Dopo “La casta di Siena” è uscito ieri “Le mani sulla città” di Raffaele Ascheri

RAFFAELE ASCHERILe mani sulla città (inchiesta sulla questione morale a Siena e nel senese: Montalcino, Casole d’Elsa, Poggibonsi, l’Amiata, Castelnuovo Berardenga, Chianciano Terme, Monteroni d’Arbia, San Gimignano). Intanto è stata diffusa la seguente nota: «L’Arcidiocesi di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino, l’Arcivescovo Antonio Buoncristiani, Don Giuseppe Acampa, Don Andrea Bechi, il professor Roberto Romaldo, l’ingegner Gianpaolo Gallù, la ragioniera Monica Macchi, il ragionier Carlo De Strobel hanno dato mandato ai loro avvocati per disporre le opportune azioni legali nei confronti di Raffaele Ascheri, per le infamanti illazioni riportate sul loro conto nel libro “Le mani sulla città”».

Per saperne di più:
Augusto Mattioli: Con “Le mani sulla città” Raffaele Ascheri colpisce ancora. Il Cittadino Online.it (27 aprile 2009);
R. Zelia Ruscitto: La “questione morale” a Siena. Un tema scottante. Il Cittadino Online.it (27 aprile 2009);
f.s.: “Democratici e Curia controllano Siena”. Subito querelato. La Repubblica Firenze (28 aprile 2009);
Liste Civiche Senesi: Video della presentazione di “Le mani sulla città” (18 maggio 2009).

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21 Risposte

  1. I nomi succitati – dopo la sceneggiata della querela – trarranno solo vantaggio da una menzione in questo best sellers, indispensabile alla carriera… noblesse oblige… come al tempo delle famigerate liste massoniche, chi ne era escluso considerava ciò una diminutio del proprio prestigio, e chi vi risultava menzionato interpretava questo fatto come una certificazione indiscutibile della propria appartenenza alla crème de la crème, sentendosene perciò rassicurato. Tant’è che alla fine qualcuno si chiedeva deluso: «ma come, a me non mi ci hanno messo?»
    Routine, e scusate lo scetticismo: parafrasando Woody Allen, smisi di leggere G.A. Stella quando mi resi conto che ciclostilava le liste degli scandali e dei corrotti.

  2. Mah, non vedo proprio che carriera può fare l’Ascherino se non quella delle patrie galere. Stella è un giornalista col Corsera alle spalle, lui chi ha? Il padre? Le liste civiche? Tutta robetta. L’ho appena comprato e sfogliato e ti confesso, caro Stavrogin, che io non credo onorevole esserci e invece viene fuori un’informazione e collegamenti del tutto assenti nella stampa usuale senese. Viene fuori, insomma, un mondo allucinante con cui quello dell’Università che tu conosci bene è molto contiguo, molto… e che dà ampie motivazioni a questo blog! Leggilo, poi se ne riparla!
    Farai 2+2…
    Archie

  3. Ma questo sito -come altri- sta a denunciare un sistema “paramafioso” nella università e con collegamenti nel potere politico, fra lobbies ecc. Gli oligarchi la fan pagare con l’emarginazione ai perturbatori e – Iddio non voglia – anche con la galera, se ne trovan l’appiglio. Onta eterna sui baroni e i pennivendoli. Regime.
    Bardo

  4. PS.
    E, vista la denuncia della Curia (che dicono legata alla Fondazione MPS e quindi alla casta Oligarchica-ma è un “si dice” in città), potrei suggerire come péndant metaforico dello “scontro” in atto quello fra Lutero e Catarino (nato, fra l’altro a Siena). Per Lutero il papa era ormai l’Anticristo, Babilonia e monarchioa corrotta e ingozzata di oro. Catarino, poareto, si arrampicava sugli specchi ma fu gran tessitore della Controriforma. Non so, l’ho buttata là, come si dice.
    Il Bardo

  5. Pare in arrivo da Feltrinelli a Firenze! Chi lo prende a Siena da Feltrinelli li esorti per favore a farlo spedire a noi in partibus infidelium… grazie, forza Ascherino!
    M’han già annunciato, per rispondere al giustamente malfidato Stavrogin, che nel libro chiarisce che non ha nessuna mira politica e giura di non presentarsi alla Comunali di Siena prossime venture. Non vedo perché si debba dubitare. Basta amare Siena per capire che qualcosa bisogna fare. Certo, chi ci abita solo per l’università e pronto a prendere il volo per università più prestigiose, e ora ce ne sono tante, capisco che abbia poco interesse al libro, ma non capirà allora il perché della crisi stessa dell’università. Il baco è nella città, nel Comune, nella Fondazione.
    Arlecchino

