Paragonando questi atenei al CEPU, si danneggia l’immagine dell’Università o quella del CEPU?

Titolo di studio come un prodotto da consumare, svendita di lauree sulla base del riconoscimento crediti, scadimento del titolo di studio, concorrenza al CEPU fatta dalle università, sono argomenti già affrontati da questo blog. L’obiettivo delle università è quello di “far soldi”, con il risultato certo di uno “scadimento dell’offerta formativa”.Il Messaggerooggi in edicola pubblica un’inchiesta sui laureati “precoci” che vede l’Ateneo senese ancora una volta ai primi posti nella svendita delle lauree, in base ad una rilevazione ministeriale per l’anno 2005. Il Corriere di Siena ha pubblicato, quattro giorni dopo l’articolo del “Messaggero”, il seguente pezzo sull’Ateneo senese: Laurea facile, fine del miraggio.

DOTTORI CON TRE ESAMI NEGLI ATENEI DELLA LAUREA FACILE

Anna Maria Sersale. Pochi esami, qualche quiz, una tesina e si diventa dottori. Scorciatoia? Sconto? Strada in discesa? Chi ha fatto per anni un certo lavoro e ha maturato esperienza professionale ottiene formidabili sconti per intascare la laurea. Non ce ne eravamo accorti ma l’Italia sta diventando il Paese delle lauree facili. Con accordi vantaggiosi per tutti. Gli atenei aumentano gli iscritti e attingono più soldi dal fondo di finanziamento ordinario, mentre gli ordini professionali e le associazioni di categoria assicurano ai loro aderenti il biglietto da visita con scritto dott. (…)
(…) La corsa sfrenata al riconoscimento dei crediti non ha limiti. Tra le pressioni delle lobby associative e lo stringente bisogno di fare cassa i titoli accademici sono diventati una merce. «Un’altra degenerazione del sistema», sostiene Giovanni Grasso, ordinario di Anatomia umana a Siena, altra università che si è mostrata generosa con i crediti. (…) Le statali con le percentuali più elevate di laureati “precoci” (la definizione è del ministero dell’Università, che ha appena fatto una rilevazione sul 2005) sono:

 

Occorre un piano di risanamento e una forte spinta per la rinascita dell’Università

Oxford

Con l’ottava puntata dell’inchiesta su “concorsopoli”, Anna Maria Sersale (inviata del “Messaggero”) affronta le ragioni del declino dell’ateneo senese.

SIENA, CONCORSOPOLI NELLA OXFORD ITALIANA

Anna Maria Sersale. L’ITALIA non ha più la sua Oxford. A Siena, una delle più antiche università dopo Bologna, irrompono le inchieste della Procura. Ferite che non sarà facile guarire. I concorsi alterati, i patti segreti, gli accordi sottobanco per mandare in cattedra i protetti di questo o quel barone, hanno svilito la dignità dell’antica accademia che ha 766 anni di vita. Avere chiuso gli occhi sui conflitti di interesse, sulla politica dello “scambio” e sull’occupazione di posizioni di forza per accaparrare carriere, consulenze, e attività extra-universitarie, ha avuto effetti deleteri. I “finti” concorsi, che in tutti gli atenei sono stati funzionali alla continuità del potere, costituiscono l’aspetto più vistoso del declino al quale ora la nuova gestione di Siena cerca di mettere riparo. Mentre i vertici accademici tentano di ripristinare regole certe, la Procura va avanti spedita. È di pochi giorni fa la decisione di chiedere il rinvio a giudizio di sei docenti, per due concorsi da associato e ricercatore su cui gravano pesanti sospetti. Due le denunce.

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L’ombra lunga dei protagonisti reali del declino dell’Ateneo senese

ombraseraw.jpgIl settimanale il Mondo, oggi in edicola, pubblica un breve articolo, di seguito riprodotto, che stimola alcune riflessioni sulla mutazione profonda, avvenuta nei 12 anni della gestione Tosi, nel governo dell’Ateneo senese, che rischia il collasso. Chi sono oggi i protagonisti della nostra università? Sono sempre i docenti, gli studenti e il personale tecnico-amministrativo?

