La forza dell’ingenuità per un Preside “libero da qualsiasi condizionamento ma aperto al contributo di tutti”

Di seguito il programma di un altro candidato alla Presidenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Siena: quello di Alessandra Renieri, professore straordinario di Genetica Medica. Per lunedì 6 Aprile, alle ore 17:00, presso l’Aula Magna delle Scotte è convocato il corpo elettorale al fine di consentire un confronto di opinioni e proposte, preliminare alle presentazioni delle candidature alla carica di Preside. Sarà l’occasione per altre candidature e programmi?

Alessandra Renieri. Nella lettera di presentazione della mia candidatura ho esposto gli obiettivi generali che secondo me sarebbe necessario raggiungere: ricostruzione del senso della comunità accademica, potenziamento dell’attività didattica, attenzione all’attività assistenziale, valorizzazione del merito. Ho poi avuto modo di incontrarmi personalmente con la maggior parte di voi e per questa esperienza, che giudico preziosissima, vorrei esprimervi tutta la mia gratitudine. Dalle mie idee e da questi colloqui nasce il programma di seguito riportato. Il fine ultimo è quello di migliorare sia la sostanza che l’immagine (nella comunità cittadina, in Italia e all’estero) della Facoltà di Medicina di Siena, attraverso il miglioramento del prodotto finito (medico e professioni sanitarie) e attraverso la riappropriazione di un ruolo attivo nelle scelte sanitarie.
Qualsiasi programma, indipendentemente dalla valenza specifica del contenuto, necessita di garanzie di applicazione. È accaduto a volte che a livello di programma molti candidati dichiarino un’infinità di buoni propositi, spesso inseriti in programmi molto complessi e articolati, salvo poi non vederli realizzati. La mia intenzione è invece quella di presentare un programma più semplice e chiaro possibile, sul quale sia facile chiedermi conto e per il quale io possa interpretare ogni voto che riceverò come la volontà di aiutarmi a realizzarlo. Forse la garanzia maggiore di applicazione del programma è quello di poter essere un Preside libero da qualsiasi condizionamento ma aperto al contributo di tutti.

Secondo me il prossimo Preside dovrebbe modernizzare e rendere competitiva la nostra Facoltà. La mia attività come Preside sarà pertanto quella di incentivare le competenze di tutti i membri della nostra Facoltà e mettere tutti i docenti nelle condizioni più favorevoli per garantire il raggiungimento di risultati che pongano la nostra Facoltà nelle migliori condizioni per competere con le altre sedi toscane e italiane. È ormai chiaro che l’allocazione di fondi, l’attribuzione di specifici compiti e la stessa sopravvivenza di molte Facoltà Mediche italiane, dipenderanno sempre di più dal raggiungimento di specifici e ben definiti obiettivi scientifici, didattici ed assistenziali.
In questo contesto, sarà quindi più che mai necessario valorizzare le singole professionalità e talenti ed organizzare le attività scientifiche, didattiche ed assistenziali in modo da produrre risultati quantificabili e spendibili. È normale che tra i 312 membri della nostra Facoltà siano presenti persone con interessi, competenze e talenti diversificati. Sono però profondamente convinta che per aumentare le nostre possibilità di sopravvivenza e sviluppo ci sia bisogno di tutti.
Il compito del Preside non dovrebbe essere limitato a premiare e incentivare quei singoli docenti che si distinguono rispetto ad altri colleghi della nostra Facoltà. A questo punto è giunto il momento di spostare la competizione dall’interno (tra un docente e l’altro o tra un dipartimento e l’altro) e fare squadra per affrontare la competizione della nostra Facoltà con altri Atenei a noi più o meno vicini. In questo modo gli incentivi Ministeriali, Regionali e Comunitari arriveranno alla Facoltà (e sarà ovviamente nostro compito adoperarsi perché siano scelti criteri di valutazione che ci rendano adeguato merito) e verranno distribuiti proporzionalmente a chi più ha contributo in termini di risultati per farli arrivare.

