E l’Università di Siena merita mortificazione e declino? “La Nazione” sosterrà chi lavora seriamente anche per il futuro dell’Ateneo?

Altan-SvegliatiOra basta, svegliamoci! (La Nazione Siena, 16 luglio 2014)

Tommaso Strambi. Ora basta! Tutto ha un limite. La morte della Robur, certificata ieri al termine di una lunga agonia non può scivolarci addosso come se fosse un fatto ineluttabile. Occorre svegliarci. Aprire finalmente gli occhi perché Siena non merita questa mortificazione. Non merita il declino cui l’hanno condotta certe scelte politiche, che hanno privilegiato la cieca fedeltà anziché la competenza. Non lo merita la Siena sportiva che non può essere abbattuta con un colpo di machete. Non lo meritano i campioni che in questi anni hanno indossato le maglie bianconere del Siena Calcio o quelle biancoverdi della Mens Sana, non lo meritano i tanti tifosi che sino all’ultimo istante hanno incitato e seguito i propri beniamini. Con passione vera. Quella che ti fa gioire o piangere per un gol segnato o subìto, per un rimbalzo o un ferro che ti nega il canestro. In queste settimane in tanti hanno sperato in un miracolo.

Ma non era e non poteva essere questa la soluzione. Magari avrebbe allungato per qualche tempo ancora l’agonia, ma non avrebbe garantito il futuro. Ora, che anche quest’ultimo delitto è stato compiuto, bisogna ribellarsi e ripartire. Dire basta una volta per tutte a una mancanza di progettualità vera, alla capacità di basarci sulle competenze autentiche (e ce ne sono tantissime in giro) per rialzare la testa. In tutti i campi. Occorre che le forze sane si mettano in gioco. Stare alla finestra e aspettare che altri lo facciano è un lusso che Siena non si può più permettere.

Noi de La Nazione, che in questo territorio siamo cresciuti, siamo pronti a sostenere quanti vorranno mettersi a lavorare seriamente per il futuro di questa città. Sportiva e non. Basta con gli avventurieri (e anche in queste ultime settimane ne abbiamo visti tanti) o con chi antepone il proprio personale interesse al bene della comunità. Tutto ha un limite. E per alcuni il tempo è davvero scaduto. La città di Siena deve tornare a vincere. In casa e fuori.