Svendita di lauree: se ne occupa anche “rai 3” con un servizio di “report”

Questo blog si è già occupato della svendita delle lauree, sulla base del riconoscimento dei crediti formativi, e della concorrenza al CEPU fatta dalle università. Domenica 28 maggio alle ore 21.30 l’argomento verrà affrontato anche da rai 3, con un servizio di Report intitolato:

Regalo di laurea (di Giovanna Boursier)
La riforma universitaria, o legge Berlinguer, del 1999, ha trasformato il vecchio sistema degli esami in quello dei crediti. Da allora le lauree si misurano in crediti e debiti e le università possono riconoscere crediti formativi a chi vuole iscriversi. Lo dovrebbero fare in base alle
certificazioni che dimostrano esami e corsi superati negli anni da ogni studente. Nel 2001 una legge modifica la Berlinguer stabilendo che i crediti vanno riconosciuti anche ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.
Così da qualche anno è un fiorire di convenzioni, cioè di accordi tra enti pubblici e atenei che diminuiscono il numero degli esami a chi decide di laurearsi. Ce ne sono dappertutto e per chiunque: poliziotti, finanzieri, militari, giornalisti, infermieri, agrotecnici, ragionieri, consulenti del lavoro, dipendenti del Ministero dell’Interno e persino dell’Aci e dell’Inps. Tanti iscritti che alle piccole università private fanno comodo, poiché tanti studenti significano maggiori entrate. Ma in giro per l’Italia ci sono anche false università e nuovi centri di ricerca, fondati da noti uomini politici e lautamente finanziati.

Devolution? No grazie, risponde l’Università

DevolutionAldo Ferrara. Forse i cittadini chiamati alle urne il 25 giugno p.v., per confermare o meno il D.L. sulla Devolution, voluto da Calderoli e affini, non sanno che la devoluzione dei poteri agli enti locali è processo legislativo già riconosciuto ed identificato, nell’ambito universitario, come Autonomia. Voluta fortemente da Antonio Ruberti per dare trasparenza amministrativa e gestionale agli Atenei, la primigenia visione del Legislatore è stata completamente stravolta e sostituita da un Far West gestionale in cui dominano i privilegi, le usurpazioni e le corruzioni. Quindi noi conosciamo sufficientemente l’argomento per dire “sì, sarebbe stata buona cosa, ma è stata male applicata”.
Diverso è l’ambito della Costituzione, che sta per essere stravolta da una devolution totale che affida agli enti locali materie di primo interesse pubblico come sicurezza, sanità, scuola ed altro ancora di cui allo sviluppo successivo.
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”Pane e cacio”: riflessioni su privacy, comunicazione e marketing, censura

