Giustizia e giornalismo in Italia

Cosimo Loré. Toghe lucane è una inchiesta giudiziaria e giornalistica che fa onore ad alcuni eroi contemporanei: su tutti al Magistrato Luigi De Magistris e poi al Capitano Pasquale Zacheo, alla Professoressa Albina Colella, ai Giornalisti Carlo Vulpio, Gianloreto Carbone, Nino ed Emanuele Grilli, Nicola Piccenna, che è stato il primo ad accedere agli atti, benchè questi fossero disponibili da ben venti giorni, dato questo sconcertante e attestante la totale colpevole indifferenza della popolazione (che così si conferma formata da persone non idonee e neppure inclini a diventare civili cittadini! Malgrado il sussiego pensieroso e frettoloso osservabile in qualsiasi passante odierno…) e degli addetti ai lavori. In queste ore città frequentate da chi scrive sono “prese” da ben altri affari, senesi in preda ai postumi del Palio e ai suoi costumi colorati, leccesi ad affollar la Prefettura per la presentazione delle divise dei campioni calciatori “firmate” dall’alta moda. Né pare che tiri aria di maggior consapevolezza nelle altre lande italiche, da quelle caotiche delle metropoli ai mille borghi dormienti…
Eppure sol che si rivolga un minuto d’attenzione al contenuto della indagine da poco conclusa alla Procura di Catanzaro, anche se non si è dotati di diplomi di laurea, non si può che sorprendersi di fronte ad un quadro che, al di là degli aspetti e delle fattispecie di pertinenza e rilevanza penale, dovrebbe far tremare chiunque, pur non interessato alla questione criminale e privo del benchè minimo afflato etico, abbia a cuore il proprio spazio vitale, la possibilità di agire nella società, la speranza nel futuro.

Ove poi si è a conoscenza della persecuzione morale e materiale che ha scandito l’attività degli artefici di questa eroica resistenza al malaffare sistematico che peggio di un cancro ha corroso non una regione ma l’intera società italiana, si comprende anche il senso di alcune vituperate affermazioni, in particolare del De Magistris: «… oggi, deviati sono quei pochi magistrati che fanno inchieste, i pochi giornalisti che scrivono, gli investigatori che fanno il loro dovere.» O: «… fino a poco tempo fa si parlava di singoli che deviavano: politici, giornalisti, magistrati e persino agenti dei servizi. Ora invece deviati sono considerati quelli che cercano di contrapporsi a quella che ormai è una metastasi. Non scherziamo. Qui andiamo davvero verso la crisi finale dello Stato di diritto.»
Sagra dell’evidenza per noi avvezzi e inclini a ricercare – anche per mestiere – quel che celano le apparenze e a scoprire i tasselli della umana vicenda e gli alibi della diffusa indifferenza, ideale humus per i coltivatori di menzogne e i pifferai magici che infestano istituzioni, partiti, logge, sindacati, chiese, mafie, lobby, congreghe variamente assortite. Del resto il massimo per l’italiano verace è dichiarare di farsi i fatti propri, salvo strepitare quando sente sofferenza personale per un callo proditoriamente pestato! Amicale e leale il grido al sottoscritto rivolto da giuristi e cattedratici, con veemenza protesi a sostenere la propria assoluta refrattarietà anche alla semplice conoscenza di analoghe questioni e fattispecie.
Quid iuris? Sarà bene – se si vuol tentare di amministrare ancora la giustizia – non farlo nel nome del popolo italiano, cui la cosa non solo non frega, ma disturba assai (e lo riscontriamo già nel microcosmo dei nostri rapporti più privati e personali scanditi dal solito: macchitelofafffare? Mallasciaperdere!). I soldi… solo i soldi… sempre i soldi… fortissimamente i soldi… a qualsiasi costo… Questo soltanto alberga nei cervelli e nei cuori di una umanità non a caso definita “mucillagine“ dall’ultimo Rapporto Censis. Come l’amico Nicola Piccenna ha avuto modo di constatare nei 113 faldoni e relativi supporti informatici siam tutti coinvolti fino al collo, a vario titolo: rari gli eroi, molti i malavitosi, innumerevoli gli inconsapevoli, sia tra i complici che tra i fiancheggiatori, sia tra le vittime dirette che tra quelle non elencate negli atti ma non meno derubate di felicità e futuro, defraudate in maniera subdola e decisiva di risorse ambientali ed energetiche, derise nell’eventuale aspirazione alla tutela dei propri inalienabili diritti, offese in dignità e decoro.
Basterebbe chieder conto di dove e come viene estratto il “nostro” petrolio in Lucania o del perché non si è ancora mai indagato sulle ragioni reali della cospicua presenza di idrocarburi nel miele della Lucania. O di dove e come sono stati alienati macchinari e laboratori della Barilla a Matera o del perché la farina con la ocratossina ha consentito di imbandire tante tavole di famiglie, scuole, mense, ristoratori, etc. O delle ragioni che han consentito al Pubblico Ministero Cazzetta di far cercare altra sostanza tossica e logicamente di farle annotare che “…grazie a Dio non si rileva alcuna presenza di detta sostanza!”.
Perché scriviamo così? Falcone a chi gli chiedeva perché si esponeva (andava anche ai salotti televisivi a parlare del proprio lavoro! Se oggi De Magistris appare un minuto viene censurato dai vari D’Alema, Violante e compagni…): “…per spirito di servizio!”. Noi rispondiamo che è l’effetto di una innata curiosità verso la conoscenza oltre che l’istinto naturale che ci allerta quando il rischio è a livelli di guardia.

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16 Risposte

  1. Ringrazio Cosimo Loré e Giovanni Grasso per aver voluto accendere i riflettori sull’inchiesta “Toghe Lucane“, la più grande degli ultimi cinquant’anni, su cui c’è una forte volontà politica di silenzio, per il coinvolgimento dei poteri forti e della Magistratura.
    Onore al PM L. De Magistris che ha avuto questo coraggio e lo ha pagato sulla sua pelle. Onore a certi giornalisti e capitani dei carabinieri. Ma come ultimamente spesso accade in Calabria e Basilicata, crocevia di affari di miliardi di euro legati ai fondi europei e al petrolio, le persone non asservite al potere vengono spedite altrove o tolte di mezzo. De Magistris trasferito a Napoli, il capitano Zacheo trasferito a Fermo, i giornalisti imbavagliati con una ridicola ipotesi di reato che però consente di intercettarli e controllarli per qualche anno, ed io sospesa con un provvedimento amministrativo scaturito da un polverone giudiziario e da accuse palesemente inveritiere ed opinabili, i cui responsabili sono stati da me denunciati.

    Albina Colella

  2. … urca! Se leggo bene ora tocca a Giovanni e a me! Ma allora è davvero una valle di lacrime! CL

  3. Già, state attenti!
    Anche in considerazione di certi rapporti tra l’Università della Basilicata e quella di Siena…

  4. le giuste affermazioni del prof. Cosimo Loré confermano la necessità che rinnovareleistituzioni insieme a ateneopalermitano, ateneopulito, quirinoparis, ilsensodellamisura, continui la battaglia per la legalità, sperando che le indagini della magistratura facciano il loro corso.
    P.P.

  5. Sperare nelle indagini della Magistratura?
    Ma il problema è proprio la Magistratura in Basilicata!
    Tra gli indagati eccellenti di Toghe Lucane ci sono i vertici giudiziari delle Procure di Potenza e di Matera, che secondo l’accusa farebbero parte di un sodalizio criminoso in grado di condizionare procedimenti penali, delegittimare e condizionare appartenenti alle istituzioni che esercitano il proprio dovere, persone che “osano” denunciare il malaffare dei cd. “colletti bianchi” o che si imbattono nell’orbita dei centri di potere occulti che operano in Basilicata. http://archiviostorico.corriere.it/2008/agosto/10/giudice_chiamava_cartomante_spese_dello_co_9_080810027.shtml
    E noi dovremmo sperare nella Magistratura?
    Il responsabile delle indagini a mio carico è indagato per corruzione in atti giudiziari, associazione a delinquere e truffa aggravata, sic!
    Il PM che che si occupa della mia querela per diffamazione al rettore Tamburro da più di un anno e mezzo, si deve difendere da una accusa di peculato per aver usato il telefonino di servizio per 65 telefonate in 6 mesi al numero a pagamento 899 per sapere di cartomanzia, astrologia e previsioni del lotto, per 16 mila telefonate al marito in due anni e per 22 mila telefonate nello stesso periodo a Daniele Cenci, presidente del Tribunale di Potenza, col quale si sospetta una liason…sic!

  6. Chi volesse approfondire la più vasta e documentata inchiesta sulla “casta” giudizial-politica operante in Italia e sul sistema di relazioni istituzionali in Basilicata, può cliccare su
    http://www.horatiocat.com/europa/toghelucane.htm
    e sul sito de Il resto http://www.ilresto.info/11.html dove troverà interessanti documenti giudiziari.
    In particolare, alle pagine (capovolte) 11-16 http://www.ilresto.info/areadownload/2008-04-29convalida_sequestro_marinagri.pdf si trovano le accuse a carico dell’indagato Pietro Gentili, il responsabile delle indagini a mio carico nonchè socio del complesso turistico Marinagri (fortemente voluto dalla regione Basilicata), un colossale affare che io potevo compromettere, come è poi accaduto. Il secondo sequestro di Marinagri da parte del Pm L. De Magistris si deve, infatti, anche ad una perizia geologica che ha confermato le mie dichiarazioni agli inquirenti. Come esperta di ambienti deltizi, avrei potuto denunciare pubblicamente (come avevo già fatto in passato per il sito delle scorie di Scanzano) il rischio geologico (esondazione) del delta del fiume Agri su cui è ubicato Marinagri, sottoposto a vincolo di inedificabilità dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI). Avrei potuto anche compromettere l’attribuzione alla società Marinagri di alcuni terreni demaniali dell’alveo abbandonato del F. Agri, vedi pagg. 14-15 del http://www.ilresto.info/areadownload/2008-04-29convalida_sequestro_marinagri.pdf
    con la semplice divulgazione di documenti scientifici sulla datazione della disattivazione del vecchio alveo fluviale; avrei potuto anche stabilire se si era trattato di un fenomeno naturale di avulsione fluviale, o invece se c’era stato un opportuno “invito” dovuto all’intervento umano, come qualcuno sostiene. Ma prima che ciò potesse avvenire sono stata travolta da un polverone giudiziario, grazie ad accuse palesemente inveritiere ed opinabili, alcune addirittura comprovate da documenti presenti agli atti giudiziari (vedi http://www.ateneopalermitano.it/787908/art03.htm).
    Il graditissimo informatore degli inquirenti durante le indagini è stato P. Harabaglia, un ricercatore dell’entourage del prof. A. Tamburro, rettore dell’Università della Basilicata, autore della denuncia a mio carico e convivente della direttrice (C. di Maio) del dipartimento geo-ingegneristico DISGG, che insieme al dipartimento DIFA ospita i consulenti scientifici di fiducia della Regione Basilicata (che finanzia l’Ateneo) sull’area di Marinagri http://www.horatiocat.com/europa/pai.htm . Il DISGG, il DIFA e il prof. Tamburro hanno osteggiato l’istituzione del Dip. di Scienze Geologiche per cui mi sono battuta e di cui ero direttore http://www.horatiocat.com/europa/dipartimento.htm . Il rettore Tamburro continua a mantenermi sospesa nonostante due ordinanze contrarie del Consiglio di Stato.

