Con lo scopino in pugno una manifestazione da “Indignados” per il dissesto dell’Università di Siena

È la proposta di Raffaele Ascheri apparsa oggi nel suo blog, Eretico di Siena. Di seguito il suo articolo integrale.

La rivolta degli scopini (ed un suggerimento ereticale)!

Raffaele Ascheri. Il Tiresia dell’Università di Siena (il professor Giovanni Grasso, per chi, colpevolmente, non lo sapesse) l’ha fatta, ancora una volta, davvero grossa, tirando fuori la magagna degli scopini da cesso iperpagati (60 euro, più Iva) dall’Università. Uno dei tanti esempi di spreco per lo spreco. Non è uno scoop dell’eretico, quindi; il tema, anzi, è già stato ampiamente trattato dai blog non allineati (Il senso della misura di Grasso, appunto, Fratello illuminato, il Santo, più il Cittadino on line: il fatto che non sia arrivato sulla stampa “ufficiale”, non sorprende certo più di tanto…). Come si fa, però, a non scrivere qualcosina su questo tema? Il tema della “merda”, tra l’altro, è tornato ampiamente di moda, in questo incipit settembrino, con tanto di sdoganamento della parola: e ancora una volta, grazie al faro antropologico della Casta di Siena, l’ottimo Berlusconi Silvio. «Il giorno che la merda avrà un valore, i poveri nasceranno senza culo» (by Gabriel Garcìa Marquez, riportata da Stefano Bartezzaghi su Repubblica di ieri l’altro). Nell’Università senese, dunque, tutto doveva essere pulito al meglio, con il meglio che il mercato (dello scopino) potesse offrire: si è parlato di manie di grandezza dei Magnifici senesi, poteva forse fare un’eccezione lo scopino?

Visto che di scopino stiamo discutendo, perché non utilizzare i pregiatissimi scopini per fare anche altro? Un esproprio proletario in piena regola (molti docenti di oggi, ne erano teorizzatori, anni fa), da parte dei dipendenti a rischio stipendio, ci starebbe proprio bene, no? Ma non per portarseli banalmente a casa loro, bensì per utilizzarli in una bella manifestazione da Indignados caserecci: non sarebbe un’eccellente, ed originalissima, variante, rispetto per esempio alle pentole usate a Parma per protestare contro la corruzione emersa nella politica locale? Se il Comune di Siena decidesse di non costituirsi parte civile, una bella manifestazione con tanti scopini di valore davanti all’ufficio del Sindaco, non ci starebbe benone? Per non parlare di ciò che si potrebbe fare – opportunamente scopinodotati – nei confronti dei responsabili del megadissesto dell’Ateneo…

P.S. Stasera, l’eretico raccomanda, in modo caldissimo, la visione del film Fortapàsc, di Marco Risi (Raiuno, ore 21,20); storia di un coraggioso giornalista (ucciso il 23 settembre 1985, a 26 anni!), che lavorava al Mattino di Napoli. Un giovane giornalista (precario), che non aveva paura di denunciare il marcio che vedeva intorno a sé. C’è una frase, nel film, che potrebbe essere ripetuta pari pari per la realtà dell’informazione senese. Chi vedrà (o rivedrà) il film, non tarderà a capire quale sia…