadina. A fine novembre 2007 è stato poi rinviato a giudizio per abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e tentata concussione, tra l’altro per alcune nomine di medici presso l’Azienda ospedaliera universitaria. Ancora prima, la presidenza Crui non ha portato fortuna a Luciano Modica, che ha ricoperto l’incarico dal 1998 al 2002. In quell’anno si era dimesso per candidarsi e vincere le elezioni suppletive del Senato. Ma la sua corsa al potere si è interrotta nel 2006: non è più entrato in Parlamento e si è dovuto accontentare del ruolo di sottosegretario al ministero dell’Università nell’attuale governo.

Pubblicato da Giovanni Grasso in Stampa nazionale ed Ateneo senese il 18 gennaio 2008 alle ore 18:07 | Permalink | Nessun Commento » |

Malauniversità: è l’ora del commissariamento, dell’individuazione delle responsabilità e del risarcimento dei danni

Il settimanale il Mondo, oggi in edicola, pubblica una lunga inchiesta sugli Atenei con i bilanci in profondo rosso. È chiaro, ormai, che l’inadeguatezza dei vertici, il malcostume, l’occupazione degli atenei da parte di comitati d’affari, in una parola, la “malauniversità” si combatte solo attraverso il commissariamento, l’individuazione delle responsabilità amministrative e la richiesta di risarcimento dei danni. Di seguito riportiamo solo i passi che riguardano l’ateneo senese.

(…) Per restare in Toscana, niente aumento delle tasse o vendita degli immobili a Siena, dove il numero uno Silvano Focardi (rettore dal 2006) ha puntato piuttosto a reperire fondi. Anche attraverso l’accensione di mutui, e quindi altro debito. Focardi aveva ereditato una situazione disastrosa. A lasciargliela e stato Piero Tosi, rinviato a giudizio in un’inchiesta delIa procura cittadina sulla gestione dell’ente: il bilancio consuntivo 2005 si era chiuso con un rosso, per la parte di competenza, di 33,8 milioni di euro. Giovedì 31 maggio il cda guidato da Focardi ha approvato (a maggioranza) i conti del 2006. Nella parte di competenza, il rosso si è trasformato in nero per circa 17 milioni, grazie anche a un mutuo di 45 milioni assunto con la banca Mps per la copertura del disavanzo. Ovviamente soddisfatto il rettore Focardi, che dice: «Anche se l’operazione di risanamento non è ancora completata, abbiamo però invertito la tendenza. E lo abbiamo fatto non sperando in contributi statali aggiuntivi, che in effetti non sono arrivati». Ma su queste operazioni non tutti sono d’accordo: per esempio la professoressa Michela Muscettola, che siede nel cda e da anni porta avanti la richiesta di un risanamento dei conti. In sede di approvazione del bilancio ha votato contro, chiedendo di adottare provvedimenti strutturali per il contenimento delIa spesa. Altrimenti, secondo la professoressa, il rischio è che il disavanzo continuerà a riprodursi negli anni successivi. Certo, ammette Focardi, questo rischio esiste: «In quel caso pensiamo di introdurre un parziale blocco del turn over». Cioè per 120 professori che andranno in pensione, porte aperte soltanto per 90. (…)

Pubblicato da Giovanni Grasso in Stampa nazionale ed Ateneo senese il 29 giugno 2007 alle ore 21:49 | Permalink | Nessun Commento » |

All’università di Siena il disavanzo si copre col mutuo

Ombra_4Caro Giovanni Grasso,
mi è sembrato strano che non sia stato pubblicato ancora sul tuo blog un breve articolo del “Mondo”
(uscito il 10 novembre 2006) sui conti in rosso dell’ateneo senese. Pubblicarlo oggi, dopo 7 mesi, sarebbe oltremodo opportuno in considerazione anche della sua attualità e della censura degli organi d’informazione senesi. Un anonimo, ma attento, lettore.

