Le forze per un riscatto scientifico, didattico ed assistenziale della Facoltà di Medicina di Siena ci sono ma vanno riorganizzate

Ecco il programma elettorale e la candidatura di Nicola Nante, professore ordinario di Igiene Generale ed Applicata, alla Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Siena.

Nicola Nante. Cari Studenti e Cari Colleghi, il momento è tale che occorre un cambio di rotta. Corriamo il rischio di perdere il controllo del Policlinico e di vederci chiudere la Facoltà o vederla trasformata in succursale di qualche altro Ateneo o Ente Regionale. Voglio contrastare il processo che sta portando Siena ad essere il “ventre molle” della Medicina italiana ed il “locus minoris resistentiae” per l’intrusione del potere politico in Università.
Le proteste e le proposte che ho formulato in questi ultimi anni sono state poco considerate. Anzi, per aver avuto un siffatto ruolo propositivo, mi sono trovato spesso e mi trovo in difficoltà anche nel portare avanti il mio lavoro quotidiano: ma più crescono queste difficoltà, più cresce in me la voglia di impegnarmi per cambiare le cose. Sono certo che il lavoro e l’onestà debbano pagare, perchè questo dobbiamo insegnare ai giovani, che in Facoltà come Studenti o come Ricercatori e nella società aperta si aspettano risposte serie, al posto delle continue piccole “furberie” di corto respiro, che, accumulatesi negli anni, hanno portato la nostra Facoltà e la nostra Università al punto in cui si trovano. Vorrei dare gambe e braccia alle idee che Vi ho proposto e ad altre, che Vi dettaglierò nei prossimi giorni, per corrispondenza.
Per me viene professionalmente naturale occuparmi di organizzazione: penso che una Presidenza di Facoltà, oltre ad una funzione di rappresentanza, debba oggi avere un ruolo organizzativo anzi, “riorganizzativo”. I bisogni li percepiamo tutti; le forze per un riscatto sotto il profilo scientifico (che, tuttavia a mio avviso, è, già oggi, un nostro punto di forza), ma soprattutto didattico ed assistenziale le abbiamo: vanno riorganizzate.
Per questo motivo ho deciso di avanzare la mia candidatura a Preside.

4 Risposte

  1. Caro Nante, è un paziente-ricercatore che Le scrive. Rinascere, risorgere! Troppi gli intoppi dovuti al vasto clan baronale e degli “Ideologi”, gli amici di Breznev e Castro per tornaconto personale. Siate onesti, democratici, animati di spirito di amore per la cultura, la ricerca, la scienza e il prossimo (persino ‘na bacheretta come Sansonetti ha il giornale l’Altro: quale… altruismo!).
    Bardus

  2. Domanda ai candidati di Stefano Bisi (Corriere di Siena).
    «Gentili professori, candidati a preside della facoltà di Medicina, in questi giorni il Corriere di Siena si sta occupando di un bando di gara dell’Estav relativo alla produzione di un filmato sull’umanizzazione dell’accoglienza nei pronto soccorso della Toscana. Mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero, di aspiranti presidi di Medicina, sull’argomento.»

    Risposta del candidato Nicola Nante.
    «L’Estav è una interessante sperimentazione arrivata dalla Regione Toscana e che, al pari di altre sperimentazioni coraggiose (ad esempio le “Società della Salute”) si trova in questo momento “a metà del guado”. Le precise competenze dell’Estav, al di là di quelle affermate, dovranno, a mio avviso, meglio definirsi nei prossimi mesi, forse anni. Come ricercatore in tema di Programmazione ed organizzazione dei servizi sanitari” non mi sento di pronunciarmi, in questo momento, su quali competenze è bene o male che gli Estav ricoprano. Verosimilmente i Direttori generali di questi enti hanno un mandato abbastanza ampio dalla Regione per sperimentare. È positivo che la nostra Regione si sia posto il problema di sperimentare soluzioni a problemi che l’intera Sanità Italiana ha. Politicamente questo è un risultato a breve termine molto importante, perché pone la nostra regione in posizione di capofila, cui tutte le altre guardano. Sotto un profilo tecnico è opportuno aspettare che la sperimentazione produca risultati definitivi (che hanno bisogno di tempo per essere valutati) e poi giudicare sulla esportabilità del modello.