  7. Stimatissimo prof. Loré,
    pur essendo lontana… grazie, infinitamente grazie per il Suo impegno, per la Sua Illuminata Energia… è vero noi italiani siamo come ci ha descritto perché il buio ci circonda… ma quando si incontra un Luce che è alimentata dall’Anima allora finalmente possiamo vedere… e quindi seguirLa… solo così si può contrastare il malaffare, l’indifferenza… Farò girare + che posso queste notizie in modo che molti possano finalmente capire e “vedere”… ma sopratutto seguirLa e sostenerLa almeno con le intenzioni, con il potere del pensiero positivo, che tanto può aiutare come le preghiere…
    con immensa gratitudine
    RZ

  8. Stimatissimo prof. Lorè.
    Leggendo le inchieste. Leggendo i protagonisti, ma sopratutto vivendo in questo assurdo belpaese, mi rendo sempre più conto dell’inutilità di un sistema giuridico. Dell’inutilità del sistema giornalistico, dell’inutilità, ma questo si sapeva già da tempo, del sistema parlamentare. Ma sopratutto, è proprio il caso di dire, si stava meglio quando si stava peggio.
    Se scandali del genere e di siffatta portata, coinvolgenti personalità politiche, accademiche e del diritto, lo ambientassimo almeno due decenni addietro, credo che il frastuono mediatico e l’indignazione popolare sarebbe stata enorme.
    Adesso la cosa che mi colpisce è l’assordante silenzio, su cui la vicenda versa. L’assordante silenzio in cui riversano tutti i protagonisti della vicenda. L’incredibile destino e futuro toccato a tutti i protagonisti indagatori.
    E questo mi lascia senza più parole.
    Chissà forse è vero quello che diceva Bettino Craxi: «In Italia chi tocca i giudici muore».
    Credo però che non avrebbe mai immaginato che sarebbero “morti” ache gli stessi magistrati.
    Anche grazie al suo mentore Berlusconi.
    Ma questa è un’altra storia e un pò fuori contesto.
    Saluti
    Ad Majora
    Giordano

  9. Bene!
    Da quel che si evince -forse mi ripeto- il prof. Loré fa onore alla città. Ci aspettavamo -ingenui!- che il Gotha della Sinistra cattedratica insorgesse contro la malauniversità che regala pure pessimi assessori alla cultura ecc., invece nisba! Ma perché? È logico: ormai costoro pensano solo alla ciccia e sono collusi con la corruzione, a partire dai concorsi pilotati per amici e parenti. Essi ballano, però, sul Titanic che affonda. Sapremo ben presto individuare i responsabili del degrado morale… Nessuno è incolpevole. Non si tratta di usare corda e sapone ma almeno -un minimum di democrazia- cacciare gli intrusi e i collusi, gli agenti come i principali attori. A ciascuno puzza questo barbaro regime, come chioserebbe Machiavelli il Grande.

  10. L’assordante silenzio sull’inchiesta Toghe Lucane…. sembra proprio che la stampa nazionale abbia avuto precise disposizioni in merito; non si comprende altrimenti perchè taccia su fatti così gravi. Solo il coraggioso settimanale lucano Il Resto ne parla, riportando le gravi accuse ai magistrati lucani e ad alti ufficiali dell’Arma http://www.horatiocat.com/europa/sodaliziogiudiziario.htm
    Ma perché questo silenzio nazionale? Forse per le “merende” sul petrolio lucano?
    http://www.horatiocat.com/europa/petrolio.htm

  11. … in ragione del mio settore scientifico e di una lunga attività in ambito di perizie penali mi sono letto molti chili di atti più del cittadino comune e pertanto posso dissentire quando leggo “ma questa è un’altra storia e un pò fuori contesto” posto che proprio dall’indagine in questione sono emersi intrecci e collegamenti che dimostrano quanto il malaffare italico risponda ad una logica unica (e non limitata ad una regione) che accomuna soggetti che si riconoscono e si sostengono a vicenda. Purtroppo non esiste una cordata di coloro che vorrebbero opporsi a questa così disgraziata solidarietà criminale. Si è troppo criticata la logica dell’antimafia e si sono boicottati in vario modo i rari magistrati milanesi e palermitani che hanno mirato alla efficienza costituendosi in pool. Risponderei anche a chi si domanda perchè non sono stati proposti provvedimenti restrittivi nei confronti dei 33 per cui è stato richiesto il rinvio a giudizio e come mai non figurano anche altri ben noti personaggi ai vertici delle istituzioni lucane e italiane: per il semplice motivo che bisognava evitare di allargarsi a fatti e misfatti di non assoluta evidenza su cui si sarebbe incentrata l’opera demolitoria delle folte schiere di avvocati e giornalisti finanziati a tale scopo. Per questo motivo sono stati “scremati” oltre cento soggetti sicuramente poco raccomandabili che hanno ora le mani libere per aiutare i magnifici 33 ad inquinare le prove …

  12. … se il responsabile del blog lo ritenesse potrebbe mettere in prima pagina quanto inserisco nel successivo commento; il fatto è che una simile notizia doveva essere da un mese a nove colonne sulle prime pagine di tutti i quotidiani, mentre il silenzio assordante degli organi di stampa e l’assoluta indifferenza della popolazione fanno presagire il peggio per la nostra povera patria …

