Alcuni dati sui collaboratori ed esperti linguistici dell’Università di Siena

Nell’ateneo senese è cominciata la rivolta dei collaboratori ed esperti linguistici (CEL) che, in occasione del rinnovo del contratto collettivo integrativo scaduto a dicembre, dichiarano: «giudichiamo estremamente preoccupante la volontà da parte dell’amministrazione di decurtare il nostro stipendio da un giorno all’altro di un terzo. Oltre ad essere un’offesa alla nostra professionalità ed un danno economico e morale rilevante, crea un precedente pericoloso per tutti i lavoratori.» Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Per 500 ore annue, ai CEL è attribuito un trattamento fondamentale, in base al contratto collettivo nazionale, di circa 15.000,00 €. Inoltre, ciascun ateneo corrisponde al collaboratore linguistico anche una retribuzione integrativa, attribuendo un trattamento economico complessivo corrispondente a quello del ricercatore confermato a tempo definito e con effetto dalla data di prima assunzione (art. 1 del D.L. 2/2004). A Siena la retribuzione integrativa annua dei CEL supera di gran lunga quella dei colleghi fiorentini. Stupisce, pertanto, leggere sulla stampa di “mortificazioni” inflitte ai CEL e del possibile blocco di 4 corsi di laurea in conseguenza della riduzione della parte variabile dello stipendio. Tanto più se si considera l’esubero di collaboratori linguistici di Siena rapportato con gli altri atenei.

36 Risposte

  1. «Io credevo che uno dei mali dell’ateneo senese fosse l’aver speso soldi in futilità, e ora parliamo di smantellare questo e quello un po’ a casaccio, senza che mai affiori il tema dell’eccellenza (altro segno di provincialismo estremo…). Parliamo di cose serie, per piacere.» (stavrogin 7 marzo)
    «per cogliere appieno le potenzialità della città di Siena e del suo territorio in termini di attrattività studentesca. “Studiare a Siena” dovrà essere oggetto di una campagna comunicativa rivolta agli studenti italiani e non, e alle loro famiglie, che evidenzi oltre alla qualità dei programmi didattici e di ricerca, la qualità dei servizi offerti agli studenti del nostro Ateneo”. Infine si chiede con forza che nell’implementazione del Piano di risanamento venga mantenuto un costante dialogo con le organizzazioni sindacali» (dal Corriere di Siena)

    «la spiacevole situazione in cui si verranno a trovare i CEL. Stiamo cercando di fare chiarezza su come poter intervenire, infatti, è scaduto il Contratto integrativo precedente e nella ipotesi presentata dall’Amministrazione vi sono tagli significativi. La questione si presenta ancora più delicata perché la parte pubblica ha avuto il coraggio di minacciare l’uso dell’art. 40 c. 3ter della legge 165/2001 così come modificato dalla legge 15. Questo articolo prevede che se non si raggiunge un accordo l’Amministrazione può imporre in via provvisoria la sua proposta.» (dal comunicato RdB)