Abbiamo bisogno di incrementare l’impact factor della nostra Facoltà, abbiamo bisogno di aumentare e valorizzare le attività cliniche di eccellenza e abbiamo bisogno di garantire un’attività didattica che non sia seconda a nessun altra università italiana. Il mio compito come Preside sarà quello di istituire specifiche commissioni e dare la massima priorità alla valorizzazione delle nostre competenze nelle aree di cui sopra. Se sarò eletta, non ci sarà mai una riunione di Facoltà in cui non faremo il punto sulle attività di cui sopra e in cui non valuteremo i migliori metodi per mettere più persone possibili in grado di contribuirvi al meglio. Dobbiamo prepararci ad affrontare un futuro dove queste attività verranno misurate con metodi chiari e quantificabili e dove il successo o l’insuccesso dei nostri colleghi intaccherà direttamente gli interessi di tutta la Facoltà, e quindi anche i nostri. Per questo motivo ribadisco quanto sia indispensabile lavorare insieme. Tutti i docenti dovranno essere messi in condizione di dare il massimo del contributo possibile nella ricerca, nella didattica, e nell’assistenza. Coloro che dimostreranno il maggiore impegno e otterranno i migliori risultati verranno adeguatamente ricompensati.

In questo momento di cambiamento di “governance” universitaria e di modifica dei rapporti università-sanità è quanto mai importante il ruolo del Preside nel garantire il rispetto e la trasparenza delle regole. Le regole proposte devono essere divulgate preventivamente e poi discusse e condivise in Facoltà. Una volta condivise devono essere applicate senza eccezioni di nessun tipo. Questo è un meccanismo che metterà tutti in condizione di dare il meglio di sé, ancora una volta tenendo presente che la competizione futura non sarà tra noi ma sarà tra la nostra Facoltà e il nostro centro medico e le altre analoghe strutture italiane.
Sarà necessario utilizzare qualsiasi mezzo a disposizione per diffondere la cultura della informazione: da un rinnovato sito web di Facoltà, a brevi interventi sull’attività dei singoli durante le sedute, a libretti divulgativi con la descrizione dell’attività dei singoli docenti o altro che valorizzi il faticoso lavoro che la maggior parte dei 312 docenti fa quotidianamente. Dalla divulgazione dell’informazione su “chi fa che cosa” nasce non solo l’auspicato spirito di appartenenza a una comunità, ma anche la ricaduta pratica di aggregazione per programmi didattici, sottomissione di progetti di ricerca, idee innovative per percorsi diagnostico-assitenziali.

In questo contesto, dovrà essere incoraggiata e sistematizzata un’azione propositiva e proattiva nei confronti della AOUS, non solo per la stesura di percorsi diagnostico assistenziali, o per la stesura del Piano Attuativo Ospedaliero, ma anche sostenendo in qualsiasi modo quei processi che dimostrino nei fatti il valore aggiunto della collaborazione degli universitari con il Direttore Generale nella conduzione della cosa sanitaria. Sarà necessario mostrare un atteggiamento di apertura e collaborazione con i reparti esclusivamente ospedalieri, per fare in modo che la nostra struttura assistenziale nel suo complesso rafforzi l’attrazione regionale e nazionale e garantisca un trattamento di eccellenza alla comunità senese. Ancora una volta la competizione deve essere spostata dall’interno dell’azienda ospedaliera verso l’esterno con le altre aziende ospedaliere toscane e italiane.

