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	<title>Il senso della misura</title>
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	<description>Per una Nuova Università a Siena e non solo</description>
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		<title>Al “nuovo”/vecchio che avanza nell’Università di Siena: «ccà nisciuno è fesso»</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 11:14:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tormentone agostano per l’ateneo senese, il waka waka accademico che sta rendendo un pessimo servizio all’interessata, riguarda il nome del prossimo direttore amministrativo. È il Corriere di Siena che intona il motivetto, con le movenze, i passi giusti, e i cori in sottofondo, ancor prima che i due rettori avessero deciso la procedura per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/InesFabbro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2378" title="InesFabbro" src="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/InesFabbro.jpg" alt="" width="168" height="168" /></a>Il tormentone agostano per l’ateneo senese, il <em>waka waka</em> accademico che sta rendendo un pessimo servizio all’interessata, riguarda il nome del prossimo direttore amministrativo. È il <em>Corriere di Siena</em> che intona il motivetto, con le movenze, i passi giusti, e i cori in sottofondo, ancor prima che i due rettori avessero deciso la procedura per la scelta del dirigente. Comincia l’<a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/Corrsiena8ago.pdf">8 agosto Sandro Benetti</a> con foto della designata e titolo eloquente: <em>«<strong>Ines Fabbro</strong></em><em> per il dopo Barretta;</em> <em>già direttore amministrativo dell’università di Bologna con Roversi Monaco e Pier Ugo Calzolari, è considerata dirigente di ferro, Cavaliere della Repubblica.»</em> In seguito, però, l’emissione del bando per una “selezione pubblica” del direttore amministrativo spiazza i fautori del progetto, al punto che, il 13 agosto, interviene con durezza <a href="http://www.stefanobisi.it/?p=3687">Stefano Bisi sul suo blog</a> per dettare la linea a questi universitari sprovveduti: <em>«Chi sarà il nuovo direttore amministrativo dell’Università di Siena? È stato finalmente emesso il bando per la scelta (…). Il nome più gettonato è quello di Ines Fabbro. Ma chi lo sceglierà? Il rettore uscente Silvano Focardi o il successore Angelo Riccaboni?»</em> Molto opportunamente, un commento a firma Valeria L. fa notare che: «La domanda nella sua evidente e voluta irriverenza è di certo accattivante come effetto, ma forse poco “educativa” equivalendo a dire (e dandolo di buon grado per assunto) che i concorsi sono solo una mera legittimazione formale di esiti già prestabiliti. Ciò appare lesivo verso la figura, l’autorevolezza che entrambe le persone citate (Focardi e Riccaboni, <em>n.d.r.</em>), invece, meritano in virtù del loro ruolo presente e futuro.» Da quest’orecchio, però, Gaia Tancredi non ci sente e sul <em>Corriere di Siena</em> del 21 agosto rincara la dose: <em>«Ines Fabbro favorita. </em><em>I colloqui dei candidati saranno pubblici e si svolgeranno il prossimo 3 settembre da parte della commissione preposta. Tutto alla luce del sole quindi, senza alcuna iniziativa personale che avrebbe sollevato nuove ed inutili polemiche.»</em></p>
<p><em><span id="more-2384"></span></em></p>
<p>Eloquente il botto finale di Gaia Tancredi che, evidentemente, avendo studiato e analizzato comparativamente i curricula dei candidati e prefigurando le loro risposte nei colloqui che si devono ancora svolgere, può scrivere il <a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/Corrsiena31ago.pdf">31 agosto</a> sul <em>Corriere di Siena</em>, con foto in prima pagina della vincitrice in pectore: <em>«Fabbro, il cui curriculum sembra imbattibile, favorita fra 42 aspiranti alla poltrona di direttore amministrativo dell&#8217;università. Capacità, esperienza, credibilità e tanta autorevolezza sono le doti che si richiedono al nuovo manager dell&#8217;ateneo senese e dalle quali non si potrà prescindere nel criterio di selezione. Ci vuole un curriculum di grande spessore e una personalità spiccata. Lo diciamo da giorni che Ines Fabbro, già direttore amministrativo dell&#8217;università di Bologna e riconosciuta come una delle figure più autorevoli in questo campo, rappresenta la soluzione ideale. La sua carriera parla chiaro e sembra garantire tutto ciò di cui la nostra università ha bisogno. Resta lei anche di fronte a tanti aspiranti quella che sulla carta ha il bagaglio più prestigioso da far valere.»</em> Quindi tutti gli altri candidati, parola del <em>Corriere di Siena</em>, sono sprovvisti delle doti richieste. E per chi non lo avesse ancora capito, il 1° settembre Gaia Tancredi ripete, come una litania, che <em>«Ines Fabbro, come già più volte sostenuto dal nostro giornale, sembra essere la figura più adatta a cui affidare questo compito, se si considera l&#8217;esperienza maturata con successo all&#8217;università di Bologna.»</em></p>
<p>Tutto questo è veramente sconcertante. Intanto, chi è stato a suggerire, ancor prima che si bandisse il concorso, il nome di Ines Fabbro al <em>Corriere di Siena</em>? Perché bandire un concorso pubblico (con spreco di tempo, energie e denaro) quando il nuovo rettore (così si dice, ma io non ci voglio ancora credere) in cuor suo ha già scelto? Perché Riccaboni, se proprio ci tiene ad Ines Fabbro, con la quale tra l’altro <a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/brochureCresco.pdf">collabora sin dal 2003</a>, non ha fatto ricorso all’Art. 55, comma 3 dello Statuto che gli consente di conferirle l’incarico di direttore amministrativo? Non ci sarebbe stato nulla da eccepire! Io non so se Ines Fabbro sia una “dirigente di ferro”, né se si riconosca in tale definizione; certamente, però, qualunque sia l’esito del concorso la sua immagine ne esce compromessa. E in questa situazione la Commissione (composta da Angelo Riccaboni, Bernardo Mattarella e Giovanna Colombini) quanto potrà mai essere credibile, se veramente sceglierà Ines Fabbro? E Riccaboni doveva proprio far parte della Commissione? Altro dato inquietante. Com’è possibile che un giornale continui sistematicamente ad interferire nel regolare svolgimento della competizione per l’elezione del rettore ed ora per la “selezione pubblica” per l’individuazione del direttore amministrativo, con l’esplicita intenzione di condizionarne l’esito in favore di un candidato? Infine, dobbiamo forse dar ragione a coloro che riconducono anche quello che sta succedendo nell’università di Siena alla <a href="http://ilfattoquotidiano.it/2010/09/02/guerre-di-massoneriale-logge-si-contendono-siena/55621/">guerra di massoneria</a> con la quale le logge si contendono Siena?</p>
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		<title>Il tradimento di Ippocrate. La Medicina degli affari</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 21:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per riflettere]]></category>