    Sapete quante ore di lezione sono coperte dai CEL? Quanti crediti per studente? Quanti corsi di laurea hanno materie caratterizzanti che dipendono dalle ore svolte dai CEL? Sapete che il livello di preparazione in termini di competenza comunicativa è validato esternamente? E saprete paragonare questo con altri tipi di prestazioni nell’Ateneo? Sapete che il CLA (Centro Linguistico d’Ateneo) è il primo di Italia? Sapete quante ore di insegnamento servono per arrivare al livello B1. Sapete i requisiti per l’insegnamento linguistico? Siena è l’unica Università in cui i livelli di competenza comunicativa in inglese sono validati al livello internazionale attraverso certificazioni. Il CLA ha organizzato l’idoneità al livello B1 per tutto l’ateneo e un supporto alla didattica on-line per i non frequentanti. I CEL dei corsi di laurea in lingua garantiscono un livello C1 – in altri atenei, fra cui sicuramente Firenze, non garantiscono nessun livello. Alcuni atenei laureano in lingue persone allo stesso livello dell’idoneità di Siena. Le centinaia di studenti nel corso di laurea in Lingue sceglie di venire a Siena proprio perché garantisce questo livello di competenza linguistica – spendibile sul mercato del lavoro e certificato.
    La valutazione del lavoro dei CEL tendenzialmente supera in gradimento quello dei docenti. I CEL fanno il triplo di insegnamento dei docenti (18 ore settimanali per tutto l’anno, a Firenze fanno corsi di 30 ore senza obiettivi precisi o accertamento validato, forse per questo il loro trattamento è diverso). I CEL hanno vinto un concorso in cui venivano valutati qualificazioni professionali, accademici e anni di servizio. È stato verificato il loro bagaglio di conoscenze specifiche.
    I servizi forniti dai CEL pare adesso dovranno subire un taglio drastico, un terzo dello stipendio, ma non per scelta dell’ateneo. Non perché il CdA o Senato abbia detto “Non c’interessa questo servizio, preferiamo non avere un servizio di qualità, vogliamo scendere al livello di incerta validazione degli altri atenei in materia di preparazione linguistica e una provvisione di ore di insegnamento inadeguata al lavoro da fare.” Ma i servizi verranno ridotti e lo stipendio ridotto da un terzo perché la legge Brunetta vieta di mantenere il livello di retribuzione garantito a questo gruppo di insegnanti solo perché il loro contratto è in scadenza e perché adesso si può togliere la parte integrativa, un terzo. Il loro lavoro è controllato e di sicuro livello di eccellenza (numero di studenti, crediti, valutazione internazionale, valutazione al livello di ateneo) ma si taglierà sia lo stipendio che le ore di lavoro. L’Ateneo aveva deciso di evitare le cause e giudizi al livello europeo dando uno stipendio adeguato e in ritorno ha anche avuto un servizio di qualità. Adesso una legge Brunetta obbliga l’ateneo a non pagare più questo stipendio e di tagliare questo servizio. Si tratterebbe di scendere ai livelli di prestazione di altri atenei, togliendo così un elemento di eccellenza, un motivo per scegliere Siena – un numero di ore inadeguato, livello di competenza raggiunta senza validazione esterna; in questo diventerebbe congruo con il tipo di valutazione fornita dal resto del corpo docente che, si sa, non fornisce nessuna garanzia di attendibilità e tende all’autoreferenzialità.
    Il nuovo ordinamento garantisce un livello del B2 nei corsi magistrali. I corsi di laurea in Scienze Politiche e Economia hanno insegnamento in inglese. I corsi di laurea in Scienze e Medicina utilizzano documentazione di ricerca in lingua inglese. Il corso che porta al TOEFL e il corso che porta alla certificazione livello C2 sono affollatissimi. Il bisogno c’è. L’eccellenza pure ma sta per essere smantellata.
    Forse il numero di CEL è più alto rispetto ad altri atenei, forse la retribuzione è più alta ma il servizio reso e la correttezza rispetto a leggi europee è altrettanto diverso. Si può sempre decidere alla luce del sole che tale eccellenza va buttata in aria ma una scelta del genere non è stata fatta. Soprattutto nessuno del CdA o del Senato ha criticato il lavoro fatto dai CEL, né gli sforzi enormi del CLA a rispondere alle richieste dei corsi di laurea e delle Facoltà e i salti mortali eseguiti nel farlo. Il valore è evidente e verificabile. Mi sembra dunque ingiusto parlare di esubero. Non è la stessa cosa di avere qualche centinaia di persone in più che non garantiscono servizi verificabili. Qui l’eccellenza si tocca con mano. E visibile anche al livello di internazionalizzazione. Il bisogno è chiaro a tutti tranne i più autistici o provinciali che non sono in contatto con le esigenze della comunità di ricerca internazionale. Si sta per smantellare veramente a casaccio togliendo eccellenza, qualità di servizi e attrattività. E si sta per compiere un’ingiustizia ai CEL, sempre considerato corpo estraneo e di cui il lavoro spesso viene svalutato. Forse fa comodo nella situazione orrenda attuale ma non è una cosa da guardare con soddisfazione per un taglio ben fatto a un budget in deficit.

  2. Tutto passato dal CdA dei nostri illuminati rappresentanti di categorie e di enti, vero? Esistesse una seria class action dovremmo perseguirli…

  3. http://www.youtube.com/watch?v=RA5FVdvWY8E … ognuno benché informato finge di aver altro per la testolina ma quello che da tempo risulta evidente a chiunque ha un poco di sale nella zucca è una vil deriva delinquenziale demolitrice di ogni certezza e foriera di lutti e sofferenze, ricorrenti nella storia ma insufficienti a fare capire l’urgente esigenza di adeguate reazioni difensive!!! Quando c’è l’onda di consenso popolare al re al duce al capopartito al truffatore di turno son sempre sparuti i manipoli dei consapevoli coraggiosi salvo poi arrivare dal consenso plebiscitario alla bruciante disillusione e alla rivolta di piazza con ghigliottine e patiboli vari… e a Siena?! Che paghino le vittime tanto alla sofferenza son avvezze! E gli autori di tal criminale disastro? Magnificenza vuole che l’oblìo prevalga ed al futuro si guardi – cinghie ben tirate e ricerca in agonia – tanto ai docenti si sa che sgradita è ogni interferenza della magistratura… e poi… come si dice… cacio vinto – anche barando oscenamente – ‘un si rigio’a!