Ritengo che la funzione didattica costituisca una missione primaria per l’Università e mi adopererò, a livello nazionale, affinché questo venga sempre riconosciuto e affinché si stabiliscano sistemi di quantificazione dei risultati con valutazione nazionale della preparazione degli studenti e conferimento di incentivi alle Facoltà che ottengano i punteggi maggiori sulla qualità e non solo sul numero degli studenti. Ci adopereremo anche a livello internazionale per valutare la possibilità di collaborazioni e curricula che consentano il conferimento di Lauree valide anche al di fuori dell’Unione Europea (ad es. doppio titolo Italia-USA).
Sarà istituito un ufficio stampa della presidenza presieduto da un docente selezionato con i criteri sopra descritti che garantisca e favorisca la diffusione e la valorizzazione delle attività dei docenti ma che allo stesso tempo garantisca la serietà e la congruenza scientifica delle informazioni.
Credo che il ruolo del Preside, ora più che mai, necessiti di un impegno a tempo pieno per la durata del mandato e di un forte team di governo. Il team di governo deve essere scelto in base alle competenze specifiche (didattica, assistenza, ricerca), la motivazione che induce ad accettare l’incarico e lo spirito di servizio.
Come Preside, sarò responsabile, di fronte alla Facoltà tutta, dell’operato del mio team che sceglierò secondo i principi di cui sopra e secondo un criterio che garantisca la massima rappresentatività. Sono consapevole dei miei limiti e cercherò di circondarmi di persone che possano compensarli. La mia porta sarà sempre aperta e terrò nella massima considerazione i consigli di tutti, dagli ordinari più esperti ai giovani più entusiasti e non ancora disillusi. La mia speranza è di avere una Facoltà compatta, in cui ognuno sia orgoglioso e felice per i successi dei colleghi che come lui finiscono per dedicare la maggior parte della loro vita alla nostra missione. Mi rendo conto di quanto questo sia difficile ma non per questo voglio rinunciarci. So bene di non poter sempre accontentare tutti ma farò del mio meglio per essere giusta e per non sbagliare e non prenderò mai una decisione senza fornire adeguate spiegazioni.

Spero che vorrete lavorare con me per rinnovare la nostra Facoltà.

7 Risposte

  1. Brava! Hai parlato di missione. Così dovrebbe essere la sanità – ma anche la politica, nel senso di Aristotele. E non mafie, schifose mafie! Molti purtroppo àn dimenticato il giuramento di Ippocrate, antitesi della venalità. Siamo poi al medico delatore!!! La sanità è la difesa dei malati e invalidi innanzitutto – o è sudicio regime!
    Il Bardo

  2. Scusate, sicuramente è già stato detto mile volte, ma volete ripetermi per favore quando, in quale era futura, è previsto il rientro delle spese per il personale sotto il 90% del Fondo Ordinario, come mi par di ricordare prevede la legge per essere considerati “cittini” virtuosi? Mentre l’ateneo senese si accinge al varo di nuovi ordinamenti, già sappiamo che se non vi sarà possibilità alcuna di turn-over nei prossimi anni, molti dei nuovi corsi (come alcune future macro-aree, o scuole, di cui si vocifera nel nuovo assetto di “governance”) verranno alla luce moribondi, se non già morti.

  3. Dubito che sia stato già detto mille volte, perché al momento siamo ben sopra il 105 per cento e prevedere quando si scenderà sotto il 90 è operazione che presta il fianco alle stesse critiche mosse a chi presume di poter prevedere con esattezza il verificarsi di un terremoto. In merito alla “gòvernans” si potrà vociferare quanto si vuole, ma se le risorse sono quelle e il fabbisogno rimane quello che è (nella misura da me riportata nel mio ultimo post), il resto è puro esercizio retorico e prevedere reclutamenti è cosa destinata a rimanere un sogno (almeno per un bel po’).
    Con un tocco di attualità vi saluta il Favi di Montarrenti

    P.S. Vorrei attirare l’attenzione di tutti quanti su questi fatti http://www.unimagazine.it/index.php/it/nazionale/prima_pagina/attualita/4922_inchiesta_sulle_nomine_di_docenti_del_sum sottolineando come certe suscettibilità sarebbe stato più conforme a correttezza non si fossero sollevate, visto il probabile epilogo della vicenda. E con l’occasione far notare a Sesto Empirico che forse, dico forse, le sue interpretazioni benevole in senso colposo e/o cialtronesco di certe situazioni, pecchino di una certa leggerezza, visto che qui – come avevo avvertito – siamo nel campo delle responsabilità penali e del dolo, piuttosto che della colpa.

  4. avrete notato la celerità delle procedure…tra un po’ ci sarà la prescrizione…no?

  5. Favi «E con l’occasione far notare a Sesto Empirico che forse, dico forse, le sue interpretazioni benevole in senso colposo e/o cialtronesco di certe situazioni, pecchino di una certa leggerezza, visto che qui – come avevo avvertito – siamo nel campo delle responsabilità penali e del dolo, piuttosto che della colpa»

    Non mi pare che la notizia di alcuni avvisi di garanzia cambi gran ché: sembra confermare che ci sono state delle irregolarità, il che ci pareva già evidente a tutti. La notizia potrebbe essere che la magistratura se ne occupa.