SIENA, L’EX RETTORE TOSI PREPARA IL RITORNO

Fabio Sottocornola. A Siena molti sono convinti che Piero Tosi voglia tornare al potere, magari ripartendo dalla sua facoltà di medicina. L’ex rettore dei rettori (in quanto capo dell’ateneo toscano e della Crui) era stato sospeso a febbraio 2006 dal gip senese per irregolarità in alcune nomine e concorsi. A metà maggio partirà il processo nel quale è difeso dall’avvocato Franco Coppi. Ma Tosi è anche in attesa di altri eventi, per esempio che si dimetta Alberto Auteri, preside di medicina, che di recente è stato attaccato sulla stampa locale per le troppe cariche ricoperte. Infatti è anche direttore di un dipartimento e delegato del rettore Silvano Focardi alla sanità. A marzo Auteri ha lasciato quest’incarico, rilanciando la questione delle incompatibilità. Che riguarderebbero i professori Marcello Flores d’Arcais e Riccardo Mussari, fratello di Giuseppe, numero uno di Mps, e il preside di lettere ad Arezzo Camillo Brezzi, assessore: tutti considerati vicini a Tosi. Finora nessuno ha lasciato le poltrone. All’ex rettore fa gioco anche il duro scontro in atto da settimane tra Focardi e i sindacati, Cgil in particolare, che in passato avevano definito «privo di ogni fondamento» il dibattito sul buco finanziario (33,8 milioni nel 2005) dell’università. Il 2 aprile si sono interrotte le relazioni sindacali dopo che Focardi ha respinto la richiesta di rinviare un cda: all’ordine del giorno, l’approvazione di regolamenti come quello sull’accesso agli atti amministrativi, previsto da una legge del 1990 e mai attuato e uno sulla «valutazione della retribuzione e della prestazione dei dirigenti».

Malauniversità: Siena di nuovo sulla stampa nazionale

Espresso6apr2007L’ombra lunga della precedente gestione pone l’Ateneo senese, ancora una volta, sotto i riflettori della grande stampa nazionale. Il servizio di copertina dell’Espresso contiene una scheda (intitolata “Tra baroni e camici bianchi, Sanità, ricerca, università: quando il conflitto d’interessi è all’ordine del giorno”) che evidenzia pochi casi di una realtà molto più vasta e difficile da correggere.

Malauniversità: Siena ancora sulla stampa nazionale

IlmessaggeroCon la seconda puntata, Anna Maria Sersale, nella sua inchiesta su “Concorsopoli”, ha intervistato anche due colleghe senesi, T. Hadjistilianou ed A. Fioravanti, che hanno partecipato al concorso per professore associato rispettivamente in “Oftalmologia” e “Reumatologia”, finiti entrambi nel mirino dei giudici. Si riportano i passi corrispondenti, mentre per la prima puntata si veda: Anna Maria Sersale, Gli Atenei dei patti segreti (il Messaggero 24 marzo 2007).

CATTEDRE SU MISURA PER PROFESSORI SENZA TITOLI

Anna Maria Sersale. (…) A Bologna per un posto di oftalmologia al Sant’Orsola per poco non si sono ammazzati. Ci sono state pesanti minacce ai commissari. E perfino un proiettile mandato per posta a uno che stava per smascherare la manovra. Dopo gli arresti la Digos indaga. «Tutti dicevano che il concorso era fatto su misura per la moglie di un primario», racconta Theodora Hadjistilianou, di nazionalità greca, da trent’anni in Italia, una delle concorrenti, che per titoli scientifici poteva piazzarsi al primo posto. «Sono stata sentita come persona informata dei fatti – spiega la Hadjistilianou – Eravamo una decina di concorrenti, poi, come al solito, molti si sono ritirati. Sono andata da un avvocato, ma non ho ancora presentato denuncia. Mi sono detta che forse è meglio restare ricercatrice, lo sono da quindici anni, piuttosto che essere giudicata da una commissione del genere e vincere un concorso sporco. Non è escluso che venga tutto annullato. Intanto continuo il mio lavoro al Centro dei tumori agli occhi, dove curo molti bambini».

