Dopo “La casta di Siena” è uscito ieri “Le mani sulla città” di Raffaele Ascheri

RAFFAELE ASCHERILe mani sulla città (inchiesta sulla questione morale a Siena e nel senese: Montalcino, Casole d’Elsa, Poggibonsi, l’Amiata, Castelnuovo Berardenga, Chianciano Terme, Monteroni d’Arbia, San Gimignano). Intanto è stata diffusa la seguente nota: «L’Arcidiocesi di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino, l’Arcivescovo Antonio Buoncristiani, Don Giuseppe Acampa, Don Andrea Bechi, il professor Roberto Romaldo, l’ingegner Gianpaolo Gallù, la ragioniera Monica Macchi, il ragionier Carlo De Strobel hanno dato mandato ai loro avvocati per disporre le opportune azioni legali nei confronti di Raffaele Ascheri, per le infamanti illazioni riportate sul loro conto nel libro “Le mani sulla città”».

Per saperne di più:
Augusto Mattioli: Con “Le mani sulla città” Raffaele Ascheri colpisce ancora. Il Cittadino Online.it (27 aprile 2009);
R. Zelia Ruscitto: La “questione morale” a Siena. Un tema scottante. Il Cittadino Online.it (27 aprile 2009);
f.s.: “Democratici e Curia controllano Siena”. Subito querelato. La Repubblica Firenze (28 aprile 2009);
Liste Civiche Senesi: Video della presentazione di “Le mani sulla città” (18 maggio 2009).

Le forze per un riscatto scientifico, didattico ed assistenziale della Facoltà di Medicina di Siena ci sono ma vanno riorganizzate

Ecco il programma elettorale e la candidatura di Nicola Nante, professore ordinario di Igiene Generale ed Applicata, alla Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Siena.

Nicola Nante. Cari Studenti e Cari Colleghi, il momento è tale che occorre un cambio di rotta. Corriamo il rischio di perdere il controllo del Policlinico e di vederci chiudere la Facoltà o vederla trasformata in succursale di qualche altro Ateneo o Ente Regionale. Voglio contrastare il processo che sta portando Siena ad essere il “ventre molle” della Medicina italiana ed il “locus minoris resistentiae” per l’intrusione del potere politico in Università.
Le proteste e le proposte che ho formulato in questi ultimi anni sono state poco considerate. Anzi, per aver avuto un siffatto ruolo propositivo, mi sono trovato spesso e mi trovo in difficoltà anche nel portare avanti il mio lavoro quotidiano: ma più crescono queste difficoltà, più cresce in me la voglia di impegnarmi per cambiare le cose. Sono certo che il lavoro e l’onestà debbano pagare, perchè questo dobbiamo insegnare ai giovani, che in Facoltà come Studenti o come Ricercatori e nella società aperta si aspettano risposte serie, al posto delle continue piccole “furberie” di corto respiro, che, accumulatesi negli anni, hanno portato la nostra Facoltà e la nostra Università al punto in cui si trovano. Vorrei dare gambe e braccia alle idee che Vi ho proposto e ad altre, che Vi dettaglierò nei prossimi giorni, per corrispondenza.
Per me viene professionalmente naturale occuparmi di organizzazione: penso che una Presidenza di Facoltà, oltre ad una funzione di rappresentanza, debba oggi avere un ruolo organizzativo anzi, “riorganizzativo”. I bisogni li percepiamo tutti; le forze per un riscatto sotto il profilo scientifico (che, tuttavia a mio avviso, è, già oggi, un nostro punto di forza), ma soprattutto didattico ed assistenziale le abbiamo: vanno riorganizzate.
Per questo motivo ho deciso di avanzare la mia candidatura a Preside.

L’extraterritorialità del concorso di Medicina Legale a Siena

Il Mondo, oggi in edicola, pubblica un articolo sul travagliato iter e sulla conclusione del concorso per professore ordinario di Medicina Legale a Siena.