		<category><![CDATA[Vecchi di stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Roberto Gava. Ho lavorato quindici anni in una Clinica Medica universitaria. Ero ben inserito, perché mi piacevano sia lo studio che la ricerca in ambito clinico, ma non mi ero ancora accorto che quel mondo era inconciliabile col mio desiderio di fondo: individuare le vere radici delle malattie, specie di quelle croniche, e aiutare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/Tradimento-Ippocrate.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2296" title="Tradimento-Ippocrate" src="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/Tradimento-Ippocrate.png" alt="" width="175" height="252" /></a>Roberto Gava</strong>. Ho lavorato quindici anni in una Clinica Medica universitaria. Ero ben inserito, perché mi piacevano sia lo studio che la ricerca in ambito clinico, ma non mi ero ancora accorto che quel mondo era inconciliabile col mio desiderio di fondo: individuare le vere radici delle malattie, specie di quelle croniche, e aiutare il paziente ad estirparle.  Avevo tre specialità e un centinaio di pubblicazioni scientifiche quando presi coscienza che se avessi voluto restare in quel mondo avrei dovuto soffocare e rinunciare per sempre, oltre al mio ‘desiderio di fondo’, anche a quel senso di giustizia e a quel desiderio di lottare, con sacrificio, per la verità e per il bene del malato che fino ad allora avevano orientato la mia persona e la mia carriera medica. Ho lasciato l’ambiente universitario senza volgermi indietro e ho cercato altri approcci terapeutici, altri Maestri, altre conoscenze, ma con uno spirito di sacrificio e una passione per la ricerca ancora maggiori. Ora non mi considero un plurispecialista, ma solo un medico desideroso di imparare che cresce specialmente grazie agli insegnamenti continui che riceve dallo studio e dai suoi Pazienti. In conseguenza di questo mio cammino personale, era palese che <a href="http://www.librisalus.it/libri/tradimento_ippocrate.php?pn=4">il lavoro del Dr. Domenico Mastrangelo</a> non poteva lasciarmi indifferente.</p>
<p><span id="more-2369"></span>La lettura di <a href="http://www.librisalus.it/libri/tradimento_ippocrate.php?pn=4">questo libro</a> mi ha veramente appassionato e la sera tardi, quando dovevo interrompere la revisione delle bozze per limiti orari, la lasciavo con difficoltà e con nostalgia, tanto mi entusiasmava facendomi rivivere le battaglie e le incomprensioni dei miei anni da ricercatore, ma anche riempiendomi ancora di amarezza nel ripensare a quante energie, soldi e vite vengono oggigiorno bruciate inutilmente sull’altare dall’attuale ‘Scienza Medica’ con il risultato non solo di non-guarire, ma di far ammalare sempre di più questa Umanità già abbastanza sofferente.  Scoprire che Domenico Mastrangelo è giunto alle mie stesse conclusioni mi ha donato gioia e tristezza nello stesso momento: la gioia nasce da quel ‘mezzo gaudio’ della condivisione del ‘mal comune’, mentre la tristezza scaturisce dalla constatazione che l’ambiente universitario non è cambiato in questi ultimi trent’anni o, forse, è anche peggiorato.  Mi unisco all’appello che Domenico ha lanciato nel suo Epilogo in chiusura a questo libro e credo di ben interpretare il suo desiderio chiedendo a tutti di lavorare per la nascita di una Nuova Medicina: una Medicina realmente scientifica, personalizzata, a dimensione d’uomo, rispettosa dell’individuo, libera da giochi di potere e di interessi pubblici e privati, una Medicina efficace non solo a livello organico, ma anche sul piano mentale e che consideri il malato in tutte le sue componenti di corpo, psiche e spirito; non più una Medicina solo sintomatica, ma una vera Medicina eziologica.  Perché tutto questo, un giorno, diventi realtà, credo che anche il Dr. Mastrangelo, come il sottoscritto, auspichi che entro breve prenda vita una Nuova Facoltà di Medicina i cui docenti non siano grandi e forti prima di tutto nell’orgoglio, nell’apparire, nel credere di sapere e nell’esercizio del potere personale, ma che siano veri Maestri dell’unica vera Medicina, quella che, prima di essere Scienza, è Arte, un’Arte che s’impara innanzitutto con molto impegno, con disposizione al servizio e sicuramente con una discreta dose di Umiltà, … perché l’Umiltà è la madre di tutte le virtù e in particolare della Scienza, della Conoscenza e della Sapienza.</p>
<p><strong>Domenico Mastrangelo</strong> – <strong><em><span style="font-weight: normal"><a href="http://www.librisalus.it/libri/tradimento_ippocrate.php?pn=4">Il tradimento di Ippocrate. La Medicina degli affari</a>. <span style="font-style: normal">Editore: Salus Infirmorum</span></span></em></strong></p>
<p><em>Indice</em></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal"><em>Perché un altro libro sulla medicina?</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>Cos’è la medicina</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>Quale medicina?</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>La medicina che non guarisce</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>La medicina che fa male</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>La medicina che uccide</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>Affari della medicina e medicina degli affari</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>Farmaci, frodi mediche ed effetto placebo</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>La medicina infallibile</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>Gli errori medici</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>La “presunzione di scientificità”</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>Eroi dimenticati della medicina: Jacques Benveniste</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>Eroi dimenticati della medicina: William Horatio Bates</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>Eroi dimenticati della medicina: Pierre Jacques Antoine Bechamp</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>Eroi dimenticati della medicina: Peter H. Duesberg</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>Mafie mediche all’opera: Il singolare caso del retinoblastoma</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>Mafie mediche all’opera: Breve racconto del dramma personale di un anonimo ricercatore “mancato”</em></span></strong><strong><span style="font-weight: normal"><em><br />
</em></span> </strong><strong><span style="font-weight: normal"><em>Epilogo: La Medicina che vorrei</em></span></strong></p>
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		<title>Subito un premio per chi, con dolo, imperizia e negligenza, ha portato l’ateneo di Siena all’attuale miseranda condizione</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 16:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco gli ultimi interventi, dopo quello di Zanchi e di alcuni presidi e consiglieri del CdA. Chi si aspettava di leggere le argomentazioni dei Proff. Coluccia e Bernardi e del Dott. Angelaccio resterà deluso, per l’assenza dalla riunione della prima e il silenzio degli altri due.