  3. Intanto la saluto. Il mio sicuramente è un approccio superficiale, da cittadino comune, al quale però piacerebbe riuscire a comprendere, davvero, quando tutte queste novità che ci qualificano come eccelenza in Italia si tradurrano in un potenziamento reale della sanità pubblica. Vede, spesso ci accorgiamo di alcune particolarità solo quando per necessità andiano a cozzare contro certe realtà, prima, non avendone bisogno, ce ne importa il giusto. Attualmente in Toscana abbiamo tre categorie di sanità due delle quali coesistono all’interno delle medesime strutture, è il caso della libera professione. Poi abbiamo tutto un corollario di strutture private che oggi vengono sempre più coinvolte nel pubblico: il rapporto tra pubblico e privato spesso insorge con la sproporzione tra domanda, da parte dell’utenza, e offerta delle strutture pubbliche. E’ il cup di area vasta che relativamente all’ indisponibilità da parte della struttura pubblica spesso, troppo spesso, dirotta la richiesta verso la cintura del privato. Ecco è a questo punto che noi cittadini ci accorgiamo che con le nostre imposte manteniamo il SSN, SSR, e nel momento in cui abbiamo urgente bisogno di cure mediche, o di effettuare delle analisi diagnostiche, laddove non vi sia disponibilità immediata da parte del pubblico, ci affidiamo, quando possiamo, alla libera professione, pagando, o alle cliniche private, pagando. Quindi è facile divenire eccellenti quando si ha alle spalle contribuenti che pagano tre volte.
    Io non ho avuto un buon approccio con l’Estav centro, ancora oggi mi sfugge la dinamica di come certi risparmi si possano essere realizzati o se fosse stato possibile ottenerne di più, proprio alla luce di quanto asserì l’assessore Rossi in un elenco di innovazioni che si sarebbero realizzate con l’apertura del mav estav centro. Ripudio però la fase sperimentale intesa come tale, il più delle volte si traduce in una scarsa programmazione a vantaggio di un procedere per tentativi che procura solo danni, sia per le persone che subiscono tale sperimentazione e che operano nell’incertezza, sia per i contribuenti e cittadini sempre più lontani da una partecipazione, reale, ai problemi di un settore tanto confuso.
    Saluti
    Simone Esposito

  4. Saluto il candidato Nicola Nante intervenendo quale cittadino in merito al particolare interesse che lo stesso dimostra di avere per la sperimentazione degli Estav e delle Società della Salute. Prima di tutto ritengo che le fasi sperimentali se sovvenzionate da denaro pubblico immancabilmente scaturiscono in un procedere per tentativi con logiche conseguenze. Secondo mi chiedo quando i risultati per i quali i direttori generali degli Estav, pare, abbiano già ottenuto il premio dalla Regione avranno ripercussioni positive anche sui contribuenti e sugli utenti: sui primi in termini di sgravi fiscali sui secondi in termini di un miglioramento del servizio offerto. Purtroppo alla sera non tutti ci rechiamo nell’ assomoir (Emilio Zola o Zolà) del grande fratello e molti di noi cominciano a sentirsi un pochino presi per i fondelli, mi conceda licenza.
    Oggi in Toscana abbiamo tre modelli di Sanità : quella pubblica, la libera professione e il corollario delle cliniche o strutture private. Le prime due coesistono nella solita struttura e la libera professione che offre prezzi da ceto medio per la stessa tipologia di prestazioni della pubblica, si antepone a quest’ultima per una maggiore celerità nell’esecuzione degli esami diagnostici e la possibilità da parte del paziente di costituire l’equipe medica di sua fiducia, insomma ti puoi scegliere come nel fantacalcio la squadra ideale, non di calciatori ma di medici. Al di là delle posizioni personali e del censo di ciascuno, resta il fattore psicologico, mi spiego: quanti di noi fino ad oggi pur avendo la possibilità di scegliere per curarsi, per se o per i propri cari, una struttura privata si sono trovati nel dubbio che scegliendo l’ipotesi del privato si sarebbero messi nelle mani di un’ azienda dedita al profitto, preferendo la Sanità pubblica ? Penso molti, con l’intramoenia il problema è stato risolto e a costi inferiori.
    Poi c’è la cintura delle cliniche private a sostegno anch’ esse della Sanità pubblica. Infatti attraverso il cup metropolitano o di area vasta, laddove la domanda (di prestazioni mediche) superi l’offerta messa in campo dalla Sanità pubblica, si ricorre all’indotto del privato rappresentato, appunto, dalle strutture menzionate pronte ad accogliere i fondi pubblici più, magari, una quota parte spettante all’utente. Facendo due conti oggi in Toscana paghiamo per il Sistema Sanitario Nazionale, per il Sistema Sanitario regionale, varie opzioni intramoenia o clinica privata a seconda del livello di preoccupazione che un eventuale malattia ci reca anche rispetto, ovviamente, al reddito personale di ciascuno di noi. Ragioni queste che mi portano a pensare che l’eccellenza toscana sia pagata a caro prezzo e che la Sanità pubblica sarà sempre meno qualificata a dispetto della sua univesalità.
    Saluti
    Simone Esposito

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