Sulla voragine nei conti dell’ateneo senese “il senso della misura” ha già scritto tutto (prima parte)

Di seguito si riportano gli articoli sull’argomento apparsi su questo blog. In questi giorni, per noi, abbiamo scelto il bavaglio e siamo ansiosi di ascoltare chi, fino ad ora, ha taciuto: rettori, consiglieri d’amministrazione, membri del senato accademico, direttori amministrativi, revisori dei conti, nucleo di valutazione, sindacati, docenti, mezzi d’informazione locali.

4 aprile 2006Università di Siena. Spese inutili da tagliare: l’affitto del Palazzo Chigi Zondadari per la visione del Palio a 50 ospiti.
8 aprile 2006Quali incentivi perderà l’ateneo di Siena per una impropria programmazione del fabbisogno di personale.
2 maggio 2006Ateneo di Siena: obbligo di denuncia per responsabilità amministrative e contabili.
9 giugno 2006Università di Siena: il CdA approva il bilancio col buco.
16 giugno 2006Ateneo di Siena: verso un piano di risanamento dei conti?
29 giugno 2006L’autonomia universitaria consente anche di “taroccare” i bilanci?
16 luglio 2006Occorre un piano di risanamento rigoroso per l’Ateneo senese.
8 ottobre 2006Università di Siena: ancora spese misteriose.
17 gennaio 2007Università: è necessario un “buco” o una “voragine” per commissariarle?
9 febbraio 2007Bilancio dell’Ateneo senese: un buco che viene da lontano.
15 febbraio 2007Ribollita sull’Ateneo senese nella stampa nazionale.
13 aprile 2007L’ombra lunga dei protagonisti reali del declino dell’Ateneo senese.
26 aprile 2007Occorre un piano di risanamento e una forte spinta per la rinascita dell’Università.
3 giugno 2007Tra buchi e voragini di bilancio, dovuti al malaffare e all’inadeguatezza dei vertici, muore l’università italiana nell’indifferenza dei docenti.
23 giugno 2007All’università di Siena il disavanzo si copre col mutuo.
29 giugno 2007Malauniversità: è l’ora del commissariamento, dell’individuazione delle responsabilità e del risarcimento dei danni.
2 luglio 2007Al Palio di Siena tra vip e veline della malauniversità.
8 settembre 2007Spendere meglio è un imperativo non più procrastinabile anche per l’ateneo senese.
5 febbraio 2008Con l’eredità Tosi, l’ateneo senese, trasformato in un ente assistenziale ormai alla bancarotta, dà i numeri.
21 febbraio 2008Ma che si aspetta a commissariare gli atenei che si rifiutano di risanare i loro bilanci dissestati?
23 febbraio 2008Altra disattenzione, la voragine nei conti dell’ateneo senese?
10 agosto 2008Università di Siena: quinto ateneo siciliano.

SEGUE RASSEGNA STAMPA SULL’ARGOMENTO (dal 24 settembre  al 24 ottobre 2008)