Michela Muscettola (rappresentante dei prof. Ordinari). La Prof.ssa Muscettola dichiara, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/12/ombraseraw.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-508" title="ombraseraw.jpg" src="http://ilsensodellamisura.com/files/2008/12/ombraseraw.jpg" alt="" width="33" height="322" /></a>Ecco gli ultimi interventi, dopo quello di <a href="http://ilsensodellamisura.com/2010/08/un-apparato-amministrativo-disastrato-disorganizzato-incapace-di-tenere-sotto-controllo-una-macchina-cosi-complessa-come-l%E2%80%99universita-di-siena/">Zanchi</a></em><em> e di alcuni <a href="http://ilsensodellamisura.com/2010/08/i-dati-sui-residui-attivi-e-passivi-dell%e2%80%99ateneo-senese-mostrano-un-sistema-contabile-confusionario-e-approssimativo-evidenziano-errori-o-infrazioni-e-la-mancanza-reiterata-di-controlli/">presidi e consiglieri</a></em><em> del CdA. Chi si aspettava di leggere le argomentazioni dei Proff. Coluccia e Bernardi e del Dott. Angelaccio resterà deluso, per l’assenza dalla riunione della prima e il silenzio degli altri due.</em></p>
<p><strong>Michela Muscettola</strong> <em>(rappresentante dei prof. Ordinari)</em>. La Prof.ssa Muscettola dichiara, con profonda amarezza, che per lei il documento di <em>“Riaccertamento dei residui attivi e passivi”</em>, almeno per alcune voci, non costituisce una sorpresa. Ma non può nascondere il suo sconcerto di fronte alle dichiarazioni del Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, rese, a suo avviso, con indifferenza e distacco, lasciando intendere la sua estraneità ai fatti in discussione. Come se non spettasse al Collegio l’obbligo di verificare che tutti gli atti amministrativi siano debitamente rappresentati in modo chiaro e veritiero, di vigilare sulla regolarità della gestione relativamente all’acquisizione delle entrate, all’effettuazione delle spese, alla tenuta della contabilità e, se del caso, riferire al CdA tempestivamente su gravi irregolarità di gestione. Evidenzia come il Presidente del Collegio ha certificato nella procedura <em><strong>Proper</strong></em> i prospetti concernenti le specifiche informazioni relative alle entrate per diversi milioni di Euro derivanti dalle cosiddette convenzioni “stabili” a copertura di spese per personale di ruolo, risultate oggi inserite tra i residui attivi per le quali, al contrario, non sono stati riscontrati i relativi titoli di legittimazione. La Prof.ssa Muscettola ritiene necessario elencare alcune consistenti voci inserite fra i residui attivi prive dei relativi titoli di legittimazione e per questo non esigibili. Tra queste evidenzia i contributi derivanti dai cosiddetti Poli universitari di Arezzo, Valdarno, Grosseto, Follonica, Colle di Val d’Elsa, i fondi di qualità dell’Azienda ospedaliera universitaria senese, le sponsorizzazioni per Parole e Musica, i contributi per il Centro Comunicazione e Marketing, i contributi per attività di ricerca, per l’attivazione di borse di studio, di ruoli di personale docente e tecnico provenienti dall’Azienda ospedaliera, da vari Enti pubblici e privati, contributi ministeriali per l’Edilizia, per la Scuola Superiore S. Chiara e tanto ancora.</p>
<p><span id="more-2361"></span></p>
<p><!--StartFragment-->La Prof.ssa Muscettola, ovviamente, si associa ai ringraziamenti per quanti oggi stanno operando in maniera sistematica per superare questa crisi, ma sente il dovere di ricordare e ringraziare il Gruppo costituito nel Settembre 2008 e formato dai proff. Santoro, Barretta, Comporti, Mussari e Grossi che, per primi, hanno messo in luce tutta una serie di storture dell’Amministrazione, hanno dato il via al riaccertamento dei residui attivi e passivi ed hanno individuato e sottolineato i punti critici utili poi alla stesura del Piano di risanamento.</p>
<p><!--EndFragment-->Ritiene sicuramente corretto ed urgente, come si legge nelle premesse al documento in discussione, «mettere un punto fermo», sperando sia definitivo, «sulla consistenza dei residui attivi e passivi e quindi sulla situazione debitoria dell’Ateneo al fine di riportare le procedure di spesa nell’ambito delle regole amministrative e contabili e di evitare che vengano intentate contro questa Amministrazione azioni giudiziarie per il recupero delle predette partite con aggravio di ulteriori somme ecc., ecc»… Condivide pienamente questa preoccupazione, ma ritiene, anche a nome di tanti colleghi che senza clamore ma con grande spirito di appartenenza e di servizio dedicano grandi energie a questo Ateneo, altrettanto necessario, urgente, doveroso e obbligatorio adottare atti formali nei confronti di quanti, interni ed esterni all’Ateneo abbiano con dolo, imperizia e/o negligenza messo in atto e perpetrato per anni comportamenti che hanno condotto l’Ateneo nell’attuale miseranda condizione. Al contempo è altrettanto urgente ed obbligatorio evitare oggi comportamenti che vanno in direzione opposta al piano di risanamento, rivisitando tra l’altro l’offerta formativa ed in particolare quella sul territorio.</p>
<p>Infine è urgente ed obbligatorio adottare atti formali contro singoli interni od esterni, Enti pubblici e/o privati per il recupero di quanti più crediti possibile, rivalendosi anche nei confronti di quanti avevano l’obbligo di curarne la riscossione.</p>
<p><strong>Enzo Martinelli</strong> <em>(presidente del Collegio dei revisori dei conti)</em>. Il Dott. Martinelli fa presente che se dalle indagini in corso risulterà che abbia commesso reati ne risponderà, in caso contrario si tutelerà contro la diffamazione. Evidenzia che, come Presidente del Collegio dei revisori dei conti, firma documenti già sottoscritti dal Rettore e dal Direttore Amministrativo, e ultimamente anche dal Responsabile dell’Ufficio Ragioneria, e che è difficile controllare personalmente alcuni documenti, quali ad esempio le richieste relative al pagamento degli stipendi di duemilacinquecento unità di personale. Sottolinea che se ci sono atti e gestioni fuori bilancio che non sono stati presentati la magistratura accerterà se ci sono stati comportamenti dolosi.</p>
<p><strong>Walter Renato Gioffré</strong> <em>(rappresentante dei ricercatori)</em>. Il Prof. Aggr. Gioffré ringrazia il Direttore Amministrativo per il lavoro svolto, ribadisce che i docenti non hanno alcun corporativismo da difendere e ricorda che in passato tutti i Consiglieri manifestavano un atteggiamento di fiducia nei confronti dei documenti presentati loro.</p>
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		<title>I dati sui residui attivi e passivi dell’ateneo senese mostrano un sistema contabile confusionario e approssimativo, evidenziano errori o infrazioni e la mancanza reiterata di controlli</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 15:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo quello di Enrico Zanchi, publichiamo altri interventi pronunciati nella riunione congiunta Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione (30 marzo 2009), nel corso della quale venne approvato all’unanimità il “Riaccertamento della gestione dei residui attivi e passivi esercizio finanziario 2008 e precedenti.”