  4. Hai ragione Cosimo! Te lo dico in una critica situazione fisica e professionale. La solita canaglia sta silurando la mia ricerca, roba da Minculpop e da Berija. Qui possono contare su un livello bassissimo culturale e alfabetico della massa, abituata a scazzottarsi pel palio e a dormire con le solite befane… Una cricca universitaria e comunale sta accendendo le pire per le menti critiche. La sinistra falsa e borghese al dominio si frega le mani. Ci vuole un Robespierre.
    Il Bardo

  5. Logica aberrante quella di Retread, non solo perché il suo commento è intriso di autoreferenzialità ma, soprattutto, perché la tanto decantata eccellenza, per esplicita ammissione dell’autore, trova giustificazione e linfa vitale solo nel numero dei CEL e nella retribuzione più alti. Infatti, con la riduzione del trattamento integrativo, dice Retread, si scenderebbe «ai livelli di prestazione di altri atenei, togliendo così un elemento di eccellenza» come avviene con «il resto del corpo docente che, si sa, non fornisce alcuna garanzia di attendibilità.» La legge non consente questi privilegi; il trattamento integrativo dei CEL a Siena non può essere il doppio di quello degli altri atenei.

  6. Certo che no. Siena infatti ha dovuto adeguare il trattamento dei CEL per evitare cause, dopo avere perso una causa in primo secondo e terzo grado. Adesso altri atenei si trovano a dovere adeguarsi (Padova è stato condannato a pagare arretrati per 9 milioni di euro per esempio). Il mio punto era che la scelta di tagliare non era una scelta ma obbligata dalla situazione del deficit. La scelta dove c’è stata era nell’organizzare bene il servizio. Si perderanno gli effetti di questa scelta e si continuerà a avere lo stesso numero di lettori (tranne chi se ne andrà) ma non potranno assicurare per tutto l’ateneo gli stessi servizi con prova iniziale, garanzia di livello in uscita e certificazioni internazionali. Effetto di altre scelte.

  7. Non sarebbe bene che i CEL facessero una bella conferenza stampa? Non si può procedere con i sentiti dire o elementi puramente quantitativi… no?
    Forza, coraggio… tanto non sarà il Vs. sacrificio a salvare dal naufragio…

  8. Se volessimo essere precisi io distinguerei CEL anglofoni dagli altri perché i primi arrotondano anche con le traduzioni o no?

  9. Se vai a vedere questo non si finisce più… c’è chi ha figli, mamma invalida ecc. piuttosto richiamerei l’attenzione tua e degli amici, a cominciare dal Barretta, sul fatto che come al solito c’è qualcuno che lo ha più lungo, come dicono qui… fresco fresco, amici CEL!

    Università degli Studi di Siena (Avviso)
    Si porta a conoscenza che è stato emesso il seguente bando di concorso per il reclutamento di n. 1 Ricercatore a tempo determinato (30 mesi) presso il
    Dipartimento Farmaco Chimico Tecnologico di questa Università:
    No comment

  10. A parte il fatto che se c’è da fare economia, non è certo sui CEL, viste le figuracce che la maggior parte degli italiani fanno all’estero quando tentano di tirar fuori qualche frase in lingua straniera ridicolizzando l’intero nostro paese, per non parlare del livello dell’istruzione linguistica impartita nei licei, che risente di un’impreparazione dei docenti dovuta proprio alla scarsità di lettori/cel nelle università, vorrei ricordare all’autore di questo blog che il rapporto lettore/studenti, per legge, era stato stabilito per legge di 1 a 150, per cui di lettori/cel, a siena, ce ne dovrebbero, teoricamente, essere ben 115, se la legge venisse rispettata!!!

  11. Uhm, non è un grande argomento. I corsi ordinari si dovrebbero sdoppiare ogni 250 studenti e molto spesso non succede per ovvi motivi!
    Piuttosto come va la cosa alla Stranieri? Ne hanno anche loro, no? A parte le decine di ricercatori che, beati loro, non sanno cosa sia la didattica.
    A proposito, come si potrebbe pensare a un passaggio automatico nel ruolo degli associati per loro?
    Là la proporzione docenti:studenti deve essere di uno a 10, o sbaglio? Pronto a correggermi, illustre prof. Vedovelli, se solo ci dà dei dati! Non Le sembra che sia l’ora della verità, ma allora per tutti?
    La terza Facoltà di Lettere di Siena che nella programmazione regionale auspicata giustamente dalla Regione che fine dovrebbe fare? E’ stato il principale errore storico di Barni, una eredita pesante, caro prof. Lorè, mi dispiace parlarne, perché rispetto agli ultimi rettori è stato incomparabile. Ma alla Stranieri è stato troppo largo, da vacche grasse. O da inflazione al 20%, che dir si voglia.
    Comunque, che fine farle fare, cara Ministra ne sa niente? Tutti i docenti smembrati a Pisa e Firenze con accorpamenti forzati alla Roma Sapienza? Se Frati sopravvive alla proposta, sia chiaro!
    E quelli di lingua fusi tra le due università con lo stesso status? I sindacati che dicono? Una volta tanto tacciono?
    Grazie, 2+2

