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	<title>Il senso della misura</title>
	<link>http://ilsensodellamisura.com</link>
	<description>Per una Nuova Università a Siena e non solo</description>
	<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 16:42:45 +0000</pubDate>
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		<title>Nulla si deve “lasciare da parte” se si vuole individuare ogni responsabilità (…anche lontana) del dissesto dell’ateneo senese</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 16:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosimo Loré. Le ricorrenti critiche ai lavori in corso sul fronte della stampa (in particolare del settimanale Panorama) e della giustizia, finalmente impegnate a far luce sulla tragica situazione dell’università di Siena, attengono ad una ben nota tattica fumogena posta in essere ogniqualvolta si tenta di identificare i rei di un sistema criminale che sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/07/mizaru_kikazaru_iwazaru.jpg" align="left" height="173" width="230" /><a href="http://www.scienzemedicolegali.it/"><strong>Cosimo Loré</strong></a>. Le <a href="http://www.provincia.siena.it/rassegnastampa/20081105/SIH3110.pdf">ricorrenti critiche</a> ai lavori in corso sul fronte della <a href="http://www.provincia.siena.it/rassegnastampa/20081103/PG01527.pdf">stampa</a> (in particolare del settimanale <a href="http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-un-dissesto-che-viene-da-lontano-nellindifferenza-dei-docenti/"><em>Panorama</em></a>) e della giustizia, finalmente impegnate a far luce sulla tragica situazione dell’università di Siena, attengono ad una ben nota <a href="http://www.provincia.siena.it/rassegnastampa/20081103/SI01025.pdf"><em>tattica fumogena</em></a> posta in essere ogniqualvolta si tenta di identificare i rei di un sistema criminale che sta affondando la nostra comunità nazionale, grazie allo scempio provocato dai cosiddetti insospettabili. Così se si studiano e si indagano determinate patologie non ci si può rivoltare perché si omette la descrizione dei soggetti sani&#8230;<br />
Non v’è dubbio che il pregio e la gloria dell’ateneo senese sono conseguenza dell&#8217;assidua attività di tanti ricercatori che sono oggi le vittime di una crisi annunciata (stupisce la sorpresa dei <a href="http://ilsensodellamisura.com/2008/11/ateneo-senese-tosi-torna-in-campo-nel-palio-del-buco/#comment-1462">docenti</a> che sembrano solo ora risvegliarsi da un lungo torpore, malgrado le <a href="http://ilsensodellamisura.com/2008/09/sulla-voragine-nei-conti-dell’ateneo-senese-“il-senso-della-misura”-ha-gia-scritto-tutto/">ripetute anche se rare voci</a> di chi, a cominciare da questo <em>blog</em>, da anni informa e critica, denuncia e reclama). Una crisi dagli effetti disastrosi per l&#8217;immagine dell&#8217;intera istituzione. Una crisi di macroscopica pertinenza penale. Un’inchiesta giornalistica o giudiziaria come anche ogni indagine scientifica devono evidentemente attenersi al proprio ambito predeterminato e circoscritto.<br />
Pertanto, preoccupa non poco che siano anche <a href="http://ilsensodellamisura.com/2008/10/gli-ex-rettori-luigi-berlinguer-e-piero-tosi-querelano-chi-li-ha-coinvolti-nel-dissesto-dell’ateneo-senese/">autorevoli esponenti</a> dell’accademia a tentare varie <a href="http://ilsensodellamisura.com/2008/11/ateneo-senese-tosi-torna-in-campo-nel-palio-del-buco/#comment-1460">manovre diversive</a> pericolosamente di ostacolo all&#8217;unica urgente, doverosa e drammatica necessità: la <em>definizione di fatti, misfatti e responsabilità! Il resto è fuori tema e fortemente sospetto.</em></p>
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		<item>
		<title>Ateneo senese: Tosi torna in campo nel Palio del buco</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 12:58:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il Mondo pubblica oggi un articolo sulla difficile situazione dell&#8217;ateneo senese che confermerebbe lo scenario già prospettato.