SI È ROTTO IL MURO DEL SILENZIO
Stefano BisiUniversità, debiti per milioni (Corriere di Siena, 24 settembre 2008); Laura Montanari e Franca SelvaticiTroppi debiti, Siena si vende Lettere (la Repubblica di Firenze, 25 settembre 2008); Stefano BisiUnità di crisi all’università (Corriere di Siena, 25 settembre 2008); Stefano BisiL’ateneo rischia il crack ma è circondato dal silenzio (Corriere di Siena, 25 settembre 2008); Enzo Martinelli tra i revisori (Corriere di Siena, 25 settembre 2008); Ventimila iscritti nelle facoltà (Corriere di Siena, 25 settembre 2008); Consiglio di amministrazione: ecco tutti i nomi al vertice (Corriere di Siena, 25 settembre 2008); Il senato accademico: tutti i nomi e il ruolo (Corriere di Siena, 25 settembre 2008); Elena Conti e Francesco IannelloProfondo rosso in Ateneo: ora si parla di 100 milioni (La Nazione di Siena, 26 settembre 2008); Franca SelvaticiBilancio in rosso: università esposta anche con il Monte (la Repubblica di Firenze, 26 settembre 2008); Maurizio Cenni – “Solidarietà a tutto il personale” (Corriere di Siena, 26 settembre 2008); La Regione: che cosa succede all’università? (Corriere di Siena, 26 settembre 2008); Stefano Bisi – “Il rettore convochi tutti” (Corriere di Siena, 26 settembre 2008); “Voglio sapere l’entità del debito e cercare la migliore soluzione” (Corriere di Siena, 26 settembre 2008); “Si faccia piena luce sul bilancio, poi il confronto e il risanamento” (Corriere di Siena); Casa Pound: “Una situazione disastrosa che deriva da un’irresponsabile espansione edilizia” (Corriere di Siena, 26 settembre 2008); Marignani (Forza Itala): “Le capacità manageriali di Focardi riusciranno a risolvere la vicenda” (Corriere di Siena, 26 settembre 2008); Antonella MollicaGli atenei toscani sull’orlo del crac. Marinelli: «Tra un anno conti in rosso» (Corriere Fiorentino, 26 settembre 2008); Università di Siena: Il Buon Governo (My Bog – La mia palude, 26 settembre 2008); «Il bilancio dell’Ateneo in pari con gli immobili» (Corriere Fiorentino, 27 settembre 2008); Lega Nord – «Vogliamo il commissariamento» (Corriere di Siena, 27 settembre 2008); Silvano Focardi – «Massima trasparenza» (Corriere di Siena, 27 settembre 2008); Casapound – «Dichiarazioni ridicole» (Corriere di Siena, 27 settembre 2008); Rifondazione comunista – «Molti altri atenei con problemi di bilancio» (Corriere di Siena, 27 settembre 2008); Francesco AlbertiSiena, buco di 80 milioni: l’Università ora rischia il crac (Corriere della Sera, 28 settembre 2008); Agostino Milani – «A luglio stabilizzati centinaia di precari» (Corriere di Siena, 28 settembre 2008); Stefano BisiAteneo, pagati gli stipendi (Corriere di Siena, 28 settembre 2008); Claudio Marignani – «Sbagliato sfruttare politicamente la situazione» (Corriere di Siena, 28 settembre 2008); Ateneo, vertice col sindacato, poi cda (Corriere di Siena, 28 settembre 2008); Piccini e compagnia interrogano il sindaco (Corriere di Siena, 28 settembre 2008); Bigi tra Tosi e Focardi all’inizio con Caronna (Corriere di Siena, 28 settembre 2008); Ateneo, il giorno più lungo (Corriere di Siena, 29 settembre 2008); Conti in rosso all’ateneo di Siena. Gli studenti: Il rettore si dimetta (Corriere Fiorentino.it, 29 settembre 2008); f.s.Il debito cresce ancora il rettore va in Procura (la Repubblica Firenze, 30 settembre 2008); Siena, l’ateneo rischia il crac. E i conti sono un mistero (QN, 30 settembre 2008); Simone InnocentiSiena, la Finanza indaga sul buco di bilancio (Corriere Fiorentino, 30 settembre 2008); t.gal.Siena e Firenze, atenei al collasso (l’Unità Firenze & Toscana, 30 settembre 2008); S.l.Il Magnifico capitano della «chiocciola» (Corriere Fiorentino, 30 settembre 2008); Laura ValdesiSpuntano a sorpresa 36 milioni di contributi da pagare (La Nazione Siena, 30 settembre 2008); Interrotto il cda: «Magnifico, si dimetta» (La Nazione Siena, 30 settembre 2008); Oggi l’assemblea dei dipendenti. Sui conti interverrà il «Nil»? (La Nazione Siena, 30 settembre 2008); La.Valde.C’è l’intesa: stop ai concorsi per dirigenti (La Nazione Siena, 30 settembre 2008); Simone InnocentiSiena, inchiesta aperta sui conti in rosso (Corriere Fiorentino.it, 30 settembre 2008); Gaia TancrediIrruzione in consiglio di 50 studenti (Corriere di Siena, 30 settembre 2008); I debiti dell’università di Siena: ilrettore va in pretura. Insediata una commissione consultiva (viaroma100.net, 30 settembre 2008); S.I.L’Università di Siena indaga su se stessa. Atti alla Corte dei Conti (Corriere Fiorentino, 1 ottobre 2008); Siena: l’università studia un piano di rientro (il giornale della Toscana, 1 ottobre 2008); l.m.Strappo nell’università indebitata studenti e prof vogliono chiarezza (la Repubblica Firenze, 1 ottobre 2008); Siena, l’ateneo sommerso dai debiti (Il Tirreno, 1 ottobre 2008; L’espresso local); Augusto MattioliSiena, un dissesto da capogiro (l’Unità Firenze & Toscana, 1 ottobre 2008); L.B. Il sindaco: “la malattia c’è” (Corriere di Siena, 1 ottobre 2008); Ecco che cosa è successo nel rettorato di Piero Tosi (Corriere di Siena, 1 ottobre 2008); Vendiamo le Scotte alla Regione Toscana (Corriere di Siena, 1 ottobre 2008); Ateneo in bolletta interviene il sindaco (l’Unità Firenze & Toscana, 2 ottobre 2008); Francesco IannielloFocardi rassicura Cenni: «Il patrimonio è solido» (La Nazione Siena, 2 ottobre 2008); E.C.Starnini e la Regione in campo (La Nazione Siena 2 ottobre 2008); Rettore e direttore davanti al personale (Corriere di Siena, 2 ottobre 2008); Vis a vis fra Cenni e Focardi (Corriere di Siena, 2 ottobre 2008); Loretana Battistini – “Una crisi già annunciata” (Corriere di Siena, 2 ottobre 2008); “Manca un progetto strategico” (Corriere di Siena, 2 ottobre 2008); “Venga in Regione il rappresentante del cda dell’ateneo” (Corriere di Siena, 2 ottobre 2008); Lega Nord – “Il Rettore abbia il coraggio di rendere note le cifre del buco di bilancio” (valdelsanet, 2 ottobre 2008); Laura ValdesiScotte l’idea di vendere risale a inizio mandato (La Nazione Siena, 3 ottobre 2008); Laura ValdesiBrivido per gli stipendi: quelli di dicembre a rischio? (La Nazione Siena, 3 ottobre 2008); La.Valde. – «Nuove nomine, era meglio evitare il conflitto di interessi» (La Nazione Siena, 3 ottobre 2008); Partito Socialista/Riformisti Siena – «Il risanamento non sia solo contabile» (Corriere di Siena, 3 ottobre 2008); Tensione Focardi-sindacati (Corriere di Siena, 3 ottobre 2008); R.U.I prossimi stipendi? (Corriere di Siena, 3 ottobre 2008); Stefano Bisi – “Non è idea stravagante” (Corriere di Siena, 3 ottobre 2008); Sono favorevole alla cessione dell’immobile (Corriere di Siena, 3 ottobre 2008); Due sigle sindacali contro le dimissioni (Corriere di Siena, 3 ottobre 2008); “Gli studenti comincino con fiducia e serenità il nuovo anno accademico” – (Corriere di Siena, 3 ottobre 2008); Augusto MattioliFocardi all’assemblea enumera i debiti: superati i 100 milioni di euro (il CittadinoOnline.it, 3 ottobre 2008); Laura ValdesiL’inchiesta scalda i motori. Stipendi a rischio nel 2009, interrogazione alla Camera. Soluzioni: vendite o Fondazioni (La Nazione Siena, 4 ottobre 2008); Francesco Meucci – Buco di bilancio all’ateneo. Siena vende i suoi gioielli (QN, 4 ottobre 2008); Fra.Me.Il buco è uno sprofondo rosso (La Nazione Siena, 4 ottobre 2008); Elena ContiMa Focardi all’assemblea dà altre cifre (La Nazione Siena, 4 ottobre 2008); A conoscenza dell’inadempienza solo nella seduta del 29 settembre (Corriere di Siena, 4 ottobre 2008); Gaia TancrediFocardi: “Non mi dimetto. Prima il risanamento” (Corriere di Siena, 4 ottobre 2008); Focardi: «C’è un buco di 76 milioni» (Corriere Fiorentino, 4 ottobre 2008); Siena: il buco del Diavolo (My Bog – La mia palude, 4 ottobre 2008); “Ci vuole una società esterna come ha chiesto il rettore” (Corriere di Siena, 4 ottobre 2008); “Non saranno gli studenti a sopportare il risanamento” (Corriere di Siena, 4 ottobre 2008); “Se si deve vendere allora pensiamo al policlinico” (Corriere di Siena, 4 ottobre 2008); Siena, buco di 100 milioni all’ateneo (Unità Firenze & Toscana, 4 ottobre 2008); Francesco MeucciCosto del personale, un peso insostenibile (La Nazione Siena, 5 ottobre 2008); Laura ValdesiMemoria alla Corte dei Conti sul «buco» all’Università (La Nazione Siena, 5 ottobre 2008); Susanna GuarinoRevisori dei conti, nuove nomine (Corriere di Siena, 5 ottobre 2008); La procura e le minacce a Martinelli (Corriere di Siena, 5 ottobre 2008); Laura MontanariSiena, maxi buco da 100 milioni. Le Scotte tra i gioielli in vendita (la Repubblica Firenze, 5 ottobre 2008); Francesco Ianniello«L’Ateneo? Un carrozzone» (La Nazione Siena, 6 ottobre 2008); Francesco IannielloLa denuncia di Libera Siena: “L’Ateneo? Un carrozzone” (La Nazione Siena, 6 ottobre 2008); La Lega vuole il commissario, Pd frena (Corriere di Siena, 7 ottobre 2008); Gaia TancrediBerlinguer e Tosi querelano Libera Siena (Corriere di Siena, 7 ottobre 2008); Gli ex rettori Berlinguer e Tosi querelano lista civica (La Nazione Siena, 7 ottobre 2008); “Tutti gli enti territoriali collaborino per individuare la migliore via d’uscita” (Corriere di Siena, 7 ottobre 2008); I deputati Pd. «Il Governo deve intervenire» (La Nazione Siena, 7 ottobre 2008); Laura ValdesiContributi, pioggia di telefonate all’Inpdap (La Nazione Siena, 7 ottobre 2008); Gaia TancrediNon serve la caccia alle streghe (Corriere di Siena, 8 ottobre 2008); Bruno InterlandiMomento di grande confusione (Corriere di Siena, 8 ottobre 2008); “Si è voluto operare ben al di sopra delle nostre possibilità” (Corriere di Siena, 8 ottobre 2008); F.I.Toccafondi (Pdl) è favorevole all’intervento dei servizi ispettivi (La Nazione Siena, 9 ottobre 2008); Università e i suoi debiti (Corriere di Siena, 9 ottobre 2008); Sinistra democratica per il socialismo europeo – «Occorre stabilire quanto è il debito e da dove proviene» (Corriere di Siena, 9 ottobre 2008); Università, oggi il cda (Corriere di Siena, 10 ottobre 2008); Laura ValdesiUniversità, summit nella notte (10 ottobre 2008); Francesco Ianniello – «Responsabilità lontane, ora servono certezze» (La Nazione Siena, 10 ottobre 2008); Azione Universitaria SienaCrisi dell’ateneo «E’ stata causata da precedenti responsabilità» (Corriere di Siena, 10 ottobre 2008); Azione Universitaria – «No all’aumento delle tasse per gli studenti» (Corriere di Siena, 10 ottobre 2008); Alessandro ArrigoniBell’Italia: il crack dell’Università degli studi di Siena (enricomoriconi.it, 10 ottobre 2008); Buco di bilancio da 145 milioni per l’Università di Siena (RaiNews 24, 10 ottobre 2008); Gaia TancrediSull’ateneo gravano 110 milioni (Corriere di Siena, 11 ottobre 2008); Migliori ai ministri: «Ispezione all’ateneo» (Corriere di Siena, 11 ottobre 2008); «Abbiamo la copertura per gli stipendi» (Corriere di Siena, 11 ottobre 2008); Laura ValdesiCda, riunione al calor bianco. Spuntano nuove cifre (La Nazione Siena, 11 ottobre 2008); La.Valde.Revisori nell’occhio del ciclone, Brundu sbatte la porta e se ne va (La Nazione Siena, 11 ottobre 2008); Vladimiro FrullettiSiena, 145 milioni di debiti è allarme all’università (l’Unità, 11 ottobre 2008); A.Moll.Siena, il buco s’allarga: ora mancano 145 milioni (Corriere Fiorentino, 11 ottobre 2008); Ateneo di Siena, il debito sale a 145 milioni di euro (Il Tirreno, 11 ottobre 2008); Cristiano GattiUniversità di Siena: Un buco di 4 anni fa? Colpa della Gelmini (il Giornale, 12 ottobre 2008); Franca SelvaticiSiena, ateneo esposto per 238 milioni (la Repubblica Firenze, 12 ottobre 2008); Gaia TancrediEcco i conti veri dell’ateneo (Corriere di Siena, 12 ottobre 2008); G.T. – «Le mie esternazioni sui quotidiani erano solo a titolo personale» (Corriere di Siena, 12 ottobre 2008); La.Valde.Task force investigativa per il «buco» all’Università (La Nazione Siena, 12 ottobre 2008); Zeffiro CiuffolettiProfondo rosso per l’Università (QN, 12 ottobre 2008); Ateneo fra offese e denunce (Corriere di Siena, 13 ottobre 2008); La.Valde.Accordi disattesi, altolà dei sindacati (La Nazione Siena, 14 ottobre 2008); Migliori chiede ispettori ministeriali (Corriere di Siena, 14 ottobre 2008); Sono 3150 le matricole della nostra Università (Corriere di Siena, 14 ottobre 2008); Sono a rischio 2mila stipendi (il Corriere di Firenze, 14 ottobre 2008); Università in crisi: gli stipendi assorbono tutti i fondi (QN 14 ottobre 2008); juanmQuando l’università salta (altervista 14 ottobre 2008); Giulia Maestrini«Voragine nota fin dal 2006? Allora dimissioni» La Nazione Siena, 15 dicembre 2008); Laura ValdesiStipendi tagliati. «Pronti alle vie legali» (La Nazione Siena, 15 ottobre 2008); «Vendiamo i beni». Una fiaccolata (La Nazione Siena, 15 ottobre 2008); Ultimatum, questo è il documento consegnato nelle mani di Focardi (Corriere di Siena, 15 ottobre 2008); Gaia Tancredi«Il rettore sapeva dal 2006. O viene al tavolo istituzionale o deve andarsene» (Corriere di Siena, 15 ottobre 2008); Gaia TancrediI docenti scendono in campo (Corriere di Siena, 16 ottobre 2008); Uil scuola e universitàStop al commissariamento e alle fondazioni universitarie (Corriere di Siena, 16 ottobre 2008); G.T.Sì al tavolo istituzionale (Corriere di Siena, 16 ottobre 2008); Loretana Battistini – “Qualcuno vive sulla luna. La crisi era stata annunciata sulla stampa da diversi anni” (Corriere di Siena, 17 ottobre 2008); Fabio Cavini e Enrico Tucci – “Tante parole vuote: Rivoluzione culturale per salvare l’ateneo” (Corriere di Siena, 17 ottobre 2008); Silvano Focardi – “Pronto a rispondere delle mie responsabilità” (Corriere di Siena, 17 ottobre 2008); “I parlamentari bussino al ministero” (Corriere di Siena, 17 ottobre 2008); Focardi al contrattacco (La Nazione Siena, 17 ottobre 2008); Gi.Mae.Scintlle Focardi-sindacati (La Nazione Siena, 18 ottobre 2008); Deve finire lo stillicidio sui conti dell’ateneo (Corriere di Siena, 18 ottobre 2008); Gaia Tancredi – “Commissione pronta a dimettersi” (Corriere di Siena, 18 ottobre 2008); Laura ValdesiUniversità, scatta la caccia ai creditori (La Nazione Siena, 19 ottobre 2008); Follonica, polo universitario in pericolo (Corriere di Siena, 20 ottobre, 2008); Gli studenti vogliono un vero confronto (Corriere di Siena, 20 ottobre 2008); La. Valde.Pronte le nuove cifre, servono più di 40 milioni (La Nazione Siena, 21 ottobre 2008); Forza Italia:«Taglio ai corsi di studi. Via cattedre inutili e senza studenti» (La Nazione Siena, 21 ottobre 2008); Gaia TancrediDue settimane per il salvataggio (Corriere di Siena, 21 ottobre 2008); Il Pd: risanamento per uscire dalla crisi (La Nazione Siena, 21 ottobre 2008); Vigni: “Non pagheranno i dipendenti dell’ateneo” (Corriere di Siena, 21 ottobre 2008); Augusto MattioliMartini a Siena: “Nessun intervento-spot per l’Università” (ilcittadinoonline.it, 21 ottobre 2008); Un incontro per salvare l’università (Corriere di Siena, 22 ottobre 2008); G.T.Per il piano strategico il tempo stringe (Corriere di Siena, 22 ottobre 2008); Università, la Lega consegna dossier al ministro Gelmini (Corriere di Siena, 22 ottobre 2008); Susanna GuarinoL’acquisto delle Scotte è possibile (Corriere di Siena, 22 ottobre 2008); Augusto MattioliMartini: «Aiuti alle università toscane» (l’Unità Firenze & Toscana, 22 ottobre 2008); Focardi: “Pronti a tutti i controlli del Ministero” (il Cittadinoonline.it, 22 ottobre 2008); Focardi in Regione: “Piano di rientro tra il 2009 e il 2012” (ilcittadinoonline.it, 22 ottobre 2008); Laura Valdesi – «Faccio autocritica, ma saprò voltare pagina» (QN, 23 ottobre 2008); Laura ValdesiFocardi: «Conti in pareggio nel 2012» (La Nazione Siena, 23 ottobre 2008); La.Valde.Dimezzati gli appalti, mobilità per gli stabilizzati (La Nazione Siena, 23 ottobre 2008); Sara Corti – Vigni, Cgil: “Per l’università non servono soluzioni temporanee” (Corriere di Siena, 23 ottobre 2008); “Siena è in forte deficit”. Focardi: “Entro il 2012 bilancio in pareggio” (Corriere di Siena, 23 ottobre 2008); Gennaro Groppa – La Gelmini dà il via ai controlli in ateneo (Corriere di Siena, 23 ottobre 2008); “Serve un accordo di programma per tutelare la nostra Università” (Sienanews, 23 ottobre 2008); Chiara DinoUniversità, Gelmini manda gli ispettori (Corriere Fiorentino, 23 ottobre 2008); Donatella BarbettaFacoltà allo sfascio, buchi di bilancio in cinque atenei (QN, 23 ottobre 2008); Valeria Giglioli e Augusto MattioliVendetta Gelmini: controlli negli atenei (l’Unità Firenze & Toscana, 23 ottobre 2008); Gaia Tancredi – “Il governo salvi l’ateneo” (Corriere di Siena, 24 ottobre 2008); Laura ValdesiIl dossier-Siena alla Gelmini (La Nazione Siena, 24 ottobre 2008); Laura Valdesi«Ricercatori precari: la casta che non costa». Nuova «adunata» (La Nazione Siena, 24 ottobre 2008); Antonio RossittoLezioni di crac (Panorama, 30 ottobre 2008).

