L’extraterritorialità del concorso di Medicina Legale a Siena

Il Mondo, oggi in edicola, pubblica un articolo sul travagliato iter e sulla conclusione del concorso per professore ordinario di Medicina Legale a Siena.

SIENA, I NODI DI MEDICINA SARANNO SCIOLTI DAL TAR

Fabio Sottocornola. Parte in questi giorni il ricorso al Tar Toscana firmato da alcuni docenti dell’università di Siena per chiedere l’annullamento di un decreto del rettore Silvano Focardi. Nel febbraio scorso il Magnifico aveva approvato gli atti di un concorso per professore ordinario di medicina legale, bandito nel lontano 2004, quando il numero uno in ateneo era Piero Tosi. Focardi si è però riservato di prendere altri provvedimenti se saranno accertate «responsabilità penali oggetto di indagine». Infatti, il concorso è finito nella bufera perché è stato deciso senza delibera del Senato accademico e adeguata copertura finanziaria. Lo stesso Tosi è sotto processo (19 maggio) per falso in atto pubblico. Ma la situazione è ancora più ingarbugliata: il concorso era giunto al termine, la commissione aveva proclamato due idonei, in pratica vincitori ma senza cattedra. Secondo la normativa vigente, che il ministro Mariastella Gelmini vuole cambiare, spetta alla facoltà procedere alla chiamata degli idonei. Uno di questi è Anna Coluccia, che in passato insegnava criminologia (è laureata in giurisprudenza) ma attualmente è associata di scienze medico legali ed è da sempre molto legata a Tosi. Inoltre, da anni nell’azienda ospedaliera universitaria, è a capo di una unità operativa sulla soddisfazione dell’utenza: è retribuita anche dal servizio sanitario nazionale con indennità di esclusività, una voce prevista per i dirigenti medici. Alla fine di febbraio il consiglio di facoltà di medicina l’ha chiamata sulla cattedra di ordinario, ma il congelamento delle assunzioni nell’università ha segnato semaforo rosso. E qualcuno si chiede se, visto l’affanno economico in cui versano sanità e università, la facoltà non dovrebbe definire meglio la propria missione: formare medici e garantire servizi sanitari adeguati. Aspettando la sentenza del Tar.