Fabio Sottocornola. All’università di Siena, nel pieno della bufera per il rosso di bilancio record, stimato attorno ai 160 milioni di euro, torna in scena Piero Tosi. L’ex rettore (fino al 2006) e docente di medicina, rinviato a giudizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img WIDTH="480" HEIGHT="372" ALIGN="bottom" SRC="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/11/piazza_del_campo.jpg" /></p>
<p>Il Mondo <em>pubblica oggi un <a HREF="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/11/mondo14nov08.pdf">articolo</a> sulla difficile situazione dell&#8217;ateneo senese che confermerebbe lo <a HREF="http://ilsensodellamisura.com/2008/11/ancora-una-volta-a-decidere-sul-futuro-dell’ateneo-senese-pretenderebbero-di-farlo-i-politici-locali/">scenario già prospettato</a>.</em></p>
<p><a HREF="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/11/mondo14nov08.pdf"><strong>Fabio Sottocornola</strong></a>. All’università di Siena, nel pieno della bufera per il rosso di bilancio record, stimato attorno ai 160 milioni di euro, torna in scena <strong>Piero Tosi</strong>. L’ex rettore (fino al 2006) e docente di medicina, rinviato a giudizio per capi d’imputazione legati alla sua attività in ateneo, negli ultimi giorni si è mosso in maniera diretta e indiretta. La sua azione non sembra tendere la mano all’attuale numero uno, <strong>Silvano Focardi</strong>. Anzi. Venerdì 31 ottobre il consiglio di amministrazione, riunito per decidere il piano di risanamento, ha rischiato di saltare. Per poco non è mancato il numero legale: erano assenti diversi consiglieri. Sette di questi, tra docenti e tecnici considerati fedelissimi di Tosi, il lunedì successivo hanno inviato a rettore, membri del cda e del Senato accademico una lettera molto dura. Contestano la gestione della crisi e l’operato della commissione che deve certificare l’entità del buco. Secondo loro la spesa del personale non ammonta al 104 % dei contributi statali ma al 91,6% (per legge, il tetto è il 90%). Sostengono che Siena vanti un credito di 25 milioni (dal 1999) dal ministero dell’Università per pagare gli incrementi di stipendi. Il conteggio per accertare il disavanzo è, scrivono nella lettera, «inquinato» perché sono considerate «come parte del debito le rate già ricontrattate con l’Inpdap (ente previdenziale dei dipendenti pubblici, <em>ndr</em>) e già iscritte a bilancio». Infine, chiedono una nuova commissione parallela (per ora) a quella esistente. La quale sta lavorando e, per esempio, ha accertato su due vecchi esercizi analizzati a campione (1998 e 2003, chiusi in pareggio), che solo 300 mila euro di crediti attivi erano esigibili sui 25 milioni iscritti a bilancio. Curiosamente, in un intervento di fine ottobre nel consiglio di facoltà di medicina, l’ex rettore ha usato argomenti e motivazioni identiche alla lettera. A molti queste appaiono mosse dilatorie. Invece Focardi non può perdere tempo se la crisi precipita rischia di doversi dimettere. E alle nuove elezioni Tosi avrebbe già pronti suoi candidati, come <strong>Angelo Riccaboni</strong> (preside di economia), <strong>Tommaso Detti</strong> (ex preside di lettere) o <strong>Antonio Vicino</strong> (ingegneria). Ma il ministro <strong>Mariastella Gelmini</strong>, che ha annunciato l’invio di ispettori, stavolta potrebbe spedire un commissario.</p>
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		<title>Ancora una volta a decidere sul futuro dell’ateneo senese pretenderebbero di farlo i politici locali</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 12:37:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto un commento di questa notte del “cittadino online” e invito i docenti, completamente assenti dal dibattito, a riflettere sullo scenario prospettato.

