E i ricercatori aspettano!

 

StemmaUnisiSempronio (alias Giuliano Cinci) mi rimprovera l’uso dello pseudonimo per i protagonisti della polemica riguardante l’estensione del voto, per l’elezione del nuovo rettore, a tutti i ricercatori. Si leggano i comunicati in “E i ricercatori aspettano!” del 1° febbraio. In assenza dell’autorizzazione degli interessati, restano gli pseudonimi. Inoltre, come dice Karl Kraus in “Detti e contraddetti”:

 
Non sempre è il caso di fare nomi.
Non che qualcuno abbia fatto qualcosa

deve essere detto, ma che
è stato possibile fare quella cosa

Incontro dei candidati a Rettore con gli studenti dell’Ateneo Senese

Organizzato dal:
Consiglio Studentesco dell’Ateneo Senese Presso l’Aula Magna del Rettorato
il 24 Febbraio 2006 alle ore 11.00

Confronto pubblico dei candidati a Rettore con la comunità universitaria senese

 

StemmaUnisiOrganizzato dal Sindacato Cisal Università 2 marzo alle ore 13,00 presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza. Moderatore: Dott. Filippo Porcelli Segretario Nazionale Organizzativo.

 

Siena. Assemblea di Ateneo: Aula Magna del Rettorato, Mercoledì 1 Marzo ore 12

 

StemmaUnisiDai programmi alle scelte: quali strumenti per rendere attuabili le idee contenute nei programmi La FLC-CGIL di Siena invita la Comunità universitaria ad un confronto pubblico con i sei candidati a Rettore su:– Università e città
– Politiche contrattuali ed organizzazione del lavoro
– Ricerca, sviluppo e rapporto con il territorio
– Precarietà
– Politiche per gli studenti
– Governance, democrazia e ruolo pubblico dell’università

Lettera aperta ai candidati alla carica di rettore dell’Università degli Studi di Siena

StemmaUnisiCari colleghi, cari amici,
fra meno di un mese si terranno le elezioni per il nuovo Rettore. Siamo certi che, anche in questa circostanza, il nostro Ateneo saprà rimanere all’altezza delle sue tradizioni, costruendo il suo futuro con saggezza, senso della responsabilità e con la consueta capacità di innovare. Non dobbiamo né possiamo dimenticare che viviamo e operiamo in una delle Università meglio valutate, e soprattutto più stimate, del nostro Paese. Alla vigilia di questo appuntamento, così importante, rivolgiamo un saluto e un ringraziamento a Piero Tosi per il contributo che ha fornito ad accrescere il prestigio nazionale e internazionale del nostro Ateneo. Vogliamo sottolineare, inoltre, il ruolo fondamentale svolto dal nostro Rettore, anche come Presidente della CRUI, nella difesa della funzione pubblica, della dignità e della sopravvivenza stessa dell’Università italiana, senza cedimenti né compromessi, anche quando gli Atenei, e il nostro in particolare, sono stati oggetto di ingiusti attacchi.
Ci auguriamo che simili episodi non si ripetano e auspichiamo che i generosi sforzi di Piero Tosi affinché si accresca l’attenzione generale verso i temi dell’Università siano sempre più condivisi e coronati da successo.
I Presidi:
Giuliano Benelli, Facoltà di Ingegneria
Camillo Brezzi, Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo
Gioacchino Chiarini, Facoltà di Lettere e Filosofia
Federico Corelli, Facoltà di Farmacia
Donato Donati, Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali
Lorenzo Gaeta, Facoltà di Giurisprudenza
Angelo Riccaboni, Facoltà di Economia