Giuseppe Catturi (rappresentante dei Prof. Ordinari). Il Prof. Catturi sottolinea l’importanza di ragionare sui dati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/Strisciafoto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2355" title="Strisciafoto" src="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/Strisciafoto.jpg" alt="" width="277" height="105" /></a>Dopo quello di <a href="http://ilsensodellamisura.com/2010/08/un-apparato-amministrativo-disastrato-disorganizzato-incapace-di-tenere-sotto-controllo-una-macchina-cosi-complessa-come-l%E2%80%99universita-di-siena/">Enrico Zanchi</a>, publichiamo altri interventi pronunciati nella riunione congiunta Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione (30 marzo 2009), nel corso della quale venne approvato all’unanimità il “<strong>Riaccertamento della gestione dei residui attivi e passivi esercizio finanziario 2008 e precedenti</strong></em><em>.”</em></p>
<p><strong>Giuseppe Catturi </strong><em>(rappresentante dei Prof. Ordinari)</em>. Il Prof. Catturi sottolinea l’importanza di ragionare sui dati, preferibilmente tendenti alla certezza, e che quando si raggiungono gradi di certezza elevati è opportuno ridefinire l’insieme. Manifesta una duplice necessità: avere il quadro della posizione debitoria il più verosimile e certo possibile, anche alla luce delle nuove risultanze, ed essere messo in condizione di dominare l’evoluzione del bilancio 2009, attraverso la percezione del montante delle spese cumulate sui singoli capitoli e di come queste si avvicinano agli stanziamenti previsti. A tale proposito chiede che venga fornito mensilmente un consuntivo finanziario cumulato da mettere a confronto con il dato previsionale del 2009. Si compiace per il lavoro svolto dall’unità di crisi, rileva che i dati presentati mostrano un sistema contabile confusionario e approssimativo e si augura che i nuovi vertici dell’amministrazione possano mettere velocemente ordine. Segnala il numero delle partite che evidenziano errori o infrazioni, i montanti che sono in gioco negli errori e nelle infrazioni, la lunghezza del periodo nel quale sono stati perpetrati e la mancanza reiterata di controlli. Puntualizza che la KPMG non ha effettuato una certificazione, ma ha svolto un’attività di supporto al lavoro degli uffici, e che nell’incarico affidato alla KPMG erano previsti altri due punti che se non saranno portati avanti da tale società dovranno essere garantiti direttamente dall’Ateneo, invita, pertanto, a individuare le procedure amministrative e contabili da mettere in atto per evitare il ripetersi di questa situazione e la ricognizione puntuale della posizione debitoria.</p>
<p><span id="more-2353"></span></p>
<p><strong>Enzo Martinelli</strong> <em>(presidente del Collegio dei revisori dei conti)</em>. Il Dott. Martinelli ribadisce quanto espresso dal Collegio dei Revisori dei Conti durante la riunione del 20 marzo 2009, il cui verbale è allegato alla relazione del Direttore Amministrativo. In particolare, rileva l’accurata e dettagliata analisi condotta dagli uffici della Ragioneria preposti alla verifica, che offre un quadro completo della situazione dei residui attivi e passivi dell’Ateneo, l’incontrollabilità di una gestione in cui risultano € 11.148.514,73 di debiti fuori bilancio e la gravità della situazione contabile dell’Ateneo. Ritiene che la ricognizione consentirà al Consiglio di Amministrazione di esaminare il conto consuntivo 2008 e di rivisitare il bilancio di previsione 2009 su basi certe per impostare la propria attività di risanamento, di programmazione e di indirizzo politico.<strong></strong></p>
<p><strong>Carmine Diurno</strong> <em>(rappresentante della C.C.I.A.A. Siena)</em>. Il Dott. Diurno, dopo aver ringraziato il Direttore Amministrativo per la ricognizione dei residui attivi e passivi, dalla quale emergono finalmente dati certi ed una situazione in parte diversa da quella immaginata precedentemente, e per tutti gli interventi fin qui predisposti, lo esorta a presentare in tempi brevi un piano industriale e di definizione di funzioni. Invita poi ad organizzare una riunione organica del Consiglio di Amministrazione in materia di patrimonio.</p>
<p><strong>Flavio Mocenni</strong> <em>(rappresentante dell’Amministrazione provinciale di Siena)</em>. Il Dott. Mocenni si unisce ai ringraziamenti a chi ha provveduto alla ricognizione dei residui attivi e passivi, ricognizione che, a suo parere, consente di capire meglio la situazione debitoria dell’Università, che appare più semplice di quella ipotizzata. Invita ad accertare eventuali responsabilità e dichiara di comprendere la preoccupazione del Dott. Zanchi per il fatto che è già stato corrisposto e speso gran parte del finanziamento relativo al FFO per il 2009. Chiede se sia possibile avere, in tempi brevi, un quadro preciso di come affrontare sia il superamento del debito pregresso sia la normale gestione fino a dicembre 2009 per arrivare a programmare, conoscere la situazione relativa alle alienazioni immobiliari, valutare lo stato di attuazione del piano di risanamento approvato il 17 novembre 2008 e rielaborarlo con correttivi. A tale proposito, informa che la Commissione di Ateneo per la modifica delle regole di governo sta portando avanti i propri lavori in maniera proficua. Esorta a fissare un termine, il 15/20 aprile 2009, per avere le misure di riorganizzazione sia dal punto finanziario che amministrativo.</p>
<p><strong>Camillo Brezzi</strong> <em>(preside della Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo)</em>. Il Prof. Brezzi domanda, visto che dai dati forniti risulta un disavanzo di € 84.515.582,18 al 16 marzo 2009, comprensivo del debito INPDAP, se, andando a buon fine l’accordo con l’Inpdap, il disavanzo al 31 maggio 2009 sarà di € 12.000.000,00.</p>
<p><strong>Angelo Riccaboni</strong> <em>(preside della Facoltà di Economia)</em>. Il Prof. Riccaboni, dopo aver sottolineato che la gravità della situazione era nota, invita a individuare come uscirne, richiamando due elementi fondamentali: avere certezze e definire un percorso. Per quanto riguarda le certezze, dà atto al Direttore Amministrativo di avere presentato dati certi nei tempi previsti (entro il 31 marzo 2009) e aver così messo fine al balletto delle cifre. Evidenzia che dall’“atto di ricognizione dei residui attivi e passivi degli esercizi 2008 e retro” emergono responsabilità, che spera e chiede vengano approfondite, e quali siano i residui fuori bilancio. Per quanto concerne il percorso, domanda al Rettore e al Direttore Amministrativo di indicare la data per l’assestamento di bilancio 2009, che era modulare, di chiudere il 2008 e di definire insieme il conto economico su proiezione quadriennale. Ritiene che dalla riunione odierna siano emersi elementi positivi per proseguire il percorso intrapreso.</p>