  12. Vista la notizia di oggi: sarebbe utile che il prof. Grasso inserisse indicazioni sullo stipendio del dirigente di II, arch. Neri, nominato vice direttore vicario, nonché la relazione sugli atti, che ha emesso da quando ha il contratto con l’Ateneo (97.000 euro all’anno). Preciso sarebbe utile conoscere, non le mansioni astrattamente attribuite, ma cosa ha concretamente fatto da quando è stato assunto dall’Ateneo.
    Un ulteriore dubbio, ma un architetto, ha anche competenza e preparazione giuridico-contabile, per poter “sostituire il Direttore amministrativo nei casi di impedimento e di assenza, relativamente alle funzioni ad esso direttamente attribuite dallo Statuto e dalla normativa vigente”?
    Pur se formalmente ineccepibile la nomina, sul merito sorge qualche perplessità. Ma per legge o per contratto, qual’è la retribuzione di un dirigente di seconda? Peraltro… in tema di trasparenza, qual’è l’attività e gli atti concretamente realizzati, dagli altri due dirigenti dell’Ateneo nel corso del 2009, dottori Interi (dir. di seconda) e Bigi (dir. di prima)?
    Ringrazio il prof. Grasso per la ricerca delle informazioni, che puntalmente pubblica sul blog.

  13. Cara Marina,
    ma non sai che ha fatto un piano di megasviluppo dell’Ateneo all’Arbia che si integra con quello del Comune?
    Invece di pensare a salvare l’Università il Focardi e i suoi pensano a fare gli spuntelli del Cenni!
    Mio Dio che pena… 2+2, amici… 2+2

  14. Riguardo ad alcune domande di Retread:

    D. «Sapete quante ore di lezione sono coperte dai CEL?»
    R. No, non ne sono a conoscenza, ma conosco perfettamente quante sono le mie ore lavorative (1.872 ore in 12 mesi e non 500 ore).
    D. «Quanti crediti per studente?»
    R. “Crediti” è cosa sono? Io collaboro con il docente alla crescita degli studenti che mi sono stati affidati cercando di fargli capire che la “conoscenza” non è il fine ma il “mezzo” per poter sfruttare al meglio l’offerta formativa del nostro Ateneo.
    D. «Quanti corsi di laurea hanno materie caratterizzanti che dipendono dalle ore svolte dai CEL?»
    R. Molte, probabilmente tante, e su questo niente da dire ma, aggiungerei (provocatoriamente) l’insegnamento di un’altra lingua “Italiano”, tanti “precari della scuola a spasso” ringrazierebbero di cuore.
    D. «Sapete che il livello di preparazione in termini di competenza comunicativa è validato esternamente?»
    R. No, non sapevo che è “validato esternamente” il livello di preparazione in termini di “competenza comunicativa”; lo ammetto, le ore passate con provette e affini, sotto una cappa puzzolente ed una cena che aspetta solo il microonde per darti la “buona sera”, mi ha impedito di conoscere questa “validazione esterna”. Mi scuso per la mia ignoranza e per aver svolto il mio lavoro di “tecnico”, pagato regolarmente euro 1300 mensili, collaborando alla didattica (oltre a svolgere il mio lavoro) anche, e oserei dire spesso, ma solo per hobby, oltre l’orario di lavoro contrattuale (7 ore e 12 min), mi piaceva fare il docente, (averlo saputo prima della vostra esistenza, o meglio, della vostra “retribuzione”, altro che “hobby”).
    Provvederò, quanto prima, a far validare esternamente il mio livello di preparazione (anche se mi sfugge, ma questa è una mia lacuna) il concetto di “competenza comunicativa”.
    Comunque, sino ad oggi, lavorando anche come “Collaboratore Esperto alla Didattica” (CED = retribuzione annua lorda dopo 15 anni di servizio di circa euro 25.000,00) e non come “Collaboratore Esperto Linguistico” (CEL = retribuzione annua lorda dopo 12 anni di servizio di euro 44.891,83) ho preparato tecnicamente “bene” gli studenti tant’è che molti di questi, ormai nel mondo del lavoro sia nazionale che internazionale, sono tornati per ringraziarmi della dedizione ed attenzione rivolta a loro. Spero che dal nostro Ateneo escano sempre più professionisti preparati prima a “fare” (e noi siamo già pagati per questo; per insegnare ci sono i “docenti”) e poi a “parlare” (anche per questo, se la vecchiaia non mi gioca brutti scherzi, ci son “docenti”).
    Non voglio offendere nessuno, sia ben chiaro, e poi non certo dei “colleghi”, regolarmente assunti come me: “Tecnico Amministrativo ed elaborazione dati”, che svolgono anche lo stesso mio lavoro “collaboratori alla didattica” e che lavorano anche e, come me, “soprattutto” per hobby.
    D. «E saprete paragonare questo con altri tipi di prestazioni nell’Ateneo?»
    R. L’elenco è lungo, basta guardarsi intorno (…non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire ma non c‘è peggior cieco di chi non vuol vedere…).
    D. «Sapete che il CLA (Centro Linguistico d’Ateneo) è il primo di Italia?»
    R. I sondaggi lasciamoli ai politici. Noi, anche nelle difficoltà cerchiamo di essere “scienza”, non “fantascienza”.
    D. «Sapete quante ore di insegnamento servono per arrivare al livello B1?»
    R. No. Ma so quante ore occorrono per arrivare a far comprendere ad uno studente che quello che sta imparando non gli servirà a superare un esame ma a costruirsi la vita (tra cui quello di arrivare al B1 e anche oltre).
    D. «Sapete i requisiti per l’insegnamento linguistico?»
    R: Alti o bassi questi “requisiti” non giustificano una retribuzione così “diversificata” (arrivando anche a circa 60.00 euro lordi annui) corrisposti a “soggetti giuridicamente” contrattualizzati. Se il loro contratto integrativo deriva da fondi ministeriali, indipendenti dal C.C.N.L., pienamente d’accordo e felici, ma se questa integrazione ricade sul salario accessorio di tutti i dipendenti dell’Ateneo, allora vuol dire che c’è stata una discriminazione tra tecnici (CEL eccellenza del nostro Ateneo) e tutti gli altri (che si presumono “ruote del carro”).