e i seguenti docenti e collaboratori tecnici e amministrativi:
Ferdinando Abbri, Diodato Angelaccio, Roberta Ascarelli, Baccio Baccetti, Angelo Barba, Paolo Barbini, Riccardo Basosi, Franco Belli, Nicla Bellocci, Angelo Benedetti, Alberto Benocci, Walter Bernardi, Laura Berni, Maurizio Bettini, Mariano Bianca, Roberto Bigazzi, Salvatore Bimonte, Franca Borgogelli, Luisa Bracci, Giuseppe Buonocore, Omar Calabrese, Laura Caretti, Giancarlo Carli, Giulio Cianferotti, Marcella Cintorino, Floriana Colao, Mauro Cresti, Rossana Cuccurullo, Alberto Dalmazzo, Tommaso Detti, Nicola Dimitri, Roberto Di Pietra, Maria Teresa Dotti, Loretta Fabbri, Lorenzo Fattorini, Antonio Federico, Marco Ferrari, Bruno Fiorai, Marcello Flores, Alessandro Fo, Sandro Forconi, Giampaolo Gabbi, Patrizia Gabrielli, Mauro Galeazzi, Giulio Ghellini, Mariano Giacchi, Giorgio Giorgi, Franco Laghi Pasini, Achille Lemmi, Romano Luperini, Sergio Mancini, Paola Martelli, Remo Martini, Monica Masti, Alberto Mattiacci, Francesco Mazzini, Antonio Melis, Mauro Moggi, Roberta Mucciarelli, Riccardo Mussari, Sandro Nannini, Paolo Luigi Nardi, Ranuccio Nuti, Ugo Pagano, Emanuele Papi, Giuseppe Patota, Michela Pereira, Felice Petraglia, Gabriella Piccinni, Francesco Pulitini, Lionello Punzo, Eva Rook, Bruno Rossi, Marcello Rustici, Lucia Sarti, Massimo Squillacciotti, Francesco Stella, Emanuele Stolfi, Secondo Tarditi, Roberto Tofanini, Caterina Tristano, Roberto Venuti, Alessandro Vercelli.

I ricercatori non vogliono aspettare fino al 2010 per eleggere il rettore

StemmaUnisiRiccardo Putti e Sergio Ulgiati. Cari Colleghi, sottoponiamo alla vostra attenzione e al vostro parere una riflessione in merito alla presunta impossibilità di far votare tutti i Ricercatori per le prossime elezioni del Rettore.

Per quanto concerne il voto ai Ricercatori, lo Statuto afferma, nell’art. 40 comma 2: “Il Rettore è eletto dai docenti e dagli studenti presenti nei Consigli di Facoltà”. Ciò è stato sempre interpretato come attribuzione del diritto di voto in base alla presenza in consiglio di Facoltà. Siccome i Docenti Ricercatori sono presenti in forma rappresentativa (un eletto ogni due Ricercatori), solo il 50% di essi potrebbe effettivamente esercitare il diritto al voto. Il rimanente 50% non avrebbe alcuna forma di espressione elettorale, nemmeno in forma limitata, come avviene per il personale amministrativo col meccanismo del 10%.

La chiave interpretativa viene dal Regolamento Elettorale, che invece nell’Art. 1 recita: “Il Rettore è eletto dai docenti e dai rappresentanti degli studenti nei Consigli di Facoltà”. È sparito l’accenno esplicito alla presenza in Consiglio. Questa, per definizione di regolamento, appare essere l’interpretazione autentica della norma: tutti i Docenti votano, indipendentemente dall’essere presenti in Facoltà, mentre gli studenti votano attraverso un meccanismo rappresentativo individuando nella presenza in Consiglio un loro coinvolgimento formale nella gestione dell’Università.

Se si fosse voluto escludere una parte dei Ricercatori, il Regolamento avrebbe dovuto essere formulato come segue: “Il Rettore è eletto da tutti i Professori Ordinari ed Associati e dai Rappresentanti dei Ricercatori e degli Studenti nei Consigli di Facoltà” oppure avrebbe dovuto ripetere esattamente la formulazione presente nello Statuto. Il fatto che la ripetizione non sia avvenuta segnala la volontà di ammettere tutti i Ricercatori al diritto di voto.

