La Crui sui collaboratori ed esperti linguistici

Nella riunione della Conferenza dei Rettori (Crui) del 25 marzo u.s., i Rettori hanno discusso, tra l’altro, anche dei contenziosi sollevati dai collaboratori ed esperti linguistici (Cel). Atteso che per quelle università inadempienti, rispetto a quanto previsto dalla L. 63/2004, l’ammontare complessivo parziale delle condanne si aggira sui 30 milioni di euro, la Crui, onde evitare nuovi contenziosi, ha invitato tutti gli atenei a tenere un comportamento uniforme sul trattamento economico dei collaboratori linguistici, ex lettori di madre lingua straniera. In particolare, è attribuibile al massimo, «proporzionalmente all’impegno orario assolto, tenendo conto che l’impegno pieno corrisponde a 500 ore, un trattamento economico corrispondente a quello del ricercatore confermato a tempo definito; tale equiparazione è disposta ai soli fini economici.» Per i Cel si applica, in base al CCNL, il trattamento normativo previsto per il personale tecnico-amministrativo part time, con possibilità per i collaboratori linguistici di esercitare altre prestazioni di lavoro.

L’Università di Siena, però, è andata oltre l’attuale invito della Crui. Sta, infatti, corrispondendo da anni ai Cel non il trattamento economico previsto per il ricercatore confermato a tempo definito ma quello del ricercatore a tempo pieno (Art. 5 del CCI). Inoltre, l’ateneo senese ha riconosciuto l’esperienza acquisita ricostruendo la carriera pregressa, con relativo trattamento economico, non solo ai Cel a tempo indeterminato ma anche a quelli assunti con contratto a tempo determinato. Si è mai visto che ad un ricercatore, al momento dell’assunzione, gli venisse ricostruita la carriera pregressa di assegnista, borsista o contrattista? E il danno erariale? È tutto da definire! Sicuramente supera gli 8 milioni di euro: più o meno quanto ricaveremo dalla vendita del Palazzo Bandini-Piccolomini.

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46 Risposte

  1. E bravi i CEL di Siena che sono riusciti a strappare un contratto migliore delle condizioni minime proposte dalla CRUI!
    Da quando in qua dobbiamo lottare per abbassare gli stipendi ai livelli minimi?
    Per correttezza di informazioni, anche ai CEL non vengono ricostruiti lavori da assegnisti, borsisiti or contrattisti, soltanto il lavoro pregresso come CEL, tempo determinato (dove rimangono spesso per degli anni) o indeterminato che sia.
    Dubito che si riesce a ricuperare 8 milioni di euro da questi lavoratori, ne dagli altri.

  2. Le indicazioni della Crui sono precedenti o successive all’accordo dei CEL senesi?
    Sono obbligatorie le indicazioni della Crui, in materia?

  3. I milioni da recuperare sono da bigi/interi/tosi… altro che questi… almeno questi hanno lavorato ed in molti casi anche molto bene…

  4. Doubtful cerca di deformare la realtà che, invece, è chiara nella sua essenzialità. Nessuno vuole «abbassare gli stipendi ai livelli minimi.» Nel post c’è scritto che «la Crui, onde evitare nuovi contenziosi, ha invitato tutti gli atenei ad attribuire un trattamento economico corrispondente a quello del ricercatore a tempo definito, tenendo conto che per i Cel l’impegno pieno corrisponde a 500 ore.» Tutto ciò vale per quegli atenei che non si erano adeguati alla legge 63/2004.
    L’università di Siena, al contrario, ha applicato questa legge andando oltre. Si è così determinata una situazione diversa e opposta a quella degli altri atenei. Tanto Siena se lo poteva permettere! Basta leggere il Contratto Collettivo Integrativo, del quale vi è il link in questo post, per vedere che Loriano Bigi e Silvano Focardi hanno concesso il trattamento economico dei ricercatori a tempo pieno. La differenza, tra un ricercatore a tempo definito e quello a tempo pieno, io non la conosco e mi auguro che qualcuno ci fornisca i dati. Sembra che vi sia un danno erariale non indifferente. In sostanza ai Cel di Siena è stato corrisposto un trattamento non dovuto. Al di là di chi debba essere chiamato a restituire la somma non dovuta, una domanda è d’obbligo: perché Bigi e Focardi hanno fatto tutto questo? Avevano soldi da scialare? No! Se è vero quanto il curatore di questo blog ha scritto nell’articolo del 28 febbraio 2010 intitolato: “Da notitia criminis a prova di reato per la voragine nei conti dell’Università di Siena”. In questo articolo si legge che già il 16 luglio 2006 si sapeva che c’erano debiti superiori ai 200 milioni di euro. Perché, allora, 5 mesi dopo Focardi e Bigi firmarono un contratto del genere?

