Un boomerang, la montatura contro Marco Ruggiero

In difesa di Marco Ruggiero, di seguito una lettera del gruppo Hiv Informa al rettore dell’Università degli Studi di Firenze, Alberto Tesi.

Hiv Informa (7 marzo 2012). Illustre Rettore, siamo un gruppo di persone risultate sieropositive ai test anti-Hiv, ex malati di “aids”, medici e supporters riuniti sotto il nome HivInforma; motivo di questa lettera è per esprimere il nostro disaccordo circa le comunicazioni dei sedicenti malati del sito HivForum.info. Nonostante tale gruppo si arroghi il diritto di parlare a nome delle persone sieropositive italiane è doveroso sottolineare che questo non corrisponde a verità, e prendiamo le dovute distanze da quanto comunicatoLe da questi signori.

In primo luogo intendiamo sottolineare che il suddetto gruppo si presenta in maniera del tutto anonima in rete. Il sito web HivForum.info è infatti registrato da parte di una società prestanome DomainsByProxy (servizio spesso utilizzato anche per truffe in rete, spam, phishing e cybersquatting), per quanto in un contesto quale Internet si possa inneggiare al diritto alla privacy, organizzazioni e associazioni ma anche piccoli gruppi sono tenuti per motivi di trasparenza ad essere identificabili in persone fisiche o associazioni. La maldestra speculazione iniziata in rete da questi signori ai danni dell’immagine dell’Università degli Studi di Firenze ci ricorda tanto le mitologiche vicende omeriche tra Odisseo e Polifemo. Altrettanto poco attendibile è la stessa utenza del sito web, poiché in presenza di pseudonimi di dubbia serietà e poca credibilità, il software utilizzato per il servizio di forum in HivForum.info lascia spazio e possibilità ai titolari-gestori (anonimi per le ragioni di cui sopra) di creare utenti fittizi apparendo come grandi community che seguono un leitmotiv unico. Assumendo la buona fede di questi amministratori non riusciamo a giustificare come mai i nostri pareri esposti nel sito HivForum.info siano continuamente censurati e quotidianamente assistiamo alla revoca degli accessi a tale servizio web di tutti quegli utenti che espongono pensieri discordanti circa questa campagna, i cui effetti sembrerebbero tendere a screditare la ricerca tenutasi presso l’Università di Firenze e al fine, più che esplicito, di promuovere l’utilizzo (e la conseguentemente copiosa spesa finanziata dai contribuenti, da parte del Governo Italiano) di terapie sulle quali attualmente, a livello medico-scientifico e accademico si pongono numerosi dubbi sull’effettiva efficacia, riconoscendone all’unanimità gravissimi effetti collaterali nocivi per la salute (primo fra tutti “Bassa conta di globuli bianchi”, tenendo presente che tale condizione si definisce esattamente con il termine immunodeficienza).

Vogliamo notificare che tale campagna diffamatoria è fomentata da associazioni quali Nadir Onlus, NpsItalia. È doveroso ricordare che tali pie associazioni che presumibilmente non dovrebbero avere finalità lucrative ricevono annualmente laute donazioni da parte di industrie farmaceutiche (A, B, C). Beneficiando del dubbio e pur volendo credere ai filantropici scopi di tali gruppi, il significante “preoccupazione” tanto ripetuto nella lettera, dai suddetti, assume connotazioni, ai nostri occhi, inevitabilmente tendenziose nel contesto di cui sopra.

Ci teniamo a sottolineare l’encomiabile lavoro del Prof. Ruggiero circa lo studio attento e completo del quadro Hiv e Aids. Siamo entrati in contatto con il sopracitato ricercatore lo scorso anno, dopo aver preso visione del documentario “La Scienza del Panico” diretto da Patrizia Monzani e Isabel Otaduy Sömme (la cui conoscenza è stata approfondita e corroborata da dati e studi scientifici che vorremmo tanto poter condividere con i colleghi del Professore, vittime anch’essi di comunicazioni circa l’espressione della “preoccupazione” di cui sopra). Abbiamo invitato il Professore ad intervenire in qualità di relatore durante il nostro congresso HivInforma tenutosi a Maggio 2011 a Bari affiancato dal Dott. Daniele Mandrioli (Medico, laureato presso l’Università degli Studi di Bologna e ricercatore presso l’Università di Berkeley, California) e dalla Prof.ssa Raffaella De Franco (Ordinaria di Bioetica presso l’Università degli Studi di Bari). È importante rendere noto che, nonostante avessimo avanzato la proposta di caricarci l’onere relativo alle spese di viaggio e alloggio, il Prof. Ruggiero ha rifiutato qualsiasi rimborso, provvedendo per suo conto alle dovute spese.

