«Libertà va cercando, ch’è sì cara….». Seneca docet

Cittoggi_1Aldo Ferrara. Ci batteremo sempre perché il nostro avversario possa liberamente esprimersi ed avere ogni strumento di lotta verbale e politica. È una massima che risale a Voltaire, ripresa da Sandro Pertini e che ispira il comportamento etico-politico di ogni democratico sin dal 14 luglio 1789. Invece cosa succede? In una città roccaforte della sinistra, “zoccolo duro” come fu definita da Achille Occhetto nelle elezioni del 1983, Siena per intenderci, madre dei poteri forti, fortissimi e sede del Monte dei Paschi, anziché liberalizzare l’iniziativa editoriale, un giornale locale chiude. Certo, un giornale fortemente arroccato su posizioni conservatrici e dichiaratamente anti-sinistra. Anche se c’è da chiedersi cosa sia conservazione e cosa innovazione in politica al giorno d’oggi. Un giornale, un tempo scandalistico, da stigmatizzare certo, ma che era cambiato negli ultimi quattro anni fino a diventare paladino delle voci libere e comunque rappresentare i fatti distinti dalle opinioni e a dare spazio a queste ultime equamente. Questo impegno, puntualmente rispettato, ha portato ad una paradossale situazione: il Cittadino Oggi, nonostante il suo orientamento conservatore, era l’unico strumento di comunicazione del dissenso, compreso quello di sinistra che si vedeva interdetto l’accesso agli altri media, tutti allineati con la sinistra ufficiale al potere. Paradossalmente, ma fino ad un certo punto, lo strumento della conservazione, presunta, si dimostra strumento di libertà.
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