A SIENA IL DISAVANZO SI COPRE COL MUTUO

Fabio Sottocornola. A Siena c’è curiosità per la visita di Fabio Mussi. Sabato 11 novembre il ministro per l’Università, toscano di nascita, inaugurerà l’anno accademico nell’ateneo più problematico della sua regione. Nella città del Palio il rettore Silvano Focardi deve fare i conti con un bilancio che nel 2005 aveva un disavanzo di amministrazione di 27 milioni, la gran parte (24,9 milioni) di spese per il personale. Adesso la crisi rischia di allargarsi. Nella seduta del 23 ottobre il cda ha approvato un mutuo ventennale con il Monte dei Paschi per 45 milioni di euro. Soldi che serviranno per completare il piano edilizio dell’università. Non solo: queste entrate, scrivono i revisori dei conti, «sono destinate a coprire il disavanzo di 27 milioni». Ma la legge sull’autonomia finanziaria degli atenei recita che «le università possono contrarre mutui esclusivamente per le spese di investimento». E il contratto di mutuo ha esonerato Mps «da ogni responsabilità in ordine all’utilizzo e alla destinazione della somma mutuata». La situazione critica è dovuta al numero di docenti e amministrativi in servizio. Qualche mese fa il direttore amministrativo Loriano Bigi aveva suggerito «una manovra che garantisca da subito il contenimento della spese. L’unica strategia è contenere i costi del personale». Come? Secondo Bigi, congelando il turn over sino a tutto il 2009. Invece in università continuano ad assumere. E sembra essersi persa traccia della commissione consultiva, di cui fa parte anche Andrea Monorchio (ex ragioniere generale dello Stato) che deve dire la sua sugli atti amministrativi.

Pubblicato da Giovanni Grasso in Stampa nazionale ed Ateneo senese il 23 giugno 2007 alle ore 22:05 | Permalink | Nessun Commento » |

Paragonando questi atenei al CEPU, si danneggia l’immagine dell’Università o quella del CEPU?

SpeedygonzalesTitolo di studio come un prodotto da consumare, svendita di lauree sulla base del riconoscimento crediti, scadimento del titolo di studio, concorrenza al CEPU fatta dalle università, sono argomenti già affrontati da questo blog. L’obiettivo delle università è quello di “far soldi”, con il risultato certo di uno “scadimento dell’offerta formativa”.Il Messaggerooggi in edicola pubblica un’inchiesta sui laureati “precoci” che vede l’Ateneo senese ancora una volta ai primi posti nella svendita delle lauree, in base ad una rilevazione ministeriale per l’anno 2005. Il Corriere di Siena ha pubblicato, quattro giorni dopo l’articolo del “Messaggero”, il seguente pezzo sull’Ateneo senese: Laurea facile, fine del miraggio.

DOTTORI CON TRE ESAMI NEGLI ATENEI DELLA LAUREA FACILE

Anna Maria Sersale. Pochi esami, qualche quiz, una tesina e si diventa dottori. Scorciatoia? Sconto? Strada in discesa? Chi ha fatto per anni un certo lavoro e ha maturato esperienza professionale ottiene formidabili sconti per intascare la laurea. Non ce ne eravamo accorti ma l’Italia sta diventando il Paese delle lauree facili. Con accordi vantaggiosi per tutti. Gli atenei aumentano gli iscritti e attingono più soldi dal fondo di finanziamento ordinario, mentre gli ordini professionali e le associazioni di categoria assicurano ai loro aderenti il biglietto da visita con scritto dott. (…)
(…) La corsa sfrenata al riconoscimento dei crediti non ha limiti. Tra le pressioni delle lobby associative e lo stringente bisogno di fare cassa i titoli accademici sono diventati una merce. «Un’altra degenerazione del sistema», sostiene Giovanni Grasso, ordinario di Anatomia umana a Siena, altra università che si è mostrata generosa con i crediti. (…) Le statali con le percentuali più elevate di laureati “precoci” (la definizione è del ministero dell’Università, che ha appena fatto una rilevazione sul 2005) sono:

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Pubblicato da Giovanni Grasso in Stampa nazionale ed Ateneo senese il 19 maggio 2007 alle ore 16:18 | Permalink | 3 Commenti » |

Occorre un piano di risanamento e una forte spinta per la rinascita dell’Università

OxfordCon l’ottava puntata dell’inchiesta su “concorsopoli”, Anna Maria Sersale (inviata del “Messaggero”) affronta le ragioni del declino dell’ateneo senese.

SIENA, CONCORSOPOLI NELLA OXFORD ITALIANA

Anna Maria Sersale. L’ITALIA non ha più la sua Oxford. A Siena, una delle più antiche università dopo Bologna, irrompono le inchieste della Procura. Ferite che non sarà facile guarire. I concorsi alterati, i patti segreti, gli accordi sottobanco per mandare in cattedra i protetti di questo o quel barone, hanno svilito la dignità dell’antica accademia che ha 766 anni di vita. Avere chiuso gli occhi sui conflitti di interesse, sulla politica dello “scambio” e sull’occupazione di posizioni di forza per accaparrare carriere, consulenze, e attività extra-universitarie, ha avuto effetti deleteri. I “finti” concorsi, che in tutti gli atenei sono stati funzionali alla continuità del potere, costituiscono l’aspetto più vistoso del declino al quale ora la nuova gestione di Siena cerca di mettere riparo. Mentre i vertici accademici tentano di ripristinare regole certe, la Procura va avanti spedita. È di pochi giorni fa la decisione di chiedere il rinvio a giudizio di sei docenti, per due concorsi da associato e ricercatore su cui gravano pesanti sospetti. Due le denunce.