  6. Arlecchino, scusa se cito me stesso; forse sarà che mi sono espresso male (“sai, il parlato…”, come direbbe qualcuno, anche se qui le frasi erano scritte), ma io ho detto: «I nomi succitati – dopo la sceneggiata della querela – trarranno solo vantaggio da una menzione in questo best sellers, indispensabile alla carriera…», intendendo riferirmi alla carriera dei nomi succitati, e non a quella dell’autore del libro. Probabilmente come visione è addirittura più cinica, ma che ci vuoi fare, guardati attorno…

  7. Complimenti a Raffaele Ascheri per il coraggio dimostrato nel denunciare una situazione che non è affatto limitata alla città di Siena, ma pari pari è comune ad altre piccole città del Mezzogiorno (compreso il ruolo della stampa, la contiguità dell’Università, le querele intimidatorie, ecc. ecc. ecc.).

    Albina Colella

  8. Il vizio è fatto virtù… il povero strangolato. (Girolamo Savonarola)

  9. L’Ascheri Jr. parla, nei suoi libri, della Fondazione MPS, cioè di dio in terra. Ora farà piacere la sua feconda attività: al Santa Maria della Scala indice un convegno sulla crisi (il buco è nei paraggi NdA). Ci saranno tante belle parole, c’è da essere uditori. Coordinerà il noto barricadero prof del pd Belli. L’unica speranza è ch’ei non ci ammannisca la fotocopia di Yunus sulla Banca etica. Fieri, c’è da esserne fieri!
    Il mio regno per un cavallo! (Shakespeare, Riccardo III).
    L’Altro Bardo

  10. … a che punto è la notte? Non sento più il Favi e non so ben interpretare le gesticolazioni che accompagnano questa fase del “risanamento”; soprattutto non capisco se abbiano una qualche efficacia o costituiscano solo rituali sciamanici con funzione apotropaica: molti si stanno convincendo che il “buho” si stia rimarginando da sé come il buco d’ozono, e il debito guarisca spontaneamente come la febbre suina (“pover el purscel…”), semplicemente non nominandolo. Altri fanno finta di crederlo, non avendo (costi quel che costi) alcuna intenzione di recedere da posizioni di potere acquisite; altri ancora – i più ideologizzati e fuori dal mondo – continuano a ritenere che la storia del “buho” sia solo un complotto.

  11. …si, un complotto delle oscure forze del male antiliberali come nell’immaginario collettivo del potere e dintorni. Se si citano a volte pagliacci di regime, mentecatti e donnette, lo si fa di “sbieco”, senza dar troppo peso alla persona (ché poco valgono i ratti nelle stanze della servitù). Se altri inseguono i vari eretici come Helxao o Iexco (Gerusalemme, II sec.), affari loro (vero giornalisti!!??). I colli ingrassati non li ho inventati io né io son stato alle cene gaudenti…
    «…Onde sporcamente la sedotta gente ne raccoglieva gli sputi e ogni più fetido escremento, conservandoli come reliquie adorate». (Su Helxao e Iexco: cit. in Bernino, Historia di tutte l’heresie, Venezia, 1711, t. I, p. 45).
    Bardo