Università: manovre di “rientro”. Politico
SIENA. Le voci si sono rincorse a lungo nei corridoi dell&#8217;Università. S&#8217;è dimesso. Non s&#8217;è dimesso. Alle fine, un comunicato ufficiale ha sciolto i dubbi e messo a tacere le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/07/stemma_ceramica_tif.jpg" align="left" height="100" width="100" /><em>Riporto un <a href="http://www.ilcittadinoonline.it/index.php?id=6858">commento</a> di questa notte del “cittadino online” e invito i docenti, completamente assenti dal dibattito, a riflettere sullo scenario prospettato.<br />
</em></p>
<p><a href="http://www.ilcittadinoonline.it/index.php?id=6858"><strong>Università: manovre di “rientro”. Politico</strong></a></p>
<p>SIENA. Le voci si sono rincorse a lungo nei corridoi dell&#8217;Università. S&#8217;è dimesso. Non s&#8217;è dimesso. Alle fine, un <a href="http://www.unisi.it/dl2/20081113084904164/rettore.pdf">comunicato ufficiale</a> ha sciolto i dubbi e messo a tacere le voci: il direttore amministrativo Loriano Bigi ha <a href="http://www.unisi.it/dl2/20081112202417520/comunicazione_DA_dimissioni.pdf">rassegnato le dimissioni</a> su richiesta del rettore Silvano Focardi. Rettore che da Roma, dove ha incontrato il ministro Gelmini, pare sia tornato a mani vuote. Voci, ancora voci, che non hanno trovato conferma. Come quelle che danno Focardi stesso in odore di sostituzione: un commissario &#8220;romano&#8221; pare che terrà caldo il posto al nuovo rettore prescelto dal PD. Sostituto designato sarebbe - e l&#8217;ipotetico è d&#8217;obbligo - il fedele (alla Federazione) Riccaboni, che sarà affiancato da un direttore amministrativo della stessa area. Per tradurre in parole povere l&#8217;operazione: il Partito vuole <strong>rientrare</strong> in quella che reputa una <strong>sua proprietà</strong> - <strong>sfuggitagli</strong> di mano per pure convergenze astrali - ed è probabile che finché non ci riuscirà, le cose per l&#8217;Ateneo non andranno affatto bene.<br />
Però, a livello d&#8217;immagine si presenta un problema: l&#8217;anno prossimo ci sono le elezioni per la Provincia ed è quindi necessario che la faccenda &#8220;dissesto dell&#8217;Università&#8221; sia sistemata in tempi brevi. Meglio se entro Natale&#8230; E già che si parla di regali, c&#8217;è da considerare anche come e a quanto saranno ceduti i beni immobili alienabili. Ma questo è un altro tema. (&#8230;)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una risposta a chi si oppone al piano di risanamento dei conti nell’ateneo senese</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2008/11/una-risposta-a-chi-si-oppone-al-piano-di-risanamento-dei-conti-nell%e2%80%99ateneo-senese/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 12:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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		<description><![CDATA[Si riporta la prima parte della “proposta” di Francesco Forte sul commissariamento dei rettori pubblicata su Libero del 25 ottobre 2008.
SE L&#8217;ATENEO FINISCE IN ROSSO IL RETTORE VA COMMISSARIATO
Francesco Forte. Siamo tornati al ’68 con la “okkupazione” delle università, ed i professori brizzolati che fanno i giovinetti, agitandosi nelle lezioni all’aperto. A volte questi professori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/11/francesco_forte.jpg" align="left" height="176" width="133" /><em>Si riporta la prima parte della “<a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/10/25SI66332.PDF">proposta</a>” di Francesco Forte sul commissariamento dei rettori pubblicata su</em> Libero <em>del 25 ottobre 2008</em>.</p>
<p><strong><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/10/25SI66332.PDF">SE L&#8217;ATENEO FINISCE IN ROSSO IL RETTORE VA COMMISSARIATO</a></strong></p>