  5. Scrive Doubtful: «Per correttezza di informazioni, anche ai CEL non vengono ricostruiti lavori da assegnisti, borsisiti or contrattisti, soltanto il lavoro pregresso come CEL, tempo determinato (dove rimangono spesso per degli anni) o indeterminato che sia.»

    Evidentemente Doubtful ha voglia di prendere in giro i suoi colleghi tecnici ed amministrativi ed i ricercatori. L’articolo 5 del contratto integrativo di Siena dice che viene definita «una struttura retributiva per la categoria dei Cel che riconosca l’esperienza acquisita, viene stabilito che la retribuzione stessa sia strutturata in progressioni economiche biennali, legate alla anzianità di servizio.»
    Facciamo un esempio.
    Quanto guadagna un Cel che abbia svolto servizio presso Università italiane per 14 anni in qualità di ex lettore e/o di collaboratore ed esperto linguistico quando viene assunto dall’università di Siena? Gli vengono riconosciuti i 14 anni e, per esperienza acquisita, passa al 7° biennio, con una retribuzione complessiva annua comprensiva di tredicesima pari a 46.626,74 €.
    Al contrario, quanto guadagna un ricercatore che abbia svolto per 14 anni come precario (assegnista, borsista, contrattista) lo stesso servizio che poi continuerà a svolgere come ricercatore strutturato? L’esperienza acquisita nei 14 anni da precario della ricerca non gli viene riconosciuta e, pertanto, parte dalla classe 0 dello stipendio: se è a tempo definito (lo stesso regime dei Cel) guadagna 23.255,15 €.
    Praticamente il ricercatore guadagna la metà di un Cel.

  6. Scusate, ma non capisco questa caccia alle streghe verso i Cel.
    Hanno preso di più rispetto la media nazionale e le indicazioni della CRUI. Vabbe’; guarderei più alle motivazioni di chi ha preso questa decisione. Magari anche giustificata e plausibile in base all’autonomia di ogni ateneo. È possibile che si invoca l’autonomia solo quando ci fa piacere?

    Inoltre questo voler mettere tutti sullo stesso livello retributivo, confrontare quanto prende in tasca il mio collega rispetto a me, sa tanto di pratica sindacale, che qui, mi pare, non vengono spesso ben trattate. E parla chi si colloca nella fascia bassa descritta da Gino Greco….

    Personalmente ben venga la differenza delle retribuzioni! Sono degli incentivi per potenziare possibili punti deboli. L’ateneo ha bisogno di ricercatori di semiotica? Inserisca degli incentivi (economici e altro) per quelli, per il periodo che serve e molti faranno domanda, con la possibilità di scegliere i migliori. Ci sono troppi chimici? Si tolgono gli incentivi per i nuovi. E così via.

    Troppo rivoluzionaria e inapplicabile l’idea? Se non si pensa strategicamente non si va da nessuna parte. Continuate pure a discutere delle paccottaglie, di quanto prendono i Cel etc. etc…

  7. Con Cel o senza Cel, nel 2014 (ci saremo?) il debito sarà di 24 milioni di euro.

    http://www.provincia.siena.it/rassegnastampa/20100330/SIL2127.pdf
    Ma la Certosa di Pontignano, il Santa Chiara ecc…: nessuna offerta? Le sedi decentrate… i laboratori sparsi nella Val d’Arbia… tutto ancora lì a fare disavanzo?

  8. Non chiedete chiarezza a chi entra in campagna elettorale! Se ci si compiace per aver venduto l’Ospedale, così i senesi lo han pagato due volte… capite bene che è inutile allora far domande serie, come quelle di Tessitore.
    Ma dagli altri post sui ricercatori, mi preoccuperei dei danni erariali futuri: ora che si impostano i corsi per l’anno prossimo, chi utilizza ricercatori non previsti dalla legge del 2005 fa o no un arbitrio con eventuale danno erariale? Mi direte che nessun aggregato è pagato?
    Se sì, va bene, ma allora non ci saranno dei ricercatori ‘legali’ che verranno discriminati?

  9. Marina chiede: «Le indicazioni della Crui sono precedenti o successive all’accordo dei CEL senesi? 
Sono obbligatorie le indicazioni della Crui, in materia?»