  12. Caro Stavrogin,
    non mi senti più per tutte le buone ragioni che esponi tu e per altre ancora simili e peggiori. È sopravvenuto lo scoramento dovuto ad una battaglia aspramente combattuta, ma ormai persa, ma non solo: è perduta la guerra intera. Quanto è stato perpetrato fino ad oggi negli anni addietro, incluso quanto è avvenuto negli ultimi mesi ha causato un disastro contro le conseguenze del quale non c’è salvezza. Forse l’ho già detto, ma a questo punto l’unico motto è “una salus victis nullam sperare salutem”. Di certo c’è che il prossimo 11 maggio verrà presentato il conto consuntivo relativo all’anno 2008 e – già lo si sa – è cataclismico, nonostante tutti i correttivi apposti e tutto il lavoro che un manipolo di volenterosi capitanato dall’accerchiato Miccolis ha fatto sin oggi. Del piano di risanamento non si parla più e andrà corretto, si dice, non specificando né in che punti né in che modo. Sicuro che sin oggi due soli accorgimenti ivi previsti sono stati presi e tutti e due solo parzialmente: la diminuizione dei fondi destinati alla cooperativa (cosa che ha scatenato un putiferio sol perché molti prìncipi sono stati privati del servizio postale e dei servi che aprivano e chiudevano le porte) e la dismissione di quattro o cinque affitti (tutto sommato i meno cari). Punto. Il resto è stato solo arroccamento sui propri piccoli o grandi privilegi in barba del fatto che il Senato l’ha deliberato e il CdA l’ha approvato. Se ne fregano tutti. Le carriere di 2500 persone sono state barbaramente sbriciolate, per non parlare di tutti quei precari e “precari” e purtuttavia continuano – ancorché privi di senso – miserandi giochetti di potere, nel completo disinteresse delle cosiddette “istituzioni” (salvo della magistratura che però ha dei tempi eonici).
    Diciamocelo in faccia: è al di fuori di qualsiasi possibilità umana metterci una pezza sopratutto perché si tratta di cambiare mentalità e predisposizione verso l’istituzione e questo – la storia ce lo insegna – non è riuscito a nessuno mai né con le buone né con le cattive.
    Io sono qui alla Colonna e sento desolato il fetore di macerie che si alza fino al cielo.
    Me ne dolgo, ma francamente manca l’animo di combattere ancora.
    Un desolato saluto dal Favi di Montarrenti

  13. Caro Favi, ci siamo intesi: personalmente ho la fortuna di aggirarmi spesso in quel di Parigi, dalle parti di quella che ora chiamano Place de la Concorde e mi viene in mente che lì sorgeva il “rasoio di Francia”. Scusa questi propositi belluini, ma la triste realtà è che i regimi non si riformano. Faranno fuori i più bischeri, tanto per dire che fanno qualcosa.

  14. A tutti i surfisti di questo sito. Il prof Bettini e gli “antropologi” di Lettere (che se non erro sono Putti, Solinas e il Grande Vecchio Pietro Clemente che si balestra tra Siena e Firenze) chiedono collaborazioni in un sito Internet su storia e antropologia. Ma gestiscono tutto loro, la Casta professorale. Sito, pubblicazioni e “vaglio”. Così va il mondo, anzi così andava nel secolo… chioserebbe l’ironico Manzoni. Ma a Siena come altrove ci sono i Mangioni. E pappano da 50 anni, grazie a quei rottami dei partiti di sinistra che presentano personaggi sinistri davvero.
    P.S. – Ho visto i componenti la redazione. Ci avevo dato: c’è il “boss” Pietro Clemente, il sinomarxista neoliberale grande manitù dell’antropologia, quello del “gioco profondo” per intenderci-e siamo al paliesco condito in salsa “sarda” (tradotta in Usa).
    Bettini tu ci dici che “ego SUM pastor bonus” ma io ti dico che sei uno degli antimessia (l’Anticristo della Casta si può subodorare).
    Il Bardo

  15. P.S. A proposito, Favi, mi giunge notizia che i lavori per la riforma della “governance” hanno subito uno stallo, anche in attesa di un quadro normativo nazionale più chiaro. In ogni caso tutto il dibattito sin qui sviluppatosi appare in un certo senso superato dalle notizie che giungono, secondo le quali le “scuole” nasciture (le quali sostituiranno in un colpo solo facoltà e dipartimenti) dovranno essere parecchio grosse e basarsi su almeno quaranta membri: hai una vaga idea di quello che bolle in pentola?