    Per concludere, io non sono di “madre lingua” e neanche di “padre lingua” ma, se non ricordo male mia madre, tuttora in vita e prossima al centenario, mi diceva che un suo pro-prozio era sbarcato in America o in Inghilterra, non ricorda bene (comprensibile) e che i figli dei figli sono poi ritornati in Italia, dando origine alla nostra famiglia. Questo per cercar di capire se «sono o non sono anch’io di “madre lingua”». Se la risposta è affermativa, ditemi come fare per avere la vostra integrazione non come CEL (Collaboratore Esperto Linguistico) ma come CED (Collaboratore Esperto alla Didattica). In fondo, da contrattualizzati quali siamo (noi e voi, ed è questo che conta) svolgiamo le stesse funzioni: collaborare con i docenti nelle attività didattiche, cioè siamo tutti “collaboratori alla didattica”.

  15. Mi telefonano ora che Ascheri in Consiglio comunale ha fatto un attacco a tutto tondo alla dirigenza universitaria: dateci una occhiata voi che potete, credo dalle 15 in poi viene trasmesso; mi han detto che era due ora fa, quindi secondo i programmi verso le 16,30 dovrebbe esser ripetuto. Chi può me lo riassuma per favore, noi foresti non possiamo vedere il canale senese.

  16. E chissà se il fogliaccio “La Nazione” et similia lo riporterà… Ha dato notizia che al Santa Maria, noto pozzo di cultura, si fa spettacolo con il “Monologo della vagina”. Certamente seguirà “L’argomento del cazzo” e “Il dito sul grilletto”. Forse ci sarà – ma ne dubito – la lettura de “I gioielli indiscreti” del Diderot. Mobilità: la Uil si oppone al trasferimento all’Inps di alcuni privilegiati dipendenti… Limpidezza: per aver difeso la legalità contro un concorso truccato al Policlinico universitario pare che un medico sia stato trasferito. Intanto prosegue l’odissea del prof. Giorgi, pronto allo sciopero della fame (e fortuna che ha per amico il “fratello” Bisi…).
    Bardo

  17. Bardo,
    guarda alle cose serie che il nostro poverino “fiorentino” non legge: la stampa senese ha già dato notizia che il nostro direttore amm.vo ha nominato l’architetto Neri vicario generale. L’ha mai fatto un concorso pubblco? Da progettista a dirigente a contratto. Fortunatamente il rettore è del PD. Non si sa più che dire.
    Altroché decreto salvaliste. Qui siamo, come con il concorso, alla sfida al buonsenso, all’opinione pubblica.
    Ragazze e signore delle cooperative, o CED o CEL che siate in attesa di decurtazione di stipendio, fate chiedere dai sindacati che ne pensano e quanto costano!
    Grazie, 2+2

  18. È regime, in effetti. Nessuno sposterà la nota cricca di “professori” che gavazzano a Siena. Sono asini rifatti ma hanno del potere e sono i consigliori del tiranno. Purtroppo da altra parte vedo solo miserrimi Superuomini, ex gerarchi ora in disarmo, in attesa di impossibili rivincite, allineate nell’incensare i Dogmi del Regime Italico e le sue Marionette Istituzionali. Sinché la cricca non verrà rimossa niente sarà stato fatto. Ah, conosco un dirigente in pensione che è stato richiamato alle armi con 200.000 euro annui, forse più del Neri, incoronato senza concorso (farsa). Si può parlare solo attraverso tribunali, viste le premesse nazistoidi dei Guru di cricca e di “istituzioni”…
    Bardus

  19. @arlecchino

    I posti da ricercatore TD si finanziano su fondi esterni. Sui quali l’ateneo si prende il 10%. Ne venisse una pioggia di concorsi così.

  20. Per tutto il loro tempo?

  21. Archie, se Cal dicesse anche, visto che deve avere contiguità con i verbali, chi è stato così bravo! Così gli facciamo un monumento: non mi sembrano fitti ora i docenti che ci riescono.