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51 Risposte

  1. Non solo chi ha taciuto, ma chi, nella loro veste di consiglieri nominati da Enti pubblici (Comune, Provincia, Regione, Monte dei Paschi, etc.), non ha svolto correttamente il compito per il quale credo prenda anche un compenso, o che, come al solito, ha preferito coprire eventuali irregolarità per non creare problemi alla lobby di potere che malgoverna la nostra Città. Finalmente (purtroppo devo dire finalmente) la diga inizia a cedere e ora, dopo l’Università si spera vengano fuori tutti i disastri fatti in altri Enti (MPS e Fondazione in primis). Guardiamo di mandare a casa questa banda di incompetenti, bravi solo a fare gli interessi propri e dei propri gruppi (destra e sinistra insieme) a danno della Comunità.

  2. I nodi vengono al pettine: il mio pensiero in questa luttuosa congiuntura, va a quelle centinaia di giovani, ricercatori e magari pure precari e financo non raccomandati né figli di mammasantissima o cascami del mondo politico, che pur non avendo alcuna colpa della politica nazionale ostile e delle scelte compiute in passato da questo ateneo, e avendo piuttosto molti meriti nell’aver tirato innanzi la carretta per anni come personale avventizio sottopagato nel più grande ente erogatore di lavoro nero (senza premi di produzione di 35000 euro e con stipendi pari a quello della donna delle pulizie a mezzo servizio), si vedono d’un tratto troncata la carriera e forse distrutta l’esistenza. Dovevano costituire i “ricambi” della generazione che se ne sta andando a riposo, ma sono nati nel periodo sbagliato della prevalenza del cretino, dell’emergenza delle veline e dei paparazzi, del crepuscolo dei baroni e del rogo delle vanità. Qui non siamo in America, e se uno esce con lo scatolone delle proprie carabattole non c’è nemmeno la possibilità di andare all’osteria a cercar padron migliore. Io consiglierei a tutti, finché sono in tempo, di fuggire all’estero, alla faccia dell’ “italianità”.

  3. Fuggi!, come dice Fabri Fibra nella canzone-video della Nannini… Fuggire dall’orrore del paese delle “mezze verità”… Ma non preoccupatevi: i vari Barzanti e Clemente (ve lo ricordate il “grande” Marxista-Stalinista!!?? Oggi è liberal, ed è stato premiato) continueranno a scrivere sul… Cazzettino, proprio dando premi alla Nannini (che sul mio libro di poesie in omaggio non si è degnata di dare almeno un giudizio – meglio così). Continueranno a vivere i papaveri proff della magna università. Quella che non mi ha voluto perché non ammanigliato, come tanti – nonostante venti anni di ricerca storica. Forse avrei dovuto lustrare le scarpe a chi già in passato era invidioso di me? Oppure andare dal qualche kompagno camaleonte come tanti? Dico solo questo: il rettore sicuramente sa chi ha fatto il buco. Lo dica almeno ai giudici. E chi ha le colpe risarcisca e vada ammanettato.

  4. Caro Prof. Grasso,
    un grazie calorosissimo come se Le venisse da parte di tutta la comunità senese, locale e decentrata – come sono molti, fuori-sede per i motivi più vari come me -. È da almeno due anni che segnala disfunzioni, oscurità, contraddizioni ecc.. Ora il rettore dice che si riunisce e poi chiarisce. Ma se in riunione vanno gli stessi che si sono visti passare i crescenti debiti e li hanno prodotti? Com’è possibile credere che potranno risanare? Sì, se è confermato il grosso buco, tutti questi sono responsabili, compresi i revisori dei conti (già, a proposito, ma loro che dicono?), non saprei dire tecnicamente a che titolo. Ma certamente sul piano morale e politico.
    E intanto perché non rispondono alle domande che Lei da tanto tempo avanza dal sito come i tanti che lo leggono? Possibile che possano restare sempre impuniti? E si badi che l’Ateneo del PD ex-DS fa acqua nonostante le ricchissime iniezioni di liquidità della Fondazione. Ma quale altra università gode di un bengodi del genere? Eppure, eppure… e allora aspettiamoci qualche altra sorpresa a breve.
    Al Comune le liste civiche hanno già fatto vedere chiaro e la Corte dei Conti ha confermato che avevano ragione, no? Speriamo che l’abbiano anche sul MPS, ma allora sarebbe veramente un dramma per Siena. Intanto circola voce che solo per arredare il museo dell’acqua, già pronto come immobile, siano state incaricate due società (non senesi naturalmente) per una cifra che veleggia verso i due milioni di euro! Per mettere qualche foto dei bottini? Ma se in ogni casa senese ci sono libri sui bottini, dvd, cd e quant’altro! E qui non s’è detto un’acca dell’Expo sull’acqua tenutosi in Spagna questa estate.
    Quanta cultura giornalistica viene dalla nostra scienza delle comunicazioni senese! Siete la città con più settimanali gratuiti di ogni altra e non si sanno le cose fondamentali.
    Ma i gaudeamus del regime ci sono pubblicati, eccome! Persino un presidente della Fondazione che si meraviglia sulle liste di attesa all’ospedale provocate da un ‘tecnico’ messo dal suo partito! E, poi, l’ha mai fatta una fila? Con gente così spudorata dove si va se non verso il baratro?
    Triste Siena, triste Arlecchino

  5. Speriamo che il Cenni, oltre che a ciarlare col Civai su vicende serissime paliesche, faccia interventi in merito. Occorre riappropriarci dell’univrsità che è nelle mani di una casta di boiardi. Arrestare subito i responsabili del buco! Sono denari pubblici, di tutti noi. No a qualsiasi connivenza!

  6. Quanto succede è l’evidente presa in giro che i tromboni della lobby di potere, con la complicità della gran parte della stampa locale, continuano a perpetrare nei confronti dei cittadini e della Comunità Senese. Tutto va bene, tutti bravi, siamo i meglio di tutti. Per poi perseguitare, sempre con la complicità di gran parte della stampa senese, chi osa informare correttamente i cittadini sulle reali condizioni di tanti enti senesi e sull'”inciucio” che c’è a Siena fra “furbetti” di destra e di sinistra. Quando poi non riescono a coprire tutto e viene fuori la verità i risultati sono questi. E, come detto, potrebbe essere il primo dei tanti crac che attendono questi Enti: vedremo ora tanti altri, MPS e Fondazione in testa. Certo se sono vere le voci che l’edicolante Felici, dopo avere inadeguatamente ottenuto un posto di Consigliere della Fondazione, passerà nel CdA della Banca MPS, è facile prevedere una fine tragica anche per MPS. In una situazione drammatica come quella in cui s trova la Banca, si continua ad infarcire questi CdA con persone di nomina politica trasversale e guidata da mani “occulte” senza alcuna esperienza professionale e senza requisiti.
    Pora Siena. Ma per chi non è in “affari” con questi signori è l’ora di avere il coraggio di uscire e combattere. Mi risulterebbe che a Siena esistono le Liste Civiche che hanno addirittura già oltre il 20 % dei consensi. Non sarà il caso di rafforzarle e di concordare insieme una nuova politica per la Città?

  7. Se ben ricordo le liste civiche han preso il 25% e il loro candidato a sindaco il 31%. Purtroppo i media – violando la legge come succede ormai troppo spesso a Siena, e perciò succede quel che succede all’Università e altrove – non tengono conto per niente della giusta ripartizione degli spazi. Avete mai visto un Falorni, un Ascheri, uno Stelo a canale 3 o al canale civico? Alla radio? Io sono fuori, ma tutte le volte che vado a Siena vedo solo gente di regime e i miei parenti, tutt’altro che degli sprovveduti, confermano. Siamo in pieno ‘regime’ – raccomandano la visione de «l’angolo dell’unto» dove dirige il capo della massoneria toscana – e Veltroni ne parla per l’Italia! Eppure a Siena a prendere i premi c’è o no venuto? Possibile che non abbia capito niente?
    Mi dicono che i professoroni sono a Siena per il PD: perché non parlano? Perché non rispondono alle critiche delle liste civiche? A Raffaele Ascheri han detto solo, senza entrare nel merito del libro chiaramente, che a loro non piaceva. Grande e furba intelligenza, non vi pare? Ma i vari Vicino, Boldrini, Piccinni, Belli ecc. aspettano evidentemente qualcosa… e quindi prudente attesa da queste “menti”.
    Pensare che contro il sindaco-candidato Piccini anni fa con Alleanza per Siena, narrano le cronache, si erano coraggiosamente schierati. Ora sono alleati dei vari Monaci! E’ detto tutto, no? Anche loro hanno famiglia e il miraggio Fondazione è potente, potentissimo. Ha fatto prudentissimo persino il sempre prudente Roberto Barzanti, che non ha mai letto l’elenco dei contributi elargiti chiaramente. O che corra il rischio di essere incluso nelle prossime nomine? Poco probabile. Gli esperti dicono che se non si è più sicuramente di lui proni al volere degli oligarchi non si entra. Vedremo chi ha ragione. È importante anche per l’avvenire dell’Università. E dei suoi debiti, dicono.
    Il Vostro tristissimo Arlecchino, dopo aver letto il Corriere della sera, che dice preoccupato dell’università persino il sindaco, che qualcuno potrebbe pensare capofila dei responsabili. Qualcuno conosce gli esperti che ha nominato nel Consiglio di Amministrazione dell’Università? Tempo fa, dicono le cronache, c’era un gagliardo giovanotto della Resistenza. E ora chi? Chi lo sa parli: non finisce fucilato come sul Montemaggio, state tranquilli! Grazie cari amici senesi residenti per gli esuli. E di nuovo grazie al prof. Grasso, cui devo segnalare un errore nel mio precedente intervento. Io spero che le Liste civiche sbaglino sul MPS; se non sbagliano a dire che l’investimento antonveneta è stato fallimentare è un disastro per Siena. Speriamo sia solo il dente avvelenato di Piccini a aver forzato il giudizio. Ma certo il dott. Campopiano non sembra un assatanato e mi dicono che si è associato. Che ne dite? Domani pare che di queste vicende si parli in consiglio comunale. Ma bisognerebbe aver il tempo di andarci.