  13. Nr. 3750/2003 R.C. notizie dI reato/Mod. 21 PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI CATANZARO Avviso all’indagato della conclusione delle indagini preliminari art. 415 bis c.p.p. Il Pubblico Ministero, visti gli atti del procedimento di cui in epigrafe nei confronti di: l. TUFANO Vincenzo, nato a Napoli il 3.10.1935, con domicilio eletto alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Potenza, difeso di fiducia dagli Avvocati Nicola Cantafora del Foro di Catanzaro e Gaetano Basile del Foro di Potenza; 2. BONOMI Gaetano, nato a Napoli il 23.7.1946, con domicilio eletto alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte dAppello di Potenza, difeso di fiducia dagli Avvocati Antonio Molinari e Rocco Liccione del Foro di Potenza; 3. GENOVESE Felicia, nata a Potenza il 11.9.1955, con domicilio eletto in Potenza alla via Due Torri n. 21, difesa di fiducia dagli Avvocati Antonio Russo del Foro di Locri e Giancarlo Pittelli del Foro di Catanzaro; 4. CANNIZZARO Michele, nato a Laganadi (RC) il 19.3.1948, con domicilio eletto in Potenza alla via Due Torri n. 21, difeso di fiducia dagli Avvocati Angela Pignatari del Foro di Potenza e Giancarlo Pittelli del Foro di Catanzaro; 5. CHIECO Giuseppe, nato a Bari il 28.10.1946, con domicilio eletto in Matera alla via Tortorella n. 3, difeso di fiducia dagli Avvocati Nicola Cantafora ed Ermenegildo Massimo Scuteri entrambi del Foro di Catanzaro; 6. GRANESE Iside, nata a Nusco (AV) il 28.2.1939, con domicilio eletto presso lo studio Pittelli in Catanzaro al corso Mazzini n. 269, difesa di fiducia dagli Avvocati Giancarlo Pittelli del Foro di Catanzaro e Gaetano Pecorella quest’ultimo con studio in Roma alla via Poli n. 29; 7. CARUSO Attilio, nato a Platì (RC) il 12.5.1944, con domicilio eletto in Matera alla via Cappuccini n. 81B, difeso di fiducia dagli Avvocati Arturo Froio e Gerardo Maria Cantore entrambi del Foro di Napoli; 8. BUCCICO Emilio Nicola, nato a Matera il 28.12.1940, con domicilio eletto in Matera alla via IV Novembre n. 251, difeso di fiducia dagli Avvocati Giuseppe lannello del Foro di Catanzaro e Giuseppe Frigo del Foro di Brescia; 9. GENTILI Pietro, nato a Bari il 10.2.1943, con domicilio eletto in Policoro (MT) alla via San Giusto n. 19, difeso di fiducia dall’Avv. Francesco Mele del Foro di Matera; 10. VITALE Vincenzo, nato a Rotondella (MT) il 14.10.1940, residente a Policoro (MT) alla via Del Lido n. 26, difeso di fiducia dagli Avvocati Aldo Casalinuovo del Foro di Catanzaro e Paola Severino del Foro di Roma; 11. VITALE Marco,*nato a Matera il 29.3.1967, con domicilio eletto presso lo studio Laviola in Policoro (MT) alla via Siris n. 183, difeso di fiducia dagli Avvocati Aldo Casalinuovo del Foro di Catanzaro e Riccardo Laviola del Foro di Matera; 12. BUBBICO Filippo, nato a Montescaglioso (MT) il 26.2.1954, con domicilio eletto presso lo studio Petrucci in Roma alla via Premuda, difeso di fiducia dagli Avvocati Donato Pace del Foro di Potenza e Luca Petrucci del Foro di Roma; 13. MARIOTTI Arnaldo, nato a Cappelle Sul Tavo (PE) il 8.2.1947, residente a San Salvo (CH) alla Piazza A. De Gasperi n. 9, difeso d’ufficio dall’Avv. Nicola Marcella del Foro di Catanzaro, con studio a Catanzaro Lido alla via Eraclea n. 2, tel. 0961*31963; 14. GOTI Massimo, nato ad Arezzo il 18.6.1941, residente a Roma alla via S. Teodoro n. 18 int. 10, difeso dufficio dall’Avv. Nicola Marcella del Foro di Catanzaro, con studio a Catanzaro Lido alla via Eraclea n. 2, tel. 0961*31963; 15. BARBIERI Vincenzo, nato a Roma il 23.8.1949, ivi residente alla via M. Musco n. 77, difeso di fiducia dall’Avv. Vincenzo loppoli del Foro di Catanzaro; 16. FASANO Luisa, nata a Potenza il 29.7.1970, con domicilio eletto presso lo studio Pace in Potenza alla via Nazario Sauro n. 102, difesa di fiducia dagli Avvocati Antonio Donato Pace del Foro di Potenza e Fabio Viglione del Foro di Roma; 17. LABRIOLA Giuseppe, nato a Tursi (MT) il 23.7.1953, con domicilio eletto in Tursi (MT) alla via Roma n. 244, difeso di fiducia dagli Avvocati Nicola Rocca del Foro di Matera ed Aldo Casalinuovo del Foro di Catanzaro; 18. DE FILIPPO Vito, nato a S. Arcangelo (PZ) il 27.8.1963, con domicilio eletto presso lo studio Ferrara in Potenza al Corso 18 agosto 1928, difeso di fiducia dagli Avvocati Domenico Antonio Ferrara del Foro di Potenza e Fabio Viglione del Foro di Roma; 19. SPITZ Elisabetta, nata a Roma il 22.1.1953, con domicilio eletto presso lo studio Olivo in Roma alla via Eleonora Duse n. 35, difesa di fiducia dall’Avv. Riccardo Olivo del Foro di Roma; 20. PEPE Giuseppe, nato a Gravina in Puglia (BA) il 31.1.1946, con domicilio eletto in Gravina in Puglia (BA) alla via Di Vittorio n. 43, difeso di fiducia dall’Avv. Annalisa Pepe del Foro di Roma; 21. VICECONTE Felice, nato a Bari il 4.4.1954, con domicilio eletto in Francavilla in Sinni (PZ) alla via Roma n. 136, difeso di fiducia dall’Avv. Francesco Viceconte del Foro di Roma; 22. LOPATRIELLO Nicolino, nato a Rotondella (MT) il 7.10.1957, con domicilio eletto in Policoro (MT) alla via Sinfisi n. 43, difeso di fiducia dagli Avvocati Piermaria Lista del Foro di Matera e Filippo Vinci del Foro di Matera; 23. MONTESANO Nicola, nato a Policoro (MT) il 25.6.1975, con domicilio eletto presso lo studio Di Pierri in Policoro (MT) alla via Siris n. 8, difeso di fiducia dall’Avv. Gianni Di Pierri del Foro di Matera; 24. VITA Michele, nato a Satriano di Lucania (PZ) il 13.11.1952, con domicilio eletto in Potenza alla c/da Piani del Mattino n. 8/D, difeso di fiducia dall’Avv. Federico Massa del Foro di Lecce; 25. DE LUCA Claudia, nata a Napoli il 12.6.1971, ivi residente alla via Del Rione Sirignano n. 6, difesa d’ufficio dall’Avv. Nicola Marcella del Foro di Catanzaro, con studio a Catanzaro Lido alla via Eraclea n. 2, tel. 0961*31963; 26. CENCI Daniele nato a Perugia il 22.1.1968, ivi residente al Viale Pellini Pompeo n. 23, difeso d’ufficio dall’Avv. Nicola Marcella del Foro di Catanzaro, con studio a Catanzaro Lido alla via Eraclea n. 2, tel. 0961*31963; 27. SANTARSIERO Vito, nato a Potenza il 2.3.1955, ivi residente e/da Macchia Marcone, difeso dufficio dall’Avv. Nicola Marcella del Foro di Catanzaro, con studio a Catanzaro Lido alla via Eraclea n. 2, tel. 0961*31963; 28. MAURO Vincenzo, nato a Salerno il 5.9.1948, residente a Potenza al Viale G. Marconi n. 42, domiciliato c/o la Questura di Messina, difeso dufficio dall’Avv. Nicola Marcella del Foro di Catanzaro, con studio a Catanzaro Lido alla via Eraclea n. 2, tel. 0961*31963; 29. CETOLA Massimo, nato a Roma il 17.7.1946, ivi residente alla via Giulia n. 81, difeso d’ufficio dall’Avv. Nicola Marcella del Foro di Catanzaro, con studio a Catanzaro Lido alla via Eraclea n. 2, tel. 0961*31963; 30. GARELLI Emanuele, nato a Cuneo il 12.4.1949, residente ad Ameno (NO) alla via Fratelli Neri n. 2, difeso d’ufficio dall’Avv. Nicola Marcella del Foro di Catanzaro, con studio a Catanzaro Lido alla via Eraclea n. 2, tel. 0961*31963; 31. IMPROTA Nicola, nato a Teverola (CE) il 21.8.1949, residente a Potenza alla via Livorno n. 120, difeso dufficio dall’Avv. Nicola Marcella del Foro di Catanzaro, con studio a Catanzaro Lido alla via Eraclea n. 2, tel. 0961*31963; 32. POLIGNANO Pietro Giuseppe, nato a Putignano (BA) il 5.12.1959, residente a Palermo alla via Vittorio Emanuele n. 475, difeso d’ufficio dall’Avv. Nicola Marcella del Foro di Catanzaro, con studio a Catanzaro Lido alla via Eraclea n. 2, tel. 0961*31963; 33. COSTANZO Biagio, nato a Lagonegro (PZ) il 17.5.1969, residente ad Episcopia alla via Ing. Bruno n. 133, difeso d’ufficio dall’Avv. Nicola Marcella del Foro di Catanzaro, con studio a Catanzaro Lido alla via Eraclea n. 2, tel. 0961*31963; TUFANO Vincenzo, BONOMI Gaetano, GENOVESE Felicia, CANNIZZARO Michele, CHIECO Giuseppe, GRANESE Iside, BUCCICO Emilio Nicola, GENTILI Pietro, BARBIERI Vincenzo, FASANO Luisa, LABRIOLA Giuseppe, a) in ordine al reato p. e p. dall’art. 416, commi 1 2 5, cod.pen. perché si associavano tra loro TUFANO quale Procuratore Generale presso la Corte dAppello di Potenza, BONOMI quale Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Potenza, GENOVESE quale Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza e per un periodo anche quale Procuratore della Repubblica Vicario presso il Tribunale di Potenza, nonché Procuratore della Repubblica FF, CANNIZZARO quale marito della GENOVESE e Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza, CHIECO quale Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera, GRANESE quale Presidente del Tribunale di Matera, BUCCICO quale Avvocato componente del Consiglio Superiore della Magistratura e successivamente quale Senatore della Repubblica, GENTILI quale Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri Responsabile della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Potenza, BARBIERI quale Capo della Direzione Generale Magistrati presso il Ministero della Giustizia, FASANO quale Dirigente della Squadra Mobile della Questura di Potenza, LABRIOLA quale Avvocato Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Matera, ed altri per cui non si procede in questa sede, al fine di commettere più delitti, ed in particolare quelli di corruzione e corruzione in atti giudiziari, come indicato nei capi che seguono, con le loro condotte, occultando anche i legami tra di loro e soprattutto tenendo segrete le finalità e gli scopi del sodalizio criminoso, svolgevano attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali (Ordine Giudiziario, Consiglio Superiore della Magistratura e Ministero della Giustizia, in particolare attraverso attività di ostacolo, pressioni e delegittimazione di magistrati in servizio presso la Procura della Repubblica di Potenza e l’Ufficio del Giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Potenza, impegnati in indagini difficili e complesse che avevano ad oggetto in particolare, per reati gravi contro la pubblica amministrazione ed altro, settori dei cd. colletti bianchi) e di amministrazioni pubbliche (attraverso la delegittimazione ed il tentativo di condizionamento della Polizia Giudiziaria delegata ad indagini preliminari delicate e complesse, in particolare nei confronti di appartenenti alla Polizia di Stato, alla Polizia Municipale ed all’Arma dei Carabinieri ed altresì attraverso il condizionamento di persone informate sui fatti), nonché attraverso il condizionamento di amministrazioni pubbliche (quali la Regione Basilicata, il Comune di Potenza e l’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza). Tale sodalizio diveniva punto di riferimento di politici (anche di opposti schieramenti), amministratori pubblici, avvocati, imprenditori e faccendieri vari che avevano necessità di interventi illeciti per il condizionamento, in loro favore e di persone di cui erano referenti, dell’attività giudiziaria che si svolgeva presso gli uffici giudiziari di Potenza e Matera. Sodalizio che operava con distribuzione di ruoli ed avvalendosi in modo servente agli interessi associativi di mezzi e strutture pubbliche. 