Per rompere il muro di silenzio dei media senesi

LA CASTA DI SIENA

Mauro Aurigi. Sulle orme del celeberrimo “La Casta” di Rizzo e Stella, Raffaele Ascheri ha dedicato una documentatissima inchiesta alla casta del potere politico a Siena. Il libro appena uscito dalle stampe è in vetta a tutte le classifiche di vendita nelle librerie di Siena. Un fenomeno straordinario: non era mai successo o non era mai successo con simile intensità. Ma i media senesi, pure presenti alla conferenza stampa che Ascheri ha loro dedicato il 1° dicembre, hanno circondato l’evento di un assordante muro di silenzio. Stampa intimidita? Si tornerà prima o poi ai roghi dei libri sgraditi al regime? Può sembrare allarmistico ma io non mi posso dimenticare (la memoria familiare me lo impedisce) che la stessa cosa, la stessa sottovalutazione del fenomeno la si ebbe nei primi anni Venti dello scorso secolo nei confronti dei primi segnali del nascente fascismo. Vale ricordare che recentemente l’Associazione “Reporter sans frontière” ha pubblicato la classifica mondiale della libertà di stampa: l’Italia si piazza al quarantesimo posto. Non consola il fatto che veniamo prima della Libia o della Corea del Nord, visto che siamo preceduti perfino da stati africani come Benin e Namibia.

Ecco perché è importante questa iniziativa assunta dall’Associazione dei Grilli Parlanti: Martedì 18 dicembre alle ore 21,00 alla Lizza, nella sala dei Mutilati, Viale Maccari 3, Siena, Raffaele Ascheri presenterà il libro “La Casta di Siena“.

Hanno rotto il muro di silenzio:
Giulia Simi: Intervista a Raffaele Ascheri sul libro “La Casta di Siena”; Radio Radicale 21 dicembre 2007.
Daniela Langella: “La casta di Siena”. Intervista a Raffaele Ascheri; Prendere Parola, 29 dicembre 2007.
Franca Selvatici: Siena, nessuno ne parla ma il libro va a ruba; la Repubblica (Firenze) 3 gennaio 2008.
BLOGregular: La casta ti castra; 3 gennaio 2008.
Augusto Mattioli: «La casta senese»: fa il tutto esaurito il libro che racconta chi (e come) comanda sul territorio; l’Unità (Firenze) 6 gennaio 2008.
Associazione “Grilli Parlanti”: Video dell’incontro pubblico con l’autore de “La casta di Siena”; 8 gennaio 2008.
Stefano Bisi: Raffaele Ascheri copia: bocciato!; Corriere di Siena 11 gennaio 2008.
Stefano Bisi: Maffei e Ascheri. Il Machiavelli vero e quello falso; Corriere di Siena 12 gennaio 2008.
Romana Liuzzo: Al Palio del potere diessino; Panorama N. 5, 31 gennaio 2008.
Giuseppe Salvaggiulo: Ascheri “Ho messo a nudo la casta di Siena”; La Stampa 11 giugno 2008

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8 Risposte

  1. Per tutti coloro che si sono persi l’incontro con l’autore sarà disponibile, tra qualche giorno, il video integrale sul sito web dell’associazione Grilli Parlanti: http://www.grilliparlanti.org

    Grazie, Michele

  2. Manda l’url, per favore, appena disponibile! Grazie, buon Natale e coraggio, ragazzi, siamo a buon punto… sulla strada giusta!
    Mario

  3. Oggi sul “Corriere di Siena” ho visto una specie di botta e risposta tra Bisi e Ascheri.
    Pace fatta, forse. A tempo scaduto, ma meglio tardi che mai.
    Ci sarebbe da sollazzarsi se non fosse che le memorie familiari di Mauro Aurigi sono anche le mie e mi rammentano che la questione è tremendamente seria. C’è poco da ridere e sollazzarsi; c’è piuttosto da tremare.
    Ma il lavoro di concerto di tutta l’informazione locale volto a nascondere un libro che denuncia una realtà è un fenomeno che riguarda solo Siena?
    Parrebbe di no.
    Non ho ancora letto “La Casta di Siena” e mi riservo di farlo quanto prima. Parlo quindi solo per sentito dire. In compenso ho letto “Gomorra”, di Roberto Saviano. Beh, all’osservazione di Bisi, il quale dice che Ascheri ha raccontato cose già note apparse sui giornali, controbatto facilmente che anche “Gomorra” racconta cose già note apparse sui giornali, eppure dubito che qualcuno sappia cosa sia la camorra e le sue ripercussioni sull’intero paese se non legge il libro di Saviano.
    Leggendo quel libro ci si rende conto che più raccapricciante delle violenze e nefandezze camorristiche è la totale assenza dell’informazione nazionale sul fenomeno camorristico.
    Come può essere che sia così se è vero come è vero che TV e giornali ci fanno vedere un giorno sì e l’altro pure i morti ammazzati prodotti dalla camorra?
    Può essere!
    L’informazione nazionale ci mostra la cronaca e gli effetti spettacolari (morti e spazzatura) della camorra, ma si guarda bene dal farci conoscere la camorra; se lo facesse scopriremmo che questa Repubblica è fondata sulla camorra piuttosto che sul lavoro! E’ ovvio: questa cosa non dobbiamo mai e poi mai scoprirla, ne va della nostra dignità, del nostro orgoglio e del nostro essere civili e perbene.
    A meno di un cambio di rotta, scopriremo tutto sul nostro groppone solo quando ci ritroveremo, come per incanto, in Argentina.
    Verificherò se lo stesso tema fa da sfondo al libro di Ascheri, anche se già immagino di sì.
    Una cosa è certa: nascondere la realtà delle cose porta inevitabilmente all’inciviltà e quindi alla tragedia.
    Siamo tutti d’accordo che la situazione dei rifiuti in Campania è colpa di una classe dirigente inappropriata scelta da un elettorato impreparato.
    Chiediamoci a chi spetta il compito di preparare l’elettorato.
    La mia personale versione è che al primo posto debba esserci un’informazione corretta.
    In attesa del prossimo V-day sull’informazione leggerò il libro di Ascheri per verificare se tra Siena e l’emergenza rifiuti in Campania c’è un nesso oppure no.