  8. Oh caro Arlecchino, ti servo subito. Il Cda dell’Università è stato pubblicato nei giorni scorsi. Ricordo i più politicizzati: per la Regione il giovanotto Vittorio Meoni ormai presente da molti anni, Flavio Mocenni, già priore della Selva, notorio DS con molti legami MPS, Enrico Zanchi per il Comune, un giornalista in pensione che è stato capo ufficio stampa della campagna elettorale del Cenni ed è stato messo a riposo dopo aver diretto il diritto allo studio per tanti anni, Pasqualino Paulesu per il MPS, già priore dell’Onda, area PD, Anna Coluccia per gli associati, notoriamente di regime perché ha commissioni dal sindaco.
    Al prof. Lorè ricordo che il consiglio comunale è trasmesso dal Canale civico con inizio ritardato, dalle 15 in poi. Purtroppo, certo non a caso, non si vede in buona parte del territorio municipale.
    Perché le liste civiche non chiedono come mai e quali sono le aree di serie B, cioè di serie A per il PD?
    Arlecchino sei tu che puoi contattare il prof. Ascheri che da un po’ non si fa vivo? Grazie molte da
    Archimede

  9. Comunicazione di servizio: ho letto l’articolo sul Corriere della Sera in cui si parla di 2300 dipendenti, di “eccessivo” numero di assunzioni ecc. … così non dice un granché e sarebbe utile disporre dei dati disaggregati, ossia sapere dove si è assunto più del necessario e ad opera di chi, in modo da sapere anche dove allignano le patologie e dove porre un argine: altrimenti il rischio è quello di basare la discussione sulle ben note “statistiche” del Trilussa, con ciò perdonando gli imperdonabili, e magari rendendo altri becchi e bastonati.

  10. Verissimo, ma le richieste più volte apparse su questo blog non hanno avuto risposta. Sembra che il problema ritornerà oggi in consiglio comunale: mi hanno avvertito che ci sono mozioni sulla Gelmini, ma comunque qualche sindacalista se non il rettore, lo leggerà il blog, o no?
    Io penso ci sia grande grandisssimo imbarazzo, questo sì. Battiamo di nuovo, comunque, ci sono anche sindacati autonomi che non dovrebbero avere i vincoli dei confederali, o no?
    Archimede

  11. I nomi dei “professoroni” fatti son quelli giusti. Essi sono moralmente almeno responsabili del buco. Erano in posti di potere e mettevano amici alle dipendenze, lo stesso Omar Calabrese segnalava i “meritevoli”. Possibile che non sapessero? Va a finire che la colpa se la becca tutta il Bigi. È terribile vivere in questa cittadina letamaio che sembra la fotocopia di un regime antipopolare dell’Est Europa del bel tempo brezneviano. La ricerca è stroncata e solo chi è dei loro fa carriera o insegna. Siamo al feudalesimo. Pagheranno mai costoro??? A me non han dato neppure di straforo il centro didattico SMS sminestrato dall’onnipresente Toti

  12. Al momento del redde rationem, sarebbe utile sapere chi in questi anni è stato cicala e chi formica: ad esempio in molte, della miriade di sedi distaccate in cui si è frammentato l’ateneo senese, il numero di docenti è dieci volte quello dei discenti, che in ogni caso sono così numerosi, che bastano e forse avanzano per una disfida di briscola e tressette; vi sono cattedre triplicate, quadruplicate, quintuplicate, per fronteggiare il poderoso assalto di… cinque o sei studenti. A fronte di ciò, chi invece ha avuto comportamenti virtuosi, forse avrà una ricompensa nel Regno dei Cieli (sicuramente non in questa terra).

  13. Con tutte le denunce da voi senesi fatte sulle lobbies universitarie di Siena… mi meraviglia che nessun interessato bastonato, intervenga per smentire… Chi tace acconsente?
    Terribile!
    the fox

  14. …devo comunque dire che lo sciacalleggiare politico che si sta facendo attorno al capezzale del moribondo non mi piace affatto e mi suscita una certa prurigine: benché il tema sia ovviamente d’interesse generale, intervengono soprattutto personaggi del teatrino partitocratico locale (il localismo: fons et origo malorum…) a suggerire farmaci e unguenti, mentre costoro auspicabilmente dall’università dovrebbero restare fuori, come la politica dovrebbe restare fuori dalla magistratura (e viceversa); sebbene il timore che al contrario stiano per gettarsi dentro a capofitto sia forte: ma perché si continua a parlare in modo eufemistico di “autonomia” dell’università?

  15. Adesso che la bomba è esplosa o sta per esplodere mi avvertono di manovre da parte dell’elite dominante per comprare il silenzio di qualche professore emarginato e che si è… levato in armi. Spero che nessuno si faccia “comprare”, non sarebbe dignitoso. Non si lascino in balìa di loro stessi i veri democratici, chi da anni lotta per rovesciare il regime vigliacco che si è costituito. Stimo abbastanza l’intelligenza di qualche amico per credere che qualche lestofante in qualche protetta nicchia “culturale” possa zittirlo proponendogli incarichi di prestigio. Il vero prestigio lo si conquista nella lotta e in piazza – fosse pure Piazza del Campo!
    I migliori del popolo sono con noi!
    Abbasso il regime!
    Libertà per Siena!
    Libertà nell’università!
    Fuori i manigoldi e la “banda del buco”!
    Intervengano i magistrati!

  16. Restare fuori dalla politica… è difficile… perchè l’uomo è un animale politico…
    Si dovrebbe essere però così intelligenti, da essere super partes… Non mescolare l’ideale personale politico – all’insegnamento… alla giustizia… Penso però che qui si entra nel mondo fantascientifico… anche se esistono le mosche bianche che discernono….
    the fox

  17. Caro Grasso,
    alla fine la montagna di debiti dell’Università di Siena ha partorito il topolino di una passeggiata in Procura e del varo della ennesima commissione consultiva. Il Candido di Voltaire, convinto di vivere nel migliore dei mondi possibili, non avrebbe saputo fare di meglio. Noi invece crediamo che la situazione sia gravissima e invitiamo il Rettore Focardi ad agire immediatamente come Commissario della sua stessa Istituzione, cominciando con mettere in discussione la figura del direttore amministrativo, ereditato dalla precedente gestione che già nel 2004 e 2005 si era resa responsabile del mancato pagamento dei contributi INPDAP per svariati mesi e di un primo buco di una trentina di milioni, tamponato a suo tempo con la stipula di un mutuo di 45 milioni di euro con il MPS. Non si può pensare che per tacitare la pubblica opinione, che magari si è fatta una idea della questione sul tuo blog, sia sufficiente individuare come capri espiatori due dirigenti di medio calibro. Il direttore amministrativo, anche se laureato in Filosofia, ammaestrato dalla precedente esperienza non poteva non sapere cosa accadeva nei suoi uffici per cui ne è diretto responsabile. Se invece realmente non ne fosse stato a conoscenza si qualificherebbe come inutile od incapace e quindi comunque da sollevare dal suo incarico così come i revisori dei conti pagati per fare non si sa che cosa.
    Nel CdA non si è giustamente ancora deciso di procedere alla vendita di immobili come rimedio al buco di bilancio: onestamente ci sembra incomprensibile che si possa pensare di alienare il patrimonio pubblico per rimediare a malversazioni e comportamenti anomali che qualcuno avrà pure messo in atto e di cui deve essere chiamato a rispondere in tutte le sedi. In questa tragedia, perché tale è, esprimiamo la nostra solidarietà ai dipendenti, di fatto truffati da chi si è impossessato indebitamente dei loro contributi, ma nel contempo denunciamo come inaccettabile un metodo di gestione, del quale portano gravi responsabilità anche i sindacati, che dovrà essere radicalmente mutato, se non altro perché economicamente insostenibile.
    Terra di Mezzo, Siena

  18. Piove sul bagnato:

    Università malata. La denuncia di Roberto Perotti: clientelismo e sprechi

    Il bello del calcio è che, qualche volta, può accadere l’impossibile: la Corea del Nord che batte l’Italia, l’Algeria che batte la Germania, Israele che batte la Russia. Il brutto dell’università italiana è che troppo spesso accade l’impossibile. Come all’Università di Bari, dove un concorso del 2002 dichiarò idonea alla cattedra l’aspirante docente Fabrizia Lapecorella, che aveva zero pubblicazioni nelle quattro categorie delle 160 riviste più importanti del mondo, zero nelle prime venti riviste italiane, zero in tutte le altre, zero libri firmati come autore, zero libri come curatrice, zero libri come collaboratrice. E ovviamente zero citazioni fatte dei suoi lavori: come potevano citarla altri studiosi, se non risulta aver mai scritto una riga? Eppure, battendo una concorrente che aveva un dottorato alla London School of Economics, 10 pubblicazioni e 31 citazioni sulle riviste nazionali e internazionali più importanti, vinse lei. Destinata a essere promossa poco più di tre anni dopo, dal terzo governo Berlusconi, direttore del Secit per diventare col secondo governo Prodi esperto del Servizio consultivo e ispettivo tributario e infine, di nuovo con Tremonti, direttore generale delle Finanze. Una carriera formidabile. Durante la quale, stando alla banca dati centrale di tutte le biblioteche italiane, non ha trovato il tempo per scrivere una riga. Sia chiaro: magari è un genio. E forse dovremo essere grati a chi l’ha scoperta nonostante difettasse di quei lavori che all’estero sono indispensabili per diventare ordinari.