    Gli inviti della Crui sono del 25 marzo 2010. L’ultimo accordo sui Cel a Siena risale al dicembre 2006 e non mi risulta che in questi giorni sia stato sottoscritto un nuovo contratto, anche se il vecchio è scaduto il 31 dicembre 2009. Le indicazioni della Crui non sono obbligatorie, ma è ovvio che agli atenei conviene applicare la legge 63/2004 proprio per evitare contenziosi.
    Diverso il discorso per l’università di Siena che applica e contemporaneamente viola la legge. Piuttosto che adeguare il trattamento economico dei Cel a quello del ricercatore a tempo definito (come prevede la legge) lo adegua a quello del ricercatore a tempo pieno. Conseguentemente, alcune legittime domande richiedono una risposta.
    1) È legittimo che un Cel, per il quale è previsto il trattamento normativo part time, abbia l’indennità di un lavoratore a tempo pieno?
    2) È legittimo che un Contratto Collettivo Integrativo adegui il trattamento dei Cel al ricercatore a tempo pieno quando la legge ha previsto il trattamento del ricercatore a tempo definito?
    3) Se anche fosse possibile, è legittimo un tale trattamento in assenza di copertura finanziaria?
    4) Si ravvisa, in tutta questa operazione, qualche storno di fondi?
    5) Esiste un danno erariale?
    6) Perché tutto questo?

  10. Se si rinnova il contratto lo si rinnovi alle cifre Crui… con la crisi e la situazione di unisi mi pare giustificabile un sacrificio… o no?

  11. Boh, siete voi le madrelingue, ma a me sembra chiaro che inviti sono inviti, non obblighi, e che i contratti sono sempre frutti di una contrattazione locale, con una parte dello stipendio che integra la base suggerita. Non c’è legge che detta che devono essere per forza trattati come ricercatori a tempo definito, è soltanto un suggerimento minimo.

    Nessuno scandalo, perciò, se qui sono trattati con parametri salariali da ricercatori a tempo pieno.
    Ripeto, bravi i CEL senesi che sono riusciti a farsi rispettare – forse questo è il perchè, Grassi, niente di macchinoso o misterioso, e sono d’accordo con bartilindon di non capire questa apparente caccia alle streghe verso i CEL. Se ci sia stato uno storno di fondi qui come in altri luoghi va appurato, se non ci sia più copertura finanziaria sarà tutto da rifare, d’accordo, però notate che bartolindon ha ragione: è questa l’autonomia.

    A Greco, invece, rispondo con un aneddoto: un collega ricercatore mio si è recato per un periodo in Germania e lì non riusciva a fare credere ai colleghi tedeschi di avere uno stipendio veramente così basso. Erano convinti che si trattava di un problema di lingua, di scambio di lordo/netto/mensilità 12 o 13, ecc. Povera Italia. Hai ragione: gli stipendi dei ricercatori in Italia sono scandalosi, e il (non) avanzamento di carriera lo è ancora di più.
    Per questo dobbiamo abbassare gli stipendi ai CEL di Siena? Boh, ripeto, fate voi, siete voi i locali, ma io non vorrei scorgere qui non la ricerca delle migliori condizioni per tutti i lavoratori ma invece soltanto miseria e invidia, il quale mi farebbe molto dispiacermi per il mio paese (amato) di adozione.

  12. ricercatori di tutto il mondo andate a imparare come si fa!
    http://www.fondazionecrui.it/HomePage.aspx?ref=1770

    L’epoca Berlinguer non finisce mai? Vedete perché aveva successo? C’è una cultura profonda, persistente, anche senza soldi non s’impara!

  13. Per chi si volesse divertire a spulciare l’evolversi della contrattazione collettiva aziendale per i Collaboratri Linguistici veda la pagina http://www.unisi.it/v0/minisito.html?fld=1672. Ad un CEL con 10 bienni di esperienza acquisita spettano € 15.696,39 di trattamento fondamentale e € 34.252,02 di “trattamento integrativo di Ateneo”.
    Lodi al Dott. Giuseppe Giordano (UIL/P.A.) che non ha firmato gli ultimi 2 accordi.

    MM

  14. @ Doubtful

    Non dimentichiamoci che l’Università è ente pubblico e che esiste un istituto chiamato danno erariale (quale era il complesso delle risorse di cui legittimamente l’Università poteva disporre per la contrattazione integrativa?).

    MM

  15. Lodi anche a chi ha ottenuto la sospensiva del concorso da dirigente, che ha visto vincitore il noto sindacalista.
    C’erano le risorse finanziare per mettere in organico 3 o 4 dirigenti nuovi?
    Non sarà anche questo danno erariale?