1 pubblici ufficiali, partecipanti al sodalizio, asservivano, pertanto, in modo stabile, la loro funzione ad interessi di privati, ricevendo utilità varie, quali incarichi in ruoli di vertice all’interno dell’Ordine Giudiziario, incarichi presso la Commissione Parlamentare Antimafia, la disponibilità diretta dell’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza. la promessa di assunzione di parenti presso strutture pubbliche, interventi indebiti presso il Consiglio Superiore della Magistratura ed il Ministero della Giustizia, il consolidamento di posizioni di prestigio e di influenza dominante all’interno dei gruppi di potere, in primo luogo politici (con rilevanti componenti massoniche), operanti in Basilicata ed in Roma, condotte di favore da parte di appartenenti alle forze dell’ordine, nonché divenendo interlocutori privilegiati di esponenti di primo piano della Camera Penale degli Avvocati di Potenza e Matera. Atti di ufficio di mercimonio che si concretizzavano, in particolare, con comportamenti contrari ai doveri di fedeltà (attraverso la violazione sistematica di norme giuridiche), di obbedienza (attraverso l’asservimento di funzioni pubbliche, anche di rilevanza costituzionale, per il perseguimento di interessi personali e di gruppo), di segretezza (attraverso la diffusione tra i sodali ed i beneficiari delle condotte illecite di notizie coperte da segretezza e riservatezza), di imparzialità (attraverso le coperture fornite ai sodali ed ai magistrati che non creavano “problemi” agli interessi dei centri di potere, anche occulti, protetti dal sodalizio, ed ostacolando l’attività giudiziaria compiuta da magistrati che esercitavano le funzioni in ossequio ai principi di uguaglianza alla legge ed all’obbligatorietà dell’azione penale), di onestà (piegando le loro funzionì. attraverso il mercimonio delle stesse, in favore di centri di potere extragiudiziari) e di vigilanza (offrendo coperture a magistrati e pubblici ufficiali collusi ed esercitando, in violazione di legge, asseriti poteri di vigilanza per contrastare magistrati e pubblici ufficiali che agivano per l’interesse pubblico in modo conforme a legge). Condotte illecite concretizzatesi non solo attraverso fatti di mercimonio dei doveri dell’ufficio per atti formali (provvedimenti giudìziari ed amministrativi), ma anche attraverso il sistematico e generalizzato favoritismo in violazione anche del principio costituzionale del buon andamento e dell’imparzialità della pubblica amministrazione ed asservimento dei beni pubblici protetti ad interessi privatistici di singoli e di gruppi. Ed in particolare, sodalizio che ha operato anche con le seguenti condotte: TUFANO e BONOMI, avvinti da solidi legami anche di natura personale, collocati ai vertici degli uffici giudiziarì requirenti di Potenza, esercitavano indebita attività d’interferenza nei confronti del Procuratore della Repubblica di Potenza Giuseppe GALANTE, dei Sostituti Procuratori della Repubblica Vincenzo MONTEMURRO ed Henry John WOODCOCK, dei Giudici per le indagini preliminari Alberto IANNUZZI e Rocco PAVESE, nonché garantivano illecita copertura, attraverso l’omissione della dovuta attività di vigilanza, ad appartenenti dei medesimo sodalizio, quale il Sostituto Procuratore della Repubblica della DDA di Potenza, nonché Procuratore della Repubblica Vicario, Felicia GENOVESE; condizionavano procedimenti penali in cui risultavano interessati Avvocati a loro ^ IANNUZZI disponeva al PM di formulare imputazione coatta a carico dei soggetti indagati, ravvisando a carico degli stessi gli estremi per essere rinviati a giudizio. Emergeva quanto segue: Il dott. Michele CANNIZZARO, marito della dr.ssa GENOVESE, presentava la domanda di partecipazione al concorso per la nomina a Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza in data 22.7.2004. La domanda di astensione della dr.ssa Genovese dalla trattazione di procedimenti penali che vedevano coinvolti componenti della Giunta Regionale lucana è datata 23.7.2004. La delibera di G.R. per la nomina del D.G. dell’A.O. S. Carlo di PZ è datata 31.7.2004 ed all’intemo di essa alcuni dati sono inseriti a penna, ovvero, il nome del dott. CANNIZZARO, parte delle motivazioni in base alle quali la scelta ricade sullo stesso, che l’Assessore Cataldo Collazzo si allontana poco prima della votazione. Il bando di concorso, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata, prevedeva che i partecipanti non si trovassero in alcuna delle condizioni di incompatibilità li cui al comma 9 dell’art. 3 del D. Lgs. 502/92, a norma del quale “la carica di Direttore Generale è incompatibile con l’esistenza di rapporti, anche in regime convenzionale con l’unità sanitaria locale presso cui sono esercitate lefunzioni o di rapporti economici o di consulenza con strutture che svolgono attività concorrenziali con la stessa”. Il 29.11.2004 la Giunta Regionale si riuniva nuovamente per prendere atto della variazione di incarichi nell’ambito della struttura sanitaria di fisiokinesiterapia “Genovese Carnillo”, presso cui il dott. Michele CANNIZZARO ricopriva la carica di responsabile sanitario, prima che vi subentrasse il dr. Riccardo Fuzio, con decorrenza (secondo quanto scritto nella delibera di Giunta) 21.7.04. Nella medesima delibera è riportato che il sig. Salvatore Spadaro (amministratore unico della struttura sanitaria Genovese Camillo) aveva comunicato con nota 78/07/04 del 23.7.2004, acquisita al prot. n. 193757/72E del 6.9.2004 del Dipartimento Sicurezza e Solidarietà Sociale che, con decorrenza 22.7.2004, il dott. Michele CANNIZZARO aveva ceduto le sue quote societarie al sig. Camillo Cannizzaro (figlio), giusto atto avente Rep. 1289 registrato a Potenza in data 26.7.04, al n. 1752 /L In data 30.8.2004 la dr.ssa GENOVESE, facendo seguito alla nota n.989/04 del 23.07.2004, con la quale richiedeva di astenersi da tutti i procedimenti penali riguardanti la Giunta Regionale, riservandosi di indicarli compiutamente, comunicava al Procuratore della Repubblica che, a seguito di apposita ricerca nella sua segreteria, erano stati rinvenuti i fascicoli inerenti i procedimenti penali nn. 763/2004 21, 3469/02 21, 895/2003 44, 1117/02 21, che venivano trasmessi allo stesso Procuratore. Con la nota sopra indicata la dr.ssa GENOVESE trasmetteva, a suo dire, tutti i fascicoli che riguardavano la Giunta Regionale Basilicata. La suddetta nota veniva depositata in data 30.08.2004. Il dr. GALANTE apponeva in calce alla stessa nota il visto con il quale riteneva fondate le ragioni esposte ed autorizzava l’astensione della dr.ssa Genovese, con provvedimento datato 14.10.2004. Per quanto suindicato si pone in evidenza che tra i fascicoli trasmessi dalla dr.ssa GENOVESE, con la sua richiesta di astensione, non vi è quello inerente il P.P.4271 /01 ~ 21, riguardante la cosiddetta “vicenda Panio”. A seguito degli atti della richiesta di archiviazione da parte della dr.ssa GENOVESE, il dott. Panio, in data 29.4.2005, integrata con nota datata 20.5.2005, denunciava la concomitanza della suddetta richiesta di archiviazione con la nomina a Direttore Generale dell’A.O. San Carlo di Potenza del dott. CANNIZZARO Michele, marito della GENOVESE, con nota »datata 23.06.2005, indirizzata al Procuratore Generale di Potenza, dr. TUFANO, (protocollata presso la Procura Generale al n.4858 del 23.06.2005); la stessa dr.ssa GENOVESE esponeva la sua ricostruzione dei fatti in merito a quanto denunciato dal Panio, chiedendone, laddove lo stesso Procuratore Generale ne avesse ravvisato gli estren ù di reato, “non esclusa quella di calunnia a mio danno”, la trasrnissione alla Procura di Catanzaro, ex art.11 c.p.p.. Il dott. Panio, con nota datata 2.5.2005, trasmetteva il suo atto di opposizione alla richiesta di archiviazione al Procuratore Generale della Repubblica di Potenza. Lo stesso, con nota del 26.05.2005, protocollo 4130, richiedeva al C.I.P. competente, dr. IANNUZZI, copia della richiesta di archiviazione in oggetto e la comunicazione delle determinazioni a seguito della opposizione. Con nota datata 9.6.2005 l’Ufficio del C.I.P. trasmetteva alla Procura Generale copie della richiesta di archiviazione e del decreto di fissazione dell’udienza a seguito dell’opposizione alla stessa. Il Procuratore Generale, in data 23.6.2005 (stessa data della nota della dr.ssa GENOVESE) trasmetteva, con nota 4869, ai sensi dell’art.11 c.p.p., l’opposizione alla richiesta di ìrchiviazione presentata dal Panio, nonché copia della nota nr.4858 prot., inviata a quell’Ufficio dalla dr.ssa GENOVESE. Allegata a tale nota vi è anche un provvedimento del Procuratore Generale, datato 23.6.2005, con il quale quest’ultimo, ritenendo di non dover procedere all’avocazione, in quanto nella richiesta del Panio non era indicata una richiesta in tal senso e rilevando la competenza ex art.11 c.p.p., disponeva la trasmissione degli atti alla Procura di Catanzaro. Inoltre, rilevante risulta la lettura della nota datata 23.6.2005. della dr.ssa Genovese, indirizzata esclusivamente al Procuratore Generale della Repubblica di Potenza e protocollata presso quell’Ufficio al n. 4858 del 23.6.2005. Infatti, con tale nota, la dr.ssa GENOVESE scrive: “Nella mia qualità di titolare del procedimento penale 427112001 21 a carico di Pinto Michele ed altri, avendo appreso dalla consultazione del RE.GE, effettuata dalla mia segreteria, che nel procedimento suddetto, inviato al GIP con richiesta di archiviazione, è stata fissata udienza a seguito di opposizione della parte offesa, ho avuto modo di prendere visione delfascicolo e dell’atto di opposizione, presentato dal denunziante Panio Giuseppe ed ho rivelato quanto segue OMISSIS”. Quanto sopra indicato, oltre a riscontrare in maniera inconfutabile la circostanza sopra indicata circa la mancata astensione da parte della dr.ssa Genovese nel procedimento penale in oggetto, a differenza di quanto avvenuto per gli altri procedimenti, avvenuta con nota del 23.7.2004, integrata dalla nota del 30.8.2004, fa emergere ulteriori condotte poste in essere dalla dr.ssa Genovese. Infatti, la stessa giustifica la visione di atti che diversamente non avrebbe potuto vedere (vedi atto di opposizione del Panio) con il fatto di essere titolare del procedimento. Analoga giustificazione viene data per la consultazione al RE.GE effettuata dalla sua segreteria. A tal proposito, si precisa che il magistrato se si fosse astenuto anche nel P.P.4271/01 21, non avrebbe potuto essere a conoscenza dell’opposizione del Panio e, conseguentemente, non avrebbe potuto formulare la sua “nota di chiarimenti” indirizzata al Procuratore Generale, sopra in parte riportata, salvo non fosse stato lo stesso P.G. o il suo ufficio a comunicare alla dr.ssa Genovese il contenuto dell’atto di opposizione del Panio, di cui lo stesso ufficio era venuto a conoscenza in data 2.5.2005, in quanto trasmesso dal Panio stesso. Sempre in merito all’astensione della dr.ssa GENOVESE si evidenzia che quest’ultima trasmette il fascicolo inerente il P.P.4271/01 21 al dr. GALANTE solo in data 15.11.2005. Anche in tal caso emerge un certo ritardo nella trasmissione degli atti, dal momento che già in data 23.6.2005 la GENOVESE era venuta a conoscenza dell’atto di opposizione del dott. Panio. Con riferimento alle modalità operative del sodalizio si riporta anche stralcio di conversazione telefonica intervenuta tra gli esponenti politici lucani Lacorazza e Curcio, nel corso della quale i due interlocutori dicevano: LACORAZZA: Noi tentammo di fare un accordo… per lavorare sull’operazione al San Carlo su MARRA con DE FILIPPO. Il pezzo della Mar 2,herita, MaLgiotta non lo fece passare per altre vicende, proponendo e mettendo sul piatto Cannizzaro. Noi in grande CURCIO: Ah… l’hanno … LACORAZZA: Difficoltà … CURCIO: Ah, l’hanno proposto… questa Margherita Cannizzaro?… LACORAZZA: CHIURAZZI l’ha proposto… Margiotta e Chiurazzi in giunta &gionale… ‘Da quanto emerge la nomina di CANNIZZARO sembra essere stata proposta ed avallata proprio dal CHIURAZZI e dal MARGIOTTA (esponente dì prìmo piano della margherita, oggi partito democratico, marito della dr.ssa FASANO punto di riferimento del sodalizio nell’ambito della polizia giudiziaria); proprio il CHIURAZZI è uno dei due soli soggetti (l’altro è BUBBICO) appartenenti alla giunta regionale che ha nominato il marito ad essere indagatì nel P.P. 4271/01 21 (vicenda PANIO), per il quale la stessa aveva richiesto l’archiviazione. Inoltre, dall’esame delle conversazioni telefoniche intercettate sull’utenza intestata al Centro FKT “Genovese Camillo S.r.l” , si è avuto modo di rilevare che il centro è gestito, di fatto, dal nipote di CANNIZZARO Michele, SPADARO Michele, che, a sua volta, è anche il sindaco del Comune di Laganadi (RQ ove è nato il predetto CANNIZZARO (risultato anche nel passato in rapporti con persone vicine all’organizzazione mafiosa denominata ‘ndrangheta, nonché già iscritto alla loggia massonica “Mario Pagano). Ne deriva anche che CANNIZZARO Michele, nonostante ricopra l’incarico di Direttore Generale dell’AO San Carlo, carica incompatibile con altre attività di natura privatistica, continuava ad occuparsi del Centro fisioterapico che, tra l’altro, risulta convenzionato con fl S.S.N.. A riscontro di tale circostanza, dalle conversazioni in esame emerge che ìl predetto dott. CANNIZZARO si sia informato su alcuni problemi sorti nella pratica relativa alle convenzioni di cui il centro beneficia, stipulate con la Regione Basilicata e che abbia dato direttive su come predisporre la contabìlità relativa alle prestazioni convenzionate fornite dal centro. In una conversazione telefonica è addirittura la dr.ssa GENOVESE ad accertarsi dellintestazione di una fattura inerente un acquisto di libri per il Centro FKT. Inoltre, le due utenze cellulari in uso rispettivamente al dott. CANNIZZARO ed alla dr.ssa GENOVESE risultano intestate al centro Genovese Camillo S.r.l.. Il conflitto di interessi evidente scaturisce dai rapporti in convenzione tra il Centro Genovese e la ASI, di Potenza. Del resto il CANNIZZARO, per poter partecipare al concorso per Direttore Generale dell’AO San Carlo di Potenza aveva ceduto le sue quote, detenute fino ad allora nel centro, a CANNIZZARO Camillo, proprio perché incompatibile. Tale cessione appare meramente formale. E’ da dire che il ruolo della GENOVESE presso la Procura della Repubblica di Potenza serviva anche per iniziative giudiziarie, mercimonio delle funzioni pubbliche alle quali era preposta, nei confronti dei professionisti concorrenti con il marito (quale ad esempio la vicenda SILLETTI). All’interno del sodalizio i legami risultano consolidati anche da una matrice di tipo massonico, come si evince dall’avvenuta appartenenza a logge massoniche del dott. CANNIZZARO, dell’Avv. LABRIOLA