Antonella Fioravanti è una reumatologa. Il suo concorso per un posto da associato e bandito a Siena è nel mirino della magistratura. «Avevo fiutato delle irregolarità, avevo capito che stava succedendo qualche cosa di poco chiaro – afferma -. Alla fine mi sono trovata in mano prove scottanti e ho presentato un esposto denuncia. Non posso dire di più perché ora tutto è coperto dal segreto istruttorio. Il magistrato si è reso conto che le cose che avevo raccolto avevano un fondamento. Ha mandato carabinieri e polizia il giorno delle prove. Il blitz ha portato al sequestro delle carte e dei computer. Il processo inizierà il 5 maggio. Il bando era uscito nel 2005, sulla bocca di tutti girava il nome del vincitore. Nel bando erano stati inseriti requisiti ad hoc per agevolare il prescelto e che poi servivano per la chiamata in servizio. Il posto è uno ma gli idonei sono due. Sono andata dal magistrato ma c’è molta gente che subisce, hanno paura dell’ostracismo, si sa che chi denuncia, chi fa ricorso, chi vuole smascherare il sistema dei concorsi pilotati, poi viene escluso senza più speranze». «Ma la cosa più assurda – sostiene ancora la Fioravanti – è che il concorso è andato avanti, nonostante il sequestro, come se nulla fosse stato. Quello di cui si diceva ha vinto e ora è in servizio. Molti degli sfidanti erano stati scoraggiati prima delle prove, e invitati a mollare». (…)

Ribollita sull’Ateneo senese nella stampa nazionale

RibollitaUn altro articolo, sul buco di bilancio lasciato da Tosi nell’ateneo senese, con vecchie, del giugno 2006, e nuove notizie.

Da: L’Indipendente del 15 febbraio 2007
L’EREDITA’ DI TOSI ALL’UNIVERSITA’ DI SIENA
Quali sono le dimensioni del buco di bilancio dell’Università di Siena ereditato dalla gestione dell’ex rettore Piero Tosi? C’è chi dice che si tratti di 33 milioni di euro, altri garantiscono che i milioni di ammanco siano addirittura 55. Cifre da capogiro comunque. E come nota Economy di questa settimana «Se si considera che gli studenti sono circa 18 mila si deve dedurre che il passivo viaggia tra i 2 e i 3 mila euro a testa. Tutto questo nonostante i 9 milioni di euro che la Fondazione Monte dei Paschi di Siena versa ogni anno nelle casse dell’ateneo». Una valutazione su cui non concorda la stampa senese che nelle settimane scorse aveva scritto che «tutto il dibattito alimentato in questi ultimi mesi sul grave buco finanziario, dovuto alle precedenti gestioni, è assolutamente privo di ogni fondamento». I revisori dei conti però nella relazione al bilancio scrivono che nel 2005 «sono state disposte spese eccedenti le autorizzazioni contenute nel bilancio di previsione e nelle successive variazioni» raccomandando all’amministrazione di fare impegni di spesa «soltanto in presenza di effettive e formali disponibilità finanziarie» e chiedono di «adottare senza indugi le iniziative idonee al rientro del disavanzo». Il nuovo rettore Silvano Focardi ha intanto annunciato che a giugno incontrerà il ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi. È presumibile la conversazione investirà la grave situazione dell’università senese.

Bilancio dell’Ateneo senese: un buco che viene da lontano

IlbucoIl settimanale Economy, oggi in edicola, ha pubblicato un breve articolo, di seguito riprodotto, sul buco di bilancio dell’ateneo senese ereditato dalla gestione Tosi. La stampa locale, 15 giorni fa, aveva scritto che «tutto il dibattito alimentato in questi ultimi mesi sul grave buco finanziario dovuto alle precedenti gestioni è assolutamente privo di ogni fondamento». Incredibile! Evidentemente il deficit del bilancio consuntivo dell’esercizio 2005 non è un fatto ma un’opinione.