<p><strong>Francesco Forte</strong>. Siamo tornati al ’68 con la “okkupazione” delle università, ed i professori brizzolati che fanno i giovinetti, agitandosi nelle lezioni all’aperto. A volte questi professori che fanno i giovinetti, un po’ patetici, altro non sono che ex sessantottini, entrati nelle carriere universitarie senza veri concorsi e che vi hanno progredito grazie a capacità di arrembaggio. Dalle indagini sui giovani laureati, risulta che il 32% degli universitari fa parte della borghesia, il 31 della classe media impiegatizia, solo il 20 per cento della piccola borghesia e il 22 della classe operaia. Dunque sono in gran parte i figli dei benestanti e delle classi medie che beneficiano delle spese pubbliche per l’Università. E questi ragazzi che si agitano, sono i figli di quelli che dovrebbero pagare, con le loro imposte sul reddito, il dispendio universitario. Sicché i figli fanno lo sciopero contro i loro padri. E tutto questo è paradossale perché le Università in Italia sono messe male. Le leggi varate dopo il ’68 hanno stabilito che i rettori sono eletti da tutto il personale docente e non docente. Sicché questa non è più una carica accademica, ma una carica politica e politicizzata, nel più basso dei modi. Vale a dire il sistema del basso impero romano, per cui aveva il potere chi distribuiva più favori, a spese dell’erario.<br />
Ci sono università, come Siena, che se fossero imprese dovrebbero fallire, perché da anni chiudono in deficit e non hanno, adesso, i soldi per pagare gli stipendi. Non è colpa della Gelmini, o di Tremonti, i cui tagli al fondo statale per le Università di 1,5 miliardi cominciano dal 2009. È colpa della gestione dissennata dei fondi pubblici che è stata fatta. O si toglie ai rettori la competenza per le finanze universitarie o si stabilisce un altro sistema di nomina. Le Università con irregolarità di bilancio e in deficit andrebbero commissariate. Poiché prevedo la accusa di attentato alla libertà e maestà della cultura, preciso che il commissariamento non dovrebbe comportare la rimozione dei rettori. Essi dovrebbero rimanere al loro posto, con compiti di indirizzo della ricerca e della didattica, mentre la gestione amministrativa e finanziaria sarebbe del commissario. (…)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ateneo senese: un dissesto che viene da lontano nell&#8217;indifferenza dei docenti</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 15:19:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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		<description><![CDATA[
SIENA: L&#8217;UNIVERSITA&#8217; LAUREATA IN SPRECHI
Antonio Rossitto. Scorre tranquilla la vita alla Certosa di Pontignano, il centro congressi dell’Università di Siena. Il prossimo convegno è previsto tra qualche giorno, quando un gruppo di luminari discetterà di miologia, lo studio dei muscoli. Intanto i 41 dipendenti dell’ateneo in servizio nell’ex monastero ingannano il tempo come possono: dalla cucina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img SRC="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/10/piazzadel-campo.jpg" ALIGN="bottom" HEIGHT="320" WIDTH="480" /></p>
<p><a HREF="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/10/31SIA5106.PDF"><strong>SIENA: L&#8217;UNIVERSITA&#8217; LAUREATA IN SPRECHI</strong></a></p>
<p><a HREF="http://blog.panorama.it/italia/2008/10/31/siena-luniversita-laureata-in-sprechi/"><strong>Antonio Rossitto</strong></a>. Scorre tranquilla la vita alla Certosa di Pontignano, il centro congressi dell’Università di Siena. Il prossimo convegno è previsto tra qualche giorno, quando un gruppo di luminari discetterà di miologia, lo studio dei muscoli. Intanto i 41 dipendenti dell’ateneo in servizio nell’ex monastero ingannano il tempo come possono: dalla cucina si sente un continuo vocio, un signore con cappello da chef fissa lo schermo del computer, un giardiniere toglie qualche foglia secca da una giara di cotto. All’entrata, in un angolo del chiostro, una signora in ciabatte ammette: “Quando non ci sono convegni qui in effetti c’è pochino da fare”. E quand’è il prossimo? “Non mi ricordo, esattamente. Chieda in segreteria”.  A farla breve: l’Università di Siena, che ha il più mastodontico deficit mai accumulato da un ateneo italiano, paga 41 persone per ospitare alcuni conferenzieri qualche volta al mese. Ci sono sei portinai, altrettanti giardinieri, 11 camerieri, sette tra cuochi e lavapiatti. Sono tanti? No, sono un’enormità: il maggiore albergo della città ha cinque persone che servono ai tavoli, sei che lavorano in cucina, un centinaio di ospiti al giorno e i conti in attivo. E la Certosa?  Da banchetti, pernottamenti e congressi ricava circa 400 mila euro l’anno. Ma ne spende almeno il triplo solo per pagare gli stipendi. Fra uscite, disavanzi, mutui e sperperi a Siena si sono persi.<br />