    Ma resta il tema: con quali criteri vengono distribuite le cattedre nella università italiana? Roberto Perotti, PhD in Economia al Mit di Boston, dieci anni di docenza alla Columbia University di New York dove ha la cattedra a vita, professore alla Bocconi, se lo chiede in un libro ustionante che non fa sconti fin dal titolo: L’università truccata. Gli scandali del malcostume accademico. Le ricette per rilanciare l’università (Einaudi). Un’analisi spietata. A partire, appunto, dal sistema di assegnazione delle cattedre. Dove i casi di persone benedette dalla nomina a «ordinario » con 12 «zero» su 12 in tutte le tabelle delle pubblicazioni e delle citazioni, a partire da quelle del «Social Science Citation Index», sono assai più frequenti di quanto si immagini, visto che Perotti ne ha scovati almeno cinque. Dove capita che il rettore di Modena Giancarlo Pellicani indica una gara vinta dal figlio Giovanni anche grazie alla scelta di non presentarsi di 26 associati su 26. Dove succede che il preside di Medicina a Roma, Luigi Frati, possa vincere la solitudine avendo al fianco come docenti la moglie Luciana, il figlio Giacomo, la figlia Paola. Un uomo tutto casa e facoltà. Che probabilmente diventerà rettore della Sapienza. Superato solo da certi colleghi baresi come i leggendari Giovanni Girone, Lanfranco Massari o Giovanni Tatarano, negli anni circondati da nugoli di figli, mogli, nipoti, generi… Il familismo è però solo una delle piaghe nelle quali il professore bocconiano (che ha l’onestà di toccare perfino il suo ateneo, rivelando che «l’ufficio relazioni esterne della Bocconi impiega circa 100 persone e ha un bilancio di 13 milioni di euro» che basterebbero ad assumere «i migliori docenti di economia degli Usa») affonda il bisturi. A parte quello che «il clientelismo e la corruzione esistono, ma sono tutto sommato circoscritti», Perotti fa a pezzi almeno altri tre miti. Uno è che «il vero problema dell’università italiana è la mancanza di fondi». Non è vero. Meglio: è vero che «le cifre assai citate della pubblicazione dell’Ocse “Education at a Glance” danno per il 2004 una spesa annuale in istruzione terziaria di 7.723 dollari per studente» appena superiore ad esempio a quella della Slovacchia o del Messico. Ma se si tiene conto che metà degli iscritti è fuori corso e si converte più correttamente «il numero di studenti iscritti nel numero di studenti equivalenti a tempo pieno», la spesa italiana per studente «diventa 16.027 dollari, la più alta del mondo dopo Usa, Svizzera e Svezia ». Quanto agli stipendi dei docenti, è verissimo che all’inizio sono pagati pochissimo, ma da quel momento un meccanismo perverso premia l’anzianità (mai il merito: l’anzianità) fino al punto che un professore con 25 anni di servizio da ordinario non solo prende quattro volte e mezzo un ricercatore neoassunto ma «può raggiungere uno stipendio superiore a quello del 95 percento dei professori ordinari americani (…) indipendentemente dalla produzione scientifica».

    Altro mito: nonostante tutto, «l’università italiana è eroicamente all’avanguardia mondiale della ricerca in molti settori».Magari! Spiega Perotti che in realtà, al di là della propaganda autoconsolatoria, fra i primi 500 atenei del mondo, secondo la classifica stilata dall’università cinese Jiao Tong di Shanghai, quelli italiani sono 20 e «la prima (la Statale di Milano) è 136ª, dietro istituzioni quali l’Università delle Hawaii a Manoa ». Certo, sia questa sia la classifica del Times (dove la prima è Bologna al 173˚posto) sono fortemente influenzate dalle dimensioni dell’ateneo. Infatti nella «hit parade» pro capite della Jiao Tong 2008 possiamo trovare al 19˚posto la Normale di Pisa. Ma a quel punto le grandi università italiane slittano ancora più indietro: la Statale milanese al 211˚,Bologna al 351˚,la Sapienza addirittura a un traumatico 401˚posto. Da incubo. Quanto al quarto mito, quello secondo cui «l’università gratuita è una irrinunciabile conquista di civiltà, perché promuove l’equità e la mobilità sociale consentendo a tutti l’accesso all’istruzione terziaria», l’economista lo smonta pezzo per pezzo. I dati Bankitalia mostrano che nel Sud (dove il fenomeno è più vistoso) dal 20% più ricco della società viene il 28% degli studenti e dal 20% più povero soltanto il 4%. Un settimo. In America, dove l’università si paga, i poveri che frequentano sono il triplo: 13%. Come mai? Perché al di là della demagogia, spiega l’autore, l’università italiana è «un Robin Hood a rovescio, in cui le tasse di tutti, inclusi i meno abbienti, finanziano gli studi gratuiti dei più ricchi ». Rimedi? «Basta introdurre il principio che l’investimento in capitale umano, come tutti gli investimenti, va pagato; chi non può permetterselo, beneficia di un sistema di borse di studio e prestiti finanziato esattamente da coloro che possono permetterselo». Non sarebbe difficile. Come non sarebbe difficile introdurre dei sistemi in base ai quali il rettore che «fa assumere la nuora incapace subisca su se stesso le conseguenze negative di questa azione e chi fa assumere il futuro premio Nobel benefici delle conseguenze positive». Tutte cose di buon senso. Ma che presuppongono una scelta: puntare sul merito. Accettando «che un giovane fisico di 25 anni che promette di vincere il premio Nobel venga pagato tre volte di più dell’ordinario a fine carriera che non ha mai scritto una riga». Ma quanti sono disposti davvero a giocarsela?

    Gian Antonio Stella
    Corriere della Sera
    30 settembre 2008

  19. …sentite, a me pare tutta una fiaba: venerdì Biancaneve si sveglia e trova accanto a sé il “Buho” Cattivo… ma andiamo! Io vorrei capire meglio la dinamica dei fatti; se è vero (come spero) che le competenti autorità erano al corrente da qualche mese dell’ultima voragine, c’è da chiedersi, non solo come mai sia stata prodotta, ma anche perchè si sia taciuto e perché infine darne annuncio urbi et orbi con tanto clamore: il corpo accademico è praticamente rintontito dalla botta, e oramai incapace di reagire; in una simile situazione (con la pistola piantata alla tempia) si può far passare qualsiasi disegno.
    Ma ripeto: se per alcuni questa situazione è solo “spiacevole”, per altri significa il tracollo; al momento delle amputazioni vorrò proprio vedere chi rinuncerà facendo autocritica a qualcosa, donando un pezzo del proprio mantello al più povero come san Martino, o se non varrà anche qui il principio della “bad company”, ossia socializzare le perdite, dopo aver privatizzato i guadagni.

  20. Revisori dei conti: se ci siete battete un colpo! Perché i giornalisti non vanno ad intervistarli?
    Ma il problema è a monte: chi li nomina? il nominato! Bellina, vero? Ora pagano funzionari secondari, mentre il direttore amministrativo resta in carica. Non è strano? È come far pagare la Bindi per la sconfitta di Veltroni! Tutto oscuro nel nostro Paese, ma non mi sembra che un Di Pietro s’interessi di queste cose.
    Intanto il sindaco nomina i suoi revisori, il pres. Fondazione i suoi e così via… a che servono allora se al primo problema bisogna ricorrere a una azienda di valutazione esterna? E, come al solito, chi paga? Non erano pagati i valutatori? Al Comune è venuto fuori che hanno passato bilanci poi censurati dalla Corte dei Conti: sapete che è successo? Sarebbe interessante saperlo, vero?
    Archimede, matematico perplesso

  21. La dittatura avanza implacabilmente a Siena – e non solo. Non ci vuole la “partigianeria” di Di Pietro per capirlo e denunciarlo. Ho trovato un industriale che diceva “è tutta una bufala”, che “si vuol colpire la chiesa”, ecc. Intanto mi pare che il solo Fiorino (PRC) si è chiesto perché i docenti tacciono in questa vicenda, loro sempre a infestare la stampa locale, dove si inneggiano a massoni, ubriaconi, lestofanti ex craxiani, ecc. Il rettore mi disse che un tale aveva fatto s-bilanci immensi, protetto da un certo partito e che la magistratura non sapeva certe cose…
    Io però chiedo una commissione per i PAR e sapere se è vero che nella ev. docenza sia stato discriminato. Un “buho” morale si aggiunge a quello che i vari Bisi sbattono in prima pagina. C’è da vergognarsi a essere definiti senesi, altro che, o caro sindaco, l’elogio della senesità (ridotta a contrade, mensana calcio).
    Persino il Brunetta, ministro Lib-Lab (ex di Craxi), ha detto in tivù che gli fregarono una cattedra. Questo convalida quanto da me denunciato o cari “buhaioli”. Intanto qualcuno vuol far tacere Ascheri Jr. Pare sia denunciato da Acampa e arcivescovo. Un po’ di carità cristiana, però, non guasterebbe… non dico porgere l’altra guancia…

  22. Caro Grasso,
    se il marziano di Flaiano ieri, invece che a Roma, fosse atterrato a Siena avrebbe avuto da divertirsi. Avrebbe sentito il Sindaco di Siena bacchettare severamente il Rettore per la balzana idea di recarsi in Procura a fronte di un buco di bilancio ad oggi incommensurabile, invece di limitarsi come sempre a parlarne con i soliti amici al bar o magari in contrada. C’è da rimanere allibiti. Noi riteniamo che Focardi abbia commesso il gravissimo errore di informare la Procura solo ora e non, come sarebbe stato logico, al momento del suo insediamento quando i problemi di bilancio ereditati dalla gestione Tosi erano a tutti noti come impietosamente ed efficacemente ha dimostrato Loretana Battistini. Il Sindaco discetta di raffreddori e polmoniti mentre il paziente è in coma, speriamo ancora vigile.
    Che dire poi del comunicato dei Sindacati che, dopo anni di co-gestione che hanno portato al disastro economico chiedono la testa del direttore amministrativo reo in fondo solo di averli sempre accontentati in tutto e per tutto gonfiando a dismisura gli organici del personale tecnico-amministrativo che a Siena, come in Sicilia, supera il numero dei docenti strutturati. Il marziano, come noi del resto, si sarebbe però rincuorato leggendo l’indomani l’intervento di Bezzini, coordinatore del Pd, condivisibile dalla prima alla ultima riga. Leggere di «un progetto di qualificazione e riorganizzazione della didattica e della ricerca che riduca la dispersione, si focalizzi sulla qualità … e che valorizzi il merito» è musica per le nostre orecchie. Con queste premesse non ci sarebbe poi da stupirsi se lo strumento giuridico scelto per attuare questo “progetto strategico concreto” alla fine fosse poi la famigerata Fondazione di diritto privato suggerita da Tremonti e Brunetta. Ne vedremo delle belle!

    Associazione Terra di Mezzo, Siena

  23. Terra di Mezzo, ho solo un dubbio: ma credete che in questa fase, con le spericolate acrobazie finanziarie che hanno portato all’acquisto di Antonveneta, con l’arietta che spira dall’America, il Monte sia disponibile per questo ennesimo cimento, considerando che l’università per adesso è solo un debito ambulante? Poi non vorrei veder rientrare dalla finestra ciò che esce dalla porta: in questi anni non tutti hanno sperperato e non tutti hanno avuto accesso alle casseforti universitarie in egual misura, ma solo a seconda dell’appartenenza a cordate “vincenti”, caratterizzate come lobby localistiche ed accademiche, più che dalla specifica coloritura politica (che sovente le accomuna ai “perdenti”): sono state fatte spese folli e scriteriate, ma in questa cornice c’è chi ha prosperato e chi ha praticato un’ascetica astinenza; al momento del redde rationem, come ho già detto, non vorrei che questi qua, le cicale, fons et origo “bucorum” e ben radicati nell’Accademia e nella realtà politica locale, salissero sulla groppa del Monte per rendere il “buho” più grosso e più vasto che pria….