ALL’ATENEO DI SIENA IL BUCO SFIORA I 50 MILIONI DI EURO
«All’Università di Siena stanno ancora cercando di capire le dimensioni del buco ereditato dalla gestione dell’ex rettore Pietro Tosi (in quota alla Margherita). Il rosso oscilla tra i 33 e i 55 milioni di euro. Se si considera che gli studenti sono circa 18 mila, il passivo viaggia tra 2 e 3 mila euro a testa. Tutto questo nonostante i 9 milioni di euro che la Fondazione Mps versa ogni anno nelle casse dell’ateneo. La scorsa primavera, Tosi è stato dimissionato, insieme ad alcuni dirigenti amministrativi, da una serie di avvisi di garanzia. Tra le ipotesi di reato anche quella di aver favorito il figlio per vincere un posto di ricercatore nell’ateneo senese, in un concorso che poi ha suscitato proteste ed esposti da parte degli altri concorrenti. Al suo posto è stato eletto Silvano Focardi. Nel frattempo, la magistratura ha iniziato uno screening su nomine, stipendi e consulenze, almeno 400. L’attenzione è sull’entità dei compensi e sulla discrezionalità di spesa riconosciuta al ristretto entourage che ruotava intorno al rettore, molti in quota Ds. Si vuole capire se i beneficiari possedessero almeno qualche requisito professionale per ricoprire simili incarichi.» (j.f.)

Ateneo di Siena, la «chiara fama» nel mirino dei giudici

Il settimanale il Mondo, oggi in edicola, ha pubblicato un breve articolo, di seguito riprodotto, sulla chiamata per chiara fama di Antonio Giordano presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Siena.

Fabio Sottocornola. Dopo l’inchiesta sull’ex rettore Piero Tosi, che era stato sospeso a febbraio, la magistratura di Siena continua a indagare sull’università cittadina. Adesso nel mirino della Procura c’è la chiamata per «chiara fama» di Antonio Giordano, giovane biologo alla Temple university di Philadelphia e direttore di Sbarro institute for cancer research presso lo stesso Ateneo. Giordano è uno dei cosiddetti cervelli in fuga che da anni opera negli Usa: il suo rientro, approvato dalla facoltà di Medicina nel gennaio 2003, era finito sulle prime pagine dei giornali. Ma i magistrati vogliono capire meglio come è avvenuta l’operazione. La legge parla chiaro: la chiamata diretta per chiara fama, saltando quindi i concorsi, «è deliberata dalla facoltà a maggioranza dei due terzi». I dubbi dei magistrati (…) sembrano riguardare proprio le procedure di voto. Una volta nominato, il professore per chiara fama è equiparato, per diritti, doveri e retribuzione, a un ordinario di carriera. (…)

Su richiesta dell’Avv. M. Castellano, sono state rimosse dall’articolo del Mondo le affermazioni che nel giudizio di primo grado il Tribunale di Milano, con sentenza n. 3555/09 del 16 marzo 2009, ha dichiarato diffamatorie.
Da sottolineare che il Prof. Giordano ha inviato, in questi giorni, a tutti i docenti dell’ateneo senese e agli organi d’informazione una mail per far conoscere la sua decisione di destinare ad una borsa di studio i 27.000,00 € ricevuti per i danni patiti. La mail conteneva anche i file dell’articolo integrale del Mondo e della sentenza del Tribunale.

Il Tribunale di Siena, con sentenza n. 664/09 del 16 ottobre 2009, ha dato ragione al Prof. Giordano nella causa civile contro il quotidiano “Il Cittadino Oggi” che aveva pubblicato sull’argomento il seguente articolo di Fabrizio Boschi: Tosi nei guai per «l’amico americano».