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Pier Egisto Valensin. Sembra impossibile. Ci sono notizie roboanti, enfatiche, che vengono ripetute per più giorni, praticamente uguali nella sostanza e nella forma, su tutte le reti televisive, pubbliche (si fa per dire) e private, e su tutti i quotidiani; ce ne sono altre, spesso a mio giudizio più importanti e utili per la formazione della cosiddetta opinione pubblica, che vengono costantemente sottaciute ed emergono solo se si cercano col lanternino. Non si può non registrare una profonda dissociazione tra realtà e immagine. Non è il solo settore in cui l’innegabile progresso tecnologico viene utilizzato e manipolato per fini a dir poco di scarsa nobiltà: quando non esisteva alcuna legge sulla privacy la vita privata dei cittadini non era messa in piazza come oggi avviene; quando non c’erano così impeccabili regole sulle intercettazioni telefoniche non poteva succedere che qualche funzionario da qualche parte registrasse ciò che ordinavi per la spesa quotidiana e che poi l’elenco delle tue derrate alimentari venisse riportato sulle pagine dei giornali; quando non esisteva il codice di autoregolamentazione della pubblicità gli spot non erano così aggressivi e volgari, oltre che portatori di una scientificità fasulla, la concorrenza non era così sleale, i bambini non venivano utilizzati così cinicamente e spudoratamente (mi capita di chiedermi come mai la Chiesa, che si mobilita con grande e autorevole fermezza contro il film di Dan Brown, non proferisce verbo quando Bonolis adopera nientemeno che il Paradiso per propagandare una marca di caffé, o quando frati e monache si presentano a reclamizzare mozzarelle e acque minerali). Tutti i salmi finiscono in gloria, tutta la nostra vita va a finire nel mercato (se si dice marketing suona meglio). In questa chiave nasce la Scienza della comunicazione, questa comunicazione, non una comunicazione limpida, non manipolata (chi non ha potuto ancora farlo, si vada a vedere il film War the Dog – titolo straziato in italiano come Sesso e potere – di Barry Levinson, con Dustin Hoffman e Robert De Niro, e capirà molto meglio di cosa stiamo parlando; e, già che c’è, rifletta anche un po’ sulle moviole truccate); in questa stessa chiave ci si rende conto dello sbocciare e dell’affermarsi del Centro Comunicazione e Marketing (allo stesso modo si vendono cravatte, berrettini, immagini e notizie) dell’Università di Siena, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, della C.R.U.I.
Viene così alla mente l’aborrita parola, censura, da tutti deprecata, da pochi effettivamente contrastata. In proposito, non so fare niente di meglio che ricordare una canzoncina di un’operetta goliardica di più di quarant’anni fa, partorita, se non vado errato, dalle tuttora fertili penne di Augusto Mazzini e Paolo Neri (la musica era quella del Moritat dell’Opera da tre soldi di Brecht: Siate cauti nel dileggio, non si tocca chi è protetto dal ministro dal prefetto, dal magnate al sacerdot / La notizia la vagliamo e se vera la scartiamo, solo balle propiniamo all’incauto ascoltator / Finché regna la censura che fa beffe alla cultura l’avvenire è assicurato, pane e cacio ci sarà.

Guido Trombetti è il nuovo Presidente della Conferenza dei Rettori (CRUI)

TrombettRoma, 18 maggio 2006. L’Assemblea dei Rettori ha eletto a maggioranza assoluta Guido Trombetti, Rettore dell’Università di Napoli Federico II, nuovo Presidente della CRUI. Le sue prime dichiarazioni.
«Il paese attraversa oggi un momento di forte cambiamento: un nuovo governo, un nuovo progetto. L’Università non sarà da meno. In qualità di Presidente della CRUI mi impegnerò per un rilancio delle quattro parole d’ordine che i Rettori italiani hanno ormai da anni messo a fondamenta del futuro dell’Università: risorse, valutazione, trasparenza, autonomia. In questo senso accolgo con grande favore le dichiarazioni del neo-Ministro Mussi che intende mettere in cima alla lista dei suoi obiettivi il tema dei finanziamenti. Gli Atenei non possono vivere senza risorse adeguate, la situazione odierna ce lo dimostra. D’altra parte non si può più chiedere senza essere valutati, la trasparenza e la misurazione dei risultati rappresentano l’unica via verso il riconoscimento sociale del nostro lavoro e verso un’autonomia responsabile. In quest’ottica il ruolo della CRUI sarà quello di crocevia del dialogo fra sistema universitario, da una parte, e istituzioni politiche, territorio e opinione pubblica, dall’altra. Un osservatore attento garante dell’autonomia e del rilancio della centralità dei nostri Atenei per lo sviluppo e la crescita del Paese.»
Suo precedente intervento: L’università che vorremmo

“Non ghettizziamo gli studenti, ghettizziamo i Senesi!”

Palazzo_comunaleDello sviluppo incontrollato dell’Ateneo senese, del rapporto difficile e talvolta conflittuale tra cittadini residenti e studenti universitari, della necessità di un riequilibrio tra città e università, questo blog si è già occupato. Oggi riportiamo un altro intervento su: campus, caro affitti, spopolamento del centro storico ecc.