  4. Buona lettura, caro Petracca, e a presto per le Sue impressioni. Intanto, benvenuto in questo blog. Preparo, per Lei e per altri, un chiarimento sull’importanza generale della questione ‘costituto’ che Le è sembrata una questione intra-corporativa. In più c’è la questione dei media a Siena, che anche in questo caso hanno dimostrato la loro ‘apertura’ a…non dare certe notizie!
    C’è però una differenza: la Nazione, le tv e le radio fanno ‘solo’ opera di selezione negativa delle informazioni: non lasciando passare quelle che possono seriamente indebolire il ‘regime’ (la storia del ‘costituto’ dimostra anche una debolezza culturale-ideale fortissima: e non è stata data a Siena, ma la giunta Cenni è stata messa alla berlina a livello nazionale e internazionale!); un altro giornale (il “Corriere”) ha il direttore che si distingue invece per il giornalismo ‘attivamente’ di parte, fazioso; non è questione di difendere questa o quella parte politica. In questo caso non solo non si dà voce all’opposizione al regime, ma si attaccano spietatamente e sul piano personale gli oppositori, col deliberato proposito di rovinarne l’immagine pubblica. Loro sono, per il direttore e per i suoi alleati, dei ‘nemici’ da annullare, da distruggere.
    E allora bisognerà chiarire alcune cose…si farà…a più tardi! Suo
    Mario Ascheri

  5. La serietà di un’inchiesta giornalistica dipende anche molto dall’indipendenza e dalla capacità di guardare i fatti, o no?
    Ci saranno pure alcune verità, nel libro di Ascheri, ma quante sono mezze verità, tagliate proprio dove faceva più comodo… Tutti sanno come l’eroe in questione, questo coraggioso Robin Hood, sia figlio di un noto professore universitario, che, a fine carriera si è buttato in politica. In una lista che sembra il cimitero degli elefanti: un ex sindaco (Piccini) che per capacità e titoli economici ha un mega stipendio a Parigi nel Monte dei Paschi, un ex prefetto che (si dice) abbia prima chiesto la candidatura a Forza Italia e poi abbia ripiegato sulle Liste Civiche… Se ci fate caso tutto, nel libro, sembra nascere dopo la caduta di Piccini: non sarà che tutto è iniziato invece durante il suo lungo regno? Altro che casta: questi sono quasi in pensione e continuano a pretendere poltrone: se non sono accontentati, via alle liste civiche! Forse mi sbaglio, ma una certa acredine di Piccini contro il Vescovo e l’economo non sarà dovuta al fatto che il cambio di Vescovo è coinciso con il suo allontanamento da Siena? C’è poi un altro problemino: l’attuale compagna di Ceccherini (presidente della Provincia) aveva precedentemente una relazione con il giovane Ascheri: un po’ geloso? Allora sappiatelo: La Casta di Siena non è un coraggioso libro denuncia: è un libro di parte politica, di acredine, con qualche verità e altrettante calunnie.

  6. Eh no, non va… se si va a guardare dentro le lenzuola o dentro gli slip ce n’è per tutti… E chi non ha avuto sesso con una sposata o con una assatanata in terra senese??? E Fini allora che s’è pappato la ganza di un noto presidente di squadra di calcio settantenne???

  7. Mi dà ragione anche Omar Calabrese, quando lieto e spensierato, tra un dancing e l’altro a Follonica – vedi Il Gazzettino, subito ribattezzato Il cazzettino… -, prima che qualcuno lo nominasse prof., faceva il “tomber de femme” (dice lui, è vero, senza testimoni…).

  8. … e definire giornalisti i senesi è roba da far scoppiare la pancia dal ridere, come i prof…. Disse un nobile politico di quasi cent’anni fa che l’Università era un bubbone purulento e dava ricovero a chiacchieroni e spostati… Bravo, bene, bis!

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