    Sulla distinzione psicologica che fai fra dolo e colpa credo che ci siano visioni diverse fra i giuristi, e sospendo prudentemente il giudizio.

    Io mi limitavo a ricordare che punire la colpa (sia essa dolosa o no) non serve di per sé a correggere un errore e che capire l’errore e correggerlo è più importante che non punire il colpevole (ovviamente una cosa non esclude l’altra, ma sono due cose diverse).

    Giusto in questi giorni si ricorda che coloro che credevano di risolvere dei problemi crocifiggendo un cristo e due ladroni, indipendentemente da come siano andate realmente le cose all’epoca, certamente si sbagliavano di grosso.

    saluti,
    Sesto Empirico

  6. A Favi e Sesto Empirico: solo per segnalare il commento di Gino Greco sul Sum che riporta dati più aggiornati. Infatti, l’articolo citato da Favi è del 6 dicembre 2007 e Sesto Empirico, correttamente, gli ricorda che si tratta solo di alcuni avvisi di garanzia. Invece Greco riporta la nota di Repubblica sulla conclusione delle indagini.
    Giovanni Grasso

    Sum, chiuse le indagini indagati rettori e docenti (la Repubblica 4 aprile 2009)
    «Il PM Giulio Monferini ha chiuso le indagini sul Sum (Istituto di Scienze Umane) convinto che nella selezione dei docenti sia stato violato il dovere costituzionale della imparzialità. Per abuso d’ufficio sono indagati i rettori dell’Università di Firenze Augusto Marinelli e di Napoli Guido Trombetti, il direttore del Sum Aldo Schiavone e tre illustri docenti: Alberto Varvaro, Guido Martinotti e Leonardo Morlino.»

  7. Domande ai candidati del Prof. Giuseppe Battista:
    « …una buona parte dell’elettorato attivo gradirebbe una maggiore chiarezza sui due punti più “scabrosi”:
    1) riequilibrio progressivo delle risorse di personale (ospedaliero e universitario) e degli spazi-lavoro;
    2) partecipazione esplicita alla formazione delle decisioni di facoltà e ai rapporti con l’esterno garantita alle varie “aree” di interesse (area medica, chirurgica, delle classi dei servizi) attraverso ipotesi di “Giunta” o di “gruppi di lavoro”, permanenti.»

    La candidata Renieri risponde alle domande del Prof. Battista

    1) Sulla questione degli spazi-lavoro trovo che la Presidenza dovrebbe avere un ruolo di supporto e di mediazione con la AOUS in modo che i singoli professionisti o gruppi di lavoro non vengano lasciati soli nelle legittime richieste dal cui esito si condiziona la crescita e lo sviluppo futuro. Per il riequilibrio progressivo delle risorse di personale (ospedaliero e universitario) è mia intenzione a) evitare con tutti i mezzi la perdita di eccellenti professionisti universitari come accaduto in passato; b) recuperare tutti i settori in cui questa fuga si sta verificando ma non si è ancora conclusa e; c) prepararsi in maniera adeguata al 2012 quando sarà possibile avere, per il reclutamento, risorse finanziarie la cui entità sarà direttamente proporzionale al nostro impegno nel dimostrare la qualità della didattica (risorse ministeriali), dell’assistenza e della ricerca (risorse regionali) utilizzando le modalità operative descritte sotto.