e del MARUGGI (Direttore Generale della Banca Popolare del Materano), risultato essere vicino al BUCCICO ed al CARUSO, presidente pro tempore della Banca Popolare del Materano, corruttore del Presidente del Tribunale di Matera, dr.ssa GRANESE. Con riferimento alla stessa vicenda PANIO si riporta quanto riferito da Don Marcello COZZI: Don Marcello COZZI Penso 2000 2001… 2000 2001. Dico questo, anche perché chi mi riferisce questo mi riferisce anche un altrofatto. Mi riferisce che, parlando, mi dice: “Guarda non sono poche le cose strane che sono accadute nell’ufficio della Squadra Mobile in questi ultimi anni”. Per esempio, in riferimento al caso di Elisa CLAPS, vengono mandati tre poliziotti a casa di RESTIVO per prendere… perfare una perquisizione. Questi tre poliziotti non vengonofatti entrare a casa, si telefona alla dottoressa GENOVESE, si chiede… l’ispettore GRIMALDI il Capo della Mobile… Maresciallo MUSARDO Da chi vengono mandati questi tre poliziotti a casa di RESTIV0? Don Marcello COZZI Dal Capo della Mobile… Maresciallo MUSARDO Di iniziativa o su delega della Procura? Don Marcello COZZI Di iniziativa, di iniziativa per una perquisizione. Ovviamente lì nel frattempo, da quello che mi’ viene detto, l’avvocato MARINELLI (che è l’avvocato della famúlia RESTIVO) viene avvisato e teleLona a casa di RESTIVO e dice: “Arrivano tre poliziotti, non entrare se non hanno il mandato di perquisizione… ” Intanto i tre poliziotti non vengono fatti entrare, teleLonano in Questura (poi probabilmente le cose non sono avvenute così, però io riferisco quello che mi è stato detto) teleLonano in Questura e il Capo della Mobile dice: “Ora io telefono alla dottoressa GENOVESE… ” Fatto sta che questi tre staranno lì un paio di ore, un’ora, due ore, tre ore, il mandato di perquisizione non arriverà mai e loro faranno marcia indietro. Questi tre mi risultano essere l’ispettore EUFEMIA, un certo SERRA (se ricordo bene), un certo DI BENEDETTO o BENEDETTO (adesso non ricordo bene), ma erano tre persone. Mi viene detto: “Guarda non ti merav~gliare più di tanto sul fatto… ” Maresciallo MUSARDO Questo che periodo è più o me o? Don Marcello COZZI Quando è scomparsa Elisa CLAPS, il ’93… nel ’93. Allora io dico: “Ma questi tre gggi sarebbero disposti a parlare, a dire questo fatto, a dire che hanno aspettato tre ore, due ore e il mandato non è mai arrivato?” Mi viene detto: “Probabilmente l’ispettore EUFEMIA Sì, probabilmente uno degli altri due che non so se è SERRA o DI BENEDETTO no, perché… “, mi dicono, “…è calabrese, è uno che parla poco; l’altro invece no non parlerà mai”. Perché? Perché porta un segreto lui che è collegato al Capo della Mobile GRIMALDI. Qual è questo segreto? Maresciallo MUSARDO Sta parlando di Lujg~ì GRIMALDI? Don Marcello COZZI Sì, Luigi GRIMALDI… Maresciallo MUSARDO Della Squadra Mobile… Don Marcello COZZI Quest’altro, il terzo, anni prima gli era stato riferito che avevano visto entrare il dottore CANNIZZARO a casa di Bruno POLIMENI che all’epoca viveva a Bucaletto ed era, se non mi sbgglio, legato ad una cosca calabrese e quindi sQSgì~orno obbligato. Quando lui torna in Questura con questa notizia, parla con il Capo della Mobile Luái GRIMALDI e lui deve verbalizzare questa notizia. Il Capo della Mobile dice a questo non so se un ispettore comunque un poliziotto dice: “No, lascia stare, è un’esagerazione, non diam2gli troppa enfasi… ” Ouindi sembrerebbe quasi esserci stata una intesa non esplicita, mai verbalizzata tra il Capo della Mobile e questo. Questo si portava un s~greto dentro che r~guardava il Capo della Mobile. Il fatto, riReto, che avevano riferito dell’iggresso del dottor CANNIZZARO nel fabbricato nel prefabbricato all’epoca abitava a Bucaletto di Bruno POLIMENI e il Capo della Mobile ha detto: “Lascia stare…” Anche perché mi viene detto: “Perché che il vuoi? Non poteva dire sì, sì, fallo, perché la moglie di Luigi GRIMALDI all’epoca lavorava come segretaria nel centro di Fiosiochinesiterapia di Michele CANNIZZARO. Quindi questo, ripeto, io su questo poi mi riservo di dire anche chi mi ha riferito questa cosa, però voi capite, io non faccio l’investigatore per cui le cose che mi vengono a dire le dicono in confidenza al prete. Ora, c’è chi dice: “Ti autorizzo a fare anche il mio nome… ” C’è chi invece dice: “No, per il momento io voglio aiutare tutta questa baracca a sbrogliare certe cose, però per il momento. .. se poi nel caso in cui dovesse essere davvero una cosa che bisogna fare, io ti do l’autorizzazione a fare il mio nome”. Tutto qui. Maresciallo MUSARDO Solo una precisazione e poi per me potrebbe anche bastare. Riguardo al Capo della Squadra Mobile Lu~ì GRIMALDI, sa se successivamente lo stesso ha in qualche maniera avuto qualche altro rapporto con il dottor CANNIZZARO? Ovvero, lei può confermare il fatto che attualmente sia un Dirigente dell’ASL San Carlo? Don Marcello COZZI Sì, sì. Devo dire questo. Proprio Qggì: l’ho incontrato… Maresciallo MUSARDO Sì… Don Marcello COZZI _proprio oggj l’ho incontrato a prendere l’autobus, che è l’autobus che di solito prendono gli impiggati dell’Ospedale San Carlo. La settimana scorsa io l’ho incontrato nel corridoio dell’Ospedale San Carlo.proVrio nel reparto della Direzione Amministrativa. Quindi Luigi GR1MALDI Qggì: lavora all’Ospedale San Carlo. Maresciallo MUSARDO Eun dato certo? Don Marcello COZZI E’ un dato certo. Mi viene anche detto che all’e,poca c’era un rapporto di estrema confidenza fra Lujg~ì GR1MALDI e la famiglia CANNIZZARO, Verché quando teleLonava a casa della GENOVESE si davano del “W’ e chiamava i ftili per nome. Quindi assolutamente sì, assolutamente sì. Dovrei aggiungere anche un’altra cosa Maresciallo MUSARDO Prego OMISSIS”. Il dr. CRIMALDI, già appartenente alla Polizia di Stato, ha prestato servizio presso la Squadra Mobile della Questura di Potenza e, successivamente, è stato assunto presso l’Ospedale San Carlo di Potenza, ed è risultato in stretti rapporti con i coniugi GENOVESE/CANNIZZARO. Si riportano alcune conversazioni telefoniche intercettate sull’utenza cellulare in uso alla dr.ssa FASANO, dalle quali emerge che Luigi GRIMALDI: era stato dirigente della Squadra Mobile di Potenza all’epoca delle indagini sulla scomparsa di Elisa CLAPS; era, poi, stato trasferito alla Sezione di P.G. di Salerno ed, una volta congedatosi dalla Polizia di Stato aveva lavorato come Dirigente dell’Università di Salerno; attualmente ricopre la carica di Dirigente del settore amministrativo dell’Ospedale San Carlo di Potenza; tale vicenda sarebbe stata oggetto di un’interrogazione parlamentare. Chiamata intercorsa in data 5.6.2007 alle ore 18.40.21 avente numero di progressivo 3434 numero chiamate 3346908468 in uso a Giancarlo numero chiamato 3281508556 in uso a Fasano Luisa. F: FASANO Luisa; & Giancarlo. ^AA^AA^AA^A^AAA F: pronto?…. C: Luisa….. F: dimmi tutto bello… G: ascolta ciao un’interrogazione parlamentare … ci sono degli elementi che mi dovresti fornire tu….. F: si… G: perché riguardano il tuo precedesessore …. che secondo … notizie del settimanale “Controsenso”… F: si…. G: dovrebbe poi lavorare per l’ASI, …. in quanto assunto …. F: a Grimaldi si….ma è predecessore parliamo dei tempi di Elisa Claps….93… C: esatto, esatto…. F: si, si…. C: qundi mi serve sapere questo quando è stato alla Mobile, da quando a quando…. F: te lo dico leggendo semplicemete il quadretto….perché altro non so dirti … e poi vediamooo….adesso vengo da te … hum…. G: ..inc… F: perché ti posso dire questo che èstato … inc … dal 93 al 94 i tempi de. dellascomparsa di Elisa Claps …. poi ftt trasferito alla sezione di P.G. di Salerno e dopo poco uscì dall’amministrazione entrando a lavoarare per l’Univerità da Dirigente …. e quindi è dal 94fuori dall’amministrazione G: questo si…. F: però credo.. . … che dobbiamo chiedere cioè non abbiamo notizie noi io ti posso dire leggendo il quadretto il 94 è stato dirigente qua …. altro non sono notizie che so darti io le so …. (cade la linea)… chiamata intercorsa in data 5.6.2007 alle ore 18.41.54 avente numero di progressivo 3435 numero chiamate 3346908468 in uso a Giancarlo numero chiamato 3281508556 in uso a Fasano Luisa. F: FASANO Luisa; G: Giancarlo. F: caduta la linea stavo dicendo questo te lo posso dire oggettivo il resto delle notizie sono informali nel senso che io non so quando è uscito bene dall’amministrazione …. cioè lo so così…. C: eh va bene poi un’altra cosa che interessa la Mobile …. eh..per ilfatto di Elisa Claps non è mai stata chiusa laaa cosa quindi i fatti nuovi F: no è stata chiusa l’indagine…. G: di Elisa Claps? F: si fu chiu… è stata archiviata da Salerno … adesso noi abbiamo tentato di riaprire l’indagini difatto non ci sono elementi nuovi che ai sensi del codice di procedura penale ti permette la riapertura delle indagini….. G: mi devifare … mi devifare una re … e allora una nota anche su questo F: si, si la stiamo preparando già comunque a prescindere per lo SCO…. C: eh maa…. F: ma è u n’interrogazione parlamentare? G: serve per un’interrogazione parlamentare… F: e va bene allora lo deve decidere..lo scrive il Questore… tanto io la sto preparando… C: … inc …. preparare le note per poi portargliele….poi lui.. F: si, si…. G: se la vede… F: a dir la verita.¬ G:..inc … vari elementi hai capito? F: eh lo so … no già per il capo della Polizia stava scrivendo lui una nota … quindi è già pronta….eh…tifaccio avere tutto…. G:ok … F: ciao … G: poi tu non hai avuto nessuna delega cose per quanto riguarda Catanzaro.. F: delega?… no… G:he … Catanzaro quindi non ha interessato la Procu.Aem la Mobile di … hem noi come struttura? F:no … C: ok …. F: sta sentendo delle persone…per esempio sarà sentito come persona informata deifatti il buon Di Tolla….ma cioè ]’indagine è la loro noi non abbiamo niente… G:no … inc. … mi chiede se noi abbiamo assunto iniziative etc. F: no assolutamente no….. C: va bene ok F: ci vediamo tra cinque minuti … ciao, ciao… G: ciao. Da una conversazione intercettata nell’ambito del P.P.1265/05 mod.21 della Procura di Potenza si desume che il GRIMALDI rivestirebbe l’incarico di dirigente dell’Economato del San Carlo al posto di tale PERGOLA, ancora in servizio. INTESTATARIO UTENTE LN CHIAMANTE TASSINARI Ugo DATA +393351447258 432 VERSO IMPORTANTE DURATA PROGRESSIVO 24/03/2007 Entrante 00:02:09 INTESTATARIO INTERLOCUTORE 1286 12.17.32 CHIAMATO GENOVESE CAMILLO CANNIZZARO +39335622.5432 S.R.L. Michele SINTESI CANNIZZARO Michele viene chiamato da TASSINARI il quale riferisce che i suoi colleghi (giornalisti) lo stanno chiamando per l’articolo riguardante GRIMALDI dell’economato che è uscito su Controsenso. TASSINARI chiede se il GRIMALDI dell’Economato è l’ex capo della Squadra Mobile. CANNIZZARO conferma e ribatte dicendo che a lui non interessa in quanto la valutazione la devefare sulla correttezza e la trasparenza degli atti. CANNIZZARO aggiunge che il suo obbligo istituzionale è quello di verificare la legittimità degli atti ed ogni ufficio effettua le istruttorie. TASSINARI in seguito domanda se PERGOLA è ancora in servizio e CANNIZZARO conferma aggiungendo che comunque hafatto domanda di pensione. sd Circa le modalità operative del sodalizio criminoso rilevante appare quanto segnalato dal dott. Carlo GAUDIANO circa la gestione delle nomine nelle ASL da parte dell’ex Presidente della Regione, Filippo BUBBICO. Dalle dichiarazioni emergono elementi di contatto con la “vicenda PANIO”, laddove il procedimento penale che ha interessato presso la Procura della Repubblica di Matera il dott. CAUDIANO (3368/02 21) è lo stesso del quale si trova traccia tra gli atti del fascicolo n.4271/01 21, della Procura di Potenza (vicenda PANIO). Si evidenzia, altresì, che da intercettazioni telefoniche emergono indicazioni del dott. CANNIZZARO in favore di pazienti già a lui segnalati da politici ed amministratori della Regione, per i quali lo stesso si prodiga al fine di “raccomandare” i malati dagli stessi segnalati. Emergono anche i contatti telefonici tra il dott. CANNIZZARO ed il Sen. BUCCICO e l’oggetto del contatto con il predetto parlamentare sarebbe esplicitato da una successiva conversazione tra il dott. CANNIZZARO ed un medico presso l’A.O. San Carlo di Potenza, al quale il CANNIZZARO dice che per la paziente DI MARZIO aveva chiamato il Sen. BUCCICO; pertanto sarebbe dovuto andare a trovarla per riferirle di tale interessamento. Altra condotta centrale nella realizzazione del programma criminoso del sodalizio è la vicenda dei cd. brogli di Scanzano jonico, che riguarda in particolare i sodali GENOVESE, LABRIOLA e BUCCICO. Sul punto riferiva il dr. IANNUZZE: ” OMISSIS. PROCURATORE Le risultano rapporti piuttosto stretti tra la dottoressa GENOVESSE e l’avvocato attuale Senatore BUCCICO? IANNUZZI Alberto Ma, diciamo che personalmente non so adesso, nel senso che non ho avuto modo di verificarlo direttamente, anche se mi hanno riferito insomma che sì che ci