<p><strong>Alberto Auteri</strong> <em>(preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia)</em>. Il Prof. Auteri ringrazia il Direttore Amministrativo per la competenza amministrativa, organizzativa del personale, giuridica e di rapporti con le istituzioni locali, con i ministeri e con le aziende ospedaliere che già ha portato risultati e un clima di maggiore serenità. Ricorda il proprio contributo ai rapporti con la Regione Toscana, di cui il Rettore lo aveva incaricato informalmente in relazione al Policlinico di Santa Maria alle Scotte, e che di tutti gli immobili di proprietà dell’Università l’unico immobile su cui non ha autorità è il policlinico stesso, la cui superficie è impiegata per i 4/5 per scopi assistenziali, sotto l’autorità della Direzione Sanitaria, e per 1/5 per scopi di didattica e ricerca. Riferisce che la parte relativa alla componente assistenziale ha un valore di € 110/120.000.000,00, cifra che potrebbe risolvere gran parte dei problemi finanziari dell’Ateneo e che ha riscontrato l’apertura da parte dell’assessore. Invita, quindi, il tavolo interistituzionale a fare pressione sulla Regione affinché proceda con l’approvazione della legge regionale richiesta per l’acquisizione del policlinico.</p>
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		<title>Un apparato amministrativo disastrato, disorganizzato, incapace di tenere sotto controllo una macchina così complessa come l’Università di Siena</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 11:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 16 agosto 2009, pubblicai il lucido intervento con il quale il Dott. Enrico Zanchi motivava le sue dimissioni dal CdA dell’Università, dove rappresentava il Comune di Siena. A distanza di un anno metto in rete un altro suo intervento, quello pronunciato nella riunione congiunta Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione (30 marzo 2009) nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2009/08/enricozanchi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-873" title="enricozanchi" src="http://ilsensodellamisura.com/files/2009/08/enricozanchi.jpg" alt="" width="87" height="138" /></a>Il 16 agosto 2009, pubblicai il <a href="http://ilsensodellamisura.com/2009/08/con-la-proposta-della-banca-mps-il-patrimonio-immobiliare-dell%e2%80%99ateneo-senese-sara-dilapidato-senza-risolvere-la-drammatica-situazione-esistente/">lucido intervento</a> con il quale il Dott. Enrico Zanchi motivava le sue dimissioni dal CdA dell’Università, dove rappresentava il Comune di Siena. A distanza di un anno metto in rete un altro suo intervento, quello pronunciato nella riunione congiunta Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione (30 marzo 2009) nel corso della quale venne approvato all’unanimità il </em><em>“<strong>Riaccertamento della gestione dei residui attivi e passivi esercizio finanziario 2008 e precedenti</strong></em><em>.”</em></p>
<p><strong>Enrico Zanchi</strong>. Il documento oggi presentato è estremamente importante ed è il frutto di un lavoro assai impegnativo per il quale esprimo il più vivo compiacimento. Ma è questo l’unico motivo di soddisfazione. Per il resto i dati che ci vengono forniti ci prospettano una situazione ancor più drammatica di quanto immaginassimo e che, purtroppo, conferma alcune mie previsioni pessimistiche. La lettura della documentazione offertaci ci dà inoltre il quadro di un apparato amministrativo disastrato, disorganizzato, incapace di tenere sotto controllo una macchina così complessa come l’Università. Appaiono chiari anche comportamenti quantomeno disinvolti e superficiali nella gestione a livello delle strutture periferiche, dei dipartimenti, delle scuole di dottorato, dei master e delle attività di ricerca e così via. È un panorama desolante di cui avevamo da tempo la percezione ma che ora si tocca con mano con l’evidenza dei numeri. Quello che più sconcerta è che gran parte della comunità accademica continua ad ignorare tutto questo, a comportarsi come se nulla fosse successo, a difendere piccoli e grandi privilegi senza rendersi conto che è purtroppo venuto il momento di rinunciare anche alle cose dovute. Un folto gruppo di docenti ci ha segnalato nei giorni scorsi il rischio che l’Ateneo di Siena sia retrocesso dalla serie A alla serie C se diminuiscono alcuni stanziamenti per la ricerca. Non entro nel merito della questione, ma una cosa deve essere chiara: l’Ateneo di Siena in questo momento non rischia la retrocessione ma una cosa ben più grave, la radiazione da tutti i campionati.</p>
<p><span id="more-2345"></span></p>
<p>Da una parte c’è un enorme fabbisogno finanziario da reperire entro il corrente anno per sanare il debito pregresso, dall’altra la necessità di inasprire le misure previste nel piano di risanamento al fine di raggiungere l’equilibrio di bilancio nei prossimi anni. Nel frattempo entro il prossimo mese di maggio od al massimo di giugno, avremo praticamente consumato tutte le risorse disponibili per l’intero anno.</p>
<p><strong>Cosa fare</strong> dunque?</p>
<p>- Un primo intervento è quello oggi illustrato per chiudere il debito con l’Inpdap. Ovviamente occorre prevedere nei bilanci futuri le spese per l’affitto del San Niccolò.</p>
<p>- Abbiamo sentito parlare più volte della possibilità di contrarre un mutuo di 100 milioni fino alla concorrenza del 15% del FFO consentita per legge, dimenticando però che la legge consente la contrazione di mutui solo per spese d’investimento. Se non c’è, quantomeno, un’autorizzazione da parte del Governo mi pare difficile seguire tale strada. In ogni caso andranno poi previste nei bilanci futuri le onerose rate del mutuo.</p>
<p>- A proposito di mutuo: nei prossimi giorni giunge a scadenza il bando di gara tra istituti bancari per il servizio di cassa. Forse sarebbe opportuno ritirare tale bando ed annullare la gara per rivedere anche i termini del bando stesso. Faccio presente che i dati oggi alla nostra attenzione domani saranno di pubblico dominio e dubito che, alla luce di questi, qualsiasi istituto bancario sia disponibile a mostrare interesse od addirittura un occhio di riguardo verso un’azienda che è in stato di conclamato <em>default</em>.</p>
<p>- In questo contesto mi preme sottolineare che assume particolare importanza anche il rapporto con le istituzioni locali. In particolare con il Comune di Siena occorre confrontarsi e concordare le strategie relative alle eventuali dismissioni di immobili o trasferimento di localizzazioni.</p>