    2) Il regolamento di Facoltà, che abbiamo approvato a Gennaio del 2008, prevede la formazione di tre commissioni stabili che sono la commissione per la programmazione e sviluppo, la commissione per la ricerca scientifica e la commissione sanità. Se verrò eletta tali commissioni saranno composte da 6 docenti eletti dal consiglio di Facoltà nella misura due docenti per l’area medica, due per l’area dei servizi e due per l’area chirurgica e da un presidente di mia nomina. La scelta del presidente mi permetterà di essere direttamente responsabile davanti alla Facoltà dell’operato delle commissioni. Il criterio elettivo dei 6 membri garantirà che ciascuna commissione sia rappresentativa della Facoltà nelle varie componenti e garantirà quella multidisciplinarità necessaria per proporre decisioni razionali al Consiglio di Facoltà.
    Sotto la mia eventuale presidenza chiederò che prima del Consiglio di Facoltà arrivi a tutti i membri con adeguato anticipo la documentazione scritta del lavoro delle commissioni con esplicitazione su cosa il Consiglio è chiamato a votare. Gli interventi dei singoli docenti saranno graditi via e-mail prima della seduta di Facoltà in modo da dare la possibilità alle commissioni di eventuale modifica delle proposte. Durante la seduta, gli interventi, prima del voto, saranno graditi al fine di migliorare le proposte stesse e arrivare a proposte veramente condivise ottenute attraverso un voto consapevole.
    Sono inoltre previste dal regolamento altre eventuali commissioni temporanee. Tra le commissioni temporanee ritengo che sia necessario istituire:
    a) una commissione di riassetto delle lauree triennali che interagisca e che sia di supporto ai vari presidenti di corsi di laurea e che traghetti il riassetto di questi corsi sui criteri di qualità sui quali si baserà la valutazione ministeriale (nota 1 per approfondimento)
    b) una commissione che si occupi della formazione postlaurea con particolare riferimento alle Scuole di Specializzazione (nota 2 per approfondimento)
    c) una commissione che curi i rapporti con il territorio (nota 3 per approfondimento)
    d) una commissione che curi specificamente il tema delle biobanche (nota 4 per approfondimento)
    e) una commissione che curi specificamente i rapporti con la Regione Toscana sul tema delle malattie rare (nota 5 per approfondimento)
    f) una commissione che curi specificamente i rapporti con la Regione Toscana sul tema dei bandi di finanziamento (nota 6 per approfondimento)
    Per alcune di queste commissioni quali ad esempio quella dei rapporti con il territorio e quella per i rapporti con la Regione Toscana sui bandi di finanziamento si potrebbe ravvisare la necessità di una modifica del Regolamento di Facoltà per la trasformazione in commissioni permanenti. Alcune delle proposte di cui sopra si avvalgono della mia formazione e competenze specifiche ma sono favorevole all’ istituzione di ulteriori commissioni temporanee su problemi specifici suggeriti da colleghi esperti in altre aree e sostenuti dalle Commissioni Permanenti. Ci sarà pertanto bisogno di una partecipazione fattiva da parte di più persone nella composizione di queste commissioni che consentirà la partecipazione di un largo numero docenti che diverranno pertanto parte attiva delle linee di governo.

    ___________________________
    Nota 1: Sulle lauree triennali vi è attualmente una grave carenza organizzativa. All’esplosione dell’attivazione di un grande numero di corsi di laurea sta facendo seguito un “rebound” negativo. Diplomi di laurea erogati ad un numero abbastanza consistente di studenti rischiano di essere invalidati perché non si ritrova la documentazione della corrispondenza in crediti degli esami svolti nel vecchio corso di diploma. Alcune laurea a dichiarazione esplicita della stesso Presidente di Corso di Laurea non hanno un numero sufficiente e una sviluppo professionale tale da giustificarne la persistenza. E’ necessaria pertanto una “task force” specifica che interagisca con i presidenti dei Corsi di Laurea e con l’ufficio formazione affinchè la nostra Facoltà esca nuovamente vincente anche su questo fronte e preparata ad affrontare la valutazione ministeriale sulla base della quale verranno distribuite le risorse ministeriali.

    Nota 2. Il processo di accorpamento delle Scuole di Specializzazione iniziato nell’anno in corso è stata effettuato con criteri che non sembrano completamente rispondere alla storicità di sede e alla qualità dell’offerta formativa e ha fortemente penalizzato l’ateneo senese che ha visto la perdita di 11 Scuole. Tale processo è probabilmente destinato ad un’ulteriore evoluzione. Ritengo pertanto necessaria l’istituzione di una commissione per la formazione post laurea che includa tra i suoi compiti quello di guidare il processo, anche attraverso la mediazione regionale, di razionalizzazione e accorpamento delle Scuole di Specializzazione e quello di rappresentare adeguatamente presso il Ministero l’offerta formativa senese.