  16. … esatto, MM! E corretto (e coraggioso) GG (Giuseppe Giordano)! CL

  17. «Si è mai visto che ad un ricercatore, al momento dell’assunzione, gli venisse ricostruita la carriera pregressa di assegnista, borsista o contrattista?» Giovanni Grasso

    No. E qualcuno sa spiegarmi perché, visto che oltretutto questo personale è stato utilizzato per anni (con buona pace dei negazionisti in punta di diritto e tacco di fatto) come personale docente?

  18. … c’è di più (e di peggio): questa storia dei CEL (aborro gli acronimi) è durata troppo ed è giunta l’ora di rendere giustizia all’umana decenza!
    Non si tratta di una questione da dibattere in un confronto di opinioni tutte rispettabili o almeno plausibili: vogliamo, Giovanni, smetterla di sprecare tempo prezioso e di dar spazio alla malafede e dire una volta per tutte come stanno le cose?
    Tutta la verità… nient’altro che la verità…

  19. …ricordo a Giovanni Grasso che le notizie di questa natura vanno d’obbligo alla magistratura (non solo contabile) e alla stampa, anche per evitare di farci complici dopo esser stati vittime di un mostruoso malaffare che ci ha lasciato solo tre possibilità: uno straccio di decoro da difendere, una tardiva giustizia da pretendere, una ricostruzione storica almeno quella non truffaldina!!!

  20. @ Stavrogin
    La mia frase – «Si è mai visto che ad un ricercatore, al momento dell’assunzione, gli venisse ricostruita la carriera pregressa di assegnista, borsista o contrattista?» – estrapolata dal contesto, potrebbe ingenerare qualche confusione sul mio reale intendimento. Infatti, preceduta dall’altra affermazione – «l’ateneo senese ha riconosciuto l’esperienza acquisita ricostruendo la carriera pregressa, con relativo trattamento economico, ai Cel» – ha il solo scopo di evidenziare la disparità di trattamento rispetto ai ricercatori, con privilegi riservati solo ai Cel. È del tutto evidente che se si riconosce ai Cel “l’esperienza acquisita” e non una generica attività lavorativa, perché tutto questo non deve valere per i ricercatori con un passato di assegnista, borsista, contrattista svolto sempre nello stesso settore scientifico-disciplinare sul quale sono poi diventati ricercatori? A questo proposito, condivido in pieno quanto dichiarato da Gino Greco: «Quanto guadagna un ricercatore che abbia svolto per 14 anni come precario (assegnista, borsista, contrattista) lo stesso servizio che poi continuerà a svolgere come ricercatore strutturato? L’esperienza acquisita nei 14 anni da precario della ricerca non gli viene riconosciuta e, pertanto, parte dalla classe 0 dello stipendio: se è a tempo definito (lo stesso regime dei Cel) guadagna 23.255,15 €. 
Praticamente il ricercatore guadagna la metà di un Cel
    Giovanni Grasso

  21. @ Marina

    Ma quale danno erariale… i concorsi sono stati fermati dall’Ateneo e non è stato pagato uno stipendio da dirigente.
    Con la conseguenza che attualmente l’Ateneo ha tre dirigenti, di cui uno a tempo determinato e due praticamente “sospesi”.
    Vogliamo continuare così?

  22. Un pensiero per la Pasqua che potrebbe andare bene a Stavrogin.

    Tratto da: “I demoni” di F. M. Dostoevskji

    Stepàn Trofimovic sorrise compostamente.
    “Amici miei”, disse, “Dio mi è necessario, perché è l’unico essere, che si può amare in eterno…”.
    (…)
    “La mia immortalità orami è necessaria, perché Dio non vorrà certo mentire e spegnere del tutto il fuoco dell’amore verso di Lui, accesosi nel mio cuore. E cos’è più prezioso dell’amore? L’amore è più in alto dell’esistenza, l’amore è il coronamento dell’esistenza, e com’è possibile che l’esistenza non sia sottomessa all’amore? Se io ho preso ad amarLo e a rallegrarmi del mio amore, com’è possibile che Egli spenga me e la mia gioia e ci tramuti in nulla? Se Dio esiste, allora anch’io sono immortale!”.

