La dispersione scolastica di chi non si è potuto né iscrivere né mantenere all’Università

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Università di Siena: alla ricerca del senso del ridicolo perduto

DatiUnisi2015

Grande soddisfazione del rettore dell’Università di Siena per le 213 matricole del 2014/2015 – crollate a 86 l’anno prima – nei corsi di laurea aretini in Lingue per la comunicazione interculturale e d’impresa e in Scienze dell’educazione e della formazione. Ovviamente, com’è suo stile, il “magnifico”, così loquace nel commentare segnali poco significativi, non dice nulla sul dimezzamento delle immatricolazioni in dieci anni e sulle reali condizioni dell’Ateneo.

Il numero dei docenti è sceso a 755 unità (costo: circa 65 milioni di euro), mentre quello del personale tecnico-amministrativo e dei collaboratori ed esperti linguistici (Cel) è pari a 1.068 unità (costo: circa 39 milioni di euro). Al 31 dicembre 2014, mancano all’appello 50 docenti, rispetto all’evoluzione fornitaci dal rettore che, alla stessa data, ne prevedeva 805: e certamente non saranno state tutte morti premature. Silenzio sul rapporto docenti/tecnici-amministrativi che, oggi, risulta pari a 0,72.

Con Riccaboni il numero degli studenti è crollato da 18.088 dell’A.A. 2011/2012 a 14.524 dell’anno corrente. La decisione di mantenere per l’università di Siena, unica sede in Italia, l’accesso libero a Farmacia, Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (CTF), Biologia – in assenza dei requisiti minimi di legge (numero di docenti, risorse strumentali e logistiche) – ha portato alla distruzione di tali corsi di laurea, fiore all’occhiello del nostro ateneo. Gli studenti hanno pagato profumatamente le tasse per un servizio che l’Ateneo non poteva assicurare. E così, tutta l’operazione è servita per far cassa e per titoli reboanti sulla stampa locale, nell’ottobre 2011: «Mille studenti in più, ricaduta economica per tutta la città»; «Immatricolazioni alle stelle; clamorosa impennata»; «Vola il mercato degli affitti».

Articolo pubblicato anche da:
Il Cittadino Online (23 gennaio 2015) con lo stesso titolo.
Bastardo Senza Gloria (24 gennaio 2015) con il titolo Lo stato delle cose: riceviamo e pubblichiamo per i nostri lettori l’analisi di Giovanni Grasso.

Se non è pienamente legittimato a fare il Rettore, perché Riccaboni dovrebbe preoccuparsi di una competizione elettorale studentesca viziata?

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Una lista sola alle elezioni universitarie studentesche

Kris Cipriani (Presidente di Gioventù Universitaria). A un giorno dalle elezioni universitarie, mi trovo costretto a scrivere nuovamente per informare la Comunità universitaria e la cittadinanza di quanto sta avvenendo all’Università di Siena.

Noi, Gioventù Universitaria, abbiamo più volte cercato il dialogo tra le parti, per trovare una soluzione all’incredibile situazione elettorale che si sta prospettando: l’ammissione di una sola lista alla competizione elettorale negli Organi di Governo. La nostra propensione all’incontro, alla comprensione e all’incessante volontà di trovare una soluzione utile a garantire la rappresentatività, la rappresentanza e la democrazia, non è bastata all’Amministrazione, la quale si è esentata dal darci una risposta e prendere atto delle nostre lettere formali, correlate con la necessaria documentazione.

Le elezioni sono state volte non seguendo quanto previsto dal Decreto Rettorale, senza concedere la possibilità agli studenti di avvalersi della commissione elettorale, non formalizzatasi. Gli errori amministrativi, palesi ed evidenti, hanno viziato la competizione elettorale, ma questo sembra non aver suscitato l’interesse di nessuno, se non il nostro. La nostra lista è stata esclusa senza preavviso, senza aver preso in considerazione le nostre segnalazioni, ci hanno semplicemente “chiuso la porta in faccia”, quando, invece, abbiamo sempre dato prova di essere una risorsa e mai un problema per la nostra Università.

Purtroppo, si sa, in Italia non si va più al voto, e questo lo dico con grande rammarico, poiché vedo la mia generazione cadere in un baratro senza ritorno. Tuttavia, nutro con forza la convinzione che ci sia ancora la volontà di molti nel voler aprire gli occhi e combattere un sistema che ci sta annientando nella scuola, nel lavoro, nelle Università. Ora più che mai è tempo di reagire con consapevolezza alle tenaglie della burocrazia e delle logiche di potere, che metodicamente ci stanno togliendo i diritti fondamentali, prima di adesso considerati scontati e naturali, come la possibilità di avere una casa, un lavoro e una famiglia.