<p>In riferimento a tutto questo, a mio giudizio, <strong>è necessario ed indifferibile</strong> che:</p>
<p>- il Rettore e il Direttore Amministrativo presentino, entro la metà di aprile, un piano organico in grado di dare risposte al problema del debito pregresso con soluzioni credibili e fondate su ipotesi realistiche. Tale piano dovrà essere discusso ed approvato in una nuova seduta congiunta tra Senato e CdA per poi essere portato a conoscenza, entro aprile, del Tavolo Interistituzionale, in contemporanea con le proposte di modifica allo Statuto per quanto riguarda la <em>governance</em> dell’Ateneo.</p>
<p>- Nello stesso tempo occorre riscrivere il Piano di risanamento, tenendo conto che quel Piano era stato redatto sull’ipotesi di un FFO stabile e che invece già sappiamo che sin dal 2010 le risorse assegnate al nostro Ateneo saranno sensibilmente diminuite. D’altra parte le previsioni di quel piano già si sono vanificate con il bilancio di previsione 2009. Bisogna essere consapevoli che sono tre le voci su cui possiamo operare in modo significativo: le spese per il personale docente, quelle per il personale tecnico-amministrativo, quelle per gli affitti. Occorrerà rapidamente riorganizzare la struttura, tagliare corsi e servizi non indispensabili, favorire in ogni modo i pensionamenti, ed altri interventi di ridimensionamento usando, come sempre accade in questi casi, un po’ il bastone ed un po’ la carota. In palio c’è il futuro di questa Università. Per quanto mi riguarda, ma parlo anche a nome di chi mi ha indicato in questo CdA, non sono più disposto a concedere dilazioni o deleghe. Tutti, credo, sono fortemente disponibili a lavorare per salvare e magari rilanciare la nostra Università ma a condizione che la strategia sia chiara e condivisa. In caso contrario ciascuno va per la sua strada.</p>
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		<title>Ateneo senese: “truffa continua”?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 15:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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		<description><![CDATA[«Università di Siena in attesa del commissariamento» è il titolo che davo al post del 18 agosto, senza immaginare che il giorno dopo “Il Corriere Fiorentino” sarebbe uscito con un articolo che riportava le accuse del Nucleo di Polizia Tributaria (con segnalazione alla Corte dei conti) nei confronti di Tosi, Focardi, Bigi e dei revisori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/BandaBassotti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2333" title="BandaBassotti" src="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/BandaBassotti-253x300.jpg" alt="" width="141" height="168" /></a>«Università di Siena in attesa del commissariamento»</em> è il titolo che davo al <a href="http://ilsensodellamisura.com/2010/08/l%e2%80%99universita-di-siena-in-attesa-del-commissariamento/">post del 18 agosto</a>, senza immaginare che il giorno dopo <em>“<a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/Corriere-Fiorentino.pdf">Il Corriere Fiorentino</a></em><em>”</em> sarebbe uscito con un articolo che riportava le accuse del Nucleo di Polizia Tributaria (con segnalazione alla Corte dei conti) nei confronti di Tosi, Focardi, Bigi e dei revisori dei conti. Un’altra vicenda che, aggiunta alle altre, rende, a mio parere, ineluttabile il ricorso al commissariamento. I dati dell’articolo sono noti da tempo: si riferiscono al mancato versamento, da parte dell’ateneo nel triennio 2006-2008, degli acconti Irap (25.784.811,21 €) e della relativa penale (7.735.444,00 €). Il giornalista cita anche due anomalie del bilancio 2007, anch’esse note, che vengono riferite in modo da risultare inesatte, con confusione di ruoli e responsabilità e, soprattutto, trascurando i meriti di coloro (prima il gruppo coordinato dal prorettore Santoro e dopo la <em>task force</em> anticrisi del Direttore amministrativo Miccolis) che dal settembre 2008 hanno iniziato a mettere in evidenza tutta una serie di storture dell’apparato amministrativo. Gli esempi concreti citati dal giornalista fanno parte del poderoso <em>“</em><em>Atto di ricognizione dei Residui Attivi e Passivi per gli Esercizi finanziari 2008 e Retro”</em> effettuato dall’Ufficio Ragioneria sotto la direzione Miccolis, approvato dal Senato Accademico e dal CdA (in seduta congiunta il 30 marzo 2009) ed inviato alla Procura della Repubblica di Siena e alla Procura regionale della Corte dei Conti di Firenze che stavano indagando. Entrambi gli episodi sono riconducibili al rettorato del “grande timoniere” Tosi. Il primo si riferisce alla vendita nel 2001, da parte dell’ateneo senese, della Casa dello Studente di Viale 24 maggio all’Azienda per il Diritto allo Studio per un importo di 4,5 milioni d’euro. Qualcuno dice che quei soldi sono stati letteralmente “sputtanati” da un noto personaggio. Forse faranno parte di quel gruzzolo di 20 milioni di euro che sono stati inseriti nei bilanci del “grande timoniere” con l’eufemistica dizione “<a href="http://ilsensodellamisura.com/2006/10/universita-di-siena-ancora-spese-misteriose/">assegnazioni diverse</a>” e di cui chiedo da 4 anni di conoscerne la destinazione. Ma cosa ancor più grave è che i 4,5 milioni di euro sono stati inseriti tra i crediti esigibili in più esercizi finanziari (fino alla scoperta della “voragine” nei conti) con lo scopo di portare in attivo il bilancio di competenza, come se non fossero mai stati incassati e spesi. L’altro esempio concreto citato dal <em>“Corriere Fiorentino”</em> si riferisce ad 8 milioni d’euro di fondi ministeriali per investimenti nell’edilizia inseriti, anche questi, tra i crediti esigibili. Tale episodio, sempre riferibile al “grande timoniere” ha fatto scervellare tutti, perché non si riusciva a trovare il relativo titolo di legittimazione. Finché qualcuno, spulciando tutte le comunicazioni ministeriali, a partire dal 2000, relative ad eventuali assegnazioni per l’edilizia, ha scoperto una nota del MiUR che indicava, per un determinato esercizio, proprio la cifra di 8 milioni d’euro, riferita, però, all’intero Sistema universitario italiano. Quindi, l’Amministrazione pensò bene, al fine di portare in attivo il bilancio di competenza degli esercizi di riferimento, di far inserire tra i crediti esigibili dall’ateneo senese anche quegli 8 milioni d’euro, senza che il Ministero avesse mai inviato alcun titolo di legittimazione per quella somma.</p>