Università di Siena: il CdA approva il bilancio col buco

ilbucoIl settimanale il Mondo, oggi in edicola, ha pubblicato un breve articolo, di seguito riprodotto, sui disastrosi conti dell’Università di Siena.
Fabio Sottocornola. Lunedì 29 maggio il cda dell’università di Siena ha approvato (a maggioranza) il bilancio consuntivo 2005. Il neorettore Silvano Focardi ha ereditato dal precedente (Piero Tosi) una situazione pesante: un disavanzo finanziario di 33,8 milioni di euro e debiti superiori ai 150 milioni di euro per i prossimi dieci anni contratti con banche (come Mps) o la Cassa depositi e prestiti per investimenti nelle strutture. Ma non c’è solo questo: in alcuni mesi del 2004 e 2005 nelle casse dell’ateneo c’è stata una tensione di liquidità e «al fine di riuscire a pagare gli stipendi, è stato ritardato il pagamento dei contributi Inpdap», come è scritto negli allegati al bilancio. Così l’università ha ottenuto dall’ente previdenziale una dilazione di pagamento con interessi superiori al 4%. Quest’ultima decisione sarebbe stata fatta all’insaputa del cda. Del resto, i revisori dei conti nella relazione al bilancio scrivono che nel 2005 «sono state disposte spese eccedenti le autorizzazioni contenute nel bilancio di previsione e nelle successive variazioni». I revisori raccomandano inoltre all’amministrazione di fare impegni di spesa «soltanto in presenza di effettive e formali disponibilità finanziarie» e chiedono di «adottare senza indugi le iniziative idonee al rientro del disavanzo». L’entità del buco e la difficoltà per pagare gli stipendi (2.300 tra professori e personale tecnico), emerse solo adesso, hanno sorpreso molti in università. Intanto Focardi ha già annunciato che a giugno incontrerà il neoministro Fabio Mussi.

Articoli sull’argomento:
– Università in difficoltà economiche, il Cittadino Oggi 4 maggio 2006.
– Giovanni Buccianti: un deficit ingente, il Cittadino Oggi 4 maggio 2006.
– Ateneo, ecco dove si può risparmiare, il Cittadino Oggi 5 maggio 2006.
– Focardi: «Nessun allarmismo lavorerò per il futuro di tutti», CittOggi 5/5/06.
– Ateneo, bilancio con deficit di 30 milioni, il Cittadino Oggi 1 giugno 2006.
– Focardi: «entro giugno mi incontrerò con Mussi», il Cittadino Oggi 1 giug. ’06.
– «C’erano i margini per risparmiare», il Cittadino Oggi 2 giugno 2006.
– Università: a Siena un deficit da 30 milioni, il Giornale 2 giugno 2006.
– Siena, il cda approva il bilancio col buco, il Mondo 16 giugno 2006.
– Ateneo, spuntano i debiti con le banche, il Cittadino Oggi 11 giugno 2006.
– Ateneo verso un piano di risanamento, il Cittadino Oggi 16 giugno 2006.
– Ateneo di Siena: verso un piano di risanamento dei conti? il senso della misura, 16 giugno 2006.
– L’autonomia universitaria consente anche di “taroccare” i bilanci? il senso della misura 29 giugno 2006.
– Grasso: «Attenti ai bilanci “taroccati”», il Cittadino Oggi, 1 luglio 2006.
– A Siena il disavanzo si copre col mutuo, il Mondo 17 novembre 2006.
– Bilancio dell’Ateneo senese: un buco che viene da lontano. Il senso della misura, 9 febbraio 2007.
– Ribollita sull’Ateneo senese nella stampa nazionale. Il senso della misura, 15 febbraio 2007.
– Malauniversità: è l’ora del commissariamento, dell’individuazione delle responsabilità e del risarcimento dei danni. Il senso della misura, 29 giugno 2007.

Come la stampa nazionale segue le elezioni del nuovo rettore

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Il_mondon_1
– Siena, un altro fantino al Palio del rettore: Download ilMondo8Feb06.pdf
– Siena, chi corre al Palio per il nuovo rettore: Download il_mondoag_05.pdf
– Parte la corsa a Siena per sostituire Tosi: Download il_mondo_ag_04.pdf
– Un bel colonnino sul Mondo presenta la candidatura di Giovanni Grasso, autore del blog Il senso della misura, a rettore dell’Università di Siena: Perle ai porci, 3 marzo 2006