Siena: Università e Banca un trench double-face

Di seguito una recensione dell’ultimo libro di Raffaele Ascheri pubblicata su Notizie Radicali.

Mussari Giuseppe: una biografia (non autorizzata)

Simonetta Michelotti. Per molti anni Siena è stata l’isola che c’è, primeggiando nelle classifiche per la qualità della vita, una città mediamente benestante con istituzioni importanti che nel corso della loro lunga storia si sono distinte nei rispettivi settori di competenza: l’Università (fondata nel 1240), il Monte dei Paschi (fondato nel 1472) e l’ex Istituto sieroterapico, fondato da Achille Sclavo nel 1904 da alcuni anni targato Novartis. Nell’ultimo decennio, Università e Mps hanno prestato due loro leaders alle rispettive associazioni di categoria: il rettore Piero Tosi è stato presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) dal 2002 al 2006 e dall’estate 2010 Giuseppe Mussari non è più solo presidente Mps ma anche presidente Abi. Curiosamente, a fronte di questi successi personali che hanno dato (e danno) grande lustro alla città, Tosi (insieme ad altre diciotto persone) è in attesa che il giudice competente si pronunci circa il rinvio a giudizio (o meno) per il dissesto finanziario dell’ateneo senese e Mussari ha ricevuto, poche settimane dopo la nomina all’Abi, un avviso di garanzia (insieme ad altre sedici persone) per una vicenda collegata al progetto di ampliamento del piccolo aeroporto senese di Ampugnano.

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All’Accademia dei Rozzi per la presentazione del libro “Il tradimento di Ippocrate. La medicina degli affari”

Giovedì 24 marzo
alle ore 18,00

Sala degli Specchi
Accademia dei Rozzi
(Via di Città 36)

presentazione del libro di

Domenico Mastrangelo

Il tradimento di Ippocrate
La medicina degli affari

Presentazione di
Cosimo Lorè

In piazza del Duomo per la lettura della sentenza di condanna de “La Casta di Siena” e per bruciare il libro

Lo straordinario successo editoriale de La Casta di Siena, il libro scritto e prodotto da Raffaele Ascheri, ha avuto giovedì scorso un epilogo incredibile: la condanna in primo grado dell’autore ad un risarcimento milionario nei confronti dell’arcivescovo monsignor Antonio Buoncristiani e dell’economo della curia don Giuseppe Acampa. Di seguito l’intervento ironico di Raffaele Ascheri ripreso integralmente dal sito “Eretico di Siena”. Un suggerimento. L’autore dovrebbe fare una nuova edizione de “La Casta di Siena” e, in una manifestazione pubblica, dar lettura della sentenza di condanna e bruciare tutte le copie della vecchia edizione consegnate dai lettori.

Finalmente un po’ di Giustizia: l’eretico condannato!

Raffaele Ascheri. Anche nella piccola e sonnacchiosa Siena, finalmente, c’è un po’ di Giustizia: di quella con la G maiuscola, appunto! “In nome del popolo italiano”, il Giudice Giuseppe Cavoto ha deciso sulla causa intentata contro l’eretico da don Acampa e dal Vescovo Buoncristiani (anche dalla Curia, ad essere precisi: cosa loro in toto, evidentemente…). L’eretico, dunque, è stato duramente condannato, per diffamazione aggravata, verso i due noti beneffatori del gregge cattolico senese, per quello che aveva scritto nel libro “La Casta di Siena”. Una manciata di euro, il risarcimento: 90mila euro per Acampa, 70mila per Buoncristiani, 50mila per la Curia, il tutto condito da più di 30mila euro di spese processuali. Più altre cosette accessorie, che tralascio. Ci sarà tempo e modo, per entrare nel merito della sentenza emessa dal dottor Cavoto: e, ovviamente, la stessa sarà appellata. Ci mancherebbe altro. Disponendo di ben pochi beni di proprietà, e guadagnando 1400 euro circa al mese, ringrazio il Giudice che, evidentemente, mi reputa capace di un’attività lavorativa di ancora un’ottantina d’anni: d’altra parte, non arriveremo tutti a 120 anni di vita, come sostiene qualcuno? Grazie, dottor Cavoto, grazie dell’augurio…