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		<title>L’università di Siena in attesa del commissariamento</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 20:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commissariarla per salvarla]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendo come post il commento che Stavrogin ha inserito, il 9 agosto 2010, in «Mamma li turchi nel Sistema Siena». Non è la prima volta che lo faccio e non solo con Stavrogin, specialmente quando ne condivido i contenuti. Avevo intenzione di riprendere questo commento a settembre, ma le incomprensioni con strascico polemico nei commenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/spencer.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2327" title="spencer" src="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/spencer-183x300.jpg" alt="" width="165" height="270" /></a>Riprendo come post il commento che Stavrogin ha inserito, il 9 agosto 2010, in «Mamma li turchi nel Sistema Siena». Non è la prima volta che lo faccio e non solo con Stavrogin, specialmente quando ne condivido i contenuti. Avevo intenzione di riprendere questo commento a settembre, ma le incomprensioni con strascico polemico nei commenti di ieri mi hanno spinto ad anticiparlo. Giuste le considerazioni espresse, non sono convinto, però, che «l’insistere solo sulle diatribe interne o i machiavellismi della politica cittadina» possa apparire «come un’autoconsolatoria fuga dalla realtà.» Quel che è accaduto con l’elezione del rettore sta a dimostrare proprio che è la politica cittadina a decidere nelle scadenze più importanti dell’ateneo senese. In questo senso, un altro utile segnale sarà la nomina del nuovo direttore amministrativo. I colleghi, che manifestano preoccupazione con i loro commenti perché, dopo due anni, non si sa ancora se ci saranno richieste di rinvio a giudizio per i responsabili della voragine nei conti, dovranno pazientare ancora un po’. A giudicare da quel che si legge sulla stampa, nei primi 10 giorni di settembre si concluderà l’inchiesta, seguita dalle eventuali richieste di rinvio a giudizio.</em></p>
<p><strong>Stavrogin</strong>. (…) In autunno la riforma passerà anche alla Camera (dove sarà discussa fra settembre e ottobre, credo con pochi emendamenti) e l’anno venturo ci troveremo inevitabilmente alle prese con le decisioni dolorose che essa impone e le inevitabili reazioni. Ci troveremo anche alle prese con la necessità di sostenere l’offerta didattica disponendo di un corpo docente drasticamente ridotto, anche senza pensionamenti a 65 anni, e all’interno di questo, con una parte cospicua pari ad un terzo, demoralizzata e praticamente allo sbando. Arrivare a questo appuntamento in un clima di guerra civile e di stilettate agli angoli delle strade, con un vuoto di potere pauroso, l’ateneo spaccato e nessuna autorevole guida da tutti riconosciuta, significa candidarsi al suicidio. Mi pare che queste tematiche non incontrino grande successo nel forum, ma l’insistere solo sulle diatribe interne o i machiavellismi della politica cittadina appare in questa luce come un’autoconsolatoria fuga dalla realtà.</p>
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		<title>Alla ricerca del “buon senso perduto” sia alle Scotte (Siena) che all’Umberto I (Roma)</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 23:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per riflettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest’anno, ad agosto, sfogliando i vecchi giornali, che si accumulano nella casa delle vacanze, in attesa che finalmente il comune predisponga il servizio di raccolta della carta, mi è capitato di soffermarmi su qualche vecchio articolo. La rilettura mette sempre in evidenza qualche particolare sfuggito la prima volta, oppure evoca collegamenti o riflessioni che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/LeScotte-Umberto-I.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2317" title="LeScotte-Umberto-I" src="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/LeScotte-Umberto-I.jpg" alt="" width="500" height="113" /></a>Anche quest’anno, ad agosto, sfogliando i vecchi giornali, che si accumulano nella casa delle vacanze, in attesa che finalmente il comune predisponga il servizio di raccolta della carta, mi è capitato di soffermarmi su qualche vecchio articolo. La rilettura mette sempre in evidenza qualche particolare sfuggito la prima volta, oppure evoca collegamenti o riflessioni che la prima lettura non aveva suscitato. È accaduto l’anno scorso con un vecchio articolo di Michele Ainis (“<a href="http://ilsensodellamisura.com/2009/08/abbiamo-smarrito-il-senso-della-legge-e-la-capacita-d%e2%80%99indignazione/">Nel belpaese unito dall’abuso</a>”). Questa volta, molto più prosaicamente, si tratta della rimozione dell’auto nel parcheggio di un ospedale. </em></p>
<p style="text-align: center"><strong>IL MIO RICORSO AL BUON SENSO</strong> (<em>La Repubblica</em>, 22 agosto 2009)</p>
<p><em><strong><span style="font-style: normal">Massimo Carducci</span></strong><span style="font-style: normal">. Il 7 agosto 2009 accompagnavo mia madre di 77 anni, invalida civile al 100%, ad un controllo oncologico all’Ospedale Policlinico Umberto I. Parcheggiavo l’automobile all’interno dell’ospedale avendo cura di posizionarla entro le strisce gialle/blu che ritenevo adibite a parcheggio, senza arrecare alcun danno alla circolazione interna. Ultimata la visita, con amara sorpresa l’auto era sparita. Siamo stati informati che questa era stata rimossa dal carro attrezzi, ma che l’avrei potuta ritirare, pagando 80 euro, al deposito situato all’interno della struttura, dove mi sono recato immediatamente. Il custode, pur confermando che la vettura non creava intralcio alcuno alla circolazione, mi ha spiegato che era parcheggiata “fuori dagli stalli” e che comunque avrei potuto inoltrare ricorso tramite raccomandata all’Azienda Ospedaliera. L’unico ricorso che vorrei fare è al buon senso: degli addetti alla rimozione delle autovetture, che eseguono le direttive, e al responsabile del Servizio Rimozioni dell’ospedale, che le impartisce.</span></em></p>
