Le difficoltà dell’Accademia dei Fisiocritici e l’inadempienza dell’Università di Siena

Altan-stronzopuntozeroDa una lunga intervista di Marta Mecatti (per “La Voce del Campo”, 30 luglio 2015) alla Presidente dell’Accademia dei Fisiocritici, la professoressa Sara Ferri, riportiamo il passo riguardante le attuali difficoltà dell’Accademia e i suoi rapporti con l’Università di Siena. Riccaboni non ha ancora capito che l’Università di Siena è tenuta a fornire all’Accademia il personale necessario per il suo funzionamento! Con l’attuale esubero di amministrativi, non è certo un problema, per l’Ateneo, rispettare la convenzione esistente tra i due enti!

Domanda. Recentemente lei ha dichiarato che l’Accademia sta vivendo un momento di difficoltà.

Sara Ferri. Le difficoltà sono correlate alla carenza di risorse umane che, di fatto, rende impossibile una regolare apertura al pubblico del Museo di Storia Naturale, limita fortemente la possibilità di iniziative e soprattutto mette a rischio la conservazione di reperti museali, molti dei quali altamente deperibili e anche in tempi rapidi se non se ne cura costantemente la conservazione. Anche le bibliotecarie universitarie che si alternano per un totale di dieci ore settimanali sulla base di un accordo con il Sistema Bibliotecario di Ateneo: è una soluzione di compromesso ma l’unica alternativa al niente ed è fondamentale che continui l’opera di lungo corso di catalogazione informatica del prezioso patrimonio.

Domanda. Il rapporto tra l’Accademia dei Fisiocritici e l’Università di Siena è regolato da una convenzione che riguarda proprio le risorse umane. Quanti sono ad oggi i dipendenti?

Sara Ferri. Questa convenzione fra Academia dei Fisiocritici e Università di Siena in vigore fino al 31 maggio 2018 prevede che l’Università fornisca all’Accademia cinque unità di personale. Fra il giugno 2009 e il gennaio 2012 sono andati in pensione la segretaria, il tassidermista e la bibliotecaria. Il posto di segreteria amministrativa è stato ricoperto fino all’ottobre 2013 e i dipendenti quindi sono stati tre. Dal primo giugno scorso, con il pensionamento del conservatore della sezione geologica, è rimasta in servizio presso l’Accademia solo la persona che segue tutti gli aspetti organizzativi delle iniziative, il servizio stampa, redazione e revisione di testi e visita guidata generale dell’Accademia. Da decenni è l’Università di Siena che fornisce il personale all’Academia dei Fisiocritici quale corrispettivo del fatto che all’Università l’Accademia ha ceduto in uso gratuito, mantenendone la proprietà, il terreno su cui si trova una rilevante parte dell’Orto Botanico, serre comprese, e ha ceduto in proprietà una parte del suo terreno e del suo fabbricato per la costruzione di un edificio scientifico universitario. Con le sue finanze l’Accademia, istituzione privata che non ha redditi propri eccetto le quote dei soci, non è in grado di assumere le figure professionali che le necessitano per essere una struttura a disposizione della scienza e della città.

Angelo Riccaboni (6 giugno 2015). L’Accademia dei Fisiocritici rappresenta un’importante testimonianza del patrimonio culturale e scientifico della città, che l’Università di Siena vuole contribuire a valorizzare. I profondi cambiamenti che si sono verificati in questi ultimi tempi in tutti i paesi stanno portando a un ripensamento dei modelli organizzativi da parte di tutti gli attori, scientifici e istituzionali. In linea con tale esigenza, l’Università sta definendo un progetto in grado di fornire il necessario supporto all’istituto. Appena pronto il piano sarà proposto all’Accademia, nell’ottica di un investimento sostenibile e condiviso, al servizio della cultura e della divulgazione scientifica.