Dico solo una cosina ai due “vittoriosi” (Acampa e Buoncristiani), i quali molto evangelicamente ora staranno pregando per l’eretico e per la salvezza della sua peccaminosa anima (ma anche per la salvezza del portafoglio: altrimenti, non gli si può pelare proprio niente…): non pensino che questa sentenza – sulla quale, ripeto, mi piacerà ritornare nel dettaglio – esaurisca il mio impegno nel fare conoscere alla città i loro comportamenti. Da quattro anni – vox clamans in deserto – l’eretico lo fa: e non ha intenzione alcuna di smettere, anzi! Comunque, consoliamoci: a Giordano Bruno e a tantissimi altri, è andata parecchio peggio. E poi, tempo fa, il nostro pastore, il nostro successore apostolico (sic!), aveva detto che gli eventuali danari, li avrebbe dati tutti in beneficienza. Non avrà mica cambiato idea?

Il tradimento di Ippocrate. La Medicina degli affari

Roberto Gava. Ho lavorato quindici anni in una Clinica Medica universitaria. Ero ben inserito, perché mi piacevano sia lo studio che la ricerca in ambito clinico, ma non mi ero ancora accorto che quel mondo era inconciliabile col mio desiderio di fondo: individuare le vere radici delle malattie, specie di quelle croniche, e aiutare il paziente ad estirparle. 
Avevo tre specialità e un centinaio di pubblicazioni scientifiche quando presi coscienza che se avessi voluto restare in quel mondo avrei dovuto soffocare e rinunciare per sempre, oltre al mio ‘desiderio di fondo’, anche a quel senso di giustizia e a quel desiderio di lottare, con sacrificio, per la verità e per il bene del malato che fino ad allora avevano orientato la mia persona e la mia carriera medica.
Ho lasciato l’ambiente universitario senza volgermi indietro e ho cercato altri approcci terapeutici, altri Maestri, altre conoscenze, ma con uno spirito di sacrificio e una passione per la ricerca ancora maggiori.
Ora non mi considero un plurispecialista, ma solo un medico desideroso di imparare che cresce specialmente grazie agli insegnamenti continui che riceve dallo studio e dai suoi Pazienti. In conseguenza di questo mio cammino personale, era palese che il lavoro del Dr. Domenico Mastrangelo non poteva lasciarmi indifferente.

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Dopo le polemiche un libro del massimo esperto sul Costituto senese del 1309-1310

Questo blog in passato si è diffusamente occupato della querelle sul Costituto senese del 1309-1310 e delle polemiche che coinvolsero studiosi come Marcello Flores D’Arcais, Pierre Toubert, Franco Cardini, Paolo Prodi, Gabriella Rossetti, Gigliola Soldi Rondinini, Ernesto Galli della Loggia ed il Ministro dei Beni culturali dell’epoca, Francesco Rutelli. In questi giorni è uscito un libro di Mario Ascheri sul Costituto e di seguito riportiamo integralmente la presentazione fatta da Gabriella Piccinni su “La Nazione di Siena” del 23 gennaio 2010.

I SEGRETI DEL COSTITUTO ALLA PORTATA DI TUTTI

Libretto di Ascheri-Papi per capire l’antica «Carta»

Gabriella Piccinni. Il settecentesimo anniversario della traduzione in volgare italiano del Costituto senese del 1309-1310 – che il Comune di Siena ha deciso di festeggiare con una lunga serie di proposte di teatro, musica, cinema, mercati, visite guidate – non ha mancato di stimolare parallele iniziative di ricerca, divulgazione e didattica storica, in parte coordinate dal Comune stesso, in parte autonomamente promosse. Stranamente, proprio il testo del Costituto in quanto tale – che ci è pervenuto in due stupendi codici miniati oggi esposti a palazzo pubblico – è rimasto finora un po’ in ombra.

Iniziano a colmare la lacuna un paio di nuove iniziative che in un certo senso interpretano i principi che guidarono gli antichi governanti senesi, quando ebbero l’idea di tradurre in “volgare di buona lettera grossa, ben leggibile et bene formata” un insieme di norme e leggi che regolavano la vita pubblica per renderle comprensibili anche a chi, ed era certo la maggior parte, non conosceva la lingua latina in cui erano state fino ad allora scritte. La prima di queste due iniziative di divulgazione è da pochi giorni in libreria e si deve a Mario Ascheri e Cecilia Papi (Il “Costituto” del Comune di Siena in volgare (1309-1310). Un episodio di storia della giustizia?, edizioni Aska, Firenze). La seconda vedrà la luce nei prossimi mesi con il titolo “Il Costituto spiegato ai ragazzi” e sarà frutto del lavoro di Duccio Balestraci (edizioni della Fondazione Mps), ma non è difficile immaginare che se ne gioveranno anche i genitori.