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		<title>Da Oxford e Harvard a San Miniato di Siena</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 10:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per riflettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosimo Loré. Fa benissimo indignarsi perché l’altrui indifferenza è segno di miseria, meschinità e, talora, malvagità morale e mentale da cui è bene non farsi contaminare… Basta immaginare come molti di questi tristi impiegati travestiti da luminari trascinano le loro esistenze private nonché accademiche… Cosa possono trasmettere, sia a casa in mutande che in aula [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/Oxford-Harvard-SanMiniato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2303" title="Oxford-Harvard-SanMiniato" src="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/Oxford-Harvard-SanMiniato.jpg" alt="" width="500" height="99" /></a><a href="http://www.scienzemedicolegali.it">Cosimo Loré</a></strong>. Fa benissimo indignarsi perché l’altrui indifferenza è segno di miseria, meschinità e, talora, malvagità morale e mentale da cui è bene non farsi contaminare… Basta immaginare come molti di questi tristi impiegati travestiti da luminari trascinano le loro esistenze private nonché accademiche… Cosa possono trasmettere, sia a casa in mutande che in aula al microfono?! Quale motivo serio c’è per attirare nell’ateneo, fra le mura? …ops… dimenticavo il presente, che vede ormai tradita e abbandonata la vecchia, rectius vetusta, prestigiosa magione accademica, per improbabili ed orribili ghetti e siti che da perfetti burocrati bolscevichi hanno avuto cuore (e portafoglio!) d’inventare ed imporre i “capi” che con il corteo di consigliori, veline e servi ci hanno saccheggiato la città e l’università… Dice bene il grande (ed unico!) onesto cronista, nonché storiografo di questa stagione sciagurata <em>Raffaele Ascheri</em> (v. <a href="http://simonettamichelotti.wordpress.com/2010/06/24/gli-scheletri-di-raffaele-ascheri/">Gli scheletri nell’armadio</a>)</p>
<p><span id="more-2308"></span></p>
<p>… San Miniato… la quintessenza del grigiore, visto dall’esterno. San Miniato è così: anonimi, grigi, lividi blocchi di cemento posti l’uno sull’altro, con finestre rettangolari, muri sovente oltraggiati dall’umidità, un verde trascurato. Un qualcosa difficile da immaginare, se comparato con la incommensurabile bellezza del centro storico. Un luogo ideato per acquartierare quella fetta di senesi che non potevano più permettersi di vivere in centro: gente traghettata dal sogno gotico all’incubo da paese dell’est. Un luogo peraltro che di socialismo reale ha solo la reale bruttezza delle sue forme architettoniche. Gli orrendi quartieri delle città del Patto di Varsavia almeno hanno l’alibi della dittatura. Come tanti quartieri simili, anche lì nessuno di coloro che l’avevano pomposamente creato o politicamente sostenuto era mai andato a vivere.  San Miniato sembra il pegno pagato da Siena per tenere buona l’invidia degli Dei, per evitare che le divinità si possano vendicare di cotanta originaria bellezza della città. Pare fatto apposta, con il suo squallore architettonico, con il suo grigiore, per bilanciare l’inebriante bellezza della città murata. I potenti di Siena continuano a farci costruire case su case, palazzi su palazzi, approfittandosi del fatto che, in questo caso, non si fa altro che aggiungere bruttezza a bruttezza…</p>
<p>Ancora aspiranti studenti si fanno ammaliare dalla gloriosa tradizione, in particolare della scuola medica senese, e adescare dalla immaginifica pubblicità della antica città medievale, ma fino a quando si adatteranno a restare confinati in un simile sito servito – si fa per dire – da mense non certo paragonabili a quelle di Oxford o Harvard con cui si osò parificarci e da parcheggi a pagamento o meglio sotto lo sfruttamento di pochi furbi e l’incubo della rimozione selvaggia e del pedaggio brutale? Il tutto con generazioni di meridionali che vengono trattati da sempre come dei vu’ cumpra’ della cultura in alloggi magari centrali ma fatiscenti, da cui molti furbi ricavano grande parte del “guadrino”…</p>
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		<title>Diffida della Flc-Cgil di Siena a Giovanni Grasso per un commento inserito su “il senso della misura”</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 20:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Grasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quelli dell'uva puttanella]]></category>
		<category><![CDATA[il saccheggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo dalla Flc-Cgil di Siena la seguente diffida in risposta ad un commento pubblicato su questo blog da un lettore con il nickname di “Tremal Naik”. Ritengo opportuno sottoporla all’attenzione dei lettori.
Flc-Cgil Siena. La Flc-Cgil denuncia l&#8217;ennesimo atto diffamatorio nei confronti della Cgil e dei suoi delegati. Nel sito internet gestito dal Prof. Grasso, docente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/Toto-turco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2279" title="Toto-turco" src="http://ilsensodellamisura.com/files/2010/08/Toto-turco.jpg" alt="" width="163" height="226" /></a>Ricevo dalla Flc-Cgil di Siena la seguente diffida in risposta ad un <a href="http://ilsensodellamisura.com/2010/08/“mamma-li-turchi”-nell%e2%80%99elezione-del-rettore-dell%e2%80%99universita-di-siena/comment-page-1/#comment-5636">commento pubblicato su questo blog</a></em><em> da un lettore con il nickname di “Tremal Naik”. Ritengo opportuno sottoporla all’attenzione dei lettori.</em></p>
<p><strong>Flc-Cgil Siena</strong>. La Flc-Cgil denuncia l&#8217;ennesimo atto diffamatorio nei confronti della Cgil e dei suoi delegati. Nel sito internet gestito dal Prof. Grasso, docente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell&#8217;Ateneo senese, è stato nuovamente pubblicato un commento anonimo dal carattere diffamatorio.</p>
<p>Oltre a contenere falsità lesive della dignità e professionalità di un dipendente pubblico, le parole scritte sono estremamente lesive per l&#8217;immagine e il ruolo del sindacato. Il commento presenta informazioni non vere, e inoltre fa riferimento a informazioni estremamente riservate, che l&#8217;amministrazione avrebbe dovuto tutelare e mantenere riservate, in quanto protette dal segreto d&#8217;ufficio, in rispetto sia della <em>privacy</em> della persona che della riservatezza e tutela degli atti amministrativi in corso di svolgimento e non ancora conclusi. Questo dovrebbe valere a salvaguardia di qualsiasi dipendente. Chiediamo quindi un intervento deciso da parte dell&#8217;amministrazione affinché si difenda la professionalità di chi lavora nell&#8217;Università  degli Studi di Siena e si tuteli inoltre l&#8217;immagine dell&#8217;interessato, anche quella della stessa Università e delle strutture che vi afferiscono.</p>
<p>Diffidiamo il Prof. Giovanni Grasso dal pubblicare questo genere di notizie diffamatorie, non corrispondenti al vero, richiamandolo alla correttezza che il suo ruolo esige e quello dell&#8217;istituzione  a cui appartiene. La Flc-Cgil si riserva di attuare ogni azione che si renderà necessaria per difendere un suo  delegato e l&#8217;immagine stessa del sindacato.</p>
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