Ci sembra opportuno e urgente riproporre anche per le prossime elezioni tale diritto elettorale dei Docenti Ricercatori, sia con una Assemblea, sia con iniziative formali di carattere sindacale o anche legale (tipo ricorso al TAR). È fondato il sospetto che, in presenza di un eventuale ricorso non risolto in tempo, anche l’elezione stessa del nuovo Rettore possa essere invalidata.

Pertanto, dopo aver effettuato un giro di consultazioni tra Colleghi delle diverse Facoltà, abbiamo ricavato l’indicazione di convocare l’Assemblea di Ateneo per il giorno mercoledì 15 febbraio 2006 alle ore 15.30 nell’Aula Magna di Matematica, Pian dei Mantellini, 44 per discutere eventuali iniziative in proposito. All’Assemblea sono cordialmente invitati a partecipare i sindacati e le organizzazioni di categoria, i Presidi di Facoltà e i candidati all’elezione del Rettore, dei quali sarebbe utile conoscere l’orientamento in proposito.

Giovanni Grasso sesto candidato alla guida dell’Ateneo senese

StemmaUnisi– Le motivazioni della candidatura.

– Rettore, si candida anche Grasso.

– “Pronto a fare il rettore”.

– Il professor Giovanni Grasso è il sesto candidato a Rettore «Nel segno della discontinuità».

– Siena, un altro fantino al Palio del rettore.

Affossato il Piano di Ateneo per la Ricerca (PAR).

– Ateneo, serve un Garante dei diritti.

– Illegittimo il seggio di Arezzo: CittOggi e CorrSiena.

– Ridurre i mandati del rettore.

– I conflitti di interesse nell’Ateneo senese e come risolverli.

– Parla Giovanni Grasso. «Dobbiamo sanare le emergenze per lo sviluppo dell’Ateneo».

– Le modifiche di Statuto per una Nuova Università a Siena.

– Siena: un Ateneo senza regole.

– Per riportare alla ”normalità” l’Università di Siena.

– Università di Siena: spese misteriose.

Intervista radiofonica a “Facoltà di Frequenza”, la radio dell’Università di Siena.

Intervista radiofonica ad “Antenna Radio Esse”.

Intervista alla RSU.

No allo sviluppo incontrollato dell’Ateneo: riequilibrare il rapporto città/università

rettoratointerno150Vincenzo la Pietra. Noto innanzitutto che dall’insieme delle idee che esprimono i 5 candidati al rettorato non emerge alcuna novità rispetto al passato: tutti si soffermano sulla gestione corrente, in una quasi generale continuità di indirizzo rispetto a quanto è accaduto nell’ultimo ventennio. A mio parere non si tratta però di introdurre qualche apprezzabile cambiamento nella gestione per renderla più trasparente e partecipata, ma bisogna chiedersi innanzitutto se la scelta di fondo, ormai vecchia di anni, di perseguire uno sviluppo caotico e incontrollato dell’Ateneo ha ancora una sua intrinseca validità. Per rispondere a questa domanda basta riflettere un momento sui dati attuali dell’Università di Siena: circa 20.000 studenti, provenienti in grandissima parte da lontano; 1.200 dipendenti; 1.100 docenti a diverso titolo.
Il tutto si compendia in una realtà che finisce per diventare una città nella città. A cosa serve tutto questo?
In primis, a far crescere e lievitare il costo complessivo della vita: aumento degli affitti; aumento dei consumi dei beni e conseguente lievitazione dei prezzi; aumento delle tensioni sociali e dei conflitti. Tutto questo è un bene per la città e per i suoi ospiti? A mio parere, è necessario riequilibrare il rapporto città/università, prendendo atto che la città può rendere un buon servizio a se stessa e alla comunità universitaria se il rapporto si assesta intorno ai 12.000 studenti.
Il fenomeno incrementativo, oltretutto, non può essere contenuto ricorrendo all’espediente di creare inutili centri universitari in periferia e istituendo insignificanti corsi di laurea, a gettone, nei centri della provincia. Così facendo s’impoverisce ulteriormente il livello dell’Università di Siena tanto da ridurla a poco più di un liceo. Occorre quindi stabilire un numero di accesso limitato per tutte le facoltà puntando sulla qualità della formazione anziché sulla quantità degli studenti.
Quella di Siena non può essere una delle tante Università italiane che producono diplomi accademici. L’Università di Siena deve mirare alla formazione di alti livelli di professionalità, perseguendo dei primati che, oggi, neppure la benevolenza dei diretti interessati possono accreditare. A Siena, insomma, bisogna creare un vero centro d’eccellenza. C’è un qualche candidato disposto a riflettere su queste brevi considerazioni?