L’ammontare del rosso è ancora incerto, però gli ultimi calcoli parlano di quasi 250 milioni di euro: 98 vanno restituiti all’Inpdap, 20 all’Agenzia delle entrate, 90 alle banche, 40 non si sa bene a chi. Debiti accumulati in anni di gestione che definire poco oculata è eufemistico. Basta vedere Pontignano: sebbene il personale sia numeroso, nel 2005 veniva approvato un “protocollo per il trattamento accessorio” dei dipendenti. Visti i “rischi e disagi” cui potevano incorrere, erano stanziati 50 mila euro all’anno di incentivi da dividere tra i 41 eroici. Nello stesso accordo si parla di un “progetto triennale per l’incentivazione e il miglioramento dei servizi”. Una consulenza interna di 60 mila euro, grazie alla quale alcuni eletti hanno studiato la maniera più opportuna per evitare che i colleghi rigirino i pollici per giorni. A Siena sprechi ed elefantiasi hanno colpito ovunque.<br />
 <a href="http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-un-dissesto-che-viene-da-lontano-nellindifferenza-dei-docenti/#more-481" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ateneo senese: la grande abbuffata</title>
		<link>http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-la-grande-abbuffata/</link>
		<comments>http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-la-grande-abbuffata/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 22:51:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ilsensodellamisura.com/2008/10/ateneo-senese-la-grande-abbuffata/</guid>
		<description><![CDATA[Riportiamo alcuni passi di un articolo sull’università di Siena pubblicato dal Corriere Fiorentino (25 ottobre 2008).
Qui Siena: c’è un dipendente quasi ogni 4 studenti
Elisa Assini. (…) Secondo una parte del personale docente, però, il problema è un altro: una grossa parte delle risorse continua a essere destinata alla stabilizzazione del personale tecnico amministrativo a tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img HEIGHT="263" WIDTH="200" ALIGN="left" SRC="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/10/botero.jpg" /><em>Riportiamo alcuni passi di un articolo sull’università di Siena pubblicato dal</em> Corriere Fiorentino (25 ottobre 2008).</p>
<p><strong><a HREF="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/10/corrierefiorentino.pdf">Qui Siena: c’è un dipendente quasi ogni 4 studenti</a></strong><br />
<strong>Elisa Assini</strong>. (…) Secondo una parte del personale docente, però, il problema è un altro: una grossa parte delle risorse continua a essere destinata alla stabilizzazione del personale tecnico amministrativo a tempo determinato (nell’ultimo anno sono state circa 300 le assunzioni avvenute, <em>ndr</em>), mentre «vengono tagliati i fondi ai dipartimenti – sostengono i professori – e i laboratori di ricerca rischiano di svuotarsi». Sotto accusa, in particolare, è la politica avviata sotto l’amministrazione dell’ex rettore <strong>Piero Tosi</strong>: «L’ombra lunga della sua gestione graverà sul nostro ateneo ancora per molto tempo avendo lasciato debiti per 160 milioni di euro negli esercizi 2002/2005, anni in cui i bilanci sono stati a mio avviso imbellettati – sostiene <strong>Giovanni Grasso</strong>, professore di anatomia umana e storico antagonista dell’ex dirigente al vertice dell’università – E questa situazione comprende esubero di amministrativi e, in qualche caso di docenti, cogestione sindacale, atteggiamento passivo e rinunciatario degli organi di governo che hanno trasformato l’ateneo senese, nell’indifferenza degli stessi docenti, in un ente assistenziale ormai alla bancarotta. Una situazione resa nota nel 2006 dall’attuale rettore Focardi». E si teme che il blocco delle assunzioni comprometta il futuro dello stesso ateneo: «Siamo l’unica università che nel 2008 non ha bandito concorsi per personale docente e il reclutamento di assegnisti, borsisti, giovani ricercatori e dottorandi che dovrebbero sostituire i docenti che vanno in pensione, è ormai precluso», conclude il docente. (…)</p>