SIENA, I NODI DI MEDICINA SARANNO SCIOLTI DAL TAR

Fabio Sottocornola. Parte in questi giorni il ricorso al Tar Toscana firmato da alcuni docenti dell’università di Siena per chiedere l’annullamento di un decreto del rettore Silvano Focardi. Nel febbraio scorso il Magnifico aveva approvato gli atti di un concorso per professore ordinario di medicina legale, bandito nel lontano 2004, quando il numero uno in ateneo era Piero Tosi. Focardi si è però riservato di prendere altri provvedimenti se saranno accertate «responsabilità penali oggetto di indagine». Infatti, il concorso è finito nella bufera perché è stato deciso senza delibera del Senato accademico e adeguata copertura finanziaria. Lo stesso Tosi è sotto processo (19 maggio) per falso in atto pubblico. Ma la situazione è ancora più ingarbugliata: il concorso era giunto al termine, la commissione aveva proclamato due idonei, in pratica vincitori ma senza cattedra. Secondo la normativa vigente, che il ministro Mariastella Gelmini vuole cambiare, spetta alla facoltà procedere alla chiamata degli idonei. Uno di questi è Anna Coluccia, che in passato insegnava criminologia (è laureata in giurisprudenza) ma attualmente è associata di scienze medico legali ed è da sempre molto legata a Tosi. Inoltre, da anni nell’azienda ospedaliera universitaria, è a capo di una unità operativa sulla soddisfazione dell’utenza: è retribuita anche dal servizio sanitario nazionale con indennità di esclusività, una voce prevista per i dirigenti medici. Alla fine di febbraio il consiglio di facoltà di medicina l’ha chiamata sulla cattedra di ordinario, ma il congelamento delle assunzioni nell’università ha segnato semaforo rosso. E qualcuno si chiede se, visto l’affanno economico in cui versano sanità e università, la facoltà non dovrebbe definire meglio la propria missione: formare medici e garantire servizi sanitari adeguati. Aspettando la sentenza del Tar.

La facoltà di Medicina deve garantire la qualità della didattica delle scuole di specializzazione

Di seguito il programma di Giuseppe Gotti, professore ordinario di Chirurgia Toracica, candidato alla Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Siena.

Giuseppe Gotti. Gentili Colleghe e cari Colleghi, sono a Voi per chiedervi di sostenere con il Vostro voto la mia candidatura a Preside della nostra Facoltà il prossimo 14 maggio. Permettetemi quindi di presentarmi e di esporvi alcune mie considerazioni.
Sono nato il 23 novembre 1945 in provincia di Pisa. Sono giunto a Siena nel 1959 e qui ho preso la Maturità Classica e la Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1970. Dopo il servizio militare, ho lavorato all’Ospedale di Siena come Chirurgo di Pronto Soccorso fino al 15 novembre 1974, quando mi sono trasferito nel costituendo Istituto di Chirurgia CardioToracica diretto dal Prof. Grossi. Divenuto Aiuto Ospedaliero, nel 1987 ho vinto il concorso per Associato all’Università di Cagliari da dove sono stato chiamato a Siena nel 1991. Nel 1998 mi è stata affidata la Direzione dell’Unità Operativa e della Scuola di Specializzazione di Chirurgia Toracica. Nella stessa disciplina sono divenuto Straordinario nel 2001 e Ordinario dopo tre anni.
La nostra Facoltà organizza attualmente quindici corsi di Laurea delle professioni sanitarie, di cui alcuni anche ripetuti in sedi distaccate. Molte discipline hanno nomi uguali e spesso vengono insegnate le stesse cose in tempi diversi, mentre invece occorrerebbe un capillare lavoro sui programmi per differenziare da una parte e omogeneizzare dall’altra gli insegnamenti, secondo obbiettivi professionalizzanti predefiniti.
In sintesi il prodotto attuale delle lauree professionalizzanti non è ottimale: la didattica va riorganizzata e migliorata di livello, in modo da consegnare alla società laureati ben preparati sia nella teoria che nella pratica. Cominciamo quindi, come nelle Specializzazioni mediche, a istituire “tronchi comuni” nelle discipline di base per ottimizzare le risorse non implementabili.

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Per la presidenza di Medicina è tempo di un forte recupero di valori etici e morali e ogni ipotesi di restaurazione è un atto di irresponsabilità

Un articolo dal Corriere di Siena di oggi
UN PRESIDE CHE ROMPA CON IL PASSATO
Stia lontano chi ha responsabilità nel disastro dell’ateneo
Mauro Galeazzi. Il 14 maggio 2009 si terrà la prima tornata per l’elezione del nuovo Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Siena. A tre settimane dalle elezioni, abbiamo potuto leggere soltanto i programmi di tre candidati e, purtroppo, molti elettori, soprattutto le giovani generazioni, non conoscono in maniera approfondita i singoli candidati e hanno, nei programmi, il solo strumento di valutazione personale. Ciò fa sospettare che, secondo alcuni colleghi, anche in questo caso l’elezione del preside deve essere una questione legata alla scelta di pochi ed alla ratifica di molti. Questo modo di pensare, anacronistico ed inaccettabile, esprime anche una pericolosa banalizzazione e sottovalutazione dell’evento elettorale e un malcelato disprezzo per la Facoltà. Sento quindi il dovere, come appartenete alla Facoltà di Medicina e come membro del Senato Accademico, di intervenire per affrontare temi a mio avviso di grande importanza e per stimolare un dibattito tra tutti gli interessati.
È bene innanzi tutto realizzare che, a differenza di quanto accaduto in passato, questa volta il contesto in cui si svolgono le elezioni a Preside della Facoltà di Medicina è quello di un grave dissesto finanziario e non solo, che ha portato l’Ateneo senese sull’orlo del baratro. Se non è né lecito né corretto entrare nel merito delle responsabilità giuridiche del dissesto, cosa di cui si sta occupando la magistratura, ritengo invece doveroso, proprio in vista della tornata elettorale, mettere in guardia gli elettori sul rischio concreto di fare scelte che non determinino una rottura totale col passato, consentendo a chi ha responsabilità evidenti nel disastro, di continuare ad influenzare pesantemente la vita della Facoltà. Parlo, ovviamente, di chi, all’epoca, aveva un ruolo negli organi di governo dell’Ateneo (Rettore, Consiglio d’Amministrazione e Senato) o di chi è stato comunque consenziente. A tale proposito, e per dovere di chiarezza, voglio ricordare innanzi tutto ai colleghi e agli studenti che il debito è dovuto non solo allo sperpero delle risorse ma, soprattutto, alla assunzione di personale (docente e non docente) in numero soverchiante le effettive necessità.

