La Facoltà medica senese è … Facta, anzi ri-Facta

Luigi_FactaAldo Ferrara e Giovanni Grasso. C’è un gran bisbigliare sulla futura, non certissima, rielezione del Preside della Facoltà di Medicina. Se ne parla anche sui giornali ove appaiono talora incaute affermazioni di carattere storico e, si sa, i medici conoscono poco la storia ed ancor meno ne apprezzano le lezioni. Abbiamo letto che “non risulta assolutamente bulgara l’elezione in corso perché il Preside uscente ha operato bene durante il suo mandato”. In politica per “bulgaro” si intende un qualunque provvedimento, elezione o dispositivo approvato a maggioranza totalitaria, senza espressione evidente di dissenso, opposizione o controproposta. Nulla a che vedere con il giudizio sull’operato della amministrazione pro-tempore. Detto questo osserviamo invece che la Facoltà è “ri-facta”. Sempre per concedersi una pennellata di cultura ricordiamo chi era Luigi Facta, uomo politico nato a Pinerolo nel 1861 e morto nel 1930. Deputato del centro-destra appena trentenne, si schierò con Giolitti e nel suo quarto governo ne divenne Ministro delle Finanze. Facta fu Presidente del Consiglio dei Ministri dal febbraio 1922 e fu lui, alla guida del governo, che dovette affrontare la marcia su Roma con i risultati che sappiamo. “Che fa il nesci, Eccellenza? O non l’ha letto?” direbbe Don Lisander.
Quale analogia troviamo? È semplice! Siamo di fronte ad un’elezione per la quale malumori e mal di pancia non si contano più, ma nessuno vuole uscire allo scoperto, ritenendo l’attuale Presidenza di transizione. In primis tale transizione può essere solo giustificata da due motivazioni: lo scontento e i rapporti con la pregressa amministrazione. Il primo nasce da una non omogenea ed armonica crescita della Facoltà, nella quale non tutti sono stati ascoltati, non di tutte le esigenze si è tenuto conto ma al contrario si è privilegiato il rapporto con gruppi ben identificati. Una presidenza di tutti? Neanche per idea, una presidenza per pochi! E gli altri, figli di un dio minore! Il secondo punto è più serio. Il nuovo corso dell’amministrazione nell’Ateneo, con un Rettore ad hoc e desideroso di ben operare, implica un deciso cambiamento di boa anche per coloro che sono stati espressivi dell’amministrazione precedente: uno spoiling al contrario ossia il ripristino della normalità.
Ma nessuno vuol approfittare di questa circostanza per ridare fiato e speranza ai tanti docenti che aspettavano la “primavera”, e non solo quella meteorologica, a medicina. Lo diciamo soprattutto agli studenti che meritano un futuro più certo nello sviluppo del sapere e nell’inserimento nel mondo del lavoro. È a loro che dobbiamo quel che siamo, è da loro che ci aspettiamo una resipiscenza di nobiltà d’interessi. Insomma c’è chi vuol cambiare regime e chi vuol farlo, il regime, ma non saremo tanti Facta, che aspettarono alla stazione il vagone letto da Milano, quel 22 ottobre.

Pubblicato da: il Cittadino Oggi 29 aprile 2006

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