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Università: è la “forma mentis” dei professori che genera le stirpi accademiche

Si riporta una breve presentazione, ripresa da Ateneo palermitano, del libro “Parentopoli” di Nino Luca.

Una risata vi seppellirà…
Un altro libro sui mali degli Atenei nazionali, trattati stavolta con la forza della satira

Francesca Patanè. Se ne sono dette e scritte di cotte e di crude sulla malauniversità, che include nepotismo e concorsopoli. Ma nessuno, ad eccezione forse di Ateneo palermitano, aveva mai utilizzato la forza della satira per mettere “le birbe alla berlina”, come recitava quella famosa poesia delle nostre reminiscenze scolastiche.

In realtà, raccontare con lo strumento della satira, se lo si sa usare, è devastante. 
Nino Luca, autore di “Parentopoli” (ed è forse la limitata originalità del titolo l’unico difetto del volume), c’è riuscito e ne è venuto fuori un delizioso libro che a partire dall’immagine di copertina – una caricatura di famiglia-tipo accademica con barone-padre, baronessa-madre, baronetto-figlio e persino baroncino-cane, anche lui, per par condicio, con tanto di tocco, ma, diversamente dagli altri, senza toga, forse perché è solo un cane e non un porco e nemmeno un asino.

 Certamente Luca si è divertito a scrivere questo libro, a scoprire le malefatte di parentopoli, a risalire ai nutriti e contorti alberi genealogici, a titolare in modo esilarante capitoli e paragrafi. L’idea gli è venuta dalla “forma mentis” del prof-barone Nicòtina, quello che per giustificare concorsopoli/parentopoli aveva dichiarato, coram populo: «I nostri figli sono più bravi perché hanno la forma mentis tipica di noi professori». 
Da lì è partito il libro-denuncia del giornalista che, grazie anche alle numerosissime e-mail ricevute da tutta Italia, ha potuto raccontare «quando l’università è affare di famiglia». 

Le storie che elenca bene o male sono note, a volte arcinote tanto da essere venute a noia. 
Ma è appunto lo stile con cui l’autore le affronta che, come dicevamo, le rende originali. 

L’immagine che degli Atenei nazionali viene fuori è avvilente (oltre che imbarazzante) e non sarebbe potuto essere che così, visto il degrado in cui i baroni accademici l’hanno fatta precipitare da Nord a Sud, passando per il Centro e per le Isole.

 Finirà, prima o poi, questa vergogna nazionale? Lo speriamo. Nell’attesa non ci resta che ringraziare il collega per averci voluto ampiamente citare.

Dopo “La casta di Siena” è uscito ieri “Le mani sulla città” di Raffaele Ascheri

RAFFAELE ASCHERILe mani sulla città (inchiesta sulla questione morale a Siena e nel senese: Montalcino, Casole d’Elsa, Poggibonsi, l’Amiata, Castelnuovo Berardenga, Chianciano Terme, Monteroni d’Arbia, San Gimignano). Intanto è stata diffusa la seguente nota: «L’Arcidiocesi di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino, l’Arcivescovo Antonio Buoncristiani, Don Giuseppe Acampa, Don Andrea Bechi, il professor Roberto Romaldo, l’ingegner Gianpaolo Gallù, la ragioniera Monica Macchi, il ragionier Carlo De Strobel hanno dato mandato ai loro avvocati per disporre le opportune azioni legali nei confronti di Raffaele Ascheri, per le infamanti illazioni riportate sul loro conto nel libro “Le mani sulla città”».

Per saperne di più:
Augusto Mattioli: Con “Le mani sulla città” Raffaele Ascheri colpisce ancora. Il Cittadino Online.it (27 aprile 2009);
R. Zelia Ruscitto: La “questione morale” a Siena. Un tema scottante. Il Cittadino Online.it (27 aprile 2009);
f.s.: “Democratici e Curia controllano Siena”. Subito querelato. La Repubblica Firenze (28 aprile 2009);
Liste Civiche Senesi: Video della presentazione di “Le mani sulla città” (18 maggio 2009).