Per quanto detto in questa lettera, si vanno a ledere non solo gli interessi di una lista o di un’Associazione, ma la credibilità e la legittimità di elezioni, che per forza di cose, sembrano aver già proclamato il vincitore. É la chiara imposizione e l’inequivocabile consolidamento di un modus operandi che non ha nulla a che vedere con un sistema democratico e partecipativo. Adesso, più che mai, c’è la necessità di fare quadrato e di ricompattare tutte le parti sociali verso un cambiamento di rotta. Quanto successo rende evidente che la partecipazione alla vita decisionale della res publica è un dovere, diritto che, a quanto pare, non sembra essere poi così scontato. Per tutto questo e per quanto ci troviamo, per tali vicissitudini, a rappresentare, non abbiamo intenzione di arrenderci e dunque ci rivolgeremo per vie legali al TAR, come precedentemente avevamo segnalato all’Ateneo in caso di mancata risposta. Nel mentre, continueremo con vivacità e vigore a portare avanti le nostre battaglie. In questo tempo di crisi c’è la necessità di ergersi in difesa degli studenti e delle loro famiglie.

Elezioni bulgare anche per la rappresentanza studentesca negli organi di governo dell’Ateneo senese?

Kris-Cipriani

Elezioni universitarie senza rappresentanza

Kris Cipriani (Gioventù Universitaria). Prima che da ex membro del Consiglio di Amministrazione, mi trovo costretto con grande rammarico a scrivere da studente questa lettera, a breve distanza di tempo dalle mie dimissioni rese al Consiglio di Amministrazione dell’Università di Siena. Il mio auspicio, rendendo le mie dimissioni, era quello di garantire la possibilità a tutti gli studenti di vedere finalmente la realizzazione di elezioni studentesche trasparenti, partecipate e utili al normale e regolare funzionamento degli Organi di governo dell’Ateneo. L’Associazionismo studentesco, concretizzato nella Rappresentanza studentesca, è una componente fondamentale della vita universitaria, perché oltre a facilitare il compito di comunicazione e informazione all’Amministrazione, è imprescindibile per l’esercizio di difesa dei diritti degli studenti e della loro tutela, senza menzionare il carico di lavoro e di responsabilità che viene portato avanti con l’organizzazione di eventi, dibattiti, approfondimenti. Il mio mandato è stato concluso rivendicando il senso di Responsabilità, attaccamento alle Istituzione e alla cosa pubblica, che ho portato avanti sia come Rappresentante sia come Presidente di Gioventù Universitaria, tra le cui fila conta decine di militanti, simpatizzanti e centinaia di votanti, con i quali l’Associazione ha espresso sempre un numero copioso di Rappresentanti e fatto rappresentanza.

Ad oggi, dopo una comunicazione inviatami dall’Ufficio Responsabile delle Procedure Elettorali, vedo l’esclusione della mia lista dalla competizione elettorale negli Organi di Governo dell’Università degli Studi di Siena, anche dopo che all’unanimità il Consiglio Studentesco si era espresso evidenziando le stesse criticità e anomalie dai Noi sottoposte. Il mio stupore, oltre ad essere condiviso da tutti i membri della mia stessa Associazione e da tanti studenti, è accompagnato da un profondo senso di perplessità, dopo che avevamo più volte, in via ufficiosa in un primo momento, e sotto forma scritta poi, evidenziato delle difficoltà e delle anomalie oggettive sia ai diversi uffici competenti sia all’Amministrazione. Non abbiamo potuto verificare e consultare la documentazione che quanto prevede il Decreto Elettorale, doveva essere pubblicata sull’Albo Online secondo le modalità e le tempistiche previste dallo stesso. La poca chiarezza e la mancata pubblicazione di documentazione ha portato, infatti, alla scarsa candidatura di tanti studenti legittimati a farlo e, probabilmente, alla totale assenza di liste nei tanti Comitati e Dipartimenti. Gli studenti, che non erano scritti sulle liste dell’elettorato attivo e passivo, oltre che segnalarlo alle segreterie, non si sono potuti rivolgere alla Commissione elettorale perché mai riunitasi e formalizzata. Per mancanza di chiarezza e flessibilità, come, purtroppo, succede in Italia, le vie tortuose della burocrazia rischiano di minare la Democrazia e la Rappresentatività nella vita pubblica. Confidiamo nel buon senso e nell’intenzione del Rettore e dell’Amministrazione di risolvere quanto prima la vicenda, non incorrendo nel rischio di assistere ad elezioni con una sola lista concorrente agli Organi di Governo o peggio ancora illegittime e irregolari.

