Malauniversità a Siena: ancora rinvii a giudizio

Il Gup di Siena, Elisabetta Pagliai, ha rinviato a giudizio, il 26 novembre u.s., il professor Piero Tosi – ex rettore dell’Ateneo senese ed ex presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) – per abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e tentata concussione, riferiti ad episodi del suo rettorato, i più significativi dei quali sono:

– L’indizione di due concorsi (per ordinario di Medicina Legale ed associato di Chirurgia plastica) senza le necessarie delibere del Senato Accademico;
– La nomina a capo dei Dipartimenti ad attività integrata (Dai) di medici che non avevano ancora optato per l’attività intramoenia;
– La nomina di sé stesso a direttore del Dai di Oncologia.
Altri due episodi, per i quali il ministro Mussi si è costituito parte civile, sono stati stralciati dal filone principale e si attende di conoscere la data della prossima udienza ed il nome del giudice.

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Siena: Mussi si costituisce parte civile contro la proroga del rettore e contro la chiamata per “chiara fama” di un docente

Non solo ostinazione e passione, da lui rivendicate, ma anche decisione e coerenza vanno riconosciute a Mussi. In risposta alla senatrice Maria Celeste Nardini, che aveva criticato la gestione del potere accademico barese, il ministro aveva dichiarato: «ho scritto all’avvocato generale dello Stato perché solleciti le varie sedi distrettuali dell’Avvocatura ad attivare la costituzione di parte civile nei processi che via via vengono istruiti dalla magistratura». Detto, fatto. Nel corso dell’udienza preliminare del 19 novembre u.s. (Gup: Dott.ssa Elisabetta Pagliai; pubblico ministero: Dott. Nino Calabrese), che vede imputato per abuso d’ufficio aggravato e falso ideologico il Prof. Piero Tosi, ex rettore dell’ateneo senese, si è appreso che il ministro dell’Università si è costituito parte civile su due episodi, che sono stati stralciati dal filone principale. Nel primo caso, Tosi propose al Senato Accademico una modifica dello statuto che lo riguardava personalmente, partecipò alla discussione, la votò e la rese retroattiva. Conseguentemente, sospese le elezioni rettorali, a 5 mesi dal loro svolgimento, e si allungò di un anno il mandato di rettore, senza sottoporsi al vaglio elettorale, per conservare la poltrona di presidente della Crui fino alle elezioni politiche del 2006. Su tale modifica di statuto fu presentato un ricorso al Tar della Toscana ed, in seguito, al Consiglio di Stato. Il secondo episodio riguarda la chiamata diretta per chiara fama di Antonio Giordano, avvenuta senza la prevista maggioranza dei due terzi dei professori ordinari della facoltà di Medicina e Chirurgia.

Pubblicato anche su Ateneo Palermitano col titolo: «Il ministro del Mur parte civile contro il Baronato dell’Università di Siena.»

Nell’università della Basilicata con un Tamburro sempre più sonato

Alcuni docenti dell’università della Basilicata firmano una lettera a sostegno di Tamburro, “Rector Magnificus” (come ama definirsi), fatto segno, a loro dire, di un «irresponsabile e isterico bombardamento mediatico». Il giorno dopo, il Prof. Aldo Corcella prende le distanze da Tamburro, dichiarando: «le mie dimissioni da Preside mostrano eloquentemente che io non confido più nella mia capacità di contribuire all’avvenire dell’Ateneo “in piena comunione di intenti con il nostro Magnifico Rettore”». Pronta la risposta di Tamburro con una citazione colta: «per favore non fate troppi pettegolezzi». Il Mondo del 16 novembre ripercorre tutta la vicenda con un breve articolo di seguito riprodotto integralmente. Altri articoli su Tamburro e l’università della Basilicata.

LE NUBI DELLA BASILICATA SI FERMANO SU TAMBURRO

Fabio Sottocornola. Nuvole nere si addensano sull’università della Basilicata, guidata da Antonio Tamburro, rettore dall’autunno 2006. Lo scorso 25 ottobre, Aldo Corcella si è dimesso da preside della facoltà di Lettere perché non vuole più partecipare «in maniera attiva alla cosiddetta politica accademica», ha scritto in una e-mail. Più pesante per Tamburro è stato l’abbandono di Vito Copertino, ex prorettore che aveva lasciato l’incarico nelle settimane precedenti. Oltre che essere molto vicino a Filippo Bubbico (ex presidente della regione Basilicata), Copertino è stato il king maker nell’elezione di Tamburro: ha fatto confluire su di lui tutti i suoi voti. C’è chi parla già di una presa di distanza di alcuni partiti (dai Ds a Rifondazione comunista), che avevano visto di buon occhio la nomina del rettore. Ma nelle ultime settimane il clima nell’ateneo si è fatto più cupo: circolano lettere anonime e una sorta di dossier (sempre anonimo) sulla parentopoli nell’accademia lucana. Non mancano situazioni più pesanti: lunedì 8 ottobre la responsabile dell’ufficio stato giuridico per il personale non docente, Adele Schiavo, ha firmato l’attivazione di un procedimento disciplinare contro un sindacalista della Uil che lavora in università. Avrebbe diffamato un prorettore (Carmine Serio) e il direttore amministrativo per avere scritto ai dipendenti che il docente e il dirigente «si sono ben guardati dal rispondere». A che cosa? Alla richiesta di informare tutto il personale sulla vicenda delle progressioni economiche verticali. Cioè una serie di cento promozioni (su 280 persone in servizio) che il sindacato ha sempre ritenuto illegittime. Con tanto di denunce alla Corte dei conti regionale e al ministro dell’università Fabio Mussi.

