La bambina bisognosa soprattutto di onestà

Corrado_augiasFrancesco Bonfanti (kartoski@virgilio.it). Lettera a: la Repubblica 8 luglio 2006. Dott. Augias buongiorno, racconto una storia. Ho conosciuto una bambina ucraina di 9 anni arrivata in Italia. È figlia di contadini in miseria, orfana di padre, vestita con abiti rammendati. La bimba, minuta, occhi azzurri e attenti come quelli delle sue ‘padrughe’ (amiche) scese dal pullman, viene affidata a una famiglia italiana. Nella nuova casa, a tavola e nei negozi, la piccola ucraina vede e vive il “benessere” e si confronta con i suoi coetanei italiani. Un giorno «la mamma italiana» porta la bimba a casa mia per prendere delle cassette di cartoni animati. Noi siamo al mare, la signora entra con le chiavi che le avevo lasciato, prende libri e Vhs, cerca di spiegare come può che la casa è di amici e sale in auto. La bimba la guarda sbigottita, pensa se salire o no in auto e poi alterata dalla collera si avvia a piedi. A nulla servono le preghiere della donna che cerca di capire cosa diavolo sia successo. La bimba proprio non vuole salire, dice parole forti con sempre maggiore decisione, piange e si dispera attirando l’attenzione dei passanti. È panico.
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