    Mauro

  23. Due concorsi per dirigenti sono stati banditi (7 aprile 2008)
    http://www.unisi.it/dl2/20080508123743935/bando.pd
    (al momento del bando c’era copertura finanziaria?)
    celebrati e conclusi.
    http://www.unisi.it/dl2/20090622130535847/area_studente.pdf
    Le chiamate dei due vincitori sono state “temporaneamente” procrastinate.
    Uno di questi concorsi è impugnato davanti al Tar, che ha emesso ordinanza di sospensione!

  24. Che cosa s’intende per due dirigenti “praticamente sospesi”?
    Se il procedimento penale non si chiude, anzi finchè non ci saranno sentenze di condanna, come già evidenziato dall’ex prorettore, le sanzioni disciplinari non si possono applicare.
    Infatti, dalla pagina sulla Trasparenza (updated), ancora risultano a stipendio pieno, tanto l’ex direttore amministrativo, quanto l’ex responsabile della ragioneria!

  25. «Un pensiero per la Pasqua che potrebbe andare bene a Stavrogin. Tratto da: “I demoni” di F. M. Dostoevskji.» Mauro Manganelli

    Potrebbe andar bene come manifesto del partito dell’amore, ma dati i tempi che corrono, suggerirei piuttosto il capitolo del Grande Inquisitore, dai Karamazov.

  26. Il grande inquisitore è perfetto: un lupo in veste di agnello, e mi perdoni quell’antico papa per la metafora usurpata. I politicanti bipartisan che sparano alle palle somigliano a delle coglione “buoniste” di un old sito letterario che poi psichiatrizzavano chiunque non si sottometteva al loro fetido sproloquiare. Una sventolava Che Guevara ma aveva Craxi nel cuore! Altra amava Nanni Pascoli ma tifava per il barone “rosso” Enrico… Mah! E i “giusti” a dover parare le palle in un paese mafioso e in una cittade di casta…
    Bardo

  27. I concorsi, a tempo determinato, per la responsabilità dell’Area Servizi allo Studente; Area Logistica e Area Ricerca e trasferimento Tecnologico sono stati banditi in attuazione della Disposizione del D.A. n. 60 del 2 aprile 2008 (CDA del 31.03.2008, in cui si sono identificati gli Uffici di Livello Dirigenziale).
    Non sono a conoscenza del ricorso al TAR: chi l’ha fatto (forse il 2° classificato?) e per quali motivi (certo non per mancata copertura finanziaria che il TAR non è competente a conoscere)?
    Per i “dirigenti praticamente sospesi” basta vedere le competenze, gli incarichi pregressi e gli incarichi attuali…

    Smetto di rubare tempo alla mia famiglia ed auguro al Prof. Grasso, al Prof. Loré, a Stavrogin, a Paolo il Bardo, a Marina, al Favi ed a tutti i “bloggers” (si dice così?) i più cari auguri di Buona Pasqua.

    Mauro Manganelli

  28. Già fatti gli auguri… ma nubi si allineano al’orizzonte e concordo con quei professori che ormai parlano di “fascismo” nel potere senese. Alcuni democratici invitano le forze sane a ribellarsi, se ve ne sono. Perché dei proff. accademici han fatto sempre “salatino” e nessuno ha mai detto loro niente? La Mafia domina. Perché ora si spara sulle balle a chi fa il suo dovere di studioso – sia esso accademico o para-accademico, ecc. -? Basta essere inviso ai mafiosi, qui di “sinistra”, e sarai bollato in modo infame: non solo: cercheranno di farti il culo – è bene parlarsi chiaro. Se sei uno dei leccapiedi dei mafiosi al potere potrai farla sempre e comunque franca: se vorrai dare il tuo contributo alla scienza, allo studio, ecc., ma non sei dei Loro, sarai… bannato! (Perseguitato). Han dato uffici e prebende ai soliti mafiosetti e ai cretini – posti in enti culturali – e han picchiato sodo sulle spalle degli “iloti” perché uomini liberi, seppur sottomessi alla merda burocratica. Questi gerarchi di provenienza pci sparano sulle balle persino a dei malati gravi, anzi approfittano della “bestia ferita” e come sudici avvoltoi gli si gettano addosso.
    Nessuno ha “pagato” per i buchi e per le indegnità morali, nessun barone è stato cacciato e nessun burocrate della P.A. ha pagato per le sue malefatte. Ecco perché l’istituzione è marcia – occupata da Lorsignori – ed ecco perché non sarebbe fuori luogo una defenestrazione alla Barbicone, il popolano del Trecento che rovesciò il governo fiscalista e classista.
    Il Bardo

  29. Che cosa s’intende per due dirigenti “praticamente sospesi”?
    Se il procedimento penale non si chiude, anzi finché non ci saranno sentenze di condanna, come già evidenziato dall’ex prorettore, le sanzioni disciplinari non si possono applicare. Infatti, dalla pagina sulla Trasparenza (updated), ancora risultano a stipendio pieno, tanto l’ex direttore amministrativo, quanto l’ex responsabile della ragioneria!