  22. La durata del contratto dovrebbe essere pari alla durata del finanziamento esterno. Così sarebbero le regole.
    Aggiungo che talvolta sono gli stessi ricercatori TD a trovarsi il finanziamento fuori…

  23. Mettete allora l’università in mano a loro, che aspettate?

  24. Da come vedo scrivere gli universitari, penso ci sarebbe bisogno di Collaboratori Linguistici di Madre Lingua italiana…

  25. È così! Bravo! Ma ormai la cricca, qui centrosinistrorsa, mette solo gli amici e i “compagni” di letto. La Università, e ben lo sapeva Starace, quello falcidiato a Piazzale Loreto davanti al duce penzoloni, è il nec plus ultra del potere ideo-politico. La sinistra senese, venduta al padronato come altrove, ha preso la palla al balzo. Piazza solo i lacché, i fogli-vendoli, le signorine “Sissignore” e i signorini che fanno i salamelecchi. La sinistra della cricca ha preso il motto del duce per quanto concerne i suoi uomini: son cretini ma obbediscono. Al comune poi han fatto tali e tanti puzzi che un uomo perbene sviene. E questi sarebbero-Metis in testa-gli antiberlusconiani? Ma ne sono il pèndant!!! Spero solo che il prc mandi il pd affanculo.
    bardo

  26. #
    cal scrive:
    13 marzo 2010 alle 10:20

    aggiungo che talvolta sono gli stessi ricercatori TD a trovarsi il finanziamento fuori…
    #
    arlecchino scrive:
    13 marzo 2010 alle 11:06

    mettete allora l’università in mano a loro, che aspettate?
    ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

    Ma insomma, come ho già scritto, io spero che la “stratègia” non sia quella di buttare fuori tutti quelli che ancora non mostrano segni di artrosi o cataratta, o problemi alla prostata, per trasformare l’ateneo in una succursale del Campansi, in attesa della graduale dipartita di questi ultimi e della successiva chiusura della bottega. Del resto la prospettiva nazionale è quella di trasformare tutte le posizioni di ricercatore in posti a TD; se poi qualche ricercatore a TD (che costa molto, ma molto di meno di uno stabilizzato, anche se non pagato con fondi esterni) può essere conteggiato ai fini dei conteggi per l’ottenimento dei requisiti necessari a tenere aperto un corso di laurea che si reputa importante, perché non considerare questa ipotesi? Io aggiungo un’altra cosa: buona parte di coloro che oggi vengono denominati bizzarramente “contrattisti”, oppure “ricercatori”, in altre epoche o in altri atenei più ricchi si sarebbero già diventati “associati”: non voglio tornare su antiche polemiche, sui circa quattrocento ricercatori che insegnano a Siena, rievocando i tempi in cui le carriere erano più facili, ma stiamo parlando di gente con quarant’anni e passa, titoli e benemerenze, esperienze di lavoro internazionali, Phd ecc. … insomma, gente che tiene famiglia e figli a carico e che ha fatto ben più dei canonici “tre anni di militare a Cuneo”, mentre l’insopportabile nepotismo, paternalismo e mammismo italico seguita a considerarli pargoli… ragazzi, ma insomma, che si fa? Qui non vedo vie d’uscita: si vocifera ancora del commissariamento, e del resto Siena da sola non ne esce; ma fra un po’, probabilmente, con le nubi che incombono, saremo in buona compagnia e cadranno anche tutti gli altri medi atenei, inclusi quelli “virtuosi”. A Firenze ci sono ancora una ventina disgraziati vincitori di concorso che lavorano da due anni “aggratisse” in attesa di essere chiamati. Tutta la canea sulla privatizzazione è pura fuffa; nel migliore dei casi metterà capo alla creazione di altri piccoli atenei sedicenti privati che prima o poi busseranno alle casse dello stato. Cito le parole del gran capo del CRUI, che reclama
    «una sostanziale revisione della politica finanziaria sin qui seguita nei confronti degli atenei statali e non statali e… un conseguente pieno recupero al sistema dei drammatici tagli già operanti e previsti per il 2011». Lo stesso Decleva ritiene ”un punto molto positivo, se si riesce a portarlo fino in fondo… l’abolizione della figura del ricercatore a tempo indeterminato per uno a tempo determinato. Il quale, se è bravo, diventerebbe professore associato. Ciò significherebbe finalmente un vero ringiovanimento dell’Università”; se è bravo!?!?!?! Suvvia… intanto non ci sono soldi, dunque siamo nel periodo ipotetico dell’irrealtà, inoltre non hanno nemmeno detto cosa faranno degli attuali 25.000 ricercatori, che come già ricordato insegnano, né come faranno a dare un posto di associato ad una parte degli uni e degli altri senza il becco di un quattrino.
    Qui da noi, ci accingiamo, volenti o nolenti, a chiudere inevitabilmente un’altra caterva di corsi di laurea un po’ a cacchio di cane, laddove colpiranno i pensionamenti, che si abbatteranno un po’ a casaccio, come le nevicate di questi giorni: cosa ci faremo di chi ci lavora? Manderemo a lavorare all’INPS anche i ricercatori (alias prof. aggrrrrrrrrrr!.) di astrofisica o di robotica? Gli faranno insegnare letteratura bizantina? E poi, una volta fatti fuori quelli a TD (che è molto facile), chi butterà in mezzo alla strada chi, visto che ancora non è stato varato un decreto interpretativo che sancisca che vi è un qualche “primus super pares” che possa conferire forza di legge al principio mors tua vita mea? Si recita la parola magica “mobilità”, ma anche volendo, non capisco come sia possibile oggi la massiccia mobilità del personale docente, sebbene credo che non pochi docenti e ricercatori, non aspettino altro che l’occasione di andarsene.