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		<title>Sul dissesto nell’ateneo senese: è l’ora dell’individuazione delle responsabilità e dell’adozione di un rigoroso piano di risanamento</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 13:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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		<description><![CDATA[Togliamo definitivamente, trenta giorni dopo, il bavaglio al blog, considerando che: 1) è uscita una mia dichiarazione a Panorama (di seguito riportata); 2) il fiume d’inchiostro, consultabile nella rassegna stampa allegata, ha riportato dati stravecchi, da noi pubblicati in precedenza; 3) la maggior parte di chi aveva finora taciuto ha continuato ad ignorare la realtà; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/10/boterunisi.jpg" align="left" height="197" width="200" /><em>Togliamo definitivamente, trenta giorni dopo, il <a href="http://ilsensodellamisura.com/2008/09/sulla-voragine-nei-conti-dell’ateneo-senese-“il-senso-della-misura”-ha-gia-scritto-tutto/"><strong>bavaglio</strong> al blog</a>, considerando che: 1) è uscita una mia dichiarazione a Panorama (di seguito riportata); 2) il fiume d’inchiostro, consultabile nella <a href="http://ilsensodellamisura.com/2008/09/sulla-voragine-nei-conti-dell’ateneo-senese-“il-senso-della-misura”-ha-gia-scritto-tutto/">rassegna stampa</a> allegata, ha riportato dati stravecchi, da noi <a href="http://ilsensodellamisura.com/2008/09/sulla-voragine-nei-conti-dell’ateneo-senese-“il-senso-della-misura”-ha-gia-scritto-tutto/">pubblicati in precedenza</a>; 3) la maggior parte di chi aveva finora taciuto ha continuato ad ignorare la realtà; 4) i responsabili del dissesto tentano di dissociarsene; 5) vi è necessità di dati certi ed aggiornati della situazione; 6) occorre sedare i “cavalli” che scalpitano, benché privi di credibilità, per sostituire l’attuale rettore.</em></p>
<p><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/10/24SIO5216.PDF"><strong>LEZIONI DI CRAC</strong></a><br />
<strong><a HREF="http://blog.panorama.it/italia/2008/10/24/sprechi-alluniversita-a-lezione-di-crac/">Antonio Rossitto</a></strong>. (…) Nella vicina Siena le cose non vanno diversamente, così come in molti atenei italiani. I bilanci in rosso nascondono spese ormai fuori controllo: troppi dipendenti, corsi di laurea di dubbia utilità, concorsi banditi senza sosta, sprechi che si perpetuano. (…) Negli ultimi anni, mentre l’ateneo accumulava passivi, sono stati aperti tre nuovi poli: a Colle Val d’Elsa, San Giovanni Valdarno e Follonica, che si aggiungono alla sede di Grosseto. E a quella di Arezzo: qui brillano i corsi di laurea in storia dell’antichità (tre iscritti) e in società, culture e istituzioni d’Europa (sette allievi). Del resto il vecchio rettore <strong>Piero Tosi</strong>, in carica fino al 2006, è uno che i centesimi non li ha mai guardati. «Una gestione che ha lasciato 160 milioni di debiti solo tra il 2002 e il 2005, anni in cui i bilanci sono stati chiaramente imbellettati» accusa <strong>Giovanni Grasso</strong>, professore di anatomia umana e storico antagonista di Tosi. «Hanno trasformato l’Università di Siena in un ente assistenziale ormai alla bancarotta». Le cifre non sembrano dargli torto: i bilanci degli ultimi 6 anni totalizzano perdite per 130 milioni di euro. Periodo in cui il costo per il personale è aumentato costantemente, arrivando tra docenti e amministrativi, ad un dipendente ogni 3,9 studenti. Cosa si fa in situazioni del genere? Si taglia allo spasimo, ovvio. Eppure, nell’ultimo anno sono stati stabilizzati 300 amministrativi e sono stati banditi concorsi per 43 ricercatori. (…)</p>
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		<title>Le quattro R per l&#8217;università di Siena e la cantina di Soave di Verona</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 17:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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		<description><![CDATA[
Tolgo provvisoriamente il bavaglio per commentare, a modo mio, l&#8217;intervento degli &#8220;intellettuali&#8221; del Pd senese sulla crisi dell&#8217;Università di Siena.
Il Partito democratico senese ha coniato questo slogan, con 4 R, per risolvere la crisi dell&#8217;ateneo: «ripensare, rinnovare, rilanciare, risanare».
