Mentre il Monte dei Paschi chiede il risarcimento dei danni, il rettore dell’università di Siena premia i responsabili del dissesto dell’ateneo

UnisiMPS

Banca Monte dei Paschi di Siena. La Banca comunica che, in forza di delibera del Consiglio di Amministrazione, ha promosso in data odierna avanti il Tribunale Civile di Firenze le seguenti azioni giudiziarie e precisamente:

(i) nei confronti dell’ex Presidente Avv. Giuseppe Mussari e dell’ex Direttore Generale Antonio Vigni un’azione di responsabilità sociale, e nei confronti di Nomura International Plc un’azione di responsabilità extracontrattuale per concorso della stessa con i predetti esponenti della Banca, in relazione all’operazione di ristrutturazione finanziaria concernente le notes Alexandria posta in essere nel luglio-ottobre 2009; con tale azione viene chiesta la condanna in solido delle parti convenute al risarcimento dei danni subiti e subendi dalla Banca per effetto della contestata operazione;

(ii) nei confronti dell’ex Direttore Generale Antonio Vigni un’azione di responsabilità sociale, e nei confronti di Deutsche Bank AG un’azione di responsabilità extracontrattuale per concorso della stessa con il predetto esponente della Banca, in relazione alle operazioni di Total Return Swap poste in essere nel dicembre 2008 con riferimento alla società veicolo Santorini Investment Ltd; con tale azione viene chiesta la condanna in solido delle parti convenute al risarcimento dei danni subiti e subendi dalla Banca per effetto delle contestate operazioni.

In relazione a quanto precede il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di porre all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci, che verrà convocata per l’approvazione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2012, anche le deliberazioni in merito alle predette azioni di responsabilità nei confronti degli ex esponenti aziendali sopra indicati.

Report e il sistema Siena: terremoto nella Fondazione MPS e nella Banca

Dopo la trasmissione di Report (Il Monte dei fiaschi), ecco il blitz della Guardia di Finanza, che sta indagando sulla discussa acquisizione di Banca Antonveneta. Di seguito il comunicato stampa sull’operazione Giotto.

«La Procura della Repubblica di Siena ha disposto una serie di perquisizioni presso le sedi legali della Banca Monte dei Paschi di Siena, della Fondazione Monte Paschi Siena, del comune e della Provincia, di numerose istituzioni finanziarie italiane ed estere con sede sul territorio nazionale, nonché di abitazioni private, in ordine ad una serie di condotte poste in essere a partire dal 2007, in occasione dell’acquisizione di Banca Antonveneta dagli spagnoli del Banco Santander, protrattesi sino al 2012. Le attività odierne sono condotte dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma coadiuvato dal Comando Provinciale di Siena. Le ipotesi investigative riguardano i reati di manipolazione del mercato ed ostacolo alle funzioni delle Autorità di Vigilanza in relazione alle operazioni finanziarie di reperimento delle risorse necessarie alla acquisizione di Banca Antonveneta ed ai finanziamenti in essere a favore della Fondazione Monte dei Paschi.»

L’operazione ha visto impegnati 150 uomini della GdF in perquisizioni di uffici della Banca a Siena, Roma, Firenze, Milano, Padova, Mantova e nelle sedi del Comune e della Provincia di Siena. Perquisizioni anche nelle abitazioni del presidente (Gabriello Mancini) e del direttore generale (Claudio Pieri) della Fondazione MPS e in quelle dell’ex presidente (Giuseppe Mussari), dell’ex direttore generale (Antonio Vigni) e di altri dirigenti della Banca. Così, l’indagine della Procura di Siena, che sembra confermare i rilievi emersi con l’inchiesta di Report, chiude definitivamente le polemiche. Infatti, il sindaco Franco Ceccuzzi aveva considerato la trasmissione «gravemente offensiva per la città, i senesi, il Palio e le sue tradizioni», dichiarandosi pronto alle «necessarie azioni di tutela legale.» Anche Stefano Bisi, che in precedenza aveva definito il sistema Siena «un groviglio armonioso di enti, associazioni e uomini», indicando la trasmissione di Report come un «frullato diffamatorio nei confronti della città», dovrà ammettere, dopo il blitz della GdF, d’aver coniato uno slogan effimero e autolesionistico.