La riscoperta del femore

Un contributo stimolante e sempre attuale del prof. Comparini sullo stato delle scienze morfologiche in Italia, pubblicato su: Italian Journal of Anatomy and Embriology del 1992, vol. 97 (n. 4), pagg. 217-219.

Leonetto Comparini. L’insegnamento delle discipline anatomiche continua a soffrire di vicende poco favorevoli e rischia di assestarsi in una dimensione di grave sacrificio fino a ridursi ad un esercizio didattico essenzialmente libresco. Più d’uno sono i fattori che concorrono a mantenere, e se mai ad aggravare, questo «trend» negativo:
— la riduzione temporale imposta dall’attuale ordinamento didattico che, togliendo quei tempi e quegli spazi «lunghi» indispensabili per insegnare e «ritenere» una disciplina delle dimensioni dell’anatomia, finisce per penalizzare sostanzialmente l’insegnamento e lo studio della macroscopica;
— la mancanza ormai totale di materiale cadaverico, peraltro sempre più
flebilmente lamentata, giacché si cala in un contesto di pratica inattuabilità di un insegnamento al tavolo anatomico, per scarsità di tempo e di competenze;
— un’attività di ricerca sempre più «distraente» in quanto in gran parte
orientata verso tematiche «di confine», che in buona sostanza sconfinano ampiamente verso discipline «più giovani», «più moderne», «più scientifiche» dell’anatomia, che con l’anatomia intrattengono solo vincoli di lontana parentela. Per cui sempre più difficile è (e diventerà) strappare il giovane studioso dal computer o dal laboratorio di biochimica per riportarlo a «sacrificare» parte del suo tempo allo studio ed all’insegnamento della macroscopica; anche per
— lo scarsissimo od il nessun peso che l’attuale prassi concorsuale attribuisce all’esperienza didattica specifica per la valutazione delle nostre carriere; senza contare
— la perseverante mancanza di competività che ormai allontana i giovani laureati in medicina (e quindi una «mentalità» medica) dai nostri istituti.
Con queste premesse il rischio che ben presto correrà la disciplina (ridotta ad una dimensione essenzialmente «laboratoristica») sarà quello di scomparire inghiottita da strutture dipartimentali verticalizzate, o comunque interdisciplinari, nelle quali l’anatomia avrà un ruolo probabilmente «ancillare», essendo mostruosamente mutilata della sua identità e quindi, sul piano didattico, facilmente mutuabile.
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