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Pasqua nell’ateneo senese: ci sarà una risurrezione?

OmbraIl giorno di Pasqua è stato pubblicato dal “Corriere Fiorentino” un inquietante articolo, di seguito integralmente riprodotto. Siamo certi che la futura classe dirigente del nostro Ateneo non avrà legami con questo passato.

L’auto blu dell’Università? «È fuori provincia», ma prende multe in città

S.I. Auto di servizio «segnalate» fuori provincia, con tanto di documentazione che ne autorizza la trasferta, e «pizzicate» lo stesso giorno dai vigili urbani in strade di Siena a orari non compatibili. C’è anche questo nell’inchiesta sul maxibuco dell’Università di Siena che viene portata avanti dagli investigatori della Guardia di Finanza coordinati dal sostituto procuratore Mario Formisano. Spulciando alcuni documenti dell’Ateneo senese, infatti, gli inquirenti si sono imbattuti in alcuni casi simili, che hanno deciso di approfondire. Ecco perché, in queste settimane, i finanzieri del Comando provinciale stanno facendo accertamenti incrociati sull’impiego delle auto di servizio. Accertamenti che si concentrano sui fogli di viaggio, ma anche attraverso lo «studio» degli ingressi nelle varie autostrade.
Non solo. In questi giorni c’è stato un passaggio giudiziario piuttosto delicato che ha come oggetto un’inchiesta sulle assunzioni dell’Ateneo. Inchiesta vecchia, questa, che coinvolgeva l’ex rettore Piero Tosi e l’ex direttore amministrativo Loriano Bigi. La magistratura senese aveva proposto l’archiviazione, ma il gip ha fatto opposizione: probabilmente gli atti di questa indagine potrebbero presto finire sui tavoli degli inquirenti che stanno facendo chiarezza sul buco dell’Ateneo.
Un crac che si aggira sui 190 milioni di euro. Il motivo di questo dissesto finanziario viene imputato, almeno dagli inquirenti, ai membri del collegio dei revisori dei conti: Lucio Brundu, Enzo Martinelli e il ragioniere Arnaldo Noli. Anche per loro – come per l’ex direttore amministrativo Loriano Bigi e Monica Santinelli, responsabile dell’ufficio bilancio dell’università – l’accusa è di falso in atto pubblico. Identica accusa ha colpito l’ex rettore Tosi e l’attuale rettore Silvano Focardi. Il tutto avviene mentre gli inquirenti leggono, e con estrema attenzione, i risultati dell’inchiesta contabile interna depositata in Procura dal direttore amministrativo dell’Università degli Studi di Siena, Emilio Miccolis.

Altri interventi:
La.Valde. Università, s’indaga sulle assunzioni (La Nazione Siena, 15 aprile 2009)

Fare il Preside in modo collegiale con l’obiettivo di promuovere qualità, efficienza ed integrazione delle attività istituzionali

Di seguito il programma di un altro candidato alla Presidenza della Facoltà: quello di Gian Maria Rossolini, professore ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica.

Gian Maria Rossolini. Cari Colleghi di Facoltà e cari Studenti, ho maturato la decisione di offrire la disponibilità alla candidatura per il prossimo mandato di Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Questa decisione nasce dall’incoraggiamento ricevuto da molti di voi, provenienti da aree e “generazioni accademiche” diverse. Ho accettato con lo stesso intento di servizio con cui in precedenza ho affrontato due mandati di direzione del Dipartimento di Biologia Molecolare, due mandati di presidenza del Comitato per la Didattica del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia, e il mandato di direzione della Macroarea 1 del D.A.I. dei Servizi. Di seguito propongo alcune considerazioni sul ruolo della Facoltà e sul lavoro da svolgere nel prossimo triennio, con l’obiettivo che possano essere oggetto di discussione ed approfondimento a livello individuale e collegiale con tutti coloro che saranno interessati.