Volevamo oltremodo spendere alcune parole circa la ricerca condotta relativamente all’immunoterapia, il cui concetto è de facto in linea con quanto asserito dal Premio Nobel per la scoperta del presunto virus Hiv, Prof. Luc Montagnier (sottolineiamo “presunto” in quanto il processo di potenziale confutazione è materia quotidiana del giusto approccio scientifico, tenendo presente che i dati attualmente disponibili sembrano convergere verso una ridefinizione di ciò che attualmente chiamiamo “lentivirus Hiv”). Oltremodo ci risulta strano che questi gruppi di sedicenti malati e le “pie” associazioni di cui sopra dimentichino che l’uso dei probiotici è ritenuto addirittura una misura preventiva dell’infezione da Hiv, propagandata anche da noti prodotti della casa farmaceutica GlaxoSmithKline, i cui farmaci antiretrovirali nella terapia presumibilmente anti-Hiv appaiono in bella vista in un poster pubblicato proprio dal “pio” gruppo Nadir Onlus (supporter di questa campagna contro la scienza).

Ancora, ci teniamo a specificare che l’epiteto “negazionista” non definisce affatto l’operato del Professore, poiché la sua ricerca non nega assolutamente la possibile esistenza di un retrovirus quale Hiv, né il suo potenziale ruolo (ad oggi ancora da dimostrare) nell’eziopatogenesi dell’Aids. Al contrario la ricerca sull’immunoterapia si focalizza sul sistema immunitario e quindi sulla ricostruzione dello stesso. Si noti che tale tipologia di approccio è ben lontana dal “miracolo” rispetto alla dogmatica convenzione, socialmente accettata, circa l’esistenza di un virus che ha capacità mutanti tali da sfuggire anche ai luminari della scienza, quanto più darebbe credito all’ipotesi risolutiva suggerita dal Prof. Montagnier (A, B, C, D, E).

Bisogna oltremodo considerare che analoghi approcci immunoterapeutici prodotti da società estere, in linea con l’approccio di ricerca del prof. Ruggiero, sono attualmente approvati per la sperimentazione negli Stati Uniti (addirittura in Fase 2). Conseguentemente l’Università degli Studi di Firenze con tale ricerca, si pone ad un livello di avanguardia e dovrebbe essere vanto per la nostra Nazione e per la comunità scientifica italiana stessa. L’approccio immunoterapeutico oltremodo nell’ambito dell’AIDS non è una novità, sin dal 1997 numerosi ricercatori hanno studiato ciò che consideravano meri rimedi naturali della medicina orientale (erbe note sin dall’antichità, anche in Europa, come potenti stimolatori del sistema immunitario Es. Astragalus Membranaceus) concludendo la ricerca con il seguente periodo: “L’AIDS è una condizione reversibile” il tutto, come potrà vedere dalle note, nella più sancita ortodossia medico scientifica, diversamente quindi, da come alcuni furbi tendono a descrivere tali ricerche in maniera avulsa, forzandone la contestualizzazione in dubbi trattati di naturopatia o di medicina alternativa. Non ci risulta che il Professore recluti in rete pazienti sieropositivi, ciononostante intendiamo affermare che tra noi, coloro i quali sono risultati positivi al test anti-Hiv (i quali aprioristicamente da tale evento e dalle parole del Prof. Marco Ruggiero hanno scelto di non sottoporsi ad alcuna tipologia di terapia farmacologica elargita da cliniche infettivologiche e propagandate con tanto buonismo da dubbie associazioni di malati ignoti), offrono la loro più completa disponibilità a collaborare nella ricerca inerente l’approccio immunoterapeutico.

Consci del fatto che il Rettorato e la Presidenza di Facoltà faranno valere il metodo scientifico tanto caro a coloro i quali desiderosi della verità e ligi al dovere, ricercano il sapere spesso con sacrificio, ci congediamo nell’attesa di una risposta e di conoscere gli eventuali sviluppi.

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