A fine mese, forse, saranno noti i responsabili e l’entità reale del disavanzo nell’Ateneo senese

pettinella.jpg“Il Mondo”, oggi in edicola, pubblica un articolo con il quale informa che per la fine di marzo all’università di Siena i nodi sulla reale entità del disavanzo e sui nomi dei responsabili verranno al pettine. Auguriamoci che si tratti non di un pettine, ma di una pettinella in grado di scrinare nodi grandi e nodi piccoli.

SIENA, SUL DISAVANZO ARRIVANO I DATI. E I NOMI

Fabio Sottocornola. Martedì 31 marzo all’università di Siena i nodi verranno al pettine. Forse non tutti, ma certamente la data di fine mese si preannuncia come un punto di svolta nella travagliata vicenda dell’ateneo toscano. Che è gravato da uno dei più consistenti buchi di bilancio in Italia e il cui ex rettore Piero Tosi è sotto processo con diversi capi d’accusa legati a differenti episodi nella gestione dell’ateneo. La data è così importante che l’attuale numero uno Silvano Focardi ha convocato per il giorno precedente una riunione congiunta di Senato accademico e Consiglio di amministrazione. Probabilmente saranno anticipati alcuni passaggi di due relazioni molto attese per il giorno successivo. Infatti il direttore amministrativo Emilio Miccolis, passato nel dicembre scorso da Bari a Siena, dovrà finalmente rendere nota la reale entità del disavanzo che viene comunque stimato al di sopra dei 150 milioni di euro e riguarderebbe i bilanci di diversi anni. Una cosa è certa: al ministero dell’Università aspettano questi dati. Ma lo stesso giorno si conosceranno anche i risultati della commissione tecnica di indagine amministrativa interna che doveva accertare a chi risalgono le responsabilità di tutta la situazione. Ne fanno parte Bernardo Giorgio Mattarella, che in città è ordinario di diritto amministrativo, Antonio Davide Barretta, associato di economia aziendale ma anche delegato del rettore per bilancio e controllo di gestione, e Gaetano Prudente, un dirigente dell’università di Bari. La commissione in queste ultime settimane ha incontrato alcuni esponenti di punta della passata gestione: oltre allo stesso Tosi, anche i dirigenti Salvatore Interi, Monica Santinelli e l’ex direttore amministrativo Loriano Bigi. Risultati e verbali delle audizioni dovrebbero essere consegnati anche in Procura.

Ateneo senese e debito Inpdap: la legge 388/2000 cancella 40 milioni di euro di sanzioni

Che alcuni membri del gruppo che ha governato negli ultimi venti anni l’ateneo senese criticassero l’attuale rettore Silvano Focardi per la denuncia in Procura è comprensibile. S’illudevano di evitare guai penali ai responsabili delle precedenti gestioni. Quel passo, necessario in virtù dell’obbligo dell’organo di vigilanza di riferire al pubblico ministero la notizia di reato, si è rivelato in seguito incredibilmente vantaggioso per l’ateneo. «È grazie alla tempestività con cui mi sono rivolto all’autorità giudiziaria – dice Focardi – che è stato possibile ottenere, sfruttando l’art. 116 della L. 388/2000 (comma 15, lettera a), l’abbattimento delle sanzioni pari a circa 40 milioni di €. Una cifra ragguardevole; ma non si è trattato di uno sconto, né di un regalo bensì la conseguenza di una previsione legislativa che oggi permette di pagare all’ente solo il dovuto». L’accordo con l’Inpdap prevede che l’ateneo senese paghi, in un’unica soluzione entro il prossimo 31 luglio, il debito contributivo (pari a € 72.259.154,48) per gli anni 2004, 2005, 2006, 2007 e per la quota in scadenza nel 2011. Il reperimento della somma avverrà sia mediante la stipula di un mutuo che attraverso la cessione all’Inpdap del San Niccolò, prevedendo un contratto d’affitto dello stesso a “canone cosiddetto etico” per 18 anni, al fine di garantire la sede per le attività di ricerca e di didattica di Ingegneria e di Lettere e Filosofia.

Sono necessari controlli rigorosi su certe “eccellenze” più strombazzate che dimostrate

Uso questo titolo, ripreso da “Le sirene del SUM” di Lucia Lazzerini, per presentare l’articolo (da “il Giornale della Toscana”, 13/3/2009) di Maurizio Grassini che, riferendosi alla visita a Firenze di Napolitano, invita il Presidente a chiedersi se il SUM non sia un caso di spreco a cui porre mano. Per ulteriori letture sul SUM  e sulle “eccellenze” si consulti ateneopulito.