  24. Non ci piace per niente l’idea che l’Università, per pagare i debiti contratti a causa di una amministrazione dissennata se non disonesta, debba alienare i suoi beni immobili, patrimonio in definitiva di tutta la comunità senese che assiste incredula alle vergognose sceneggiate di questi giorni. Questa prospettiva non ci piace, ma temiamo che non ci siano alternative in questi tempi di vacche magre per Monte e Fondazione. Se vendita deve essere, allora che si valuti con la massima attenzione la proposta di cedere alla Regione Toscana il Policlinico delle Scotte, struttura che in fondo la città non ha mai sentito “sua”, compiendo una operazione che avrebbe anche una sua logica di futura chiarezza gestionale della sanità.
    L’importante è però che non ci si illuda, una volta tamponato il buco di bilancio, di riprendere l’andazzo corrente come se nulla fosse accaduto. La gravissima crisi attuale, prodotta soprattutto da un modello di gestione che, con l’interessato beneplacito sindacale e politico, ha gonfiato a dismisura i ruoli del personale tecnico-amministrativo e non ha esercitato la dovuta selezione tra quello docente, deve essere l’occasione per realizzare un indispensabile rinnovamento che assicuri alla nostra Università un futuro meno stentato.
    Certo, se a spengere l’incendio verranno chiamati gli stessi che lo hanno appiccato…

  25. Sono molto in sintonia con Stavrogin di solito. Ma anche Terra di mezzo è equilibrato. Come fanno gli autori del deficit e in qualche modo della sua opacità a risolvere il problema?
    Chiaro che bisogna operare qualche intervento eccezionale come a Firenze, che tutti sanno ha venduto degli immobili per salvarsi. Ma prima di vendere si dovrebbe fare un esame di coscienza. Ad esempio, nelle facoltà umanistiche ci sono sequele di uffici che rimangono vuoti per quasi o tutta la settimana. Che senso ha? Colleghi parigini, ad esempio, non hanno neppure una scrivania individuale. Si alternano o si vedono con gli studenti in bilioteca. Da noi si spende e spande come per i convegni e centri di ricerca ricchissimi grazie alle entrature politiche a Fondazione e MPS. I vari Bettini, Calabrese, Piccinni ecc., ad esempio, tutti area PD, a Lettere hanno opportunità enormi, e il Santa Chiara è una dépendance al loro servizio.
    Prima inchiesta sugli spazi e solo poi vendita, che potrebbe invece investire il monumento dello spreco come Pontignano. Figuriamoci se non si trova una multinazionale pronta a farci un bell’albergo a 5 stelle…
    L’altro vero problema è capire quando sia cominciata questa storia. Qualcuno dice ai tempi di Berlinguer, qualcuno parla di assunzioni generose da parte di Barni e sanatorie clamorose ai tempi di Grossi. Ma non abbiamo famosi storici dell’Università?
    I professori come Balestracci, ad esempio, non hanno niente da dire? O Ascheri o Baccetti che hanno firmato anni fa una serie di studi sull’Università in tempi vicini a noi? Perché non parlano?
    Il silenzio dei docenti è impressionante. Stanno dando ragione ai non docenti, agli amministrativi. I docenti possono passare verso università più grandi o comode o famose, ma il personale resta. Come le istituzioni senesi. Insomma il personale non docente e le istituzioni (Comune in primo luogo) s’identificano con l’istituzione ben più dei docenti. Bella prova ulteriore della crisi. O no?
    Archimede

  26. Cari amici, ho messo un commento sull’articolo del prof. Loré. In pratica disquisivo sulla stampa locale e non. Un professore univ. si è – vedi La Nazione odierna – suicidato perché denunciava, pare, le magagne e il malcostume. Si sentiva tradito dalla magistratura. Forse son questi i veri docenti. Quelli che tacciono di solito son messi colà dalle cosche-partito e dimostrano ancora una volta che han fatto merce della cultura. Si credono il cervello della nazione ma ne rappresentano invece le feci. Non andranno mai contro il Princeps di turno, non saranno mai dei Machiavelli e non subiranno certo la “corda”. Son della cordata no??
    Ora il buco si amplia e anche l’ospedale sarà divorato da qualche cordata e lobby plutocratica…

  27. Che si fa? Tra fenomeni globali, tagli di Tvemonti e mala amministrazione locale, tutti sembrano irretiti: nessuno sa come cavarne le gambe. Si prospetta una decimazione delle generazioni più giovani, una “livella” che colpisce tutti come una pestilenza, senza valutare se è virtuoso o vizioso, se ha responsabilità o no (se non, shopenhauerianamente, quella di essere nato): nel tritacarne generale, temo che per l’ennesima volta non entreranno i furbetti del quartierino.
    Se poi fate un po’ di conti vedete che in molti corsi di laurea l’età media degli ordinari si aggirà sui sessantacinque anni e di ricambi non ne avranno: allora nel 2012 cosa resterà dell’università di Siena? Le iscrizioni sono in calo. La crisi d’immagine, del resto, contribuisce al declino.

  28. Un corpo docente e non docente che cresce anno dopo anno, mentre il numero degli studenti, specializzandi e dottorandi diminuisce in modo inesorabile . Fosse un’azienda, sarebbe come se a fronte di un calo degli ordinativi e della produzione si continuasse a fare assunzioni di nuovo personale.
    (La Nazione)

    …mi viene da pensare al Totò de “i soliti ignoti”, quando al funerale esclama “eh, la vita è così: oggi a te, domani a lui…”.
    Io vorrei sapere con precisione chi ha sperperato, ossia a quale livello, quali cordate politico-familiar-accademiche hanno gozzovigliato, quali facoltà, quali dipartimenti, quali corsi di laurea sono sovradimensionati o non hanno senso di esistere.
    Ripeto quello che ho detto: non è giusto che si istituisca una metaforica “bad company” modello Alitalia e che tutti paghino allo stesso modo (men che mai è giusta l’espulsione massiccia e indiscriminata di giovani leve della ricerca). Anzi, direi proprio che è una porcata.

  29. Porcata è lemma che m’intriga e m’attizza anche perché al nobile animale si ispira l’esilarante saggio di Eugenio Picano La dura vita del beato porco http://www.beatoporco.it/libro/libro.htm Sono in realtà tutti gli illuminanti commenti a invitare a unirsi a chi chiede che non si volti pagina per di più su iniziativa di responsabili che stanno puntando a un indegno scurdammoce ‘o passato e a un irricevibile “usciamo insieme da questa crisi”. Insultare l’altrui intelligenza, proprio nel luogo della cultura, della critica, della conoscenza, è l’estremo oltraggio. Primo, inderogabile e indilazionabile passo è a questo punto un’autonoma inchiesta sia giudiziaria che giornalistica. Hic et nunc! Non volerla è prova della malafede di chi persiste nel truffarci!!!
    Sarò più aperto, chiaro e breve: chi aveva in mano la cassa e solo ora (perchè proprio ora?) ci viene a raccontare che non solo è vuota ma che ci sono i debiti fuori controllo e che neppure sa dirci dove finisce il “buco” e che tuttavia pretende d’essere soccorso conta sull’altrui stolta sottomissione!!! Non ci sto. Sarebbe come se un ladro dopo il furto andasse dal derubato a chiedere solidarietà. Non è più possibile parlare, almeno a Siena, di comunità finchè non saranno visibili, esposti alla pubblica vergogna, facce e nomi della banda del “buco”. Non è ammissibile che vadano in galera solo gli autori non “autorevoli” di bancarotta fraudolenta, truffa allo Stato, danno all’Erario. Almeno per chi non è un uomo prima che un docente assai mediocre e vile.
    Punto primo: monitorare quanto hanno messo in saccoccia gli ultimi rettori, i direttori amministrativi, i responsabili degli uffici! Diritto elementare violato quello di consentire a chiunque di conoscere quanto incassano tra trippole e trappole i nostri “rappresentanti”. Per quel che so come eletto per due quadrienni al senato accademico non si usava dare neppure un simbolico gettone di presenza benchè richiesto! E a proposito dei direttori amministrativi e degli amministrativi in genere come si spiega e si giustifica che raramente sono dotati di una laurea in legge? Che c’entrano filosofie e lettere con il diritto amministrativo? Chi ci ha onorato per anni della sua fiducia, Massimo Severo Giannini, si rivolta di sicuro nella tomba! Tarallucci, vino e …?

  30. …La cosa è di una gravità estrema. In queste condizioni non può stupire che si mettano in enti culturali degli imbecilli e che i giovani si rifugino in Internet o non leggano più. Qualunque criminale demagogo può passare. Mi sento in sintonia con Stavrogin e il prof. Loré, uno dei pochi che, qui a Siena (e io, benché di nonno maremmano son nato in Castelvecchio, come suol dirsi), non tacciono. Il “buco” rappresenta la punta d’iceberg di un “sistema” che per decenni ha gozzovigliato impipandosene della reale cultura e delle tante aspirazioni di giovani, studenti e ricercatori. La passione per la Mensana o per le contrade doveva avvolgere di nebbia tutto. I pifferai conducevano, a suon di botti e strambotti la “plebe” verso un fantomatico Eden soporifero, oppiaceo. Ci siamo ritrovati assessori delinquenti, professori ciurlatori, ammanigliati paramafiosi, presidenti circoscrizionali analfabeti ma protetti dalla mafia-partito. Un ex vicesindaco che mi voleva pur bene e che si è tolto la vita un paio di mesi fa sparandosi alle Scotte diceva che Siena era una città mafiosa (e mi faceva i nomi anche dei mafiosi).
    Vi è però più di una manovra dietro lo “scoop” del buco. Qualcuno mira a qualcosa. Il tempo farà chiarezza su queste trame più o meno oculte. Resta il fatto che il “buco” c’è e ha disonorato la città. Speriamo che il Princeps e gli accoliti si rendano conto del grave danno invece di andare ai simposii in ghingheri e con la faccia di cera, più o men sardonica (ma sapranno dell’ironìa?).

  31. Da tecnico delle indagini criminologiche e delle investigazioni giudiziarie vedo un punto chiave, sfacciatamente evidente anche ai non addetti: la simultanea ed improvvisa decisione di annunciare la spaventosa crisi finanziaria e la ineludibile soluzione immobiliare (vendere palazzi). Si badi bene che fino a questo momento il blog di Grasso come gli interventi in CdA della Muscettola (che andrebbero pubblicati e portati come prove certe alla magistratura) erano visti come il fumo agli occhi da dirigenti e docenti dell’ateneo. Erano, a dire dei più, solo degli indegni denigratori, traditori e calunniatori: e dai nostri portavoce ufficiali si levavano accuse di danni prodotti alla immagine (e non solo!) della nostra Università. A Magistrati, Docenti, Senesi resta poco tempo per ricordare, rileggere, reagire! Noi lo stiamo facendo da sempre (L’evoluzione della docenza universitaria nella prassi e nella norma. Relazione alla Conferenza di Ateneo, Aula Magna della Università degli Studi di Siena, Siena, 14 febbraio 1989. Tipografia Senese Editore, Siena, 1989).