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La forza dell’ingenuità per un Preside “libero da qualsiasi condizionamento ma aperto al contributo di tutti”

Di seguito il programma di un altro candidato alla Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Siena: quello di Alessandra Renieri, professore straordinario di Genetica Medica. Per lunedì 6 Aprile, alle ore 17:00, presso l’Aula Magna delle Scotte è convocato il corpo elettorale al fine di consentire un confronto di opinioni e proposte, preliminare alle presentazioni delle candidature alla carica di Preside. Sarà l’occasione per altre candidature e programmi?

Alessandra Renieri. Nella lettera di presentazione della mia candidatura ho esposto gli obiettivi generali che secondo me sarebbe necessario raggiungere: ricostruzione del senso della comunità accademica, potenziamento dell’attività didattica, attenzione all’attività assistenziale, valorizzazione del merito. Ho poi avuto modo di incontrarmi personalmente con la maggior parte di voi e per questa esperienza, che giudico preziosissima, vorrei esprimervi tutta la mia gratitudine. Dalle mie idee e da questi colloqui nasce il programma di seguito riportato. Il fine ultimo è quello di migliorare sia la sostanza che l’immagine (nella comunità cittadina, in Italia e all’estero) della Facoltà di Medicina di Siena, attraverso il miglioramento del prodotto finito (medico e professioni sanitarie) e attraverso la riappropriazione di un ruolo attivo nelle scelte sanitarie.
Qualsiasi programma, indipendentemente dalla valenza specifica del contenuto, necessita di garanzie di applicazione. È accaduto a volte che a livello di programma molti candidati dichiarino un’infinità di buoni propositi, spesso inseriti in programmi molto complessi e articolati, salvo poi non vederli realizzati. La mia intenzione è invece quella di presentare un programma più semplice e chiaro possibile, sul quale sia facile chiedermi conto e per il quale io possa interpretare ogni voto che riceverò come la volontà di aiutarmi a realizzarlo. Forse la garanzia maggiore di applicazione del programma è quello di poter essere un Preside libero da qualsiasi condizionamento ma aperto al contributo di tutti.

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Per la rinascita dell’ateneo senese è necessario eleggere persone adeguate alla crisi e alla sfida

L’elezione del Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Siena avverrà nei giorni 14, 21 e 28 maggio per il triennio 2009-2012. Pubblichiamo di seguito il programma di Alessandro Rossi, professore ordinario di Neurologia. Attendiamo i programmi degli altri candidati.

PER IL FUTURO GOVERNO DELLA FACOLTÁ DI MEDICINA

Non ci sono confini che dividono la città di Siena dalla sua Facoltà di Medicina: un legame che dura da 770 anni.
Il 26 dicembre 1240 il Podestà di Siena firmava un decreto per sostenere lo Studio Senese del quale faceva già parte la Scuola Medica. Essa avrebbe acquisito in pochi anni prestigio e fama notevoli anche grazie ai provvedimenti delle autorità cittadine che stanziavano risorse e sancivano protezione e garanzie per tutti coloro che studiavano a Siena. Infine nel 1892 una straordinaria mobilitazione dei cittadini senesi e di tutte le istituzioni locali, con sciopero generale degli esercizi commerciali, manifestazioni e moti popolari nelle strade e nelle piazze, impedirono al governo centrale di decretare la chiusura della Scuola di Medicina senese e con essa dell’intero Ateneo.
(Fonte: Archivio storico Università degli studi di Siena)

Cinque punti per declinare cambiamento, innovazione e condivisione.

1. OBIETTIVO: la Facoltà di Medicina deve avere un compito da realizzare e non una sopravvivenza da gestire.
Mantenendo fermo il proprio obiettivo primario – cioè la comprensione della biologia umana e l’utilizzazione delle conoscenze che da essa derivano per prevedere, prevenire e trattare la malattia – la Facoltà di Medicina deve poter affermare il proprio ruolo centrale nella tutela della salute, nel sistema formativo e nel tessuto produttivo. Deve cioè assumere la piena consapevolezza e la responsabilità di essere il mediatore unico tra il mondo della ricerca, della formazione e quello della pratica clinica. Per realizzare questo obiettivo non possono essere utilizzate pratiche adattative, come è dimostrato dalla sostanziale inefficacia dei reiterati atti normativi e regolamentari succedutisi nel tempo. Occorre un impegno nell’innovazione dei valori e dell’identità ed un ripensamento sulle modalità del proprio agire.

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