  16. Certamente che ce l’ho. Esiste un disegno di legge del Ministro che propende verso questa ipotesi non tanto delle “scuole”, ma della dipartimentizzazione dell’Università a scapito delle Facoltà. Si vorrebbe cioè riunire ricerca e didattica (fino ad oggi nettamente separate per competenza tra dipartimenti e facoltà) trasferendole ai dipartimenti, il cui peso aumenterebbe di molto, come puoi ben capire. I lavori della “gòvernans” hanno non tanto subìto uno stallo, quanto uno stop dovuto al fatto che si sta parlando di un manipolo di uomini indecisi a tutto (di ben quarantasette [47] uomini) che si è fermato di fronte al dilemma se seguire la linea ministeriale (ma, te mi capisci, motivi ideologici che sono i medesimi che spingono l’intera rete mediatica ad interessarsi alle beghe coniugali del Presidente del Consiglio anche in presenza di problemi molto più pressanti impedirebbero di farlo) oppure di seguitare su una non chiara linea già su questo blog affermatasi in tempi precedenti, avallata da forze politiche molto più vicine ai nostri cari “amici” su uno snellimento degli organi collegiali (Senato e CdA) e nella quale linea certo si parla di rafforzamento dei dipartimenti, ma non della loro sostituzione alle facoltà. In tutto questo naturalmente i tuoi timori sull’accorpamento “ad cacchium” svaniscono come nelle mie previsioni (il che non toglie che sono disposto ad offrirti una bottiglia di quello buono come promesso), tant’è che il Dipartimento di Filosofia se ne sta lì dove è sempre stato, bello tranquillo. E se è per quello anche i famigerati dipartimenti di medicina, là dove – come puoi notare anche da quanto il nostro amico Giovanni pubblica da qualche tempo a questa parte – si sta svolgendo una cruenta battaglia a suon di programmi elettorali per la presidenza. Ed ancora vorrei sottolineare come questa battaglia sulla presidenza non avrebbe senso alcuno se quei volponi non sapessero bene che la “gòvernans” è ben lungi dall’essere riformata nel senso sopra descritto. E vai che se lo sanno loro possiamo stare tranquilli. Fra l’altro – e chiudo il mio logorroico intervento – essere presidi al momento non dovrebbe allettare nessuno perché non c’è da andare in Senato (sempre che ci si vada e non si dia luogo a delle irregolarità come quella rilevata anche qui per medicina legale) a sbranarsi come leoni per ottenere il pezzo di zebra più grosso, dal momento che non solo la zebra non c’è, ma l’Ateneo deve un intero gregge di gnu a destra e a sinistra. Evidentemente a Medicina hanno altre risorse su cui si può mettere le mani e da qui la lotta.
    Spero di essere stato pettegolo e puntualmente caustico come immagino tu richiedessi.
    Un saluto dal Favi di Montarrenti

  17. Grazie Favi: puntuale come le tasse.

  18. «Quei prof venivano pagati 3 € l’ora da settembre dovranno insegnare gratis. I docenti a contratto senza stipendio: faranno centinaia di corsi» (la Repubblica-Firenze, 7 maggio 2009).

    ….ragazzi, fermiamoci un attimino, respiriamo, contiamo fino a tre e poi domandiamoci dove stiamo andando e quanto tempo passerà prima che la locomotiva si schianti definitivamente contro il muro: ma si qui tutto bene….

  19. Caro Stavrogin,
    ti dico che in questo paese la locomotiva si è schiantata tanto tempo fa.

  20. Stavrogin: «quanto tempo passerà prima che la locomotiva si schianti definitivamente contro il muro»
    Pinguino: «in questo paese la locomotiva si è schiantata tanto tempo fa.»

    A me pare piuttosto che siano tornati i tempi in cui i treni arrivavano in orario.
    Sui piani del comando ferroviario del PdL riguardo all’università, mi pare di aver già dato qualche indicazione, non raccolta, più di un mese fa: https://ilsensodellamisura.com/2009/03/dal-%e2%80%9cgiudizio-universale%e2%80%9d-al-%e2%80%9claboratorio-accessibilita-universale%e2%80%9d-di-buonconvento-lau/#comment-2401

    Qualche indicazione sulle intenzioni del ministro è stata poi riportata di recente dal Messaggero: http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=17340&sez=HOME_SCUOLA&npl=&desc_sez=

    Devo dire che, a parte i buoni propositi del tutto, l’idea che “una o più università viciniori possono fondersi, ovvero aggregarsi in strutture federative sulla base di un progetto”, nella realtà toscana mi fa rabbrividire non poco…

    saluti scettici,
    Sesto Empirico

  21. La locomotiva è già per la scarpata. Sarebbe un lungo discorso. Vi siete mai chiesti come mai il livello culturale del popolo sia a livelli del Biafra o del Bangladesh? Perché una casta di professori abbia solo pensato a piazzarsi e a piazzare amici e amanti ecc.? Vedremo se qui qualche noto prof. a contratto estremamente famelico insegnerà gratis o se riusciranno a regalare laurea e cattedra… Andate a vedere in certi enti culturali (Provincia e altri che non dico): ci sono di direttori e funzionari privi di titoli e di laurea.
    Se la locomotiva schianta la colpa non sarà solo del Cavaliere Nero ma anche di chi ha fatto sistema, cioè mafia: i prodiani e gli ex sinistra più o meno estrema. Mi sembrano come gli allievi di Krusciov che prima portava le liste dei nemici del popolo a Stalin e poi piangeva sui “crimini”… Quando si dice le lacrime di coccodrillo.
    A proposito io sarò tra i dcenti non pagati. Grazie Prodi Brunetta e simili.
    Bardo Incazzatissimo

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