Riccaboni non prende più schiaffi ma cazzotti

ImpaludataUnisi

Per quel che accade all’università di Siena, a indignarsi sono gli estranei all’ateneo, come il Dr. J. Iccapot, che ha scritto il seguente articolo, ripreso integralmente dal suo blog. Non è la prima volta che Iccapot bacchetta, a ragione, l’università di Siena. Ma in questa occasione manifesta  con decisione «forte fastidio, frustrazione e rabbia» dopo aver consultato il sito di Unisi alla ricerca di informazioni che non è riuscito a trovare.

Unisi e la Comunicazione (Da: My BOG – La mia palude, 29 maggio 2014)

Dr. J. Iccapot. Lo ammetto, qualche volta ho difficoltà a muovermi in un sito web, non capisco né come sono raccolte le informazioni né come si debba navigare per trovare quello che si cerca, e questo mi dà una sensazione di forte fastidio e mi provoca frustrazione e, contemporaneamente, rabbia.

Mi è successo proprio in questi giorni, pensate un po’, ancora una volta sul sito dell’Università di Siena: cercavo informazioni sugli adempimenti burocratici per presentare una tesi di laurea; ci ho perso del tempo e poi ho spedito la persona che mi aveva fatto la richiesta allo sportello della segreteria della sua facoltà, perché davvero non sono riuscito a cavarne i piedi.

Mah!, sarà l’età, sarà che navigo su Internet solo da venti anni (be’, ventidue, se vogliamo essere pignoli), sarà che la Graphic User Interface è un oggettino delicato (eppure ho partecipato anche a progettarne alcune), insomma, questa mia esperienza con UNISI mi ha davvero infastidito.

Il sito è pulito, graficamente lineare, progettato ex-novo da non molto ma i dati che cercavo non li ho trovati!

Mi sono messo allora a sfogliare un po’ di pagine, per vedere quale sia l’attuale offerta formativa dell’Università. Nella pagina relativa ai corsi di studio ho curiosato tra le lauree triennali (una specie di ‘super-liceo’ o di laurea ‘zoppa’, a mio modo di vedere) e sono atterrato nella pagina dedicata al corso di Laurea in Comunicazione, Lingue e Culture. Qui, navigando tra i vari piani di studio, ho prima di tutto aperto i link alla bibliografia consigliata (non sempre indicata…), per orientarmi un po’ visto che i nomi dei docenti (non me ne vogliano!), non mi dicevano assolutamente nulla, per via della mia estraneità al mondo universitario; mi ha preoccupato vedere inicati, talvolta, solo libri scritti dal docente del corso stesso.

Offerta Formativa

Poi ho dato una rapida scorsa agli obiettivi formativi: qualche riga riassuntiva in grado di dare un’idea generale di ciascun corso.

Quando sono arrivato a leggere quali fossero le “Competenze attese” proprio nella pagina relativa al corso di laurea su cui mi ero soffermato, allora mi sono trovato davanti a un testo particolarmente lungo, dove si usa come soggetto delle frasi “i laureati” quando sarebbe stato più opportuno riferirsi a “gli studenti” [I laureati dovranno acquisire una conoscenza avanzata…], dove si spande a piene mani il verbo “dovere” e si salta tra il tempo presente e il futuro in maniera che mi è sembrata fastidiosa, per non dire nulla del fraseggio usato, nel complesso un po’ pesante.

Scorrendo queste righe, l’occhio è stato attratto magneticamente da una serie di errori di scrittura (svoglimento invece di svolgimento, cdl invece di C. D. L., risolverendone invece di risolvendone, nonchè invece di nonché, l’aborrito e/o,…) e, soprattutto, da un marchiano: ComprenZione, tutti errori che sono un pugno in un occhio in una pagina che cerca di “vendermi” COMUNICAZIONE, LINGUE E CULTURE.

Comprenzione

Sì, è Siena

E Riccaboni continua a prendere schiaffi: questa volta dagli studenti!

Walter Chiari e Carlo Campanini: «Vieni avanti, cretino!»

Walter Chiari e Carlo Campanini: «Vieni avanti, cretino!»

Anche a Camerino, dove mi trovo in questi giorni, sorridono per le gaffe del rettore dell’Università di Siena. Ma come, non lo sa che siamo in campagna elettorale?

