Università: «Riconoscete che abbiamo fatto di più e meglio di chi ci ha preceduti»

Lorenzo Fioramonti

Lorenzo Fioramonti (Vice Ministro del Miur). Ora che la Legge di Bilancio è stata approvata in via definitiva, voglio fare un resoconto delle misure importanti che contiene per quanto riguarda l’università, la ricerca e l’alta formazione artistica e musicale:
1) Abbiamo aumentato le risorse generali per i fondi di finanziamento delle università e degli enti di ricerca. Queste risorse servono per pagare salari, strutture e ricerca di base. Le cifre specifiche le ho discusse nel post precedente. Qui basta dire che i finanziamenti stanziati in questa Legge sono superiori a tutti quelli degli ultimi dieci anni. Nessun governo dal 2008 in poi ha fatto di più. Ovviamente serviranno molti più fondi per rilanciare profondamente il settore. Sono il primo ad ammettere che dopo tanti anni di sottofinanziamento e oltre 800 milioni di tagli in un decennio, la strada da percorrere è ancora lunga. Ma ho letto resoconti completamente falsi e allarmistici sui media. È legittimo aspettarsi di più, ma chi oggi ci critica non può negare che abbiamo invertito una tendenza. Abbiamo anche varato un piano straordinario per l’assunzione di nuovi 1000 ricercatori, a cui se ne aggiungeranno altri 500 grazie a risorse aggiuntive (più dei governi precedenti). Si è parlato in modo inesatto di blocco delle assunzioni a tempo indeterminato, che – come ho spiegato in precedenza – non solo non riguarda i nuovi ricercatori, ma non riguarda neanche i passaggi ad associato o tutte le chiamate su punti organico precedenti al 2019. Quindi non avrà alcuna influenza reale sulle carriere accademiche, ma ci aiuta a restare nei parametri contabili dell’UE.
2) Abbiamo aumentato di 10 milioni di euro le risorse per il Fondo Integrativo Statale, che serve a coprire le borse di studio. D’accordo col Ministro, abbiamo anche deciso di escludere questo fondo da possibili accantonamenti ministeriali per il 2019. Garantiremo quindi maggiori risorse per il diritto allo studio nei mesi a venire. Anche qui, vale lo stesso principio: se qualcuno vuole proprio criticarci, lo faccia perché magari si aspettava che saremmo riusciti in un solo colpo ad offrire borse di studio a tutti gli studenti aventi diritto (un obiettivo che ci siamo impegnati a realizzare nell’arco della legislatura) ma almeno riconosca che abbiamo fatto di più e meglio di chi ci ha preceduto.
3) Abbiamo introdotto un meccanismo per cominciare a rafforzare le risorse umane nelle università, superando il tetto del turnover imposto negli anni precedenti. Come? Permettendo alle università che hanno risorse libere di investire per assumere nuovi ricercatori e nuovi amministratori. E lo abbiamo fatto garantendo sia università del Nord, sia università del Centro e del Sud (a differenza di chi per anni ha sostenuto un modello di “eccellenza” che ha premiato i soliti pochi noti). Abbiamo anche finanziato la Scuola Superiore di Napoli ed il Tecnopolo per lo Sviluppo Sostenibile a Taranto per dimostrare non solo la volontà di sostenere l’innovazione, ma anche l’attaccamento a territori martoriati da decenni di politiche sbagliate. Ovviamente serviranno anche norme ordinamentali per il reclutamento, la valutazione e la carriera accademica. Su questo agiremo nei primi mesi del prossimo anno, perché non si possono fare in una manovra di bilancio.
4) Stiamo continuando il processo di ‘statizzazione’ di molte strutture dell’alta formazione artistica e musicale, a cominciare dagli istituti superiori musicali e dalle accademie non statali. Abbiamo stanziato fondi per la disabilità e ci accingiamo ad organizzare gli Stati Generali del settore l’8-9 Febbraio a Roma. Sarà un momento importante per discutere delle politiche necessarie per rilanciare un settore cruciale per la cultura del nostro Paese. Nonostante i negoziati e le tante esigenze del Paese, questa manovra ci aiuta a voltare pagina col passato. Tutte le critiche sono benvenute, ovviamente. Ma che siano costruttive. Cominciando col riconoscere l’evidenza.
Ora possiamo iniziare il 2019 guardando avanti. Abbiamo bisogno delle energie di tutti, dagli studenti ai ricercatori, per dare uno slancio di lungo termine al nostro sistema di formazione e ricerca.

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