Tommaso Gastaldi. … I Master crescono ad un ritmo preoccupante, perché in molti casi sono diventati le teste di ponte per far transitare soldi pubblici fuori da istituzioni o società pubbliche. Denaro che puntualmente rientra in tasca ai decisori stessi dei finanziamenti in forme varie, come ad esempio l’insegnamento remunerato nei corsi master. Ne esistono alcuni retribuiti a 500 € l’ora. Per non parlare di presidenti di compagnie primarie che presiedono i Master universitari, anche se formalmente la figura del presidente, nella gestione dei master non è prevista. Il punto però è un altro. È l’arroganza e la presunzione d’impunità con la quale si portano avanti questi giochi. Spesso sulle spalle di qualche ignaro e ingenuo studente, che magari i 10.000 euro per il master li mette di tasca propria, credendo nella bontà dell’iniziativa e nella fiducia che dovrebbe ispirare un’istituzione universitaria sana. Va inoltre detto che alcuni docenti non fanno altro che riproporre nei master la medesima frittata avariata scodellata nei corsi ordinari. Un fenomeno che io, non troppo scherzosamente, chiamo “riciclo dell’ignoranza”. Inutile dire poi che se qualche mosca bianca tentasse di proporre un master genuino e serio, verrebbe prontamente bloccata dai gruppi di potere che gestiscono questo business con ostacoli burocratici di varia natura…
Da: “liberal“, 10 aprile 2008.
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Come non essere d’accordo con Gastaldi sui Master universitari? Nell’Università della Basilicata i Master sono finanziati in buona parte con i fondi europei (rivenienti dalle nostre tasche) attribuiti dalla Regione Basilicata all’Unibas. Nell’Unibas a svolgere seminari ben retribuiti nei Master di Ingegneria, sono gli stessi dirigenti regionali e pararegionali che poi cureranno l’assegnazione degli incarichi e consulenze ai docenti dell’Unibas. C’è poi il caso di contratti di collaborazione da decine di migliaia di euro attribuiti ai figli del coordinatore del Master o ai figli di qualche prorettore.
E poi c’è il caso del Master di Giornalismo dell’Università della Basilicata, in cui sono coinvolti i gangli vitali dei media lucani. Questo Master è stato pesantemente bocciato dopo una verifica degli ispettori del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e rischia di chiudere. Ciò a fronte di un investimento di fondi pubblici di circa 241 mila euro per le attività dei docenti e 80 mila euro per le attività dei coordinatori del Master… sic !
Ci vorrebbe un decreto Brunetta anche all’Università: ci sono ordinari che non si fanno vedere MAI, ma proprio MAI, se non quando c’è da discutere di spartizioni, lasciando tutto il lavoro e tutte le rogne a ricercatori e precari, o a colleghi con un maggior senso di responsabilità: l’opinione pubblica naturalmente, punta l’occhio solo sui primi, e così i secondi – assimilati a fannulloni pur se lavorano per tre – finiscono per essere becchi e bastonati.
Ora, perché mai uno cucca lo stipendio da ordinario, se lavora meno di un ricercatore?
Ma quale “eccellenza”, quale “riforma” volete realizzare con manodopera così scalcinata, poco eticamente eccellente e così irriformabile?
A me pare che dal riordino dei corsi di laurea imposto dai decreti Mussi, escano fuori dei corsi incommestibili improntati alla confusione e al più vieto provincialismo.
Per il trionfo dei soliti furbi. Di ricerca non si parla nemmeno.
De profundis (le sventure della virtù).
Ripeto: il valore dell’università, ove guazzano i ladroni di regime e gli spostati, è zero.
Mi dice un amico medico della fuga dei cervelli, addirittura in Canada. Ormai, egli dice, l’università italiana è in agonia. Lo sappiano bene i luminari accademici che si incensano e fan parate da regime (mafioso). Comandano ordinari e asociati senza scrupoli, ladroni di stato!!! (Ivi inclusi quei cafoni in giacca e cravatta abbronzatissimi). Penso che Croce sarebbe inorridito per questi ignoranti parassiti in villa… che non dicono una parola per gli operai morti in cantieri fuorilegge e per le loro famiglie lasciate nell’oblìo e nella miseria…
Intanto vorrei esprimere solidarietà a Raffaele Ascheri che pare sia sotto tiro incrociato. Non fa parte dell’università ma delle superiori… tuttavia il suo libro sarebbe degno di dibattito accademico…
P.F. Ricercatore, Poeta e Scrittore