Sempre primo l’ateneo senese: non microscopi per gli studenti ma “comfort room” per i dipendenti all’insegna di cazzuola e baguette

FHA distanza di più di cinque anni dalla scoperta della voragine nei conti dell’università di Siena, ha senso parlare dell’ultimo rinvio del processo, quello di ieri al prossimo 8 luglio? E che dire della costruzione delle “comfort room” per i dipendenti del Polo Scientifico Universitario di San Miniato, mentre gli studenti attendono ancora, da almeno cinque anni, l’acquisto di moderni microscopi binoculari? Vedremo! Intanto gustiamoci questo simpatico intervento di Gramellini sul Presidente francese.

Ma come fa? (Da: La Stampa 14 gennaio 2014)

Massimo Gramellini. Chiedo scusa per la futilità dell’argomento, ma i traffici sentimentali del presidente Hollande (pronuncia: Olaond, con bocca storpiata in una smorfia parigina di fastidio) suscitano in noi, maschi banali e insensibili alle grandi questioni geopolitiche, una vibrante e insopprimibile curiosità: come fa? Come fa, dico, un ometto dal viso di meringa occhialuta a saziare e straziare legioni di cuori femminili? E non si sta parlando di suffragette libro-repellenti, incantabili da una collana di lapislazzuli o dal miraggio di una scodinzolata in tv. Le donne che quel signore senza carisma – ogni volta che apre bocca sembra il vicepresidente di se stesso – è riuscito a sedurre vantano fascino e personalità da vendere, oltre che una dose ubriacante di puzza sotto il naso. Eppure la statista raffinata e la giornalista unghiuta hanno baccagliato come tigri al momento della sua incoronazione, una di loro è in ospedale a curare lo smacco del tradimento, mentre la favorita del momento – un’attrice, ma naturalmente un’attrice impegnata – si è battuta per lui in campagna elettorale. E questo per limitarsi alla lista di dominio pubblico.  Come fa? Le ipnotizza con il suo irresistibile sguardo da sogliola alla mugnaia? O le conquista con uno di quei comizi che hanno fatto russare davanti alla televisione milioni di francesi? Al confronto Sarkozy è Johnny Depp. A proposito, non è che anche madama Bruni ha incontrato Hollande davanti a una tisana e… No, impossibile, e comunque non lo voglio sapere.

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«L’Université de Sienne c’est moi»

E così, all’insegna dell’illogicità manifesta, la “stracciona” ha il suo re. Che altro pensare, quando, rispondendo a un articolo del “Mondo” sul duplice esposto in Procura, Riccaboni sposta l’attenzione dal presunto colpevole all’istituzione che lui dovrebbe rappresentare? È un sillogismo zoppo, privo della premessa maggiore, e quindi senza deduzioni. Affinché le accuse al rettore, per presunti reati da lui commessi prima di assumere la carica, possano ritenersi «campagna allusivamente diffamatoria contro l’Università di Siena e che sia necessario, per tutelarne la reputazione, difenderla in tutti i modi previsti dall’ordinamento», occorre che sia vero il primo enunciato: «Riccaboni è l’Università di Siena». Appunto: «L’Université de Sienne c’est moi», come dice il rettore con la sua rettifica. Un consiglio spassionato a “le roi soleil de’ noantri”: non distolga risorse ed energie pubbliche per vicende esclusivamente personali. Ricordo, ancora una volta, che gli studenti di Medicina sono sempre in attesa, per le loro esercitazioni, dei moderni microscopi binoculari. Sono stufi di osservare i preparati microscopici sui vecchi monoculari del 1950.

Riccaboni senza macchia (il Mondo, 16 novembre 2012)

Angelo Riccaboni. In relazione all’articolo pubblicato sul Mondo, dal titolo «Autunno nero per Riccaboni», a firma di Fabio Sottocornola, mi pare doveroso rettificare le notizie presentate, a mio parere, in maniera tendenziosa e distorsiva della realtà dei fatti. In particolare ritengo necessario precisare che:

1. il fatto che le presunte irregolarità inerenti all’identificazione dei votanti per le elezioni del rettore del 2010, avrebbero, eventualmente, favorito la mia elezione è una ipotesi gratuita che ad oggi non ha trovato avallo in alcun provvedimento dell’Autorità Giudiziaria;

2. le attività da me svolte in qualunque contesto, ad Arezzo e altrove, sono sempre state in linea con la normativa di riferimento. Mi sembra doveroso a questo proposito precisare che non sono e non sono mai stato socio di alcuna società di capitale o di persone;

3. non ho mai avuto alcun ruolo nel definire le pagelle dei dirigenti e nel «distribuire il salario accessorio» o nel formare «il buco in bilancio» dell’Università di Siena (oggetto di un’indagine che riguarda persone diverse dalla mia).

La campagna allusivamente diffamatoria che l’Università degli Studi di Siena da tempo subisce potrebbe incidere negativamente sull’opera di risanamento assai impegnativa che sto conducendo insieme ai miei collaboratori, volta a far uscire l’Università di Siena dalla difficilissima situazione ereditata, e che, grazie al contributo di tutte le componenti della comunità universitaria, sta fornendo risultati assai incoraggianti. Proprio per tutelare l’Università degli Studi di Siena sarà mia cura difendere in tutti i modi previsti dall’ordinamento la reputazione dell’Ateneo che mi trovo pro-tempore a rappresentare e quella mia personale, rispetto a qualsiasi allusione gratuita.

Fabio Sottocornola. Per quanto riguarda le presunte irregolarità (punto 1) avvenute durante le elezioni, nell’articolo è scritto chiaramente che «il magnifico non è indagato». È vero: non ci sono provvedimenti sull’elezione. Ma la stessa Procura di Siena, nel corso dell’inchiesta, ha acquisito dal ministero dell’Università le carte relative alla nomina a rettore. Non solo: dai magistrati era stata sentita addirittura Mariastella Gelmini, all’epoca dei fatti ministro all’Istruzione, che ha firmato il decreto di nomina. Sugli altri due punti, II Mondo ha dato conto di un esposto presentato presso le Procure di Siena e Arezzo (e riferito anche da cronache della stampa locale), limitandosi a riportare gli elementi contenuti in quel testo.