Mussi bacchetta i professori universitari

Fabio Mussi. Caro Prof. Sassatelli,
mi sono per caso imbattuto in un Suo articolo, uscito su Repubblica di Bologna del 7 novembre: “Ridurre il numero degli esami”. Lei valorizza il lavoro delle facoltà che in questi giorni «stanno prendendo le delibere formali sulla nuova riforma degli ordinamenti didattici», denuncia il fatto che hanno lavorato «in una quasi totale latitanza di Governo e Ministero». Sbaglio o le facoltà e gli Atenei, che negli ultimi anni hanno autonomamente e gioiosamente portato i corsi al numero di 5.600, gli insegnamenti a 171.000, gli esami a decine e decine per triennio e biennio (per non parlare della disinvolta moltiplicazione delle sedi, delle astute lauree facili in convenzione, delle allegre lauree “honoris causa”), stanno lavorando esattamente su:
1) decreto ministeriale sulle classi di laurea (e documento sulle “linee guida” per la loro applicazione);
2) decreto ministeriale sui requisiti minimi;
3) decreto ministeriale sulla programmazione triennale.
Documenti, sui quali si è lavorato un anno con l’intera comunità accademica, comprensivi di una imperativa riduzione degli esami a 20 per la laurea e 12 per la magistrale.
La verità è che, senza l’azione del governo, qualità e merito non avrebbero naturale cittadinanza nell’università.
Veda: sono un uomo di una qualche ostinazione e di parecchia passione.
Ma a volte mi viene il pensiero (che non condivido) che con l’occuparsi di professori universitari siano virtù sprecate.

Cordialmente

A Rutelli l’ultima parola sull’affaire Costituto/Ascheri

Dopo l’infelice lettera del Sindaco di Siena che ha provocato l’indisponibilità del prof. Toubert a far parte del proposto Comitato Nazionale, alcuni consiglieri delle liste civiche senesi hanno chiesto ufficialmente in data 6 novembre chiarimenti sull’iter della pratica al Ministero e su che cosa intenda il sindaco per “conflitto d’interesse e di funzione” nel caso del prof. Ascheri. Il sindaco, che è funzionario del Monte dei Paschi e che si nomina indirettamente i datori di lavoro via Fondazione MPS, è evidentemente sensibile a questi problemi! Sfortunatamente, non riesce ad afferrare la specificità del lavoro che si svolge in un Comitato Nazionale istituito per promuovere un documento storico di 700 anni fa! Ma vada per il sindaco, impiegato di banca; meraviglia che anche il suo assessore alla cultura Marcello Flores d’Arcais, professore universitario, non lo abbia capito e non abbia saputo far marcia indietro esponendo il primo cittadino, e quindi la città, al ridicolo internazionale.
Nel frattempo, il prof. Ascheri ha inviato una lettera al Ministro, invitandolo a rispondere direttamente al prof. Toubert e a non tener conto dell’avviso del sindaco di Siena. Il Ministro Rutelli sarà certamente in imbarazzo, ma ha doveri d’ufficio per cui non dovrebbe avere difficoltà a bypassare gli errori del dott. Cenni. Ma più grave l’impasse per Walter Veltroni, il sindaco di Roma di casa a Siena e ora leader del PD, che annovera tra i suoi sostenitori il sindaco di Siena. Veltroni è di fronte alla “quadratura del cerchio”: se accoglie la richiesta del prof. Ascheri, ed è difficile non farlo perché lo richiede il riconoscimento del “merito” e della autonomia della ricerca dalla politica – come ha sempre detto per il neonato PD – sconfessa clamorosamente il sindaco dott. Cenni, peraltro già in gravi difficoltà in città, sia per la popolarità, sia per la litigiosità della sua coalizione. Se non la accoglie, appanna in modo grave l’immagine del nuovo partito. Si presterà alle ironie più pesanti, soprattutto se si squarcerà il (relativo) silenzio stampa sulla vicenda.

Altri articoli e commenti sull’argomento:
Il “Buongoverno”, il “Costituto” e la “malauniversità”: 19 settembre 2007.
Su “Buongoverno” e “Costituto” senesi silenzio totale nei media locali: 19 ottobre 2007.
Clamorosi sviluppi dell’affare Costituto/Ascheri: il sindaco di Siena dimissiona l’accademico dei Lincei! 23 ottobre 2007.
Autorevoli storici sognano il “Buongoverno”, nell’indifferenza di media e studiosi senesi: 19 dicembre 2007.
Cultura alla senese: 24 dicembre 2007.
La deliberata esclusione di uno studioso con competenze specifiche da un comitato è negazione della sua personalità scientifica: 2 gennaio 2008.