    «…La Università, e ben lo sapeva Starace, quello falcidiato a Piazzale Loreto davanti al duce penzoloni, è il nec plus ultra del potere ideo-politico… i lacché, i fogli-vendoli, le signorine “Sissignore” e i signorini che fanno i salamelecchi.» Paolo il Bardo

    Io credo che il male oscuro dell’università italiana sia il provincialismo, acuito dal fatto che le università si sono trasformate in monadi senza finestre: al massimo si registra la vocazione patologica di molti “piccoli” atenei come Siena ad essere deposito temporaneo, stazione di transito per proseguire verso altre destinazioni (come la stazione di Empoli, fra Siena e Pisa), di quelle in cui nemmeno ci si sbottona il cappotto o ci si leva il cappello, scrutando continuamente il binario; ma questa non è esattamente la “mobilità” di cui ci si riempie la bocca. La sedicente “autonomia” andrebbe abolita, così da dare fiato alla mobilità degli studiosi e ripristinare l’idea che l’università pubblica è statale e nazionale, dunque non appannaggio delle conventicole localistiche e oggetto del dibattito da bar dello sport nei dopopranzi e i dopopartita domenicali. Per anni qui abbiamo assistito al trionfo delle piccole cose di pessimo gusto, senza che la necessità reale di un contatto col mondo esterno imponesse una riflessione (col dovuto rispetto per alcune eroiche eccezioni) sul destino delle strutture portanti della ricerca, nella competizione globale fra atenei italiani ed europei: chi ci salverà dalla morsa mortale fra la beceritudine strapaesana da un lato, e dall’altro la spocchia di sussiegosi Signori Nessuno che brillano soprattutto per vacuità? Fra snobismo e conformismo? Fra il totale menefreghismo di chi considera l’università di Siena solo un posto nel quale profondere il minimo sforzo (in attesa del treno di cui sopra), e il morboso interesse di chi la ritiene invece l’ennesimo ente pubblico da depredare? Se posso a mio modo trarre spunto dall’invettiva di Paolo su taluni atteggiamenti esecrabili, confermo di aver provato anch’io più volte di recente la sensazione che in generale il tono del dibattito, ma anche i comportamenti individuali, stiano rapidamente degenerando: tempo fa il Favi suggerì di considerare oltre al PIL, il FIL (Felicità Interna Lorda); io suggerisco di considerare a questo proposito come non trascurabile l’incidenza su entrambi gli indici del CIL (Cafoneria Interna Lorda), che recentemente ha preso il posto dell’ardore dialettico e della sana vis polemica. Se c’è una cosa infatti che purtroppo mi è dato di constatare sia cresciuta in questi anni proporzionalmente al debito, è il tasso di rissosità: una degenerazione del necessario “understatement” che ci si aspetterebbe dall’istituzione accademica, in cui riterrei necessario che la buona educazione (anche limitata ad un asettico “buongiorno” e “buona sera” o un sorriso stiracchiato) fosse inclusa come voce specifica nella busta paga, tanto da auspicare le faccine di Brunetta anche per i lavoratori (docenti e non docenti) di questo settore…
    “Ma l’idraulico non verrà”, commenterebbero Fruttero & Lucentini; il commissario Basettoni, probabilmente, non giungerà: il riformismo all’italiana consiste infatti nel lasciar marcire le situazioni fino alla completa putrefazione. Credo che l’espressione “forte ridimensionamento”, riferito all’università di Siena, sia solo un eufemismo per dire “imminente chiusura” o “retrocessione in serie C”. Presto seguiranno altri caduti su tutto il territorio nazionale. Sopravviveranno pertanto solo i grandi atenei, ossia quelli più incasinati, che per quanto barcollanti, hanno comunque più risorse e più santi in paradiso. Chi ci lavora, per caso, farà carriera: si dirà a posteriori che erano “migliori”. Gli eroi sono sempre tra i vincitori.

