Scienze: sapere tutto di nulla

Erwin Chargaff (scritto del 1979). Non sono però sicuro che l’uomo, così come è dotato di un senso quasi istintivo per la simmetria, sia animato anche da un corrispettivo desiderio elementare di semplicità. Ma Ludwig Wittgenstein scrive il 19 settembre 1916 nel suo diario: «L’umanità ha sempre mirato a una scienza nella quale simplex è sigillum veri». Questa aspirazione alla semplificazione ha costituito, in effetti, una delle energie intellettuali che hanno fatto progredire la scienza moderna, ma il tentativo di trovare simmetria e semplicità nel tessuto vivente del mondo ha spesso portato a conclusioni erronee e a distorsioni antropomorfe. Il mondo è costruito in molti modi: semplice per chi ha una mentalità semplice, profondo per chi ha un pensiero profondo. Il nostro tempo è piuttosto debole di mente,* ma le scienze diventano sempre più complicate, mentre alcuni sanno sempre di più su sempre di meno. La condizione ideale cui ci avviciniamo in modo asintotico è sapere tutto di nulla.
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*Si confronti, per esempio, il Decamerone o l’Eptamerone con uno dei nostri betseller oppure, se si vuole, Jean Paul, questa magnifica alternativa al classicismo tedesco, con uno dei nostri premiatissimi grandi della letteratura. La capacità di leggere con rigore cose dure e difficili è scomparsa. Oggi si può accettare soltanto la letteratura più fiacca.

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