(continua…)

Pubblicato da Giovanni Grasso in Stampa nazionale ed Ateneo senese il 26 aprile 2007 alle ore 17:20 | Permalink | 6 Commenti » |

L’ombra lunga dei protagonisti reali del declino dell’Ateneo senese

Ombra_4Il settimanale il Mondo, oggi in edicola, pubblica un breve articolo, di seguito riprodotto, che stimola alcune riflessioni sulla mutazione profonda, avvenuta nei 12 anni della gestione Tosi, nel governo dell’Ateneo senese, che rischia il collasso. Chi sono oggi i protagonisti della nostra università? Sono sempre i docenti, gli studenti e il personale tecnico-amministrativo?

SIENA, L’EX RETTORE TOSI PREPARA IL RITORNO

Fabio Sottocornola. A Siena molti sono convinti che Piero Tosi voglia tornare al potere, magari ripartendo dalla sua facoltà di medicina. L’ex rettore dei rettori (in quanto capo dell’ateneo toscano e della Crui) era stato sospeso a febbraio 2006 dal gip senese per irregolarità in alcune nomine e concorsi. A metà maggio partirà il processo nel quale è difeso dall’avvocato Franco Coppi. Ma Tosi è anche in attesa di altri eventi, per esempio che si dimetta Alberto Auteri, preside di medicina, che di recente è stato attaccato sulla stampa locale per le troppe cariche ricoperte. Infatti è anche direttore di un dipartimento e delegato del rettore Silvano Focardi alla sanità. A marzo Auteri ha lasciato quest’incarico, rilanciando la questione delle incompatibilità. Che riguarderebbero i professori Marcello Flores d’Arcais e Riccardo Mussari, fratello di Giuseppe, numero uno di Mps, e il preside di lettere ad Arezzo Camillo Brezzi, assessore: tutti considerati vicini a Tosi. Finora nessuno ha lasciato le poltrone. All’ex rettore fa gioco anche il duro scontro in atto da settimane tra Focardi e i sindacati, Cgil in particolare, che in passato avevano definito «privo di ogni fondamento» il dibattito sul buco finanziario (33,8 milioni nel 2005) dell’università. Il 2 aprile si sono interrotte le relazioni sindacali dopo che Focardi ha respinto la richiesta di rinviare un cda: all’ordine del giorno, l’approvazione di regolamenti come quello sull’accesso agli atti amministrativi, previsto da una legge del 1990 e mai attuato e uno sulla «valutazione della retribuzione e della prestazione dei dirigenti».

Pubblicato da Giovanni Grasso in Stampa nazionale ed Ateneo senese il 13 aprile 2007 alle ore 15:37 | Permalink | Nessun Commento » |

Malauniversità: Siena di nuovo sulla stampa nazionale

EspressoL’ombra lunga della precedente gestione pone l’Ateneo senese, ancora una volta, sotto i riflettori della grande stampa nazionale. Il servizio di copertina dell’Espresso contiene una scheda (intitolata “Tra baroni e camici bianchi, Sanità, ricerca, università: quando il conflitto d’interessi è all’ordine del giorno”) che evidenzia pochi casi di una realtà molto più vasta e difficile da correggere.

Pubblicato da Giovanni Grasso in Stampa nazionale ed Ateneo senese il 6 aprile 2007 alle ore 20:39 | Permalink | Nessun Commento » |

Malauniversità: Siena ancora sulla stampa nazionale

IlmessaggeroCon la seconda puntata, Anna Maria Sersale, nella sua inchiesta su “Concorsopoli”, ha intervistato anche due colleghe senesi, T. Hadjistilianou ed A. Fioravanti, che hanno partecipato al concorso per professore associato rispettivamente in “Oftalmologia” e “Reumatologia”, finiti entrambi nel mirino dei giudici. Si riportano i passi corrispondenti, mentre per la prima puntata si veda: Anna Maria Sersale, Gli Atenei dei patti segreti (il Messaggero 24 marzo 2007)