Link Siena e Dimensione Autonoma Studentesca. Oggi presso l’Aula Franco Romani dell’ex-Facoltà di Economia si sarebbe dovuto tenere un incontro intitolato “nice to meet you” con lo scopo di avvicinare gli studenti al parlamento europeo. L’on. Sassoli, europarlamentare del PD, era stato chiamato a presenziare all’evento. L’on. Sassoli è stato tra i parlamentari europei che hanno affossato la discussione della risoluzione Estrela lo scorso dicembre, risoluzione che si proponeva principalmente di promuovere un’educazione sessuale adeguata per bambine e bambini, stimolare attivamente la prevenzione di gravidanze indesiderate e garantire un accesso equo alla contraccezione e all’aborto sicuro e legale in un’ottica di lotta alle discriminazioni di genere. Il testo avrebbe anche rappresentato un ulteriore invito del Parlamento Europeo agli Stati membri a evitare ogni discriminazione legata all’orientamento sessuale, l’identità di genere e l’espressione di genere e a promuovere i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali (LGBTI). Si sottolineava, tra le altre cose, che “la sterilizzazione forzata od obbligatoria di qualunque persona rappresenta una violazione dei diritti umani e dell’integrità fisica di tali individui” con riferimento anche alle persone transessuali e invitava gli Stati membri ad abrogare le leggi che la impongono. Sassoli fa parte del Partito Socialista Europeo che da mesi sta portando avanti le ormai troppo note politiche di austerity, che, con il miraggio del raggiungimento del pareggio di bilancio, impongono lo smantellamento dello stato sociale, dei servizi pubblici, dell’istruzione e della sanità, con i dannosissimi effetti che possiamo osservare in tutta Europa.

Ma David Sassoli fa parte anche di quel partito (PD) attualmente al governo, che pochi giorni fa ha varato il decreto Poletti, noto anche come Jobs Act che di fatto, con la cancellazione della causale dai contratti a termine e consentendo innumerevoli proroghe del contratto, rende le lavoratrici ed i lavoratori precari per tutta la vita. Oggi nell’Aula Franco Romani abbiamo contestato la presenza di un onorevole, esponente di un partito che sta avallando la distruzione dei diritti civili come il diritto alla salute, a un lavoro utile e dignitoso, all’accesso ai servizi pubblici e a un’istruzione pubblica. Abbiamo anche contestato che in periodo di campagna elettorale venga usata un’aula di un’università pubblica per fare lo spot per le elezioni: ricordiamo che l’on. Sassoli è ricandidato alle Europee per il Partito Socialista Europeo. Come studentesse e studenti facenti parte della comunità accademica di Siena crediamo che l’organizzazione di tali iniziative in questa fase sia inaccettabile. Difendiamo l’università pubblica dalla strumentalizzazione politica e dall’intervento di personaggi che rappresentano un partito che con l’ultima scure del taglio di 15 milioni all’università sta contribuendo alla definitiva privatizzazione del sistema universitario. Eravamo presenti oggi. Ci saremo ancora.

Sempre primo l’ateneo senese: non microscopi per gli studenti ma “comfort room” per i dipendenti all’insegna di cazzuola e baguette

FHA distanza di più di cinque anni dalla scoperta della voragine nei conti dell’università di Siena, ha senso parlare dell’ultimo rinvio del processo, quello di ieri al prossimo 8 luglio? E che dire della costruzione delle “comfort room” per i dipendenti del Polo Scientifico Universitario di San Miniato, mentre gli studenti attendono ancora, da almeno cinque anni, l’acquisto di moderni microscopi binoculari? Vedremo! Intanto gustiamoci questo simpatico intervento di Gramellini sul Presidente francese.

Ma come fa? (Da: La Stampa 14 gennaio 2014)

Massimo Gramellini. Chiedo scusa per la futilità dell’argomento, ma i traffici sentimentali del presidente Hollande (pronuncia: Olaond, con bocca storpiata in una smorfia parigina di fastidio) suscitano in noi, maschi banali e insensibili alle grandi questioni geopolitiche, una vibrante e insopprimibile curiosità: come fa? Come fa, dico, un ometto dal viso di meringa occhialuta a saziare e straziare legioni di cuori femminili? E non si sta parlando di suffragette libro-repellenti, incantabili da una collana di lapislazzuli o dal miraggio di una scodinzolata in tv. Le donne che quel signore senza carisma – ogni volta che apre bocca sembra il vicepresidente di se stesso – è riuscito a sedurre vantano fascino e personalità da vendere, oltre che una dose ubriacante di puzza sotto il naso. Eppure la statista raffinata e la giornalista unghiuta hanno baccagliato come tigri al momento della sua incoronazione, una di loro è in ospedale a curare lo smacco del tradimento, mentre la favorita del momento – un’attrice, ma naturalmente un’attrice impegnata – si è battuta per lui in campagna elettorale. E questo per limitarsi alla lista di dominio pubblico.  Come fa? Le ipnotizza con il suo irresistibile sguardo da sogliola alla mugnaia? O le conquista con uno di quei comizi che hanno fatto russare davanti alla televisione milioni di francesi? Al confronto Sarkozy è Johnny Depp. A proposito, non è che anche madama Bruni ha incontrato Hollande davanti a una tisana e… No, impossibile, e comunque non lo voglio sapere.