sono dei rapporti piuttosto stretti, diciamo molto cordiali, non so poi se travalicano insomma poi quelli che possono essere i normali rapporti. So soltanto per esem.pio che, una cosa che si dice ma ovviamente ripeto questo poi dovrà essere verificata, che per esempio la campqgna elettorale dell’avvocato BUCCICO, attuale Senatore BUCCICO, sia stata sponsorizzata anche dal dottor. CANNIZZARO, diciamo nella sua veste di Direttore Generale dell’Ospedale San Carlo. Ripeto, però è un fatto che mi ha riferito più di qualcuno, ma non… PROCURATORE Indagini che coinvolgono ovviamente quest’aria di riferimento delle persone di cui stiamo parlando, quindi sanità, dottore CANNIZZARO, insomma vicende che lei ha visto nel procedimento PANIO persona offesa, anche in altri, è emerso qualcosa che potesse avvincere le persone da vincoli di natura massonica? Cioè che la Massoneria possa essere un collante tra alcune dì queste persone? IANNUZZI Alberto Beh, insomma, su questa domanda praticamente non saprei… nel senso che… PROCURATORE No, magari è uscito in qualche intercettazione, in qualche… IANNUZZI Alberto Ricorre spesso questo fatto insomma della Massoneria, insomma di questo. So per esempio che il dottor CANNIZZARO è iscritto alla L=ia Massonica però francamente non so… Una delle chiavi, diciamo una delle letture della vicenda di Elisa CLAPS, per cui appunto ad un certo punto il dottor CANNIZZARO, almeno da quello che alcuni dicono, sembrerebbe è intervenuto per aiutare il padre di Danilo RESTIVO che era il principale… colui che veniva sospettato, insomma, fosse proprio questo tipo di legame insomma. Ovviamente… però, diciamo, 1e di ufficialmente verificabile non sono in grado di riferirle niente. MARESCIALLO Dottore mi scusi, alla vicenda Scanzano si ricorda in particolare se quello di cui lei ha r~férito si riferiva per caso all’indagine relativa ai cosiddetti bTgli elettorali, quindi da quello che si è letto nei documenti quell’attività che fu fatta per favorire in qualche maniera tale DI LORENZO nelle elezioni r~gionali, ecc.? Si ricorda se in quel fascicolo emerge qualche soggetto particolareper il quale poi non è stata approfondita l’ind ggine o cosa? IANNUZZI Alberto Allora, diciamo, che per quanto riguarda questa vicenda dei brogli di Scanzano io non me ne sono occupato direttamente, quindi non sono in grado di poter dare un contributo qualificato. Però un po’ di tempo fa uscì un articolo in cui si ipotizzava insomma la mancata iscrizione dell’avvocato Giuseppe LABRIOLA, che è attualmente credo anche il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Matera. Però nell’appunto, nel registro degli indagati… ma, ripeto, questa è una notizia giornalistica che io ho avuto modo di acquisire. Su cui, tra l’altro, credo che abbia più possibilità di interloquire il coLlega PAVESE insomma che si è occupato insomma di questa vicenda. La mia è una conoscenza non qualificata OMISSIS “. In merito sempre a tale vicenda riferiva il dr. MONTEMURRO, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza: /1 OMISSIS. Così come nell’offica delle chiedo scusa adesso ritorno alla mancata* iscrizione del CAPPIELLO in tale ottica avevo evidenziato all’Ispettorato, nel tentativo di difenderini da quelli che poi sono gli attacchi quotidiani del Procuratore Generale, un articolo di stampa apparso sul “Corriere della Sera” che in relazione ad una vicenda inerente un’indagine della dottoressa GENOVESE nei confronti del Sindaco di Scanzano Ionico, ipotizzava articolo del Corrieredella Sera” ipotizzava una presunta omessa iscrizione da parte della stessa dottoressa GENOVESE. Presunta omessa iscrizione che avrebbe dovuto rúuardare sicuramente un cancelliere della Corte d’Appello di Potenza, presunta mancata iscrizione che avrebbe dovuto ráuardare anche alcuni ap.partenenti al Foro materano, alcuni avvocati appartenenti al Foro materano. Tra l’altro dico auesto perché su questa vicenda sono stato più volte, almeno in un paio di occasioni, presente in Ufficio unitamente alla dottoressa GENOVESE e al dottore GALANTE, su questa vicenda il dottor GALANTE ha più volte invitato la dottoressa GENOVESE, anche con una certa u~genza, a provvedere allkgiornamento di queste iscrizioni. Essendo pubblicamente notorio poi arriveremo anche agli aspetti televisivi che il dottor CANNIZZARO partecipa in prima fila, probabilmente nella veste istituzionale di Direttore Generale del San Carlo, a convegni politici dell’asse di sinistra della politica regionale ed essendo altresì abbastanza notorio che il recente incarico della dottoressa GENOVESE è fatto assolatamente ascrivibile a quota AN essendo questo a me noto anche per altre circostanze avevo evidenziato all’Ispettorato Generale del Ministero della Giustizia se chi (quindi la dottoressa GENOVESE e il dottor TUFANO) accusano me di illeciti disciplinari di reato, forse non dovessero verificare e quindi in questo caso pongo lo stesso interrogativo a lei chi fossero i soggetti a cui si riferisce il Corriere della Sera nel pubblicamente denunciare la mancata iscrizione, rispetto poi a chi sono i soggetti che hanno consentito la nomina della dottoressa GENOVESE a componente non esterno ma interno della Commissione Parlamentare Antimafia, il che restringe di molto, per quanto è notorio, il campo rispetto alla stessa presenza del Senatore BUCCICO in quel consesso OMISSIS”. Lo stesso dr. MONTEMURRO, in data 24.05.2007, in merito alla medesima vicenda, riferiva quanto segue: /1 OMISSIS. ADR: Come ho già specificato nella relazione per l’ispettorato del Ministero della Giustizia consegnata anche al dott. de Magistris, in almeno due occasioni sono stato presente a colloqui tra il dott. Galante e la d.ssa GENOVESE in cui, nell’ambito di riunioni interne all’ufflcio della DDA, lo stesso dott. Galante sollecitava la d.ssa GENOVESE a voler provvedere qll’aggiornamento delle iscrizioni nell’ambito del procedimento relativo ai cosiddetti “Brogli elettorali di Scanzano”. Per il contesto argomentativo ho avuto la possibilità di desumenti che tale argomento avesse già formato oggetto di precedenti colloqui tra il dott. Galante e la d.ssa GENOVESE. Tale argomento peraltro di pubblico dominio a seguito di un articolo del Corriere della Sera. ADR: Non mi risulta che successivamente alla pubblicazione del citato articolo, il Procuratore Generale abbia richiesto chiarimenti a questo ufficio così come invece sistematicamente è avvenuto ogni qualvolta vi sono stati articoli riguardanti la mia persona e quella del dott. Woodcock. …… OMISSIS il. Il dr. PAVESE, G.I.P. presso il Tribunale di Potenza, in merito a tale vicenda, in data 30.3.2007, riferiva quanto segue: « omissis P.M. dott. DE AMGISIRIS Vogliamo parlare dei procedimenti adesso di cui si è occupato lei? PAVESE Rocco Allora, c’è questo scenario. Sia all’epoca, ma maggiormente ex post, io ho posto l’attenzione sul procedimento cosiddetto dei “brogli di Scanzano”. Ora io mi occupai di uno stralcio di questo procedimento perché, in effetti, questo procedimento consta della riunione di numerosi sub procedimenti. Uno di questi, per ragioni di assegnazione automatica numerica, lo trattai io ed è preci . samente quello in cui il PM, che era la dottoressa GENOVESE, chiese il sequestro dei seggi elettorali… e c’erano delle intercettazioni in atto, anche ambientali, nei locali dei seggi, poi c’erano delle intercettazioni telefoniche… no? Allora, in quei giorni, cioè nella primavera del 2005, quando si svolsero le elezioni amministrative, io seguii questa vicenda che, da un punto di vista giudiziario, sfo C i . ó i . n u na ri . chiesta di sequestro dei seggi. Io ricordo che strutturai il provvedimento nel senso che doveva essere eseguito, accolsi la tesi accusatoria… perché c’erano evidenti, non solo fumus dei reati ipotizzati, ma anche gravi indizi di pilotamento delle lezioni …e accolsi questa richiesta di sequestro disponendo un sequestro con l’accortezza che venisse eseguito alle ore 15:00, cioè immediatamente dopo la chiusura dei seggi, per non influenzare lo svolgimento delle operazioni elettorali e la libera determinazioni degli elettori. E così avvenne. Successivamente questo provvedimento che ebbe una risonanza anche a livello nazionale, mi ricordo che il Corriere della Sera ne parlò con un certo rilievo questo procedimento fu riunito ad un altro, per così dire principale, che spettava, tabellarmente parlando, alla dottoressa ROMANIELLO, il che sfociò poi in una misura ben più importante che fu la misura personale. Ora io ricordo che la misura personale non coinvolse coloro che avevano, come dire, preso parte attivamente alla designazione di presidenti di seggio compiacenti. Perché lì cerano delle intercettazioni, che io ricordo bene, in cui era coinvolto anche un cancelliere della locale parlo di Potenza Corte di Appello e in cui si diceva:”Nomina questo, nomina quell’altro” i si facevano dei nomi, dei cognomi. Naturalmente mi sembrò anomalo, singolare, non è un procedimento mio quindi maggiori ragguagli potranno certamente essere forniti alla signoria vostra dalla collega Gerardina ROMANIELLO che fu l’estensore del provvedimento. Ma insomma, da quello che io so e ne sono certo, non ci fu richiesta cautelare assolutamente a carico di coloro che avevano svolto, secondo me, una frazione della condotta complessiva, una frazione importante, perché insomma avere dei presidenti di seggio compiacenti mi pare che fosse un elemento fondamentale per poter arrivare a un risultato elettorale utile. P.M. dott. DE MAGISTRIS Lei si è fatto un’idea del perché è accaduto questo? PAVESE Rocco Beh, certamente. P . M. dott. DE MAGISTRIS Ce la può esternare visto chefa parte anche dell’indagine nostra? PAVESE Rocco Certamente è un atto di riguardo. P. M. dott. DE MAGISTRIS In particolare poi introduco le dico anche questo un tema sul quale stiamo investigando, sui rapporti in particolare tra la GENOVESE e il marito CANNIZZARO con alcuni esponenti anche importanti sia della politica che dell’avvocatura. Mi riferisco all’avvocato BUCCICO, all’avvocato LABRIOLA e altri. PAVESE Rocco Si, perché pare che uno degli interlocutori fosse proprio l’avvocato LABRIOLA che notoriamente è assai vicino, in Matera, ma in tutta la Basificata, alla figura dell’avvocato BUCCICO che è notoriamente un esponente di AN molto importante. E chiaro che io intesi questo fatto come lo avrebbe inteso un quisque de populo, cioè come un atto di riguardo nei favori di un livello politico amministrativo, del notabilato di un livello superiore che non era il caso di toccare. Questo è… senza volere fare particolari illazioni mi pare che sia proprio in re ipsa. P.M. dott. DE MAGISTRIS Oltre ad un ambito politico si può parlare anche o le consta di un ambito di legami massonici tra alcune di queste persone? PAVESE Rocco Se ne parla, se ne parla molto, è un tema ricorrente in Basilicata e certamente io devo dire che esaminando tutte le vicende Lucane come funziona o come non funziona la giustizia, comefunziona l’amministrazione o come nonfunziona l’amministrazione della politica devo dire che queste voci hanno certamente un fondo di verosimiglianza, forte verosimiglianza, perché sembra che chi ha degli agganci riesce a risolvere i propri problemi, chi non ha agganci, pur avendo ragione da vendere, non li risolve. Naturalmente questa che ho appenafatto è una riflessione generale, poi in dettaglio io non sono in grado di… Si potrebbe dire che la vicenda ‘1ena”. ad osservare freddamente il dettaglio, è uno dei casi in cui questi legami, queste amicizie, queste vicinanze, si sono poi estrinsecate in condotte concrete, perché ci fu all’unisono una reazione della stampa, reazione della stampa contro la magistratura che procedeva, sia inquirente che anche giudicante. Si potrebbe dire questo. Si può dire che anche sulla vicenda dei brogli elettorali di Scanzano si colpì una frazione soltanto di coloro che avevano preso parte a questa più ampia vicenda illecita, forse quella che non si poteva non colpire, devo ritenere …omissis Riferiva, quindi, in data 12.5.2007, la dr.ssa ROMANIELLO, C.I.P. presso il Tribunale di Potenza, che si era occupata, nell’ambito delle sue funzioni, della vicenda cosiddetta “brogli di Scanzano” emettendo nell’ambito della stessa misura cautelare personale a carico di numerosi soggetti: ” OMISSIS. P.M. dott. DE MAGISTRIS . OMISSIS. A noi risulta, in particolare, che lei si è occupata, quale GIP, di una vicenda che ha portato anche alla emissione di una ordinanza di custodia cautelare riguardante i cosiddetti brogli nel Comune di Scanzano Ionico. Ci vuole illustrare un po’ questo? Il PM dovrebbe essere stata la dottoressa GENOVESE. ROMANIELLO Gerardina Sì, unitamente al Procuratore GALANTE. P.M. dott. DE AMGISTRIS Unitamente al Procuratore GALANTE. Ricorda un po’ la vicenda? Ovviamente a noi non interessa la ricostruzione del fatto, anche perché abbiamo disposto ed abbiamo acquisito