    Nota 3. La promozione dell’alta specializzazione del nostro ospedale e la sua identificazione come centro di riferimento regionale e nazionale è compito primario della Facoltà di Medicina. Ritengo che questo sia anche il miglior sistema per garantire ai cittadini di Siena servizi forniti da personale ultraspecializzato ed esperto. Per rafforzare il rapporto tra Facoltà e cittadinanza, propongo di istituire una commissione che abbia il compito di recepire le esigenze dei cittadini espresse attraverso il Comune e la Provincia.

    Nota 4. La ricerca in medicina dipenderà sempre di più dalla rapidità dei flussi informativi tra una disciplina e un’altra e dalla possibilità di usufruire di materiale biologico connesso a dettagliate informazioni cliniche aggiornabili longitudinalmente. Teoricamente ogni singolo ospedale può diventare una grande biobanca in cui le informazioni delle cartelle cliniche, i referti delle diagnosi strumentali, inclusa la parte dell’ imaging sono archiviate in maniera collegata a vari tipi di materiale biologico proveniente dagli stessi pazienti. A livello europeo, nazionale e regionale si stanno investendo risorse su questa tematica. La Regione Toscana ha ricevuto circa 1 milione di euro per il 2009 per interventi in materia di biobanche da investire nei sottosettori di biobanche di sangue cordonale, di tessuto muscolo-scheletrico e di biobanche oncologiche. E’ necessario dimostrare in Regione le competenze senesi esistenti su questi sottosettori al fine di convogliare verso Siena una parte adeguata di queste risorse. E’ necessario inoltre rappresentare in Regione le competenze senesi anche su tutti gli altri settori delle biobanche al fine di convogliare altre risorse che saranno messe a disposizione nel prossimo futuro.

    Nota 5: le malattie rare sono una tematica trasversale che interessa tutti i settori specialistici in medicina (malattie respiratorie, nefrologiche, dermatologiche ecc). E’ uscito proprio in questi giorni un decreto regionale che rappresenta una “débâcle” per le competenze senesi (con l’unica eccezione della neurologia. Delle 17 strutture di coordinamento 16 sono di area fiorentina o pisana di cui alcune perfino di asl periferiche come Pistoia. Tale panorama contrasta con la notevole attività su questo fronte di molti settori specialistici come si evince dal registro toscano delle malattie rare. Poiché sta per uscire un bando di finanziamento sul tema delle malattie e in generale la sanità italiana farà nel prossimo futuro investimenti finanziari consistenti in questo settore sulla scia della tendenza europea, è necessario fare pressione in Regione affinché le competenze senesi vengano riconosciute e vi sia su questo fronte un adeguato rientro economico che ne permetta a sua volta l’ulteriore sviluppo assistenziale e di ricerca.

    Nota 6. La Regione Toscana si accinge ad affrontare un compito che non sa organizzare per cultura pregressa: quello del coordinamento e distribuzione dei finanziamenti. La settimana scorsa, in data 22 aprile, la Regione ha convocato un incontro informativo sul Bando di Sanità Pubblica della Commissione Europea, il cui bando 2009 scade il 20 maggio. Vi è stata una forte reazione di protesta da parte di tutte le persone presenti, che hanno immediatamente abbandonato l’aula, perché si trattava di mettere in piedi network internazionali con una scadenza così ravvicinata che impediva di fatto la presentazione di qualsiasi proposta progettuale: molti gruppi a Siena, come del resto Firenze e Pisa, hanno perso pertanto un’occasione di finanziamento. Questo è solo un esempio che sottolinea l’importanza di una commissione, che agisca come un ufficio grant che si informi anticipatamente sulla scadenza dei bandi e che tenga i rapporti con la Regione nella trattative di presentazione. In genere, in questi bandi, si possono presentare un numero limitato di progetti ed è necessario convincere la Regione che l’eventuale proposta senese ha maggiore consistenza e probabilità di successo di quella presentata da altri.

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