CATTEDRE SU MISURA PER PROFESSORI SENZA TITOLI

Anna Maria Sersale. (…) A Bologna per un posto di oftalmologia al Sant’Orsola per poco non si sono ammazzati. Ci sono state pesanti minacce ai commissari. E perfino un proiettile mandato per posta a uno che stava per smascherare la manovra. Dopo gli arresti la Digos indaga. «Tutti dicevano che il concorso era fatto su misura per la moglie di un primario», racconta Theodora Hadjistilianou, di nazionalità greca, da trent’anni in Italia, una delle concorrenti, che per titoli scientifici poteva piazzarsi al primo posto. «Sono stata sentita come persona informata dei fatti – spiega la Hadjistilianou – Eravamo una decina di concorrenti, poi, come al solito, molti si sono ritirati. Sono andata da un avvocato, ma non ho ancora presentato denuncia. Mi sono detta che forse è meglio restare ricercatrice, lo sono da quindici anni, piuttosto che essere giudicata da una commissione del genere e vincere un concorso sporco. Non è escluso che venga tutto annullato. Intanto continuo il mio lavoro al Centro dei tumori agli occhi, dove curo molti bambini».

Antonella Fioravanti è una reumatologa. Il suo concorso per un posto da associato e bandito a Siena è nel mirino della magistratura. «Avevo fiutato delle irregolarità, avevo capito che stava succedendo qualche cosa di poco chiaro – afferma – Alla fine mi sono trovata in mano prove scottanti e ho presentato un esposto denuncia. Non posso dire di più perché ora tutto è coperto dal segreto istruttorio. Il magistrato si è reso conto che le cose che avevo raccolto avevano un fondamento. Ha mandato carabinieri e polizia il giorno delle prove. Il blitz ha portato al sequestro delle carte e dei computer. Il processo inizierà il 5 maggio. Il bando era uscito nel 2005, sulla bocca di tutti girava il nome del vincitore. Nel bando erano stati inseriti requisiti ad hoc per agevolare il prescelto e che poi servivano per la chiamata in servizio. Il posto è uno ma gli idonei sono due. Sono andata dal magistrato ma c’è molta gente che subisce, hanno paura dell’ostracismo, si sa che chi denuncia, chi fa ricorso, chi vuole smascherare il sistema dei concorsi pilotati, poi viene escluso senza più speranze». «Ma la cosa più assurda – sostiene ancora la Fioravanti – è che il concorso è andato avanti, nonostante il sequestro, come se nulla fosse stato. Quello di cui si diceva ha vinto e ora è in servizio. Molti degli sfidanti erano stati scoraggiati prima delle prove, e invitati a mollare». (…)

Pubblicato da Giovanni Grasso in Stampa nazionale ed Ateneo senese il 30 marzo 2007 alle ore 23:40 | Permalink | Nessun Commento » |

Ribollita sull’Ateneo senese nella stampa nazionale

RibollitaUn altro articolo, sul buco di bilancio lasciato da Tosi nell’ateneo senese, con vecchie, del giugno 2006, e nuove notizie.

Da: L’Indipendente del 15 febbraio 2007
L’EREDITA’ DI TOSI ALL’UNIVERSITA’ DI SIENA
Quali sono le dimensioni del buco di bilancio dell’Università di Siena ereditato dalla gestione dell’ex rettore Piero Tosi? C’è chi dice che si tratti di 33 milioni di euro, altri garantiscono che i milioni di ammanco siano addirittura 55. Cifre da capogiro comunque. E come nota Economy di questa settimana «Se si considera che gli studenti sono circa 18 mila si deve dedurre che il passivo viaggia tra i 2 e i 3 mila euro a testa. Tutto questo nonostante i 9 milioni di euro che la Fondazione Monte dei Paschi di Siena versa ogni anno nelle casse dell’ateneo». Una valutazione su cui non concorda la stampa senese che nelle settimane scorse aveva scritto che «tutto il dibattito alimentato in questi ultimi mesi sul grave buco finanziario, dovuto alle precedenti gestioni, è assolutamente privo di ogni fondamento». I revisori dei conti però nella relazione al bilancio scrivono che nel 2005 «sono state disposte spese eccedenti le autorizzazioni contenute nel bilancio di previsione e nelle successive variazioni» raccomandando all’amministrazione di fare impegni di spesa «soltanto in presenza di effettive e formali disponibilità finanziarie» e chiedono di «adottare senza indugi le iniziative idonee al rientro del disavanzo». Il nuovo rettore Silvano Focardi ha intanto annunciato che a giugno incontrerà il ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi. È presumibile la conversazione investirà la grave situazione dell’università senese.

Pubblicato da Giovanni Grasso in Stampa nazionale ed Ateneo senese il 15 febbraio 2007 alle ore 22:43 | Permalink | Nessun Commento » |
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