una serie di atti, ci interessa sapere più che altro se lei ha rilevato delle anomalie o dei fatti curiosi, particolari, che possono essere interesse di questo ufficio, che non hanno magari formato oggetto di un approfondimento investigativo dovuto o che dalle intercettazioni sono risultati deifatti che poi hanno avuto un inusuale sviluppo o un’assenza di sviluppo investigativo. ROMANIELLO Gerardina Dunque, diciamo che di quel procedimento sui brogli elettorali io ho curato la parte relativa all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare, la parte immediatamente precedente era stata curata dal dottor PAVESE che emise un provvedimento di sequestro preventivo delle schede elettorali. La vicenda riguardante il Sindaco ALTIERI riguardava più procedimenti. Dopo il sequestro questi procedimenti furono riuniti e quindi ci fu questa richiesta di misura cautelare nel maggio 2005 a carico, se non erro, di quindici, venti persone: scrutatori, presidenti di seggio e, appunto, il Sindaco, il vice Sindaco e alcuni componenti della Giunta di Scanzano Ionico. Diciamo che nelle intercettazioni erano coinvolti, erano state intercettate telefonate del Sindaco ALTIERI con un funzionario della Corte D’Appello di Potenza (Eugenia LO NIGRO) e che a sua volta aveva parlato con un avvocato delforo di Matera (LABRIOLA), e anche contatti telefonici tra ALTIERI e LABRIOLA. La misura cautelare non riguardava né l’avvocato LABRIOLA né questo funzionario. Negli atti, diciamo, come esposizione della richiesta, neppure il pubblico ministero aveva evidenziato aspetti di liceità penale attinenti, diciamo, a queste due persone. P.M. dott. DE AUGISTRIS Erano iscritte al modello 21 queste due persone? RONIANIELLO Gerardina Guardi, che io ricordi, diciamo che questo aspetto immediatamente io non l’ho rilevato, per un motivo. diciamo per più motivi. Uno di questi è che le telefonate tra ALTIERI e la dottoressa LO NIGRO riguardavano segnalazioni per la nomina di presidente di seggio. L’accusa per ALTIERI era di broglio elettorale. Poi l’avvocato LABRIOLA, dopo l’emissione dell’ordffianza lui difese non mi ricordo chi, o uno o più indagati, quando lo vidi rimasi sorpresa perché, diciamo, anche per ragioni di opportunità a prescindere dalla rilevanza penale del suo comportamento rimasi sorpresaforse in relazione all’accettazione del mandato difensivo. Elementi di liceità io non ne ho immediatamente rilevati perché altrimenti li avrei segnalati, quantomeno insomma avrei scritto qualcosa, nella mia ordinanza avrei evidenziato questi aspetti. D’altra parte l’indagine non era neanche conclusa. Diciamo che lì per lì, in quel momento, si poteva anche pensare che sifosse trattato di una semplice segnalazione. P.M. dott. DE AUGISTRIS Dopo l’ordinanza su questi aspetti riguardanti LO NIGRO e LABRIOLA ci sono stati sviluppi investigativi che lei sappia? ROMANIELLO Gerardina Guardi, che io so no, perché praticamente la vicenda con l’emissione dell’ordffianza e gli interrogatori di garanzia, poi non mi è più giunto insomma nessuna richiesta se noforse qualche richiesta di proroga. P.M. dott. DE AIAGISTRIS Quindi lei, appunto, non ha avuto più richieste … ? ROMANIELLO Gerardina No, no, no, richieste in quel senso no. P.M. dott. DE MAGISTRIS che abbiano interessato l’ufficio GIP? ROMANIELLO Gerardina No, la richiesta di misura cautelare riguardava varie persone. Io per alcuni scrutatori non accolsi la richiesta perché non emergevano dagli atti una diretta partecipazione o una consapevolezza per quanto riguarda i brogli. Vi era anche una richiesta di misura cautelare per il consigliere DI LORENZO, però anche per quella posizione, diciamo, gli indizi di reato da me valutati, non portavano… e infatti rigettai, feci il rigetto anche per… P.M. dott. DE MAGISTRIS Erano numerose le conversazioni telefoniche che riguardavano l’avvocato LABRIOLA? ROMANIELLO Gerardina Mah, penso… guardi… così, a memoria, un tre o quattro, però se vuole nell’ordinanza… P.M. dott. DE MAGISTRIS Si va bene, poi su questo… ROMANIELLO Gerardina Diciamo che per l’avvocato LABRIOLA e per Eugenia LO NIGRO almeno io, in quel momento, non ho rilevato elementi che potessero portare una dimostrazione della loro consapevolezza e della loro partecipazione, perché … OMISSIS “. Il dr. GALANTE, in sede di interrogatorio, riscontrava le sollecitazioni che egli avrebbe effettuato nei confronti della dr.ssa GENOVESE finalizzate all’aggiornamento delle iscrizioni degli indagati nel procedimento penale relativo ai cosiddetti “brogli di Scanzano”. Emergeva la circostanza secondo la quale la dr.ssa GENOVESE non ha mai riferito al dr. GALANTE circa la posizione dell’avv. LABRIOLA. Circostanza questa che conferma, ulteriormente, la volontà da parte della GENOVESE di voler “occultare” la posizione dell’Avv. LABRIOLA, tenuto, altresì, conto del fatto che le indagini, sarebbero ,,tate interamente condotte dalla medesima. Il dr. GALANTE riferiva quanto di seguito riportato: ………. OMISSIS. M.llo AMSARDO Perfetto. Allora, dottore GALANTE, ora cambiamo argomento. Noi vorremmo capire, per quello che è a sua conoscenza naturalmente, perché non sappiamo se lo ha seguito lei quel tipo procedimento penale… GALANTE Giuseppe Scanzano. M.llo MUSARDO Scanzano Ionico, i brogli elettorali di Scanzano Ionico. Per quello che è a sua conoscenza, ci riferisce eventuali anomalie che ha notato in questo procedimento penale? Ovvero relativamente a da quello che è potuto emergere mancate iscrizioni di alcuni soggetti nel registro degli indagati, se è di sua conoscenza chi fossero questi soggetti, perché non sono stati iscritti e se in qualche maniera lei ha sollecitato il magistrato delegato (la dottoressa GENOVESE) a questa iscrizione. GALANTE Giuseppe Dunque, io posso riferire gli eventi che attengono al procedimento cosiddetto “Brogli di Scanzano Ionico” sino al 6 marzo del 2006. Fu la data in cui apro questa piccola parentesi occasionalmente ebbi a scoprire che il Consigliere Regionale di AN, si chiama DI LORENZO, aveva sposato la figlia di una mia cugina. Non lo sapevo! Siete padroni di credermi, il Procuratore Generale è padrone di credermi, io lo affermo, io non conoscevo questa circostanza. Era accaduto che la sera ricordo perfettamente la data, del 6 marzo mi abbia telefonato mia cugina che vive a Mottola in provincia di Bari, dopo venti anni che non ci sentivamo i rapporti erano, per così dire, rotti e con uno stato di apprensione mi chiedeva notizie in ordine al genero. Dico: Scusa si chiama Isa, Isabella Isa ma chi è tuo genero? “. “Come non lo sai? E’ il marito di mia figlia, di Titti e cioè il Consigliere Regionale di AN”. ‘Io sto apprendendo in questo momento. Ora tu sai perfettamente che non sono venuto né al matrimonio di tuafiglia, non so alcunché di questa situazione, va bene apprendo che il Consigliere Regionale DI LORENZO è il marito di tua figlia. Naturalmente non ti posso dire nulla in ordine al procedimento”. Cercai di tranquillizzarla. M.llo MUSARDO Perché all’epoca già era venutofuori, insomma… era stata eseguita la misura cautelare. GALANTE Giuseppe Certo. Alchè, il giorno dopo, io rappresentai per iscritto questa situazione al Procuratore Generale il quale, dopo una interlocutoria, una missiva interlocutoria, accolse la mia astensione e nominò al mio posto il dottor Francesco BASENTINI che da quel momento in poi ha condotto il procedimento insieme alla dottoressa GENOVESE. M.Ilo MUSARDO La GENOVESE era delegata anche? GALANTE Giuseppe Era delegata già dal primo momento e ha svolto, sostanzialmente, tutte le indagini, sia quelle di carattere tecnico, intercettazioni telefoniche in particolare, sia quelle di carattere testimoniale, di assunzioni di informazioni e di acquisizioni documentali. Gli arresti furono fatti, mi pare, nell’aprile del 2005 quando io, coincidenza volle, ero fuori per un viaggio, ero negli Stati Uniti. Cosa accadeva? Molto dopo, cioè credo nella seconda parte del 2005, io poi… Vabbè gli arresti furono fatti…, ovviamente gli atti a rilevanza esterna del procedimento portano la mia firma ovviamente, oltre quella della dottoressa GENOVESE, però le indagini sono state svolte sostanzialmente e prevalentemente da lei. La dottoressa GENOVESE poi, dopo gli arresti, dopo tutto il clamore che ne venne fuori, mi portò a conoscenza che vi erano delle particolari intercettazioni telefoniche nel novero di tutto il materiale intercettativo e alcune intercettazioni telefoniche riguardavano un funzionario della Corte di Appello di Potenza, la dottoressa Eugenia LO NIGRO, peraltro di Matera, che aveva interloquito con l’allora Sindaco ALTIERI di Scanzano Ionico in ordine alla attribuzione… M.Ilo MUSARDO Che è stato poi arrestato. GALANTE Giuseppe Che noi abbiamo arrestato insieme ad altri. In ordine alle attribuzioni delle cariche di Presidente, Segretario, in questo o in quel seggio, vi sono tre quattro intercettazioni abbastanza, diciamo, problematiche, ecco, diciamo così. E in quel momento ma credo che siamo quasi alla fine del 2005 perché prima io non avevo preso visione delle intercettazioni telefoniche o perché non erano state ancora sbobinate o perché non mi ricordo se queste erano nella richiesta di ordinanza cautelare, non lo so dire veramente perché non me lo ricordo, sinceramente non me lo ricordo in quel momento presi visione di questo materiale e prospettai alla dottoressa GENOVESE la opportunità che la posizione della dottoressa LO NIGRO era da valutare. M.Ilo MUSARDO Mi scusi se la interrompo dottor GALANTE, ma era solo questa dottoressa LO NIGRO o c’erano anche degli avvocati? GALANTE Giuseppe Della questione dell’avvocato LABRIOLA io sinceramente ho appreso dalla stampa, non ho memoria né visiva né memoria tecnica della presenza o di intercettazioni o di interventi dell’avvocato LABRIOLA in questo procedimento. M.Ilo AWSARDO Perché non gli furono riferiti dalla dottoressa GENOVESE, presumo, eventuali …? Se ci sono. comunque non le sono stati riferiti dalla dottoressa GENOVESE? GALANTE Giuseppe Credo proprio di no. Ma stiamo parlando dell’avvocato LABRIOLA? .V..llo MUSARDO Sì. GALANTE Giuseppe Oh. M.Ilo MUSARDO Lei può dire con estrema certezza di aver, in qualche maniera, avvicinato il brogliaccio, trascrizioni e riscontrare stasera che non vi erano intercettazioni dell’avvocato LABRIOLA che potessero indurre all’eventuale iscrizione dello stesso? GALANTE Giuseppe Che io abbia visto i brogliacci, no, assolutamente. M.llo MUSARDO Lei non ha cognizione tecnica di tutte le intercettazioni che sono state fatte? GALANTE Giuseppe No, assolutamente no. lo ho cognizione soltanto delle intercettazioni con la dottoressa LO NIGRO perché le spiego perché perché la dottoressa GENOVESE mi portò… M. llo MUSARDO Gliela portò in visione. GALANTE Giuseppe Ma non il brogliaccio, mi portò la trascrizione, quelle tre, quattro telefonate. M.Ilo MUSARDO Non le pose in visione nessun’altra intercettazione? GALANTE Giuseppe No, per l’avvocato LABRIOLA sono ragionevolmente certo di no, tanto è vero che io ho appreso di questa posizione, diciamo così, dell’avvocato LABRIOLA che non so neanche tecnicamente quale sia, in che cosa sia consistita credo dagli organi di stampa, in particolare, debbo dire, in quel giornalaccio che si stampa a Matera ‘Il Resto” di cui è giornalista o cronista tale PICCENNA che io ho già querelato sei sette volte presso il vostro ufficio. M.Ilo MUSARDO Quindi comunque in ogni caso la dottoressa GENOVESE di queste eventuali intercettazioni, se vi sono, non gliene parlò. GALANTE Giuseppe Di quelle dell’avvocato LABRIOLA… M.Ilo MUSARDO Di quelle lì parlo io. GALANTE Giuseppe Credo proprio di no, credo proprio di no. Della dottoressa LO NIGRO sì. M.Ilo AWSARDO Delfascicolo comunque lei ha cognizione soltanto di quello che praticamente le diceva la dottoressa GENOVESE? GALANTE Giuseppe Sicuramente. M.Ilo AMSARDO Era lei ad aver condotto le indagini, quindi… GALANTE Giuseppe Sì, sì, ha fatto tutto lei. Mi ricordo che in una occasione però facemmo insieme una cosa, venne il consulente tecnico credo dalla provincia di Salerno se non vado errato le demmo un incarico di verificare tutte le schede elettorali e a quell’atto istruttorio partecipai personalmente anche io. Però questo qualche giorno prima della mia uscita dal processo
  14. … una doverosa precisazione sugli atti qui pubblicati là dove si legge: «…quel giornalaccio che si stampa a Matera “Il Resto” di cui è giornalista o cronista tale PICCENNA che io ho già querelato sei sette volte presso il vostro ufficio…» Ebbene, Nicola Piccenna è nostro prezioso collaboratore sia in ambito di indagini penali che di ricerca scientifica, cui è particolarmente versato per grande talento naturale, eccezionale esperienza acquisita, superiori doti morali. Tra i suoi primati il fatto che ad oggi è il solo a corrispondere in pieno all’obbligo di dare una informazione corretta e completa con http://www.ilresto.info