  32. Condivido integralmente i numerosi commenti a questo post, debbo però dire che, a mio modesto parere, non si sta facendo un corretto uso dei numerosi dati che il curatore di questo blog ci ha messo a disposizione e non si leggono, con la dovuta attenzione, i vecchi commenti di lettori che avevano già posto domande cruciali che, a due anni di distanza, appaiono, ma non lo sono, profetiche. Rileggiamoci il post “Università di Siena: ancora spese misteriose” che rimanda ad una nota con un mio commento del 13 aprile 2006. Ebbene, il Tosi ha presentato spese non giustificate pari a 20 milioni di euro per i soli esercizi 2003, 2004 e 2005 che, commentavo allora, «nessuno degli amministratori universitari si preoccupa di giustificare. Ma ancora più grave, a giudicare dall’assenza di commenti a questa notizia, è che tale sperpero di pubblico denaro venga percepito dalla gente come normalità. Siamo veramente tutti assuefatti?». Giustamente il Prof. Grasso ha imbavagliato il blog (e cioè sé stesso) per il fatto che tutto quello che aveva da dire lo ha scritto a partire dal 2006 ma siccome il fiume di articoli apparsi in questi giorni non dice nulla di nuovo non sarebbe il caso di togliere il bavaglio al blog?

    Gino Greco

  33. Appena sarà tolto il bavaglio sarà bene dire quel che emerge dai commenti: la giustizia che si deve fare non ha da esser né sommaria né smemorata, ma scientifica e quindi serena, seria, suffragata da tutti i dati a partire da quelli più remoti, senza i quali non vi potrà esser neppure salvezza per i docenti che sono gli unici veri attori di un film che si chiama università. Dipende solo da loro…

  34. Bravissimo, Greco!
    Ma intanto inviterei a leggere il comunicato di Libera Siena sulla questione Università pubblicato sul cittadino on line: nessun giornale a Siena lo ha pubblicato oggi e non c’è certo da sperare su radio e tv, anche peggio…; che vergogna! e, badate, questa è la città in cui il PD è più forte in Italia!
    Se tanto mi dà tanto, mamma mia, meglio Alemanno e i suoi ex-picchiatori: almeno con l’elmetto ci si salva… ma questi ti mandano a picco anche le istituzioni più salde.
    Pensate com’era il Montepaschi solo qualche anno fa, pensate cos’era la Fondazione… ora ha investito tutto (90%! è la cosiddetta ‘diversificazione degli investimenti’ per non correre rischi: professionalità altissima degli attuali amministratori) in azioni MPS. Se questo declinerà, come è purtroppo facile previsione, anche l’Università ne seguirà le sorti.
    Attualmente si dice che l’Università “pocci”, come dicono qui, varie decine di milioni di euro all’anno dalla Fondazione, la quale paga puntualmente ad essa i contributi per pagare i mutui che l’Università ha acceso presso il Montepaschi per pagare le faraoniche spese del San Niccolò, di via Mattioli, dei vari istituti scientifici ecc. ecc.
    Ma sarà disastro annunciato, sia chiaro, anche questo! Ma non dai media senesi, naturalmente. Rimane oscurissimo perché i massoni di ‘base’ tollerino lo spudorato schieramento a favore di tutto questo sistema di potere del direttore del Corriere di Siena, presidente dei massoni toscani. Qualcuno ha delle ipotesi da lanciare?
    Sarà solo simpatia naturale come quella del presidente MPS Mussari per mgr Acampa?
    Abituato a far 2+2 qualcosa non mi torna!
    Cordialmente Vostro
    Archimede

  35. Oh Archime’, ma noi che non siamo a Siena come facciamo a sapere ‘ste cose? Precisa allora che il giornale on line è
    http://www.ilcittadinooggi.it/
    e che il comunicato non è, naturalmente, in evidenza ad apertura di sito; io l’ho trovato solo nel ricerca mettendo ‘libera siena’. Grazie comunque della segnalazione. Aiutate i senesi della diaspora per favore!
    Il Vostro sempre servitore
    Arlecchino

  36. Bilanci falsi
    Intervengo raramente con miei commenti su questo blog, ma Greco mi ha fatto ricordare una mia breve nota all’articolo intitolato: Altra disattenzione la voragine nei conti dell’ateneo senese?
    Scrivevo, infatti, il 23 febbraio 2008, che «Quanto riportato in questo articolo non è grave per l’entità della voragine nel bilancio dell’Università di Siena ma per quello che si intuisce che sia accaduto. Qualcuno non ha informato i Consiglieri di amministrazione, e quindi non vi è traccia nei bilanci di competenza, dell’esistenza del disavanzo nei 5 esercizi considerati. Quindi sono bilanci falsi. Almeno lo stato patrimoniale sarà veritiero. E in tal caso, com’è possibile che i Consiglieri e i Revisori dei Conti non se ne siano accorti? Forse non è stato messo a disposizione dei Consiglieri il conto patrimoniale? Comunque la si rigiri la cosa è gravissima. Forse è questa la ragione per cui l’ateneo senese non ha in rete i suoi bilanci? E comunque, nessuno dovrà pagare? A meno che questa tabella non sia uno scherzo!
».
    È evidente, oggi, che la tabella non era uno scherzo e che i bilanci erano e sono falsi. Altra disattenzione del Tosi.

    Remo Tessitore

  37. Rettore: http://www.ilcittadinoonline.it/index.php?id=5437. Libera Siena: http://www.ilcittadinooggi.it, che esprime il pensiero mio http://www.ecow.it/prod/referendari e di Giovanni Grasso http://ilsensodellamisura.com. Pericoloso segnale il grido di coloro che censurano Focardi perché da Rettore s’è rivolto alla Procura di Siena, naturale destinatario delle “carte” dell’ateneo. Dia tutto quel che ha e dica tutto quel che sa! Non c’è più tempo per oblio e rinvio. Ora o mai più…

  38. Nei commenti che precedono c’è una certa confusione fra problemi di ordine politico e di ordine finanziario-amministrativo. Ed anche sull’articolo citato del cittadino online in qualche modo si tende a trascurare alcuni fatti dalle ovvie problematiche politiche. Il pericoloso intreccio tra istituzioni politiche e culturali senesi, banca e partiti (nonché associazioni non troppo politiche come quella massonica per dire), più volte e da più parti denunciato su questo blog (e altrove) rischia di far perdere l’esatta percezione del problema. Scusate quindi il tono un po’ professorale che mal si addice al Favi di Montarrenti, ma volevo dividere il grano dal loglio.
    Prima i fatti: d’improvviso scoppia un casino che peraltro era già stato annunciato da anni da isolate voci quali quella di Giovanni proprio qui e si scopre alla fine che l’Università di Siena si trova in una posizione debitoria con una molteplicità di creditori (che non sono solo l’Inpdap tanto per essere chiari), ma che vanno dalla società dell’energia elettrica al giornalaio in San Vigilio (non sto scherzando) fino al MPS (ovvio). È evidente che tutto ciò, al di là del fatto che il principale debito con l’Inpdap che grazie al ravvedimento operoso è divenuto alla fine di 80 milioni di euro è stato contratto nel 2004/2005 e quindi fuori dalla gestione Focardi, è evidente dicevo che anche a volerlo due anni e un pezzetto di rettorato non possono aver causato un dissesto del genere. Di anni ce ne vanno almeno 12 diciamo (qualcuno come Libera Siena dice anche 16 o 18 per tirarci dentro il buon Berlinguer che comunque dentro ci sarebbe stato comunque visto che era il principale sponsor di Tosi). Quindi è giusto solidazzare con Focardi (meno con il Direttore Amministrativo visto che fa parte dell’amministrazione da molto più tempo) quando va a fare le passeggiate alla Lizza per depositare memorie che lo scagionino. Ma la solidarietà – ahimè – finisce qui perché l’amico Silvano ha finora tralasciato tutti i mezzi a sua disposizione. Siccome il bilancio è redatto dal Ragionere, con una relazione del Rettore dopo la certificazione dei Revisori dei conti e infine firmato dal Consiglio d’Amministrazione e dal Direttore Amministrativo, si vorrebbe sapere qui a Montarrenti come mai Focardi e Bigi hanno finora evitato di denunciare i revisori dei conti alla Procura della Repubblica, tanto che su La Nazione di sabato quel bel personaggio del Presidente di questo organo sosteneva di essere stato minacciato e sosteneva di aver scoperto la voragine. Beh è roba da matti. I Revisori dei conti devono essere chiamati a rispondere dalla magistratura immediatamente e il Rettore e il Direttore Amministrativo hanno mancato colpevolmente di denunciare il fatto.
    Sempre per far capire come mai certa solidarietà alla fine diventa pelosa, vorremmo sapere come mai il buon Focardi, nonché il Dottor Bigi non siano in grado di essere autorevoli con il Consiglio di Amministrazione, nonché con l’altro organo di governo dell’Ateneo che è il Senato Accademico. Perché se non recuperano immediatamente autorevolezza e non solo mettono una pezza a tutto questo casino, ma non impongono un cambiamento radicale di registro a tutto l’Ateneo (e non alle stabilizzazioni accusate da qualche giornale come il Corriere della Sera di domenica scorsa di aver provocato il buco, ce ne sarebbero volute 2000 di stabilizzazioni!), tra sei mesi risiamo da capo a dodici. Questo perché il malcostume di spendere una marea di quadrini senza aver verificato il budget a disposizione che platonicamente viene praticato dal particolare al generale e poi di scaricare le fatture scoperte sul tavolo dei tecnici non è certo prerogativa del personale tecnico amministrativo, questo lo vorrete concedere.
    E veniamo alla politica. È evidente che ‘sto disastro lo si deve alle lobbies che all’interno dell’Ateneo capitanato da quel bel tomo di Rettore precedente facevano (e in qualche maniera fanno ancora) il bello e il cattivo tempo. Faccio un esempio: fino all’insediamento di questo Rettore il signor Boldrini era a capo di un’area Comunicazione e marketing (che già come espressione fa vomitare) composto dalla bellezza di cinquantaquattro persone, aveva una radio, organizzava Parole e musica invitava – per dire – compagnucci come Vecchioni che mi immagino non sarà venuto gratis et amore dei e via così. Il bello (si fa per dire) è che i compagnucci che fino ad ora hanno mangiato il mangiabile ed hanno sistemato tutti i loro anche con l’utilizzo dei cani da guardia costituiti da certi sindacati che – bada caso – con Tosi ottenevano tutto quello che volevano, mentre con questo Rettore non fanno che farci la guerra, sono ancora in sella ed anzi sperano da tutto ciò di ricavare il proprio bel guadagno, inserendo il proprio Rettore ed il proprio Direttore Amministrativo. Ergo se i due in carica fino ad ora non prendono provvedimenti il culo – tanto per essere chiari – non se lo salvano e non sarà stato sufficiente impallinare il capo dell’Ufficio Ragioneria che – per carità – avrà di sicuro le sue colpe (se non altro quella di non aver mandato a quel paese chi gli voleva far sporcare le mani con virtuosismi finanziari), ma che certo non sarà il responsabile né diretto né indiretto di tutto ‘sto bordello. Il Sindaco – che per una volta aveva detto una cosa giusta (e cioè che le passeggiate alla Lizza non andrebbero fatte in quel modo) non ha finito il concetto (concetto è parola grossa per quelle menti lì) vuoi per disattenzione vuoi per malafede. Alla Lizza ci si va per denunciare chi a norma di legge è responsabile della giustezza dei conti, e cioé i Revisori dei conti, il capo dell’Ufficio Ragioneria ed in ultima analisi il Consiglio di Amministrazione che è composto – si può dire – per buona parte da dei mezzi delinquenti, per non dire delinquenti interi che per un periodo enorme di tempo ha fatto il gioco del plurinquisito rettore Tosi ed ora fa la fronda ad un Rettore evidentemente debole (ed è la sua unica colpa) che è inviso alla cricca PD-RC-CGIL che ha da anni effettivamente fatto quel cazzo che gli pareva.
    Spero di essere stato abbastanza chiaro. Saluti da Montarrenti.