Libera Siena. Ancora una volta, per enigmatiche quanto non condivisibili motivazioni, Cenni (sindaco di Siena, n.d.r.) si è espresso contro la realizzazione, al di fuori del Centro Storico, di piccoli campus o case dello studente; e questo dopo avere affermato, appena pochi giorni fa, di volere riportare i cittadini in centro. Viene il sospetto che si tratti di un’affermazione in chiara ottica elettorale visto il completo disaccordo con quanto realizzato in questi anni di gestione della Città. Ora, per cogliere entrambi gli obiettivi in palese contrasto fra di loro, ci chiediamo quale sortilegio ha in mente il candidato a sindaco Cenni: forse di sopraelevare gli antichi palazzi per costruire nuove abitazioni capaci di contenere sia gli studenti che i residenti? O forse, alla stregua di Montreal, costruire una città sotterranea magari con l’utilizzo degli antichi bottini?
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Strutturofilia

LaurencejpeterLa Strutturofilia è una preoccupazione ossessiva per gli edifici (progettazione, costruzione, manutenzione e ricostruzione) e un crescente disinteresse per il lavoro che si svolge o dovrebbe svolgersi dentro di essi. Ho osservato la Strutturofilia a tutti i livelli ma indubbiamente essa raggiunge i suoi casi più gravi fra i politici e i rettori di università. Da: “Il principio di Peter” di L.J. Peter e R. Hull, ed. Bompiani 1970, pag. 139.

Emergenze nell’Università di Siena: tout va très bien, Madame la Marquise? Responsabilità e volontà di cambiamento

MarquisePier Egisto Valensin. Penso che il nuovo rettore si sia mosso col piede giusto, denunciando la drammaticità della situazione finanziaria dell’università di Siena, assumendo già alcune iniziative che testimoniano con chiarezza la volontà precisa di coniugare efficienza con rispetto della legalità, trasparenza e spirito democratico. Altre testimonianze del grave stato economico dell’ateneo emergono quasi quotidianamente, in particolare per quanto riguarda il suo ruolo nel governo della sanità pubblica. Mi sembra pertanto indispensabile rivisitare le recenti vicende, non per colpevolizzare, sia ben chiaro (se ci sono stati reati o illeciti penalmente rilevanti, ci pensi la magistratura, in cui continuo a credere, almeno finchè qualcuno che ci prova non riuscirà nell’obiettivo di delegittimarla), ma per capire. Capire in primo luogo come debbano essere equamente distribuite le responsabilità (Hitler da solo non avrebbe potuto impiantare quel popò di casino che ha sconvolto, e continua a sconvolgere, il mondo intero), rileggere gli atteggiamenti pubblicizzati dopo lo scoppio del caso giudiziario. Il titolare di questo blog ha dimostrato di avere le carte in regola, in termini di competenza e documentazione, per compiere questa operazione; per esempio, riassumere oggi, a distanza di tempo dall’iniziativa legale, quali personaggi, e soprattutto quali strutture, hanno strillato contro l’attacco politico contro il rettore e l’autonomia universitaria, quali personaggi, e soprattutto quali strutture, hanno fatto quadrato intorno al rettore Tosi e come questi personaggi e queste strutture si sono mossi nel corso della campagna per l’elezione del nuovo rettore.
È importante, direi decisivo, per comprendere ciò che succederà domani, chi sarà al fianco del rettore Focardi nelle sue lodevoli iniziative e le dichiarazioni programmatiche di chi dovranno viceversa essere prese con le molle.
Nei giorni scorsi due facoltà, Medicina e Farmacia, hanno rieletto, a larghissima maggioranza, i presidi già precedentemente in carica. Cosa significano queste conferme? Rappresentano forse un arroccamento delle due facoltà su posizioni di contrasto alla volontà di cambiamento del rettore Focardi? Se così non è, sarà bene che i due ripresidi si affrettino, non a proclamare, ma a testimoniare concretamente la loro solidarietà alle iniziative di cambiamento. Troppe volte, nel passato anche recente, abbiamo sentito cantare tout va très bien, Madame la Marquise, mentre il castello andava a fuoco.
Pubblicato da: il Cittadino Oggi 14 maggio 2006