  30. Hello
    Sono un CEL. Forse alcuni di voi mi conoscete già. Faccio lezione in aula 18 da moltissimi anni, al Polo Scientifico di San Miniato per tutti gli studenti delle facoltà scientifiche e anche all’Ospedale dove provvedo al disegno e all’erogazione e infine la valutazione di corsi linguistici per dottori ed infermieri. Ho avuto piacere di incontrare il Prof. Grasso un giorno in terrazza e lo vedo nel bar dove prendo il mio caffè quotidiano delle 15 tra una lezione ed un’altra. Colgo l’occasione qui per salutare il Professore.
    Visto che si fanno molte domande ed ipotesi sul nostro conto, ciò che facciamo e ciò che pensiate che dovremmo guadagnare come categoria di docenza, e infine, come siamo arrivati al contratto attuale (12 anni di sentenze e negoziazione), vi invito a telefonare al Centro Linguistico e parlare con la nostra direttrice oppure recarvi presso la mia aula o al Laboratorio Self-Access per chiarimenti.
    In qualsiasi dibattito pubblico, la chiarezza di informazione è fondamentale Il dialogo basato sui fatti costituisce un confronto leale. Perdonatemi la banalità, ma visto le opinioni e le idee qui espresse nel blog, mi sembra utile ribadirlo.
    Conosco personalmente Giuseppe Giordano e lavoriamo in politica insieme. Lo reputo una persona chiara e che ha voglia di lavorare per la collettività. Non sta a me dirvi per quale ragione non aveva firmato il nostro contratto, chiedetelo direttamente a lui.

    Cari signori, spero di incontrarvi,

    Monique

  31. Per Amy: scusa, ma fai gli interventi con il “copia-incolla” (cfr. intervento n. 24 di Marina)? Già risposto.

  32. In questi giorni è alla ribalta, sia in contrattazione che nei giornali locali, la questione dei collaboratori ed esperti linguistici (CEL).

    I CEL, come previsto anche dall’ultimo CCNL, rientrano tra il personale tecnico amministrativo a tempo parziale, in quanto il loro massimo impegno orario annuo è di 500 ore lavorative. Il CCNL prevede un trattamento economico fondamentale (tabellare), rapportato al monte ore effettivamente svolto, a cui si può aggiungere un trattamento integrativo dipendente dalla produttività, da altri parametri previsti in sede di contrattazione integrativa e, ovviamente, da valutazioni di ordine economico e finanziario. I CEL hanno, inoltre, l’opportunità di svolgere attività conto terzi con relativo incremento del proprio reddito. È importante precisare che le loro mansioni, così come stabilito dal CCNL, sono esclusivamente di collaborazione all’apprendimento delle lingue straniere e quindi i CEL non sono equiparabili a docenti universitari. La non chiara indicazione, nel contratto integrativo, delle mansioni dei CEL è alla base dei numerosi contenziosi.

    Ne consegue, perciò, che una chiara distinzione dei ruoli, quello della docenza e quello del personale tecnico amministrativo, è di fondamentale importanza, senza che questo affievolisca l’essenziale ed insostituibile funzione di tutti i collaboratori alla didattica e alla ricerca. Auspichiamo, quindi, che nel Ddl Gelmini venga ribadita la distinzione dei ruoli e precisato quello del collaboratore alla didattica per tutto il personale tecnico, compresi ovviamente i CEL, senza possibilità di equivoci, anche al fine di evitare disparità di trattamento tra lavoratori dello stesso comparto.

    Ugl Università

  33. Con tutta la solidarietà per Monique mi chiedo che omogeneità ha la categoria; certo 500 ore non è occupazione a tempo pieno, perché non devono insegnare che grammatica, conversazione ecc.
    1: non capisco però che vuol dire “collaboratori”: con chi collaborano?
    2: le università come Ferrara che non hanno CEL come fanno? Eppure ne parla anche bene di Ferrara come università!