La cantina di Soave di Verona aveva già coniato il seguente slogan, con 4 R, per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/10/senzabavaglio.jpg" align="bottom" height="142" width="480" /></p>
<p><em>Tolgo provvisoriamente il <strong>bavaglio</strong> per commentare, a modo mio, l&#8217;intervento degli &#8220;intellettuali&#8221; del Pd senese sulla crisi dell&#8217;Università di Siena.</em></p>
<p>Il Partito democratico senese ha coniato <a href="http://www.provincia.siena.it/rassegnastampa/20081022/SIB3139.pdf">questo slogan</a>, con 4 R, per risolvere la crisi dell&#8217;ateneo: «<strong>ripensare</strong>, <strong>rinnovare</strong>, <strong>rilanciare</strong>, <strong>risanare</strong>».</p>
<p>La cantina di Soave di Verona aveva già coniato il seguente <a href="http://www.newsfood.com/?location=Prodotti&amp;item=47659">slogan</a>, con 4 R, per il rispetto dell&#8217;ambiente: «<strong>riduzione</strong>, <strong>riutilizzo</strong>, <strong>riciclo</strong>, <strong>recupero</strong>».</p>
<p><strong>Quale dei due è più efficace per  l&#8217;università di Siena</strong>?</p>
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		<title>Università di Siena: i brutti risvegli della città</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 16:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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Liste Civiche Senesi. L’improvvisa notizia del dissesto dei conti della nostra università sembra aver colto di sorpresa almeno i non addetti ai lavori. Per gli altri, quelli che vivono nell’ambiente universitario o partecipano alle istituzioni, non era da tempo un mistero che ci fossero problemi seri di debiti anche di natura previdenziale. Solo un anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/09/bavaglio_blog.jpg" align="bottom" height="93" width="488" /></p>
<p><strong>Liste Civiche Senesi</strong>. L’improvvisa notizia del dissesto dei conti della nostra università sembra aver colto di sorpresa almeno i non addetti ai lavori. Per gli altri, quelli che vivono nell’ambiente universitario o partecipano alle istituzioni, non era da tempo un mistero che ci fossero problemi seri di debiti anche di natura previdenziale. Solo un anno fa, da poco insediato, il Rettore <strong>Focardi</strong> parlò apertamente in Consiglio Comunale di circa 30 milioni di deficit, ma si dichiarò fiducioso del lavoro di “ripulitura” dei conti che contava di concludere con il bilancio 2007. La sorpresa sta piuttosto, per tutti, nella misura reale dei debiti che, con il passare dei giorni ed il moltiplicarsi delle voci, è partita da 50 milioni fino a giungere a ben oltre 150. Qualunque risulterà il valore effettivo, si tratta comunque di una dimensione imponente che genera sconcerto e preoccupazione nell’intera città oltre che, ovviamente, in coloro che prestano la propria opera nell’Ateneo. Ora tutti, nei partiti e nelle istituzioni, reagiscono, esprimono solidarietà ai dipendenti, richiedono la testa dei “colpevoli”, ipotizzano soluzioni più o meno credibili per superare al più presto la situazione di crisi. Ed è certamente legittimo che questo avvenga, tenuto conto di quello che l’università significa non solo come valore intrinseco, ma per l’intera realtà economica, culturale e sociale della città.<br />
Viene però spontaneo osservare quanto strida, questo improvviso frastuono, con i silenzi e l’ostentata indifferenza che l’hanno preceduto, negli anni in cui gli stessi ambienti, gli stessi partiti, hanno respinto con sufficienza e fastidio le voci che si levavano preoccupate, concentrando piuttosto la propria attenzione sui giochi di potere.<br />
E questo non è un problema che riguarda soltanto l’università. La stessa sufficienza, lo stesso fastidio, sono la costante riguardo a tutti gli aspetti più rilevanti della vita cittadina, diffondendo una mentalità che viene di buon grado assecondata dai mezzi dell’informazione locale: siamo una città prospera, non ci mancano i mezzi, tutto si sistemerà come sempre, parliamo d’altro. Per questo, tanti sono impreparati al brusco risveglio, reagiscono scompostamente e mostrano di non saperne trarre alcun insegnamento. Silenzio quindi per quello che è sucesso e succede al Monte, per quello che avviene nella Fondazione, per gli enormi impegni finanziari che la città si sta accollando con il nuovo stadio, il nuovo palazzotto, la cementificazione del Rastrello, per le trasformazioni ambientali che si stanno creando con le scelte urbanistiche in atto. E le case? Per ora costruiamone tante e dappertutto, poi si vedrà. Chi critica non ama la città, ci dicono. Ma gli altri risvegli potrebbero essere ancora più scioccanti.</p>