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Ancora un altro primato: l’università di Siena mette in cattedra i dipendenti comunali

PalazzoPubblicoUnisi

Fare per Fermare il declino. La giunta del Comune di Siena ha approvato una convenzione con l’Università degli Studi di Siena che consente agli organi dell’ ateneo di individuare esperti altamente qualificati fra i dipendenti comunali, ai quali attribuire incarichi di docenza. Pare che l’esigenza di questa convenzione sia nata dal Dipartimento di Scienze della Formazione di Arezzo per coprire l’insegnamento di Storia dell’arte contemporanea mediante un esperto della gestione e organizzazione di mostre e musei di arte contemporanea (esperto che si assume sia presente fra i dipendenti del Comune).

In attesa della pubblicazione del testo della convenzione – non ancora approvato dagli organi di governo dell’Università – avanziamo alcune perplessità su questo accordo.

Il Comune di Siena, a causa delle dissennate politiche di bilancio attuate dalle precedenti amministrazioni, si trova in una situazione di pre-dissesto ed è chiamato a rispondere ai numerosi rilievi emersi in seguito all’ispezione condotta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sui suoi conti nel periodo 2008-2012. Un’amministrazione responsabile dovrebbe quindi mobilitare tutti i dipendenti dell’ente, soprattutto i più qualificati, chiedendo loro di contribuire in maniera più efficace al suo risanamento. Ad esempio, nei settori della cultura e del turismo, personale esperto della gestione e organizzazione di mostre e musei di arte contemporanea potrebbe dedicarsi:

  • – al Santa Maria della Scala, progetto mai decollato nonostante gli investimenti perla ristrutturazione, che pesano in bilancio sotto forma di prestiti molto onerosi (BOC);
  • – al sistema di prenotazione dei musei in generale e della Chigiana in particolare;
  • – ad una gestione efficace delle biglietterie;
  • – ai musei comunali da valorizzare e integrare in un percorso di visita cittadina;
  • – al decoro della città.

E in generale, personale esperto potrebbe dedicarsi:

  • – allo snellimento dei consigli di amministrazione delle partecipate;
  • – alla revisione dei regolamenti comunali e delle procedure amministrative per semplificare gli adempimenti di cittadini e imprese nei confronti del Comune;
  • – ad attrarre investimenti privati, necessari per lo sviluppo di attività produttive.

Per contro, la convenzione mal si concilia con gli obblighi previsti per i titolari dei contratti d’insegnamento, che devono garantire tutte le attività formative previste dal regolamento didattico (per esempio la partecipazione agli appelli d’esame, la preparazione della prova finale e dei test intermedi, la presenza al ricevimento degli studenti).

Chiediamo quindi al sindaco Bruno Valentini di valutare con maggiore accortezza l’impiego delle risorse a disposizione del Comune e di spiegare quali vantaggi per l’ente si aspetta da questa convenzione con l’Università. All’assessore al personale Mauro Balani domandiamo se intenda supplire ai dipendenti più qualificati, selezionati per i contratti di insegnamento, con assunzioni di nuovi dirigenti a tempo determinato e conseguenti aggravi per il bilancio del Comune: proprio in questi giorni sul sito istituzionale del Comune è stato pubblicato un bando per la copertura di un posto di dirigente in ambito amministrativo per i servizi istituzionali, le gare e appalti, la cultura e la promozione turistica.

Aggiungiamo che in un decreto (il D.P.C.M. 30 Dicembre 1993, n.593) sono elencati gli enti pubblici e le istituzioni di ricerca che possono stabilire convenzioni con le università per la stipula di contratti di insegnamento. Fanno parte dell’elenco l’Istituto superiore di sanità (ISS), l’Istituto italiano di medicina sociale, l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), l’ISTAT, il Centro ricerche esperienze studi applicazioni militari (CRESAM), l’Istituto per le telecomunicazioni e l’elettronica della Marina Militare (MARITELERADAR), l’Area di ricerca di Trieste. Nel decreto non figurano i comuni: sappiamo com’è andata a finire quando Siena “ha fatto come le pareva” (il riferimento alla dichiarazione attribuita al dottor Cimbolini, ispettore del MEF, è intenzionale).