  34. Credo quia absurdum…
    Mi spiegate perché i CEL non sono trattati come gli insegnanti di lingua straniera delle scuole normali, visto che fanno lo stesso lavoro? Con stesso orario complessivo diversamente organizzato, ma anche parità di retribuzione mi sembrerebbe più giusto. Che hanno a che fare con la ricerca? Chi è stato a inquadrarli e rifare loro la carriera facendo raggiungere stipendi, pare, anche molto alti?
    Tra furbi (Focardi con personale amministrativovo a suo tempo) e furbini (ora tutti con i ricercatori) non se ne esce. Medicina dovrebbe essere scorporata e invece deciderà tutto, visto il numero di professori e ricercatori!
    Solo un serio commissario ormai può arginare il degrado inarrestabile.

  35. Con il rinvio delle elezioni del rettore, il Pm prima di trasferirsi da Siena ha tempo di fare qualche rinvio a giudizio. Sarebbe salutare, in modo da aver più chiaro l’orizzonte. Forse poi è utile anche per evitare troppe prescrizioni, vero?
    La Patria del diritto è ridotta in buone condizioni! Un 90/95% dei reati non è perseguito e delle (poche) condanne pronunciate la maggioranza non è eseguita, dicono le cronache.

  36. Interessante il fatto che a predicare sui CEL siano spesso professori italiani che sono conosciuti in tutto il mondo per la loro efficienza, selezione “accurata”, titoli scientifici internazionali, ecc. Invece di pensare a quanti soldi hanno intascato scaricando i loro oneri lavorativi (inconcepibile in qualsiasi paese occidentale avanzato) sui collaboratori a tempo. I CEL sono una categoria discriminata.

  37. «Interessante il fatto che a predicare sui CEL siano spesso professori italiani che sono conosciuti in tutto il mondo per la loro efficienza, selezione “accurata”, titoli scientifici internazionali, ecc.» cel

    …e vai col liscio! Ma tu sei capace a distinguere un buon biologo da un cattivo biologo, un buon fisico da un cattivo fisico? Che titoli hai per spargere merda addosso a tutti? Senti, in questa congiuntura c’è tanta gente a cui girano i “cabbasisi”: gente che di titoli ne ha abbastanza da sommergerti, tu e la tua spocchia ridicola, che economicamente è messa assai peggio di te e che tutto può tollerare, all’infuori che essere presa per il culo persino da un lettore di lingua. Piantala di fare lo/la snob.

  38. Bravo cel!
    Persino da un lettore di lingua” – wow, ci spostiamo alle offese ora, eh stavrogin?
    Cos’è, la verità ti sta scomoda?

  39. «Bravo cel! “Persino da un lettore di lingua” – wow, ci spostiamo alle offese ora, eh stavrogin?
    Cos’è, la verità ti sta scomoda?»
    Doubtful

    Se pensi che sia la verità sul mio conto, non hai che da rendere esplicito il tuo nome e ci vediamo nelle sedi opportune in presenza di legali. Rilevo solo che un emerito imbecille che si firma CEL, ha scritto che tutti i 60000 docenti dell’università italiana, ossia quella stessa università che gli paga lo stipendio, che lo/la ingrassa e lo/la ha ingrassato/a per anni, sono corrotti e incapaci (italiani=mafia): pacatamente e serenamente ti dico che forse ha ragione nel dire che l’università di Siena è poco seria, perché in una università seria queste cialtronate da imbecilli emeriti gli/le sarebbero costate il posto. E tu che lo segui su questo piano (rutti, scorregge e moccoli), non sei meno imbecille di lui/lei. Doubtful e Cel, a giudicare dai metodi, in definitiva qui di mafiosi mi pare che ce ne siano solo due: voi due, appunto, bella coppia di cialtroni.

  40. Ripeto, wow, stavrogin: è veggente?

    Come ha capito che cel pensa che “tutti i 60000 docenti dell’università italiana… sono corrotti e incapaci”?

    Cel ha semplicemente commentato su un fatto pacifico: che l’università italiana, pur con tanti pregi, non si piazza in cima alle classifiche internazionali per problemi (fra gli altri) di selezioni poco trasparenti, titoli scientifici troppo spesso non pubblicati in giornali di rilievo internazionale, ecc.

  41. Avevamo (uso il plurale perché eravamo in due) una lettrice di russo con seri problemi di doppie; diceva colonelo, stela, e se avesse dovuto pronunziare zizzania sarebbe stramazzata al suolo. Con il suo accento ceco trasformava il russo in un’oscillante cantilena, poggiando la voce sempre sulla prima sillaba delle parole. Le due piccole orecchie, lievemente a sventola, rimarcate dai capelli tirati in due bande sulle tempie, le davano l’aspetto di una oinochoe biansata. Non aveva un vero e proprio stipendio, ma qualcosa di simile ad una borsa di studio. Ormai sarà babicka (nonna). Era veramente deliziosa.