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		<title>Una comunità che precipita a capofitto nel Meridione</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 20:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
		
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Mauro Aurigi.  Stando alla stampa gli ex rettori Berlinguer e Tosi, il secondo diligente allievo del primo, hanno annunciato azioni legali (civili e penali) dopo il recente comunicato dell’associazione Libera Siena sulla pessima gestione dell’Università negli ultimi lustri. Tanti vibranti paroloni circa la loro dignità, ritenuta indebitamente offesa, ma silenzio assoluto sull’unico vero motivo per cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img HEIGHT="93" WIDTH="488" SRC="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/09/bavaglio_blog.jpg" /></p>
<p><strong>Mauro Aurigi</strong>.  Stando alla stampa gli ex rettori <strong>Berlinguer</strong> e <strong>Tosi</strong>, il secondo diligente allievo del primo, hanno annunciato <a HREF="http://ilsensodellamisura.com/2008/10/gli-ex-rettori-luigi-berlinguer-e-piero-tosi-querelano-chi-li-ha-coinvolti-nel-dissesto-dell’ateneo-senese/">azioni legali</a> (civili e penali) dopo il recente <a HREF="http://ilsensodellamisura.com/2008/10/si-comincia-con-lindividuazione-delle-responsabilita-del-dissesto-dellateneo-senese/">comunicato</a> dell’associazione <em>Libera Siena</em> sulla pessima gestione dell’Università negli ultimi lustri. Tanti vibranti paroloni circa la loro dignità, ritenuta indebitamente offesa, ma silenzio assoluto sull’unico vero motivo per cui quel comunicato è stato diffuso, ossia sull’enorme buco di oltre 100 milioni (100 milioni!) che pare solo ora sia emerso nei conti dell’Ateneo e che Libera Siena ha attribuito soprattutto ai periodi in cui i due erano in carica. Poiché non è pensabile che due ex rettori possano appartenere alla categoria di coloro che, se gli indichi la luna, continuano a guardarti il dito, delle tre cose l’una (<em>quartum non datur</em>):<br />
- pensano che il buco non ci sia, ossia che si tratti di una maliziosa invenzione di chi gli vuole male;<br />
- sanno che il buco c’è, ma non capiscono perché ci si agiti tanto: si tratta solo di ordinaria (e allegra) amministrazione italica, insomma nulla di cui scandalizzarsi;<br />
- sanno che il buco c’è e che è cosa drammatica assai, ma non li riguarda perché loro all’epoca erano solo magnifici rettori per cui la colpa, se c’è, deve essere di qualcun altro.<br />
Quale che sia la ragione vera, rimane il fatto che la loro unica risposta alla inquietante scoperta di una simile voragine nei conti dell’Ateneo è l’azione giudiziaria che vorrebbero intentare a Libera Siena. Immagino che ritengano logico che tutta questa vicenda di cattiva, anzi pessima se non peggio, gestione alla fine si concluda con una sola condanna esemplare: quella a Libera Siena che ha osato indagare sulle responsabilità (ossia ha esercitato il banalissimo diritto di controllo dei governati sui governanti, principio base della democrazia). È la logica della <em>Casta</em>: i suoi membri sono intangibili e incensurabili e i cittadini comuni (come sono tutti quelli di Libera Siena) non ci provino neanche a sollevare critiche, ad alzare impudentemente la testa al loro cospetto, perché la punizione sarà inesorabile e spietata.<br />
Anche se non è il ritorno al medioevo feudale (ma da anni sono convinto che proprio di questo si tratti), una cosa è certa ormai: dopo mille anni di gloriosa resistenza, la nostra comunità sta finalmente precipitando a capofitto nel Meridione.</p>
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