  15. Italiani brava gente? No, tutti imbroglioni…
    Venerdí 12.11.2010 – 14:05

    La crisi in cui versa il Governo fa intravedere la fine di un’epoca: il berlusconismo. Il popolo dei travaglini non vede l’ora di archiviare un’era che reputa costellata di scandali, vedendo in questa fine la panacea di tutti i mali. Ma c’è chi non è così ottimista. Chi è convinto che non basterà rinnovare la politica per cambiare un sistema endemico, un fattore antropologico. La corruzione a tutti i livelli della vita economica, civile e politica, la pratica degli scambi di favori, lo sfruttamento di risorse pubbliche a vantaggio di interessi privati e la diffusa ‘mafiosità’ dei comportamenti fanno parte dell’italiano come il cacao è l’elemento base per fare la cioccolata. E non è tutto, la maggior parte della popolazione se ne vanta. Non si tratta di furbizia e nemmeno di quello che il filosofo Hobbes chiamava Homo homini lupus, ovvero la guerra di tutti contro tutti, è piuttosto una naturale tendenza a fregare il prossimo, considerandola una abilità, da imparare e insegnare a figli e nipoti. Politici di destra, politici di sinistra, artisti, cantanti. Chi magari per non pagare le tasse, chi per trovare un posto al sole della tv, chi per prendere più voti in una provincia. Artisti dell’imbroglio. Che a volte non è imbroglio vero. Ma spesso più caos. Sotterfugio. O interpretazione alternativa della regola. Così in Italia (e senza alcun moralismo, per carità) può essere divo Fabrizio Corona, i condannati siedono in Parlamento e pontificano, chi non paga le tasse è un furbo e chi si vende per comparire in un reality lo fa perché “lo fanno tutti”. Potere del nostro paese. Che ha resistito ai francesi, ai tedeschi e agli spagnoli. Agli eserciti e alle razzie. Al nord e al sud. Probabilmente perché già 1000 anni fa in Italia erano in gradi di farli tutti fessi. “Come siamo giunti alla misera situazione nella quale ci troviamo? Quella degli scandali e delle raccomandazioni ad ampio raggio?” E’ questa la domanda a cui vuole dare risposta Roberta De Monticelli, studiosa di fenomelogia e docente all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Il male è antico e affonda le sue radici nella struttura primigenia degli italiani che “prendono il mondo così com’è”, senza nessun riguardo per la virtù. Come se questa popolazione avesse un impedimento insito e una difficoltà naturale a riconoscere e discernere il giusto dall’ingiusto. La filosofa dunque, nota per gli studi di filosofia morale sul concetto di persona e coscienza e per le interpretazioni del pensiero di Husserl, teorizza nel nuovo libro in uscita per Cortina editore, La questione morale, lo ‘scetticismo etico’ del popolo italiano. Una sorta di sospensione del giudizio su tutto ciò che è da considerarsi virtuoso e corretto.

    Ma non è solo la filosofia ad indagare la natura ‘truffaldina’ del popolo italiano. “In Italia, fottere l’altro – una parola più tenue non renderebbe l’idea – è un vizio che è quasi un vanto. Io ti fotto è una legge: di più, un comandamento”. Convinti di questo, due giovani giornalisti, Marco Morello e Carlo Tecce, nel nuovo libro in uscita per Ponte Alle Grazie IO TI FOTTO hanno esplorato ogni angolo d’Italia alla ricerca dei mille versanti del ‘fottere’, dai più quotidiani e apparentemente veniali ai più imprevisti e diabolici: dai meccanici e i tassisti pronti a fregare il prossimo cliente fino ai professionisti del raggiro, abili a evadere il fisco e poi a passare per moralisti, lenti a dichiarare bancarotta, lesti a scappare. E ancora: i mutui e le carte di credito patacca, le vacanze-estorsione, il fottere in Rete, la carità truffaldina di Onlus inesistenti o sprecone… Per finire con il “fottere pubblico”: gli appalti, le consulenze, gli espedienti micro e macro per svuotare le casse dell’Italia. Una progressiva “estensione del dominio del fottere” che rischia di coinvolgere non solo le alte sfere, i grandi criminali e i poveri diavoli, ma oramai la stessa classe media, impoverita e resa cinica dalla sensazione di esser rimasta l’unica a farsi ancora imbrogliare. In Io ti fotto c’è dunque di tutto e ce n’è per tutti: è un libro spassoso, scritto con una verve rara nei libri d’inchiesta, ma è al contempo un reportage impietoso e allarmante che mette in guardia dal motto “tanto in Italia tutti fottono”…

    Marco Morello
    Giornalista. Catanzarese, nato a Milano nel 1982, vive a Roma. Ha scritto per Panorama, Affari & Finanza della Repubblica,
    il sito web del Sole 24 Ore, il Giornale, il Corriere dello Sport, First e altri periodici. Per brevi periodi è stato anche a Rainews24 e all’agenzia Agi. Ha contribuito con racconti e inchieste a Mediocri (2008) e Peccatori (2009) di Antonello Caporale.

    Carlo Tecce
    Giornalista del Fatto Quotidiano e collaboratore di Micromega. Irpino, nato a Castelfranci nel 1985, vive a Roma. Ha scritto per La Gazzetta dello Sport, il Guerin Sportivo, Il Mattino e l’Unità. Ha raccontato il sistema di Raffaele Lombardo in Sicilia e i circoli sportivi romani per Mediocri (2008) e il suo terremoto e le ragazze di Papi in Peccatori (2009) di Antonello Caporale.

    Roberta De Monticelli
    Insegna Filosofia della persona all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Tra i suoi libri Esercizi di pensiero per apprendisti filosofi (Bollati Boringhieri 2006) e L’ordine del cuore (Garzanti 2008). Per le nostre edizioni ha curato La persona: apparenza e realtà (2000).

    http://www.affaritaliani.it/coffeebreak/fottere111110.html

  16. Toghe Lucane… Secondo Stato massoni e logge di fratelli illuminati degni di David Icke… il ricercatore di complotti o per Alexandra Robbins “Skull e Bones” ma come mai i massoni sono entrati anche nelle piscine pubbliche comunali? Poco tempo fa ancora senza risposte ad oggi… la polizia al sequestro delle piscine comunali… trova simbologia massonica di loggia grembiule da gran maestro venerabile… chi ha fatto il rito scozzese in piscina comunale? Forse dovuta al rimpasto di Vercelli e Saluzzo o vi sono altri Comuni Italiani coinvolti? Segreto mistery massonico? Di gang di loggia? Mistery mistery freemasonry…
    Sergio Morando.

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