  42. Gentile Doubtful, non so di che lingua ella sia lettore/lettrice: suppongo il turco o il vandalo, lo svevo o il tartaro. Tanti linguaggi per sé conservi. Il Suo compare ha fatto le seguenti affermazioni, dal significato inequivocabile:
    «Interessante il fatto che a predicare sui CEL siano spesso professori italiani che sono conosciuti in tutto il mondo per la loro efficienza, selezione “accurata”, titoli scientifici internazionali, ecc.»
    Le questioni sono due: o non conosce la lingua italiana, oppure è un emerito/a imbecille (tertium non datur).

    P.S. Se Lei parafrasa l’affermazione di Cel con:
    «Cel ha semplicemente commentato su un fatto pacifico: che l’università italiana, pur con tanti pregi, non si piazza in cima alle classifiche internazionali per problemi (fra gli altri) di selezioni poco trasparenti, titoli scientifici troppo spesso non pubblicati in giornali di rilievo internazionale, ecc.»
    Allora spero che nessuno le affidi mai una traduzione! Ma scusi, c’è o ci fa? La invito a rendere noti questi formidabili titoli e blasoni di cui Ella e il suo compare sareste in possesso, mentre noi poveri mafiosi invece no.

  43. Siccome i prof non possono parlare… allora parla un precario che di sicuro non ha goduto dei presunti benefici cui CEL e Doubtful fanno riferimento…
    Generalizzare è impossibile oltre che scorretto… se ne vuoi una dimostrazione te la fornisco subito…
    I cel sono discriminati? De che? Hanno preso il 40% in più dei loro colleghi in altri atenei… e poi arrotondano con le traduzioni al nero… ti piace?

  44. Così, come dice Cal, non si può generalizzare allora non si deve scrivere che i Cel «arrotondano con le traduzioni al nero…». Occorre partire dai punti fermi, che si trovano nelle carte, nei Contratti integrativi, nei verbali del Consiglio d’Amministrazione.
    A) I benefici cui Cel e Doubtful fanno riferimento, caro Cal, non sono presunti ma reali. Tant’è che si parla di un grosso danno erariale, confermato ormai da tutti.
    B) Come è scritto in questo post: «Per i Cel si applica, in base al CCNL, il trattamento normativo previsto per il personale tecnico-amministrativo part time, con possibilità per i collaboratori linguistici di esercitare altre prestazioni di lavoro.» Difatti, i Cel svolgono, correttamente, attività conto terzi; basta leggere i verbali del CdA per quantificare l’arrotondamento in un anno. Caro Cal, se poi fanno anche traduzioni in nero, per arrotondare l’arrotondamento legale, non lo so e non mi interessa. Se lo facessero, sarebbe sicuramente scorretto.
    C) Per il resto condivido quanto scrive il Prof. Grasso in un suo commento (il N. 9) a questo post che riporto integralmente:
    «Gli inviti della Crui sono del 25 marzo 2010. L’ultimo accordo sui Cel a Siena risale al dicembre 2006 e non mi risulta che in questi giorni sia stato sottoscritto un nuovo contratto, anche se il vecchio è scaduto il 31 dicembre 2009. Le indicazioni della Crui non sono obbligatorie, ma è ovvio che agli atenei conviene applicare la legge 63/2004 proprio per evitare contenziosi.
    Diverso il discorso per l’università di Siena che applica e contemporaneamente viola la legge. Piuttosto che adeguare il trattamento economico dei Cel a quello del ricercatore a tempo definito (come prevede la legge) lo adegua a quello del ricercatore a tempo pieno. Conseguentemente, alcune legittime domande richiedono una risposta.
    1) È legittimo che un Cel, per il quale è previsto il trattamento normativo part time, abbia l’indennità di un lavoratore a tempo pieno?
    2) È legittimo che un Contratto Collettivo Integrativo adegui il trattamento dei Cel al ricercatore a tempo pieno quando la legge ha previsto il trattamento del ricercatore a tempo definito?
    3) Se anche fosse possibile, è legittimo un tale trattamento in assenza di copertura finanziaria?
    4) Si ravvisa, in tutta questa operazione, qualche storno di fondi?
    5) Esiste un danno erariale?
    6) Perché tutto questo?»

  45. La mia era una provocazione… ovviamente… per far capire che fare di tutta l’erba un fascio è pericoloso.

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