«Piccola scienza»

Erwin Chargaff (scritto del 1979). Quel che mi auguro è l’introduzione o, più propriamente, la reintroduzione di condizioni di lavoro che consentano a un uomo di effettuare, magari con due o tre collaboratori più giovani, le proprie ricerche in modo degno e tranquillo. Gradirei che il chiasso e gli schiamazzi e le masse popolari degli stadi e delle arene dei circhi siano tenuti lontani. È prevedibile che questo avvenga soltanto se non ci saranno più crediti giganteschi né il relativo corredo retorico di parole d’ordine, cioè quando fronzoli del tipo «rivoluzione scientifica» e «centri di eccellenza», «ricerca interdisciplinare d’équipe» e peer review saranno soltanto brutti ricordi di un cattivo passato. Delicatamente e con timore reverenziale il ricercatore del futuro – questa pallida immagine dei miei sogni – cercherà di mettere in luce ciò che riposa nella natura, e il modo con cui egli lo farà determinerà il valore della sua scoperta. Cercherà di evitare le grigie strisce di natura corrosa, che le sue macchine di misurazione lasciano solitamente dietro di sé e nei limiti del possibile si terrà lontano dal METODO, questo bulldozer della realtà. Procederà con lentezza, perché egli sarà uno dei pochi. Si farà una ragione dell’immutabile fatale condizione che tra lui e il mondo c’è sempre la barriera del cervello umano. Ma, soprattutto, sarà consapevole del buio eterno che deve circondarlo mentre scruta la natura.

Una Ministra fuori dal Comune

Letizia Moratti

Letizia Moratti

Aldo Ferrara. È notizia di questi giorni che la Signora Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, candidato Sindaco a Milano per la Casa delle Libertà (CdL), abbia iniziato la sua campagna elettorale all’insegna del porta a porta (è il marchio della CdL) nelle vie della città lombarda. Intende, infatti, secondo Panorama, recepire dalla gente i problemi della città. Un modo come un altro per fare campagna elettorale. Ma c’è il solito ma.
Senza voler porre alcun accento sulla presenza o meno della scorta pubblica, obbligatoria per un Ministro di Stato, che Panorama smentisce e di cui dovremmo prendere atto, va comunicato al Ministro che il Dicastero, che regge pro-tempore, si trova a 600 kilometri di distanza in Viale Trastevere. Cosa dice il Signor Ministro in merito alla disattenzione dei suoi servigi pubblici trascurati per interessi politici personali? Quando governa, se è in campagna elettorale a tempo pieno? Quando mette le firme sui Decreti Ministeriali? Insomma quando fa il Ministro per cui riceve anche un lauto emolumento dall’Erario? Grazie, Signora Ministra, della Sua eventuale risposta. Comprendiamo che non può scindere salomonicamente la Signora Brichetto in campagna elettorale dalla Signora Moratti, Ministro di Stato, ma come non rendersi conto che siamo in presenza di grave gravissimo assenteismo? Perchè non si dimette, dando un segnale di trasparenza e correttezza? Non solo ma stiamo pensando a qualche personalità senese che magari si presenterà alle elezioni. Giusto, è un diritto che va rispettato ma senza auto blu o di altro colore.