    Il Favi

  39. Signori,
    voi che siete dentro, perché non chiedete come vanno le nuove iscrizioni? Un consigliere d’amministrazione ha diritto di saperlo, no? Tanto per cominciare a capire quanto danno hanno fatto gli sciagurati cui si deve questa voragine!
    A proposito, voi parlate dell’ex-rettore Tosi, ma i processi sono finiti? Chi non è a Siena ha difficoltà a seguire queste vicende, capirete.
    Grazie dal Vostro grato
    Arlecchino

  40. Dovrebbe essere chiaro a tutti che vi è una lotta intestina nei centri di potere. Qualcuno, qualche prof. imbroglione, è “saltato”, ma avendo ammanigliamenti in varie cosche, si prepara al grande ritorno e alla rivincita (vendetta). I principali “golpisti” sono da ricercarsi nella facoltà di Lettere e Filosofia (gli Ideologi) e in facoltà affini… È tempo di stringere alleanze e solidarietà fra le persone perbene che operano all’università e negli enti culturali. Conosco i capobanda e sono pronto a indicarli a chi veramente lotta per la vera democrazia che non c’è mai stata a Siena. Il pericolo è grave perché qualcuno non si fermerà di fronte a niente. Si chiama o si potrebbe chiamare “politica criminale” avallata da centri di potere diretti da persone completamente marce. Non prendete la mia denuncia della situazione sottogamba, per favore. In guardia! E prima di andare a nanna: bravo prof. Loré!!! Fuoco sul quartier generale!

  41. … stamattina dal benzinaio, il giovanotto che mi faceva il pieno: “all’università, e siete troppi!!! Qui bisogna taglià, chiude e basta“.
    Vox populi vox dei… stavo per dirgli che anche i benzinai sono un po’ troppi.

  42. Quel benzinaio mi pare parente di quell’oste di Lotta Continua che molti anni fa, nella sua osteria, diceva che è giusto fracassare la macchina fotografica al turista che faceva foto alla rissa contradaiola. Poi lo rividi a Lettere aggredire un professore di sinistra. Quesito: si è mai chiesto il bullo che senza turisti chiuderebbe la sua stimatissima hostaria?

  43. Toh, chi si rivede! Il Favi di Montarrenti? Ma che, è quello di you tube di Omar Calabrese? Ne sa parecchio vedo, dall’interno finalmente. Bravo, avanti tutta, non fatevi intimorire. Ma è vero di Enzo Martinelli? Ma non è stato provveditore a Siena, a Milano, eminenza grigia della DC dei bei tempi? È lo stesso? Me ne parlava già il mi’ babbo… ma quanti anni ha? Forse ora capisco che i conti possano non tornare. Giustissimo chiedere compensi. Certo sono pensionati statali, po’rini. Non siate troppo severi a meno che non abbiano veramente chiuso uno o tutti gli occhi come sembra.
    Ci sono le responsabilità politiche, poi. Chi ha dato l’aire al trio Berlinguer-Semplici-Boldrini? I PCI erano d’accordo o no a suo tempo? I vari intellettuali come Olivetti, Piccinni, Bettini, Calabrese, Detti, Balestracci, Catoni, insomma l’allegro stuolo della celebre Facoltà di Lettere, dei grandi democratici riformisti ecc. si sono mai dissociati? Un tempo avevano fatto per nobili motivi Alleanza per Siena contro il cattivo Piccini, ora sono come la morte civile.
    Vostro Arlecchino

  44. Intempestivamente propongo l’abolizione dell’autonomia universitaria: mi sono infatti accorto che stiamo discutendo solo dell’assalto alla diligenza da parte delle camarille localistiche in larga misura extraccademiche, di personaggi dai retroscena noti solo a chi vive tutte le dietrologie della politichetta locale, con i suoi Capuleti e Montecchi, le sue decennali faide e le sue pericolanti logge, delle gesta ero(t)iche di gente con la terza media eretta a professore come Caligola eresse senatore il suo cavallo; chi (e sono tanti) sia capitato nell’ateneo senese solo per lavorare, prova solo un leggero smarrimento.

  45. Bravo Arlecchino! Giusto. Ah Stavrogin, ma sei nato ieri? Da quanto sei a Siena? Hai avuto bisogno di questa voragine per accorgerti di cosa succedeva? Strano, mi sembravi assai vispo di solito. Certo che l’autonomia universitaria è stata libertà di spreco in mano ai professori, te ne sei accorto ora? Sveglia!
    E poi, non è tutto così? Non c’è ente senese che non sia assalito dalla diligenza del partito democratico, con tante corpose briciole per gli alleati, a partire dai “puri” di Rifondazione. Quando qualcuno si lamenta gli piazzano il figlio/a da Bassilichi, dicono i maligni, come dato che non saprei confermare e che riferisco solo per dovere di cronaca ai non senesi. I Dipietristi zitti appoggiano il sindaco sotto sotto contro il Ceccuzzi, inserendosi addirittura in una bega di potere del PD e legandosi mani e piedi al loro carro. “Pancho” aveva promesso di venire ogni due mesi a riferire sul suo lavoro al Senato. Viene a benedire i suoi filo-sindaco?
    Intanto Libera Siena ha subito oggi, lo dico soprattutto per l’esule Arlecchino, minaccia di querela da Berlinguer e Tosi per l’articolo pubblicato anche in questo sito, aprendo. Ne vedremo delle belle!

  46. Mauro Barni, Rettore e Sindaco di Siena, si era così espresso:
    «(…) E invece ciò che mi sorprende in questo caso, e in molti altri in questa città, è che si cerchi di creare attorno una cortina fumogena. A Siena siamo troppo convinti di essere i migliori e che non possa accaderci nulla. Così cadiamo sistematicamente nell’errore di sottovalutare ciò che accade. Mi chiedo, in omaggio a che cosa? Il livello amministrativo di questa città lo considero ancora fra i migliori, ma esiste ed è diffusa la tendenza ad ovattare tutto. Anche nel caso di cui la magistratura si sta interessando, non si è sentito il bisogno di documentare prima ciò che stava accadendo. In sostanza a Siena è tempo di farsi meno lodi e di guardare i problemi più concretamente. (…) Cercando di minimizzare, evitando di parlarne, si generano solo sospetti. Prendiamo un altro caso. E chiediamoci perché la storia dei concorsi all’università di Siena finisca per comparire solo sul Messaggero, mentre qui non se ne fa neanche cenno. È emblematico.»
    Come per il comunicato di Libera Siena si tratta di rari momenti di luce e di speranza per chi la libertà e la dignità non si limita a predicarle e a celebrarle senza scontri scomodi con l’altrui indifferenza, paura ed omertà. Exoriare aliquis?!

  47. Bravo prof. Lorè! La citazione del Prof. Barni è di un medico legale già rettore, sindaco ecc. ecc.
    Lo dico per l’esule Arlecchino.

  48. Caro Arlecchino – e cari amici -, si, la cordata di Lettere la conosco molto bene… Forse manca il nome di Luperini o Asor Rosa, ma ci son pressoché tutti. Come vedi tacciono, non si smuovono dal loro feudo. Dove, naturalmente, possono entrare solo gli amici (ormai non si chiamano più compagni, seguendo l’ennesima svolta del partito veltroniano). Molti di loro sghignazzavano, sentendosi ben protetti, maramaldescamente e potendo contare su una città silenziosa (li ho sentiti io). L’università avrà un cambiamento solo quando costoro faran le valigie.
    Per quanto concerne la denuncia contro Libera Siena, un giornale di area PD, quello del Bisi per intenderci, la dà per scontata e già in atto. Io sarei stato, tornando al discorso, più felice di lottare contro dei padrini che contro dei fasulli democratici ex comunisti.
    Virtù contro a furore prenderà l’arme e fia el combatter corto chè l’antico valor negl’italici cor non è ancor morto (cito a memoria da Machiavelli, poesia di Petrarca).
    Viva la libertà!

  49. Tra i golpisti non sottovaluterei la facoltà di Scienze Politiche, da cui proveniva l’ultimo antagonista dell’attuale Rettore. È questa la facoltà affine a cui allude Paolo? Venerdì 3 ottobre molti residenti in via Mattioli n. 10 erano schierati in prima fila al San Niccolò.
    I compagni di merende (Bigi & Interi) sono emanazione di Jolanda: come tanti rampolli accademici sono modellati a immagine e somiglianza del Barone.

  50. Si caro Machiavelli, mi riferisco a Scienze Politiche e Scienze della Comunicazione. Nella prima fui cacciato da due concorsi e feci in uno una denuncia poiché si eran fatte scorrettezze ed era passato il tecnico portaborse di un noto “umanista del centrosinistra”. A Scienze della Comunicazione ho visto in modo legale lettere del prof. Calabrese che mettevano in buona luce fotografi ecc. e si diceva “ha lavorato per noi, è bravo, rinnovategli il contratto”. Qui vi è reato? Io non lo so ma pongo la questione così com’è… cioè questo costume. Stranamente Calabrese non si fece mai trovare quando io intendevo proporre la mia ricerca (avevo collaborato con lui). La cosa più strabiliante è che questo grande compagno è stato insignito di un premio per la lotta al cancro. Ebbene – ei sapeva- aveva davanti un malato grave di tale malattia dato per spacciato (cioè io, dottor Fedeli)!
    Si noti che nel concorso di scienze politiche la mia lectio sul nazismo fu applaudita dal pubblico, messo debitamente a tacere da noto prof. che poi mi propose non la cattedra ma di diventare una figura intermedia, basta che…

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