Giorgio Napolitano eletto Presidente della Repubblica alle ore 12,54

NapolitanoAldo Ferrara. Uomo sensibile ai problemi dell’innovazione e dell’Università, è, tra l’altro, cognato del Rettore di Roma 3 Prof. Guido Fabiani, di recente investito della Legion d’Onore dal Presidente francese Chirac. Non sarà dunque insensibile ai nostri richiami sui problemi irrisolti dell’Università, come recentemente abbiamo avuto modo di apprezzare. A Lei, Signor Presidente Napolitano, l’augurio di un felice settennato e la certezza che ci sarà sempre vicino.
Non è facile sintetizzare la mission politica del nostro Presidente che si profila di altissima statura e tra i pochissimi degni, per storia politica, tradizione e coerenza intellettuale, di ascendere al Colle.
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Quirinale: elezioni o nomination?

Amato_dalemaL’ombra lunga di Siena si proietta comunque sul Colle. Perché? Perché protagonisti di questa battaglia sono Amato e D’Alema. Amato è da sempre legato al territorio senese, dove è stato più volte eletto. D’Alema per i suoi rapporti col Monte dei Paschi.
Aldo Ferrara. “L’ingorgo istituzionale”, determinato dalle elezioni degli organismi parlamentari, del nuovo inquilino del Quirinale, con la successiva nomina del governo, può diventare un tritacarne ed avviare quel processo di disgregazione che è nelle cose, ovvero diventare momento iniziale di riassetto, in un senso od in un altro. Comunque vadano gli avvenimenti, la sinistra italiana non sembra liberarsi da quel complesso di problemi, d’irrisolte questioni interne, che la porta ad un percorso tendenzialmente autofagico.
In una dinamica di veti e personaggi contrapposti, molti dei quali passano per il toto-Quirinale, restano due punti fermi: il primo, indiscutibile, è Bertinotti nella sua nuova figura istituzionale. Ha dato già ottima prova dimostrando saggezza politica e soprattutto che si può fare politica anche dalla terza carica dello stato. L’esplorazione rapidissima, affidatagli dal Capo dello Stato, per la verifica se fosse più opportuno dare l’incarico per il nuovo governo subito o dopo il rinnovo del Quirinale, con la conseguente scelta di convocare in anticipo le Camere, indica a sua volta due cose: primo che Ciampi aveva già deciso di non ricandidarsi e secondo che lo scontro per il Quirinale può essere foriero di nuovi cambiamenti sul governo stesso. Sia sulla composizione del governo sia sulla sua guida.
Il secondo punto fermo è l’accoppiata D’Alema-Amato. Non si scontreranno mai il Presidente ed il Vice-Presidente della Fondazione Italiani Europei che è ben più di una onlus (né, in questa fase, si scontreranno mai il potere politico, espressivo della sinistra attuale con il potere consolidato di banche ed industria). Dunque non di contrapposizione ma di giustapposizione (per altro opportunamente) si tratta, tra Quirinale e Governo.
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Scienza e vita quotidiana non possono essere separate

Rosalind Franklin, studentessa a Cambridge, a suo padre (1940). Tu consideri la scienza (o per lo meno così ne parli) come una sorta di invenzione umana lesiva della morale ed estranea alla vita reale, un’invenzione che va tenuta sotto controllo e collocata fuori dalla vita quotidiana. Ma la scienza e la vita quotidiana non possono e non dovrebbero essere separate. Per me la scienza fornisce una parziale spiegazione della vita. Per quanto è possibile, la scienza è basata sui fatti, sulla esperienza e la sperimentazione…
Sono d’accordo che la fede sia essenziale per riuscire nella vita … Dal mio punto di vista, la fede sta nella convinzione che, facendo del nostro meglio, ci avvicineremo di più all’obiettivo e che l’obiettivo (il miglioramento di tutto il genere umano, presente e futuro) sia un bene degno di essere perseguito.