  27. Gran male quello del provincialismo. Uno skifo. Non restano a volte che le dantesche invettive. Intanto date una occhiata la foglio del massonico Bisi: oggi una linguista attacca il prof. Grasso, reo di aver “pesantemente insultato” quel noto di farmaceutica che sta attuando una protesta (il Giorgi, exPsi ecc.). Per quanto conosca Grasso non mi pare un esagitato… Boh… Forse provocazione straprovinciale o che??
    Vs. Bardo

  28. Bene ha fatto il Prof. Grasso. La protervia di certi personaggi è inaudita. Credono che le stanze sian loro. Che gli immobili sian loro. Che l’ateneo sia loro. Ci vorrebbe il fabbro ad aprire le porte e una settimana da precario ad aprire la mente…

  29. A Paolo e Cal

    ritengo che prima di formulare qualsiasi commento sia indispensabile leggere i due brevi testi e chiedersi se siamo ancora sulla terra o sulla luna:
    Giovanni Grasso – “Giorgio Giorgi interrompa l’occupazione“. Corriere di Siena (11 marzo 2010).
    Birgitte Hoiberg – “Indignata per i toni utilizzati da Grasso contro il collega Giorgi“. Corriere di Siena (14 marzo 2010).

  30. Sicuramente sulla luna…

  31. Resta da capire chi ha scatenato Birgitte Hoiberg. Anch’io vedo certe “straniere” essere più realiste del re. Un re nudo che dà loro la pappa e la pippa e che non spara loro alle gambe, come al sottoscritto, uomo libero e non ammanigliato alla mafia locale e nazionale delle cosche partito. Fuori i mandanti. Ma forse si tratta di imbecillità allo stato puro.
    bardo

  32. Gent.mo Prof. Grasso,

    siamo sulla Terra, dove si continuano a mistificare le notizie, le informazioni.
    Il titolo dell’articolo è “quasi” ambiguo, ma quanto Lei ha detto è chiarissimo: la richiesta di trasferimento, firmata dall’arch. Neri, dirigente a tempo determinato, e vice direttore vicario, presenta vizi di sostanza e di forma che la rendono illegittima e non esecutiva…
    Per quanto ci risulta, nessuno dell’Amministrazione Centrale è andato ad approfondire la legittimità della richiesta… ma ha preferito cambiare il senso Palese delle parole.
    Brutta Deriva…

  33. …devo dire che sono “anema e core” con gli intrepidi combattenti di lungo corso GG & GG (Giorgio Giorgi e Giovanni Grasso ovvero una vita dedicata alla Farmacologia e alla Anatomia)? Lo dico: lo sono! CL

  34. Di queste inezie di spazi non mi occuperei più di tanto. Si perdono sempre post importanti come quello di Stavrogin nel bla bla; lui ha una sano realismo: ci dicano che cosa ha approvato il Senato oggi.
    Quale è il quadro didattico dell’anno prossimo?
    Chi lo conosce, lo comunichi, di grazia.
    Per i ricercatori in servizio s’è detto mille volte. OK per passarli associati salvo verifiche minime.
    Vi siete chiesti ad esempio:
    1) che cosa insegnano i ricercatori all’Università per stranieri se ci sono già pochi studenti per i professori normali?
    2) come tenere conto delle Facoltà, ci sono giuro!, che non danno insegnamenti ai ricercatori?
    2+2

  35. Si cambia il senso delle parole e le si “inventano” addirittura. Va da sé che il nicciano Foucault, ne “Le parole e le cose”, vedeva ormai hiatus incolmabile fra parole e cose: la crisi dell’umanesimo borghese! Ma qui, penso, in questo caso, si mistifica, forse prendendo come exemplum l’ipocrisia ideologica dei politicanti nostrani. Fa specie che anche un Vendola sacralizzi lo “stato di diritto” che è mera finzione ideologica, al pari di quella del partito delle libertà (=di intrapresa).
    «Molti matematici della generazione di Fermat e di Mersennesi erano trastullati con le interessanti proprietà numerologiche dei numeri primi, ma i loro metodi non erano all’altezza dell’antico ideale greco di dimostrazione.» (Marcus du Sautoy, “L’enigma dei numeri primi”, Bur Rizzoli).
    …Capito mosche cocchiere del PD!!??
    Bardo

  36. Caro Encelado e caro Retread,
    non so, a me sembra una guerra fra poveri, voluto da chi ha capito bene “divide et impera”.

    Gli stipendi a SI sono più alti che a FI? Perchè no? Perchè devono per forza scendere qui?

    In un mondo ideale, Encelado, ci sarebbero dei modi credibili per misurare le qualifiche e lavoro di ciascuno, CEL e CED – non soltanto le ore di lezioni frontali, ma anche le lauree, post lauree, qualifiche professionali, lavori di studenti portati a casa a correggere, lezioni e materiali preparati prima e dopo le lezioni, riunioni didattiche e amministrative, conferenze presentate, ecc – ma il mondo non è ideale.

    Spiace che Encelado abbia risposta un po’ pesantemente, ma ripeto, non lasciamo che la parte pubblica divida i lavoratori, nessuno dei quali guadagna troppo.

    Buon lavoro a tutti
    Doubtful

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