ATENEI, MERITI e SALOTTI

Maurizio Grassini. (…) è importante non perdersi nelle prediche ma contribuire ad indicare gli sprechi affinché i tagli necessari non siano indiscriminati. Un segno, il Presidente, può darlo scegliendo le sedi dove comunicarci le sue riflessioni e preoccupazioni sulle condizioni in cui versa il nostro sistema di studi superiori. E potrebbe chiedersi se sedi come l’Istituto di Scienze Umane dove ha iterato il suo messaggio trattasi di caso di spreco a cui porre mano. Perché si tratta di un istituto nato con la pretesa di essere un centro d’eccellenza, a prescindere; così è stato definito e ostentato da coloro che sono riusciti ad inventarlo e a farselo mettere sul bilancio dello Stato. L’eccellenza dei centri di formazione si misura sulla qualità degli allievi e non dall’autoreferenzialità di un gruppo di professori dal lobbismo navigato. Questi studiosi provvedono ad esaltare la propria pensosità blandendo figure istituzionali. (…) In questa stagione di sacrifici inevitabili, è bene imparare a non farsi abbagliare dai luoghi dove si propinano dosi esorbitanti di decoro; bisogna, invece, imparare a distinguere e valorizzare quelli in cui senza sfarzo e clamore mediatico vengono condotte con successo le ricerche che creano lavoro, progresso scientifico, avanzamento tecnologico. Perché, questa è la cultura da apprezzare e sostenere.

Dal “Giudizio Universale” al “Laboratorio Accessibilità Universale” di Buonconvento (LAU)

Dopo aver ricevuto la mail di seguito riportata, ho tolto dal blog la nota “incriminata” ed ho girato, per conoscenza, la protesta all’anonimo autore del commento, il quale mi ha chiamato al telefono e, terrorizzato, mi ha implorato di cancellare tutto. Cancellare cosa? L’accenno alla carriera fulminante di alcuni rappresentanti sindacali? È forse falso? Inoltre non è scritto che Angelaccio sia uno di questi fortunati! Non si capisce il motivo di una reazione così esagerata che, comunque, mi dà l’occasione per occuparmi di un filone finora trascurato.

«Egregio prof. Grasso, di fronte all’ennesimo vergognoso utilizzo del suo blog di cui riporto solamente, per decenza, un breve stralcio:
“Al Lau di Buonconvento, presieduto da Angelaccio inaugurato a settembre 2008 si tengono corsi sul turismo accessibile, anche sulla carriera fulminante sotto direzione Tosi di questi sindacalisti tecnici amministrativi (…)”
le preannuncio che la querelerò per diffamazione aggravata e per altri reati (di cui spero lei abbia conoscenza e consapevolezza) legati al contenuto dei post ed alle forme di anonimato dei blogger ospitati nel suo sito di cui lei è integralmente responsabile. La invito, comunque, sin da ora, ad intervenire nel suo blog per scusarsi pubblicamente ed a rispettare le normative di settore oltrechè, ammesso che ne abbia, un minimo di correttezza etica.»
Diodato Angelaccio

«Le accuse sui concorsi-truffa hanno trovato, obiettivamente, la loro base in autentici episodi di malcostume che denuncio con durezza»

Sono le parole che il 20 settembre 2005 pronunciò Piero Tosi, in veste di Presidente della Crui, leggendo la Relazione sullo Stato delle Università Italiane 2005. Dice un vecchio proverbio: “le parole sono femmine e i fatti sono maschi” (le chiacchiere non contano, contano i fatti). E i fatti su un concorso per professore ordinario di Medicina Legale a Siena, con Tosi rettore, sono riportati di seguito nell’articolo di Franca Selvatici (la Repubblica Firenze, 27 febbraio 2009) o in quello di Francesco Meucci (QN, 25 febbraio 2009).

IL RETTORE SBLOCCA CONCORSO SOTTO ACCUSA
Franca Selvatici. L’ex rettore dell’Università di Siena Piero Tosi è sotto processo per falso in atto pubblico per aver bandito, il 30 marzo 2004, un concorso di professore ordinario di medicina legale senza che esso fosse stato deliberato dal Senato Accademico (e anche senza che il Consiglio di amministrazione avesse attestato l’esistenza della copertura finanziaria). Il concorso si concluse il primo aprile 2005. La commissione proclamò due idonei, fra i quali la professoressa Anna Coluccia dell’Università di Siena, ma gli atti furono sequestrati dalla procura e sono stati dissequestrati solo di recente, dopo il rinvio a giudizio dell’ex rettore. Nonostante ciò, e contro il parere del Comitato tecnico consultivo secondo cui il concorso è affetto da «vizio non convalidabile», il 4 febbraio scorso l’attuale rettore Silvano Focardi ha approvato gli atti. E martedì 24 febbraio il consiglio di facoltà di medicina ha deciso a larga maggioranza di «chiamare» la collega dichiarata idonea, la professoressa Anna Coluccia, ossia di assumerla come ordinario. Fra i docenti che hanno votato per la «chiamata» c’era anche l’ex rettore Piero Tosi, ordinario di anatomia patologica, sotto processo per aver bandito quel concorso. Nello stesso giorno, martedì, era fissata una udienza del processo in cui la professoressa Coluccia è accusata di abuso d’ufficio per un concorso di ricercatore per medicina legale che si concluse il 28 giugno 2006 e nel quale, secondo le accuse, fu clamorosamente favorito uno dei candidati. Anna Coluccia, all’epoca professore associato, presiedeva la commissione.

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